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A causa della pandemia anche le nostre Chiese, inserite nel tessuto sociale dei territori, fanno i conti con questa difficile realtà. Nonostante ciò non si è fermato il lavoro paziente e operoso degli incaricati diocesani per la promozione del sostegno economico alla Chiesa.
Esemplare quello svolto, ad esempio, nell’arcidiocesi di Bologna dall’incaricato del “sovvenire” Giacomo Varone il quale, alla vigilia della Giornata Nazionale di sensibilizzazione delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti del 22 novembre, oltre a diversi contributi fatti pubblicare su Bologna 7, ha promosso il significato e l’importanza ecclesiale dell’appuntamento anche con questo video.
Inoltre, dal momento che è importante parlare sempre di sostegno economico alla Chiesa anche dopo una Giornata Nazionale il 24 novembre si è svolto un altro appuntamento al quale è stato possibile partecipare online in streaming. Un convegno dal titolo Il prete nella città degli uomini (anche nella pandemia) organizzato dal Servizio Promozione dell’Arcidiocesi di Bologna con la partecipazione del prof. Ivano Dionigi, Presidente della Pontificia Accademia di Latinità, già Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bologna, del prof. Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali – Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Bologna e di Sua Em.za Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Michele Brambilla – Direttore QN – Il Resto del Carlino, introdotto e coordinato dall’incaricato del Servizio diocesano promozione sostegno economico Giacomo Varone.
vai all’articolo Vi segnaliamo questa iniziativa della diocesi di Imola spiegata in questo video dall’incaricato, Davide Martini, insime al direttore dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero, don Fabio Gennai. In basso anche le pagine pubblicate sul settimanale diocesano Il Nuovo Diario Messaggero.
Dal 7 novembre 2020 ritorna perciò la proposta di sensibilizzazione diocesana di Imola. Vediamo di che si tratta.
Essa vuole sollecitare e promuovere, nel mese di novembre 2020, il “farsi carico” da parte di 1 comunità parrocchiale del proprio parroco, attraverso il tentativo di raccolta di Offerte per i sacerdoti per un ammontare complessivo corrispondente a quanto necessario per 1 prete in 1 mese.
Scrive Davide Martini:
Da oramai trent’anni il sostegno economico dei sacerdoti in Italia, il loro sostentamento mensile quindi, è garantito dai redditi prodotti dall’Istituto Diocesano Sostentamento Clero (6,5%), dalle remunerazioni e pensioni personali (16,7%), dalle Offerte per i sacerdoti (1,7%) ma, soprattutto, dall’utilizzo dei fondi 8xmille.
530 milioni di euro è il fabbisogno annuale per i 34.000 sacerdoti in Italia, somma coperta per ben il 67,6% da quote dell’otto per mille che, con un prelievo di 384 milioni di euro, fanno del “Sostentamento del Clero” la destinazione predominante sulle altre finalità previste, “Esigenze di Culto della Popolazione” e “Carità in Italia e nel Terzo Mondo”.
Le Offerte per i sacerdoti, espressione della corresponsabilità e della solidarietà dei fedeli introdotte nel 1989 con grandi aspettative di successo, non raggiungono neppure il 2% del necessario. E con importi e numero di donatori, costantemente in calo.
Eppure si tratta di una magnifica invenzione (tra l’altro deducibile dalle tasse), un’Offerta che è diretta ai sacerdoti e che contemporaneamente libera eguali risorse per le altre finalità della Chiesa.
Una magnifica invenzione che soffre però della indirettività del gesto, essendo espletabile per lo più, attraverso un versamento con bollettino postale, bonifico bancario, carta di credito.
La nostra iniziativa diocesana, nasce proprio con l’intento di rimuovere questo ostacolo, attraverso una raccolta delle offerte per i sacerdoti nel loro luogo più naturale: la parrocchia.
Riuscirà la tua comunità parrocchiale a raccogliere in un mese il necessario per il sostentamento del proprio parroco?
Primo: aiutare il gesto
Anche quest’anno vogliamo tentare di dare una risposta a questa domanda, coinvolgendo nuovamente tutte le parrocchie della nostra diocesi.
Con l’iniziativa diocesana 1 mese, 1 comunità, 1 prete, vogliamo proporre l’esperienza diretta del sostentamento del parroco attraverso la raccolta in parrocchia delle Offerte per i Sacerdoti tenuto conto che, se 1 comunità parrocchiale dovesse assumersi per 1 mese il sostegno economico del proprio parroco (1 prete), dovrebbe recuperare una somma variabile dai 900 ai 1.100 euro a seconda dell’anzianità e degli incarichi ricoperti.
Secondo: parliamoci chiaro
Parliamoci chiaro: senza l’8xmille la Chiesa non riuscirebbe a coprire il necessario neppure per quattro delle dodici mensilità previste per l’onesto sostentamento dei suoi ministri.
Il promuovere questa iniziativa attraverso il coinvolgimento della tua comunità parrocchiale nella raccolta del necessario per un mese per il proprio parroco, ha un duplice significato educativo:
cominciando dal proprio, responsabilizzare i fedeli alla necessità del sostentamento di tutti i sacerdoti;
attraverso la raccolta delle Offerte, portare a conoscenza del fatto che la Chiesa “non è ricca come la si dipinge” e che, al contrario, dipende dalla corresponsabilità dei suoi fedeli: il disinteresse, è causa di cospicui prelievi di fondi dell’otto per mille che potrebbero venire utilizzati
Terzo: nel 2019 caliamo…si può, si deve fare di più
Nel 2019 il nostro impegno unito a quello dei parroci coinvolti nell’iniziativa hanno contribuito a liberare 36mila euro di fondi 8xmille altrimenti destinati al clero. Si tratta di 412 offerte raccolte. Nel 2018, seppur l’iniziativa di raccolta interessò solamente 25 parrocchie, si riuscirono a raccogliere 530 offerte per 46mila euro. Occorre fare di più, molto di più.
vai all’articolo Sono diversi i preti che, nell’attuale emergenza, sono tornati alla professione di gioventù. Don Luca Fossati è radioamatore. Ora, svolge servizio presso il centralino emergenza coronavirus. Vive ciò, come un ambito in cui praticare diverse Opere di misericordia spirituale. Anche il suo sostegno è garantito dal sistema perequativo di sostegno economico alla Chiesa e dalla Offerte deducibili destinate all’Isituto Centrale Sostentamento Clero.
L’intervista è a cura dell’incaricato diocesano del “sovvenire” don Massimo Pavanello.
Nella primaverile ondata di pandemia, dietro la mascherina di un sanitario poteva nascondersi lo sguardo di un sacerdote. Diversi preti, anche milanesi, sono tornati per qualche mese ad esercitare professioni che avevano caratterizzato la loro vita prima del seminario.
Ma pure la curva epidemica autunnale, al riguardo, presenta sorprese. Le voci, hanno preso il posto dei volti. Chi telefonasse, ad esempio, al numero 800894545 (quello della Centrale operativa regionale emergenza coronavirus di AREU della Lombardia), potrebbe imbattersi in un centralinista sui generis: don Luca Fossati. Classe 1981, sacerdote ambrosiano dal 2009, laureato in Scienze della Comunicazione, radioamatore da un decennio. Divide il suo tempo tra la parrocchia di S. Teresa del Bambin Gesù, a Milano, dove è vicario parrocchiale e l’ufficio comunicazioni sociali della curia, dove è collaboratore. Anche il suo sostegno è garantito dal sistema del “sovvenire”.
Don Luca, come è finito a fare il volontario in questa struttura? Sono radioamatore, iscritto alla associazione di categoria. Questa, è inserita nella Protezione civile. La Regione ha chiesto aiuto ai diversi rami del Dipartimento e quindi, con altri, ho risposto all’appello. Sono in sala operativa da circa un mese, da quando è ripreso il picco della pandemia. Questo numero di emergenza, insieme al 112, rappresenta certamente una prima linea.
I turni di lavoro sono serrati? Come è organizzato il centralino? Normalmente lavoriamo 7 ore di fila. Ciascuno risponde a circa 130 telefonate per turno. In sala operativa siamo una trentina per volta. Il centralino è aperto dalle 8 alle 22. Il team è costituito da volontari, personale di Areu e altri dipendenti. Scelgo i turni settimanali, dopo aver concordato la mia agenda con la parrocchia e con l’ufficio di curia.
Ne sentirà di tutti i colori. Quali sono le maggiori richieste?
Il taglio è informativo. Fino a qualche settimana fa, si prendevano segnalazioni di chi aveva bisogno di pasti o di medicine a domicilio, poiché bloccati in casa. Ora, prevalgono le domande circa i tamponi. Chi chiama, spesso, segnala ipotesi di positività. Non sa cosa deve fare e come comportarsi. Oppure, ha appreso di essere entrato in contatto con un soggetto positivo. Noi siamo di raccordo con l’ATS per indirizzare correttamente.
Ma è un lavoro da preti?
È un grande impegno di ascolto e di pazienza. Un obiettivo, è calmare le ansie. Io lo vivo come un ambito in cui praticare diverse Opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare a chi non sa, consolare gli afflitti, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. Le domande che raccolgo, nutrono anche la mia preghiera.
I suoi colleghi sanno chi è lei? Cosa dicono della sua scelta?
Chiaramente, lo sanno tutti. E si è creata anche una bella complicità. Ci scappa pure qualche battuta scherzosa. Quando taluni chiamano per informarsi circa la possibilità di partecipare a funerali, Cresime o Messe, ecco il ritornello: «Questa è materia tua…». È una occasione per essere accanto agli operatori e alle persone. Qualche domanda impegnativa, ogni tanto, sorge. In questi anni di presenza nella associazione radioamatori (per il momento, non direttamente in centrale operativa) ho accompagnato qualcuno nella preparazione al matrimonio, ho battezzato i loro figli, ho partecipato al funerale di qualche loro caro, ho confessato… Il rapporto è pertanto di amicizia e collaborazione ma, quando serve, sa toccare anche il lato spirituale.
Nella sua parrocchia di S. Teresa, apprezzano questo impegno?
La gente sa quello che faccio. Anche perché mi vede uscire di casa con la divisa. È contenta e mi sta vicino: «don, oggi come è andata?». Sono un po’ tutti partecipi di questa cosa. Mi chiedono soprattutto informazioni. Riconoscono che in una sala operativa si ha il polso della situazione. Ci si accorge subito quando c’è il giro di boa: dal numero delle chiamate, dalla tipologia e dalla gravita degli interventi richiesti. Anche i mie superiori ecclesiastici sono avvertiti. E appoggiano questa mia disponibilità.
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La diocesi di Fiesole e il Servizio del Sovvenire diocesano, offrono a tutte le parrocchie e oratori della diocesi che organizzano Grest o altre attività estive per ragazzi e ragazze da giugno a luglio, un contributo economico a coloro che stamperanno sulle magliette o altri oggetti, il logo dell’8xmille alla Chiesa cattolica italiana. Ne dà notizia l’incaricato diocesano don Luca Meacci.