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Napoli / L’incaricato Raffaele Iervolino: “l’8xmille non è burocrazia, è opera pastorale!”

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Cari amici, voglio condividere con voi un bellissimo articolo di Emanuela Scotti uscito lo scorso 21 giugno su Nuova Stagione, il nostro giornale diocesano. Si intitola “La forza della comunità” ed è la prova vivente di quello che dico sempre: una firma può davvero cambiare la vita e la storia di un quartiere. Nell’articolo si parla dello straordinario lavoro di don Michele Pezzella a Pizzofalcone. Grazie ai fondi dell’8xmille, si è impresso un motore di vitalità e riscatto per l’intera comunità, permettendo il recupero e il restauro del Santuario dell’Immacolata sul Monte Echia.

Parliamo di una perla della nostra città che era abbandonata e chiusa da circa 40 anni! Oggi quel bene viene restituito alla sua gente, alle sue radici e al quartiere. Come dice don Michele, la Chiesa non finanzia mai interamente le opere, ma chiede il concorso e la corresponsabilità delle energie locali.

Quando firmiamo, non stiamo pagando una tassa, stiamo facendo un atto di fiducia per riappropriarci di un bene che lega il passato al futuro! I cittadini e i fedeli non sono semplici spettatori, ma i veri protagonisti della rinascita.

Guardate cosa fa la vostra firma. Siate contagiosi! NON ESITATE, LA TUA FIRMA È PIÙ DI QUANTO CREDI.

Raffaele Iervolino, incaricato del Sovvenire della diocesi di Napoli

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Dietro la rinascita di una comunità non ci sono soltanto cantieri e restauri, ma persone, visioni e gesti concreti di partecipazione. A Pizzofalcone, il recupero del santuario dell’Immacolata sul Monte Echia e di altri luoghi simbolo del quartiere rappresenta un esempio significativo di come la tutela del patrimonio storico e artistico possa diventare occasione di crescita sociale, culturale e spirituale. Ne abbiamo parlato con il parroco, don Michele Pezzella, che ci ha raccontato il ruolo determinante dei fondi dell’8xmille nella rinascita della Chiesa e del territorio, soffermandosi sul valore della corresponsabilità dei cittadini e sull’importanza di una firma che contribuisce a trasformare la solidarietà in opere concrete.

Don Michele, quale ruolo hanno avuto i fondi dell’8xmille nella rinascita della Chiesa e dell’opera pastorale di Pizzofalcone?
I fondi dell’8xmille agiscono come un motore di vitalità e rinascita per le comunità locali, rappresentando una risorsa strategica per la conservazione ed il consolidamento di edifici storici che, senza questo sostegno, rischierebbero l’abbandono. Casi come il restauro del santuario dell’Immacolata sul Monte Echia, abbandonata e chiusa da circa 40 anni, dimostrano come questi interventi restituiscano al quartiere e alla città la propria memoria storica, le proprie radici, il senso di appartenenza e di cura che ne proviene. La firma non è solo un atto burocratico, ma un modo per esprimere appartenenza e fraternità effettiva. Rappresenta la scelta di non stare “alla finestra a vedere la vita che passa” ma di partecipare attivamente all’edificazione della comunità e della “sua casa”, ci fa buoni cristiani e buoni cittadini! Ci stiamo impegnando per ricordare che firmare non costa nulla al contribuente, poiché si tratta di una quota di tasse già pagate (Irpef) e che ogni firma ha lo stesso valore, indipendentemente dal reddito di chi la appone. Lo slogan “Una firma che fa bene”, sintetizza l’idea che un semplice gesto possa trasformarsi in migliaia di atti di carità e solidarietà verso i fratelli più fragili. La Chiesa desidera trasmettere che ogni firma è una scelta di fiducia e di cura.

In che modo il recupero degli edifici sacri ha contribuito a rafforzare il senso di comunità e la partecipazione dei cittadini alla vita parrocchiale?
Il recupero degli edifici sacri non rappresenta unicamente un intervento di ripristino materiale, ma agisce come un potente motore di rinascita sociale e comunitaria. Un aspetto fondamentale è che la Chiesa italiana, per scelta ecclesiologica ed educativa, non finanzia mai interamente le opere (coprendo tra il 50% ed il 75% della spesa). Questo richiede il concorso delle energie locali, trasformando il restauro in un atto di corresponsabilità e partecipazione dell’intera comunità. I cittadini non sono semplici spettatori, ma diventano protagonisti attivi nella cura del proprio patrimonio, della Casa Comune. Il caso del recupero del santuario dell’Immacolata sul Monte Echia dimostra come uno sforzo collettivo per riaprire una chiesa inagibile da tanti anni, permetta ai cittadini di riappropriarsi di un bene che lega il passato al futuro; Inoltre, la felice coincidenza dell’apertura dell’ascensore di Monte Echia ha reso il nostro santuario meta di tanti turisti, dando a tutti noi l’orgoglio di appartenere a questo importante primo insediamento urbano di Nea Polis. Ha favorito la comunione fraterna tra le due parrocchie: santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone e santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone. Il recupero degli edifici sacri, quindi, genera un indotto positivo che coinvolge anche i non credenti e le istituzioni, rafforzando la tenuta sociale del territorio.

Quali sono i prossimi obiettivi per la parrocchia e per il quartiere, sia dal punto di vista della conservazione del patrimonio artistico sia della crescita spirituale e sociale della Comunità?
La prospettiva non è più solo quella di rispondere a emergenze immediate, ma di costruire una coscienza ed una sostenibilità di lungo periodo con un nuovo modello di partecipazione anche civile. La variegata ricchezza culturale ed economica del quartiere ci permette di puntare ad una concreta contaminazione per realizzare obiettivi comuni. Al santuario di Monte Echia, già sono in corso i lavori di restauro dei due altari laterali, grazie al generoso impegno di alcuni professionisti. Il restauro non deve solo preservare, ma innovare la funzione sociale degli edifici. L’obiettivo è rendere la bellezza dell’arte sacra uno strumento vivo di evangelizzazione e un volano di sviluppo economico e turistico per il territorio, garantendo che “le pietre della memoria” parlino alle generazioni future. Ogni intervento deve servire a educare un autentico spirito di famiglia, dove i fedeli non sono spettatori ma responsabili cristiani e cittadini. Si punta a far sì che le persone aiutate non siano destinatari passivi, ma diventino protagoniste del proprio reinserimento, trasformando i beneficiati in collaboratori della rinascita e della crescita dell’intera comunità.

Roma / La parrocchia San Romano Martire vince il concorso sull’8xmille con uno spot corale

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È la parrocchia San Romano Martire di Roma ad aggiudicarsi il primo premio del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, promosso dal Servizio diocesano per la promozione del sostegno alla Chiesa cattolica – Sovvenire e rivolto alle parrocchie della diocesi di Roma e Ostia.

La premiazione è avvenuta durante il Meeting Sovvenire 2026.

Il video vincitore, della durata di un minuto, illustra attraverso un montaggio dinamico e una narrazione corale le diverse destinazioni dei fondi dell’8xmille, alternando la dimensione spirituale, quella pastorale e quella caritativa. Il filmato si apre con due bambine davanti a una lavagna: una scrive l’equazione “8×1000=?” e chiede “Mamma, ma quanto fa 8×1000?”. La domanda fa da filo conduttore, trasformando il concetto fiscale in una sequenza di opere concrete: sacerdoti, religiosi e laici rispondono in camera – “fa sostegno”, “fa gioco”, “fa inclusione”, “fa pace” – mentre le immagini alternano pranzi solidali, animazione per anziani, spettacoli con attori in sedia a rotelle e momenti di preghiera.

Il climax si svolge all’interno di una chiesa gremita: un sacerdote al microfono conclude “8×1000 fa…” lasciando rispondere l’assemblea, che alza le braccia in coro: “Tutti noi!”. Il primo premio in palio era di 2mila euro.

Qui l’intervento al Meeting del Cardinale vicario Baldo Reina sulla firma dell’8xmille e il senso di appartenenza.

Diocesi di Roma / La forza della firma: il 30 maggio il IV Meeting Sovvenire 2026

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Nel tempo delle dichiarazioni fiscali torna l’appuntamento con il Meeting Sovvenire, occasione per approfondire il valore della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica e il suo impatto concreto sul territorio.

Il IV Meeting Sovvenire 2026, dal titolo La forza della firma, si terrà sabato 30 maggio, dalle 9.30 alle 12.30, presso la Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4). L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

È prevista anche una diretta in streaming: per aggiornamenti collegarsi alla pagina Facebook (https://www.facebook.com/sovvenire.roma/).

Un gesto semplice che genera bene
«Questa piccola firma, gratuita, ha una forza straordinaria: quella di generare del bene», sottolinea Lisa Manfré, incaricata diocesana per la promozione del sostegno economico alla Chiesa (qui l’intervista completa).

I dati lo confermano: grazie a quasi 12 milioni di firme, sono stati finanziati oltre 12.000 progetti in Italia e nel mondo. Un impegno che si traduce in interventi concreti a favore delle comunità, delle persone più fragili e delle attività pastorali.

Un incontro per conoscere e approfondire
Il Meeting rappresenta un’occasione per conoscere nel dettaglio come vengono utilizzati i fondi dell’8xmille nella diocesi di Roma. «Durante la mattinata – spiega Manfré – racconteremo i progetti realizzati sul territorio e l’impatto concreto di questa scelta».

A moderare l’incontro sarà Enrico Selleri (TV2000). Interverranno:

  • padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma
  • Paolo Pagliaro, giornalista
  • don Fabio Rosini, docente e scrittore
  • Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma

È prevista inoltre un’intervista a don Alessandro Caserio, direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano.

Premiazione e conclusioni
Nel corso della mattinata si svolgerà anche la premiazione del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, iniziativa che coinvolge il territorio nella sensibilizzazione sul tema.

A concludere i lavori sarà il cardinale vicario Baldo Reina, con una riflessione sul valore ecclesiale e sociale del sostegno economico alla Chiesa.

L’impatto sul territorio
Le risorse dell’8xmille sostengono annualmente numerosi ambiti:

  • culto e pastorale, con interventi su formazione, vita delle comunità, comunicazione e strutture ecclesiali
  • carità, con aiuti a famiglie in difficoltà, progetti sociali, supporto ai migranti, assistenza ai più fragili e iniziative della Caritas

Il Meeting si inserisce nel percorso di sensibilizzazione rilanciato anche dalla Giornata nazionale per l’8xmille, offrendo ai cittadini strumenti utili per una scelta consapevole.

Una firma che, come ricorda il titolo dell’incontro, può davvero fare la differenza.

VIII Convegno sul Sovvenire a Bologna / Il Cardinale Zuppi sull’8xmille “ci interessano i poveri”

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Nel tempo della solitudine e dell’individualismo crescente, la sfida della Chiesa è “continuare ad esserci”. Questo il messaggio del Cardinale Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, Matteo Maria Zuppi, al convegno annuale sul Sovvenire promosso dall’incaricato diocesano del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Giacomo Varone.

“In una società in cui siamo tutti più individualisti”, ha evidenziato il Cardinale, “avvertiamo meno il senso del noi e questo ci deve preoccupare”.

Al centro del dibattito il tema dell’8xmille che non deve essere letto in chiave soltanto economica, “non interessano i soldi ma i progetti per i poveri” ha ricordato Zuppi, perché lo Stato da solo non riesce e il ruolo della Chiesa è proprio quello di esserci “di costruire tessuto sociale, di arrivare dove spesso gli altri non arrivano”.

Con gli altri ospiti il dialogo ha toccato anche i temi della solitudine degli anziani e del calo demografico. In molti territori sono proprio le parrocchie ad aver mantenuto vivo il legame sociale. È proprio mantenendo questa presenza non solo religiosa ma anche umana e comunitaria che si vince la sfida perché “la credibilità nasce dalla presenza concreta accanto alle persone ha concluso il Presidente della CEI.

Vi proponiamo la registrazione dell’incontro.

“8xmille: è più di quanto credi” / In attesa del convegno a Bologna con il Cardinale Zuppi

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Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, sarà tra i protagonisti del convegno “8xmille alla Chiesa Cattolica. È più di quanto credi”, in programma giovedì 14 maggio alle ore 18 presso la sede dell’Ordine dei Commercialisti di Bologna.

L’iniziativa è promossa da Giacomo Varone, responsabile del Sovvenire della Chiesa di Bologna, e nasce dalla collaborazione con l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, l’Ufficio Comunicazioni Sociali, l’Ordine e la Fondazione dei Commercialisti di Bologna e ACLI Bologna, con l’obiettivo di approfondire il valore ecclesiale, sociale ed economico dell’8xmille.

In attesa dell’evento, il sito dell’Arcidiocesi ha pubblicato questo servizio introduttivo con Giacomo Varone.

Accanto al Cardinale Zuppi interverranno Angelo Paletta, professore di Scienze Aziendali all’Università di Bologna, Stefano Zamagni, economista ed ex presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, e Valerio Baroncini, vicedirettore capo di QN – Il Resto del Carlino. Proprio con Baroncini, il Cardinale dialogherà sui temi legati all’8xmille, tra trasparenza, responsabilità e ricadute concrete sui territori.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sul sito della Chiesa di Bologna, per consentire una partecipazione ancora più ampia.
(Info e dettagli nella locandina allegata)

Monzio Compagnoni / La Chiesa cattolica “è nelle vite di tutti, ogni giorno. Con ascolto, prossimità e speranza”

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La nuova campagna istituzionale della Conferenza Episcopale Italiana (brevi spot, con il claim “Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno”) mette al centro la presenza quotidiana della Chiesa accanto alle persone, nei territori e nelle fragilità del Paese. A raccontarne senso, obiettivi e visione è Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio CEI per la promozione del sostegno economico, che in questa intervista al Sir spiega come la Chiesa continui a essere un presidio di ascolto, vicinanza e speranza nelle storie di tutti.

La nuova campagna istituzionale della Cei racconta una Chiesa che “abita le storie di ogni giorno”. Cosa significa?
Le storie di ogni giorno sono le storie reali delle persone: famiglie, anziani soli, giovani in ricerca, persone ferite o ai margini. Ognuno attraversa momenti di fatica, di bisogno, di disorientamento. La Chiesa è lì, in modo capillare, inserita nei territori e spesso presente anche dove lo Stato fatica ad arrivare. Penso alle periferie, alle aree interne, ai piccoli paesi che si stanno spopolando: lì le parrocchie restano un presidio di comunità, identità e speranza. È una presenza quotidiana, fatta di ascolto, vicinanza e relazioni che si costruiscono giorno per giorno.

In che modo prende forma la presenza della “Chiesa in uscita” come comunità che accompagna e sostiene?
Attraverso gesti concreti. Le nostre comunità intercettano forme di povertà sempre più complesse. Non sempre la richiesta è quella di un aiuto economico o alimentare; spesso, dietro questi bisogni, c’è una domanda più profonda: essere ascoltati, trovare qualcuno con cui parlare, riallacciare relazioni. Oggi la vera emergenza è proprio questa: la solitudine. I sacerdoti, i volontari, le realtà parrocchiali e caritative sono spesso l’unico punto di riferimento stabile per chi non ha altri a cui rivolgersi.

La campagna mostra anche una Chiesa attenta ai giovani, alle nuove tecnologie e perfino all’intelligenza artificiale. Perché questa scelta?
Perché i giovani hanno bisogno di strumenti per guardare al futuro con fiducia. Spesso l’intelligenza artificiale viene percepita come una minaccia o un rischio etico. Le nostre realtà formative provano invece a mostrare come possa essere una risorsa, un ambito in cui crescere e formarsi in modo critico e consapevole. La Chiesa vuole dire ai ragazzi: “Il futuro vi riguarda e noi siamo accanto a voi, per accompagnarvi”.

La campagna insiste anche sul tema dell’ascolto. È un tratto identitario?
Assolutamente sì. Papa Francesco parlava della “pastorale dell’orecchio”: prima ancora di proporre soluzioni, dobbiamo saper ascoltare. I sacerdoti lo fanno ogni giorno: accolgono, dedicano tempo, aprono le porte delle parrocchie a chiunque cerchi un aiuto umano e spirituale. Basta suonare il campanello, e qualcuno risponde. È questo il volto della Chiesa che la campagna vuole raccontare.

Che messaggio desiderate trasmettere con il claim “Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno”?
Vogliamo mostrare che la Chiesa non è un’istituzione lontana, ma una presenza viva e quotidiana. Che serve, ascolta, consola, accompagna. Che dona seconde possibilità a chi si sente escluso, sostiene gli anziani nella solitudine, accende speranza in chi è smarrito, custodisce il creato anche attraverso la ricerca scientifica. Senza questa rete di solidarietà, fatta dal lavoro instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, all’Italia mancherebbe un punto di riferimento essenziale. La campagna vuole semplicemente rendere visibile ciò che già accade: una Chiesa che è “per te, con te”.

(Filippo Passantino)

Avvento 2025 / Un cammino di volti, storie e luoghi per scoprire il significato dell’attesa. Attendere è #andareverso

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Il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, nell’ambito di Uniti nel dono, propone quest’anno un modo nuovo di vivere l’Avvento.

Un villaggio contemporaneo per attendere il Natale, un percorso quotidiano fatto di personaggi, parole, storie e condivisione che accompagna i fedeli fino al 25 dicembre.

Attraverso due strumenti complementari, uno cartaceo e uno digitale, l’iniziativa invita a riscoprire l’attesa come cammino concreto e attivo verso il Natale.

Il Calendario cartaceo, proposto quest’anno in una modalità del tutto inedita, riprende la tradizione del calendario dell’Avvento per trasformarla in un racconto contemporaneo: un villaggio illustrato che prende vita giorno dopo giorno, popolato da persone e storie di oggi.

Ogni personaggio rivela un volto, un gesto, una parola, collegandosi attraverso QR code alle testimonianze reali di sacerdoti e comunità, segni vivi della Chiesa che cammina nel mondo.

Accanto alla versione cartacea, il Calendario digitale propone ogni giorno una nuova pagina da scoprire: un personaggio del presepe contemporaneo, la storia di un sacerdote, il Vangelo del giorno e, ogni domenica, un dono speciale per rilanciare il cammino di attesa condividendo un particolare momento di riflessione. Un appuntamento quotidiano che accompagna il credente nel ritmo dell’Avvento, ricordando che “attendere è andare verso”.

Sin dal 1° novembre è possibile iscriversi alla piattaforma dedicata – unitineldono.it/calendarioavvento – per accedere al calendario e ricevere, a partire dal 30 novembre, una newsletter che guiderà giorno dopo giorno nel cammino di attesa. Sulla pagina sarà inoltre possibile seguire il percorso, scaricare i materiali (mappa e personaggi da stampare) e condividere l’esperienza con l’hashtag #andareverso.

Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, sottolinea: “Il Calendario dell’Avvento fa ormai parte della tradizione di molte famiglie, ma noi abbiamo voluto proporlo in una veste nuova per invitare i fedeli a interrogarsi sul significato più profondo dell’attesa. Il nostro Calendario propone la riscoperta di un cammino, quel volgere l’animo verso ‘Colui che viene ad abitare in mezzo a noi’. Un’esperienza che unisce fede, creatività e partecipazione. In cui ogni giorno, nell’attendere, possiamo scoprire che il Natale accade proprio lì dove l’incontro diventa dono.”

Il progetto, concepito e realizzato con Bea – Be a Media Company, agenzia specializzata in progetti di comunicazione strategica e narrazione d’impresa, nasce all’interno di Uniti nel Dono, che promuove la vicinanza e il sostegno ai sacerdoti. Sostenere il Calendario significa contribuire alla missione di coloro che ogni giorno animano la vita delle comunità: l’attesa del Natale diventa un cammino di corresponsabilità, fatto di piccoli gesti, preghiera e attenzione agli altri.

Uniti Possiamo / Importante coinvolgimento di alcune aggregazioni laicali

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Quest’anno, per la promozione e la raccolta delle Offerte del progetto Uniti Possiamo, il Servizio Promozione della CEI ha ampliato il coinvolgimento associativo con il Serra Club, Rinnovamento nello Spirito Santo e Azione Cattolica.
In particolare:

  • Serra Club: inviato il Kit a 52 club selezionati;
  • Rinnovamento nello Spirito Santo: spedito un Kit per ogni diocesi;
  • Azione Cattolica: scelte e coinvolte 5 parrocchie per ciascuna delle seguenti 10 diocesi:

o       Treviso
o       Verona
o       San Marino
o       Piacenza
o       Genova
o       Aversa
o       Salerno
o       Nola
o       Aosta
o       Cosenza

A tutti questi soggetti è stato chiesto di mettersi in contatto con gli incaricati diocesani del Sovvenire per avviare una collaborazione sul territorio e garantire la migliore gestione locale della promozione.

Offerte sostentamento clero / Giornata Nazionale e Uniti Possiamo: le date da salvare

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È ormai alle porte il tempo delle Offerte deducibili, un momento importante per sensibilizzare i fedeli sull’importanza del sostegno economico al clero.

In vista della Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, in programma per il prossimo 21 settembre, sono già state inviate circa 20.000 buste alle parrocchie italiane con il materiale utile per promuovere e animare l’iniziativa. All’interno della busta, ogni parrocchia ha ricevuto:

  • un pieghevole informativo rivolto al parroco
  • la locandina ufficiale della Giornata Nazionale
  • il modulo per la nomina del Referente Parrocchiale del Sovvenire

Tuttavia, è ormai chiaro a tutti gli incaricati e i collaboratori diocesani e ai referenti parrocchiali del Sovvenire che un solo giorno non basta per raccontare il valore di un gesto che sostiene l’intera comunità ecclesiale. Per questo, è già possibile per le parrocchie aderire al progetto “Uniti Possiamo 2025”, un’iniziativa che amplia il tempo dedicato alla promozione delle Offerte deducibili.

Le parrocchie che si iscriveranno potranno vivere un percorso prolungato e strutturato, con materiali dedicati, che arriveranno direttamente in parrocchia nel mese di settembre, per facilitare la raccolta delle Offerte destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero. Sarà un’occasione concreta per rafforzare il senso di appartenenza e corresponsabilità dei fedeli nei confronti della missione della Chiesa.

Proprio in questi primi giorni d’agosto la Segreteria del Territorio sta telefonando a tutti gli incaricati e/o collaboratori per verificare e confermare l’iscrizione delle parrocchie al progetto.

A tal proposito si evidenzia che lo scorso anno su 4.996 parrocchie iscritte, hanno partecipato effettivamente al progetto Uniti Possiamo 1.624 parrocchie. Al fine di evitare gli sprechi e ridurre i costi di produzione dei kit si informa che le stesse parrocchie che si iscriveranno nuovamente al progetto Uniti Possiamo 2025, se non lo hanno ancora utilizzato, potranno impiegare il kit del progetto 2024 senza richiederlo nuovamente.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti sulle scadenze delle diverse attività consultate il pieghevole “Indicazioni per realizzare il progetto Uniti Possiamo” (in allegato).

Di seguito il riepilogo delle scadenze più importanti:

  • 1° novembre/15 dicembre – raccogliere le Offerte con il progetto Uniti Possiamo;
  • 15 dicembre – consegnare all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero la scatola con le buste CHIUSE delle Offerte deducibili;
  • entro il 31 dicembre – svolgere un incontro di formazione in parrocchia;
  • entro il 31 marzo 2026 – rendicontare l’incontro già svolto nel 2025.

È importante ricordare che, per chi non lo avesse ancora fatto, fino a dicembre, è possibile programmare e svolgere un incontro di formazione parrocchiale sul Sovvenire da inserire all’interno del portale www.unitiinrete.it. Si potrà accedere, così, ai contributi messi a disposizione per le parrocchie.

Per eventuali informazioni si può contattare l’assistenza allo 06/97 85 84 14 – e-mail: assistenza@sovvenire.it, dal lunedì al venerdì dalle 9.00/13.00 e dalle 15.00/19.00

Avviso importante! Riprogrammato per lunedì 23 giugno l’evento online su La grammatica del per-sempre

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Come era stato anticipato lo scorso 12 giugno, il Servizio Promozione ha organizzato un percorso di formazione on-line che sarà tenuto dal dott. Luigino Bruni, docente di economia presso l’Università Lumsa di Roma e Vicepresidente della Fondazione The Economy of Francesco. Bruni commenterà – in prospettiva biblico-economica – il Libro di Rut.

Il primo appuntamento del 16 giugno è stato riprogrammato per il prossimo lunedì 23 giugno sempre dalle ore 20.30 alle 22.00.

Per collegarti clicca su

Partecipa alla riunione 

ID riunione: 375 766 165 531 8
Passcode: zN74Mp7U

Sono confermati le altre date: 8 settembre e 13 ottobre 2025 dalle 20.30 alle 22.00.

Ricordiamo i temi scelti con le relative date:

  • 23 giugno La grammatica del per-sempre
  • 8 settembre Il dono del grano sospeso
  • 13 ottobre L’altro nome dell’economia

Nei tre incontri formativi on-line verrà seguita Rut nello sviluppo della sua storia, una storia di fragilità e di forza insieme, che introduce nel cuore di grandi temi biblici ed economici, ieri e oggi.