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Meeting di Rimini 2026 | Una Chiesa esperta di umanità: il percorso del Servizio Promozione CEI

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Il concept dello stand del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, presente al Meeting di Rimini 2026 dal 21 al 26 agosto, si sviluppa attorno al tema della 47^ edizione, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, e propone ai visitatori un percorso immersivo per riscoprire il significato autentico del sostegno alla Chiesa: non soltanto un contributo economico, ma una partecipazione concreta alla vita di una comunità che ogni giorno genera relazioni, speranza e opere al servizio delle persone.

Una Chiesa “esperta di umanità”

Al centro dell’allestimento si trova la parete principale, che accoglie i visitatori con una domanda provocatoria: “Sai davvero come si sostiene la Chiesa cattolica?”. La risposta supera la dimensione puramente economica e richiama la corresponsabilità di tutti i fedeli: la Chiesa si sostiene attraverso la presenza delle persone, che si traduce in opere, testimonianze, firma dell’8xmille e offerte deducibili.

Il percorso espositivo sviluppa il concetto di una “Chiesa esperta di umanità”, espressione che diventa il filo conduttore dell’intero stand. Attraverso nove volti di uomini e donne impegnati in diversi ambiti della vita ecclesiale e sociale, il visitatore incontra storie concrete di fede che si fanno servizio. Dai contesti di missione alle periferie sociali, dall’educazione alla cultura, dalla sanità alla solidarietà, queste testimonianze raccontano una Chiesa capace di accompagnare le persone nelle sfide quotidiane.

Tra i protagonisti figurano l’attrice e catechista Beatrice Fazi, il Vescovo missionario in Sud Sudan Christian Carlassare, la pediatra Martina Borellini, il parroco Luigi Milano, il pedagogista Emanuele Vasques, il responsabile Caritas Marco Colombo, l’artista Simona Atzori, il sacerdote e scrittore Paolo Alliata e la responsabile educativa Angela Marino. Le loro storie mostrano come il sostegno alla Chiesa renda possibili percorsi di accoglienza, cura, educazione e promozione umana.

Dai santi di ieri ai testimoni di oggi

Un’altra parete dello stand è dedicata ai santi e ai testimoni della fede, con il titolo “Anche tu puoi fare grande la Chiesa!”. Attraverso una serie di card interattive, vengono accostate figure di santi e beati a volti contemporanei e giovani, per sottolineare la continuità di una stessa vocazione al bene che attraversa le epoche.

Da Pier Giorgio Frassati a Carlo Acutis, da don Pino Puglisi a Giulia di Barolo, il messaggio è chiaro: la santità non è un fenomeno distante nel tempo, ma una possibilità concreta che continua a manifestarsi nella vita ordinaria delle persone. Un sistema di QR code consentirà ai visitatori di approfondire le singole storie attraverso i contenuti dedicati del sito dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni.

Oltre i pregiudizi: la realtà che sorprende

Un’altra parete invita, invece, a confrontarsi con alcuni luoghi comuni sulla Chiesa e sul suo operato. Attraverso il format delle card interattive #nonècomecredi, il visitatore sarà chiamato a scoprire cosa si cela dietro stereotipi e convinzioni diffuse.

L’obiettivo è mostrare che dietro ogni pregiudizio esistono esperienze concrete di umanità, servizi e opere che spesso rimangono poco conosciuti. Girando le card e leggendo le informazioni contenute, il pubblico sarà invitato a lasciarsi sorprendere dalla realtà. Qui ci sarà anche la possibilità di giocare con “Nessun Tabù”.

Comunione, corresponsabilità e partecipazione

Un altro spazio affronta il tema del sostegno economico alla Chiesa dal punto di vista della partecipazione ecclesiale. Al centro, il titolo “Sostenere la Chiesa per servire tutti” richiama il valore della comunione e della corresponsabilità.

Accanto alla citazione del cardinale Attilio Nicora, una timeline ripercorre le tappe che hanno portato all’attuale sistema di sostegno economico: dai Patti Lateranensi del 1929 alla revisione del Concordato del 1984, fino all’introduzione dell’8xmille e delle offerte deducibili per il sostentamento dei sacerdoti.

Il percorso mette in evidenza un principio fondamentale: ai bisogni della Chiesa non provvedono né lo Stato né il Vaticano, ma i fedeli stessi, chiamati a condividere responsabilità e risorse per sostenere la missione evangelizzatrice e caritativa della comunità ecclesiale.

Uno spazio per la riflessione personale

Completano l’esperienza due elementi simbolici. Sul desk dello stand sarà distribuito “L’Inciampo. Parabole contemporanee”, una pubblicazione pensata come strumento di meditazione personale e approfondimento spirituale. Il richiamo alle parabole evangeliche come “pietre d’inciampo” invita il visitatore a fermarsi, interrogarsi e lasciarsi provocare dal Vangelo.

Sopra lo spazio espositivo, un elemento aereo e un gioco di specchi rilanceranno il messaggio chiave dell’intero allestimento: “Chiamati a essere esperti di umanità” e “Una Chiesa esperta di umanità”.

Il video: il sostegno che diventa volto

A rafforzare la narrazione dello stand contribuirà anche un video emozionale che accompagnerà il visitatore in un viaggio attraverso le storie dei nove protagonisti. Il racconto mostra come sostenere la Chiesa significhi sostenere persone e opere concrete: chi costruisce pace, chi educa, chi cura, chi accoglie, chi promuove la dignità umana e chi testimonia la fede nella vita quotidiana.

Il messaggio conclusivo sintetizza il cuore della proposta: sostenere la Chiesa significa partecipare alla sua storia e alla sua missione, attraverso la propria presenza, l’8xmille e le offerte, contribuendo a costruire una comunità sempre più capace di essere, oggi, “esperta di umanità”.

All’interno dei tantissimi convegni, tavole rotonde, dibattiti del Meeting due i panel previsti e curati da  AVSI/Tracce, con diverse testimonianze di progetti che hanno beneficiato dei fondi 8xmille.

Domenica 23 agosto alle 11.30 un incontro dal titolo Accanto ai Bambini. Storie di cambiamento in Camerum e Kenya con Mireille Yoga (Centro Edimar, Camerun), Antonio Masuri (AVSI Kenya), Simona Beretta (Università Cattolica), moderatrice Giulia Bossi (AVSI).

Sempre il 23 agosto ma alle 15.00 l’altro panel sul tema Come sta il Libano oggi? La testomonianza dell’AVSI con la presenza, tra gli altri, di Monsignor Mounir Khairallah, Vescovo dell’eparchia maronita di Batrun (Batroun) in Libano.

Terra Santa / A Gerusalemme nascerà un centro di formazione per operatori sanitari e volontari

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A Gerusalemme Est, grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, i Silenziosi Operai della Croce daranno nuova vita alla casa “Mater Misericordiae”, destinata a diventare un centro permanente di formazione per operatori sanitari, sociali e volontari. Metterà in rete realtà sanitarie cattoliche. Don Angelelli: “La cura può diventare linguaggio di pace”

Vai all’articolo di FilippoPassantino pubblicato sul Sir (foto Marco Calvarese).

Ogni firma conta / Dieci progetti che trasformano l’8xmille in speranza concreta

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Dall’inserimento lavorativo all’accoglienza abitativa, dal sostegno ai minori alla lotta contro la povertà alimentare, i progetti sostenuti con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica raccontano ogni giorno come una firma possa trasformarsi in opportunità reali per migliaia di persone. In tutta Italia, le Caritas diocesane e le realtà del territorio danno vita a interventi capaci di rispondere ai bisogni emergenti delle comunità, mettendo al centro dignità, inclusione e relazioni.

Lavoro e inclusione: ricostruire il futuro

A Pozzuoli, il progetto “Agorà – Lavoro di prossimità” aiuta giovani e adulti in cerca di occupazione a orientarsi nel mercato del lavoro, offrendo percorsi di formazione, bilancio delle competenze e supporto nella ricerca professionale. L’iniziativa punta a contrastare la sfiducia e la rassegnazione che spesso accompagnano la disoccupazione, soprattutto nel Mezzogiorno, favorendo un inserimento lavorativo consapevole e duraturo.
A Tortona, i laboratori “Ri-Cuci & Ri-Crea” trasformano materiali destinati allo scarto in strumenti di inclusione sociale e lavorativa. RI-CUCI, laboratorio di sartoria solidale, offre alle donne in condizioni di fragilità l’opportunità di imparare un mestiere e acquisire autonomia. RI-CREA, invece, recupera e restaura mobili e oggetti coinvolgendo persone con disabilità o in percorsi di reinserimento sociale. Due esperienze che dimostrano come il lavoro, la creatività e la sostenibilità possano generare nuove opportunità di vita.

Casa e accoglienza: ripartire dalla dignità

A Pordenone, l’Asilo Notturno “La Locanda” accoglie persone senza dimora o in grave difficoltà abitativa, offrendo non solo un posto letto e servizi essenziali, ma soprattutto relazioni, ascolto e percorsi di accompagnamento verso una nuova autonomia. Dal 2016 ha ospitato oltre 700 persone, diventando un punto di riferimento per chi cerca una possibilità di ripartenza.
A Pesaro, il progetto “Casa don Giorgio: un percorso verso l’autonomia” propone un’accoglienza temporanea per persone che stanno affrontando difficoltà economiche, lavorative o relazionali. Attraverso progetti personalizzati e il supporto di operatori e volontari, gli ospiti vengono accompagnati verso il recupero della propria autonomia abitativa e sociale.
Anche a Vercelli, il Centro Accoglienza Notturna “Don Mauro Stragiotti – M. Luisa Campi” rappresenta molto più di un dormitorio. Nato per rispondere all’emergenza abitativa, il centro offre ascolto, orientamento e accompagnamento a uomini senza dimora o in situazioni di forte fragilità, costruendo percorsi di reinserimento grazie alla collaborazione tra Caritas, servizi sociali e volontari del territorio.

Minori e famiglie: investire nell’educazione

A Bisceglie, il progetto “Meno è di più… non solo un doposcuola”, ospitato nel Centro La Bussola, offre a ragazzi tra gli 11 e i 14 anni uno spazio educativo alternativo alla strada. Oltre al supporto scolastico, propone laboratori artistici, attività sportive, percorsi di educazione emotiva e iniziative di cittadinanza attiva. Il coinvolgimento delle famiglie e la collaborazione con scuole e servizi sociali rendono il progetto un vero “villaggio educativo” capace di accompagnare la crescita dei giovani più fragili.
Ad Acerra, il Centro Diurno per Minori “Maria Pia Messina” rappresenta uno dei principali presìdi educativi della diocesi. Situato nel centro cittadino, offre doposcuola, attività sportive, laboratori artistici e percorsi formativi a bambini e adolescenti che vivono situazioni di disagio sociale o povertà educativa. Negli ultimi tre anni ha accolto quasi mille minori, diventando un luogo di crescita, inclusione e speranza.
Ad Acerenza, il progetto “Oltre i Confini” affronta le fragilità educative e relazionali di bambini e adolescenti attraverso un’ampia rete che coinvolge famiglie, scuole, parrocchie e servizi sociali. Incontri formativi, laboratori dedicati alle emozioni, percorsi per genitori e il Centro d’Ascolto Cambia-Menti contribuiscono a costruire una comunità educativa capace di prevenire e accompagnare il disagio.

Solidarietà alimentare e comunità

A Viterbo, il progetto “Orti Solidali di Comunità” trasforma il lavoro della terra in uno strumento di inclusione, formazione e sostegno. In un terreno recuperato nel quartiere Santa Barbara, persone in difficoltà economica e sociale coltivano ortaggi, sviluppano competenze e rafforzano la propria autonomia, contribuendo al tempo stesso alla solidarietà verso altre famiglie del territorio.
A Reggio Emilia, CESARE – Centro di Solidarietà Alimentare Reggiano è diventato il punto di riferimento logistico di una vasta rete territoriale impegnata nel contrasto alla povertà alimentare. Nato dall’esperienza della pandemia, coordina la raccolta e la distribuzione delle donazioni coinvolgendo parrocchie, associazioni ed enti del terzo settore. Non è soltanto un magazzino alimentare, ma un modello innovativo che mette in relazione persone, organizzazioni e comunità.
A Livorno, l’Emporio Solidale propone un approccio fondato sulla dignità e sulla libertà di scelta. Le famiglie in difficoltà possono accedere a un vero e proprio supermercato solidale attraverso una tessera punti gratuita, scegliendo autonomamente i prodotti necessari. Accanto al sostegno materiale, l’Emporio offre ascolto, accompagnamento educativo e percorsi di autonomia, promuovendo al tempo stesso il recupero delle eccedenze alimentari e la lotta allo spreco.

Una rete di prossimità che genera cambiamento

Pur operando in contesti diversi, tutti questi progetti condividono una stessa visione: rispondere ai bisogni concreti delle persone mettendo al centro la loro dignità e valorizzando le risorse delle comunità locali. Che si tratti di trovare un lavoro, recuperare una casa, sostenere la crescita di un ragazzo o garantire l’accesso al cibo, le opere sostenute dall’8xmille testimoniano una presenza capillare e concreta nei territori.

Ogni firma destinata all’8xmille alla Chiesa cattolica si traduce così in servizi, relazioni, opportunità e percorsi di rinascita che contribuiscono a rendere le comunità più inclusive, solidali e attente alle fragilità di chi vive momenti di difficoltà.

Vuoi dare il tuo contributo? I progetti sostenuti dall’8xmille vivono anche grazie all’impegno quotidiano di operatori e volontari. Se desideri mettere a disposizione il tuo tempo e le tue competenze, puoi contattare la Caritas della tua diocesi o la realtà che realizza uno dei progetti presentati. Anche poche ore alla settimana possono diventare un aiuto concreto per costruire comunità più accoglienti e solidali.

Sviluppo dei popoli / L’8xmille che genera fraternità e sviluppo nel mondo

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Accanto all’appello di Papa Leone XIV a essere nella società un “piccolo lievito” di unità, comunione e fraternità, continua l’impegno della Chiesa italiana a favore delle comunità più fragili attraverso i fondi dell’8xmille destinato dai cittadini alla Chiesa cattolica.

Nella riunione del 16 e 17 luglio, il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha approvato 67 progetti per un valore complessivo di quasi 11 milioni di euro, destinati ad Africa, Asia, America Latina, Medio Oriente, Europa e Oceania. Interventi diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di costruire reti di solidarietà, inclusione e sviluppo a partire dai bisogni reali delle persone.

Tra le iniziative sostenute dall’8xmille alcuni esempi: in Kenya un progetto favorirà la collaborazione tra organizzazioni impegnate nell’accompagnamento dei migranti e delle persone con disabilità; in India, nello Stato del Tripura, oltre 3.000 giovani saranno coinvolti in percorsi di prevenzione delle dipendenze; nell’Uttar Pradesh, invece, un programma dedicato alle persone con disabilità offrirà screening, riabilitazione, sostegno alle famiglie e opportunità di inclusione sociale.

Grazie ai fondi dell’8xmille, la solidarietà si traduce così in interventi concreti che promuovono dignità, diritti e opportunità per i più vulnerabili, dimostrando come la corresponsabilità e l’aiuto condiviso possano generare speranza e cambiamento duraturo.

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8xmille e anziani / La comunità vince la solitudine: uno spazio per la terza età

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Io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15) è il tema scelto da Papa Leone XIV per la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che richiama la fedeltà dell’amore di Dio anche nella fragilità della vecchiaia. La vecchiaia non è un tempo da marginalizzare, ma una stagione della vita da custodire e valorizzare, perché ogni anziano porta con sé una storia, una memoria e una ricchezza per la comunità.

Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica significa non lasciare soli gli anziani più fragili: a Vercelli l’opera «AMOS» offre assistenza sanitaria agli anziani del territorio, «Casa Wanda» a Roma accoglie malati di Alzheimer e sostiene le famiglie, mentre il progetto «Giro Nonni» a Rimini porta pasti e compagnia agli anziani soli. Sono solo tre dei tanti progetti che ogni anno prendono vita grazie a una firma.

Nel Centro Sociale per anziani, affidato alla Caritas di Vigevano, nasce il progetto «I colori della vita». Tra ascolto, laboratori, ginnastica dolce e attività quotidiane, gli over 65 riscoprono il piacere di stare insieme. Un presidio gratuito, sostenuto dall’8xmille alla Chiesa cattolica, che trasforma la solitudine in nuove relazioni e opportunità di incontro.

Attraverso attività ricreative, stimolo cognitivo, motorie e gruppi di sostegno, il centro è diventato un vero e proprio punto di riferimento per la comunità e una nuova “famiglia” per centinaia di anziani. Promuove benessere e partecipazione, restituendo valore al tempo e combattendo l’isolamento.

Destinando l’8xmille alla Chiesa cattolica sulla dichiarazione dei redditi, si sostengono anche le attività per la terza età e il contrasto alla solitudine. Ogni firma porterà compagnia e gioia di vivere.

Sviluppo dei popoli e 8xmille / Sud Sudan: le ostetriche, il Cuamm e la vita a Rumbek

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Ferruccio Ferrante e Ilaria De Bonis* firmano un articolo per il Sir dove si descrive l’aiuto della Chiesa italiana attraverso l’8xmille ad alcune organizzazioni come quella della Ong Cuamm che realizza in Sud Sudan uno dei progetti più interessanti di questi anni.

Il Cuamm sostiene una scuola per ostetriche, il Rumbek Health Institute, che dal 2020, ogni anno forma circa 20 professionisti sanitari anche grazie alle borse di studio garantite proprio dalla Ong guidata da don Dante Carraro.

Ogni storia di formazione qui è un piccolo mattone, un’opportunità di sviluppo per la nazione più giovane e più povera del mondo. La tenuta della pace è sempre labile: un attacco armato nello Stato di Warrap, nel nord-ovest, ha fatto 25 morti giorni fa e la guerra civile è una minaccia incombente. “Improvvisamente i miei desideri non contavano più nulla, non potevo più decidere se continuare a studiare o no. Qualcun’altro voleva scegliere per me”, racconta Theresa, 23 anni, oggi studentessa di ostetricia presso la scuola di Rumbek.

*Popoli e Missione

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8xmille alla Cattedrale di Alife / La facciata, la manutenzione straordinaria, la messa in sicurezza: termina il cantiere

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La nostra incaricata di Alife-Caiazzo, Annamaria Gregorio, ci segnala questo articolo pubblicato su clarusonline.it nel quale si presenta un’opera 8xmille relativa all’edilizia di culto. Siamo ad Alife dove si stanno per concludere i lavori alla Cattedrale avviati a luglio 2025, resi possibili con il contributo dell’8xmille, la risorsa che la Chiesa cattolica riceve tramite le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti e redistribuisce localmente a diocesi e parrocchie per il culto e la pastorale, il sostentamento dei sacerdoti, la carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

Era la manutenzione che mancava da tempo; non solo alla facciata visibilmente compromessa da piogge e muffe; ma anche alle coperture  e alle grondaie, ossia le parti più nascoste all’occhio del passante e dell’abituale fedele pur conoscitore del sacro luogo; e anche alla cappella laterale dell’Immacolata dove è conservato il presepe settecentesco: per essa necessario il risanamento delle pareti compromesse da ripetute infiltrazioni.

Oggi restano soltanto le fotografie di qualche mese fa a testimoniare le condizioni della facciata, perché il bello che è sotto gli occhi di tutti si è ripreso il primato: l’enorme edificio in stile neoclassico che domina Piazza Vescovado in questi mesi estivi riflette la luce e restituisce all’intero ambiente una nuova vitalità.

Le condizioni in cui versavano la facciata e le pareti esterne necessitava di lavori tesi ad assicurare l’integrità architettonica dell’intero edificio e la sua sicurezza. Numerose infiltrazioni, infatti, avevano compromesso la struttura esterna raggiungendo l’interno: la mancata possibilità di accedere al sistema di gronde per la manutenzione aveva non solo deteriorato le stesse ma accumulato rifiuti e detriti naturali e la crescita di erbe infestanti.

Al ripristino della facciata e al ritocco di alcuni elementi architettonici sono seguiti lavori per garantire l’adeguato scolo delle acque meteoriche, l’impermeabilizzazione di alcuni punti della struttura, l’installazione di misure di sicurezza per l’acceso finalizzato alla manutenzione ordinaria e straordinaria come le linee vita, la completa pulitura dei tetti. Nei prossimi giorni si lavorerà internamente al risanamento della Cappella dell’Immacolata.

Gli importi, gli attori in campo

206.500,00 euro l’importo finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana con fondi 8xmille; 88.500,00 euro l’importo integrativo assicurato dalla Diocesi di Alife-Caiazzo. Il progetto e il coordinamento dei lavori a cura dell’Ufficio Edilizia di Culto e Beni Culturali della Diocesi di Alife-Caiazzo (Don Emilio Meola, Don Antonio Sasso, arch. Linda Petrella) d’intesa con il Vescovo Giacomo Cirulli; l’approvazione del progetto e i saggi stratigrafici a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento; i lavori eseguiti dalla Società Termotetti: questi gli attori in campo dal luglio 2025 ad oggi. Un anno che ha visto ha visto operai, tecnici, professionisti confrontarsi in tempo reale e garantire entro la chiusura dei lavori – prevista per il 23 luglio – i risultati previsti.

La festa di San Sisto I, papa, patrono di Alife e della Diocesi di Alife-Caiazzo che si celebra il 10 e l’11 agosto sarà all’ombra della nuova facciata della Cattedrale. E presto altre comunità della Diocesi di Alife-Caiazzo potranno gioire degli stessi risultati, sempre grazie ai fondi 8xmille, come Piana di Monte Verna, Pratella, San Gregorio Matese, Piedimonte Matese.

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Modena-Nonantola / Oltre le sbarre: l’impegno della Caritas con l’8xmille per prevenire la recidiva e costruire nuove opportunità

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Grazie anche al sostegno dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, Caritas Modena porta avanti progetti di inclusione e reinserimento sociale rivolti alle persone detenute e a quelle in uscita dal carcere. Come racconta la direttrice suor Maria Bottura, i percorsi formativi e lavorativi realizzati in collaborazione con cooperative e realtà del territorio hanno già prodotto risultati concreti, con assunzioni e tirocini attivati nel 2025. Accanto a queste iniziative, la Caritas promuove progetti di accoglienza post-detentiva, accompagnamento personalizzato e sostegno materiale ai detenuti più fragili. Un impegno che punta a costruire reti di supporto, favorire l’autonomia delle persone e prevenire la recidiva, dimostrando come i fondi dell’8xmille contribuiscano concretamente a restituire dignità, opportunità e speranza a chi vive situazioni di forte marginalità.
Leggi tutto l’articolo pubblicato sul Sir a cura di Gigliola Alfaro.

Cassano all’Jonio / Inaugurata a Trebisacce la mensa “La Locanda del Samaritano”

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È stata inaugurata a Trebisacce (Cs) la mensa “La Locanda del Samaritano”. Il nuovo servizio, promosso dalla Caritas diocesana di Cassano all’Jonio, dalle parrocchie di Trebisacce e dal Comune è stato possibile grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Franco Mundo, don Pasquale Zipparri, il direttore della Caritas diocesana, don Giuseppe Cascardi, e Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio che ha concluso l’incontro con una riflessione sul tema “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

La nuova struttura nasce per offrire un sostegno concreto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità, mettendo a disposizione non solo un pasto, ma anche un luogo di accoglienza, ascolto e prossimità. La mensa sarà aperta nei giorni di martedì, giovedì e sabato. Fino al 1° agosto il servizio sarà effettuato alle 12, mentre dal 3 al 29 agosto l’apertura è prevista alle 19.30. Con l’apertura della “Locanda del Samaritano”, Trebisacce si dota di un nuovo presidio sociale al servizio della comunità, nato dalla collaborazione tra istituzioni, Chiesa e volontariato per rispondere ai bisogni delle persone più fragili.

Come si legge sul sito della diocesi, per Mons. Savino «La parola che deve guidarci è cura».

Infatti, il momento centrale della serata è stato l’intervento del Vescovo Mons. Savino, che ha proposto una riflessione sul significato più profondo della nuova Opera Segno. «Viviamo il tempo del deficit del riconoscimento dell’altro. Viviamo il tempo della paura», ha affermato, osservando come oggi le persone non muoiano soltanto per la mancanza di cure o di medicine, ma troppo spesso anche perché vengono meno l’amore, la vicinanza e l’attenzione verso il prossimo.

Per il Vescovo esiste una parola capace di orientare non soltanto la Chiesa, ma anche la politica, la scuola, le istituzioni e l’intera società: cura. «La Locanda del Buon Samaritano è vivere la cultura della cura. Una cura che significa amore, benevolenza, attenzione concreta. Una cura che dice all’altro: “Tu mi stai a cuore, tu non mi sei indifferente”.» Riprendendo uno dei passaggi centrali del suo intervento, Mons. Savino ha ricordato come la pandemia abbia lasciato una lezione che non può essere dimenticata: prendersi cura gli uni degli altri.

Nel ringraziare il Sindaco Avv. Franco Mundo e l’Amministrazione comunale, ha evidenziato come la collaborazione tra Comune, Chiesa, parrocchie e volontariato rappresenti un esempio concreto di sussidiarietà, uno dei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa.

«Quando Comune, Chiesa, parrocchie e volontariato collaborano insieme per il bene comune, si realizza quella che chiamiamo sussidiarietà orizzontale.»

Richiamando le parole pronunciate da Papa Francesco durante la pandemia – “Nessuno si salva da solo” – ha invitato tutta la comunità a costruire alleanze, abbattere divisioni e camminare insieme, ricordando come “La Locanda del Samaritano” sia nata proprio da un sogno condiviso tra comunità ecclesiale, istituzioni civili e mondo del volontariato.

Rivolgendosi ai volontari ha lanciato uno degli appelli più intensi della serata: «Non limitatevi a servire i poveri. Fermatevi con loro. Mangiate con loro. Ascoltateli.» Ha quindi ricordato che l’incontro con chi vive la fragilità è un autentico incontro con Cristo: «Quando tocchiamo un povero, quando tocchiamo un malato, tocchiamo la carne viva di Cristo.»

La riflessione conclusiva è stata un invito a guardare oltre la semplice assistenza. «La Locanda non deve essere soltanto un luogo di assistenza. Deve essere anche un luogo di cultura, di formazione e di cambiamento sociale.»

Per Mons. Savino è necessario superare il paradigma dell’assistenzialismo, costruendo comunità capaci di affrontare non soltanto gli effetti, ma anche le cause della povertà.

Ha inoltre ricordato come opere come La Locanda del Samaritano siano rese possibili grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, invitando i fedeli a continuare a sostenerle attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.

Ha concluso con un forte richiamo al legame inscindibile tra carità e giustizia: «La carità senza giustizia è incompleta, così come la giustizia senza carità diventa fredda e impersonale. Se ci limitiamo all’assistenza senza affrontare le cause della povertà, rischiamo di svuotare la carità del suo significato più autentico.»

Con l’apertura della Locanda del Samaritano, la diocesi di Cassano all’Jonio consegna alla Vicaria dell’Alto Jonio non soltanto una mensa, ma un luogo in cui il pane condiviso diventa occasione di ascolto, fraternità e speranza. Un’Opera Segno che nasce dalla collaborazione tra Chiesa, istituzioni e volontariato e che vuole essere, ogni giorno, un segno concreto del Vangelo della carità.