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Nel progetto educativo del Pontificio Seminario Campano Interregionale sono previsti diversi laboratori che rappresentano momenti significativi del cammino formativo. In questi appuntamenti vengono approfonditi temi specifici delle diverse tappe dell’itinerario formativo, attraverso modalità che privilegiano l’interazione, il confronto e l’esercitazione pratica.
Nel biennio viene valorizzata soprattutto la conoscenza di sé, anche grazie al contributo di esperti in ambito psico-pedagogico e a dinamiche di gruppo dedicate; nel triennio, invece, l’attenzione si concentra maggiormente sulla dimensione pastorale e concreta del ministero.
All’interno di questo percorso, lo scorso 6 maggio i seminaristi del VI anno hanno partecipato al settimo laboratorio dedicato al tema “Amministrazione economica della parrocchia e Sovvenire”. L’incontro ha offerto un’occasione di approfondimento sul valore della corresponsabilità ecclesiale e sulla gestione trasparente delle risorse economiche come espressione concreta della missione pastorale della Chiesa.
A guidare il momento formativo è stato don Enrico Garbuio, collaboratore del Servizio CEI per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. Sono intervenuti don Antonio Calandriello, incaricato del coordinamento Economi e Responsabili Amministrativi della Conferenza Episcopale Campana, e padre Andrea Piccolo, rettore del Seminario. Presente all’incontro Mons. Carlo Villano, Vescovo di Pozzuoli ed Ischia.
L’esperienza si è conclusa con un momento di rilettura e confronto, nel quale i seminaristi hanno potuto riflettere sull’importanza di una formazione che integri spiritualità, responsabilità amministrativa e attenzione alla comunione ecclesiale.
Proponiamo di seguito la riflessione del seminarista Giovanni Vernino, della Parrocchia San Nicola di Bari, che il prossimo 29 maggio sarà ordinato diacono:
“Dimmi come spendi e ti dirò chi ami”
«Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore» (Gv 21,17)
È il gregge del Signore che il pastore, con i propri carismi, è chiamato a guidare. Il parroco, “pastore proprio” della comunità, è chiamato a fare in modo che il gregge del Signore, sotto la sua cura attenta ed amorevole possa progredire nel cammino verso la santità. Questa cura non riguarda soltanto la dimensione spirituale ma necessariamente coinvolge anche quella materiale. Fin dalle origini, infatti, la Chiesa non ha mai smesso di prendersi cura del gregge del Signore tenendo unite la dimensione spirituale e quella amministrativa. Nel libro degli Atti degli Apostoli si racconta come la condivisione dei beni non era un gesto accessorio, ma una conseguenza naturale della fede vissuta nella carità (cf At 4, 32-34). Ciò che ciascuno possedeva diventava risorsa per tutti, specialmente per i più fragili.
Tra le continue novità della storia, ancora oggi la Chiesa desidera fermamente «andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo a ogni creatura» (cf. Mc 16,15). Nell’edificazione del Popolo Santo di Dio è coinvolto ogni fedele, presbitero o laico che sia. In questa prospettiva si colloca la nascita dell’8xmille alla Chiesa cattolica, un modo per rendere concreta e visibile la missione universale della Chiesa, offrendo a tutti l’opportunità di poter liberamente parteciparvi. Non si tratta, dunque, di una questione meramente burocratica e fiscale, ma di una scelta di fede che si traduce in uno stile di vita. Sono i fondi dell’8xmille, infatti, a permettere la realizzazione di attività caritative a servizio dei più bisognosi; la tutela degli edifici di culto, patrimonio inestimabile di arte e cultura; il sostegno quotidiano ai sacerdoti nell’esercizio del ministero. In tal modo la missione di pascere il gregge del Signore non è più attività sola ed esclusiva del presbitero ma di tutta la comunità chiamata gradualmente a trasformarsi in «casa e scuola di comunione» (San Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 43). È un autentico esercizio di corresponsabilità.
Per quanti si preparano a essere parroci, riflettere su questo tema significa anche prepararsi a vivere il ministero con uno sguardo aperto e responsabile, consapevoli che la gestione economica di una parrocchia diventa attestazione di credibilità. La giornata di sensibilizzazione, vissuta da noi ragazzi del VI anno del Seminario di Posillipo, guidata da don Enrico Garbuio, ha reso ancora più chiara l’idea che anche una buona amministrazione è testimonianza evangelica. L’incontro formativo, articolato tra memoria passata e prospettive future, accompagnato da esperienze laboratoriali, è stato fondamentale per comprendere che essere pastori secondo il cuore di Cristo implica non solo annunciare il Vangelo, ma anche saper amministrare con trasparenza e senso evangelico le risorse affidate alla comunità. È proprio del parroco, infatti, attendere alle sue funzioni «con la diligenza del buon padre di famiglia» (cf. can. 1284 CIC). Ciò vuol dire imparare a vivere una paternità che è sia spirituale ma che non può obliare la concretezza della realtà. È il principio dell’Incarnazione, della storia, che Dio stesso ha scelto di assumere. Una spiritualità avulsa dalla vita rischia di diventare sterile e vuota. Il Sovvenire, dunque, non è soltanto un sostegno economico, ma un segno di comunione, un legame vivo tra i fedeli e i loro pastori.
Le risorse economiche, quando sono orientate al bene, si trasformano in strumenti di evangelizzazione e di carità. A noi è affidato il compito esigente di diventare, attraverso le nostre scelte, testimoni coerenti e credibili del Vangelo di Cristo, che si incarna anche nelle modalità concrete con cui la Chiesa vive e si sostiene. L’8xmille alla Chiesa cattolica diviene dunque un esempio concreto di fede vissuta, speranza alimentata e carità incarnata. Dimmi come spendi e ti dirò chi ami.