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La puntata de “La Chiesa nella Città”, il magazine di informazione religiosa della Diocesi di Milano condotto da Annamaria Braccini, è dedicata al significato della raccolta dell’8xmille, nel momento della dichiarazione dei redditi. In studio, il responsabile diocesano del Servizio per la Promozione del Sostegno alla Chiesa cattolica, don Paolo Boccaccia e, collegato da Roma, il responsabile nazionale, Massimo Monzio Compagnoni. Attraverso l’analisi dei “numeri” delle ultime rendicontazioni e l’illustrazione degli ambiti in cui vengono impiegate le risorse, si articola la discussione. Ad arricchire la puntata, la “storia” che, questa settimana, racconta della mensa del Buon Pastore di Gallarate e un video che approfondisce i “falsi luoghi comuni” sulla Chiesa e l’8xmille.
Author: sEEd_aDm_wP
San Benedetto del Tronto / Con l’8xmille “La Terra degli Ortolani”
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Il progetto “La Terra degli Ortolani” affonda le sue radici nel cuore della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto, nascendo come risposta concreta a un paradosso rilevato quotidianamente dai Centri di Ascolto del territorio: molti degli ospiti delle strutture, pur possedendo un bagaglio di esperienze legate all’agricoltura nei propri paesi d’origine, si ritrovavano intrappolati in un presente di inattività e marginalità.
La sfida principale era dunque quella di abbattere gli stereotipi e superare le barriere che impedivano a persone fragili, come immigrati e senza fissa dimora, di accedere a percorsi di autonomia reale.
L’opera, che ha ricevuto 72.000 euro dei fondi dell’8xmille, si è evoluta nel tempo partendo da una prima intuizione sperimentale nel 2024, trasformandosi in un vero laboratorio di vita dove i destinatari sono stati coinvolti fin dalla fase di ideazione. Attraverso un attento percorso di co-progettazione, si è scoperto che il contatto con la terra non è solo fatica, ma un potente ponte emotivo con le radici di questi uomini e uno strumento per ritrovare responsabilità e speranza.
L’impatto generato abbraccia l’intera comunità: i prodotti della terra riforniscono la mensa Caritas, creando un’economia circolare virtuosa, e raggiungono le tavole di circa cento famiglie del territorio attraverso il loro coinvolgimento.
Questo cammino ha portato alla strutturazione attuale del progetto, che oggi vede la messa a sistema di circa 10 ettari di terreno tra San Benedetto del Tronto e Acquaviva Picena, grazie anche al supporto gratuito di un’azienda agricola tutor locale: 14 uomini, tra i 21 e i 50 anni, sono protagonisti di questo cambiamento attraverso Tirocini di Inclusione Sociale che permettono loro di imparare un mestiere e riacquistare fiducia nel futuro.
Oggi l’opera si caratterizza per un modello di inclusione che unisce formazione tecnica, supporto psicologico e lavoro sul campo.
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Diocesi di Roma / La forza della firma: il 30 maggio il IV Meeting Sovvenire 2026
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Nel tempo delle dichiarazioni fiscali torna l’appuntamento con il Meeting Sovvenire, occasione per approfondire il valore della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica e il suo impatto concreto sul territorio.
Il IV Meeting Sovvenire 2026, dal titolo La forza della firma, si terrà sabato 30 maggio, dalle 9.30 alle 12.30, presso la Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4). L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.
È prevista anche una diretta in streaming: per aggiornamenti collegarsi alla pagina Facebook (https://www.facebook.com/sovvenire.roma/).
Un gesto semplice che genera bene
«Questa piccola firma, gratuita, ha una forza straordinaria: quella di generare del bene», sottolinea Lisa Manfré, incaricata diocesana per la promozione del sostegno economico alla Chiesa (qui l’intervista completa).
I dati lo confermano: grazie a quasi 12 milioni di firme, sono stati finanziati oltre 12.000 progetti in Italia e nel mondo. Un impegno che si traduce in interventi concreti a favore delle comunità, delle persone più fragili e delle attività pastorali.
Un incontro per conoscere e approfondire
Il Meeting rappresenta un’occasione per conoscere nel dettaglio come vengono utilizzati i fondi dell’8xmille nella diocesi di Roma. «Durante la mattinata – spiega Manfré – racconteremo i progetti realizzati sul territorio e l’impatto concreto di questa scelta».
A moderare l’incontro sarà Enrico Selleri (TV2000). Interverranno:
- padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma
- Paolo Pagliaro, giornalista
- don Fabio Rosini, docente e scrittore
- Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma
È prevista inoltre un’intervista a don Alessandro Caserio, direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano.
Premiazione e conclusioni
Nel corso della mattinata si svolgerà anche la premiazione del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, iniziativa che coinvolge il territorio nella sensibilizzazione sul tema.
A concludere i lavori sarà il cardinale vicario Baldo Reina, con una riflessione sul valore ecclesiale e sociale del sostegno economico alla Chiesa.
L’impatto sul territorio
Le risorse dell’8xmille sostengono annualmente numerosi ambiti:
- culto e pastorale, con interventi su formazione, vita delle comunità, comunicazione e strutture ecclesiali
- carità, con aiuti a famiglie in difficoltà, progetti sociali, supporto ai migranti, assistenza ai più fragili e iniziative della Caritas
Il Meeting si inserisce nel percorso di sensibilizzazione rilanciato anche dalla Giornata nazionale per l’8xmille, offrendo ai cittadini strumenti utili per una scelta consapevole.
Una firma che, come ricorda il titolo dell’incontro, può davvero fare la differenza.
“Shine to Share” / I giovani creator protagonisti del Festival della Comunicazione di Albano
Dall’11 al 24 maggio 2026 il Festival della Comunicazione ha fatto tappa ad Albano Laziale, organizzato in sinergia dalla Società San Paolo, fondatrice della manifestazione itinerante, e dalla Diocesi suburbicaria di Albano. Il Festival si è sviluppato attorno al tema indicato da Papa Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Custodire voci e volti umani”.
Tra i protagonisti più significativi di questa edizione è spiccata la presenza dei giovani digital content creator del progetto “Shine to Share”, un gruppo selezionato a livello nazionale attraverso il contest promosso dai Servizi CEI per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica (Spse), guidato da Massimo Monzio Compagnoni, e per la Pastorale Giovanile (Snpg), diretto da don Riccardo Pincerato. La formazione sulle competenze di storytelling digitale è stata curata negli ultimi sei mesi dai docenti dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve).
Già venerdì 15 maggio il Festival aveva aperto uno spazio di riflessione sul rapporto tra comunicazione, responsabilità e costruzione delle narrazioni attraverso la tavola rotonda “Parole che generano responsabilità, scelte e azioni”, moderata da Francesco Misceo, con gli interventi della giornalista Safiria Leccese, del sociologo Massimiliano Padula e di Rosanna Savoldelli, senior consulting di Eumetra. La serata si è poi conclusa con il momento di animazione missionaria “Voci, volti e storie da raccontare”, animato dai Giovani Costruttori per l’Umanità, che ha offerto testimonianze ed esperienze di impegno e solidarietà internazionale.
Il momento centrale della loro partecipazione si è svolto sabato 16 maggio, quando i giovani creator, accompagnati dai referenti Spse e dai tutor Iusve, hanno visitato alcune Opere Segno della Caritas diocesana di Albano, entrando in contatto diretto con realtà sostenute anche attraverso i fondi dell’8xmille: i Centri Servizi Caritas di Albano e di Genzano con l’Emporio Solidale, le Piccole Sorelle dei Poveri di Marino dedicate all’accoglienza degli anziani fragili, il Centro Servizi Caritas di Torvaianica con i servizi di accoglienza per famiglie e persone vulnerabili, la Caritas parrocchiale di San Bonifacio a Pomezia e il centro diurno “Il Crocicchio” di Anzio per persone senza dimora.
“Oggi stiamo vivendo questa grande rivoluzione – ha spiegato il vescovo di Albano, mons. Vincenzo Viva, ai microfoni dei giovani di “Shine to Share” – che sta cambiando il nostro ecosistema di relazione, di lavoro, il mondo della scuola, ma direi anche le nostre parrocchie. Siamo tutti influenzati e anche sedotti da queste tecnologie, però è importante che custodiamo l’umano, che non perdiamo lo spessore antropologico, etico”.
Nel pomeriggio di sabato 16 i giovani hanno partecipato alla catechesi sul tema “Custodire l’irripetibile”, tenuta da padre Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Tra gli appuntamenti più significativi del Festival anche il concerto dei The Sun ospitato presso il Borgo Laudato Si’, collocato all’interno delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, luogo simbolo dell’ecologia integrale e della formazione ispirata all’enciclica sulla custodia della casa comune.
Il Festival si è concluso con la celebrazione eucaristica a Genzano presieduta dal cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha ricordato ai giovani l’importanza di mantenere Cristo al centro della comunicazione: “Per non comunicare noi stessi, mai, per non sostituirci al messaggio, alla Parola, che è molto più importante”.
Diocesi di Cagliari / «Dove va l’8xmille»: un incontro il 29 maggio su opere e progetti
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Si terrà venerdì 29 maggio 2026, alle ore 10, presso la Sala Benedetto XVI della Curia Arcivescovile (via Monsignor Cogoni 9, Cagliari), l’incontro «Dove va l’8xmille: opere e progetti nella Diocesi di Cagliari», dedicato alla presentazione delle attività realizzate sul territorio grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
Nel corso dell’appuntamento saranno illustrati i principali interventi portati avanti grazie alle risorse dell’8xmille nei diversi ambiti, tra cui il sostegno alle persone in difficoltà, le attività caritative, la tutela del patrimonio culturale e l’edilizia di culto. L’obiettivo è raccontare l’impatto concreto di questi fondi nella vita delle comunità locali.
L’iniziativa è promossa dal Servizio diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Sovvenire), in collaborazione con l’Ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali e la Fondazione Kalaritana Media.
Dopo i saluti di Monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, e di don Alessandro Simula, direttore del Servizio diocesano Sovvenire, interverranno don Giuseppe Camboni, vicario episcopale per l’amministrazione dei beni temporali della Chiesa, don Mario Pili, direttore dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e i beni culturali e don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana. I lavori saranno coordinati dalla giornalista Maria Chiara Cugusi, vicedirettrice del Servizio diocesano Sovvenire.
Lamezia Terme / Ripartiamo dalla Persona: con l’8xmille dignità, inclusione, lavoro
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Il progetto “Ripartiamo dalla Persona: dignità, inclusione, lavoro” della Caritas diocesana di Lamezia Terme nasce da un bisogno chiaro e urgente: superare l’assistenzialismo e offrire alle persone strumenti concreti per riconquistare autonomia, dignità e futuro attraverso il lavoro.
In un territorio segnato da disoccupazione e fragilità sociali, la sfida è stata fin dall’inizio quella di trasformare il bisogno in opportunità.
Nel tempo, il progetto (che ha ricevuto 186.000 euro dei fondi dell’8xmille) si è evoluto da semplice spazio di ascolto a percorso strutturato di accompagnamento: orientamento personalizzato, formazione, inserimento lavorativo e sostegno all’autoimprenditorialità. Un passaggio decisivo è stato il rafforzamento delle reti territoriali, che ha reso più efficace l’incontro tra persone e opportunità.
L’edizione 2026 segna un’innovazione. Al centro c’è una scelta precisa: sostenere in modo concreto le donne, soprattutto madri sole o con figli piccoli, spesso escluse dal lavoro per difficoltà di conciliazione.
Per questo nascono servizi innovativi di doposcuola e cura per bambini 0-6 anni, affiancati dal coinvolgimento di volontari senior in un virtuoso scambio intergenerazionale.
Accanto a questo, si rafforzano i percorsi di orientamento e lavoro, laboratori di educazione finanziaria e genitorialità. L’impatto è concreto: più competenze, più autonomia, più inclusione.
Ma soprattutto, una comunità che si attiva, si prende cura e cresce insieme, rimettendo al centro la persona e il suo valore.
“Le difficoltà legate all’occupazione – dichiara don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas diocesana e referente del progetto – incidono direttamente sulle condizioni economiche delle persone, rendendo complesso pagare bollette, affitto e, in alcuni casi, persino accedere a cure mediche e farmaci. Le principali criticità che ostacolano l’ingresso nel mercato del lavoro locale includono: mancanza di qualifiche professionali e competenze linguistiche o tecniche spendibili; scarsa conoscenza delle opportunità lavorative disponibili sul territorio, specie tra chi proviene da contesti di estrema marginalità; gravi carenze infrastrutturali, in particolare un sistema di trasporti inadeguato, che costringe molti lavoratori a spostarsi autonomamente. Ecco perché, proprio per rispondere a queste esigenze, abbiamo deciso di rafforzare i servizi di ascolto e orientamento”.
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8xmille per lo sviluppo dei popoli / Giovani e lavoro: tra opportunità e nuove sfide globali
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Il lavoro resta centrale per il futuro dei giovani, ma i dati globali secondo le principali tendenze rilevate da ILOSTAT mostrano forti criticità: 70% di partecipazione alla forza lavoro, 60% di occupazione effettiva, 7% di disoccupazione e un divario occupazionale del 20%. A questo si aggiungono 60% di lavoro informale e 20% di povertà lavorativa. Particolarmente rilevante è il dato dei giovani: il tasso NEET raggiunge il 30%, indicando una quota significativa di ragazzi tra 15 e 24 anni che non studiano e non lavorano.
Numeri che evidenziano come il problema non sia solo occupazionale, ma riguardi qualità e inclusione. Come ricorda Papa Leone XIV: “Sono proprio i giovani a diventare protagonisti del loro futuro, senza venir considerati strumenti funzionali all’organizzazione di un’azienda o ingranaggi utili al successo commerciale”. In questo scenario, l’intelligenza artificiale sta trasformando il mercato del lavoro: accanto a nuove opportunità, rischia di ridurre l’accesso dei giovani alle prime esperienze professionali, automatizzando molte mansioni di base. Di fronte a queste trasformazioni, va recuperata una visione capace di mantenere al centro la dignità e il talento delle persone. In particolare, nel Messaggio “Custodire voci e volti umani” per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, a proposito di quella che il Papa definisce “industria creativa umana”, ma vale per ogni attività, si sottolinea l’esigenza “che il volto e la voce tornino a dire la persona”. Grazie ai fondi 8xmille, la Chiesa cattolica punta proprio a questo: a valorizzare i talenti delle persone anche nei contesti più fragili.
È il caso del progetto sostenuto dalla Caritas di Bondoukou nel Nord-Est della Costa d’Avorio, nelle regioni del Gontougo e del Bounkani. L’iniziativa ha coinvolto 7 parrocchie, con 245 donne organizzate in gruppi produttivi e 140 giovani impegnati in attività agricole, per un totale di 14 gruppi. Le donne si sono dedicate alla produzione di attiéké, burro di karité e sapone locale, mentre i giovani alla coltivazione di mais, manioca e pomodori. Particolare attenzione è stata data alla formazione: 7 centri di alfabetizzazione, attivi per sei mesi, hanno permesso a 245 donne di imparare a leggere, scrivere e calcolare, affiancando percorsi su gestione cooperativa, microcredito e tecniche produttive. È stato inoltre sviluppato un sistema di filiera locale, in cui i prodotti agricoli dei giovani vengono trasformati e venduti dai gruppi di donne. “Lavorare in gruppo – racconta Alima – ci ha dato forza: ora produciamo insieme e vendiamo i nostri prodotti.”
Formazione professionale mirata e creazione di attività economiche collettive sono i pilastri anche di un progetto sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana e realizzato dalla Salem Social Service Society (SSSS) in quattro villaggi del distretto di Salem, nello Stato del Tamil Nadu, in India. Il progetto realizzato in 4 villaggi del Tamil Nadu ha coinvolto 204 giovani, di cui circa 90 formati nel primo anno, in 8 settori professionali. Attraverso percorsi pratici – dalla sartoria alla ristorazione, dall’allevamento alla produzione artigianale – e il sostegno alla creazione di imprese collettive, i giovani hanno avviato attività concrete, dalla produzione tessile ai servizi, fino ad allevamenti con 12 bovini. In entrambi i contesti, il coinvolgimento delle comunità locali è stato decisivo: formazione, lavoro e cooperazione si confermano strumenti fondamentali per costruire percorsi sostenibili di autonomia, dignità e inclusione sociale.
Anche in un contesto segnato da crisi multiple come il Libano, la formazione alle professioni che apre le porte di possibile impiego può costruire percorsi concreti di dignità e speranza per i più vulnerabili come donne migranti e rifugiate — spesso vittime di violenza e tratta — che arrivano nei centri di accoglienza in cerca di protezione e nuove opportunità. Per rafforzare le loro competenze e favorire il loro reinserimento sociale Caritas Libano e Academia hanno offerto dei corsi di informatica per 30 donne nei centri Olive e Cedar. Le partecipanti provenivano da diversi Paesi, tra cui Siria, Kenya, Etiopia, Sudan, Camerun e Sri Lanka, e hanno avuto strumenti concreti per autonomia e reinserimento. Le competenze digitali sono diventate così una leva per la loro indipendenza economica.
Esempi di come “l’essenza del lavoro umano è quella di un’azione collettiva generativa” come hanno scritto i Vescovi italiani nel Messaggio per la Festa dei Lavoratori, ricordando che “ogni giorno le persone si coordinano e cooperano per azioni che contribuiscono a creare comunità” e che “il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura”.
8xmille / Beni Culturali: il museo diocesano di Padova incontra Monzio Compagnoni
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Il progetto “Nel Segno di Massimo” è un’iniziativa del Museo diocesano di Padova dedicata alla riscoperta della figura di San Massimo, tradizionalmente considerato il secondo vescovo della città dopo San Prosdocimo, alla guida della Chiesa euganea tra il 141 e il 166 d.C., e dei luoghi a lui legati.
Nell’ambito di questo progetto, giovedì 21 maggio alle ore 17.30, presso il Museo diocesano (Palazzo Vescovile, Piazza Duomo 12), si terrà un incontro con il dott. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.
L’incontro sarà l’occasione per approfondire il valore dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che sostiene non solo le attività pastorali e di aiuto della Chiesa, ma anche la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, di cui beneficia anche il Museo diocesano di Padova.
L’8xmille sostiene un mondo fatto di fede, aiuto e presenza quotidiana. Tuttavia, pochi sanno che sostenere la Chiesa con l’8xmille non significa solo supportare una rete capillare di prossimità spesso invisibile, ma anche riconoscere il valore e il ruolo della Chiesa nel campo della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e artistico.
Firmare per destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è una scelta significativa ed importante anche nei confronti dei beni culturali che sono parte fondamentale della nostra storia e cultura.
Dopo l’incotro con Monzio Compagnoni, è prevista una visita guidata gratuita al Museo diocesano e al Palazzo Vescovile con il direttore, dott. Andrea Nante.
Per saperne di più sul programma della rassegna vai su https://www.museodiocesanopadova.it/
“Sovvenire in Radio” / Ottava puntata: una parrocchia che sostiene il territorio tra fede, servizi e solidarietà
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Una parrocchia di periferia che diventa presidio sociale, luogo di ascolto e punto di riferimento per il quartiere, ma che allo stesso tempo deve fare i conti con gravi difficoltà strutturali. È il quadro emerso durante la trasmissione “Sovvenire in Radio – La Chiesa in servizio si racconta”, attraverso la testimonianza di don Giorgio Franceschini, parroco della chiesa di Chiesa di San Massimiliano Kolbe.
Nel suo intervento, il sacerdote ha raccontato le criticità legate alla manutenzione dell’edificio parrocchiale, costruito circa vent’anni fa in cemento armato e oggi interessato da infiltrazioni e problemi alla copertura. I lavori di ristrutturazione sono stati avviati anche grazie al contributo dell’8xmille, che coprirebbe circa il 20% delle spese complessive. Un sostegno definito “parziale ma fondamentale” per una realtà che affronta costi ordinari elevati e che, da sola, fatica a sostenere il peso economico della gestione.
Accanto alle difficoltà, emerge una comunità viva e partecipe. Don Franceschini ha evidenziato la generosità dei parrocchiani, impegnati in iniziative di autofinanziamento come mercatini solidali e fiere del dolce, organizzate per contribuire concretamente alle necessità della parrocchia.
Negli anni, la struttura è diventata anche un importante punto di riferimento sociale per il territorio. Nei locali dell’oratorio è attivo un servizio CAF realizzato in collaborazione con CISL, rivolto soprattutto agli anziani del quartiere. Parallelamente, grazie alla collaborazione con associazioni del territorio, vengono promosse attività aggregative e ricreative, tra cui corsi di ginnastica dolce e scuola di ballo.
Sul fronte della solidarietà, Giuseppe Melis, referente della Caritas parrocchiale, ha illustrato l’impegno a favore delle famiglie in difficoltà: attualmente il servizio segue circa 42 nuclei familiari, per un totale di oltre 140 persone. Ogni settimana vengono distribuiti pacchi alimentari calibrati in base al numero dei componenti del nucleo familiare, con apertura regolare del servizio il giovedì sera.
Emerge il racconto di una parrocchia di periferia che, nonostante le fragilità strutturali e le difficoltà economiche, continua a rappresentare un presidio umano e sociale fondamentale per il territorio.
Asti / L’8xmille per la cura e la salute all’ambulatorio “Fratelli Tutti”
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“Grazie all’Ambulatorio Fratelli Tutti non mi vergogno più a sorridere ai miei nipoti e posso farlo senza coprirmi la bocca! Ho sempre cucinato per la mia famiglia ma, a causa dei costi spropositati delle protesi dentarie e della mia pensione minima, ormai potevo solo più mangiare cose morbide: ero senza denti. Qui, oltre a ridarmi un sorriso, mi hanno dimostrato che il bene esiste ancora!”. La testimonianza è firmata da Gina, beneficiaria “Fratelli Tutti”.
Ispirato all’enciclica Fratelli Tutti di papa Francesco (2020), che invita a vivere una fraternità concreta, l’Ambulatorio diocesano di cure gratuite nasce ad Asti in risposta alla sollecitazione rivolta dal Santo Padre durante la sua visita nel novembre 2022. Il nome scelto richiama proprio un’idea di accoglienza, inclusione e attenzione verso i più fragili.
Inaugurato il 20 novembre 2023 alla presenza del cardinale Matteo Maria Zuppi, l’ambulatorio è stato supportato grazie anche a 75.000 euro dei fondi 8xmille (dal 2024 al 2026) e offre cure gratuite con una missione chiara: accogliere, includere e sostenere le persone in difficoltà.
A due anni dall’inaugurazione, l’ambulatorio registra un aumento costante degli accessi, con oltre 350 persone prese in carico. Le richieste riguardano soprattutto odontoiatria (oltre 1.000 prestazioni) e oculistica (152 prestazioni, con fornitura anche di occhiali). Dal 2025 sono attive anche cure ortodontiche pediatriche per minori in difficoltà.
Sono attive oltre 22 specialità mediche e, da gennaio 2025, grazie a una donazione, vengono effettuati anche esami diagnostici come ecografie ed ecodoppler. L’accesso avviene tramite Caritas, Servizi Sociali o Patronati/CAF, con soglie ISEE definite per visite, farmaci e prestazioni.
L’attività è interamente fondata sul volontariato: 93 volontari tra medici, infermieri, farmacisti, operatori sociosanitari e amministrativi mettono a disposizione tempo e competenze.
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