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Dal Festival Biblico alle periferie d’Italia il gesto silenzioso sulla dichiarazione dei redditi sostiene un bene che è di tutti.
Di seguito l’intervento dell’incaricato diocesano di “Sovvenire” Davide Cecchini prima del cardinale Gianfranco Ravasi pubblicato sul periodico diocesano nuova Scintilla (in allegato).
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In una cattedrale gremita il 29 maggio scorso, a Chioggia, per ascoltare l’intervento del cardinale Gianfraco Ravasi sul tema centrale del Festival Biblico 2026, giunto alla sua 22.ma edizione (la quarta nella città lagunare) “Il potere del limite: creatore e creatura ieri e oggi”, la coordinatrice del Festival Luisella Siviero ha dato la parola al responsabile diocesano del “Sovvenire”, Davide Cecchini, che, proprio a partire dall’evento che era in corso di svolgimento con una serie di iniziative in molte parti d’Italia, ha illustrato sinteticamente e con chiarezza la struttura e le finalità del contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
“Dalla Sicilia fino al Veneto – ha sottolineato Cecchini – gli eventi del Festival Biblico stanno offrendo a tante, tantissime persone delle meravigliose opportunità di incontro con l’arte, la cultura, la bellezza, approfondendo e valorizzando l’ispirazione dei testi della Sacra Scrittura.
All’inizio di questa serata, allora, è bello e doveroso ricordarci che tutto ciò è reso possibile dal cuore pulsante delle nostre Chiese, dall’impegno di tantissimi volontari ma anche dal contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica”.
“È giusto ed è urgente ricordarlo. La legge del 1985 che istituiva l’8xmille ha da poco compiuto 40 anni, eppure, nelle nostre comunità – ha sottolineato il responsabile diocesano – sono ancora in tanti a non conoscere bene quale sia il perimetro dei benefici sociali che ricadono su tutta la collettività, e non solo sui cattolici ma praticamente su tutti, grazie a questi fondi”.
“L’appuntamento di questa sera – ha detto il sig. Cecchini – è solo una delle moltissime dimostrazioni che potremmo trovare per questa realtà. Grazie ai fondi che ogni anno vengono consegnati alle nostre diocesi in base alle firme dei contribuenti italiani, la Chiesa continua a compiere il proprio servizio pastorale, a sostenere le opere di carità in Italia e nei paesi più poveri del mondo, a garantire una remunerazione ai 31.000 sacerdoti disseminati nelle 25.000 parrocchie delle nostre 226 diocesi.
Sono appunto queste – la pastorale, la carità, il sostegno ai sacerdoti – le tre finalità previste dalla legge nata dopo la firma del nuovo Concordato tra Stato e Chiesa cattolica. Sono le tre destinazioni dei fondi, che vengono dettagliatamente rendicontate nel sito 8xmille.it, che tutti possiamo andare a visitare”.
Ed ha poi ulteriormente precisato la prima delle tre destinazioni che è molto articolata e tocca gli aspetti storico-culturali-sociali e di edilizia di culto del nostro territorio e in tutta l’Italia: “Non tutti, però, si ricordano che nella prima di queste tre finalità previste dalla legge (ovvero il servizio pastorale della Chiesa) rientra anche un preziosissimo contributo alla vita culturale e sociale del nostro Paese. Pensate alla manutenzione del patrimonio artistico e architettonico delle nostre chiese, dei musei diocesani, delle biblioteche e degli archivi. Pensate agli oratori, alle parrocchie, a tutte quelle strutture che spesso rappresentano delle isole felici che consentono alle persone di ritrovarsi insieme e di condividere tempo ed emozioni, nelle grandi città come nei piccoli centri delle aree interne del Belpaese. Pensate al lavoro di animazione spirituale e culturale (e questa serata ne è una limpida espressione) svolto dai cattolici italiani a beneficio di tutti, senza pretendere da nessuno dei beneficiari un certificato di battesimo o… una tessera a punti con la presenza alla messa domenicale”.
“Con i fondi che riceve dalla collettività in base alle firme dei contribuenti, alle nostre firme, – ha ribadito con forza esortativa e persuasiva – la Chiesa è a servizio del bene e del bello per tutti. Pensiamoci, nel momento in cui andiamo a fare la dichiarazione dei redditi, perché negli ultimi 20 anni la percentuale di chi ha scelto di firmare per la Chiesa cattolica è scesa da circa il 90% a meno del 70%. Eppure, i frutti di quanto viene realizzato con queste risorse sono sotto gli occhi di tutti. Sono state le nostre firme a rendere possibile tutto ciò e continueranno ad esserlo, se lo vorremo e se ce ne faremo promotori anche con le persone intorno a noi. Lasciar morire appuntamenti belli come quello di questa sera, e tutto il bene che in ogni angolo del Paese, dalle Alpi alle isole più lontane, viene realizzato ogni giorno… sarebbe davvero un grande peccato!”.
“Allora – ha concluso – grazie per l’attenzione, buona serata e ricordatevi che questa firma non costa nulla ma permette di realizzare molte più cose di quello che immaginiamo. Perché, come forse abbiamo visto o sentito alla tv in questo periodo nella campagna di sensibilizzazione, davvero l’8xmille alla Chiesa cattolica “è più di quanto credi”.”
(Vito)