Category Archives: Newsletter In Cerchio

La “Shine Crew” lancia una maratona social di 24 ore per la pace e il dialogo online

vai all’articolo
In occasione della festa liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e comunicatori, 33 giovani content creator appartenenti alla “Shine Crew” lanciano l’iniziativa “Voci e volti umani per la pace”, in linea con il tema consegnato da Papa Leone XIV per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Per 24 ore, i loro profili social diventeranno un’unica voce di narrazione positiva: un impegno concreto a condividere storie di pace, perdono e riconciliazione, rifiutando dissing, hate speech e odio online.

L’iniziativa nasce nell’ambito di Shine to Share“, progetto promosso dal Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica (SPSE) e dal Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile (SNPG) della CEI, guidati rispettivamente da Massimo Monzio Compagnoni e don Riccardo Pincerato che hanno accompagnato personalmente le varie fasi di formazione di questi giovani creator digitali. Il progetto rappresenta una sfida creativa mirata coinvolgere i giovani in un percorso di narrazione digitale competente e qualificata sulla trasparenza e il valore del dono all’interno delle comunità cristiane sul territorio.

I 33 membri della “Shine Crew” sono stati selezionati tra i 100 partecipanti al contest nazionale proposto lo scorso anno. Dopo una prima fase di formazione curata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il percorso prosegue ora con il supporto dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE).

Tappa fondamentale per la crescita e la coesione del team è stato il weekend organizzato il 13 e 14 dicembre 2025 nel centro storico di Venezia: oltre ai moduli formativi sullo storytelling digitale delle opere dell’8xmille, guidati dai docenti IUSVE Nicolò Fazioni e Sara Lovato, il gruppo ha potuto sperimentare un momento di profonda condivisione umana e spirituale.

Con “Voci e volti umani per la pace”, la Shine Crew dimostra che i social possono essere piazze di incontro anziché arene di scontro, rispondendo all’invito attribuito a San Francesco di Sales a «fiorire dove Dio ci ha piantati», anche nel terreno digitale.

NOMI E PROVENIENZE DELLA SHINE CREW

La Shine Crew è un mosaico che unisce voci dalle regioni ecclesiastiche di tutta Italia. Dall’Abruzzo e Molise arrivano Roberta Maria Di Bartolomeo e Oreste Pio Tralce, mentre la Basilicata è rappresentata da Rocco Bruscella e Francesca Cillo. La Calabria porta nel gruppo l’energia di Alice Bilotta e Nunzio Bartolini, affiancati dalla nutrita delegazione della Campania con Martina Pommella, Nicola Tartaglia e Denise De Lucia. Dall’Emilia Romagna partecipano Maria Chiara Galli, Lucia Vecchi e Beatrice Lecce, mentre il Lazio si unisce con Weronika Goszczynska e Sofia Toti. La Liguria è presente con Sara Limoncini e Alissa Piu, e la Lombardia contribuisce con Marco Vito Laluce, Letizia Oluzzi e Simone Colombo. Dalle Marche arrivano Laura Pagnini e Francesco Rosi, dal Piemonte Arianna Lorenzini e Francesca Piovan, mentre la Puglia offre i volti di Riccardo Bellini e Andrea Sgamma. Le isole sono ben rappresentate: dalla Sardegna partecipano Marianna Laudi e Chiara Argiolas, dalla Sicilia Michele Calanni e Annalisa Perniciaro. A completare la crew ci sono Carmel Michela Ranieri e Veronica Bolognesi per la Toscana, e infine Federico Muzzolini e Vittoria Favretto per il Triveneto.

(Qui e qui altri articoli sulle varie tappe del progetto Shine to Share)

8xmille / Alife-Caiazzo e il Guardaroba “Peter Pan”

vai all’articolo
“L’esperienza che vivo è molto forte e mi fa capire meglio che ciò che si dona non è niente in confronto a quello che gli occhi, il sorriso, la speranza, la condivisione dei meno fortunati mi dà. La Caritas Diocesana mi offre e offre a tante persone meno fortunate l’ascolto, la disponibilità che, con un sorriso, dona non solo il materiale di sostegno ma l’amore. In questo gruppo da voi formato riscontro un porto sicuro per tutti”. È la testimonianza di una volontaria del Guardaroba “Peter Pan”. Nato nel 2014 a Piedimonte Matese (diocesi di Alife-Caiazzo) attraverso la raccolta di beni donati da cittadini ed esercenti, nel 2020 è stato potenziato e riorganizzato grazie ai fondi 8xmille; alcuni beni in esso raccolti provengono dal rilascio di sequestri, quindi per espressa volontà di Guardia di Finanza e/o Comuni. Al suo interno capi di abbigliamento invernale/estivo per adulti e bambini, accessori, calzature, intimo, materiale scolastico, corredo per letto singolo o matrimoniale, ausili sanitari. La distribuzione dei beni avviene attraverso le Caritas parrocchiali sulla scorta di dettagliate richieste da parte delle persone in difficoltà.

Da gennaio 2025 a settembre 2025 sono state aiutate circa 70 famiglie del territorio diocesano e 50 bambini con materiale scolastico. Ad oggi il Guardaroba offre supporto anche alle Caritas di Teano-Calvi (donazione di abbigliamento e coperte per le strutture di accoglienza) e di Sessa Aurunca (indumenti per le persone nel carcere di Carinola). Ma non solo, nei mesi scorsi sono stati inviati abbigliamenti anche alla Caritas diocesana di Isernia, di Capua e di Acerra.

Altre info su 8xmille.it.

8xmille / Ad Asti cure gratuite all’ambulatorio “Fratelli Tutti”

vai all’articolo
A due anni dall’inaugurazione, prosegue a ritmo sostenuto l’attività dell’ambulatorio di cure gratuite “Fratelli Tutti” della diocesi di Asti. La missione – viene ribadito in un comunicato – è “chiara: accogliere, includere e offrire sostegno ai più deboli e ai più fragili, poiché già il nome, ‘Fratelli Tutti’, richiama un messaggio universale di fratellanza e solidarietà che ispira ogni attività del servizio”. L’ambulatorio è una realtà concreta e preziosa, fondata interamente sul volontariato: sono 93 i volontari, medici, infermieri, farmacisti, operatori sociosanitari e amministrativi che mettono gratuitamente a disposizione tempo, professionalità e dedizione a favore di chi vive situazioni di difficoltà.

Oltre alle 22 specialità mediche presenti (tra cui medicina generale, chirurgia, dermatologia, ortopedia, psichiatria, cardiologia, pneumologia, endocrinologia, neurologia, gastroenterologia, malattie infettive, urologia, pediatria), da gennaio 2025 e grazie all’importante donazione di Astigiani, presso l’ambulatorio si eseguono ecografie addominali, ecocardiografie ed ecodoppler agli arti superiori e inferiori.

Per accedere all’ambulatorio “Fratelli Tutti” è necessario fare riferimento ai Centri di ascolto di Caritas, ai Servizi sociali del Comune di Asti o ai Patronati/Caf (con i quali sono state attivate apposite convenzioni) che possono verificare l’Isee, che deve essere uguale o inferiore a 9.000 euro per visite, erogazione farmaci (grazie a convenzione con Lions Presepi) e valutazioni apparato dentario. Da gennaio 2025 è stata innalzato il valore Isee per accedere a “Fratelli Tutti”: per chi ha un Isee uguale o inferiore a 12.000 euro è prevista erogazione di visite specialistiche e occhiali.

L’ambulatorio – viene sottolineato – registra un costante incremento di accessi, con 300 persone attualmente prese in carico. La maggior parte dei pazienti che vi si rivolgono è di nazionalità italiana (53%).

Si osserva inoltre un cambiamento rispetto al 2024: oggi sono gli uomini, in termini assoluti, a richiedere un maggior numero di prestazioni. Le richieste più numerose riguardano l’ambito odontoiatrico e quello oculistico. Per quanto riguarda l’odontoiatria, sono state superate le 1.000 prestazioni, che spaziano da visite e igiene orale a otturazioni, estrazioni chirurgiche, terapie canalari e protesi parziali o totali; dalla primavera 2025, grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Asti, sono attive anche le cure ortodontiche pediatriche per minori in condizione di disagio, con finalità preventive sui futuri problemi muscolo-scheletrici. Restano esclusi i trattamenti con finalità puramente estetica. Per l’ambito oculistico, ad oggi sono state erogate 152 prestazioni, dal controllo del visus alla prescrizione di lenti. Grazie alla convenzione con i Lions Club Storici, Artisti e Presepisti, l’ambulatorio fornisce anche occhiali completi di montatura nuova e lenti graduate.

Per il 2025, la diocesi ha destinato 20.000 euro dei fondi dell’8xmille e i proventi della raccolta diocesana per l’Avvento 2024.

Grazie alla collaborazione con la Caritas diocesana è stato erogato dalla CEI, sempre con i fondi 8xmille, un finanziamento di 10.000 euro per farmaci e protesi dentarie mobili per adulti. Grazie a uno specifico finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Asti, vengono fornite a minori indigenti cure dentarie di ortodonzia pediatrica, al fine di prevenire problemi articolari a tutto il sistema muscolo scheletrico da adulto: si tratta di un progetto con sviluppo biennale, con importo stanziato di 30.000 euro.

8xmille / Caritas: a Finale Ligure inaugurato l’”Emporio di scambi e di idee”

vai all’articolo
Come pubblicato sul sito della Diocesi di Savona-Noli, dopo le iniziative sulla sostenibilità nel settore tessile che hanno animato lo scorso autunno il “Guardaroba solidale”, il 16 dicembre scorso in via Salita del Grillo 2 a Finalmarina i volontari del Centro di Ascolto Caritas della Vicaria del Ponente e la Caritas della Diocesi di Savona-Noli hanno inaugurato l’”Emporio di scambi e di idee“, un nuovo servizio di distribuzione di abbigliamento e oggettistica per la casa alle persone in stato di fragilità, reso possibile grazie ai fondi del progetto 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana.

L’Emporio, scrive Simone D’Angelo nel sito diocesano, sarà aperto a tutti con uno scambio perenne a punti. Con tale sistema di baratto si intende far crescere la comunità sui temi della circolarità e della donazione consapevole. La relazione è l’elemento cardine della carità e ispira questo nuovo modello di welfare fondato prevalentemente su dinamiche di reciprocità e sostenibilità, presupposti per il contrasto alla povertà e alle diseguaglianze.

“È un esperimento a livello nazionale, siamo l’unica Caritas in Italia che lo sta testando – hanno detto gli operatori Pietro Rosso e Serena Folco, responsabili del progetto, durante l’inaugurazione – Questo spazio ha un gemello a Savona, in via dei Cambiaso 3R, nel quartiere Villapiana, all’interno dei servizi del centro d’ascolto della Parrocchia San Francesco da Paola, ed è stato dato dalla Parrocchia San Giovanni Battista, che ringraziamo. L’esperimento consiste nello scambio: il punteggio non è più assegnato solo alle persone con le quali facciamo i colloqui ma è aperto a tutti. Non ci sarà nessuno scambio di denaro: ciò di cui non abbiamo molta disponibilità varrà più punti, spendibili sia a Finale Ligure sia a Savona.”

“Porto i saluti del Vescovo Calogero Marino e ringrazio i volontari e le volontarie che si sono fatti coinvolgere in questo percorso lungo e molto impegnativo – ha dichiarato la direttrice diocesana Monica Siri – Siamo vicini al Natale, penso alla cura con cui prepariamo il nostro pensierino per l’amica, l’amico o i bambini e credo che questo emporio sia un grande dono per la comunità tutta. La possibilità di accedere a questi spazi è per tutti, senza alcuna distinzione”.

“Ringrazio la Caritas, a cui mi sento molto vicina fin dal primo giorno di mandato – ha affermato invece Luciana Di Mauro, assessora comunale ai Servizi Sociali, presente all’evento in rappresentanza del Comune – Il concetto di comunità è importante e qui abbiamo un esempio di comunità virtuosa. Sono veramente orgogliosa di vedere persone capaci di offrire sempre, oltreché una buona parola, un valido aiuto. È fondamentale la convenzione tra il Comune e la Caritas, speriamo di portarla avanti e possibilmente ampliarla. Il mondo del volontariato è un aiuto prezioso e vitale per la comunità.”

Di cosa si tratta

Nel corso del 2025 la Caritas diocesana si è impegnata a potenziare i servizi di distribuzione abbigliamento e oggettistica per la casa detti “Empori di scambi e di idee” e nella loro evoluzione in ottica generativa e pedagogica. Dalla trasformazione del “Guardaroba solidale” di Finalmarina è nata la volontà di invitare l’intera comunità ad una riflessione sul senso solidale ed educativo del dono in una visione corale di sostenibilità ambientale e sociale e cura.

La mission condivisa è stata arricchire la presenza del nuovo Emporio con il lavoro di un anno di preparazione dedicato al rinnovamento dei locali, alla formazione dei volontari e a laboratori e incontri, ricercando anche nuovi sbocchi per l’economia circolare del donato sul territorio. Tramite gli operatori della Fondazione Diocesana Comunità Servizi e in sinergia con un ricco partenariato la Caritas di Savona-Noli promuove una rinnovata cultura del dono, più consapevole, di qualità e attenta alle necessità reali delle comunità fragili a cui si rivolge.

Il modello sperimentale dell’Emporio vuole scardinare il rischio di cristallizzazione che caratterizza la raccolta e distribuzione di beni fondata solitamente su un sistema polarizzante che non mette in discussione quella simmetria fra donante e ricevente che colma solo i bisogni materiali ma non costruisce la cultura della reciprocità, rischiando di relegare le fasce deboli fuori dai processi di autodeterminazione, cittadinanza attiva ed emancipazione.

8xmille / “Festività fragili”: cosa accadrebbe se…

vai all’articolo
Finite le feste natalizie e iniziato il nuovo anno, ciascuno è tornato alla propria routine quotidiana. Mentre molti attendono con ansia e gioia il lungo periodo festivo, per le persone indigenti esso può trasformarsi in un tempo “fragile”, con giorni, settimane o mesi che rimangono tali anche dopo Natale, se privi di un aiuto concreto. Il sostegno della Chiesa cattolica, attraverso risorse economiche e umane, si rivela perciò indispensabile.

Bene lo spiegano i seguenti articoli pubblicati sul SIR (l’agenzia di stampa della CEI) a cura di Marco Calvarese a partire dal 22 dicembre: una trilogia dedicata a un “Natale distopico”.

Ad esempio, si domanda il giornalista, cosa accadrebbe se, proprio a Natale, tutte le mense Caritas chiudessero? Dall’analisi dei numeri, viene mostrato come un solo giorno di stop sarebbe bastato a far emergere la fragilità nascosta del Paese: migliaia di persone senza pasto, pronto soccorso sotto pressione, servizi sociali al collasso. Le mense non sono un gesto caritatevole, ma un pilastro invisibile del welfare italiano, sorretto da volontari, donazioni e fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica in ItaliaE gli Empori? Non sono semplici negozi. Sono ammortizzatori sociali che impediscono a famiglie vulnerabili di precipitare nell’indigenza totale. E senza volontari? Molti cittadini rimarrebbero senza aiuto, e l’apparente sicurezza del Paese crollerebbe in poche ore.

Vi proponiamo questa trilogia attraverso i titoli che portano ai diversi articoli pubblicati:

E se tutte le mense chiudessero domani? Il Natale si trasforma in emergenza (22 dicembre)

Il carrello vuoto che farebbe tremare l’Italia (23 dicembre)

90.000 eroi invisibili: cosa accadrebbe se sparissero per un giorno? (24 dicembre)

8xmille / La visita di Mons. Baturi in Etiopia

vai all’articolo
Si è conlcusa il 12 dicembre la visita di Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, in Etiopia, in occasione del 25° anniversario del St. Luke Catholic Hospital e dell’inaugurazione del nuovo corso di Laurea in Scienze Infermieristiche ed Ostetricia. Si tratta di progetti, realizzati con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che testimoniano la vicinanza alla popolazione locale e l’impegno della Chiesa italiana per lo sviluppo integrale dei Paesi poveri.

Grazie a queste risorse, recentemente è stato possibile ampliare la scuola per infermieri e ostetriche e avviare il progetto “Un vivaio di talenti per il sistema sanitario dell’Etiopia”, corso di Laurea in Scienze Infermieristiche ed Ostetricia (con un finanziamento di 658.623 euro).

L’ospedale St. Luke si trova a Wolisso, nella regione South West Shoa, a circa 130 Km da Addis Abeba. Gestito dalla Chiesa cattolica etiope e dal Governo etiope con Cuamm-Medici con l’Africa, è una delle poche strutture in Etiopia che prevede fasce protette per reddito e che tende a privilegiare l’assistenza a madri, bambini e persone fragili. “Questo ospedale è come la vita, l’abbiamo aiutato a nascere e ora vogliamo continuare a farlo crescere. Ringraziamo tutte le persone impegnate nella sua gestione. La fede ci chiama a condividere la carità con la comunità, costruendo un mondo nuovo, dove i bambini possano nascere in sicurezza e donne e giovani crescere in salute”, ha sottolineato Mons. Baturi durante la cerimonia alla quale hanno partecipato il direttore del Cuamm, don Dante Carraro, il Vescovo Lukas Teshome Fikre, una delegazione del Ministero della Salute e le autorità dell’Oromia. Importante il cammino compiuto in questi 25 anni, come testimoniano alcuni dati: 250.000 ammissioni, 1,6 milioni di visite, 70.000 parti e oltre 900 giovani formati. La cerimonia è stata anche occasione per ricordare Lukas, primo nato, e Moreda, primo paziente.

Mons. Baturi, che nel viaggio è stato accompagnato dal responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della CEI, don Gabriele Pipinato, ha potuto anche visitare l’Università Cattolica di Addis Abeba, che la Chiesa italiana ha molto sostenuto negli anni, e incontrare la Conferenza Episcopale Etiope che ha espresso la sua grande gratitudine per la prossimità e l’aiuto concreto fornito attraverso l’8xmille.

8xmille / Nasce ad Acerra il Centro diurno per anziani “don Mimì Cirillo”

vai all’articolo
Un luogo pensato e voluto dalla Caritas diocesana per offrire sostegno e compagnia, perché venga restituita dignità alle persone anziane della città.

È il Centro diurno per anziani “don Mimì Cirillo”, nel cuore di Acerra, in pieno centro storico, per contrastare la solitudine crescente tra le persone avanti con l’età e offrire loro spazi di socialità, relazioni autentiche, impegno attivo. È stato inaugurato il 10 dicembre in via San Cuono 28 ad Acerra. Alla cerimonia di apertura della nuova opera di carità, promossa e realizzata grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e al contributo della diocesi di Acerra, hanno partecipato autorità civili e militari. Il Vescovo, Mons. Antonio Di Donna, ha benedetto i locali prima di visitare tutti insieme gli spazi del Centro e scoprire le attività nelle quali tutti i giorni saranno coinvolti gli anziani.

«Gli anziani non sono scarti, ma radici: da loro parte la linfa che fa crescere le nuove generazioni» ha tante volte ripetuto papa Francesco ricordando quanto gli anziani siano fondamentali per la società. Perciò il Centro è immaginato come «un ponte tra generazioni, un luogo dove memoria ed esperienza possano diventare una risorsa preziosa per tutta la città» dichiara Vincenzo Castaldo, direttore di Caritas diocesana di Acerra.

È dunque anche «un’occasione di crescita umana per i tanti giovani volontari che saranno impegnati nella struttura e porteranno sollievo agli anziani soli ricevendo in cambio il dono della saggezza e degli insegnamenti di chi è più avanti di loro nella vita» continua Castaldo.

Questa nuova «opera segno» della diocesi di Acerra mette insieme Vangelo e promozione umana in un quartiere carico di disagio economico, sociale, educativo e spirituale.

Un presidio di carità e civiltà, che insieme al Centro diurno per minori a rischio “Mariapia Messina”, con circa duecento ragazzi accompagnati tutto l’anno con le loro famiglie in difficoltà – riqualificano un’intera zona della città intorno alla Cattedrale.

Per questo il Centro sarà intitolato alla memoria di don Mimì Cirillo, storico parroco della Chiesa dell’Annunziata di Acerra, a pochi metri di distanza, e proprietaria dello stabile concesso in comodato d’uso gratuito alla Caritas.

Un pastore “pioniere” della causa degli immigrati che affollano i bassi del Centro storico, la maggior parte in condizioni poco dignitose, ai quali il sacerdote di cui ricorre il sesto anniversario della morte il prossimo 28 dicembre 2025, aveva offerto accoglienza attraverso una mensa parrocchiale e corsi di italiano per favorirne l’integrazione.

«La decisione di aprire un Centro diurno è arrivata dopo anni di ascolto e comprensione delle situazioni più fragili», dal quale ci si è resi conto che «molti anziani vivono soli, con poche occasioni di incontro, mentre molte famiglie faticano a garantire un supporto continuo» afferma Annamaria Cozzolino, collaboratrice della Caritas che vede nella nuova realtà «un luogo in cui gli anziani possano trovare serenità, stimoli quotidiani, sicurezza e la possibilità di sentirsi ancora parte viva della comunità».

Insomma «un ambiente senza barriere, climatizzato, dotato di spazi per laboratori creativi, attività motorie, momenti di festa e condivisione: una piccola casa quotidiana, dove trascorrere ore significative e ricche di vita».

Perciò «l’inaugurazione rappresenta molto più del semplice avvio di una nuova struttura: è un gesto di cura verso una parte importante della comunità, un segno concreto di attenzione e responsabilità» conclude Cozzolino.

Antonio Pintauro
Ufficio Comunicazioni Sociali
Diocesi di Acerra

Monzio Compagnoni / 8xmille: «Non solo sostegno economico, ma un ponte tra persone e comunità»

vai all’articolo
Da oltre quarant’anni, l’8xmille rappresenta un ponte tra la Chiesa cattolica e la società civile, un filo che unisce comunità, territori e persone. Non solo un sistema di finanziamento, ma uno strumento concreto per promuovere il bene comune, sostenere chi è in difficoltà e valorizzare il patrimonio artistico e culturale del Paese. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, intervenuto lo scorso 28 novembre a Cagliari alla conferenza 1985-2025. 8xmille e Sovvenire alla Chiesa: 40 anni di impegno comune organizzata dal Servizio diocesano del Sovvenire racconta la storia, il valore, l’attualità e le ricadute dell’impegno comune tra Chiesa e fedeli a Maria Chiara Cugusi.

Quali sono i tratti principali della storia dell’8xmille alla Chiesa cattolica?
«La parola chiave è “insieme”. È una storia costruita con le comunità: un cammino che ha permesso alla Chiesa di realizzare opere significative e rafforzare la propria presenza sul territorio. L’8xmille non è solo un sistema di finanziamento, ma uno strumento che mette al centro il bene comune».

Come funziona l’8xmille e quali sono stati i suoi effetti concreti in questi 40 anni?
«Il sistema è stato ideato dal cardinale Attilio Nicora, con l’idea che il denaro non sia un fine ma un mezzo per fare del bene. Negli ultimi 40 anni sono stati trasferiti e reinvestiti circa 30 miliardi di euro sul territorio italiano. Queste risorse hanno sostenuto sacerdoti, parrocchie, oratori, opere caritative, iniziative pastorali e la tutela del patrimonio artistico ecclesiastico, gran parte del quale è accessibile gratuitamente. Una quota significativa va anche ai paesi poveri e alle emergenze internazionali».

È possibile fornire alcuni esempi concreti dei fondi distribuiti nel 2024?
«In Italia – dove la presenza della Chiesa è capillare, con 27.000 parrocchie e 31.000 sacerdoti – sono stati impiegati 1,115 miliardi di euro per oltre 12.000 progetti: 10 milioni per il sostegno del clero; 4 milioni per culto e pastorale; 213 milioni per interventi di carità; 83 milioni per opere nei Paesi poveri; 5 milioni per emergenze in Italia e nel mondo; 200 milioni per beni e opere di culto. La sola Caritas Italiana ha realizzato più di 5 milioni di interventi. In Sardegna sono stati destinati oltre 27 milioni di euro per 656 progetti, mentre a Cagliari più di 5 milioni hanno sostenuto 110 iniziative locali».

Quali sono le forme di sostegno più significative che la Chiesa offre, oltre a quello economico?
«Non sempre le persone hanno bisogno di denaro o generi alimentari. Spesso chi si rivolge a una parrocchia o a un centro Caritas cerca ascolto, relazione e supporto emotivo. Molti provano vergogna a rivolgersi ai servizi sociali e trovano nella Chiesa un punto di riferimento fidato. L’aiuto è quindi anche spirituale e relazionale, per ridare senso e speranza alla vita delle persone».

In che modo ci si prende cura dei giovani che vivono situazioni di fragilità e disagio?
«La Chiesa è in prima linea nell’accogliere i ragazzi che attraversano momenti di difficoltà. Di fronte al preoccupante aumento dei tentativi di suicidio tra i giovani, i centri di ascolto e le parrocchie offrono supporto concreto, occasioni di dialogo e percorsi di speranza. Si impegnano a essere luoghi sicuri e affidabili, capaci di accompagnare le nuove generazioni nella loro sempre più urgente “ricerca di senso”»

Quale messaggio finale desidera rivolgere ai cittadini?
«Invito tutti a venire a vedere. Venite nelle parrocchie e nelle opere della Chiesa: le porte sono aperte e vi mostreremo cosa facciamo ogni giorno per costruire comunità e offrire sostegno concreto a chi ne ha bisogno. L’8xmille, dopo quarant’anni, continua a essere un ponte tra persone, comunità e territorio».

8xmille / Violenza di genere. Oltre cento Caritas in campo con reti di accoglienza e libertà

vai all’articolo
Negli ultimi anni l’impegno della Caritas contro la violenza di genere si è intensificato anche con progetti supportati dall’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.

Ne parla in questo articolo Giovanna Pasqualin Traversa, per l’agenzia Sir, facendo il punto con Caterina Boca, avvocato e responsabile dei progetti strategici di Caritas italiana, la quale sottolinea come la violenza maschile sulle donne non è un fatto privato né una questione femminile, “ma un problema sociale che riguarda tutti”.

Ogni comunità deve sentirsi ferita e indignata, “pronta a sostenere le vittime e ad avviare un cambiamento profondo, affinché gli strumenti di tutela, repressione e prevenzione siano davvero efficaci”. I dati confermano la gravità del fenomeno. Tra il 2023 e il 2024 il numero verde antiviolenza e stalking 1522 ha registrato un aumento delle chiamate del 25,8%, segno di una crescente consapevolezza. Nel 2024 l’Osservatorio “Non una di meno” ha contato 113 femminicidi, con una forte concentrazione in Lombardia, Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Sicilia. Nei primi undici mesi di quest’anno secondo il 12° Rapporto Eures, le vittime sono state 85 (dato aggiornato al 22 novembre). Numeri che richiedono risposte concrete e coordinate.

Una rete di oltre 100 Caritas – Dal 2018 al 2024 diverse diocesi hanno attivato progetti specifici e nel 2025 altre dieci Caritas hanno avviato nuove iniziative. In totale, oltre cento Caritas diocesane, anche grazie ai fondi 8xmille, operano in rete sul territorio con interventi mirati.

Le azioni si sviluppano in vari ambiti: accoglienza in emergenza per chi decide di allontanarsi dal partner violento, attraverso case rifugio, co-housing e contributi per affitti; programmi di inserimento lavorativo per garantire autonomia economica, con tirocini, stage e formazione professionale; percorsi di empowerment per rafforzare autostima e benessere, spesso accompagnati da attività sportive e creative. A questi si aggiungono orientamento e supporto legale, sostegno psicologico e alla genitorialità, iniziative di sensibilizzazione rivolte a comunità e giovani, con attenzione anche alle donne straniere, e formazione per operatori e volontari.

Alcune esperienze locali – A Senigallia sono attive da anni strutture di accoglienza con reinserimento lavorativo e forte sostegno comunitario. A Grosseto la Casa di Ruth offre ospitalità, orientamento, educazione alla genitorialità, laboratori di sartoria e servizi domiciliari. A Otranto è previsto l’avvio di un laboratorio sartoriale con formazione socio-culturale e linguistica per le straniere, oltre a stage e supporto all’imprenditorialità.

Progetto Ruth. Tra i progetti più significativi, sottolinea Boca, spicca il “Progetto Ruth – microcredito di libertà”, promosso dal ministero delle Pari opportunità insieme ad Abi, Enm e Federcasse. Caritas italiana, da parte sua, ha creato una rete nazionale di Caritas diocesane che accompagnano le donne vittime di violenza nella richiesta di microcredito sociale, favorendo l’inclusione finanziaria e contrastando la cosiddetta “violenza economica”. Come funziona? “Le donne già prese in carico dai centri antiviolenza o dalle case rifugio – risponde la responsabile dei progetti strategici – vengono accompagnate e assistite dai punti di contatto delle Caritas diocesane nella richiesta e nella gestione del prestito, fino alla fase di rimborso. L’affiancamento è personalizzato e finalizzato a bisogni diversi, ma con un obiettivo comune: sostenere le donne verso l’autonomia, orientandole nell’uso di strumenti di emancipazione economica e sociale”. Il microcredito si rivela così una risorsa generativa, capace di aiutare anche chi non è bancabile e di prevenire il rischio usura.

Dal dolore alla speranza. I progetti Caritas dimostrano che il contrasto alla violenza di genere non è solo protezione, ma costruzione di nuove possibilità di vita. Accoglienza, lavoro, empowerment e microcredito diventano strumenti di rinascita: un percorso che restituisce alle donne libertà e fiducia, trasformando il dolore in speranza.

8xmille / In Libano Punto Missione: un progetto d’impresa per le donne

vai all’articolo
Papa Leone XIV dal 30 novembre al 2 dicembre si recherà in Libano, una visita di solidarietà grazie alla quale il popolo saprà che, malgrado tutte le situazioni difficili passate e presenti, non deve sentirsi abbandonato dalla Chiesa.

Nel Paese dei cedri che si prepara ad accogliere Leone XIV crescono tante iniziative tese a dare speranza a chi maggiormente ha sofferto le conseguenze della crisi economica e della guerra, soprattutto fra le donne. Con il progetto di Punto Missione, fondazione bresciana della rete Focsiv (Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana), e un corso di cucito e ricamo si promuove l’imprenditoria femminile e si torna a guardare al futuro.

Fondazione Punto Missione ETS è una organizzazione senza scopo di lucro fondata a Brescia nel 1999. Nata per volontà del Movimento Ecclesiale Carmelitano, si impegna, in Italia e all’estero, nel riconoscimento, nella difesa e nella promozione di ogni esistenza umana.

Lo fa attraverso programmi e progetti di sviluppo e di promozione umana che ricevono il contributo del’8xmille destinato alla Chiesa cattolica. Tutte queste attività hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita di persone e famiglie promuovendo la creazione di comunità solidali capaci di cambiamento sociale.

Nell’ambito della cooperazione internazionale Punto Missione opera nei seguenti ambiti di intervento: agricoltura; inclusione lavorativa; tutela dell’infanzia e della famiglia, in Burundi, Colombia, Libano e Romania.

E proprio in Libano troviamo un progetto dedicato al corso di cucito e ricamo. Dal servizio di Vincenzo Giardina per Radio Vaticana scopriamo la bella testimonianza di Nawale Issa. Vive a Beirut, ha 45 anni e si sta prendendo cura di sé. Ha superato un cancro al fegato e sta seguendo una terapia. E a farla stare meglio non sono solo le medicine. “Non avevo mai pensato”, ci dice, “che le mie mani potessero contribuire a cambiare qualcosa nella mia vita”. La donna è una delle 30 partecipanti a un corso di cucito e ricamo organizzato nella capitale libanese da Punto Missione.