Category Archives: 8xmille

Lamezia Terme / Il dormitorio della Caritas dal quale si ricomincia a vivere

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Su www.lacnews24.it segnaliamo un articolo di Tiziana Bagnato pubblicato lo scorso 19 gennaio sul dormitorio della Caritas di Lamezia Terme struttura finanziata anche dall’8xmille.

Non solo un dormitorio, ma molto di più. A pochi passi dalla stazione centrale di Sant’Eufemia, lì dove non è insolito vedere qualcuno passare la notte cercando di trovare scampo al freddo gelido sotto coperte e bustoni, si trova Querce di Mamre.

La struttura inaugurata ad ottobre del 2021 grazie ai fondi dell’8xmille, può ospitare fino ad una ventina circa di senzatetto, ma è molto di più di un dormitorio, rappresenta molto di più per chi viene a contatto con quel nucleo operoso di volontari e operatori Caritas che su ogni persona lavorano cercandone di capire la storia, il percorso, le aspettative, cercando di rimetterle in carreggiata. Il dormitorio fa parte di quel circuito virtuoso della Caritas diocesana di Lamezia Terme, guidata da don Fabio Stanizzo, all’interno del quale si trova la mensa Caritas, l’ufficio docce e vestiario, l’ufficio legale.

C’è chi come Nicola dormiva alla stazione, poi è stato indirizzato per un pasto caldo alla mensa Caritas e da lì in questa struttura della quale è diventato volontario «per cercare di ridare, almeno in parte, ciò che ricevo».

Qui l’articolo completo.

Firmato da Te / A Rovereto un progetto per la casa

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Firmato da Te è un progetto televisivo sostenuto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI in collaborazione con Corallo e TV2000 nato per raccontare, in pochi minuti e attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.
Il programma mette in luce il valore della gratuità, tocca la carne viva di ferite che spesso non si vogliono vedere, comprende gli sforzi di una chiesa in uscita, “ospedale da campo” che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli.

Chi firma offre un pasto caldo e una doccia a chi è nel bisogno, un calcio ad un pallone in oratorio, la rata del mutuo ad una famiglia vittima dell’usura, il restauro ad un bene culturale patrimonio di tutti, un mattone per una chiesa di periferia. Sono tanti i progetti 8xmille documentati in onda su TV2000. Il primo del nuovo anno ci porta in provincia di Trento.

Recuperare mobili usati per aiutare le persone in difficoltà ad arredare la propria casa è la missione portata avanti dalla Caritas di Rovereto che, grazie al contributo dell’8xmille, ha convertito un vecchio stabile in via Manzoni in un vero e proprio mercato delle pulci a servizio dei più bisognosi. Qui si possono acquistare mobili, materassi, divani e oggetti per la casa a un prezzo vantaggioso. E non è solo un’occasione per trovare arredamenti a buon mercato: è soprattutto un modo per incontrarsi, socializzare e regalarsi un momento di fraternità e compassione vicendevole. Gli oggetti donati al magazzino trovano quindi nuova vita nelle abitazioni delle persone più sfortunate: la cultura dello scarto lascia il passo alla carità e alla generosità gratuita.

Campagna 8xmille 2022 / Un viaggio tra le diocesi protagoniste

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Si sono appena concluse le riprese per la prossima campagna 8xmille. Un ringraziamento speciale alle diocesi che ci hanno accolto e che hanno messo a disposizione il loro tempo: Bergamo, Faenza, Reggio Emilia, Roma, Grottazzolina (in provincia di Fermo), Acerra, Foggia e Palermo. È sempre emozionante vedere la ricchezza dei progetti 8xmille sul nostro territorio. Vedere, documentare e capire che quello che viene detto nel claim della campagna “Non è solo una firma. È di più molto di più” è la semplice verità. È un’esperienza unica. Perciò vogliamo condividere con voi le loro testimonianze. Uno dei “set d’eccezione” è stato l’orto sociale del progetto “Terra Condivisa”, sulle colline di Faenza.

Infatti l’orto sociale è stato per due giorni protagonista come set dello spot che sarà al centro della campagna di comunicazione dell’8xmille della Conferenza Episcopale Italiana. I tirocinanti, operatori e volontari si sono fatti portavoce di ciò che il progetto ha fatto nascere non solo come prodotti della terra, ma anche nelle vite dei beneficiari.

Grazie al sostegno dei fondi 8xmille ricevuti dalla Caritas di Faenza-Modigliana su presentazione di un progetto, gestito dalla Farsi Prossimo ODV, viene infatti offerta un’opportunità di formazione e inserimento lavorativo a persone in situazione di fragilità socio-economiche, grazie a tirocini con cui si ha modo di imparare il mestiere dell’ortolano.

È stata un’esperienza unica, finalmente tutto il gruppo di Terra Condivisa si è ritrovato insieme e ci siamo sentiti ancora più uniti, un gruppo sorridente forte e unito a testimoniare cosa siamo e cosa facciamo” ci ha detto Marcello, uno dei tirocinanti. “Grazie davvero per averci dato l’opportunità di raccontarci agli altri, di dire quanto questo progetto 8xmille ci abbia fatto crescere e capire il valore del prendersi cura degli altri”.

Anche Giovanni, che da circa un anno collabora con impegno nel confezionamento delle cassette delle nostre verdure, è stato fra i protagonisti delle riprese: “Girare con dei professionisti ci permette di capire quanto lavoro e dedizione richiedano scene che noi vediamo in tv per pochi secondi. La troupe e il regista hanno cercato di capire cosa significhi essere impegnato in Terra Condivisa per trasmetterlo poi alle persone che lo vedranno: nuovi sogni e nuove speranze a chi non si sentiva ormai più parte della comunità”.

Anche alcuni dei volontari, sostegno e motore dei progetti, hanno testimoniato la grande opportunità che questo progetto 8xmille ha dato a persone in difficoltà del territorio: “È stata davvero un’esperienza bellissima – ci ha detto Roberto – ho ammirato la grande professionalità, pazienza e collaborazione di tutti gli addetti ai lavori. Speriamo che Terra Condivisa possa per tanto tempo regalare nuovi frutti, non solo quelli della terra, ma anche quelli del riscatto sociale, perché grazie all’8xmille Terra condivisa è potuta nascere, crescere e speriamo che diventi ancora di più…”.

È stata davvero un’occasione unica che ha dato modo di capire ancora di più quanto sia importante il lavoro quotidiano dei volontari e dei tirocinanti che offre un sostegno concreto a chi è in difficoltà, mettendo a frutto l’aiuto di chi appone ogni anno la sua firma a favore dell’8xmille.

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Le operatrici e ospiti della casa accoglienza per donne maltrattate della Caritas diocesana di Foggia-Bovino Madre Teresa di Calcutta, hanno rilasciato invece una testimonianza video.

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Infine anche gli ospiti del dormitorio maschile e centro diurno per senza fissa dimora della Caritas diocesana di Bergamo, hanno voluto descrivere la propria esperienza vissuta durante le riprese dello spot 8xmille 2022.

Aldo – È stata una bella esperienza, mi sono divertito, anche se abbiamo aspettato e questo mi metteva un po’ di ansia. Quando poi sono stato chiamato mi sono invece esaltato come gli attori, anche perché il loro capo mi ha detto di essere stato bravo.

NiankineÈ stata una bella esperienza, bello anche nel vedere Aldo così coinvolto e al centro delle riprese.

Agostino – È stata un’esperienza molto bella. Ho apprezzato il mondo del cinema, le riprese, la fotografia. Sono stato contento per Gianfranco che è stato molto coinvolto. Credo che sia stata anche un’esperienza che ci abbia maggiormente uniti, quasi fossimo una famiglia.

Alex – Mi sono sentito un po’ bloccato, paralizzato dalle telecamere e dal set. Ero emozionato, mi sono sentito come se fossi un ”pezzo di legno”. Mi è molto piaciuto invece vedere coinvolte le persone che quotidianamente frequentano il Punto sosta.

TizianoSono stato contento nel vedere le persone con cui condividiamo molte ore della giornata essere messi al centro con tutte le attenzioni che vengono date alle persone importanti. Credo che questa attenzione alla persona, debba essere sempre ricercata e perseguita soprattutto quando si lavora con gli ultimi.

Chamel – È stata una bella esperienza, mi sono divertito. È la prima volta che partecipo ad un evento simile. Ringrazio tutti quelli che hanno permesso questa attività, ringrazio il regista, il fotografo e tutto il set cinematografico.

GianfrancoMi è piaciuto tutto, mi sono emozionato soprattutto con Tiziano, Alex e don Roberto.

Simonetta – Mi è piaciuto tantissimo. È la prima volta che vedo dal vivo delle riprese! Mi sono piaciute soprattutto le emozioni degli operatori, soprattutto di Alex, e di tutte le persone coinvolte.

Firmato da te / A Monteoliveto un centro diurno per malati di Alzheimer

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In Italia sono un milione e 200 mila le persone che vivono con la demenza, di cui 79.000 in Toscana. Tra questi il 55% è affetto dalla forma più nota e grave: l’Alzheimer.

Per affrontare e curare la malattia la conoscenza è fondamentale, non solo per le persone ammalate ed i loro familiari, ma per tutta la comunità che deve farsi carico nel suo insieme di queste problematiche. La gestione delle persone colpite da demenza è particolarmente complessa e lo è stata ancor di più durante il periodo del lockdown.

Lo sanno bene al Centro diurno Alzheimer Monteoliveto, a Pistoia, che da venti anni offre sostegno e assistenza agli anziani non autosufficienti ed affetti da demenza. Un filmato della serie Firmato da te, un progetto televisivo di TV2000 che illustra, attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica e segue le ricadute di un piccolo gesto nel vissuto di persone e luoghi.

“Qui ho trovato il mio essere – spiega Fiammetta Fanulli, operatrice ed animatrice del centro Diurno di Monteoliveto – Svolgo l’attività all’interno del Centro da più di venti anni, ossia da quando la struttura è stata aperta”. “Entrare qui rende felici perché ti senti veramente parte di un qualcosa. Non è un lavoro è una missione – aggiunge Enrico Bongiovanni, animatore Os del centro diurno di Monteoliveto – Lavorare qui mi offre l’opportunità di conoscermi una seconda volta”. Sorta nel 1986, all’interno dell’antico monastero Olivetano, la “Casa dell’Anziano-Monteoliveto” è una struttura al servizio degli anziani della città, voluta dall’amministrazione dell’allora Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che restaurò l’immobile e provvide all’arredamento ed alle attrezzature e che, nel 1985, la consegnò alla Diocesi di Pistoia. Dal 1996 è operativo in un’ala riservata del complesso monastico un Centro Diurno per anziani non autosufficienti seguito, nel 2004, da un Centro Diurno Alzheimer, nato per rispondere alle crescenti richieste della cittadinanza. Con il passare del tempo, la Casa è diventata un importante punto di riferimento, sostenuta anche dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, dove le famiglie degli anziani soli o colpiti dal morbo ricevono un aiuto prezioso nell’assistenza quotidiana.

“Nei nostri centri diurni – spiega Giulio Masotti, geriatra e cofondatore del Centro diurno Monteolivetole modalità di accesso sono le stesse ma per le persone in una fase più avanzata della malattia sono previsti percorsi di cura e di assistenza più approfonditi, diversi da quelli del malato più lieve con il quale è ancora possibile intavolare un patto o una collaborazione”. Due sono le modalità di accesso ai Centri Diurni: come ospite convenzionato, su segnalazione dei Servizi Sociali dei Comuni convenzionati e dell’Ausl 3 di Pistoia, oppure come privato previa visita geriatrica e multidisciplinare da parte dell’Equipe dei Centri. “Il supporto dell’8xmille ci permette di offrire dei servizi supplementari per i nostri anziani – spiega Fiammetta – All’interno della giornata ci sono vari momenti di condivisione: l’accoglienza con la colazione, l’analisi del menù e la lettura del giornale. Quindi comincia l’attività vera e propria. Gli assistiti sono divisi in gruppi per stimolare l’attenzione e la partecipazione mediante giochi da tavolo come la tombola oppure sono dediti ad attività manuali come la pittura. Altri, invece, svolgono attività individualizzate con il sostegno del fisioterapista o di altri operatori”. “Si parla dell’Alzheimer come di un secondo lutto – conclude Enrico – in cui il parente deve riconoscere una persona. Qua noi conosciamo ‘quella persona’ e cerchiamo di interagire con lei. Cerchiamo di fare la differenza e di strappare un sorriso, un momento di gioia a queste persone che, alla fine, diventano parte della tua famiglia. Quando uno entra qui deve sempre pensare ‘ E se ci fosse mia nonna? o mio nonno? Come vorrei che venissero trattati?”

Mazara del Vallo / Un ristorante per tornare a sperare

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Il nome lo hanno scelto dalla lingua araba: “Habibi”, che significa “amore, tesoro”. Protagonisti sono una decina di giovani di diversi Paesi del bacino mediterraneo e sub sahariani. Alcuni di loro sono nati in Italia da genitori tunisini e altri provengono dai percorsi di accoglienza Sai (ex Sprar). Insieme hanno fondato una cooperativa agricola “Terre senza frontiere”, poi sempre a Mazara hanno aperto un ristorante che hanno chiamato così. (Agenzia Sir)

Il progetto nasce dall’incontro tra la Casa della comunità Speranza, la cooperativa Fo.Co. e la Caritas diocesana. Rispondendo alla campagna “Liberi di partire, liberi di restare”, promossa da CEI e Fondazione Migrantes, è stato pensato un progetto alla luce di una considerazione: creare percorsi di formazione e inserimento lavorativo per giovani provenienti da diverse parti del Mediterraneo.

Lo scopo è quello di limitare i flussi di migrazione forzata. Il progetto sostenuto dalla campagna si articola in Sicilia, a Mazara del Vallo, e in Tunisia. “Un piccolo segno per dare sia nelle terre d’origine sia in Italia la possibilità di rimanere grazie a una proposta di formazione e di lavoro – spiegano i promotori –. Si vuole evitare che i figli delle persone immigrate a Mazara vadano via, terminate le scuole, perché non trovano lavoro”.

Prima la fondazione della cooperativa che sviluppa un percorso nell’agricoltura, poi l’apertura un anno dopo del ristorante in modo da dare una possibilità di lavoro ad alcuni giovani originari di alcuni Paesi africani e italiani, far gustarne i sapori tipici. Grazie al contributo della Fondazione Migrantes, della Fondazione Haiku e ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, il sogno è diventato realtà. Tra i ragazzi che vi lavorano Naures, 22 anni, nata da genitori tunisini: “Attraverso il cibo le persone sono curiose di conoscere la nostra storia, chiedono delle nostre origini, perché siamo qui in Italia. A volte cambiano la loro prospettiva su di noi”. “Il nostro obiettivo – spiega Saleem, 20 anni, aiuto cuoco – è quello di far conoscere ai clienti le nostre origini. E ci riusciamo”.

Paesi in via di sviluppo / A scuola di futuro con 24 progetti 8xmille

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Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi il 15 ottobre. Sono stati approvati 24 progetti, per i quali saranno stanziati € 4.203.800 così suddivisi: € 3.048.146 per 16 progetti in Africa, € 393.669 per 3 progetti in America Latina; € 649.306 per 4 progetti in Asia; € 112.679 per 1 progetto nell’Europa dell’Est.

Tra gli interventi più significativi, tre sono in Africa: a Cotonou, in Benin, l’Université Catholique de l’Afrique de l’Ouest della Conferenza Episcopale del Benin amplierà la sede universitaria, così da poter aumentare il numero degli studenti. In Mozambico, la Diocesi di Chimoio provvederà a ristrutturare il Centro Polifunzionale di Marera, gestito dalla Congregazione Francescana Missionaria e devastato dal passaggio del ciclone Eloise: l’intervento consentirà anche di costruire un dormitorio per 50 persone che frequenteranno i corsi di musica, danza, artigianato agronomia e zootecnica. Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, i Fratelli dell’istruzione cristiana di San Gabriele (Monfortani) realizzeranno una scuola superiore nella periferia di Mpasa, ad est di Kinshasa, che potrà accogliere 480 studenti.

Tra i progetti nel Continente latino-americano, particolare rilevanza assume quello proposto dalla Federación Mano Amiga, impegnata da anni nel supporto ai bambini e ai giovani che non hanno le risorse economiche per affrontare i costi della frequenza scolastica. A Querétaro, in Messico, sarà costruita e attivata una scuola pre-scolare dedicata ai piccoli di età compresa tra i 3 e i 5 anni.

Per quanto riguarda l’Asia, la Diocesi di Dindigul, in India, attraverso la Dindigul Catholic Diocesan Society, potenzierà l’offerta formativa della scuola secondaria superiore St. Francis Xavier che è al servizio delle comunità povere ed emarginate fin dal 1898.

Nell’Europa dell’Est, in Ucraina, i Missionari Oblati di Maria Immacolata garantiranno la formazione di giovani e adulti particolarmente vulnerabili, attivando corsi di informatica, ristorazione, agraria.

Acerra / Inaugurazione centro sportivo per ragazzi e bambini in difficoltà

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L’Agenzia Sir segnala questa bella opera 8xmille ad Acerra.

Nel cuore del centro storico della città, la Chiesa di Acerra inaugura il 29 ottobre una struttura sportiva polivalente su iniziativa dell’Ufficio diocesano dello sport in collaborazione con il Centro diurno della Caritas per i minori a rischio e gli oratori. Alla presenza di autorità civili comunali e regionali il Vescovo Antonio Di Donna benedirà il campo finanziato dai fondi straordinari dell’8xmille della Chiesa cattolica e dalla diocesi. Il nuovo centro è “un’opera segno contro la povertà educativa e un presidio di legalità in un luogo spesso teatro di microcriminalità e spaccio”, ma anche un luogo per educare i bambini di tutte le parrocchie alla gioia dello sport quale scuola di vita e comunità.

La struttura, al centro della città ma nel cuore delle “periferie” esistenziali di tanti giovani e ragazzi, spiega la nota della diocesi, “è una perla tra le case del quartiere. Ogni giorno accoglie 70 bambini tra 6 e 13 anni che durante l’anno sono seguiti dalla Caritas, nel Centro diurno per bambini a rischio all’interno del palazzo vescovile, con doposcuola e attività laboratoriali di informatica, cinema e teatro. Ma al campo arrivano anche i bambini degli oratori e i ragazzi più grandi, che si dividono tra basket, calcio, karate e pallavolo. Specifiche attività sono previste in collaborazione con i Servizi sociali per la tossicodipendenza del territorio e per i disabili”.

Caritas italiana / Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale

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Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà (17 ottobre), la Caritas Italiana ha diffuso il Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Oltre l’ostacolo” (pdf in allegato).

Esso prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e private e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise.

Caritas e pandemia
Come si legge a pag. 44 del Rapporto “Di fronte alle forti difficoltà di questo tempo, le Caritas si sono mobilitate nelle diocesi con progetti innovativi, diversificati, mai sperimentati prima, realizzati grazie alla rete degli oltre 6mila servizi (parrocchiali e diocesani) e anche ai contributi straordinari che la Conferenza Episcopale Italiana ha messo a disposizione durante l’emergenza sanitaria dai Fondi Otto per Mille”.

I destinatari di tali forme di aiuto sono stati italiani e stranieri senza distinzioni. Tra le tante risposte, spesso frutto dell’azione sinergica con vari soggetti dei territori (pubblici e privati, ecclesiali e non), in primo luogo c’è da annoverare l’attività di ascolto realizzata in modalità inedite anche durante il primo e più severo lockdown. E di fatto, è bene sottolinearlo, i dati presentati in questo contributo sono proprio l’esito di percorsi di accompagnamento e di presa in carico fatti attraverso ascolti attenti e spesso reiterati, che dimostrano come anche in tempo di emergenza sanitaria le nostre Caritas sono state dei veri e propri presidi di socialità sui territori.

In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile, ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Disaggregando i dati per regione civile si scorgono alcune importanti differenze territoriali che svelano quote di povertà “inedite” molto più elevate; tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%).

Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%; oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas (il 57,1%) aveva al massimo la licenza di scuola media inferiore, percentuale che tra gli italiani sale al 65,3% e che nel Mezzogiorno arriva addirittura al 77,6%. Siamo quindi di fronte a delle situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale, che impedisce sul nascere la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo.  Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli; tra loro quasi un terzo vive con figli minori. Il dato non è affatto irrisorio se si immagina che dietro quei numeri si contano altrettante, o forse più, storie di povertà minorile che ci sollecitano e allarmano. Rispetto alle condizioni abitative, oltre il sessanta per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, Il 5,8% dichiara di essere privo di un’abitazione, il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Percentuali queste ultime che si legano chiaramente alla condizione degli “homeless”, i cui numeri anche per il 2020 risultano tutt’altro che trascurabili. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord.

Delle persone sostenute dal circuito Caritas, oltre un terzo (il 37,8%) è supportato anche da alcuni servizi pubblici con i quali a volte le Caritas sui territori svolgono un lavoro sinergico e coordinato soprattutto in questo tempo di criticità. Una persona su cinque (19,9%) di quelle accompagnate nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza (RdC).

Oltre l’ostacolo
Allargando lo sguardo al 2021 la fotografia che emerge dai primi otto mesi dell’anno (gennaio-agosto) è la seguente:

rispetto al 2020 crescono del 7,6% le persone assistite;

le persone che per la prima volta nel 2020 si erano rivolte ai servizi Caritas e si trovano ancora in uno stato di bisogno rappresentano il 16,1% del totale;

rimane alta la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%); più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali;

– preoccupa anche la situazione dei poveri “intermittenti” (che pesano per 19,2%), che oscillano tra il “dentro- fuori” la condizione di bisogno, collocandosi a volte appena al di sopra della soglia di povertà e che appaiono in qualche modo in balia degli eventi, economici/occupazionali (perdita del lavoro, precariato, lavoratori nell’economia informale) e/o familiari (separazioni, divorzi, isolamento relazionale, ecc.).

Dati questi che – come ha sottolineato il Presidente della CEI, card. Gualtiero Bassetti, lo scorso 27 settembre aprendo i lavori del Consiglio Permanente –  si prestano a una lettura ambivalente. Da una parte, possono essere indice dei primi effetti positivi della ripresa; dall’altra, mostrano che ancora troppe persone continuano a “non farcela” e rischiano di vedere in qualche modo “cristallizzata” la propria condizione di bisogno. È dunque indispensabile che i benefici della crescita economica siano distribuiti in modo da ridurre quanto più possibile le disuguaglianze che si sono approfondite a causa della pandemia. Senza lasciare nessuno indietro.

In allegato il Rapporto completo.

Terzo Mondo / Scuola e sanità, altri 52 progetti di promozione umana

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Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi il 24 settembre. Sono stati approvati 52 progetti, per i quali saranno stanziati € 9.944.121 così suddivisi: € 6.639.087 per 31 progetti in Africa, € 2.472.092 per 12 progetti in America Latina; € 561.723 per 7 progetti in Asia; € 236.631 per 1 progetto in Medio Oriente; € 34.588 per 1 progetto in Est-Europa.

Tra gli interventi più significativi, otto sono in Africa: in Burkina Faso, per iniziativa della Caritas Diocesana di Banfora, la Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione che gestisce il Liceo Cattolico “Luis Joseph Martin de Bounouna” costruirà un pozzo e predisporrà un orto per la coltivazione di verdure destinate sia al consumo interno che alla vendita esterna. In Etiopia, l’Opera San Francesco Saverio-Medici con l’Africa CUAMM avvierà un intervento strutturale e formativo per adeguare l’Ospedale St. Luke di Wolisso e i suoi operatori alle nuove esigenze emerse nel quadro della pandemia. In Mozambico, la diocesi di Xai-Xai costruirà un Centro di formazione professionale e promozione sociale per offrire corsi e strumenti agli imprenditori locali. Le Suore terziarie Francescane, impegnate da oltre 85 anni in Africa sul fronte sanitario, apriranno a Ntasen, in Camerun, una farmacia che garantirà medicinali anche agli ospedali della zona.
Grande è l’impegno in ambito scolastico: in Congo, nel quartiere Mpaka 120, le Figlie di Maria Ausiliatrice costruiranno una scuola media per assicurare un’educazione a circa 400 ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni; nella diocesi di Kampala, in Uganda, grazie alle Suore Serve dei Poveri, sorgerà una scuola primaria in località Bujuuko per 300 ragazzi e 50 orfani. Nella Repubblica Democratica del Congo, i Fratelli della Carità realizzeranno un istituto scolastico per bambini disabili, mentre nella diocesi di Luanda, in Angola, le Suore Consolatrici di Gesù Sommo ed Eterno contribuiranno a ridurre la dispersione scolastica e l’emarginazione giovanile con una scuola di secondo ciclo.

Tra i progetti che vedranno la luce nel Continente latino-americano, figurano quello promosso dalle diocesi di Campanha e di Estância che, in Brasile, intendono restaurare e ampliare rispettivamente il centro polifunzionale “Nossa Senhora de Sion” e il Centro Sociale “Santa Dulce dos Pobres”. In Ecuador, l’Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo attiverà una scuola di leadership ambientale e una di leadership Socio-politica nelle province di Napo e Sucumbios per promuovere i valori fondanti della “Laudato si’” e dell’Esortazione apostolica post-sinodale “Querida Amazonia”.

Per quanto riguarda l’Asia, le Missionary Sisters of St. Theresa of Infant Jesus – Sisters of Little Flower realizzeranno l’ampliamento e l’adeguamento dell’Ospedale St. Joseph a Kannamaly, in India.

Nell’Europa dell’Est, i Camilliani organizzeranno ad Akhaltsikhe, in Georgia, corsi di formazione destinati agli specialisti del nuovo Centro diurno riabilitativo “Talita Kum” per le persone con disabilità, ad altri operatori della zona, ai familiari e ai caregivers.

In Medio Oriente, la Fondazione AVSI sosterrà l’attività di due istituti (“The Custody of the Holy Land” e ad “Effetà Institute”) di Betlemme, in Palestina, attraverso borse di studio per studenti meritevoli, sostegno alle famiglie per il pagamento delle rette, fornitura di apparecchi acustici per bambini bisognosi e promozione di corsi professionalizzanti.

Haiti / Un milione di euro emergenza terremoto

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Le sofferenze di un popolo non finscono solo perchè nessuno ne parla più. Era il 14 agosto quando un violento terremoto colpì Haiti: 2.000 i corpi senza vita estratti dalle macerie e quasi 10.000 i feriti. Più di 60.000 abitazioni distrutte, più di 115.000 famiglie direttamente toccate dalla tragedia e 580.000 persone, ma erano solo stime dei primi momenti, bisognose di un’assistenza umanitaria di urgenza. Numerose strutture sanitarie danneggiate.

La rete delle Caritas Nazionali operanti ad Haiti si attivarono subito per rispondere ai bisogni primari della popolazione colpita e per sostenere Caritas Haiti e le Caritas delle diocesi colpite.

Per questo la Presidenza della CEI ha stanziato un milione di euro dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte all’emergenza haitiana. La somma è servita a finanziare, attraverso Caritas Italiana, interventi efficaci per rispondere alle numerose nuove necessità.