Category Archives: Newsletter In Cerchio

8xmille / Restauri ad Atena Lucana. Don Michele: “Tre luoghi centrali della Comunità”

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Un comune, tre chiese in ristrutturazione. Ad Atena Lucana la particolare coincidenza vede tre dei più importanti luoghi di culto in fase di ammodernamento. Il Santuario di San Ciro e in particolare il Santuario della Colomba erano da anni in attesa di essere sottoposto all’opera di restauro.

Attesa che finisce nel 2018 con l’assegnazione di un bando regionale destinato ai santuari. La Diocesi di Teggiano Policastro, di cui Atena Lucan fa parte ha prontamente partecipato, inserendosi in graduatoria. A breve anche la chiesa di San Michele ad Atena Lucana Scalo, vedrà l’inizio dei lavori di ristrutturazione, questa volta con l’appoggio dell’8xmille, aiuto essenziale per iniziare un intervento che coinvolgerà l’agibilità di alcuni spazi dell’edificio.

“Siamo felici di riuscire a ripristinare tre dei luoghi centrali per la comunità – afferma don Michele Casale, parroco di Atena da 13 anniluoghi legati alla memoria e indispensabili per le iniziative future che potrebbero animare la nostra comunità”.

(Servizio di Joyce Donnarumma per italia2tv.it)

8xmille / «Quando si prende il volo»: da Cagliari in Sri Lanka per imparare

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Un’opportunità per riscattarsi, mettere a disposizione le proprie competenze e impararne nuove: nell’ambito del progetto “Quando si prende il volo”, realizzato grazie ai fondi 8xmille (fondo carità Vescovo), dal 26 agosto al 12 settembre scorso quattro ragazze accolte nella Casa famiglia “Casa Emmaus” della Congregazione delle Missionarie Figlie di San Girolamo Emiliani a Elmas (a una decina di km da Cagliari) sono state ospitate nella Centro “Miani Nagar” della stessa congregazione, a Batticaloa, in Sri Lanka. Qui le Missionarie accolgono 40 ragazze (di cui 29 minorenni). «Da tempo desideravo dare alle nostre ragazze neomaggiorenni l’opportunità di vivere questa esperienza missionaria– spiega Suor Silvia Carboni responsabile della Casa famiglia – in virtù dello stretto legame tra le due comunità, che vede la presenza di alcune suore sarde in Sri Lanka e l’accoglienza di una ragazza proveniente dal paese asiatico vincitrice di una borsa di studio presso l’Università di Cagliari nella nostra Casa a Elmas».

Un desiderio «rimandato a causa del Covid, che quest’anno siamo riusciti a realizzare grazie ai fondi 8xmille messi a disposizione dal nostro Arcivescovo, che hanno sostenuto le spese di viaggio di queste ragazze». Queste ultime «hanno portato lì le loro competenze, e allo stesso tempo hanno imparato molto».

Federica, prossima all’avvio delle lezioni di Scienze dell’educazione, ha preparato i giochi per le giovani accolte, per insegnare loro il buon uso del denaro; Gabriela ha insegnato loro alcune competenze di estetica, utili per autosostenersi; Jo si è dedicata al laboratorio di cucina italiana e al tempo stesso ha imparato la cucina locale. Le suore hanno partecipato a momenti di formazione sulla tutela dei minori e sulla prevenzione di forme di maltrattamento e abuso. Inoltre, grazie alle competenze di uno dei volontari, il gruppo ha elaborato un progetto di ristrutturazione del Centro, predisponendo stanze per il turismo solidale, possibile sbocco lavorativo per le ragazze accolte.

«Conoscere e stare con loro – racconta Jo – è stato un arricchimento: con la loro voglia di riscatto e di futuro, giorno dopo giorno mi hanno insegnato qualcosa in più». «La loro forza mi ha incoraggiato- aggiunge Federica -: spero di riuscire a tornare, per non dimenticare l’umiltà e la perseveranza che ho imparato qui».

Ad accompagnare le ragazze anche alcuni volontari.  «Sono partita – racconta Laura, psicologa e psicoterapeutaper mettere a disposizione le mie competenze professionali e vedere luoghi nuovi. Di fatto mi sono sentita parte di una comunità, in cui ho davvero compreso il senso del dare amore». «È stata un’esperienza di forte impatto emotivo -aggiunge Debora, coordinatrice di Casa Emmaus-, grazie a ciò che le ragazze e le suore ci hanno trasmesso, con la loro resilienza, il loro coraggio e la loro gioia».

(Maria Chiara Cugusi per il Portico su ilporticocagliari.it)

8xmille / Una delegazione CEI visita 23 progetti in 7 Diocesi del Brasile

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Ospedali, strutture socio-educative, centri di accoglienza per migranti e persone vulnerabili, attività di comunicazione e di inserimento lavorativo. I fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica si sono trasformati in opere che hanno restituito dignità e speranza a moltissime persone. Lo ha potuto constatare una delegazione CEI, guidata da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, che dal 1° all’11 settembre ha compiuto una missione in Brasile per verificare la realizzazione di 23 progetti nei territori di 7 Diocesi degli Stati dell’Amazzonia e di São Paulo, ma anche per rinsaldare i rapporti di collaborazione con i rappresentanti delle Chiese e delle istituzioni che coordinano gli interventi a livello locale.

Il viaggio ha toccato innanzitutto la Diocesi di Parintins, in Amazzonia, dove grazie ai fondi dell’8xmille è stato possibile migliorare i servizi, l’assistenza e le cure offerti gratuitamente dall’Ospedale Diocesano “Padre Colombo” ai pazienti (in maggioranza indigeni), acquistare macchinari e medicinali, oltre che allestire alcune unità di terapia intensiva anche per la pediatria. La delegazione ha potuto visitare il Centro di educazione e formazione per sordomuti e la “Casa de acolhida”, un Centro di formazione artistica per bambini e giovani, prima di trasferirsi nell’Arcidiocesi di Manaus, dove è operativa “Radio Rio Mar” che, grazie all’equipaggiamento tecnico acquistato con il contributo della CEI, ora raggiunge più di due milioni gli ascoltatori con programmi educativi, culturali, spirituali, d’informazione ed intrattenimento. L’emittente è stata fondamentale durante la pandemia, quando interi villaggi e centri abitati dell’Amazonia sono rimasti isolati. Sempre nel territorio diocesano, in una zona degradata e ad alto rischio, la delegazione ha incontrato i volontari dell’Associação Area Missionaria Divina Misericordia che lavora nel campo della formazione dei ragazzi (doposcuola, potenziamento scolastico, sport, terapie e sostegno psicologico) e dei giovani (corsi professionali, tra cui taglio/cucito, informatica, cucina) in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro. Attualmente sono 235 i beneficiari diretti, ma la ricaduta è molto più ampia perché riguarda indirettamente tutte le famiglie. Di grande impatto sociale anche il Centro Sociale e la scuola dell’infanzia gestita dalle suore di madre Teresa di Calcutta, così come le attività formative per la lavorazione della fibra “tucum” ricavata dalla palma, il laboratorio informatico “Digitando il futuro” realizzato in collaborazione con Cetam (Centro Tecnologico do Amazonas).

Nell’Arcidiocesi di São Paulo la delegazione è stata accolta all’Arsenal da Esperança, gestito dal Sermig, che ospita 1200 giovani e adulti con problemi di alcolismo e/o droga. Con i fondi dell’8xmille, è stato possibile ristrutturare i dormitori, il salone polifunzionale e le aule per i corsi, il laboratorio d’informatica, mentre nel Centro di accoglienza per i migranti e rifugiati gestito dalle suore Scalabriniane – che al momento accoglie 250 persone tra cui 41 minori provenienti da 17 Paesi – sono stati potenziati i servizi finalizzati all’integrazione.

Nel corso della visita, la delegazione ha fatto tappa nella sede dell’Istituto Brasileiro de Comunicação Crista che, con un contributo CEI, ha rafforzato e ampliato il servizio di comunicazione, informazione, intrattenimento e formazione su tutto il territorio brasiliano. Nella zona periferica di Brasilandia invece è stata completata la costruzione del Centro socioculturale e pastorale della parrocchia Santa Rosa da Lima.

Il viaggio ha poi toccato la Diocesi di Santo Amaro, dove sono operativi il Centro “Suor Tecla Merlo” delle Figlie di San Paolo che propone attività educative, formative e ricreative ai più piccoli e corsi professionali ai genitori, e il “Lar Divina Misericordia” che accoglie giovani e donne disabili nei locali recentemente ampliati.

Nella Diocesi di São José dos Campos la delegazione si è recata a Jacareì, nel Centro di Educação Nossa Senhora das Graças coordinato dall’Associação de Educação Personalizada Semente de Vida, unico polo nel quartiere ad offrire a 260 bambini e adolescenti formazione dal nido fino alla terza media.

Significativa la tappa nella Diocesi di Taubaté, dove i fondi ricevuti hanno permesso di costruire e ampliare, nell’ambito del progetto “Sevorione 84”, i dormitori per persone con problemi di dipendenze. La delegazione ha infine raggiunto l’Arcidiocesi di Aparecida per visitare la fazenda “Mae da Esperança” a Guaratinguetá che, con il contributo CEI, ha ammodernato gli studi di registrazione, quelli radio e tv, costruito e attrezzato ambienti sportivi polifunzionali, attivato un laboratorio di artigianato destinato soprattutto alle donne.

Prima di far rientro in Italia, la delegazione ha fatto visita nel centro di Aparecida all’archivio-museo dell’ex seminario Bom Jesus e alla sede di Canção Nova, comunità che promuove diverse opere sociali tra cui un Centro di Salute che accoglie e cura gratuitamente i tanti malati che vi bussano.

19 Settembre 2023

8xmille / Prossimi lavori “in cantiere” nella diocesi di Fabriano-Matelica

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Diverse quest’anno, le parrocchie che hanno fatto richiesta all’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia della Diocesi di Fabriano-Matelica per realizzare e far finanziare interventi con progetti edili di ristrutturazione. I cantieri che si stanno progettando riguardano la chiesa di San Clemente a Genga, la chiesa di San Carlo ad Albacina e la canonica di Cacciano. Ne dà notizia Radio Gold.

“Da questi tre esempi si comprende la grande utilità dei fondi derivanti dall’8xmille delle imposte per poter manutenere l’ingente patrimonio architettonico ed artistico così diffuso nelle nostre frazioni ed anche nelle campagne della diocesi, che altrimenti sarebbe inesorabilmente destinato al degrado ed al crollo” dice Massimo Stopponi, Istituto Centrale Sostentamento Clero. Ricordiamo che ogni anno lo Stato mette cioè a disposizione di tutti i contribuenti una quota corrispondente all’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef. La scelta può essere fatta entro il 30 settembre. “Chi non fosse tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi può firmare ugualmente utilizzando il modello CU reperibile anche presso le parrocchie di San Giuseppe e Misericordia per Fabriano, San Facondino per Sassoferrato e Santa Maria per Matelica” conclude Stopponi.

La precedenza verrà data alla chiesa di San Clemente: presenta infiltrazioni di acqua dal tetto e qualche piccola lesione procurata dal sisma in corrispondenza del campanile a vela, slegato rispetto al resto della copertura. L’intervento previsto sarà del valore di euro 100mila euro circa, dei quali la parrocchia contribuirà per il 30% e la CEI, tramite i fondi 8xmille, per il rimanete 70% del costo totale. Altro intervento interessante è quello che riguarda la piccola chiesina di San Carlo in Albacina della fine del 400, cara agli abitanti del paese perché la popolazione vi si recava per elevare suppliche in tempo di peste e colera. Oggi la chiesa è vittima di umidità di risalita e infiltrazioni dalla copertura; quest’ultime rischiano di rovinare la decorazione ad affresco della volta e di contribuire all’ammaloramento dei muri perimetrali. Gli ultimi restauri risalgono agli Anni ’50 e da allora nessuno ha messo più mano alla manutenzione di questo edificio. Il parroco è riuscito a raccogliere una somma, da destinare a questa chiesa, utile per coprire il 30% del totale, per il rimanete 70% del costo si auspica il finanziamento con i fondi dell’8xmille. Un ulteriore contributo che sarà richiesto è quello per la canonica di Cacciano, parrocchia di Serradica, dove il parroco vorrebbe andare ad abitare. La canonica è rimasta incompiuta a seguito dell’ultimo intervento edile di qualche anno fa, pertanto, sarà necessario aggiungere i rivestimenti e le finiture per renderla abitabile. Si attendono il computo metrico esecutivo del tecnico incaricato e l’estratto conto della parrocchia (che deve coprire il 30% del costo totale) prima di poter procedere con la richiesta.

Marco Antonini

8xmille: la scuola di Nazareth dove si costruisce la pace facendo vivere assieme ragazzi di diverse religioni

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È iniziato il 12 settembre da Nazareth il viaggio in Terra Santa organizzato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della CEI e dalla Fisc-Federazione italiana settimanali cattolici, per premiare i vincitori delle edizioni 2019 e 2020 del concorso giornalistico “Selezione nazionale 8xmille senza frontiere”, fatto in collaborazione con il Servizio Promozione della CEI. La visita alla scuola finanziata con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, dove si costruisce la pace e si è attenti all’inclusione. Ne da’ notizia il Sir in questo reportage di Marco Calvarese.

“Benvenuti a Nazareth, il luogo dell’Annunciazione, il luogo in cui il Verbo si è fatto carne”, sono state le prime parole di mons. Rafic Nahara, vicario patriarcale latino in Israele, nell’accogliere i giornalisti pellegrini in Terra Santa, in visita al progetto di ampliamento, sicurezza ed inclusione della scuola materna, elementare, media e superiore con oltre 1300 studenti e 120 insegnanti, gestita dalle Fma-Figlie di Maria Ausiliatrice. Il progetto è stato finanziato dalla CEI con i fondi dell’8xmille, per un valore di 637.504 euro ed ha visto la realizzazione di 8 rifugi richiesti dal governo in base alle norme adottate, nuove aule ed un ascensore per permettere la frequentazione di ragazze e ragazzi disabili che rappresentano il 10-15% di studenti totali.

“Le nostre scuole hanno una missione veramente importante, l’educazione ma, soprattutto, noi accogliamo molti bambini cristiani e musulmani. La scuola cristiana è un luogo in cui prepariamo il futuro, per imparare a vivere insieme”, ha aggiunto il vescovo, sottolineando la crescente violenza che si respira nella società, non solo tra israeliani e palestinesi, ma anche nel mondo arabo, dove la crisi è dettata soprattutto dalla disoccupazione, curabile attraverso educazione e studio che offrono poi prospettive e futuro, “Cristiani, musulmani e drusi, noi insegniamo a questi ragazzi e ragazze a vivere insieme. È una missione molto importante, non solo per le famiglie ma per la società in cui viviamo”.

La struttura gestita dalle Fma di Nazareth offre un’offerta formativa dai 3 ai 18 anni, sullo stile di Don Bosco e di Madre Mazzarello per formare studenti che imparino a vivere la vita da buoni cristiani e onesti cittadini, e la convivenza interreligiosa è di casa, infatti, musulmani e cristiani sono in eguale percentuale e studiano e giocano assieme senza dare peso alle differenze religiose.

Oggi abbiamo visto i bambini che camminano sulle strade di Nazareth. Guardando i bambini che ci aspettavano sotto il sole, ci è venuto in mente che sotto quello stesso sole c’era Gesù che magari aspettava che Giuseppe tornasse a casa”, ha dichiarato Mauro Ungaro, presidente della Fisc, che ha ringraziato Hanana Nimry, preside scuola secondaria, Rita Haddad, preside scuola primaria, Susha Khoury, coordinatrici insegnanti di inglese, suor Souad Khalir, amministratrice del plesso, e suor Anna Nava, preside scuola dell’infanzia, “girando tra quei corridoi, ci siamo resi conto di cosa significhi costruire la pace qui a Nazareth”.

Qui foto e video di Marco Calvarese della prima giornata.

Cuneo-Fossano / Mons. Delbosco: l’8xmille, uno strumento dalle molteplici ricadute sul tessuto sociale e culturale del nostro territorio

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Sul settimanale diocesano di Fossano laFedeltà.it, è stata pubblicata un’intervista a cura di Carlo Barolo al Vescovo Mons. Piero Delbosco, anche in vista della Giornata Nazionale per il sostentamento dei sacerdoti, in programma domenica 17 settembre.

La campagna promozionale dell’8xmille 2023 usa come slogan “Una firma che fa bene”: perché fa bene il contribuente a firmare per la Chiesa cattolica? In altre parole, che valore ha la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica?
Firmare per l’8xmille è importante perché significa non lasciare sole le parrocchie nei vari interventi caritativi e di tutela dei beni delle medesime. Per questi ultimi i contributi 8xmille fanno da volano per altre forme di finanziamento pubbliche e private. Si riesce così a far fronte, quasi interamente, ai vari interventi conservativi di immobili e di messa in sicurezza dei medesimi. È fondamentale tutelare gli ambienti che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduti rendendoli adatti a un dignitoso servizio pastorale.

Sono molte le attività e i progetti – finanziati con fondi 8xmille – che vengono realizzati nella diocesi di Cuneo-Fossano: quali sono i principali, soprattutto per quanto riguarda gli interventi caritativi e sociali sul territorio e l’ambito della pastorale?
Parto dagli interventi caritativi e sociali delle Caritas sul territorio. A Cuneo i servizi della Caritas sono orientati alla mensa (pranzo e cena), al dormitorio, all’ambulatorio medico, al centro vestiario e al nuovo magazzino per i viveri. A Fossano vi è un Emporio, la scuola d’Italiano per stranieri, la cascina Pensolato dove lavorano volontari e alcuni detenuti del carcere S. Caterina. Sia a Cuneo che a Fossano sono aperti due Centri di ascolto, viene curata l’accoglienza di persone che hanno difficoltà varie, vengono sostenute le Caritas parrocchiali che fanno un servizio encomiabile. A questi servizi ordinari si aggiungono i vari progetti che vengono finanziati direttamente dalla Caritas nazionale con risorse proprie. Inoltre, l’8xmille pone attenzione ai musei diocesani ed agli archivi dove si custodiscono dei veri tesori.

Un capitolo a parte dell’8xmille è costituito dai finanziamenti che vanno ad integrare importanti interventi nell’edilizia edilizia di culto e dei beni culturali: anche per questo ambito, ci sono opere che ritiene qualificanti per Fossano e per Cuneo, anche al di là dell’ambito ecclesiale?
Gli interventi programmati quest’anno nell’edilizia di culto sono tanti: rifacimento del tetto della chiesa S. Anna in Moiola, restauri della chiesa parrocchiale di Monterosso, della facciata del Sacro Cuore in Cuneo, del campanile della parrocchia S. Martino a Valgrana, la messa a norma dell’impianto di riscaldamento della parrocchia S. Dalmazzo in Borgo San Dalmazzo. E ancora, per quanto riguarda il territorio fossanese, il restauro della chiesa S. Lazzaro in Salmour, il rifacimento dell’impianto elettrico della parrocchia di Centallo, del tetto della canonica di S. Lucia a Fossano, dell’impianto di riscaldamento della chiesa parrocchiale di Villafalletto. In tutti questi interventi si prevede di contribuire con una cifra pari al 60-70% dell’importo totale.

Poco più di un terzo dell’8xmille contribuisce al sostentamento del clero diocesano (e anche dei missionari “fidei donum”). Perché questa integrazione – che arriva direttamente dalla CEI – è così importante?
I sacerdoti hanno bisogno di un sostentamento e ciò avviene mettendo insieme un contributo delle parrocchie o delle realtà in cui operano ed una integrazione data dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero. Le singole realtà contribuiscono in base al numero degli abitanti. L’integrazione tiene conto delle diverse realtà e della loro tipologia. Ogni sacerdote riceve un compenso modesto ma sufficiente per poter condurre una vita dignitosa.

Talvolta l’8xmille viene presentato come una concessione benevola dello Stato alla Chiesa italiana, una specie di finanziamento indiretto… Come risponde a queste critiche che ciclicamente ritornano?
Lo Stato italiano, attraverso l’8xmille, dà un contributo alle chiese e alle confessioni religiose. Non è una concessione di favore. Occorre tener presente la ricaduta e l’impatto che le chiese hanno nel tessuto sociale. Esse sono portatrici di valori e promuovono il bene comune. Inoltre, gran parte del patrimonio artistico è proprietà della Chiesa cattolica. Abbiamo il dovere di conservare la memoria e la bellezza di questi beni culturali.

Palermo: un nuovo campetto a Sferracavallo come “opera-segno” 8xmille contro la povertà educativa

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Su ilMediterraneo24.it è stato pubblicato un bell’esempio di opera segno 8xmille.

Un nuovo campetto come luogo di aggregazione dei bambini della borgata marinara di Sferracavallo (quartiere di Palermo) che possa, attraverso i valori universali dello sport, arginare il fenomeno della povertà educativa. Così, la comunità parrocchiale di Santi Cosma e Damiano ha inaugurato lo spazio con la presenza di don Sergio Ciresi, vicedirettore della Caritas diocesana di Palermo e di alcuni componenti dello staff.

Don Massimo Pernice, attuale parroco della chiesa Santi Cosma e Damiano che a breve prenderà l’incarico presso una parrocchia di Lercara Friddi, esprime tutta la sua emozione e gioia nel vedere la realizzazione di questa opera, frutto di un percorso a medio-lungo termine dove l’attore principale è stata la comunità parrocchiale del territorio.

“Questo campetto nasce come prosecuzione di un progetto che nacque 5 anni fa, con l’oratorio che vede altri spazi destinati a tutte le fasce d’età della comunità – dichiara Don Massimo – , questo era un terreno incolto e in poco tempo è stato trasformato in un nuovo campo sportivo per i bambini che potrà essere utilizzato dai più piccoli come uno spazio di allenamento in vista dei tornei interparrocchiali o di altre realtà calcistiche – conclude Don Massimo”.

“Gli spazi aggregativi o ludico ricreativi sono fondamentali per la crescita umana e spirituale all’interno delle comunità parrocchiali, nello specifico della Comunità di Santi Cosma e Damiano – dichiara Don Sergio Ciresi, Vicedirettore Caritas Palermo – , l’opera segno per noi Caritas diocesana di Palermo è fondamentale perché dà un identità della carità all’interno delle comunità parrocchiali,. La comunità tutta inizia a costruire, costruisce giorno per giorno un opera, come nel caso del campo del calcetto che diventa un segno e lascia un segno”.

“Il Campetto è stato realizzato grazie ai fondi dell’8xmille, con una particolarità, ovvero vi è stata una compartecipazione tra queste risorse e quelle della parrocchia. Anche qui si crea comunione e senso collegiale delle azioni concrete all’interno delle comunità parrocchiali”, termina Ciresi.

Qui l’articolo completo e il servizio Tv.

Terremoto in Marocco / 300mila euro “8xmille” per le prime necessità

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La Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alla popolazione del Marocco, colpita da un violento terremoto. Devastata in particolare la regione di Marrakech; centinaia i morti e i feriti; migliaia le persone senza alloggio e ingenti i danni materiali. Come forma di aiuto immediata, la CEI ha deciso lo stanziamento di 300mila euro dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

“Alle sorelle e ai fratelli del Marocco giunga il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza. Facendoci prossimi alla popolazione provata da questo tragico evento, preghiamo per le vittime e i loro familiari. Assicuriamo inoltre il sostegno delle nostre Chiese, stringendoci a tutti coloro che sono stati colpiti da questa calamità e alla comunità marocchina in Italia ferita negli affetti”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Lo stanziamento della CEI, attraverso Caritas Italiana, aiuterà a far fronte alle prime necessità. Caritas Italiana – che collabora da molti anni con le Caritas in Marocco in vari progetti a favore di persone particolarmente vulnerabili, come i migranti e minori non accompagnati – sta seguendo costantemente le notizie che giungono dal Paese nordafricano per monitorare la situazione e valutare gli interventi più urgenti.

È possibile sostenere l’azione di Caritas Italiana in questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Terremoto Marocco” tramite:

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111

Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474

Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013

UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119

Cuneo: inaugurato il nuovo magazzino viveri della Caritas diocesana

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Su LaGuida.it, lo scorso 28 luglio, è stato pubblicato questo redazionale sull’inaugurazione del nuovo magazzino viveri della Caritas diocesana a Cuneo.

Finora il servizio aveva avuto come base di appoggio in città i locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Paolo, spazi divenuti, però, con il tempo insufficienti. Di qui l’idea di realizzare un nuovo magazzino viveri, in posizione centrale sul capoluogo, che aspira a diventare un polo logistico per il recupero e la ridistribuzione degli alimenti invenduti non solo ad uso della Caritas, ma anche di altre organizzazioni impegnate nell’aiuto alle persone fragili.

La struttura, di circa 200 metri quadrati, è il primo risultato concreto del progetto “Materia Prima”, un percorso di progettazione partecipata che dal 2022 ha visto impegnato l’ente, i referenti ed i volontari delle Caritas parrocchiali e dei servizi e che è stato finanziato dai fondi dell’8xmille della CEI. Obiettivo del progetto è la revisione dei servizi legati al cibo in un’ottica di ecologia integrale e di economia circolare.

Qui l’articolo completo.

Diocesi di Como / Una firma per sostenere anche l’impegno di don Federico Pedrana

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Vi segnaliamo questo articolo pubblicato lo scorso 21 luglio dal settimanale diocesano di Como online dal titolo “8xmille: una firma per sostenere i sacerdoti, l’impegno di don Federico Pedrana”.

Don Federico Pedrana, da poco più di un mese, nella vecchia canonica, ha avviato un percorso di accoglienza per senza dimora grazie alla “Capanna di Betlemme”. Questo progetto di accoglienza, nato nel 1987 a Rimini con don Oreste Benzi e l’Associazione papa Giovanni XXIII, vede la luce anche nella diocesi di Como, esattamente a Prata Camportaccio, in provincia di Sondrio, in Valchiavenna. L’articolo a firma di Enrica Lattanzi, racconta di questo progetto e di come è nato in diocesi.

Verso la conclusione della storia, don Federico sottolinea come «Il vero male di oggi è la solitudine. Fra le attività che condividiamo, oltre ai lavori manuali e, una volta a settimana, un viaggio a Milano fra i poveri che vivono in strada, nei fine settimana ci rechiamo fuori dai bar e delle discoteche. Lo facciamo per incontrare i giovani, per metterci in ascolto e troviamo tanta solitudine, tanta noia. Non ci sono obblighi: chi lo desidera si mette in dialogo. Parliamo… Qualcuno ha anche chiesto di pregare… Ci sono giovani con i quali si è intrecciata una relazione e sono venuti in pellegrinaggio sul luogo del martirio della beata suor Maria Laura… Il tutto con grande spontaneità… La Casa è per tutti ed è aperta a tutti».

La “Capanna di Betlemme” nella casa di Prata Camportaccio sta muovendo i suoi primi passi, «ma questo è stato possibile farlo grazie alla generosità della gente e alla disponibilità dei confratelli sacerdoti, don Andrea, don Mauro e don Aldo che da subito hanno creduto e supportato il progetto: hanno capito, appoggiato e accolto a braccia aperte questo percorso».

Firmare nel riquadro dell’8xmille alla Chiesa cattolica significa anche partecipare al sostentamento dei sacerdoti che, come don Federico, si spendono accanto di tanti fratelli e sorelle. «Con questo progetto ci “buttiamo nelle solitudini” di tante persone – riflette don Pedrana –. La Chiesa in uscita è andare a cercare gli altri, senza aspettare che vengano a cercarti, ma anche farsi trovare e diventare famiglia per chi una famiglia non ce l’ha più o la vorrebbe ritrovare».