Author: sEEd_aDm_wP

Presentazione

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Cari amici,

fino a qualche giorno fa, direi fino a qualche ora fa, non mi sarebbe stato difficile scrivervi per spronarvi a continuare nelle vostre attività di sensibilizzazione e promozione del “sovvenire”, attività sul territorio fondamentali e che portate avanti sempre con impegno e tenacia.

Ma nella situazione attuale che tutti conosciamo, e che cambia di ora in ora, non è facile prevedere una programmazione di riunioni ed eventi.

Nella pratica di tutti i giorni alcune diocesi hanno ricominciato a svolgere incontri per la formazione. Convinti della centralità di queste azioni operose nella nostra missione, non possiamo che gioirne. Ma con l’avanzare dei contagi da Covid-19 è assolutamente fondamentale che eventuali incontri vengano effettuati nel rispetto delle regole nazionali e locali relativamente alla tutela delle persone.

Perciò nelle prossime settimane vi invito a trasformare gli incontri formativi di tipo tradizionale, in collegamenti web. C’è chi di voi già lo ha fatto. Un esempio lo trovo nel nostro incaricato di Bologna Giacomo Varone che ne ha programmato uno “digital” per il 24 novembre, al quale possono iscriversi tutti dal titolo Il prete nella città degli uomini (anche nella pandemia). Guardate il programma nella sezione dedicata al Territorio.

Al momento non ci sono stati nuovi provvedimenti sul fronte delle celebrazioni. Il Dpcm del 13 ottobre 2020, sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19, lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Esso rimane altresì integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, già trasmesse nel corso dell’estate.

Quindi il prossimo 22 novembre, Giornata Nazionale di sensibilizzazione delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti (se non ci saranno nuovi Dpcm a riguardo) sarà possibile celebrare le Sante Messe, e sarà auspicabile, come già sapete, far parlare un laico dell’importanza delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti. Per questa Giornata Nazionale vi informo anche su un’iniziativa che vedrà affiancata a noi, come succede già da anni, l’Azione Cattolica. Questa volta sarà per loro una “prima volta”. Infatti il 22 novembre saranno coinvolti i presidenti parrocchiali di AC per la vendita di Avvenire nelle parrocchie, in accordo con i propri parroci. Il quotidiano avrà al suo interno uno “speciale” dedicato alla GN Offerte e un bollettino di conto corrente postale intestato all’Istituto Centrale Sostentamento Clero. Nella vendita del giornale, qualora si raccogliesse più denaro, la differenza rimarrà alla parrocchia stessa.

Non mi rimane che lasciarvi alla lettura degli articoli di questa newsletter che potrete sempre arricchire con i vostri contributi.

Buon lavoro

Massimo

In evidenza sul prossimo numero di Sovvenire

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Annunciatori di speranza nell’anno della pandemia. Nel periodico in uscita a fine novembre leggeremo l’azione dei sacerdoti che non si è mai fermata, sperimentando strade innovative di annuncio e carità. Come don Giulio Gallerani a Rastignano (Bologna), che ha accolto in parrocchia famiglie senza più un tetto dopo un licenziamento, mettendo a punto con professionisti e fedeli un progetto che le riaccompagna nel mercato del lavoro. O don Vincenzo Basiricò e don Emanuel Mancuso che a Paceco (Trapani) hanno dato man forte a studenti senza connessione web, con spazi wi-fi e formatori, evitando la dispersione scolastica in un anno di lezioni a distanza. O ancora, gli infermieri di comunità, nuovi samaritani nelle periferie, come alla Bovisasca, a Milano, con l’80% di popolazione anziana, per lo più confinata nelle case a causa del coronavirus: siamo andati a vedere come funziona l’idea realizzata da don Ivan Bellini e dai volontari della parrocchia San Filippo Neri.

Daremo quindi spazio al ricordo di un eroe silenzioso della carità, raccontato da chi lo ha conosciuto da vicino: don Roberto Malgesini, ucciso a Como durante la distribuzione delle colazioni ai poveri, lo scorso 15 settembre.

Se durante la pandemia tanti religiosi hanno dato la vita, altri hanno preso il loro posto: raccontiamo i preti ordinati nell’anno del Covid, segno di speranza per tutta la Chiesa, incontrando don Alessandro Valerioti, 31 anni, diventato sacerdote 2 mesi fa e già inviato come viceparroco a Châtillon e in altre 4 parrocchie della sua Valle d’Aosta, dove si accendono continuamente nuove zone rosse.

Le ricerche demografiche 2020 segnalano che da qui alla fine prevista dell’emergenza, nella seconda metà del 2021, migliaia di famiglie potrebbero rinunciare ad avere figli, con oltre 10 mila nati in meno e maggior possibilità di ricorso all’aborto: tra i preti da anni in campo a fianco delle donne e della vita nascente, alcuni come don Antonio Ruccia, parroco in zona Poggiofranco, a Bari, hanno installato una culla termica anti-abbandono in parrocchia. Don Ruccia ripercorre sulle nostre pagine il momento in cui per la prima volta lo scorso luglio è partito l’allerta collegato al suo telefonino e si è trovato di fronte ad un neonato, il piccolo Luigi, abbandonato con un biglietto drammatico e riaffidato in poco tempo a nuovi genitori: “è il momento di aiutare le famiglie e la società intera a diventare comunità dove per i piccoli c’è sempre posto” scandisce don Ruccia.

È proprio al Bambino Gesù, che resta la grande speranza dell’umanità anche in tempi angosciosi, è dedicato il dossier, firmato dal biblista padre Fernando Armellini, a partire dalla promessa di Dio al profeta Isaia: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce”.

A Piazza Armerina l’incontro formativo (con le dovute cautele…)

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Nonostante i dubbi a causa del Covid-19, in sinergia col Vescovo e rispettando tutte le norme vigenti, lo scorso 17 ottobre si è tenuto l’evento formativo sul “sovvenire” a Piazza Armerina. Ha presieduto i lavori il Vescovo Mons. Rosario Gisana. L’incontro si è tenuto nella Basilica Cattedrale e non nella consueta sala riunioni della Curia vescovile, per garantire il giusto distanziamento tra i partecipanti.

Ha relazionato l’incaricato diocesano del Servizio promozione sostegno economico alla Chiesa Orazio Sciascia che ha messo in risalto i valori del “sovvenire”, la sua storia e gli strumenti.

A tal proposito ha ricordato quanto sia importante impegnarsi durante la campagna fiscale nella raccolta delle firme anche attraverso il modello CU (per coloro che non hanno l’obbligo della presentazione della dichiarazione dei redditi) e promuovere le Offerte per il sostentamento ai sacerdoti, ricordando la Giornata Nazionale delle “Offerte deducibili per il sostentamento ai Sacerdoti, che si celebra in tutta Italia in occasione della Solennità di Cristo, Re dell’Universo, domenica 22 novembre 2020.

Oltre ai vari interventi che si sono succeduti, ha preso la parola il direttore diocesano della pastorale della Caritas, diacono Mario Zuccarello. Anche egli ha messo in risalto quanto sia fondamentale destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica ribadendo che, con quel semplice gesto, si aiutano tante famiglie bisognose. Nel successivo spazio il Vicario Generale, Mons. Antonino Rivoli, ha comunicato con precisione gli interventi caritativi che la diocesi ha fornito a tutte quelle famiglie e, piccole aziende artigianali e commerciali.

Sono seguiti diversi interventi da parte degli uditori e sono state poste parecchie domande alle quali sono state date, con dovizia, le dovute risposte.

Ha chiuso i lavori il Vescovo che ha messo in risalto come dobbiamo adoperarci a porre in atto tutti i mezzi affinché le risorse dell’8xmille crescano sempre di più, senza trascurare l’altra importante forma di sostegno economico, quella delle Offerte per il sostentamento ai sacerdoti, in modo tale che la Chiesa possa trovarsi nelle condizioni di sostenere ancora di più i bisognosi che, in questo tempo di pandemia, purtroppo, sono aumentati.

Si è soffermato, inoltre, sul valore della trasparenza ribadendo che se è vero che la Chiesa riceve risorse economiche è altrettanto vero che dona. Tutto questo è stupendo quando si lavora, appunto, nella massima trasparenza.

Ha continuato nel dire che il vero cristiano non deve scandalizzarsi degli eventuali scandali. Ha quindi concluso ricordando che se “chi annuncia il Vangelo viva del Vangelo”, spetta ai fedeli sostenere i sacerdoti, perché essi hanno scelto di vivere a tempo pieno il Vangelo, donando ad ogni fedele la propria esistenza e dunque sostenerli è una dimostrazione di riconoscenza e ringraziamento.

Cav. Rag. Orazio Sciascia
Incaricato diocesano


Come può un parroco non vedente conoscere e stare con i propri parrocchiani?

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La risposta di don Matteo, non vedente dalla nascita, è: «ne sento l’odore!».

Questo e molto più nel nuovo video, del regista Giovanni Panozzo, dedicato a don Matteo Buggea (su insiemeaisacerdoti.it). La parrocchia del Sacro Cuore a Pachino lo ha visto crescere e l’ha accolto nei suoi primi passi da seminarista e prete poi.

Qui, grazie all’impegno di Giuseppe Vassalli che è anche diacono permanente della comunità, è sorto un progetto “dopo di noi” che si prende cura, attraverso l’ospitalità in una casa sorta nei locali limitrofi alla chiesa, di alcuni adulti con disabilità rimasti privi dei genitori. Queste persone sono al centro della vita della parrocchia. Necessitano di preghiera, di essere accompagnati o più semplicemente, come dice don Matteo, di essere visti. «E poi – aggiunge – di essere visitati, anche perché lì ci abita il Signore».

La periferia, luogo dove sorge la parrocchia, è sempre stata preferita da don Matteo perché lì ti senti più libero, c’è più spazio e poi… «si pascola meglio!».


Offerte sostentamento clero: 22 novembre Giornata Nazionale di sensibilizzazione

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“I sacerdoti, donando se stessi, ci insegnano che Dio è la realtà più bella dell’esistenza umana”. Sono circa 34 mila in Italia i sacerdoti che – come evidenziato da Papa Francesco – si dedicano agli altri. Non solo ai più abbandonati ma ad ognuno di noi. Quotidianamente ci fanno spazio, ci offrono il loro tempo, dividono volentieri un pezzo di strada con noi senza chiederci chi siamo. Preti necessari a tutti, perché siamo tutti poveri e bisognosi di un incontro che rinnovi la nostra vita.

La Giornata nazionale delle Offerte è una domenica di vicinanza tra preti e fedeli, affidati gli uni agli altri. È la festa del sovvenire, cioè del provvedere alle necessità della Chiesa con una scelta di condivisione: quella di accompagnare e sostenere la missione dei sacerdoti. Non solo domenica 22, ma in tutto il periodo di Natale, per poi ripetere l’Offerta nel corso dei mesi successivi. Basta anche una piccola somma ma donata in tanti.

Ogni Offerta è il segno concreto di questa vicinanza. Raggiunge tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro – spiega il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – Tanto più nell’anno difficile del Covid, in cui da mesi i preti diocesani continuano a tenere unite le comunità disperse, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri. Oggi più che mai i nostri sacerdoti sono annunciatori di speranza, ci incoraggiano a vivere affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”.

Le Offerte per i sacerdoti si aggiungono all’obolo domenicale. È possibile donarle attraverso conto corrente postale, bonifico bancario, carta di credito o donazione diretta. Destinate all’Istituto centrale sostentamento clero, che poi le redistribuisce equamente tra tutti i sacerdoti, sono uno strumento che ha origine dalla revisione concordataria del 1984. Da oltre un trentennio infatti il clero italiano non riceve più la congrua, ma è affidato alle comunità tramite questo meccanismo.

Oggi le Offerte raggiungono circa 34 mila sacerdoti, tra cui 400 missionari inviati nei Paesi in via di sviluppo e 3 mila preti anziani o malati, dopo una vita di servizio ai fratelli. Nel 2019 sono state raccolte oltre 84 mila Offerte. Una cifra ancora lontana dalle esigenze di un sostegno decoroso. Per questo è necessario l’aiuto di tutti.

Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare il sito www.insiemeaisacerdoti.it

In allegato il comunicato stampa completo di allegati con le raccolte degli anni precedenti, fabbisogno e modalità per donare, pieghevole, foglio informativo e locandina della Giornata Nazionale.

Qui i dettagli della collaborazione prevista con l’Azione Cattolica per promuovere questo importante evento ecclesiale.


A Bologna un Convegno su Il prete nella città degli uomini

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Il prete nella città degli uomini (anche nella pandemia) è il titolo del Convegno organizzato dal Servizio Promozione dell’Arcidiocesi di Bologna in occasione della Giornata 2020 di sensibilizzazione per il sostentamento dei sacerdoti e si terrà martedì 24 novembre alle ore 17.30 in collegamento streaming dall’Auditorium Santa Clelia – Curia Arcivescovile di Bologna su YouTube 12 porte e sul sito dell’Arcidiocesi di Bologna.

Dibatteranno sul tema:

  • Prof. Ivano Dionigi, Presidente della Pontificia Accademia di Latinità , già Magnifico Rettore dell’ Università degli Studi Di Bologna
  • Prof. Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali – Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Bologna
  • Sua Em.za Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna

Il dibattito sarà moderato dal giornalista dr. Michele Brambilla – Direttore QN – Il Resto del Carlino.

L’evento in digitale sarà introdotto e coordinato dal dr. Giacomo Varone – Responsabile del Servizio per la Promozione Sostegno Economico, Chiesa di Bologna.

L’evento è realizzato con il patrocinio FTER – Facoltà teologica dell’ Emilia Romagna e UCID – Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – Emilia Romagna

Nel segno della fratellanza, aumenta la generosità verso il clero

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La pandemia sta cambiando molti aspetti della nostra vita, ma non l’aiuto verso i sacerdoti. Sale nel 2020 la percentuale di chi ha fatto una donazione per sostenere i preti italiani, come pure cresce la raccolta, seppure in misura minore. Solo l’offerta media risente dei tre mesi di lockdown in primavera e dell’estate in emergenza Coronavirus. Nello scenario complessivo di grande incertezza e paura per il futuro, di questo cupo autunno, possiamo fare splendere raggi di luce con offerte, libere e deducibili, per sostenere i nostri sacerdoti.

In aumento le Offerte. La percentuale delle donazioni nei primi nove mesi di quest’anno è in crescita del 22,9% rispetto al 2019. Ben 44.996 sono le offerte (attraverso il canale bancario e postale) inviate dai fedeli all’Istituto Centrale Sostentamento Clero contro i 36.606 raccolti nello stesso periodo lo scorso anno. Un incremento importante rispetto al passato, che dimostra come gli italiani, nonostante l’emergenza virus, sono disponibili a sostenere una buona causa, quale quella del clero.

Anche la raccolta complessiva aumenta. Il 2020 segna un incremento di ben 12,3 punti percentuali. 2milioni 882mila euro sono donati nei primi 9 mesi del 2020 contro 2milione 556mila euro del 2019. Merito senz’altro dei nostri sacerdoti che proprio durante questi mesi segnati dal Coronavirus sono stati in prima linea accanto alle persone in difficoltà e non hanno mai mancato di fare sentire l’aiuto concreto e il sostegno spirituale della Chiesa, famiglia di Dio.

L’offerta media diminuisce, seppur di poco. Quest’anno ogni fedele ha donato, in media, 64 euro contro i 70 euro del 2019. Era inevitabile: la preoccupazione per il domani, le difficoltà economiche e la mancanza di lavoro costringono molte famiglie a “tirare la cinghia”. Ma, ciò nonostante, piccole offerte crescono. E questi ultimi mesi dell’anno rappresentano la grande occasione per sostenere i nostri fratelli sacerdoti, come gesto concreto di gratitudine.

La fratellanza è l’unica via. Il 22 novembre 2020, solennità di Cristo Re, si celebra la Giornata Nazionale per la promozione delle Offerte per il clero. Una data importante per abbandonare paure, chiusure ed egoismi ed essere generosi. Una tragedia globale come la pandemia ha suscitato la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va a danno di tutti. Nessuno si salva da solo, ci si può salvare unicamente insieme, scrive Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti”. Fare un’Offerta per il clero significa far sentire un profondo senso di fratellanza e amicizia sociale ai nostri sacerdoti, e testimoniare la nostra partecipazione a una Chiesa in uscita, luogo di accoglienza, di condivisione e di solidarietà.

Paolo Cortellessa


Emergenza Covid, dalla Diocesi di Milano distribuiti oltre 9 milioni di euro

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Per affrontare l’emergenza Covid, lo scorso aprile la Conferenza Episcopale Italiana ha deciso di erogare un contributo straordinario alle varie diocesi italiane per sostenere, tramite i fondi dell’8xmille, persone e famiglie in situazioni di povertà o di necessità, enti e associazioni che operano per il superamento dell’emergenza provocata dalla pandemia, enti ecclesiastici in situazioni di difficoltà.

Così la Diocesi di Milano ha ricevuto dalla CEI 9.129.800 euro come quota straordinaria, che si aggiungono agli oltre 7 milioni che rappresentano lo stanziamento ordinario per il capitolo “Culto e pastorale” (il bilancio ordinario generale è pubblicato annualmente sul sito della diocesi). Dopo le opportune verifiche e valutazioni delle scorse settimane, questo rilevante contributo verrà ora distribuito in modo capillare sul territorio della Diocesi.

Tre i capitoli di spesa: parrocchie, aiuto alle famiglie per sostenere le rette scolastiche nelle scuole dell’infanzia, enti (culturali e caritativi).

In particolare, 3.106.000 euro andranno a 195 parrocchie che si sono ritrovate in difficoltà nell’affrontare le spese ordinarie a causa del calo delle offerte dovuto alla sospensione delle Messe domenicali nei mesi di marzo, aprile e maggio. Si tratta di parrocchie distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio della Diocesi.

«Durante il lockdown – spiega il Vicario episcopale per gli Affari generali, monsignor Bruno Marinoni – i fedeli non hanno più potuto riunirsi nelle chiese per le celebrazioni domenicali. La mancata partecipazione alle Messe ha determinato anche una mancata raccolta delle offerte. Le parrocchie con le spalle più larghe hanno affrontato la nuova situazione senza particolari problemi. Altre più deboli hanno avuto maggiori difficoltà. Grazie al fondo straordinario della CEI, compenseremo questi mancati introiti. Inoltre proprio il senso di responsabilità dei parroci ci ha permesso di intervenire solo nei casi più gravi. Alcuni, infatti, pur potendo chiedere il contributo vi hanno rinunciato. Altri, addirittura, anche grazie alla generosità di privati cittadini, hanno raccolto risorse per i loro confratelli che si aggiungono allo stanziamento dell’8xmille. Un bell’esempio di solidarietà».

Altri 2 milioni di euro saranno assegnati ai genitori i cui figli frequentano le scuole per l’infanzia d’ispirazione cattolica. Gli istituti coinvolti sono 500, i beneficiari circa 5mila famiglie con Isee annuo inferiore ai 20mila euro. «Le domande sono state raccolte dalle scuole e saranno le scuole a distribuire le risorse. In un momento di grave difficoltà economica abbiamo voluto sostenere la libertà di scelta di chi ha meno risorse», spiega don Fabio Landi, responsabile del Servizio per la pastorale scolastica della Diocesi.

Infine, gli enti diocesani riceveranno complessivamente 4.130.000 euro, di cui un milione e 810mila derivanti dal cosiddetto fondo “emblematico”, assegnato a Diocesi, come quella di Milano, colpite in modo particolare dalla pandemia. Tra i beneficiari enti che svolgono un’attività pastorale o culturale, come la Fondazione Oratori Milanesi, il Museo Diocesano, la Biblioteca Ambrosiana e il Centro Asteria, ed enti caritativi, come la Fondazione San Carlo, la Casa della Carità e il Consorzio Farsi Prossimo.

Sono risorse, queste ultime, che serviranno a sostenere iniziative assunte durante l’emergenza sanitaria: dalla didattica a distanza ai contributi per l’affitto, dall’accoglienza al sostegno alimentare. Uno sforzo straordinario – che si aggiunge agli interventi ordinari della Diocesi di Milano (ad esempio attraverso il Fondo San Giuseppe) – resosi necessario per rispondere all’aumento delle domande di aiuto giunte dalla fascia più povera della popolazione, la più vulnerabile alle conseguenze delle misure di contenimento della pandemia.

Pubblicato su chiesadimilano.it mercoledì 21 ottobre 2020. In allegato la pagina che Avvenire (Milano Sette) ha dedicato a questo tema con il commento del nostro incaricato diocesano don Massimo Pavanello.

Caritas Italiana pubblica un Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia

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Il rapporto di Caritas Italiana, pubblicato su www.caritas.it in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. I dati della statistica pubblica definiscono lo scenario entro il quale ci muoviamo: il nostro Paese registra nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil; l’occupazione registra un calo di 841mila occupati rispetto al 2019; diminuisce, inoltre, il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle sempre più numerose persone che smettono di cercare lavoro. Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008. I dati dei centri di ascolto Caritas vanno proprio in questa direzione.

Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 emerge che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità. A fare la differenza, tuttavia, rispetto allo shock economico del 2008 è il punto dal quale si parte: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007, alla vigilia del crollo di Lehman Brothers.

In questo tempo inedito, gli interventi della rete Caritas sono numerosi e diversificati. Una vivacità di iniziative e opere realizzate anche grazie all’azione di circa 62mila volontari, a partire dai giovani impegnati nel Servizio Civile Universale. Sono 19.087 gli over 65 che si sono dovuti fermare per ragioni di sicurezza sanitaria e 5.339 le nuove leve (under 34), attivate in questo tempo di emergenza. Da Nord a Sud del Paese, continuano a non far mancare la loro prossimità e generosità verso i più poveri e i più vulnerabili e sono segnali della presenza di “anticorpi della solidarietà” che aiutano a diradare le nebbie della crisi in atto. Una crisi che, secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia, nei mesi di aprile e maggio, ha provocato una riduzione di reddito per la metà delle famiglie italiane, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; addirittura per il 15% del campione il calo è di oltre la metà del reddito complessivo.

Fin dai primi giorni dell’emergenza Covid-19, di fronte a queste sfide drammatiche e forti criticità, Caritas Italiana e le Caritas diocesane hanno continuato a stare accanto agli ultimi e alle persone in difficoltà, spesso in forme nuove e adattate alle necessità contingenti. Per cercare di avere un quadro complessivo dell’attività svolta e tentare di descrivere l’impatto economico e sociale della pandemia, sono stati realizzati tre monitoraggi nazionali: uno ad aprile in pieno lockdown, il secondo a giugno, dopo la riapertura dei confini regionali e il terzo a settembre dopo il periodo estivo. I dati raccolti testimoniano due grandi fasi attraversate finora, che corrispondono in parte ai diversi step di avvio delle misure e dei provvedimenti governativi: la prima, della “dura emergenza” coincidente con il blocco totale delle attività e con i 69 giorni nei quali gli italiani sono rimasti a casa, durante la quale si è pagato il prezzo più alto in termini di vite umane, sul fronte dei contagi e dell’impatto economico; la seconda, vissuta nei mesi estivi, nella quale si è avviata una lenta ripartenza, dai contorni e confini incerti.  In ciascuna delle due fasi le azioni messe in campo dalla rete Caritas sono state preziose.

Entrando nello specifico delle attività, la prima cosa da evidenziare è la riapertura dei centri di ascolto “in presenza”, per lo più su appuntamento o ad accesso libero; un ascolto di prossimità che va tuttavia in parallelo con i servizi telefonici e on line ancora molto diffusi. Da sottolineare poi tutta la preziosa attività sul fronte dell’accompagnamento e orientamento rispetto alle misure previste dal Decreto “Cura Italia” e “Decreto Rilancio; sono state azioni molto utili, che hanno permesso a numerose persone e famiglie in difficoltà di poter accedere a tali sostegni pubblici (l’83% delle diocesi ha svolto questa specifica attività).

C’è infine il tema del lavoro, in particolare quello della sofferenza sperimentata da tanti piccoli commercianti e lavoratori autonomi: rispetto a questo fronte le Caritas diocesane hanno erogato sostegni economici specifici, in ben 136 diocesi sono stati attivati fondi dedicati, utili a sostenere le spese più urgenti (affitto degli immobili, rate del mutuo, utenze, acquisti utili alla ripartenza dell’attività, ecc.). Complessivamente sono stati 2.073 i piccoli commercianti/lavoratori autonomi accompagnati in questo tempo.

Caritas Italiana ha anche esaminato il funzionamento delle misure emergenziali disposte dal Governo in particolare di quelle volte a sostenere i redditi di famiglie e lavoratori, anche per individuare i difetti e le criticità da evitare in futuro. Da una rilevazione ad hoc condotta su un campione di 756 nuclei beneficiari dei servizi Caritas nei mesi di giugno-luglio 2020, il REM è risultata la misura più richiesta (26,3%) ma con un tasso di accettazione delle domande più basso (30,2%) rispetto alla indennità per lavoratori domestici (61,9%), al bonus per i lavoratori stagionali (58,3%) e al bonus per i lavoratori flessibili (53,8%).

Il REM è stato fruito prevalentemente da nuclei composti da adulti over 50, soprattutto single e monogenitori con figli maggiorenni, con un reddito fino a 800 euro e bassi tassi di attività lavorativa. Si tratta di un profilo del tutto sovrapponibile a quello di coloro che percepiscono il Reddito di cittadinanza (32,5%) all’interno dello stesso campione intervistato: nuclei a reddito molto basso (49,7%), single (45,3%) e coppie senza figli (43,7%), prevalentemente anziani (42,2%). Questo dice che tra le due misure, rispetto alle caratteristiche dei beneficiari, vi sia sovrapposizione piuttosto che compensazione.

Inoltre coloro che hanno ricevuto dalle Caritas servizi di orientamento hanno fatto domanda per il REM tre volte di più rispetto a chi non ha ricevuto tale supporto dalle Caritas e hanno accresciuto di un sesto la possibilità di ottenerlo effettivamente. Orientamento e supporto fanno la differenza, in genere, soprattutto in situazioni di emergenza. Ecco perché nella indagine sulle misure di emergenza, nella metà dei casi (50,1%) i servizi e gli operatori Caritas sono stati identificati come la principale forma di aiuto e sostegno, sia concreto che psicologico durante l’emergenza Covid.

Quello che il Covid-19 ha messo in evidenza è il carattere mutevole della povertà e stiamo ora entrando in una nuova fase nel nostro Paese.  Di fronte a una situazione “inedita”, occorrono strumenti di analisi e di intervento adeguati al mutato contesto. In particolare ci sarà dunque bisogno di:

mettere in relazione i dati sulla povertà (assoluta e relativa) con dati sui percettori delle misure di contrasto;

realizzare analisi di lungo periodo per monitorare come cambiano le condizioni di vita delle persone in povertà e se e come su di esse incidano le misure pubbliche;

concepire le misure nazionali di contrasto alla povertà come un “work in progress”, che, a partire da un attento e sistematico lavoro di monitoraggio e valutazione del loro funzionamento e del loro impatto sulle vite delle persone vengano periodicamente “aggiustate” per poter adeguarsi e meglio rispondere alle trasformazioni in corso e per affrontare l’incertezza;

intercettare le cause della povertà, come dice papa Francesco: “lottare contro le cause strutturali della povertà, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi” (3 ottobre 2020). Solo in questo modo invece di accettare passivamente e in blocco il presente, si forniscono elementi a partire dai quali proiettarsi in un futuro di concreto cambiamento.

“Tre giorni del clero”, raduno organizzato dall’Arcidiocesi di Bologna

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Da lunedì 14 a mercoledì 16 settembre si è svolta a Bologna la “tre giorni del clero”, un momento di raduno di tutti i sacerdoti e diaconi dell’Arcidiocesi di Bologna, intorno all’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi.
Quest’anno – causa della pandemia – con modalità diverse rispetto al passato con un misto di “presenze” e “collegamenti”.

Lunedì 14 settembre in presenza in Cattedrale: per tutti i preti e i diaconi.

Martedì 15 settembre al mattino presso i Vicariati in presenza e nel pomeriggio in streaming con comunicazioni varie in diretta dalla Cripta della Cattedrale: ognuno ha seguito dalla propria parrocchia e ad ogni sacerdote e diacono è stato inviato il link per la diretta.

Mercoledì 16 settembre in presenza, presso il Cinema parrocchiale “Fossolo” con il saluto e le conclusioni dell’Arcivescovo .

Le comunicazioni date in streaming direttamente ad ogni singolo sacerdote nella seconda giornata sono state l’occasione per un intervento da parte dell’incaricato diocesano del “sovvenire” Giacomo Varone anche sui temi del “sostegno economico alla Chiesa e ai sacerdoti”.

Durante questo spazio – che era stato assegnato per presentare riflessioni sui temi del “sovvenire” durante la fase preparatoria dell’ordine del giorno dei lavori della tre giorni – è stato presentato il rendiconto delle assegnazioni e ripartizione a livello nazionale e diocesano relative all’anno 2020 dei fondi 8xmille con un focus particolare sulle fonti per il sostentamento dei sacerdoti diocesani .

L’occasione è stata propizia per riportare all’attenzione di tutti i sacerdoti le tematiche cardine del “sovvenire” riaffermando i principi sui quali, d’intesa con il Servizio centrale della Conferenza Episcopale Italiana, si basa tutta l’azione di promozione annuale sulle tematiche del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Qui le riflessioni del Card. Zuppi sulla “tre giorni del clero” bolognese.

Giacomo Varone
(incaricato diocesano per il “sovvenire”)