Category Archives: Newsletter In Cerchio

8xmille / “Un frullato di fotografie dall’India”, di don Garbuio

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Su semprenews.it (testata giornalistica della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi), tra le Storie segnaliamo l’articolo di don Enrico Garbuio del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI “Un frullato di fotografie dall’India”, un racconto di viaggio, alla scoperta delle realtà sostenute dai fondi raccolti con l’8 per mille, per accorciare le distanze tra chi pone una semplice firma e chi, grazie a quel gesto, può continuare a costruire un futuro migliore.

Don Enrico scrive nel suo racconto: “…Ho incontrato davvero tante realtà: dalle case-famiglia agli ospedali, dai centri di accoglienza per bambini malati di AIDS alle scuole per bambini sordomuti… tutte opere finanziate con i fondi 8xmille. Dai finestrini del fuoristrada o dal tuk-tuk ho visto scorrere l’India delle città e dei villaggi: case di legno più dignitose lungo le vie trafficate delle città, case di bambù immerse nella vegetazione dove talvolta si affacciavano donne e bambini che con il sorriso mi invitavano ad entrare per un coconut water, un pezzo di papaya, una banana o semplicemente per decorarmi il volto come segno di accoglienza”.

Qui l’articolo completo.

8xmille / Terremoto in Myanmar: 500mila euro per le prime necessità

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma che venerdì 28 marzo ha devastato il Myanmar, con impatto anche su altri Paesi. Il terremoto, con epicentro nella regione di Mandalay, ha provocato migliaia di morti, feriti e sfollati oltre a distruggere abitazioni e infrastrutture. “Ci facciamo prossimi alle sorelle e ai fratelli del Myanmar: a loro giunga il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Preghiamo per le vittime, tra cui tantissimi bambini, e per i loro familiari, assicurando il sostegno delle nostre Chiese”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Per far fronte all’emergenza, la Presidenza della CEI ha deciso un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: servirà per i primi soccorsi, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con KMSS (Karuna Mission Social Solidarity, la Caritas in Myanmar) e con la rete internazionale della Caritas.

Il Myanmar vive da tempo una situazione molto complessa e precaria: la crisi umanitaria nel Paese tocca 19,9 milioni di persone – più di un terzo della popolazione – che già necessitavano di assistenza a causa dei conflitti interni, della precarietà economica e dei disastri naturali. Il terremoto ha esacerbato tutto ciò, mettendo a dura prova le risorse e le capacità di risposta nazionali. Nell’auspicare che cessino le ostilità interne e gli aiuti umanitari possano arrivare a destinazione, la Presidenza della CEI invita le comunità diocesane e parrocchiali a contribuire agli interventi solidali da effettuarsi nell’immediato e alla ricostruzione materiale e comunitaria da attuarsi nei prossimi mesi e anni.

Notizie e aggiornamenti sulla situazione in Myanmar e sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito di Caritas Italiana: www.caritas.it.

1 aprile 2025

 

8xmille / Guida alla firma 2025

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Scheda allegata al Modello CU

Chi può firmare?
Coloro che possiedono redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come scegliere?
Utilizzare l’apposita scheda allegata al modello CU e:

  • -nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  • -Firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Attenzione! Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non si disponga della scheda allegata al modello CU, sarà possibile utilizzare per la scelta la apposita scheda presente all’interno del Modello REDDITI. In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:

  • -nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  • -Firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.

La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it – sezione: cittadini – dichiarazioni).
I tempi e modalità di consegna sono gli stessi di quelli previsti per la scheda allegata al Modello CU.

Quando e dove consegnare?

  1. Consegnare entro il 31 ottobre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” (*) secondo una delle seguenti modalità:

-presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta.
-ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta;
inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

  1. Inoltre, è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 31 ottobre.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

(*) La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’Otto per mille.

 Modello 730

Premessa
Il modello 730 precompilato viene messo a disposizione del contribuente, a partire dal 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it. – area riservata). Si può accedere a questa sezione utilizzando:

  • -un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
  • -CIE – Carta di identità elettronica;
  • -una Carta Nazionale dei Servizi.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un intermediario (CAF o un professionista abilitato).
In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Per chi è messo a disposizione il modello 730 precompilato?

Il 730 precompilato è messo a disposizione dei contribuenti che – oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi da dichiarare con questo modello e/o hanno oneri deducibili/detraibili, non hanno la partita IVA e possono avvalersi dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato.
Nell’area web dedicata, oltre alla modalità di compilazione ordinaria, è resa disponibile al contribuente una modalità di presentazione semplificata e guidata della dichiarazione 730 precompilata. Con la nuova modalità di compilazione, le informazioni a disposizione dell’Agenzia delle entrate sono proposte con un linguaggio semplificato al contribuente, che può direttamente confermarle o modificarle attraverso un percorso guidato. I dati così confermati, modificati o integrati sono riportati in maniera automatica nei campi corrispondenti del modello 730.

Modalità di presentazione 

Presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate
Se il contribuente intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate deve anche compilare il modello 730 – 1 con la scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef (anche se non esprime alcuna scelta).

Presentazione al sostituto d’imposta
Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza recante la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici. In caso di dichiarazione in forma congiunta i rispettivi modelli 730-1 sono inseriti dai coniugi in due distinte buste. Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta.

Presentazione al CAF o al professionista abilitato
Chi si rivolge a un CAF o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici.

Termine di presentazione
Il Modello 730 precompilato ed il modello 730-1 devono essere presentati al CAF o al professionista o al sostituto d’imposta entro il 30 settembre.
Inoltre, il contribuente può presentare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato e il 730-1 direttamente via internet entro il 30 settembre.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

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Modello 730 ordinario (non precompilato)
Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).
Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate ha predisposto il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare il modello 730 precompilato, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello REDDITI ordinario o modificando il modello REDDITI precompilato.
Il contribuente per cui l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI.

A chi e quando si presenta
Il modello 730 ordinario, insieme al modello 730 1 – con la scelta, può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale o al CAF o al professionista abilitato entro il 30 settembre

Modello REDDITI

La scelta viene effettuata utilizzando l’apposita scheda, presente all’interno del modello REDDITI, che è usata sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione sia in caso di esonero.
Negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente.

Chi può firmare?
I contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello REDDITI

Come scegliere?
Firmare nella casella “Chiesa cattolica” facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta, nell’apposito riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef “posto nella scheda.

Quando e dove consegnare?
1. Il modello REDDITI e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, professionista), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 31 ottobre. È importante comunque ricordare all’intermediario fiscale la propria scelta per la destinazione dell’Otto per mille.
2. Chi invece predispone da solo il modello REDDITI e la scheda con la scelta, deve effettuare la consegna via internet entro il 31 ottobre, ovvero, se non è obbligato all’invio telematico, presso qualsiasi ufficio postale dal 30 aprile al 30 giugno.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo

 Modello Redditi Persone Fisiche precompilato

Da quest’anno, in via sperimentale, l’Agenzia delle Entrate –  utilizzando le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati delle Certi­ficazioni Uniche di lavoro autonomo e i dati trasmessi da parte di soggetti terzi – rende disponibile al contribuente entro il 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet del­l’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it, la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente anche alle persone fisiche titolari di redditi differenti da quelli di lavoro dipendente e assimilati.
Il contribuente potrà accedere alla dichiarazione precompilata direttamente, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o, conferendo apposita delega, tramite un intermediario abilitato (CAF, professionista).

E IL CINQUE E DUE PER MILLE?
In tutti e tre i modelli troverete anche lo spazio per destinare il cinque e il due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’Otto per mille. L’invito è a firmare l’Otto per mille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque e due per mille.

Cremona / A Marzalengo grazie all’8xmille un nuovo spazio per i bambini

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Importante novità all’interno dell’opera segno di Caritas Cremonese che accompagna ragazze e giovani mamme che stanno uscendo da situazioni di dipendenza.

Ormai è solo questione di piccole rifiniture e il nuovo «spazio-bambini» della comunità San Francesco può dirsi pronto. Un vero sogno che si avvera per l’opera segno di Caritas Cremonese che a Marzalengo accompagna 15 tra ragazze e giovani donne che stanno cercando di uscire dal tunnel della dipendenza (da sostanze o alcool). E che, insieme a queste ragazze, accoglie anche i loro bambini, una decina in tutto.

È proprio ai più piccoli che guarda la novità della casa: uno spazio tutto da vivere nella spensieratezza e per il gioco (per i più piccoli che non vanno a scuola è il luogo dove trascorrono gran parte della giornata). Lo si è potuto realizzare grazie ai fondi dell’8xmille stanziati attraverso Caritas Italiana.

Nella comunità di Marzalengo si respira il clima di casa. «Il nostro stile vuole essere quello della famiglia – spiega suor Virginia Verga, coordinatrice della struttura – con relazioni calde, fatte di cura, di accoglienza e di affetto. Le ragazze che arrivano da noi a volte non hanno alle spalle una famiglia e, comunque, durante il percorso non possono avere accanto i propri cari. Quindi il nostro compito è proprio quello di creare questa situazione di famiglia, che è il luogo in cui una persona può essere se stessa, sentirsi accolta, sentirsi importante, valorizzata, … sentirsi unica. Ed è in questo clima di relazione e di benevolenza che c’è il percorso di cura della dipendenza, che paradossalmente è la cosa meno importante, perché l’uso della sostanza non è altro che un modo per cercare di affrontare il dolore che si porta dentro».

Quello portato avanti a Marzalengo è percorso di crescita doppio: da un lato quello della donna che si sta disintossicando, dall’altro quello dei figli che muovono i primi passi. Da qui l’idea di dedicare uno spazio sempre più adatto ai bambini. Così dalla necessità di riadattare alcuni spazi della cascina è nata l’opportunità di trasferire lo spazio dedicato ai bambini in quelli che in passato erano i locali dedicati alla lavorazione del cuoio. «Grazie all’8xmille – spiega l’educatrice Chiara Rossi – abbiamo potuto riadattare questo spazio realizzando in qualche modo un nostro sogno: mettendo questo ambiente al centro della comunità, anche proprio fisicamente. I lavori ormai sono quasi ultimati e nelle prossime settimane potremo iniziare a dargli vita».

Affacciato da un lato sul cortile della casa e dall’altro sul grande giardino verde, potrà essere goduto a pieno dai più piccoli, sfruttando ancor più gli spazi esterni per il gioco e le attività.

Una novità all’apparenza di poco conto, ma che all’interno della comunità San Francesco ha grande importanza e diventa un ulteriore segno di speranza. «Noi guardiamo sempre alle ragazze con occhi di speranza. La speranza c’è sempre, perché c’è sempre una possibilità di ripartire, di rinascere: è importante che nel nostro cuore ci sia sempre questa speranza sulla loro vita».

L’opera segno

La Comunità San Francesco è comunità residenziale e di pronta accoglienza per donne tossicodipendenti, soprattutto con bambini. Trova spazio in una cascina di Marzalengo, piccola realtà di meno di 400 abitanti nel comune di Castelverde, a pochi chilometri da Cremona. Un contesto familiare in cui è possibile sperimentare uno stile relazionale e di vita diverso per giungere a una gestione autonoma e responsabile della propria vita. Accanto a personale laico educativo specializzato, all’interno della struttura vive e opera una comunità delle Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda. Una delle «opere segno» della Caritas diocesana: «Perché è il segno – sottolinea suor Virginia Verga – dell’amore del Padre per tutti i suoi figli, anche quelli più lontani, disperati, di cui nessuno si occupa». «Per le ragazze sentire la nostra presenza non giudicante e accogliente – precisa l’educatrice Chiara Rossi – fa vincere la paura di sentirsi inadeguate. Mamme non si nasce: certo si dà vita a un bambino, ma tante cose sono da imparare. Allora può essere importante vivere anche un po’ l’esperienza dell’essere figlie nel cammino di maternità».

Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

Diocesi Mazara del Vallo / 8xmille per i beni culturali: in 10 anni 47 progetti per 5 milioni di euro

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In dieci anni (2014-2024) 47 progetti di restauro di luogo di culto sono stati co-finanziati, per un totale di 7.730.556,50 euro, di cui 5.025.538,25 euro provenienti dai fondi 8xmille (esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana) della Chiesa cattolica. Sono questi i numeri del report diocesano che è stato illustrato al convegno su “Il restauro dell’architettura” organizzato presso il Seminario vescovile di Mazara del Vallo, alla presenza del Presidente dell’Ordine nazionale degli architetti Massimo Crusi.

Per l’intera giornata sono riuniti gli architetti della provincia di Trapani per discutere su interventi e innovazione nel restauro dei beni architettonici. A illustrare i dati della Diocesi è stato l’architetto Vito Palmeri, collaboratore dell’Ufficio diocesano beni culturali: «Fino al 2017 il co-finanziamento coi fondi 8xmille era del 50% – ha detto Palmeri – dal 2017, invece, il co-finanziamento è aumentato al 70%, con la possibilità di intervenire su edifici più recenti». L’architetto Palmeri ha mostrato ai colleghi tutti gli interventi realizzati nel decennio 2014-2024: parrocchie, locali annessi e gli interventi presso la struttura del Seminario e del Palazzo vescovile. «Il restauro ci permette non solo di conservare quanto i Padri ci hanno consegnato ma di valorizzare le espressioni della fede, della cultura, che manifesta l’identità di un territorio. Tutto questo è possibile grazie ai fondi 8xmille della Chiesa cattolica che ogni cittadino destina con una firma sulla dichiarazione dei redditi», ha detto il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, che ha portato i saluti della Diocesi.

Tra gli interventi illustrati ci sono stati quelli realizzati sul campanile della Cattedrale (123.651,96 euro), sul campanile della parrocchia Cristo Re (86.334,58 euro), sulla chiesa del Purgatorio di Marsala (109.128,83 euro, progetto in fase di istruttoria), sulla chiesa di San Giuseppe di Mazara del Vallo (189.484,09 euro), sulla chiesa madre di Marsala (340 mila euro) e al Santuario Maria Ss. Addolorata di Marsala (102.000 euro). «Già come indicazione del precedente Vescovo monsignor Domenico Mogavero e ora in continuità con monsignor Angelo Giurdanella, si è scelto di intervenire con micro progetti, per consentire in tutte le parrocchie dove è necessario fare restauri, di utilizzare i fondi 8xmille in tutto il territorio diocesano», ha detto l’architetto Vito Palmeri.

8xmille / Diocesi di Aversa vicina alle famiglie, per essere sempre aperti al dono e alla speranza

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“Troppo spesso siamo tentati di giudicare tutto in base a ciò che può essere utile per il nostro vivere: questo è un segno di egoismo e di chiusura, quando invece la vita è apertura, fiducia, speranza.

Si dice che il sorriso di un bimbo che nasce è il segno che Dio non si è ancora stancato dell’umanità: è la speranza della ricchezza di bene che quella nuova vita potrà offrire alla storia dell’umanità.

Auguro a tutti di poter essere fiduciosi, di poter contemplare sempre la bontà della vita e l’opera di Dio, di far crescere tutto ciò che genera sempre ricchezza di vita nuova”. Con questo messaggio Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, invita a riflettere sul tema della 47ª Giornata nazionale per la vita, Trasmettere la vita, speranza per il mondo, consapevole anche dell’orizzonte della speranza in cui tutta la Chiesa è chiamata a vivere questo anno di grazia del Signore.

La diocesi di Aversa, che sostiene anche il Festival della Vita, promosso dal Centro culturale San Paolo e giunto quest’anno alla XV edizione, è molto attiva sul fronte della promozione della famiglia e della vita, attraverso l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita.

Tante le iniziative, rese possibili anche dal sostegno dell’8xmille della Chiesa cattolica.

“Il sostegno che ci viene dall’8xmille ci permette di fare queste diverse attività ma anche poi di sostenere concretamente delle situazioni”, dice subito don Massimo Spina, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita e parroco di Santa Teresa del Bambin Gesù, ad Aversa. “Il nostro primo impegno – prosegue – è mettere insieme in rete le varie realtà che si occupano in modo trasversale di attenzione alla vita.

Qui ad Aversa abbiamo un segno storico molto bello che è la famosa ‘Rota degli esposti’, dove venivano lasciati i neonati frutto di una gravidanza indesiderata o gli ultimi nati in una famiglia che già faceva la fame. Oggi l’associazione AversaDonna si premura di far conoscere la storia della Rota, anche alle scuole. La Rota, infatti, è un segno tangibile dell’attenzione della Chiesa a vita da sempre”. Infatti, già dal Quattrocento era in funzione ad Aversa la “Rota degli esposti”.

Ci sono poi tante “iniziative concrete, legate anche a singole storie: ci è capitato di incontrare ragazze che volevano interrompere la gravidanza, a loro abbiamo fatto conoscere esperienze di vita di coppie con figli, anche con qualcuno di loro disabile, che hanno compiuto la scelta forte di portare avanti la gravidanza. Questo ha aiutato diverse ragazze a cambiare idea. Questo lavoro capillare sul territorio per conoscere le fragilità e in qualche modo aiutare a venirne fuori è possibile anche grazie al fatto che come Ufficio proviamo a incontrare ogni anno le coppie impegnate in ognuna delle 94 parrocchie della diocesi, che si estende, per una parte, sul territorio della provincia casertana e, per l’altra, su quello della provincia napoletana.

Noi proviamo a intensificare sempre di più le relazioni con le coppie che in ogni parrocchia guidano i nubendi o i gruppi famiglia, senza trascurare mai la cura e l’attenzione alla vita, perché ovviamente in ogni parrocchia si lavora su questo ambito, con la possibilità di portare il messaggio della vita nelle varie realtà”.

Un altro aspetto importante è la promozione da parte dell’Ufficio diocesano di incontri di formazione e giornate di spiritualità per le coppie impegnate in parrocchia. “Anche tutto questo impegno formativo, che ha un costo, è reso possibile grazie all’8xmille”, precisa don Spina.

Da fine gennaio è partita un’altra iniziativa: “La casa sulla roccia” per andare alla scoperta del sacramento del matrimonio con i nubendi.

L’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita ripropone questa iniziativa nata lo scorso anno sia dalle sollecitazioni raccolte nell’ascolto del territorio sia dal forte desiderio del vescovo di vivere un momento di dialogo ed ascolto con le nascenti famiglie del territorio diocesano. Mons. Spinillo incontra i nubendi dalle ore 16 alle ore 18 direttamente nelle Foranie di appartenenza per sottolineare l’importanza del matrimonio e dell’attenzione alla vita, oltre che a rafforzare le relazioni con le coppie nascenti. Gli incontri del vescovo con i futuri sposi si concluderanno con la Messa coi nubendi, che avrà luogo nella chiesa cattedrale di Aversa domenica 9 marzo.

Se, da un lato, ci sono donne che si trovano ad affrontare una gravidanza non prevista, dall’altro, sottolinea il direttore dell’Ufficio diocesano, “aumentano le coppie che hanno difficoltà ad avere un figlio, una situazione che genera sofferenza. Di fronte alle varie difficoltà, soprattutto ora, nell’Anno giubilare dedicato alla speranza, vogliamo far capire che c’è una comunità, che c’è una Chiesa, che c’è una parrocchia, che c’è una realtà ecclesiale, che sta accanto, si prende cura e si interessa di ognuno, creando relazioni anche personali, per accendere in loro una speranza e far sapere che qualcuno che li sostiene in questo momento buio. Proviamo a contattare e incontrare le persone che stanno vivendo una difficoltà, a livello sia parrocchiale sia diocesano”.

Anche la situazione economica, differenziata a seconda anche della provincia su cui insiste il territorio diocesano – da un lato, difficoltà economiche, dall’altra agiatezza – incide sull’apertura alla vita: “Paradossalmente possono avere effetti negativi sull’apertura alla vita due cause contrastanti: la povertà e il successo personale nella carriera”, osserva don Massimo, precisando che, quando il problema è di origine economica, “ce ne facciamo carico con la Caritas sia parrocchiale sia diocesana, per non lasciare a se stesse le persone e aiutarle a portare avanti la gravidanza. Questa è una priorità che ci siamo dati. E anche questo è possibile grazie all’8xmille”.

(Fonte, Agenzia Sir)

Messaggio di Mons. Angelo Spilillo, Vescovo di Aversa, per la Giornata della Vita 2025

8xmille per i beni ecclesiastici / Dove esplorare il patrimonio culturale e artistico della Chiesa cattolica

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Per conoscere e mettere in rete i beni culturali ecclesiastici in Italia è possibile esplorare BeWeb, ovvero la vetrina dei Beni ecclesiastici in Web sul portale di chiesacattolica.it, che rende visibile il lavoro di censimento sistematico del patrimonio storico e artistico, architettonico, archivistico e librario portato avanti dalle diocesi italiane e dagli istituti culturali ecclesiastici sui beni di loro proprietà.

Con 226 Diocesi, 2.402 istituti culturali ( (1.409 archivi, 663 biblioteche e 330 musei), 14.345.458 beni catalogati, 481 voci di glossario e 80 percorsi tematici, BeWeb è anche il luogo dove facilitare, attraverso approfondimenti tematici, condivisione di risorse e news, la comprensione e la lettura del patrimonio diocesano da parte di un pubblico ampio e non di soli specialisti.

Il portale intende diventare sempre più l’espressione di una redazione distribuita che vede protagoniste le diocesi e tutta la realtà ecclesiale, onde far emergere, insieme a quelle tradizionali, chiavi di lettura del patrimonio di carattere pastorale, catechetico, liturgico e più in generale teologiche.

L’accesso cross domain ai dati dei diversi settori è facilitato attraverso diverse possibilità di ricerca: quella google like, quella territoriale, quella cronologica e infine, nella direzione più altamente qualificante per Authority File (persone, enti, famiglie).

La banca dati è implementata particolarmente dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio e sono quindi nella fase di aggiornamento e integrazione. Per queste ragioni quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace. Man mano che l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI riceve banche dati aggiornate, provvede a sostituire quelle pubblicate fino a quel momento.

BeWeB è anche uno strumento di dialogo con le istituzioni pubbliche e i relativi sistemi informativi. In quest’ottica sono stati portati alla firma accordi e convenzioni che garantiscono la visibilità dei dati presenti su BeWeB anche nell’Anagrafe delle Biblioteche Italiane, nel Servizio Bibliotecario Nazionale e in Manus online coordinati dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), in Material Evidence of Incunabula coordinato dal Consortium of European Research Libraries (CERL), nel Sistema Archivistico Nazionale coordinato dall’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), nei Luoghi della Cultura realizzato dal Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT). Si sta verificando come facilitare il dialogo con il Sistema Generale Informativo del Catalogo (SIGECweb) coordinato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e con CulturaItalia, progetto coordinato direttamente dal MiBACT.

Lo scorso anno la CEI ha destinato alla tutela dei beni culturali ecclesiastici 25 milioni di euro dei fondi 8xmille.

Sviluppo dei popoli / Comunicare la speranza anche grazie all’8xmille

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Sogno una comunicazione che riesca a connettere persone e culture. Sogno una comunicazione capace di raccontare e valorizzare storie e testimonianze che accadono in ogni angolo del mondo, mettendole in circolo e offrendole a tutti. Sogno una comunicazione che sappia andare oltre gli slogan e tenere accesi i riflettori sui poveri, sugli ultimi, sui migranti, sulle vittime della guerra. Una comunicazione che favorisca l’inclusione, il dialogo, la ricerca della pace”. Questo l’invito di Papa Francesco lo scorso 31 ottobre ai partecipanti all’assemblea plenaria del dicastero per la comunicazione, e il Giubileo del Mondo della comunicazione – il primo degli appuntamenti del calendario dell’Anno Santo, in programma dal 24 al 26 gennaio – è un’occasione preziosa di confronto su questi temi. Perché questo si concretizzi è sempre più urgente un impegno comune, un lavoro in rete, con attenzione costante alle persone e alle comunità, da accompagnare e promuovere.

La Chiesa italiana dal 1991, grazie ai fondi dell’8xmille, in 72 Paesi per 178 milioni di euro ha sostenuto 1.616 progetti rivolti in modo specifico proprio alla comunicazione. Interventi che aiutano a condividere e moltiplicare speranza, legata a un progetto comunitario, attraverso il racconto di storie e testimonianze.

Storie di cambiamento, come quelle contenute nel documentario prodotto dalla Fondazione Fontana “ME, WE Only Through Community”, che nascono nel contesto africano del St. Martin, un’organizzazione che da 25 anni a Nyahururu, 200 km a nord di Nairobi, sugli altopiani del Kenya si prende cura e valorizza le persone più vulnerabili. Tra queste la storia di Makara, ex ragazzo di strada che oggi lavora come assistente legale per le persone con disagio; la storia di Macharia, pastore ed ex insegnante, che ora si prende cura degli anziani; la storia Grace che ha saputo trasformare la sua disabilità in una risorsa preziosa per l’intera comunità. Anche il documentario è stato realizzato attraverso la comunità, con un’azione di crowdfunding, ed è uno strumento per far conoscere esperienze e percorsi concreti di cura e di relazione.

Fondamentale è riuscire a raggiungere il maggior numero di persone ed è per questo che la Chiesa ha puntato molto sulle potenzialità della radio come mezzo di comunicazione popolare per la promozione sociale e umana, che porta la parola anche nei posti più sperduti. Uno strumento per far sentire la voce di tutti, sensibilizzare l’opinione pubblica, favorire una partecipazione consapevole e anche richiamare le istituzioni alle loro responsabilità.

Con questa consapevolezza nel 1965 in Messico nasce Radio Huaya, un’emittente comunitaria, la più antica del Messico, avviata per raggiungere i contadini in condizione di povertà ed emarginazione. Dal 1973 i gesuiti hanno ampliato il piano educativo che trasmette da Huayacocotla, a 2.200 metri di altitudine, in 4 lingue: spagnolo, nahuatl, otomì e tepehuas. “Prima della radio tanti problemi sembravano irrisolvibili” racconta un capo villaggio. “Ma poi la radio è diventata la nostra voce e ci ha permesso di ottenere risultati concreti migliorando la vita delle nostre famiglie e delle nostre comunità e soprattutto ci siamo resi conto del grande potere della parola popolare quando si fa sentire”.

È stato così possibile tenere unite e restituire la parola alle comunità indigene, migliaia di persone di oltre 1.300 villaggi e 140 municipi, riuscendo anche ad ottenere la restituzione di 5.000 ettari di terre sottratte ai contadini. Così Radio Huaya da radioscuola è diventata radio sociale, avviando un processo organizzativo di produzione e cura della foresta e un lavoro di accompagnamento delle comunità, basato sulla partecipazione politico-civica, sulla difesa del territorio e sulla riaffermazione dei diritti. Si sono sviluppati progetti di allevamento familiare, vivai comunitari, messa a coltura e rimboschimento dei territori recuperati.

Sono solo alcuni degli innumerevoli esempi della speranza, sempre legata a progetti comunitari, che la Chiesa continua a diffondere in tutto il mondo grazie anche all’impegno di moltissimi operatori della comunicazione, dando concretezza all’esortazione del Papa che per l’imminente 59ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ha indicato come tema “Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori (cf. 1Pt 3,15-16)”. Una speranza che siamo invitati a comunicare con le parole e con i fatti, con la capacità di guardare e dare spazio, nonostante tutto, “alle tante piccole e grandi storie di bene”.

24 Gennaio 2025

8xmille / A Vercelli un centro di assistenza sanitaria per dare una cura a tutti

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Sul sito 8xmille.it sono presenti numerose testimonianze di volontari, operatori, sacerdoti e suore che dedicano la loro vita ad aiutare chi ne ha bisogno, in tante realtà sostenute dall’8xmille alla Chiesa cattolica, in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

Ecco, ad esempio, un centro di assistenza sanitaria al servizio di fragili e bisognosi a Santhià, in provincia di Vercelli, dove viene finanziato un progetto con la fondazione AMOS.

I valori del progetto

Solidarietà e vicinanza.

Il progetto vuole offrire un’alternativa alle persone con difficoltà economiche e di salute, impossibilitate ad accedere alle cure della sanità privata. L’Arcidiocesi di Vercelli, da qualche anno, sta potenziando le iniziative caritative diocesane esistenti, introducendo nuovi servizi e attività pastorali anche in ambito sanitario. Questa scelta si adatta alle trasformazioni del territorio, rispondendo alle nuove necessità di cura, vicinanza e supporto a persone fragili.

Una cura per tutti.

L’intreccio tra fragilità relative alla salute, la povertà economica e il limitato accesso alle cure, crea una situazione complessa e urgente. Questo ambizioso progetto di attività assistenziali sociosanitarie di prossimità si concentra su anziani e poveri. Grazie all’impegno di medici volontari, l’accesso alle cure diventa un diritto davvero di tutti.

Coinvolgimento attivo.

Il coinvolgimento attivo delle persone in situazioni di disagio è stato fondamentale fin dall’inizio, considerandole parte integrante per individuare carenze e suggerire soluzioni. L’approccio supera l’assistenzialismo, cercando di inserire le persone bisognose in percorsi che valorizzino la loro dignità e forniscano strumenti di affermazione. Attività progettuali, informative e formative guidano chi è in difficoltà per migliorarne le condizioni di vita, con il supporto di professionisti.

 

 

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8xmille / Educazione, volano di sviluppo

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Promuovere l’educazione per migliorare la qualità della vita e contrastare le disuguaglianze. È quello che fa la Chiesa italiana grazie ai fondi dell’8xmille, in tutto il mondo. Nella sua ultima riunione (28 e 29 novembre), il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha approvato 69 nuovi progetti, per i quali è stato deciso lo stanziamento di € 11.126.483: 38 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 6.608.882), 10 in America Latina (€ 1.129.405), 16 in Asia (€ 2.439.447) e 3 in Medio Oriente (€ 948.749).

Tra gli interventi, sono numerosi quelli che riguardano la costruzione di scuole, l’avvio di corsi di alfabetizzazione e professionali, la promozione di attività sociali e educative.

Ad esempio, a Buia Atumba, in Angola, per volontà della Diocesi di Caxito, nascerà una scuola secondaria professionale dove sarà possibile frequentare corsi tecnici professionali di informatica, sanità, meccanica, elettromeccanica, taglio e cucito, mentre nella Diocesi di Mannar, in Sri Lanka, i Fratelli delle Scuole Cristiane allestiranno un’aula informatica presso il St. Xavier’s Boys College che attualmente accoglie 1800 alunni.

Nella Diocesi di Cebu, nelle Filippine, le Pie Convittrici della Carità-Istituto Suore Teresiane costruiranno una scuola primaria con convitto per combattere l’abbandono scolastico nei villaggi rurali di Consolación.

Anche in India, le Suore di Sant’Anna ristruttureranno il complesso scolastico e gli alloggi annessi per renderli più funzionali.

A Bambadinca, in Guinea Bissau, la Casa do Menor São Miguel Arcanjo contribuirà a combattere la povertà educativa con un centro che offrirà attività sportive, ludiche, culturali e formative in una zona in cui solo il 22% dei bambini conclude il percorso scolastico.

In Bolivia, la Congregazione dello Spirito Santo contrasterà l’abbandono scolastico e il disagio giovanile attraverso le iniziative del Centro Sociale Sereboqui a Buena Vista (Diocesi di Santa Cruz de la Sierra), mentre in Guatemala l’associazione “Sulla Strada” ODV avvierà dei laboratori professionali e costruirà degli alloggi per i ragazzi che intendono frequentarli.

In Libano, la Fondazione Punto Missione Onlus offrirà a 100 donne vulnerabili corsi di cucito e ricamo, lingua, informatica, finanza e social media per accrescere le loro competenze e favorirne l’inserimento lavorativo.

In Zimbabwe, infine, verrà promossa l’inclusione sociale dei bambini con disabilità, attraverso il sostegno alle loro famiglie e programmi di sensibilizzazione contro la discriminazione e lo stigma.