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Bergamo / 3.800 richieste al fondo Ricominciamo Insieme

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Vi segnaliamo questo articolo pubblicato su araberara.it di Francesco Ferrari su numeri e storie di nuove povertà.

Ricominciamo Insieme è nato nella primavera dello scorso anno sotto la cabina di regia della Caritas diocesana. E grazie ai cuori e alle mani di un esercito di volontari che hanno unito le forze e si sono dati da fare da giugno del 2020 a marzo del 2021 a sostegno di famiglie e piccole aziende che si trovavano in nuove situazioni di povertà. Il fondo istituito ammonta a ben 10 milioni di euro: 2 milioni sono stati messi da Caritas e Diakonia, 1 milione dai Vescovi italiani della CEI (attingendo ai fondi dell’8xmille), 1 milione dalla Diocesi di Bergamo, 1 milione dai sacerdoti bergamaschi che hanno offerto tre mensilità del proprio stipendio e da altre offerte. Gli altri 5 milioni sono arrivati da una grande erogazione libera di Intesa San Paolo.

Tantissime le richieste arrivate, sia da parte delle famiglie che hanno subito una perdita di reddito, sia da parte delle piccole aziende. Nel primo caso, la condizione richiesta era il limite delle entrate mensili, uguali o inferiori a 400 euro a persona (ad esclusione delle spese per mutuo o affitto della prima casa, comprendendo invece gli altri contributi statali, regionali o comunali per l’emergenza Covid).

Il fondo ha previsto aiuti anche per le piccole aziende (con non più di 5 dipendenti), che avessero subito un calo del proprio reddito o fatturato di almeno il 50%, concedendo un finanziamento agevolato fino a 20 mila euro.

Paesi in via di sviluppo / 87 progetti per scuole, ospedali e agricoltura

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Nella riunione di Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, tenutasi a fine marzo, sono stati approvati 87 progetti, per i quali saranno stanziati € 12.461.011 così suddivisi: € 6.512.667 per 34 progetti in Africa, € 3.515.017 per 36 progetti in America Latina; € 2.221.664 per 15 progetti in Asia; € 69.250 per un progetto in Medio Oriente e € 142.413 per un progetto nell’Est-Europa.

Tra gli interventi più significativi, tre sono in Africa: nella diocesi di Huambo a Tchipipa, in Angola, le monache del Mosteiro Cisterciense Trapista “Nasoma Y’Ombembwa” potranno installare una centralina di trasmissione elettrica che permetterà la conservazione dei principi attivi, dei reagenti e dei farmaci, oltre che l’irrigazione dei campi coltivati e la fornitura di corrente elettrica a sette villaggi della zona. La Congregazione delle suore di Sant’Agostino invece potrà costruire il reparto di radiologia medicale e acquistare le apparecchiature necessarie per il Centro sanitario “Saint Augustin” di Atrokpocodji, a 10 km da Cotonou, in Benin. Nella Diocesi di Yagoua, in Camerun, i Silenziosi Operai della Croce, attraverso la Fondation Bethlem de Mouda, garantiranno la fornitura di energia elettrica alla zona in cui operano e offriranno formazione professionale a 450 giovani disabili e in situazioni di emarginazione e formazione informatica per il personale della Fondazione.

Nel Continente latino-americano, grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica, saranno realizzati diversi interventi: nel dipartimento di Casanare, ad est delle Ande, in Colombia, la diocesi di Yopal promuoverà in cinque parrocchie un progetto di rafforzamento del modello agrario per aumentare la produttività dei terreni agricoli e degli orti domestici biologici con l’agricoltura organica. A Chalatenango (El Salvador), la Fondazione “Soleterre – Strategie di Pace Onlus”, sarà impegnata  in un’opera di formazione e di prevenzione della violenza e della migrazione irregolare. A Pichari, in Perù, il Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado promuoverà un progetto per favorire uno sviluppo sostenibile e integrato delle comunità locali nel rispetto del patrimonio naturale, in linea con quanto emerso dal Sinodo per l’Amazzonia.

Tra i progetti nel Continente Asiatico figurano quello della diocesi di Hazaribag, in India, che costruirà una scuola per garantire l’istruzione secondaria a 2000 ragazzi poveri, e quello della Ong “Health Welfare Association” che sosterrà l’emancipazione delle donne di cinque villaggi del distretto di Anantapur, nella diocesi di Kurnool, in India, attraverso la promozione dell’allevamento delle capre. In Myanmar, le Figlie di Nostra Signora delle Missioni amplieranno la scuola di Pyay, mentre in Pakistan sarà ricostruita la “Loreto Mission High School” situata nel distretto di Layyah.

In Medio Oriente, infine, i Fratelli delle scuole cristiane (Lasalliani) realizzeranno sei nuove aule nel College des Fréres di Betlemme.

Torna la campagna CEI 8xmille / Sette storie di speranza e coraggio

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Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Con questo claim parte la nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere.

La campagna, on air dal prossimo 9 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei cittadini riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un piatto di minestra, una coperta, uno sguardo diventano molto di più e si traducono in ascolto e carezze, in una mano che si tende verso un’altra mano, in una scelta coraggiosa di chi si mette quotidianamente nei panni degli altri.

Ogni frase sottolinea il rilievo della firma: un gesto che si trasforma in progetti che fanno la differenza per tanti. Dalla casa d’accoglienza Gratis Accepistis che, nel centro storico di Aversa, offre ospitalità e conforto ai più fragili, alla Casa di Leo che insieme all’Emporio solidale, a Potenza, sostiene molte famiglie in difficoltà; dalla Comunità e la dimora, rete solidale che, a Pordenone, combatte le gravi marginalità e il disagio abitativo, alla Casa della Carità Santi Martiri di Otranto, di Poggiardo, che propone ascolto e accoglienza nel cuore del Salento, passando per le mense Caritas di Latina e Tivoli, a pieno regime anche durante la pandemia per aiutare i nuovi poveri e gli anziani soli. Farsi prossimo con l’agricoltura solidale è, invece, la scommessa dell’Orto del sorriso di Jesi, che coltiva speranza e inclusione sociale.

“La nuova campagna ruota intorno al ‘valore della firma’ e a quanto conta in termini di progetti realizzati – afferma il responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni –. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà. È autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Grazie alle firme di tanti cittadini la Chiesa cattolica ha potuto mettere a disposizione del Paese un aiuto declinato in moltissime forme”.

 La campagna sarà pianificata su tv, web, radio, stampa e affissione. Gli spot sono da 40”, 30” e 15”.

Sul web e sui social sono previste due campagne ad hoc: “Stories di casa nostra”, che mette in luce i profili di alcuni volontari; “Se davvero vuoi”, brevi video dei protagonisti della campagna, volutamente senza sonoro, per catturare l’attenzione degli utenti rimandandoli al sito per conoscere le loro storie.

Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nella sezione “Firmo perché” sono raccolte le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole. Non manca la Mappa 8xmille, in continuo aggiornamento, che geolocalizza e documenta con trasparenza quasi 20mila interventi già realizzati.

Sono oltre 8.000 i progetti che, ogni anno, si concretizzano in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. La Chiesa cattolica si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovare la firma a sostegno della sua missione.

Cecina / Don Marco Fabbri, anche con l’8xmille, in aiuto delle PMI

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Siamo in provincia di Livorno a Cecina. Qui tante persone, in quest’ultimo periodo, si sono rivolte a don Marco Fabbri offrendosi di aiutare il prossimo. E il parroco del Duomo di Cecina ha deciso di mettere i 30mila euro donati alla chiesa (e quelli dell’8xmille) a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI) della città. La notizia su il tirreno.it a cura di Claudia Guarino. Si legge nell’articolo:

«Ci siamo sentiti in dovere di dare un seguito alla solidarietà dei cecinesi mettendoci a disposizione delle aziende che stanno vivendo un periodo di crisi profonda», spiega don Marco Fabbri. Il tutto collaborando con le associazioni di categoria: Confcommercio, Confesercenti e Cna. «Ottenuto il parere positivo del vescovo di Volterra Alberto Silvani – aggiunge don Marco Fabbri – con il consiglio parrocchiale per gli affari economici abbiamo deciso di destinare al sostegno di attività commerciali e imprese 30mila euro. I soldi provengono dalle offerte dei parrocchiani e dal fondo straordinario dell’8xmille che la Conferenza episcopale italiana ha destinato alle diocesi e alle parrocchie per l’emergenza sociale legata alla pandemia».

L’idea è quella di suddividere l’intera cifra in pacchetti di contributi da 500 euro l’uno, che poi saranno destinati alle imprese in difficoltà. A fare da tramite ci penseranno le associazioni di categoria. «Mai come in questo momento qualunque aiuto, anche se piccolo, è ben accetto e apprezzato – dice Paolo Garzelli, Cna – Ora l’obiettivo è quello di andare a cogliere le situazioni più difficili e dovremo trovare un criterio per stabilire i destinatari dei finanziamento».

L’obiettivo, insomma, è chiaro. Sul metodo associazioni e parrocchia stanno ancora lavorando. «Insieme cercheremo di decidere i criteri di assegnazione in base alle necessità – sottolinea Catia Giannoni, Confcommercio – Intanto voglio dire grazie a don Marco e alla parrocchia per la sensibilità che stanno dimostrando nei confronti del settore che sta pagando il prezzo più alto della pandemia. Cinquecento euro non possono risolvere una situazione gravissima, ma questa iniziativa è un segno di solidarietà e speranza». D’accordo è anche Massimo Marini , Confesercenti. «L’impegno della parrocchia – dice – è encomiabile e, al di là del dato quantitativo, è un elemento simbolico importante che sottintende vicinanza nei confronti delle imprese». Don Marco dice che questa iniziativa si va ad aggiungere a quanto è già nei programmi di amministrazioni ed enti locali «nella consapevolezza che, purtroppo, la crisi avrà presumibilmente un’onda lunga nei prossimi mesi».

Fabriano-Matelica / La Caritas contro le truffe agli anziani e per il lavoro

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Su Interris.it segnaliamo l’articolo di Paola Anderlucci sul progetto della Caritas di Fabriano-Matelica in aiuto degli anziani contro le truffe.

L’iniziativa “occhio alla truffa “si inserisce nella missione pedagogica della Caritas. Con questo progetto la Caritas diocesana di Fabriano-Matelica, presieduta all’Arcivescovo Francesco Massara, intende dimostrare ulteriormente “la sua vicinanza al territorio”, spiega a Interris.it il direttore don Marco Strona.

Dalla parte degli anziani
In collaborazione con le forze dell’ordine locali (Polizia di Stato-Commissariato di P.S. di Fabriano; Carabinieri – Comando Compagnia di Fabriano; Guardia di Finanza- Tenenza di Fabriano) “abbiamo realizzato una brochure per la prevenzione delle truffe, dell’usura e del racket”, aggiunge don Strona. “Una collaborazione stretta tra la Caritas e le istituzioni per cercare di dare una risposta concreta a un problema (quello delle truffe) che genera nuovi tipi di povertà- sottolinea a Interris.it il direttore della Caritas diocesana di Fabriano-Matelica-. Le brochure saranno distribuite a tutta la popolazione attraverso le parrocchie, le associazioni e i movimenti. E saranno anche organizzati incontri specifici sui singoli temi”.

Per il lavoro
Un’altra importante iniziativa della Caritas di Fabriano-Matelica riguarda il lavoro ed è già in pieno svolgimento. Venti tirocini retribuiti in azienda per 14 giovani e sei adulti in cerca di occupazione. Questo il senso del progetto “Lavoro e dignità” organizzato dalla Caritas diocesana su impulso dell’Arcivescovo, Monsignor Francesco Massara, e del direttore Caritas, don Marco Strona. Il progetto è rivolto alle persone disoccupate e inoccupate, residenti nel territorio diocesano. Le candidature possono essere avanzate fino al 28 febbraio inviando una mail all’indirizzo: caritas@fabriano-matelica.it. L’iniziativa è finanziata con fondi 8xmille e vede la partecipazione anche dell’Ufficio Pastorale sociale e del Lavoro e il Progetto Policoro.

Segno importante
Questo progetto -spiega a Interris.it l’Arcivescovo Massara- è un segno di speranza. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo dare dignità. Speriamo che dopo i 6 mesi arrivino le assunzioni”. Il Vescovo diocesano ha lanciato anche un appello a tutti i fedeli e non solo. “La gente ha bisogno di ottimismo. Con ‘Lavoro e dignità’ non risolveremo tutti i problemi, ma sarà un segno importante, una presenza, un seminare sempre. Dobbiamo sfuggire il pessimismo. C’è dappertutto un grande aumento nell’uso di anti-depressivi. Queste piccole luci testimoniano che siamo qui, per i nostri fratelli in difficoltà“.

Firmo Perché / Testimonial Daniela Fazzolari

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Siamo felici di condividere la testimonianza che abbiamo ricevuto dall’attrice italiana Daniela Fazzolari, che ci spiega perché ogni anno sceglie di firmare a favore dell’8xmille alla Chiesa cattolica nella sua dichiarazione dei redditi.

“Firmo perché possiamo fare qualcosa per gli altri, perché gli altri siamo anche noi.”

L’8xmille alla Chiesa cattolica è un dono che fai soprattutto a te stesso, che arricchisce la tua anima, che ti dà la gioia di vivere e di guardare agli altri con occhi di sole, gratitudine e bellezza. Possiamo fare qualcosa per gli altri perché gli altri siamo anche noi. È un gesto semplice, espressione diretta e concreta di un sostegno che da anni arriva al cuore di chi ha bisogno o di chi improvvisamente si trova ad affrontare un momento particolare della vita. Penso ad esempio, ai terremotati del centro-Italia nel 2009 o agli ultimi dove tante volte lo Stato tante volte non arriva, come ad esempio le vittime dell’usura o della pandemia del Covid che ha fatto registrare centinaia di storie di sofferenza e abbandono.

Io scelgo l’8xmille alla Chiesa cattolica anche perché amo l’Italia ed il suo patrimonio artistico. Ci sono migliaia di Chiese dal valore inestimabile che oggi sono fruibili grazie all’intervento dei fondi CEI che ne hanno permesso i restauri e i recuperi.

Daniela Fazzolari, Piazza Armerina (EN), 46 anni

Raccontaci anche tu perché firmi per l’8xmille alla Chiesa cattolica. Clicca qui!

 

Siria / Il dossier Caritas Italiana

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Sono passati 10 anni dal marzo 2011, quando la primavera araba sbocciò in Siria.

La guerra continua e l’eredità della primavera siriana è tutt’altro che florida: una miseria fatta di polvere, macerie, di centinaia di migliaia di morti; di un’instabilità da cui il Paese non si libererà presto. Milioni i civili in fuga: 6,6 milioni di essi hanno trovato rifugio fuori dalla Siria, 6,7 all’interno dei confini nazionali. Una miseria che ha il volto di 13,4 milioni di siriani bisognosi di assistenza umanitaria e di oltre 12 milioni che nel Paese hanno fame per le conseguenze della guerra.

Il dossier che Caritas Italiana pubblica on line ripercorre questi anni e le fasi principali di una guerra sanguinosissima e ancora in corso: una rivoluzione di popolo trasformatasi in un conflitto a ingerenze internazionali, inasprito dalle violenze del califfato islamico, tutt’altro che sconfitto. Una guerra qui raccontata dalla prospettiva degli sfollati, interni o esterni al Paese, attraverso dati, analisi e studi specifici, testimonianze e ipotesi di futuro.

Dal 2011 ad oggi Caritas Italiana ha avviato 85 progetti con un investimento complessivo di oltre 8,3 milioni di euro, provenienti da donazioni e dall’8xmille alla Chiesa Cattolica. Tali fondi sono stati destinati ad aiuti di urgenza, alloggio, istruzione, costruzione di percorsi di pace e riconciliazione, interventi sanitari, sostegno psicologico, riabilitazione socio-economica, protezione per i più vulnerabili (bambini, anziani e donne), accompagnamento e formazione delle organizzazioni locali.

Nel 2021 proseguono gli interventi a carattere umanitario e non solo, in tutti i Paesi coinvolti, tenendo conto anche della pandemia di Covid-19. In particolare in Siria l’impegno si concentra nelle città di Aleppo, Homs, Hassakeh. I programmi hanno un approccio olistico rispondendo a diverse tipologie di bisogni: cibo e altri beni di prima necessità, alloggio, assistenza medica e psicologica, sostegno all’educazione scolastica.

L’impegno di Caritas Italiana si inserisce in un quadro più ampio di iniziative che la rete Caritas promuove nei Paesi toccati dalla crisi. Un impegno che nel complesso, in dieci anni di guerra, si è concretizzato in progetti per oltre 170 milioni di euro. In particolare in Siria, nel 2020 Caritas Siria ha attuato 20 progetti per oltre 9 milioni di euro, molti dei quali proseguono nel 2021 portando aiuto a più di 100 mila persone a Damasco-Ghouta, Aleppo, Hassakeh, Homs, Latakia, Littoral‐Tartus.

Il dossier è disponibile online sul sito www.caritas.it

Certificazione Unica / Cosa si deve fare per destinare l’8xmille

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Sono un pensionato e non devo presentare la dichiarazione dei redditi: come posso esercitare la scelta per la destinazione dell’8xmille ?
Per rispondere alla domanda è utile in primo luogo ricordare che l’ente che eroga la pensione deve certificare ogni anno (in base alla vigente normativa entro il 16 marzo) l’importo della pensione relativa all’anno precedente (oltre eventuali ritenute fiscali ed altre informazioni).

A tale scopo, predispone un modello denominato “Certificazione Unica” (CU); a tale Certificazione è allegata anche la scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille dell’IRPEF; sulla scheda è possibile effettuare anche la scelta del cinque e del due per mille dell’IRPEF.

Il pensionato riceve a casa il modello CU con la scheda per la scelta?
Fino a qualche anno fa la Certificazione veniva inviata dall’ente pensionistico direttamente a casa dell’interessato. In questi ultimi anni, invece, la Certificazione viene messa a disposizione del pensionato sul sito internet dell’ente.

Per stamparlo sono previste da ciascun ente varie modalità “tecnologiche” (ad esempio accedere alla propria area riservata utilizzando delle apposite credenziali). Per avere una copia del modello l’interessato può comunque recarsi presso l’ente o le sue strutture territoriali oppure presso Patronati, CAF e professionisti abilitati.

Ma se il pensionato non ha dimestichezza con la tecnologia e non si può recare presso l’ente o gli altri soggetti? Deve rinunciare alla scelta? Assolutamente no! Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, il pensionato non sia in possesso della Certificazione Unica (CU) e della relativa scheda, per la scelta può utilizzare l’apposita scheda presente all’interno del Modello REDDITI (in allegato).

In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:
1) nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta;
2) firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”
3) la scheda con la scelta deve essere inserita in una busta, che poi deve essere chiusa e deve recare cognome, nome, codice fiscale del pensionato e la   dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”. La scheda va integralmente inserita nella busta anche se si è espressa solo una delle scelte consentite.

Quando e dove si deve consegnare la busta con la scelta?
La busta dovrà essere consegnata entro il 30 novembre secondo una delle seguenti modalità:

– presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta.
– ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (ad esempio commercialisti, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

Emergenza Etiopia / 500mila euro per popolazione Tigray

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana lo scorso primo marzo ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi 8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, a favore delle popolazioni del Tigray, in Etiopia.

Dal novembre scorso, la zona del Tigray è al centro di uno scontro militare e politico che sta ulteriormente aggravando le già precarie condizioni dell’area, provata dalla malnutrizione e da importanti problemi sanitari. Sono milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria. Il conflitto infatti ha provocato 1,3 milioni di sfollati interni e circa 60.000 profughi fuggiti principalmente in Sudan, oltre che danni significativi alle infrastrutture.
I saccheggi, sempre più frequenti, stanno mettendo a repentaglio l’erogazione dei servizi sociali essenziali. Un numero imprecisato di centri sanitari è stato vandalizzato e gli operatori non retribuiti hanno lasciato i loro posti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che solo il 22% delle strutture sanitarie sia funzionante.

La Chiesa cattolica etiope, con la Caritas nazionale, ha subito attivato una rete di coordinamento per monitorare la crisi e garantire una risposta umanitaria adeguata, coinvolgendo gli Uffici diocesani, i membri internazionali della rete Caritas già presenti sul territorio e altre realtà tra cui Medici con l’Africa Cuamm.

Lo stanziamento della Presidenza CEI è destinato, attraverso Caritas Italiana, a garantire cibo e acqua, beni di prima necessità, kit sanitari e scolastici e a supportare le strutture sanitarie della regione sia con interventi di ristrutturazione che di fornitura di farmaci, dispositivi medici e materiali.

Messina / Progetto 8xmille “Lavoro è Dignità” contro disoccupazione e crisi aziende

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In questa fase di crisi economica molto intensa c’è un progetto avviato dalla Caritas di Messina-Lipari- S. Lucia del Mela giunto alla sua terza annualità che offre opportunità di lavoro a disoccupati e allo stesso tempo sostiene aziende e imprese in difficoltà.

Questa iniziativa, fatta in collaborazione anche con Progetto Policoro, nasce nell’ambito del progetto “Lavoro è dignità” ed è stato finanziato dal fondo CEI 8xmille alla Chiesa cattolica. Attingendo all’esperienza maturata nelle annualità precedenti, esso intende promuovere anche nel 2021 un’evoluzione in direzione sempre più promozionale della dignità della persona e del protagonismo attivo delle comunità parrocchiali in tutte le azioni previste dal progetto stesso.

Le parrocchie, quindi, non saranno semplici destinatarie degli interventi o spettatrici passive, ma pienamente responsabili, nella realizzazione di quelli che per la prima volta vengono definiti “tirocini di comunità” perché concepiti interamente all’interno della comunità parrocchiale. Attraverso questa modalità si intendono valorizzare le relazioni sane presenti sul territorio che ruotano attorno alla parrocchia, le piccole attività lavorative (artigiani, commercianti, piccole imprese presenti) ed i rapporti che parroci e operatori delle Caritas parrocchiali coltivano sul territorio.

Ma cosa sono i “tirocini formativi”?
Il tirocinio formativo consiste nella realizzazione di un’esperienza di formazione professionale direttamente in azienda della durata di 6 mesi e per 25 ore settimanali di lavoro. A fronte di tale impegno il tirocinante riceverà una “borsa lavoro” di € 500,00 mensili netti, erogata dall’azienda ospitante, dietro rimborso diretto della parrocchia.

Non sono richiesti costi a carico dell’azienda, che eventualmente potrà, se vuole, incrementare le ore di lavoro e retribuirle a proprio carico, previo accordo con la parrocchia ed il tirocinante.

Qui i dettagli del progetto.

Inoltre qui l’ultimo report annuale della Caritas diocesana che ha al suo interno un’approfondita rendicontazione sociale del primo anno di progetto a partire da pagina 141.