Category Archives: Newsletter In Cerchio

8xmille: campagna 2026 in due tempi / Monzio Compagnoni “prima il racconto della presenza della Chiesa, poi l’invito alla firma”

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Una campagna divisa in due momenti: prima raccontare la presenza della Chiesa. Poi, invitare a sostenerla attraverso la firma dell’8xmille.

È questa l’idea che guida la nuova strategia di comunicazione che accompagnerà nel 2026 il percorso verso la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Un cammino pensato in due momenti, strettamente collegati tra loro: prima una pre-campagna che racconta la presenza concreta della Chiesa nella vita delle persone e delle comunità, poi la campagna dell’8xmille, che invita a sostenerla attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.

La scelta nasce da una constatazione: “Oggi la firma dell’8xmille non è più un gesto automatico. È una decisione che matura nel tempo, dentro l’immagine che ciascuno si fa della Chiesa e di ciò che essa rappresenta nella società. Per questo la comunicazione non può limitarsi al momento in cui si chiede la firma. Deve prima aiutare a vedere ciò che spesso resta sullo sfondo della vita quotidiana”, spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

La prima fase ha per protagonista la Chiesa cattolica. “Qui invitiamo il pubblico ad allargare lo sguardo e a guardare oltre ciò che spesso si pensa o si dà per scontato. Non chiede nulla, non sollecita alcuna azione: semplicemente mostra. Mostra piccoli gesti che accadono ogni giorno e che raccontano una presenza fatta di vicinanza e di cura. Una mano tesa, una casa che accoglie, un ascolto che non giudica, qualcuno che resta accanto a chi attraversa un momento difficile. È un modo per rendere visibile una realtà che molti, soprattutto chi è più lontano dalla Chiesa, non sempre vedono o conoscono solo in parte. Parrocchie, sacerdoti, opere sociali, volontari e comunità diventano così il volto di una presenza discreta ma diffusa, fatta di valori, relazioni, sostegno e prossimità”.

Dopo questo primo passaggio, la comunicazione proseguirà con la campagna dedicata all’8xmille alla Chiesa cattolica. “Se nella pre-campagna il centro del racconto è la presenza della Chiesa, nella campagna emerge il gesto che permette a quella presenza di continuare a esistere. Il passaggio è naturale: ciò che nella prima fase viene mostrato e riconosciuto, nella seconda può essere sostenuto attraverso la firma. Perché dietro quella firma non c’è soltanto una scelta fiscale, ma il sostegno a una rete diffusa di comunità, servizi e opere che ogni giorno offrono aiuto materiale e spirituale a milioni di persone”. Le due fasi fanno quindi parte di un unico percorso: prima aiutare le persone a riconoscere una presenza, poi invitarle a sostenerla. Perché, come ricorda il messaggio della campagna, “la firma dell’8xmille è più di quanto credi”.

(Sir)

Rendiconto 8xmille 2025 Umbria / “Nel cuore della Chiesa gli anziani e i deboli”

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Sarà presentato mercoledì 12 marzo alle ore 11.30, nella Sala del Dottorato nel complesso della Cattedrale di Perugia, il Rendiconto 8xmille 2025 delle Diocesi dell’Umbria, il documento che illustra l’impiego delle risorse provenienti dalla firma dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica.

L’incontro è promosso dalla Conferenza episcopale umbra e dal Servizio Regionale Sovvenire, nell’ambito delle iniziative di informazione e trasparenza dedicate al sistema dell’8xmille.

Il rendiconto regionale – giunto alla nona edizione – rappresenta uno strumento di conoscenza e di rendicontazione pubblica delle attività e dei progetti realizzati nelle diocesi umbre grazie alle risorse dell’8xmille. L’edizione 2025 è dedicata al temaNel cuore della Chiesa gli anziani e i deboli”, con un’attenzione particolare alle opere e ai servizi che nelle comunità ecclesiali si rivolgono alle persone più fragili.

Nel corso dell’incontro interverranno Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve; Giovanni Lolli, diacono delegato Sovvenire per l’Umbria; Daniele Fiorelli, economo della Conferenza episcopale umbra e Daniele Morini, giornalista e componente della Segreteria pastorale della Conferenza Episcopale Umbra. Durante la presentazione saranno illustrati il significato e il funzionamento del sistema dell’8xmille della Chiesa cattolica, il lavoro svolto dalle diocesi umbre e il valore della rendicontazione e della comunicazione nel raccontare le opere realizzate sul territorio. L’incontro sarà inoltre l’occasione per presentare alcuni progetti sostenuti grazie a queste risorse.

Roma e Ostia / Fino al 31 marzo il concorso per le parrocchie “Donare con una firma: l’8xmille!”

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Un video di un minuto per raccontare il valore di una semplice firma. È il cuore del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, promosso dal Servizio diocesano per la promozione del sostegno alla Chiesa cattolica – Sovvenire e rivolto a tutte le parrocchie della diocesi di Roma e Ostia.
L’obiettivo è promuovere e ampliare la diffusione della firma per l’8xmille, gesto gratuito per il contribuente che permette alla Chiesa cattolica di sostenere ogni anno oltre 12.000 progetti in Italia e nel mondo.

Per partecipare, le parrocchie dovranno realizzare un breve video e caricarlo su YouTube secondo le modalità indicate nel regolamento (in allegato). Una giuria di qualità selezionerà i tre lavori che avranno comunicato il messaggio in modo più coerente, originale e tecnicamente curato. La premiazione si svolgerà durante il Meeting Sovvenire 2026, in programma a fine maggio.

In palio ci sono premi destinati alle parrocchie vincitrici: 2.000 euro per il primo classificato, 1.000 euro per il secondo e 500 euro per il terzo. La partecipazione è gratuita ed è riservata alle parrocchie della diocesi di Roma e Ostia che abbiano nominato al loro interno un referente parrocchiale Sovvenire; la nomina può avvenire anche contestualmente all’adesione al concorso.

Tutta la documentazione relativa a privacy e diritto d’autore, allegata al bando e disponibile anche sul sito diocesano nella sezione Archivio Documenti, dovrà essere compilata, firmata e conservata in parrocchia per 10 anni. La scheda di partecipazione, insieme al link del video, dovrà essere inviata entro il 31 marzo all’indirizzo mail sovvenire@diocesidiroma.it.

«Si tratta di un’iniziativa nella quale coinvolgere i bambini, i giovani e i gruppi presenti nelle comunità parrocchiali e che permetterà di raccontare ai fedeli la bellezza dell’essere comunità e del sostegno reciproco», spiega Lisa Manfrè, referente diocesana del Sovvenire. «Per partecipare – ricorda ancora Manfrè – occorre nominare un referente parrocchiale Sovvenire e disporre di un cellulare per girare il video».

Sviluppo dei popoli / Con l’8xmille, dall’Africa all’India, la prossimità diventa possibilità di futuro

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“Ogni libro che apro, ogni lezione a cui partecipo alimenta i miei sogni e mi spinge ad andare avanti”. Jomo è orgoglioso del suo percorso al Daniel Comboni Vocational Training Center. Era uno dei tanti ragazzi di strada che vivono nelle baraccopoli di Nairobi, a Korogocho, rovistando nelle discariche, esposti al rischio di tossicodipendenze, abusi sessuali, furti, rapine. “La relazione, il sentirmi ascoltato, accettato e amato non ha solo cambiato la mia vita, ma ha anche piantato in me il seme di uno scopo. Sto cercando di diventare anche io una persona che incoraggia gli altri, perché ho capito che la vera grandezza sta nel servizio”. L’umanità di Korogocho fa sì che persino in quest’inferno per tanti ragazzi ci sia ancora spazio per speranze e sogni.

I missionari comboniani sono in Kenya dal 1973. Proprio dal loro stare con questi ragazzi ogni giorno, condividendone le difficoltà e la precarietà, hanno preso vita pian piano i diversi interventi: dal 2006 è stato avviato un programma per la riabilitazione e poi sono stati aperti altri centri, di cui uno residenziale, e un centro di formazione professionale, il Comboni Vocational Training Center, per offrire uno sbocco lavorativo. Attualmente ci sono 5 indirizzi professionali. Ora si sta realizzando un nuovo laboratorio per fare formazione anche nel settore dell’alimentazione e ristorazione, molto richiesto, che darebbe un’opportunità professionale anche per le ragazze. È la conferma che l’amore ha bisogno di concretezza, di presenza, di incontro, ha bisogno di tempo e spazio donati. I fondi dell’8xmille diventano così strumenti per rendersi prossimi a chi soffre, ai più fragili, per camminare insieme.

Nella riunione di gennaio, il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha messo a disposizione 14.383.881 euro per 71 progetti: 38 in Africa (€ 9.600.991), 15 in Asia (€ 2.165.085), 15 in America Latina (€ 2.269.151), 2 in Medio Oriente (€ 298.654), 1 in Europa dell’Est (€ 50.000).

Incontri e relazioni che ridanno fiducia possono fiorire ovunque, anche nei contesti dove sembra impossibile. Come nel carcere di Jacmel, ad Haiti. Il Paese sta attraversando una grave crisi sociale, criminali di vario genere terrorizzano la popolazione, molti giovani vengono reclutati da gruppi armati e la delinquenza giovanile ha raggiunto livelli estremamente alti. La prigione di Jacmel, costruita per accogliere 120 prigionieri, ne ha attualmente 833. Nell’ambito della giustizia penale in Haiti il colpevole è punito per le sue azioni, ma poi viene abbandonato a sé stesso, non è inserito in un programma di riabilitazione. Aiutare i carcerati a vivere meglio la propria situazione e a prepararsi al reinserimento nella società è l’obiettivo dell’intervento della Diocesi di Jacmel che riguarda anche l’ambito della giustizia riparativa in cui un dialogo viene stabilito tra vittima e colpevole. In modo specifico, lavorando sul reinserimento sociale dei carcerati attraverso corsi di formazione professionale e, al momento dell’uscita dal carcere, organizzando un sostegno psicologico. I beneficiari sono 100 giovani dai 18 ai 25 anni.

Gesti che – come ha sottolineato Papa Leone XIV in occasione della Giornata Internazionale della Fratellanza Umana del 4 febbraio – testimoniano come la comunione non può essere archiviata come “utopia d’altri tempi” e “la fraternità umana è una realtà vissuta, più forte di tutti i conflitti, le differenze e le tensioni. Una potenzialità che deve essere realizzata attraverso un impegno quotidiano e concreto di rispetto, condivisione e compassione”. Come avviene anche in India, nell’area costiera a sud, nel Kerala, la zona più densamente popolata con circa 1.550 ab/kmq. Qui le famiglie vivono prevalentemente di pesca, ma in condizioni di povertà perché il mare è meno pescoso, esposto a rischi ambientali e disastri naturali oltre che a inquinamento e degrado dell’ecosistema costiero. Nel 2017 l’area è stata colpita dal ciclone Ockhi, e nonostante i numerosi interventi, ancora molte famiglie sono in difficoltà. La Trivandrum Social Service Society (TSSS), il braccio sociale della Diocesi, ha organizzato unità di volontari nei singoli territori, individuando 5 ambiti, a favore di 150 famiglie, cioè 600 persone. Nello specifico, è previsto un contributo economico per far studiare 35 giovani, selezionati con il supporto delle comunità, perché imparino un lavoro. Inoltre, vengono avviate 13 piccole attività micro-imprenditoriali per 44 donne che ricevono formazione e poi vengono seguite nella fase di avvio. Il progetto riguarda anche la fornitura di 12 barche da pesca e relative attrezzature. Così, lavorando insieme, 50 pescatori potranno di nuovo riprendere in mano il loro futuro e quello delle loro famiglie.

Chiuse le porte del Giubileo resta aperta la porta della speranza, e continuano a crescere frutti che generano e fanno rinascere.

Ragusa / “Progetto Presidio”: l’8xmille per lavoratori, famiglie, minori

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Il “Progetto Presidio” nasce nel 2014 come risposta della rete di Caritas Italiana al problema dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, un fenomeno diffuso in diversi territori del paese e caratterizzato dall’assenza di infrastrutture, servizi e strumenti di assistenza per i lavoratori agricoli e le loro famiglie. A Ragusa ha sede a Marina di Acate e opera nel territorio della cosiddetta Fascia Trasformata, l’insediamento di coltivazioni in serra della provincia di Ragusa di cui Marina di Acate è il cuore. In totale sono stati destinati 89.000 euro dei fondi dell’8xmille.

In questi dodici anni di attività il Presidio Caritas si è rivolto principalmente ai braccianti delle aziende agricole del territorio di Acate, Vittoria e Santa Croce Camerina, assicurando ascolto, orientamento e assistenza gratuita attraverso uno sportello legale e un ambulatorio medico, nonché con un servizio di distribuzione gratuita di coperte e vestiti usati, raccolti da privati o dalle parrocchie della diocesi. A partire dal 2017 si sono organizzate anche attività laboratoriali e di sostegno scolastico per i minori figli dei braccianti che patiscono particolarmente le situazioni di segregazione e bassa scolarizzazione.

Le attività principali del servizio includono:

  • Ascolto e presenza
  • Sportello legale e amministrativo
  • Sportello Sanitario
  • Sportello donne
  • Distribuzione di beni di prima necessità
  • Attività educative e di integrazione
  • Sensibilizzazione e advocacy

Ma oltre i numeri ci sono le metamorfosi personali: famiglie che si ricompongono, donne che trovano spazi di ascolto, lavoratori che conquistano dignità e stabilità. È in queste vite che la trasformazione ha preso forma concreta.

La presenza di un luogo fisico di incontro e la costanza degli operatori che hanno battuto palmo a palmo il territorio ha reso il servizio della Caritas un punto di riferimento non solo per i lavoratori agricoli, ma anche per l’intero territorio.

Dal punto di vista dell’impatto si sono generate delle vere e proprie infrastrutturazioni sociali, con risultati duraturi, di cui Presidio è stato promotore:

  • nascita di servizi pubblici (scuola dell’infanzia, trasporto scolastico, raccolta differenziata, servizi sanitari di prossimità);
  • maggiore visibilità politica e istituzionale della fascia trasformata;
  • protocolli di rete tra enti e aziende;
  • coinvolgimento dei media e crescente attenzione pubblica alla filiera agricola.

A fronte di queste conquiste la vera sfida è dare continuità a ciò che si è trasformato, consolidare i risultati e mantenere viva la spinta propulsiva che ha permesso al Presidio di cambiare forma alla realtà.

Scopri di più su 8xmille.it.

Caritas Lamezia Terme / Concluso il progetto “Ripartiamo dalla persona: dignità, inclusione, lavoro”

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Ripartiamo dalla persona: dignità, inclusione, lavoro”. Questo il progetto che la Caritas di Lamezia Terme, nel corso del 2025, proseguendo un’attività già avviata nel 2024, ha realizzato nel lametino grazie anche ai fondi 8xmille CEI. La finalità del progetto è stata quella di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di persone inoccupate o disoccupate, provenienti da contesti di marginalità.

Dai dati raccolti dalla Caritas, che ha approfondito quelli del Sistema informativo lavoro (Sil) della Regione Calabria, nel 2023, su un campione di 79.402 individui tra i 18 e i 70 anni nei comuni della diocesi risultavano: 10.722 inoccupati e 15.047 disoccupati. Numeri che “confermano le difficoltà che emergono quotidianamente nel Centro di ascolto diocesano e nel Centro interculturale insieme”.

Secondo i dati raccolti tramite il database OspoWeb, infatti, nel periodo compreso tra il primo gennaio ed il 31 dicembre 2024, su un totale di 2.777 bisogni espressi, ben 482 (17,35%) erano legati a problemi occupazionali: disoccupazione, lavoro nero, sfruttamento e salari inferiori ai minimi contrattuali.

“Le difficoltà legate all’occupazione – spiega don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas – incidono direttamente sulle condizioni economiche delle persone, rendendo complesso pagare bollette, affitto e, in alcuni casi, persino accedere a cure mediche e farmaci.

Le principali criticità che ostacolano l’ingresso nel mercato del lavoro locale includono: mancanza di qualifiche professionali e competenze linguistiche o tecniche spendibili; scarsa conoscenza delle opportunità lavorative disponibili sul territorio, specie tra chi proviene da contesti di estrema marginalità; gravi carenze infrastrutturali, in particolare un sistema di trasporti inadeguato, che costringe molti lavoratori a spostarsi autonomamente. La mancanza di una patente di guida rappresenta spesso un ulteriore elemento di esclusione dal mercato del lavoro”.

In particolare, nel 2025 sono state ascoltate dagli sportelli diocesani e interparrocchiali 742 persone (261 donne e 481 uomini), prevalentemente in età occupazionale dai 25 ai 34 anni – 33,6%, dai 35 ai 44 anni – 24,8% e dai 45 ai 54 anni – 15%. L’11,6 % riguarda anche la classe dai 19 ai 24 anni.

Coloro che, invece, hanno richiesto supporto per inserimento e reinserimento lavorativo o per potenziamento di competenze e acquisizione di nuove, segnalate e ascoltate dagli sportelli di ascolto e lavoro dedicati al Progetto sono stati 204, quasi tutti in disoccupazione, sotto occupazione e irregolarità.

(Sir)

La “Shine Crew” lancia una maratona social di 24 ore per la pace e il dialogo online

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In occasione della festa liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e comunicatori, 33 giovani content creator appartenenti alla “Shine Crew” lanciano l’iniziativa “Voci e volti umani per la pace”, in linea con il tema consegnato da Papa Leone XIV per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Per 24 ore, i loro profili social diventeranno un’unica voce di narrazione positiva: un impegno concreto a condividere storie di pace, perdono e riconciliazione, rifiutando dissing, hate speech e odio online.

L’iniziativa nasce nell’ambito di Shine to Share“, progetto promosso dal Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica (SPSE) e dal Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile (SNPG) della CEI, guidati rispettivamente da Massimo Monzio Compagnoni e don Riccardo Pincerato che hanno accompagnato personalmente le varie fasi di formazione di questi giovani creator digitali. Il progetto rappresenta una sfida creativa mirata coinvolgere i giovani in un percorso di narrazione digitale competente e qualificata sulla trasparenza e il valore del dono all’interno delle comunità cristiane sul territorio.

I 33 membri della “Shine Crew” sono stati selezionati tra i 100 partecipanti al contest nazionale proposto lo scorso anno. Dopo una prima fase di formazione curata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il percorso prosegue ora con il supporto dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE).

Tappa fondamentale per la crescita e la coesione del team è stato il weekend organizzato il 13 e 14 dicembre 2025 nel centro storico di Venezia: oltre ai moduli formativi sullo storytelling digitale delle opere dell’8xmille, guidati dai docenti IUSVE Nicolò Fazioni e Sara Lovato, il gruppo ha potuto sperimentare un momento di profonda condivisione umana e spirituale.

Con “Voci e volti umani per la pace”, la Shine Crew dimostra che i social possono essere piazze di incontro anziché arene di scontro, rispondendo all’invito attribuito a San Francesco di Sales a «fiorire dove Dio ci ha piantati», anche nel terreno digitale.

NOMI E PROVENIENZE DELLA SHINE CREW

La Shine Crew è un mosaico che unisce voci dalle regioni ecclesiastiche di tutta Italia. Dall’Abruzzo e Molise arrivano Roberta Maria Di Bartolomeo e Oreste Pio Tralce, mentre la Basilicata è rappresentata da Rocco Bruscella e Francesca Cillo. La Calabria porta nel gruppo l’energia di Alice Bilotta e Nunzio Bartolini, affiancati dalla nutrita delegazione della Campania con Martina Pommella, Nicola Tartaglia e Denise De Lucia. Dall’Emilia Romagna partecipano Maria Chiara Galli, Lucia Vecchi e Beatrice Lecce, mentre il Lazio si unisce con Weronika Goszczynska e Sofia Toti. La Liguria è presente con Sara Limoncini e Alissa Piu, e la Lombardia contribuisce con Marco Vito Laluce, Letizia Oluzzi e Simone Colombo. Dalle Marche arrivano Laura Pagnini e Francesco Rosi, dal Piemonte Arianna Lorenzini e Francesca Piovan, mentre la Puglia offre i volti di Riccardo Bellini e Andrea Sgamma. Le isole sono ben rappresentate: dalla Sardegna partecipano Marianna Laudi e Chiara Argiolas, dalla Sicilia Michele Calanni e Annalisa Perniciaro. A completare la crew ci sono Carmel Michela Ranieri e Veronica Bolognesi per la Toscana, e infine Federico Muzzolini e Vittoria Favretto per il Triveneto.

(Qui e qui altri articoli sulle varie tappe del progetto Shine to Share)

8xmille / Alife-Caiazzo e il Guardaroba “Peter Pan”

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“L’esperienza che vivo è molto forte e mi fa capire meglio che ciò che si dona non è niente in confronto a quello che gli occhi, il sorriso, la speranza, la condivisione dei meno fortunati mi dà. La Caritas Diocesana mi offre e offre a tante persone meno fortunate l’ascolto, la disponibilità che, con un sorriso, dona non solo il materiale di sostegno ma l’amore. In questo gruppo da voi formato riscontro un porto sicuro per tutti”. È la testimonianza di una volontaria del Guardaroba “Peter Pan”. Nato nel 2014 a Piedimonte Matese (diocesi di Alife-Caiazzo) attraverso la raccolta di beni donati da cittadini ed esercenti, nel 2020 è stato potenziato e riorganizzato grazie ai fondi 8xmille; alcuni beni in esso raccolti provengono dal rilascio di sequestri, quindi per espressa volontà di Guardia di Finanza e/o Comuni. Al suo interno capi di abbigliamento invernale/estivo per adulti e bambini, accessori, calzature, intimo, materiale scolastico, corredo per letto singolo o matrimoniale, ausili sanitari. La distribuzione dei beni avviene attraverso le Caritas parrocchiali sulla scorta di dettagliate richieste da parte delle persone in difficoltà.

Da gennaio 2025 a settembre 2025 sono state aiutate circa 70 famiglie del territorio diocesano e 50 bambini con materiale scolastico. Ad oggi il Guardaroba offre supporto anche alle Caritas di Teano-Calvi (donazione di abbigliamento e coperte per le strutture di accoglienza) e di Sessa Aurunca (indumenti per le persone nel carcere di Carinola). Ma non solo, nei mesi scorsi sono stati inviati abbigliamenti anche alla Caritas diocesana di Isernia, di Capua e di Acerra.

Altre info su 8xmille.it.

8xmille / Ad Asti cure gratuite all’ambulatorio “Fratelli Tutti”

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A due anni dall’inaugurazione, prosegue a ritmo sostenuto l’attività dell’ambulatorio di cure gratuite “Fratelli Tutti” della diocesi di Asti. La missione – viene ribadito in un comunicato – è “chiara: accogliere, includere e offrire sostegno ai più deboli e ai più fragili, poiché già il nome, ‘Fratelli Tutti’, richiama un messaggio universale di fratellanza e solidarietà che ispira ogni attività del servizio”. L’ambulatorio è una realtà concreta e preziosa, fondata interamente sul volontariato: sono 93 i volontari, medici, infermieri, farmacisti, operatori sociosanitari e amministrativi che mettono gratuitamente a disposizione tempo, professionalità e dedizione a favore di chi vive situazioni di difficoltà.

Oltre alle 22 specialità mediche presenti (tra cui medicina generale, chirurgia, dermatologia, ortopedia, psichiatria, cardiologia, pneumologia, endocrinologia, neurologia, gastroenterologia, malattie infettive, urologia, pediatria), da gennaio 2025 e grazie all’importante donazione di Astigiani, presso l’ambulatorio si eseguono ecografie addominali, ecocardiografie ed ecodoppler agli arti superiori e inferiori.

Per accedere all’ambulatorio “Fratelli Tutti” è necessario fare riferimento ai Centri di ascolto di Caritas, ai Servizi sociali del Comune di Asti o ai Patronati/Caf (con i quali sono state attivate apposite convenzioni) che possono verificare l’Isee, che deve essere uguale o inferiore a 9.000 euro per visite, erogazione farmaci (grazie a convenzione con Lions Presepi) e valutazioni apparato dentario. Da gennaio 2025 è stata innalzato il valore Isee per accedere a “Fratelli Tutti”: per chi ha un Isee uguale o inferiore a 12.000 euro è prevista erogazione di visite specialistiche e occhiali.

L’ambulatorio – viene sottolineato – registra un costante incremento di accessi, con 300 persone attualmente prese in carico. La maggior parte dei pazienti che vi si rivolgono è di nazionalità italiana (53%).

Si osserva inoltre un cambiamento rispetto al 2024: oggi sono gli uomini, in termini assoluti, a richiedere un maggior numero di prestazioni. Le richieste più numerose riguardano l’ambito odontoiatrico e quello oculistico. Per quanto riguarda l’odontoiatria, sono state superate le 1.000 prestazioni, che spaziano da visite e igiene orale a otturazioni, estrazioni chirurgiche, terapie canalari e protesi parziali o totali; dalla primavera 2025, grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Asti, sono attive anche le cure ortodontiche pediatriche per minori in condizione di disagio, con finalità preventive sui futuri problemi muscolo-scheletrici. Restano esclusi i trattamenti con finalità puramente estetica. Per l’ambito oculistico, ad oggi sono state erogate 152 prestazioni, dal controllo del visus alla prescrizione di lenti. Grazie alla convenzione con i Lions Club Storici, Artisti e Presepisti, l’ambulatorio fornisce anche occhiali completi di montatura nuova e lenti graduate.

Per il 2025, la diocesi ha destinato 20.000 euro dei fondi dell’8xmille e i proventi della raccolta diocesana per l’Avvento 2024.

Grazie alla collaborazione con la Caritas diocesana è stato erogato dalla CEI, sempre con i fondi 8xmille, un finanziamento di 10.000 euro per farmaci e protesi dentarie mobili per adulti. Grazie a uno specifico finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Asti, vengono fornite a minori indigenti cure dentarie di ortodonzia pediatrica, al fine di prevenire problemi articolari a tutto il sistema muscolo scheletrico da adulto: si tratta di un progetto con sviluppo biennale, con importo stanziato di 30.000 euro.

8xmille / Caritas: a Finale Ligure inaugurato l’”Emporio di scambi e di idee”

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Come pubblicato sul sito della Diocesi di Savona-Noli, dopo le iniziative sulla sostenibilità nel settore tessile che hanno animato lo scorso autunno il “Guardaroba solidale”, il 16 dicembre scorso in via Salita del Grillo 2 a Finalmarina i volontari del Centro di Ascolto Caritas della Vicaria del Ponente e la Caritas della Diocesi di Savona-Noli hanno inaugurato l’”Emporio di scambi e di idee“, un nuovo servizio di distribuzione di abbigliamento e oggettistica per la casa alle persone in stato di fragilità, reso possibile grazie ai fondi del progetto 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana.

L’Emporio, scrive Simone D’Angelo nel sito diocesano, sarà aperto a tutti con uno scambio perenne a punti. Con tale sistema di baratto si intende far crescere la comunità sui temi della circolarità e della donazione consapevole. La relazione è l’elemento cardine della carità e ispira questo nuovo modello di welfare fondato prevalentemente su dinamiche di reciprocità e sostenibilità, presupposti per il contrasto alla povertà e alle diseguaglianze.

“È un esperimento a livello nazionale, siamo l’unica Caritas in Italia che lo sta testando – hanno detto gli operatori Pietro Rosso e Serena Folco, responsabili del progetto, durante l’inaugurazione – Questo spazio ha un gemello a Savona, in via dei Cambiaso 3R, nel quartiere Villapiana, all’interno dei servizi del centro d’ascolto della Parrocchia San Francesco da Paola, ed è stato dato dalla Parrocchia San Giovanni Battista, che ringraziamo. L’esperimento consiste nello scambio: il punteggio non è più assegnato solo alle persone con le quali facciamo i colloqui ma è aperto a tutti. Non ci sarà nessuno scambio di denaro: ciò di cui non abbiamo molta disponibilità varrà più punti, spendibili sia a Finale Ligure sia a Savona.”

“Porto i saluti del Vescovo Calogero Marino e ringrazio i volontari e le volontarie che si sono fatti coinvolgere in questo percorso lungo e molto impegnativo – ha dichiarato la direttrice diocesana Monica Siri – Siamo vicini al Natale, penso alla cura con cui prepariamo il nostro pensierino per l’amica, l’amico o i bambini e credo che questo emporio sia un grande dono per la comunità tutta. La possibilità di accedere a questi spazi è per tutti, senza alcuna distinzione”.

“Ringrazio la Caritas, a cui mi sento molto vicina fin dal primo giorno di mandato – ha affermato invece Luciana Di Mauro, assessora comunale ai Servizi Sociali, presente all’evento in rappresentanza del Comune – Il concetto di comunità è importante e qui abbiamo un esempio di comunità virtuosa. Sono veramente orgogliosa di vedere persone capaci di offrire sempre, oltreché una buona parola, un valido aiuto. È fondamentale la convenzione tra il Comune e la Caritas, speriamo di portarla avanti e possibilmente ampliarla. Il mondo del volontariato è un aiuto prezioso e vitale per la comunità.”

Di cosa si tratta

Nel corso del 2025 la Caritas diocesana si è impegnata a potenziare i servizi di distribuzione abbigliamento e oggettistica per la casa detti “Empori di scambi e di idee” e nella loro evoluzione in ottica generativa e pedagogica. Dalla trasformazione del “Guardaroba solidale” di Finalmarina è nata la volontà di invitare l’intera comunità ad una riflessione sul senso solidale ed educativo del dono in una visione corale di sostenibilità ambientale e sociale e cura.

La mission condivisa è stata arricchire la presenza del nuovo Emporio con il lavoro di un anno di preparazione dedicato al rinnovamento dei locali, alla formazione dei volontari e a laboratori e incontri, ricercando anche nuovi sbocchi per l’economia circolare del donato sul territorio. Tramite gli operatori della Fondazione Diocesana Comunità Servizi e in sinergia con un ricco partenariato la Caritas di Savona-Noli promuove una rinnovata cultura del dono, più consapevole, di qualità e attenta alle necessità reali delle comunità fragili a cui si rivolge.

Il modello sperimentale dell’Emporio vuole scardinare il rischio di cristallizzazione che caratterizza la raccolta e distribuzione di beni fondata solitamente su un sistema polarizzante che non mette in discussione quella simmetria fra donante e ricevente che colma solo i bisogni materiali ma non costruisce la cultura della reciprocità, rischiando di relegare le fasce deboli fuori dai processi di autodeterminazione, cittadinanza attiva ed emancipazione.