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Casa Ilaria a Pisa / Il sogno della fraternità qui è una realtà da vivere ogni giorno

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Uno dei vincitori di 8xmille senza frontiere 2021 è stato Toscana Oggi, il settimanale delle diocesi della regione.

L’articolo finalista, di don Maurizio Gronchi, racconta di Casa Ilaria, il progetto che si articola in una struttura multifunzionale combinando turismo e ristorazione solidale, agricoltura sociale e laboratori creativi, pet-therapy e ippoterapia. Oltre a sostegno psicologico e psicoterapia, attività fisica, percorsi formativi ed esperienze culturali. Avviata nel 2016, l’opera si sta concretizzando grazie all’importante contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Oltre al sostegno di tanti donatori e partner. È stato anche realizzato un video da TV2000 che mostra con le immagini le attività dell’antico sito monastico della Badia di Carigi a Montefoscoli dove si coniuga accoglienza, spiritualità ed ospitalità.

Casa Ilaria è un grande sogno collettivo, che diventa realtà». Laura Capantini, presidente della Fondazione che ha promosso la struttura, fa riferimento alle parole di Papa Francesco: «Dobbiamo perseverare sulla strada dei sogni», ha scritto nella Christus vivit, e nella nuova encliclica Fratelli Tutti ribadisce: «i sogni si costruiscono insieme».

Nel cuore delle colline toscane, a Montefoscoli, in provincia di Pisa, in un antico sito monastico – la badia di Carigi – si realizza un progetto speciale di ospitalità e ristorazione, agricoltura sociale, laboratori e attività formative, culturali e spirituali, eventi di socialità e incontro insieme alle persone più fragili.

Il progetto, spiega la presidente Capantini, promosso dalla Fondazione e dalla Cooperativa sociale azienda agricola Casa Ilaria, nasce in ricordo di suor Ilaria Meoli, medico, infettivologo, suora carmelitana, scomparsa prematuramente a soli trentasette anni, il 10 marzo 2007 in Repubblica Centrafricana, mentre si dedicava alla costruzione di un ospedale intitolato a Giovanni Paolo II, specializzato nella cura delle malattie infettive. «Sulla scia della testimonianza della sua vita, spesa accanto e per i più deboli – sottolinea la presidente – un gruppo di amici e volontari, con la consulenza spirituale di don Maurizio Gronchi, ispirandosi ai valori dell’accoglienza e della cura della vulnerabilità, della libertà e della gratuità, ha dato vita questo luogo speciale, in cui la storia millenaria, la bellezza del creato, la generosità e l’impegno infaticabile di tanti volontari convergono a costruire “una casa per tutti” e in particolare per chi si trova in condizione di svantaggio, handicap, povertà ed emarginazione, offrendo opportunità di compagnia e crescita, ma soprattutto inserimento lavorativo e occupazionale».

L’opera, avviata nel 2016, si sta concretizzando grazie ai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica, e al sostegno di tanti donatori e partner che offrono gratuitamente la loro professionalità, il loro lavoro, i materiali per costruire e lavorare.

Il progetto, racconta ancora Laura Capantini, «mette radici sulla collina di Carigi nel 2017, con il restauro della Cappella dei Santi Ippolito e Cassiano, compiuto grazie al generoso e incoraggiante contributo del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale emerito del Sinodo dei vescovi». Alla consacrazione della Cappella – memoria storica dell’antica Badia, fondata dai monaci Camaldolesi grazie a una donazione dei fratelli Ubaldo e Farolfo nel 1024 – segue immediatamente la posa della prima pietra per la ricostruzione dell’edificio principale: una cascina leopoldina, che diverrà luogo di ospitalità e ristoro per singoli, gruppi e famiglie, completamente accessibile a ogni tipo di disabilità.

E proprio in vista dell’apertura di questa struttura, Casa Ilaria avvia «Ristorazioni», un percorso di formazione alla professione di cameriere di sala e aiuto in cucina, che coinvolge sei giovani con autismo: «Beatrice, Diego, Gabriele, Leonardo e Vittoria sono i nostri camerieri speciali, insieme a Jacopo, aspirante pasticciere». Il corso viene ospitato al ristorante «Il Cavatappi» di Calcinaia, dove i ragazzi si misurano con il servizio ai tavoli e i clienti, superando in modo stupefacente i loro limiti e i nostri pregiudizi, in un’esperienza di reale integrazione, grazie alla dedizione di Simone Brogi, il presidente della Cooperativa sociale Casa Ilaria e della sua famiglia, in collaborazione con l’associazione Autismo Pisa (progettoRistorAzioni su Facebook).

Parallelamente, da tre anni è ormai operativa l’agricoltura biologica e sociale, attività in cui sono stati inserite oltre dodici persone in situazione di svantaggio e marginalità: «I dodici ettari di terreno che circondano Casa Ilaria sono coltivati a orto, frutteto e seminativo. I prodotti vengono venduti in loco e attraverso gruppi di acquisto solidale».

Recentemente, nel mese di settembre, si è inaugurato il Centro Polifunzionale intitolato al prof. Mario Guazzelli, concluso grazie all’aiuto della Fondazione Iris, dove sono attivi i servizi di ascolto e consulenza psicologica – già avviati telefonicamente durante il periodo di lockdown – gli incontri a sostegno del lavoro agricolo e i laboratori di canto&danza, yoga, e arteterapia.

L’arte infatti, spiega la presidente Laura Capantini, è un’altra delle grandi risorse di Casa Ilaria: «L’ultima iniziativa – del 26 settembre scorso – è stata l’inaugurazione di una Via Crucis, donataci dal curatore d’arte Filippo Lotti, che ha coinvolto quattordici artisti toscani, a cui è stata affidata la rappresentazione di una stazione da collocare nella Cappella. Un’opera corale, una sfida di armonizzazione delle differenze e di valorizzazione dei diversi talenti, che ben rappresenta Casa Ilaria. Un luogo dove la cura della terra e delle relazioni, nelle loro drammatiche fragilità, il benessere del creato e la dignità umana vengono “coltivate” insieme, attraverso azioni concrete, quotidiane che vincano “la cultura dello scarto”. Dove tutti sono accolti nella condivisione della propria radice di vulnerabilità e nel proprio destino di felice salvezza, e a ciascuno è chiesto non tanto chi è, ma per chi è, a chi dona la sua vita, per che cosa passa su questa terra, come ci insegna Papa Francesco». Uno spazio in cui sperimentare che «in questi momenti, nei quali tutto sembra dissolversi e perdere consistenza, ci fa bene appellarci alla solidità che deriva dal saperci responsabili della fragilità degli altri cercando un destino comune» (Fratelli tutti) e che, come afferma l’assistente spirituale, don Maurizio Gronchi, «l’amore sconfinato è la vera cura della malattia di un mondo chiuso nell’egoismo».

Per saperne di più, www.casailaria.it, progettocasailaria su Facebook.

 

Paesi poveri / L’8xmille per 101 nuovi progetti

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A luglio il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi ha approvato 101 progetti, per i quali saranno stanziati € 11.968.148 così suddivisi: € 7.253.193 per 60 progetti in Africa, € 1.780.693 per 23 progetti in America Latina; € 2.723.418 per 16 progetti in Asia; € 59.940 per 1 progetto in Medio Oriente; € 150.904 per 1 progetto in Europa; € 59.940

Tra gli interventi più significativi, sette sono in Africa: in Angola, nella Diocesi di Cabinda, verrà ampliato il centro multifunzionale e saranno acquistate le attrezzature necessarie per la realizzazione di una radio che supporterà la comunità locale con corsi di formazione e informazione; sempre in Angola, si procederà all’allestimento del Centro di accoglienza per bambini a Dori Lombe, nell’Arcidiocesi di Malanje. In Burkina Faso, invece, la Caritas sosterrà – con la costruzione di un pozzo e di un magazzino, ma anche con l’acquisto di sementi e veicoli – un gruppo di 37 piccoli imprenditori che, nella zona di Piiteng-Kuiti, hanno avviato un’attività agricola. In Camerun, le Suore di San Giuseppe di Cluny costruiranno un centro sanitario nel quartiere di Nassarao, a Garoua, per offrire assistenza medica di base alla popolazione che vive nella baraccopoli della zona. In Guinea Conakry, l’Organisation Catholique pour la Promotion Humaine – Caritas Diocesi di N’Zerekoré potenzierà i servizi offerti dal Centro Medico chirurgico di Gouecké, dotandolo di un’area Radiologia, di attrezzature per la rianimazione, di un gruppo elettrogeno e di pannelli solari. Nella Repubblica Democratica del Congo, si realizzeranno il nuovo Centro di formazione “Sainte Zita” che offrirà corsi di alfabetizzazione, taglio e cucito, informatica, economia domestica alle donne e alle giovani madri in difficoltà e un edificio con aule e laboratori per gli studenti dell’Institut Technique Médical di Kisanji.

Tra i progetti latino-americani, figura quello promosso dai Padri Rogazionisti del Cuore di Gesù che aumenteranno la capacità di accoglienza della scuola primaria San Agustin di Tucuman, in Argentina, per consentire ai minori più vulnerabili di accedere alle attività formative. In Perù, la Prelatura di Sicuani contribuirà al potenziamento dei sistemi di irrigazione e canalizzazione di alta quota a beneficio di 75 famiglie della comunità indigena di Yanaoca.

Nel Continente asiatico: in Bangladesh, le Suore Salesiane Missionarie di Maria costruiranno il nuovo edificio per la scuola per infermieri che accoglie studenti della comunità aborigena degli Adivasi che non possono permettersi di pagare le rette delle due scuole private presenti sul territorio. In India, la Diocesi di Kanjirapally doterà l’Ospedale di Mundakayam (che serve un’utenza di 1,8 milioni di persone) di un reparto di emergenza con letti di terapia intensiva e sette sale operatorie.

In Europa, infine, la Diocesi di Zrenjanin (Serbia) amplierà la Casa di riposo Misericordia che arriverà ad ospitare fino a 70 persone.

Campagna 8xmille / Quotidiani online

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Continua anche quest’anno la nostra campagna informativa sui principali quotidiani on line:

Corrieredellasera.it

Ansa.it 1

Ansa.it 2

Today.it

Repubblica.it

Storie, racconti, testimonianze di persone aiutate che grazie ai fondi dell’8xmille sono riuscite a ritrovare una speranza per un futuro migliore. Spesso anche il solo sentirsi accolti e ascoltati è stato un grande sollievo. Con la pandemia le persone si sono sentite sole e fragili, ma la Chiesa è sempre stata presente anche con la testimonianza di centinaia di volontari e sacerdoti sparsi sul territorio e vicini a chi era in difficoltà.

Tutto questo è stato possibile grazie al sostegno dei contribuenti che con una semplice firma per la Chiesa cattolica sostengono gli oltre 8 mila progetti ogni anno.

 

Opere 8xmille / Online la nuova “Mappa” con interventi in Italia e nei Paesi poveri

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È online la nuova mappa delle opere dell’8xmille che racconta come i fondi che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica vengono investiti sul territorio nazionale e nei Paesi poveri. Frutto della collaborazione tra Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo e Caritas Italiana, lo strumento interattivo permette di visualizzare quanti e quali progetti vengono realizzati grazie alle risorse dell’8xmille, secondo due ambiti di destinazione: culto e pastorale e carità.

Attraverso la mappa, in continuo aggiornamento, infatti è possibile avere informazioni sugli interventi, individuabili per area geografica, nazione, settore e descritti nel dettaglio mediante una scheda corredata da foto.

“Dare visibilità a quanto si realizza – afferma Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEIè un modo per garantire la trasparenza oltre che una forma di rispetto e gratitudine per i tantissimi cittadini che scelgono di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica. Insieme al rendiconto, la mappa è un altro segno concreto della vicinanza ai bisogni della gente e della volontà di camminare sempre più insieme, in stile sinodale”.

Caritas Italiana / Corridoio umanitario per 45 profughi dal Niger

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In questa settimana di fine giugno, a Fiumicino, sono arrivati 45 profughi dal Niger, famiglie che hanno vissuto l’inferno della Libia e che finalmente riusciranno a trovare qui in Italia, in varie Diocesi, un luogo sicuro dove poter ricostruire le loro vite. Ricordiamo come nel 2021 nel Mediterraneo siano scomparse già più di 800 persone, e più di 13.000 sono state quelle intercettate e riportate nella sola Libia. Si tratta di un nuovo corridoio umanitario, organizzato da Caritas Italiana, su mandato della Conferenza Episcopale Italiana, e dall’UNHCR.

I corridoi umanitari sono una modalità sicura e legale di trasferimento di persone bisognose di protezione internazionale da un Paese terzo in Italia. Rappresentano un unicum nel panorama internazionale e in Italia sono promossi, tra gli altri, anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, che grazie a protocolli con il Governo e ai fondi dell’8xmille ha organizzato negli ultimi anni – in particolare tramite la Caritas Italiana e col sostegno delle comunità locali – corridoi umanitari, reinsediamenti ed evacuazioni umanitarie da Medio Oriente e Africa.

Qui il comunicato stampa di Caritas Italiana.

«Apriamo il nostro cuore ai rifugiati, facciamo nostre le loro tristezze, le loro gioie, impariamo dalla loro coraggiosa resilienza. Così tutti insieme faremo crescere una comunità più umana, una sola grande famiglia», avevasottolineato Papa Francesco domenica 20 giugno all’Angelus. E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato «esperienze innovative quali i corridoi umanitari, significativo esempio in materia di accoglienza a livello europeo» e ha invitato alla solidarietà.

Caritas Italiana ha sviluppato, a partire dal 2014, un modello comunitario per promuovere l’accoglienza di rifugiati con il sostegno di famiglie tutor e la partecipazione di altri attori quali parrocchie, associazioni, scuole, fondamentali nel processo di inclusione sociale. Il territorio nazionale è dunque coinvolto attraverso la diffusione in piccoli gruppi nelle comunità cristiane, impegnate localmente nella presa in carico, evitando così grandi concentrazioni e rendendo l’accoglienza maggiormente sostenibile e di successo. Oltre mille persone in questi ultimi anni hanno potuto beneficiare di questa opportunità, entrando nei circuiti di accoglienza delle Caritas diocesane.

«È tempo – sottolinea don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana – di un autentico cambio di strategia e di cultura. Il tema dei flussi migratori non può essere più affrontato in un’ottica emergenziale o limitata all’Europa e al Mediterraneo, ma va inserito in un quadro più ampio. È indispensabile che l’Europa promuova una gestione e una regolazione dei canali d’ingresso che tenga conto di un approccio integrato, con al centro la pace e la protezione delle persone nella grande regione che comprende Mediterraneo e Sahel, assieme alla lotta, alla povertà e alle enormi disuguaglianze».

Rendiconto 8xmille / Online il 2020

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È online il “Rendiconto 2020 dell’8xmille” che documenta come sono stati impiegati i fondi che i cittadini italiani hanno destinato alla Chiesa cattolica con le dichiarazioni del 2017. “Se è vero che questo è un dovere nei confronti dello Stato italiano, è altrettanto forte il nostro desiderio di trasparenza, nel rispetto delle normative vigenti”, spiega Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, ricordando che nel dossier “vengono presentate le cifre specifiche del rendiconto economico” e che “l’intero bilancio della Conferenza Episcopale Italiana è sottoposto a certificazione volontaria da parte di una società di revisione specializzata”.

Ma, sottolinea Mons. Russo, “dietro ai numeri, c’è sempre molto di più”. Ci sono volti, pezzi di vita, storie di riscatto e di rinascita. Sono migliaia infatti gli interventi realizzati sul territorio italiano e nei Paesi del Terzo mondo, secondo i tre ambiti di destinazione: culto e pastorale, carità, sostentamento del clero. “È anche grazie all’utilizzo delle energie dell’8xmille che, in questo tempo di pandemia – aggiunge il Segretario Generale della CEI – è stato possibile destinare ingenti risorse aggiuntive per le azioni di prossimità a beneficio della popolazione, delle famiglie, di enti e associazioni”.

Campagna 8xmille / Non solo TV

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La campagna 8xmille, che probabilmente avrete tutti visto in televisione, continuerà fino a metà luglio su vari canali di comunicazione.
In un mondo che cambia così velocemente, anche la nostra attività di sensibilizzazione si è trasformata. Abbiamo iniziato a parlare linguaggi differenti e ad occupare spazi molto diversi tra loro per poter raggiungere tutti i nostri firmatari. Basti pensare alla campagna Facebook e Instagram, in meno di un mese abbiamo raggiunto quasi 5 milioni di utenti unici (18.5 milioni le impressioni).

Ecco due esempi di post che abbiamo diffuso su Fb e Instagram

Inoltre abbiamo approfondito sui principali siti di informazione alcune opere della campagna, così da mostrare come davvero una firma si possa trasformare in progetti: Today.it, Ansa.it, Repubblica.it

Ricordiamo a tutti gli incaricati del “sovvenire” che a breve manderemo un messaggio WhatsApp da diffondere il più possibile per promuove il valore della firma. Un modo per rendere sempre più virale il nostro messaggio.

Pillole radio

Segnaliamo anche le pillole radio su Radio Rai, Radio24 (Il Sole 24 Ore), e da quest’anno anche su Radio Montecarlo, Radio 101, Radio Subasio e Norba. Messaggi di circa un minuto che testimoniano come la firma si trasformi in progetti.

Vi invitiamo ad ascoltarli.

 

Affissione

Da metà giugno è iniziata anche l’affissione tra le principali città italiane. Quindi con le giornate più lunghe e la possibilità di muoversi all’aria aperte, i contribuenti potranno vedere cosa è stato fatto con l‘8xmille. Un altro modo per invitare alla firma.

8xmille / La ripartizione 2021

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La 74ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (1), la somma relativa all’8xmille dell’IRPEF assegnata alla Chiesa cattolica per il 2021 risulta pari ad euro 1.136.166.332,99 determinati da euro 1.070.778.188,96 a titolo di anticipo per l’anno in corso, ed un conguaglio sulle somme riferite all’anno 2018 di euro 65.388.144,03. Considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio Permanente, sono state approvate le seguenti assegnazioni in migliaia di euro:

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(1) I dati trasmessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’anno 2021 e relativi alle dichiarazioni dell’anno 2018 (redditi 2017) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa Cattolica è stata pari al 78,50%.

In allegato il comunicato stampa finale della ripartizione, diffuso in conclusione dell’Assemblea Generale CEI che si è svolta dal 24 al 27 maggio.

Rapporto Caritas / Covid-19: a un anno dalla “fase due”, una nuova speranza

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Dopo il lungo lockdown di primavera a cui ci aveva costretto la pandemia da Covid-19, il 18 maggio dello scorso anno il Consiglio dei Ministri approvava il decreto-legge che prevedeva una serie di misure per la ripartenza, la cosiddetta “Fase due”. A distanza di un anno da tale evento, e in considerazione della persistente situazione di emergenza che sta producendo effetti molto pesanti sulla situazione socio-economica dell’Italia e di altri Paesi, Caritas Italiana ha realizzato una quarta rilevazione sui bisogni, le vulnerabilità, ma anche le risposte e le speranze di questo tempo.

La rilevazione, alla quale hanno partecipato 190 Caritas diocesane, pari all’87,1% del totale, ha avuto l’obiettivo di indagare ciò che è avvenuto nei territori diocesani da settembre 2020 a marzo 2021. Sette mesi nel corso dei quali, accanto al perdurare delle situazioni di contagio, sono emersi evidenti segnali di ripresa e l’attivazione di nuove forme di sostegno a favore di persone, famiglie e imprese colpite dagli effetti socio-economici della pandemia. La Conferenza Episcopale Italiana nel 2020 aveva destinato per le emergenze causate dal Covid-19 oltre 226 milioni di euro dei fondi dell’8xmille per l’Italia (e altri 9 a sostegno delle fragili strutture sanitarie dei Paesi più poveri, individuate con progetti mirati).

Nei 211 giorni che vanno dal 1 settembre 2020 al 31 marzo 2021, le Caritas hanno accompagnato 544.775 persone. Le donne sono la maggioranza: 53,7%, così come sono la maggioranza gli italiani (57,8%).

Quasi una persona su quattro (24,4%) è un “nuovo povero”, cioè non si era mai rivolta in precedenza alla rete Caritas. Si tratta di 132.717 persone in totale. In questo caso l’incidenza degli italiani è ancora maggiore: il 60,4% dei nuovi poveri è infatti un nostro connazionale. Uomini e donne sono in eguale numero.

Complessivamente, dal maggio 2020 ad oggi, in oltre un anno di pandemia, si sono rivolti alle Caritas 453.731 nuovi poveri.

Quasi tutte le Caritas diocesane interpellate evidenziano che, accanto a situazioni legate ai bisogni fondamentali della persona (il lavoro, la casa…), compaiono bisogni inerenti alla sfera formativa e al disagio psico-sociale, che colpiscono soprattutto le donne e i giovani:

  1. difficoltà legate al precariato lavorativo/occupazione femminile (93,2% delle Caritas);
  2. difficoltà legate al precariato lavorativo/occupazione giovanile (92,1%);
  3. persone/famiglie con difficoltà abitative (84,2%);
  4. povertà educativa (abbandono, ritardo scolastico, difficoltà a seguire le lezioni, ecc.) (80,5%);
  5. disagio psico-sociale dei giovani (80,5%).

Anche altri fenomeni sono segnalati in aumento: il disagio psico-sociale degli anziani e delle donne (entrambi indicati dal 77,4% delle Caritas), la povertà minorile (66,3%), la rinuncia/rinvio dell’assistenza sanitaria ordinaria, non legata al Covid (66,8%), le violenze domestiche (51,1%). Le persone più frequentemente aiutate dalla Caritas sono state soprattutto: persone con impiego irregolare fermo a causa del Covid19 (61,1%); lavoratori precari/intermittenti che non hanno potuto godere di ammortizzatori sociali (50%); lavoratori autonomi/stagionali, in attesa delle misure di sostegno (40,5%); lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria/cassa integrazione in deroga (35,8%).

Gli ambiti e i settori economici che hanno risentito maggiormente della crisi economica correlata al Covid sono stati soprattutto quelli della ristorazione, segnalati dal 94% delle Caritas diocesane, seguiti dal settore turistico-alberghiero (77,4%). La maggioranza assoluta delle diocesi segnala anche la difficoltà degli esercizi commerciali (64,2%) e delle attività culturali, artistiche e dello spettacolo (53,2%).

Sul fronte delle risposte, accanto ai servizi relativi ad aiuti materiali, vanno segnalate attività di tipo formativo e orientativo:

  •  149 diocesi (78,4%) hanno attivato dei Fondi specifici di sostegno economico alle famiglie in difficoltà;
  •  140 diocesi (73,7%) hanno svolto attività di orientamento e informazione sulle misure assistenziali promosse da amministrazioni centrali/territoriali (reddito di emergenza e di cittadinanza, bonus autonomi, bonus affitti, buoni spesa e bonus alimentari, cassa integrazione, vari benefit regionali, ecc.);
  •  116 diocesi (61,1%) hanno attivato interventi specifici sul fronte del lavoro. Si tratta soprattutto di erogazione di borse lavoro, tirocini di inserimento lavorativo, tirocini formativi, percorsi formativi/di riqualificazione, convenzioni con aziende/ soggetti terzi per inserimenti lavorativi, sportelli lavoro/orientamento lavorativo;
  •  116 diocesi (61,1%) hanno attivato interventi nell’ambito educativo: distribuzione tablet/pc/connessioni/device per famiglie meno abbienti, distribuzione tablet/pc alle scuole; acquisto libri e materiale scolastico; pagamento rette scolastiche/asili; pagamento mensa scolastica; sostegno educativo a distanza; aiuto compiti/aiuto per la didattica a distanza/dopo scuola online; borse di studio per l’iscrizione università o per sostenere la frequenza delle scuole superiori; abbonamenti ai mezzi pubblici per gli studenti; progetti contro l’abbandono scolastico; sportelli di supporto psicologico, ecc.
  •  61 diocesi (32,1%) hanno attivato dei Fondi diocesani di sostegno economico alle piccole imprese.

Va inoltre evidenziata la presenza di progetti e attività innovative che, anche se in numero minore rispetto alle esperienze già descritte in precedenza, hanno saputo definire percorsi alternativi di presa in carico. È il caso del sostegno ai giostrai, ai circensi, ai venditori ambulanti, delle attività di recupero dei beni alimentari, delle nuove modalità di approccio al fenomeno delle persone senza dimora, dell’ascolto a distanza, degli ambulatori e dei servizi di tipo sanitario rivolti a coloro che non si possono permettere i costi della sanità privata.

Da sottolineare ancora una volta il grande contributo offerto complessivamente nel 2020 dagli oltre 93mila volontari operanti nei 6.780 servizi della rete Caritas, che hanno saputo dare un segno tangibile della presenza fraterna della Chiesa, accanto a tante situazioni di disagio e sofferenza. Tra questi, è bello evidenziare anche le attività svolte da 407 giovani del servizio civile, che si sono resi disponibili ad offrire il loro aiuto in diversi servizi e opere ecclesiali. Una delle lezioni apprese in tempo di pandemia si riferisce alla crescente consapevolezza che “nessuno si salva da solo”. La Chiesa si è fatta da subito segno di una comunità presente, con significative e diffuse esperienze di collaborazione operativa sussidiaria con vari enti pubblici o del privato sociale. Non si è trattato di esperienze occasionali, ma in buona parte proseguono in modo stabile.

Nel contempo si è rafforzata ancor di più la collaborazione intra ecclesiale: il 96,8% delle Caritas diocesane ha avuto rapporti stabili con le parrocchie, il 60% con il Volontariato Vincenziano, il 51,1% con gli Scout dell’Agesci, il 42,1% con i Centri di Aiuto alla Vita, il 36,8% con le Acli.

Solo lavorando uniti, “a tutti i livelli della società”, si potrà infatti, come sottolinea Papa Francesco “superare non solo il coronavirus, ma anche tanti altri virus che da tempo infettano l’umanità”, come “il virus dell’indifferenza, che nasce dall’egoismo e genera ingiustizia sociale”.

Certificazione Unica / Dal 1° giugno un Numero Verde

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Sono circa 10 milioni i contribuienti che percepiscono redditi di pensione o di lavoratore dipendente ma non hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Spesso, non ricevendo più il modello CU con al relativa scheda per la scelta 8xmille, essi non sanno di poter firmare e di poter esercitare questo diritto. Il diritto di poter destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica per sostenere oltre 8.000 progetti ogni anno.

Quest’anno il Servizio Promozione ha realizzato tre filmati da 90 secondi che andranno in onda a giugno fino a metà luglio su TV2000 per spiegare questa possibilità e dare indicazioni su come firmare.

Sarà attivo SOLO per questo periodo, dal 1° giugno al 20 luglio, il Numero Verde 800199884.

Infatti se per qualsiasi ragione, non si possiede la scheda allegata al modello CU, sarà possibile utilizzare per la scelta l’apposita scheda presente all’interno del Modello Redditi. La scheda si può scaricare anche dal sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) oppure possiamo inviarla direttamente a casa (qui in allegato).

Una volta ricevuta la scheda, negli appositi spazi, si deve scrivere il codice fiscale, nome e cognome.

Quindi si devono apporre 2 firme: una nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta. L’altra firma si deve mettere anche nello spazio “Firma”, posto in basso nel riquadro “Riservato ai contribuenti esonerati”.

A questo punto basta inserire la scheda firmata in una normale busta bianca e scriverci sopra il proprio nome, cognome, il codice fiscale e la dicitura: “Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del 2 per mille dell’Irpef *”.

Consegnare la busta entro il 30 novembre presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascierà un’apposita ricevuta.

La busta si può consegnare anche ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti e CAF). Gli intermediari hanno la facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

Inoltre è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 30 novembre.

*La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’’8xmille.