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Savona / “Signa Sanctorum”, caccia ai simboli dei santi per grandi e piccoli

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Dall’11 al 15 maggio i visitatori grandi e piccoli della Cattedrale Nostra Signora Assunta e della Cappella Sistina avranno l’occasione di partecipare alla caccia al tesoro “Signa Sanctorum”. Lo scopo è trovare i simboli dei santi raffigurati nelle opere d’arte conservate nei due edifici sacri, ad esempio il leone per san Marco, il giglio per sant’Antonio e la torre per santa Barbara.

I simboli individuati dovranno essere riportati su un’apposita tabella consegnata dai volontari del complesso museale. Al termine della caccia e della visita i volontari stessi spiegheranno i simboli e le opere d’arte che li contengono e regaleranno un dono ai partecipanti: agli adulti la cartolina con l’annullo filatelico della Processione del Venerdì Santo, ai bambini un omaggio dolce.

Grazie ad una iniziativa del nostro incaricato diocesano Salvatore D’Angelo, la cartolina con l’annullo filatelico ha sul fronte una foto della campagna 8xmille “è più di quanto credi” e sul retro il logo dell’8xmille (vedi foto).

Per partecipare alla caccia al tesoro basterà farne richiesta ai volontari presenti in loco. L’iniziativa è organizzata dal Complesso Museale della Cattedrale e Cappella Sistina e dal Servizio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Savona-Noli in collaborazione con il Servizio per la Pastorale Giovanile diocesano.

L’evento rientra nell’ambito di “Aperti al MAB Musei Archivi Biblioteche Ecclesiastici” e delle Giornate di Valorizzazione del Patrimonio culturale ecclesiastico, indette dalla Conferenza Episcopale Italiano con il tema “Risonanze di santità”.

8xmille / Povertà sanitaria, a Città di Castello un anno di cure e una sfida che cresce

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A Città di Castello la povertà sanitaria non è più soltanto un indicatore statistico, ma un fenomeno concreto che assume il volto di famiglie che rinunciano alle cure, di genitori costretti a rimandare visite per i figli, di persone sole o lavoratori fragili che non riescono a sostenere anche le spese mediche più essenziali. È da questa consapevolezza che ha preso le mosse il convegno “Povertà e vulnerabilità sanitaria: una nuova sfida”, promosso dalla Caritas diocesana di Città di Castello nel primo anniversario dell’ambulatorio odontoiatrico solidale “Santa Margherita”, l’opera segno nata anche con il sostegno dell’8xmille per offrire cure odontoiatriche di base a chi non può permettersele.

A un anno dall’apertura, l’ambulatorio “Santa Margherita” di Città di Castello racconta non soltanto una serie di prestazioni sanitarie, ma un presidio concreto di prossimità. Un luogo dove, come hanno sintetizzato sia Lombardo sia Zucchini, “i pazienti non pagano con la moneta, ma con la gratitudine; ed è questa la forza che ci spinge ad andare avanti”.

Nel corso della presentazione è stato proiettato anche il racconto video sull’ambulatorio tifernate realizzato per la campagna “Firmato da te” della Chiesa cattolica italiana, a sottolineare il ruolo concreto delle risorse dell’8xmille nella realizzazione di opere sociali sul territorio.

8xmille / Inaugurato a Cagliari il nuovo centro di accoglienza «Nostra Signora del Carmine»

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Nel pomeriggio dell’11 maggio è stato inaugurato il nuovo Centro di accoglienza «Nostra Signora del Carmine», realizzato dalla Caritas diocesana all’interno dell’omonima parrocchia a Cagliari. La notizia pubblicata su kalaritanamedia.it, a cura di Maria Chiara Cugusi, evidenzia che si tratta di un segno concreto di una Chiesa impegnata in prima linea nel rispondere all’emergenza abitativa, promuovendo al contempo percorsi di accompagnamento a lungo termine verso l’autonomia e il riscatto personale.

Il progetto, del valore complessivo di 100 mila euro, è stato finanziato per il 60% attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e per il 40% grazie al contributo di una donatrice privata. L’intervento ha riguardato la ristrutturazione e la riconfigurazione degli spazi, ora destinati all’accoglienza.

All’inaugurazione era presente l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Baturi, che ha sottolineato il valore umano e spirituale dell’iniziativa: «Si apre la possibilità di offrire un contributo diverso, qualcosa di nuovo rispetto a ciò a cui siamo stati abituati: attenzione, premura, cura – ha detto –. Sono nomi concreti dell’amore, della gentilezza, del rispetto. Tutti cercano una casa, ma non solo un posto letto: cercano un luogo in cui essere accolti, dove sperimentare la misericordia, che è concreta, affettiva ed effettiva». L’Arcivescovo ha inoltre richiamato l’importanza della collaborazione tra realtà ecclesiali e istituzioni: «La libertà della Chiesa si esprime nella capacità di operare insieme agli altri per il bene della persona».

Il centro, nato nell’ambito di un più ampio percorso di co-programmazione e co-progettazione con il Comune di Cagliari, dispone di 18 posti e di operatori dedicati. Il modello organizzativo è pensato per rispondere sia all’accoglienza notturna sia all’accompagnamento sociale delle persone ospitate.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio protocollo di collaborazione che coinvolge l’Arcidiocesi di Cagliari, l’Ordine dei Carmelitani, la Caritas carmelitana in Italia, la parrocchia Nostra Signora del Carmine e la Fondazione Caritas San Saturnino. Nei mesi scorsi l’accordo ha già portato all’apertura della Casa di accoglienza Sant’Anna, destinata a donne fragili e gestita insieme alle Suore Figlie della Carità.

Si tratta dell’ottavo centro di accoglienza a bassa soglia promosso dalla Chiesa diocesana, per un totale di circa 150 posti letto, a cui si aggiunge il servizio di accoglienza invernale. Un sistema articolato di interventi a sostegno delle persone in condizione di grave marginalità.

«Si tratta di una Chiesa che continua ad accogliere e accompagnare i poveri, in uno spirito di corresponsabilità e collaborazione con le istituzioni e il terzo settore – ha spiegato il direttore della Caritas, don Marco Lai –. L’obiettivo più ampio è accompagnare gli ospiti in percorsi di recupero dell’autonomia personale e sociale, capaci di restituire dignità e fiducia nel futuro. Circa il 35% delle persone accolte ogni anno riesce a raggiungere una condizione di autonomia».

«Fa parte del carisma carmelitano l’attenzione alle persone fragili e umili – ha aggiunto il parroco padre Giuseppe Basile –. Questo centro nasce proprio con l’obiettivo di accompagnare chi vive ai margini, promuovendo dignità e percorsi di riscatto».

Presente anche l’assessora alla Salute e al benessere del Comune di Cagliari, Anna Puddu, che ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: «Un ulteriore tassello nell’impegno dell’amministrazione comunale per dare risposte concrete all’emergenza abitativa, affinché nessuno resti in strada. È fondamentale garantire non solo posti letto, ma anche percorsi di vita, emancipazione e progettualità personalizzate».

“Sovvenire in Radio” / Settima puntata: con l’8xmille il Seminario sostiene la formazione dei futuri sacerdoti

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Formazione, esperienze pastorali e attività missionarie: è il percorso dei seminaristi del Seminario Maggiore Regionale della Sardegna, sostenuto anche dai fondi dell’8xmille.

Il tema è stato affrontato nella trasmissione “Sovvenire in Radio. La Chiesa in servizio si racconta”, con il rettore don Riccardo Pinna, intervistato da Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula.

«L’8xmille è fondamentale per sostenere la vita del Seminario, dalla formazione al vitto e alloggio dei seminaristi», ha spiegato Pinna, ricordando che la struttura ospita circa trenta giovani in formazione.

Oltre allo studio teologico, il percorso include viaggi culturali nelle diocesi sarde, esperienze missionarie all’estero e attività caritative. Alcuni seminaristi sono attualmente in Tanzania, mentre altri hanno svolto esperienze in realtà di volontariato e accoglienza in Italia e in Europa.

Negli ultimi anni la formazione si è ampliata anche agli aspetti pratici della vita parrocchiale: gestione amministrativa, organizzazione degli oratori, tutela dei minori e competenze legate al Terzo settore.

«Il sacerdote oggi deve essere preparato non solo spiritualmente, ma anche sul piano organizzativo e sociale», ha sottolineato il rettore.

“Uniti Possiamo” /Ad Andria la condivisione diventa segno

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Diciassette parrocchie hanno aderito al progetto diocesano novembre 2025 legato alla raccolta per il sostentamento dei sacerdoti “Uniti Possiamo”. Ne dà notizia l’incaricato diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa (Sovvenire) don Vito Gaudioso sul il sito della diocesi nel seguente articolo.

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“Uniti Possiamo” non è uno slogan. È un fatto.
Diciassette parrocchie della diocesi di Andria hanno scelto di mettersi in rete
per il progetto promosso dal Servizio diocesano Sovvenire, portando una raccolta di 9.403 euro. A questa cifra si aggiungono 3.000 euro, frutto della parte restante della quota raccolta per il pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma dell’ottobre scorso. Totale: 12.403 euro donati per la vita della Chiesa. Il principio: condividere è moltiplicare.

Alla base di “Uniti Possiamo” c’è un’idea semplice e rivoluzionaria: “sovvenire” significa “venire in aiuto”. Non è elemosina. È corresponsabilità. È dire “questa Chiesa è anche mia” con un gesto concreto. Condivisione. Anche poco. Questi 12.403 euro non sono numeri. Sono stipendi dignitosi per i sacerdoti che servono nelle parrocchie più piccole che danno un piccolo respiro a tutto il sistema dell’8xmille per continuare a pagare luce e gas per le famiglie che bussano in parrocchia. Sono percorsi per i giovani, formazione per i seminaristi, carità che non fa rumore ma tiene in piedi la comunità. Il sistema che regge la Chiesa

Il Sovvenire si fonda su due pilastri: le Offerte deducibili per il sostentamento del clero e l’8xmille. Una firma che non costa nulla, ma che ad Andria si trasforma in tetti riparati, mense aperte, oratori vivi. “Uniti Possiamo” nasce per ricordare che senza questo sistema, molte porte si chiuderebbero. La fatica bella di fare rete.

Diciassette su trentasei parrocchie attive: è un inizio, non un traguardo. La difficoltà di recuperare consensi nelle parrocchie resta. C’è chi non conosce, chi diffida, chi dice “ci penserà qualcun altro”. Eppure, dove il progetto è stato spiegato, raccontato, vissuto, la risposta c’è stata. La sfida è culturale prima che economica: passare dalla delega alla partecipazione. La proposta: crescere nello stile della condivisione/corresponsabilità.

“Uniti Possiamo” non finisce con un bonifico. Inizia da lì. La proposta per la diocesi di Andria è chiara: che questo stile di condivisione e di sostegno cresca ancora. Che diventi normale parlare di Sovvenire in consiglio pastorale. Che ogni parrocchia racconti dove vanno le offerte. Che ogni fedele sappia che il suo contributo può dare un giorno di serenità a un prete anziano. Perché se diciassette parrocchie hanno raccolto oltre 12mila euro, cosa potremmo fare in trentasei? Cosa potremmo fare se ogni battezzato scegliesse il passo corto della corresponsabilità? Uniti, possiamo davvero. Ma solo se restiamo uniti. Qui. Adesso.

Don Vito Gaudioso
Incaricato diocesano per Sovvenire

8xmille / Vigevano: uno spazio gratuito per over 65, contro solitudine e fragilità

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In una società che invecchia rapidamente, è fondamentale favorire l’inclusione sociale, la cura e l’accompagnamento degli anziani attraverso strutture e servizi su misura. È quello che accade a Vigevano dove, nel settembre 2023, la Caritas ha assunto la gestione del Centro Sociale Anziani per offrire uno spazio accogliente, di ascolto e condivisione per la popolazione over 65 della città.

“I dati statistici spiega don Moreno Locatelli, direttore Caritas – ci raccontavano di una città senza luoghi aggregativi per gli anziani attivi, desiderosi di trovarsi e stare insieme. Da questa considerazione è nata l’idea di avviare un’iniziativa per questa fascia di popolazione utilizzando uno spazio, già esistente e da sempre destinato alla popolazione anziana che, complice anche il periodo pandemico, aveva subito un calo di frequentazione e non era più stato utilizzato al massimo delle sue potenzialità”.

Nato nell’ambito del progetto “I colori della vita”, il centro intende contrastare solitudine e isolamento, promuovendo il benessere psicofisico degli anziani e rafforzando i legami di comunità sul territorio vigevanese. “Abbiamo pensato di trasformare un luogo già conosciuto – aggiunge Elena Galuppo, coordinatrice area famiglia Fondazione Caritas Vigevano – in uno spazio aperto, dove trovare sempre qualcuno disponibile all’ascolto, alla condivisone di un caffè in compagnia offrendo un ventaglio di proposte di attività specifiche per stimolare e conservare le capacità residue.”

Laboratori espressivi e manuali, ginnastica dolce, esercizi di stimolazione cognitiva, gruppi di sostegno, sportelli di ascolto e attività ricreative e laboratoriali, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità, sono alcune delle attività settimanali completamente gratuite. È previsto anche un laboratorio dedicato agli anziani con Alzheimer, pensato per stimolare le capacità cognitive, favorire una quotidianità più serena e offrire sollievo ai familiari e ai caregiver.

“Grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille della Chiesa cattolica – riprende don Locatelli – abbiamo avuto la possibilità di fornire una risposta concreta agli anziani del nostro territorio. La comunità vuole farsi prossima, offrendo luoghi e relazioni che generano fiducia, partecipazione e speranza, soprattutto nelle fasi più delicate della vita”.

L’équipe è composta da una coordinatrice, un’operatrice sociale, oltre a figure educative, professionali e volontari che si alternano nella proposta delle attività. Il Centro è oggi un riferimento per la città di Vigevano dove gli anziani possono accedere gratuitamente, partecipando alle proposte dell’équipe, che oltre alla parte socializzante e ricreativa, offre anche supporto psicoeducativo alla persona, con spazi individuali, dove poter condividere timori, pesi e fatiche.

“L’attenzione che cerchiamo di avere è cresciuta nel tempo arrivando ad avere uno sguardo sempre più ampio – aggiunge Elena Galuppo – e oggi anche i caregiver di persone anziane possono trovare informazioni, orientamento e ascolto per una migliore gestione delle situazioni di fragilità che hanno in carico. Oltre alle attività calendarizzate, proponiamo durante l’anno momenti di formazione e informazione su tematiche specifiche, in collaborazione con esperti esterni: sono stati effettuati ad esempio due percorsi sulla demenza precoce e i suoi campanelli d’allarme, la gestione e cura del malato”.

Il servizio è inserito in una rete solidale che coinvolge parrocchie, istituzioni locali e mondo del volontariato, contribuendo allo sviluppo di un welfare di comunità attento alla terza età e alle nuove povertà relazionali. C’è ormai una stabile e fruttuosa collaborazione con le forze dell’ordine locali, che annualmente formano gli anziani sulle possibili truffe più comuni. Consolidata è anche l’attenzione riservata al territorio, grazie alla sinergia con Associazioni Culturali che supportano il Centro nel far conoscere agli ospiti luoghi meno frequentati ma con grande valenza artistica. “Ciò che ad oggi continua a stupirci – conclude il direttore Caritas – è la fiducia che viene riposta nelle nostre idee da parte delle persone che ogni giorno incontriamo. Crediamo fortemente in questo progetto, nel clima accogliente che pervade la nostra realtà che è fonte di ispirazione e voglia di andare avanti. Smussiamo depressione e diffidenza in persone che non uscivano di casa da anni. Una pensionata ci ha detto ‘grazie perché ora non ho solo te come amico, ma una comunità intera”.

Acireale / Riapre la “Tenda San Camillo” con i fondi 8xmille e donazioni di benefattori

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Ne dà notizia la diocesi di Acireale: a quasi sei anni dalla tragica uccisione di fratel Leonardo Grasso, religioso camilliano, e dal successivo incendio che colpì la struttura in seguito a quel drammatico evento, la comunità dei Religiosi Camilliani del Sud Italia annuncia la riapertura della “Tenda San Camillo”, la casa-famiglia per persone affette da HIV situata in via Nazionale 171, nel comune di Riposto.

Dopo un importante intervento di ristrutturazione, avvenuto attraverso i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica e donazioni di benefattori, la struttura torna ad essere un punto di riferimento per l’accoglienza e l’assistenza, proseguendo una missione iniziata nel 1993 e portata avanti in stretta comunione con la diocesi di Acireale.

L’inaugurazione ufficiale dei nuovi locali si terrà sabato 9 maggio alle ore 16.30, con la benedizione di Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente della CESi. Interverranno, inoltre, P. Baby Ellyckan, Consigliere Generale dell’Ordine Camilliano, in rappresentanza del Superiore Generale Fratel Carlo Mangione, Superiore Provinciale dei Camilliani del Sud Italia.

Così il Vescovo Raspanti: «La riapertura della Tenda San Camillo è segno di speranza e di Vangelo vissuto, che richiama la centralità della dignità umana e dell’accoglienza». Infine, l’invito di fratel Carlo: «Riapriamo con rinnovato impegno, facendo memoria del passato come responsabilità per servire con più forza i più fragili».

Un approfondimento su vaticannews.va

Sovvenire / “Dimmi come spendi e ti dirò chi ami”: incontro formativo al Pontificio Seminario Campano

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Nel progetto educativo del Pontificio Seminario Campano Interregionale sono previsti diversi laboratori che rappresentano momenti significativi del cammino formativo. In questi appuntamenti vengono approfonditi temi specifici delle diverse tappe dell’itinerario formativo, attraverso modalità che privilegiano l’interazione, il confronto e l’esercitazione pratica.

Nel biennio viene valorizzata soprattutto la conoscenza di sé, anche grazie al contributo di esperti in ambito psico-pedagogico e a dinamiche di gruppo dedicate; nel triennio, invece, l’attenzione si concentra maggiormente sulla dimensione pastorale e concreta del ministero.

All’interno di questo percorso, lo scorso 6 maggio i seminaristi del VI anno hanno partecipato al settimo laboratorio dedicato al tema “Amministrazione economica della parrocchia e Sovvenire”. L’incontro ha offerto un’occasione di approfondimento sul valore della corresponsabilità ecclesiale e sulla gestione trasparente delle risorse economiche come espressione concreta della missione pastorale della Chiesa.

A guidare il momento formativo è stato don Enrico Garbuio, collaboratore del Servizio CEI per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. Sono intervenuti don Antonio Calandriello, incaricato del coordinamento Economi e Responsabili Amministrativi della Conferenza Episcopale Campana, e padre Andrea Piccolo, rettore del Seminario. Presente all’incontro Mons. Carlo Villano, Vescovo di Pozzuoli ed Ischia.

L’esperienza si è conclusa con un momento di rilettura e confronto, nel quale i seminaristi hanno potuto riflettere sull’importanza di una formazione che integri spiritualità, responsabilità amministrativa e attenzione alla comunione ecclesiale.

Proponiamo di seguito la riflessione del seminarista Giovanni Vernino, della Parrocchia San Nicola di Bari, che il prossimo 29 maggio sarà ordinato diacono:

“Dimmi come spendi e ti dirò chi ami”
«Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore» (Gv 21,17)

È il gregge del Signore che il pastore, con i propri carismi, è chiamato a guidare. Il parroco, “pastore proprio” della comunità, è chiamato a fare in modo che il gregge del Signore, sotto la sua cura attenta ed amorevole possa progredire nel cammino verso la santità. Questa cura non riguarda soltanto la dimensione spirituale ma necessariamente coinvolge anche quella materiale. Fin dalle origini, infatti, la Chiesa non ha mai smesso di prendersi cura del gregge del Signore tenendo unite la dimensione spirituale e quella amministrativa. Nel libro degli Atti degli Apostoli si racconta come la condivisione dei beni non era un gesto accessorio, ma una conseguenza naturale della fede vissuta nella carità (cf At 4, 32-34). Ciò che ciascuno possedeva diventava risorsa per tutti, specialmente per i più fragili.

Tra le continue novità della storia, ancora oggi la Chiesa desidera fermamente «andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo a ogni creatura» (cf. Mc 16,15). Nell’edificazione del Popolo Santo di Dio è coinvolto ogni fedele, presbitero o laico che sia. In questa prospettiva si colloca la nascita dell’8xmille alla Chiesa cattolica, un modo per rendere concreta e visibile la missione universale della Chiesa, offrendo a tutti l’opportunità di poter liberamente parteciparvi. Non si tratta, dunque, di una questione meramente burocratica e fiscale, ma di una scelta di fede che si traduce in uno stile di vita. Sono i fondi dell’8xmille, infatti, a permettere la realizzazione di attività caritative a servizio dei più bisognosi; la tutela degli edifici di culto, patrimonio inestimabile di arte e cultura; il sostegno quotidiano ai sacerdoti nell’esercizio del ministero. In tal modo la missione di pascere il gregge del Signore non è più attività sola ed esclusiva del presbitero ma di tutta la comunità chiamata gradualmente a trasformarsi in «casa e scuola di comunione» (San Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 43). È un autentico esercizio di corresponsabilità.

Per quanti si preparano a essere parroci, riflettere su questo tema significa anche prepararsi a vivere il ministero con uno sguardo aperto e responsabile, consapevoli che la gestione economica di una parrocchia diventa attestazione di credibilità. La giornata di sensibilizzazione, vissuta da noi ragazzi del VI anno del Seminario di Posillipo, guidata da don Enrico Garbuio, ha reso ancora più chiara l’idea che anche una buona amministrazione è testimonianza evangelica. L’incontro formativo, articolato tra memoria passata e prospettive future, accompagnato da esperienze laboratoriali, è stato fondamentale per comprendere che essere pastori secondo il cuore di Cristo implica non solo annunciare il Vangelo, ma anche saper amministrare con trasparenza e senso evangelico le risorse affidate alla comunità. È proprio del parroco, infatti, attendere alle sue funzioni «con la diligenza del buon padre di famiglia» (cf. can. 1284 CIC). Ciò vuol dire imparare a vivere una paternità che è sia spirituale ma che non può obliare la concretezza della realtà. È il principio dell’Incarnazione, della storia, che Dio stesso ha scelto di assumere. Una spiritualità avulsa dalla vita rischia di diventare sterile e vuota. Il Sovvenire, dunque, non è soltanto un sostegno economico, ma un segno di comunione, un legame vivo tra i fedeli e i loro pastori.

Le risorse economiche, quando sono orientate al bene, si trasformano in strumenti di evangelizzazione e di carità. A noi è affidato il compito esigente di diventare, attraverso le nostre scelte, testimoni coerenti e credibili del Vangelo di Cristo, che si incarna anche nelle modalità concrete con cui la Chiesa vive e si sostiene. L’8xmille alla Chiesa cattolica diviene dunque un esempio concreto di fede vissuta, speranza alimentata e carità incarnata. Dimmi come spendi e ti dirò chi ami.

 

Ad Albano il Festival della Comunicazione / Protagonisti anche i giovani creator di Shine to Share

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Dall’11 al 24 maggio 2026 la diocesi suburbicaria di Albano sarà al centro del Festival della Comunicazione la manifestazione nazionale promossa dalla Società San Paolo e dalle Figlie di San Paolo in occasione della 60ma Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. Un appuntamento, all’interno della Settimana della Comunicazione, ormai consolidato e che ogni anno approda in una diocesi diversa d’Italia. Quest’anno si svilupperà attorno al tema indicato da Papa Leone XIV: “Custodire voci e volti umani”.

Due settimane di eventi, celebrazioni e iniziative diffuse sul territorio diocesano, con un programma intenso che intreccia riflessione, condivisione e creatività, articolato come di consueto lungo cinque percorsi tematici: la via della conoscenza, la via dei linguaggi, la via della bellezza, la via dell’aggregazione e la via della solidarietà. In calendario incontri, convegni, spettacoli, mostre e momenti di dialogo pensati per coinvolgere comunità, giovani e operatori della comunicazione (programma in allegato).

Tra i protagonisti di questa edizione anche i giovani digital content creator di Shine to Share, che prenderanno parte ad alcuni degli appuntamenti più significativi del Festival insieme alla comunità dei missionari digitali “La Chiesa ti ascolta”.

I creator di Shine to Share, provenienti da tutte le regioni ecclesiastiche italiane, sono stati selezionati attraverso un contest nazionale promosso dai Servizi CEI Promozione Sostegno Economico alla Chiesa (Spse) e Pastorale Giovanile e che ha raccolto oltre cento candidature.

Alle spalle hanno già sei mesi di formazione e accompagnamento professionale, curati dai docenti dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve), dopo una prima fase realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Un percorso che li ha preparati a coniugare competenze digitali, linguaggi social e responsabilità comunicativa.

Momento centrale della loro partecipazione sarà la giornata di sabato 16 maggio. In mattinata, accompagnati dai referenti del Spse, i giovani di Shine to Share visiteranno alcuni progetti realizzati grazie ai fondi dell’8xmille nella diocesi suburbicaria di Albano, incontrando operatori e beneficiari delle opere sostenute. L’esperienza diventerà poi racconto e testimonianza sui social, con particolare attenzione alle attività della Caritas diocesana. Dopo il pranzo presso le opere Caritas, nel pomeriggio i creator prenderanno parte alla catechesi per adolescenti e giovani (16–30 anni) dal titolo “Custodire l’irripetibile”.

La presenza dei giovani creator al Festival rappresenta uno dei segni più concreti del dialogo tra Chiesa e nuovi linguaggi digitali, in linea con l’invito del Papa a prendersi cura delle persone anche negli spazi della comunicazione contemporanea.

Diocesi Firenze / “8xmille in piazza”: il 9 maggio stand e testimonianze delle opere sostenute

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8xmille in piazza”. È questo il titolo dell’iniziativa che sabato prossimo 9 maggio dalle 14 alle 20 vedrà in piazza San Giovanni, tra il battistero e il palazzo arcivescovile, gli stand di associazioni e organizzazioni di vario genere che svolgono le loro attività grazie ai fondi che la diocesi di Firenze riceve attraverso l’8xmille e che ridistribuisce per sostenere attività pastorali o caritative.

Dopo l’ottima risposta di presenze dello scorso anno, l’iniziativa torna quest’anno per la sua seconda edizione. “Un’idea che nasce dalla volontà di far vedere e toccare con mano come vengono usati questi fondi, ciò che di bello e di buono viene realizzato grazie alle persone che decidono di firmare per destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica”, spiega Alessandro Cuzzola, incaricato per il Servizio diocesano di promozione del sostegno economico alla Chiesa.

Il pomeriggio sarà aperto alle 14.30 dal saluto dell’Arcivescovo di Firenze, Mons. Gherardo Gambelli, e in piazza ci saranno la Caritas diocesana e la Fondazione solidarietà Caritas, ma anche tante altre realtà associative e di volontariato attive in ambito caritativo, sanitario, culturale, le cui opere sono finanziate in parte anche con i fondi che arrivano dall’8xmille, che a livello nazionale vengono destinati alla diocesi di Firenze e poi ridistribuiti in base ai progetti che vengono presentati.

Ci saranno anche i mezzi di comunicazione, con Radio Toscana e Toscana Oggi. Gli stand saranno presenti dalle 14 alle 20, ci saranno anche i canti del coro di Santa Caterina da Siena a Coverciano, e una tavola rotonda con associazioni e istituzioni cittadine. Tornerà anche la possibilità di entrare, con visite guidate, nel palazzo arcivescovile. Le visite si svolgeranno in vari turni, nella mattina tra le 10 e le 12 e saranno gratuite (è necessario il pagamento di una piccola quota per la copertura assicurativa): bisogna prenotarsi tramite Toscana Oggi telefonando al numero 055277661 dal lunedì al venerdì (orario 8,30-12,30) o scrivendo a segreteria@toscanaoggi.it.