Category Archives: Newsletter In Cerchio

8xmille e povertà / Il Rapporto Caritas Italiana 2024

vai all’articolo
In occasione dell’ottava Giornata mondiale dei poveri (domenica 17 novembre 2024) Caritas Italiana pubblica la ventottesima edizione del Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia, un lavoro che come di consueto ha l’intento di accendere i riflettori sul fenomeno della povertà, rendendo maggiormente visibili alle comunità, civili ed ecclesiali, le tante storie di deprivazione esistenti.

Fili d’erba nelle crepe. Risposte di Speranza, questo il titolo scelto per l’edizione 2024. Mentre la povertà assoluta continua a essere su livelli record, vari e multiformi fenomeni di disagio sociale si affacciano sul panorama italiano. Alcuni sono di vecchia data ma continuano a colpire in modo particolarmente allarmante. Si pensi ai problemi legati all’abitazione, un diritto da tempo negato a tante persone e famiglie, su più livelli di gravità. In altri casi, le problematiche si intrecciano ad una incompiuta o inadeguata implementazione delle risposte istituzionali. È il caso degli ostacoli che impediscono l’accesso alle misure alternative al carcere o delle barriere che limitano la fruizione delle misure di reddito minimo introdotte negli ultimi anni.

Eppure, nonostante le criticità che sfaldano il nostro vissuto quotidiano, si intravvedono nelle crepe dei fili d’erba verde, dei segni di speranza, le tante riposte, opere e servizi, messi in campo dalla comunità ecclesiale, dalla società civile, dall’associazionismo e dal volontariato, e che contribuiscono con il loro apporto a rendere più umano e dignitoso il nostro vivere.

La povertà assoluta in Italia interessa quasi 5,7 milioni di persone, quasi un decimo della popolazione. Dall’analisi dei dati Caritas emerge che il lavoro povero e intermittente dilaga, con salari bassi e contratti atipici che impediscono una vita dignitosa. I giovani e le famiglie con figli sono le fasce più vulnerabili. Il disagio abitativo rappresenta un’emergenza, con famiglie senza casa o in condizioni abitative inadeguate. L’accesso all’istruzione e alle nuove tecnologie diventa un miraggio per fasce sempre più ampie della popolazione, alimentando le disuguaglianze.

Alcuni dati. Le persone accompagnate nel 2023 dai servizi Caritas (in rete con la raccolta dati) sono state 269.689. Dal 2015 a oggi il loro numero è cresciuto del 41,6%. Le povertà croniche e intermittenti aumentano: dal 54,7% al 59%. Cresce il disagio psicologico e psichiatrico tra chi si rivolge alla Caritas: dal 2022 al 2023 il numero di persone affette da depressione o malattie mentali aumenta del 15,2%.

Solo nel 2023 anche grazie ai fondi 8xmille destinati alla Chiesa cattolica, insieme al cofinanziamento delle Caritas diocesane, sono stati realizzati 430 progetti a sostegno di servizi socioeducativi per minori, adulti, anziani, centri diurni per l’accoglienza e housing, per mense ed empori, per la formazione giovanile, l’educazione sanitaria, a sostegno di persone vulnerabili, con disagio psicologico e psichiatrico, di famiglie, dei centri di ascolto.

Dietro i dati raccolti dalla Caritas ci sono volti, persone. Attraverso il Rapporto, sottolinea don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, “non vogliamo offrire solo una fotografia della povertà in Italia, ma intendiamo rilanciare l’invito a guardare oltre le cifre per riconoscere l’umanità ferita che vibra dietro ogni numero”.

Di fronte a questa emergenza”, continua don Pagniello, “Caritas Italiana sceglie di farsi portavoce di una risposta coraggiosa e profetica. Una rete di accoglienza e di sostegno si estende in maniera capillare sul territorio nazionale: centri di ascolto, mense, dormitori e case di accoglienza diventano avamposti di una Chiesa che si fa ‘casa di carità’, aperta a tutti, senza distinzioni. Ma non può essere questa l’unica risposta possibile. Il vangelo ci chiede di dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, di vestire chi è nudo, visitare chi è in carcere, ma soprattutto di riconoscere nelle esistenze dei nostri fratelli più piccoli il profilo di Dio che ci chiede di guardare il mondo con gli occhi dei più poveri, di osare nuovi cammini e percorrere, accanto alle persone più fragili, strade inesplorate”.

Perché “Fili d’erba nelle crepe, risposte di speranza”? Perché la speranza è “un dono che ci permette di sognare non solo per noi stessi, ma per un mondo intero che attende di essere rigenerato dall’amore, che guida il nostro cammino, ci spinge ad ascoltare, incontrare e camminare insieme per costruire nuove opportunità per tutti”. Sapendo che i cristiani in particolare, come ricordava don Tonino Bello, non possono limitarsi a sperare, ma appartiene a loro il compito di dare gambe e “organizzare la speranza”.

8xmille / Venezia, ristrutturate “Salute” e Biblioteca monumentale. Moraglia: luoghi del mondo

vai all’articolo
Doppia inaugurazione il 5 novembre a Venezia, in punta della Dogana: la ristrutturazione della Basilica con le facciate ritornate all’antico splendore dopo tre anni di vista nascosta dai ponteggi, e la risistemazione totale della biblioteca monumentale, scrigno di cultura e bellezza con 33 mila libri, al primo piano del complesso attiguo del Seminario patriarcale. In tutto sono stati investiti 4 milioni e mezzo di euro.

Ne dà notizia Vatican News nel servizio di Alvise Sperandio nel quale si evidenzia, tra l’altro, che <<…La ristrutturazione della Salute si candida a essere modello pilota per la salvaguardia anche di altre chiese e beni ecclesiastici in città. Fondamentale è stato il ricorso al bonus facciate, peraltro già impiegato anche per il restauro di un’altra decina di luoghi di culto, ma che pare non sarà rinnovato per il futuro. Indispensabile anche la collaborazione con il Ministero della Cultura, la Sovrintendenza, la Conferenza Episcopale Italiana che ha dato dei contributi attraverso l’8xmille, i Comitati privati per la salvaguardia di Venezia, gli sponsor privati.

“È stato un intervento importante, nato ancora in tempo di Covid nel 2020 e portato avanti speditamente con ottimi risultati: ora continueremo con i prossimi passi previsti”, ha dichiarato per la Sovrintendenza l’architetto Chiarelli, mentre l’assessore comunale Venturini ha espresso “la gratitudine della città, avere una basilica così bella è tornare alle origini, alla nostra stessa visione identitaria con cui ci affacciamo al mondo e il mondo ci guarda”. Dalla diocesi viene sottolineato come “i beni culturali come biblioteche, archivi e musei non debbano essere solo tutelati, ma vanno anche resi vitali e vissuti. Un’esperienza di ristrutturazione è, anzitutto, esperienza di rivitalizzazione della città”>>.

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Acqua e cibo per tutti

vai all’articolo
Creare le condizioni perché ciascuno, a ogni latitudine, possa vivere una vita degna. È l’impegno della Chiesa italiana che, grazie ai fondi dell’8xmille, si fa prossima alle popolazioni più povere, facendo fronte a questioni di primaria importanza come l’accesso all’acqua e alle cure. Nella sua ultima riunione (11 e 12 ottobre), il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha approvato 83 nuovi progetti, per i quali è stato deciso lo stanziamento di € 14.695.632: 41 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 8.353.704), 21 in America Latina (€ 1.953.972), 19 in Asia (€ 3.709.058) e 2 in Medio Oriente (€ 678.898).

Molti progetti hanno come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita, a partire dalla disponibilità di acqua potabile, dalla possibilità di nutrirsi in modo adeguato e di essere curati.

In Burundi, nella provincia di Cibitoke, l’Associazione Azione per un Mondo Unito (AMU – Focolarini) costruirà una rete di approvvigionamento idrico assicurando anche la preservazione delle falde, a beneficio di oltre 20mila persone. In Kenya, la Diocesi di Garissa sosterrà la popolazione colpita dalle inondazioni distribuendo aiuti alimentari e offrendo servizi sanitari e di logistica.

In Ecuador, l’Arcidiocesi di Portoviejo realizzerà un collettore d’acqua piovana con relativo serbatoio di 2500 litri per le famiglie residenti nel cantone Pedernales, che saranno formate sull’utilizzo dell’acqua, sui trattamenti da effettuare per evitare le infezioni e il proliferare di batteri. In Perù, la Caritas Yurimaguas provvederà alla costruzione di 15 pozzi in altrettante comunità per garantire acqua potabile in modo sostenibile, economico e accessibile, contribuendo così a combattere la malnutrizione e le gravi carenze sociali ed economiche. In Costa Rica, l’Arcidiocesi di San José potenzierà la coltivazione, la lavorazione e la commercializzazione di prodotti agricoli nella riserva indigena di Quitirrisi. Grazie al progetto sarà possibile acquistare sementi e strumenti agricoli, avviare la produzione di concime organico e acquistare i materiali necessari per la realizzazione di 90 alveari e gli strumenti utili alla mielocoltura. Anche nella Repubblica Dominicana si lavorerà per il miglioramento dei livelli di produzione attraverso la piantagione di agrumi, l’allevamento e la vendita di animali da cortile: nella Diocesi di Mao-Montecristi, la Caritas diocesana sosterrà infatti una sessantina di famiglie che vivono in situazione di povertà.

All’impegno sul fronte alimentare e agricolo si affianca quello in ambito sanitario: in India, il St. Augustine Social Service Society arricchirà i servizi integrati di dialisi e di banca del sangue del St. Augustine Hospital, struttura con 120 posti letto.

In Benin, la Diocesi di Lokossa ristrutturerà e attrezzerà il lebbrosario che attualmente assiste 120 lebbrosi, di cui 30 residenti presso la struttura. In Tanzania, la Diocesi di Ifakara farà lo stesso con il Centro per bambini con disabilità cognitive “Bethlehem” che necessita di interventi strutturali per continuare ad offrire assistenza, laboratori e corsi di formazione professionale a giovani di età compresa tra i 7 e i 18 anni. In Vietnam, la Congregation of the Lovers of the Holy Cross costruirà un nuovo Centro per disabili nella città di Vinh.

Costante è poi l’attenzione per l’istruzione, la formazione e la cultura, volano di crescita e sviluppo. Nella Repubblica Democratica del Congo, nella Diocesi di Dungu, la Fondazione Agostiniani nel Mondo ETS costruirà e allestirà l’Istituto comprensivo “Mama Dorothée”, dalla scuola pre-primaria sino alla secondaria, dove si avvieranno anche programmi speciali per studenti vulnerabili e per il reinserimento scolastico degli ex-ragazzi soldato. In Pakistan, i Salesiani amplieranno la scuola professionale a Lahore, creando un nuovo laboratorio di falegnameria. In Togo, Caritas Africa promuoverà una finanza etica in linea con lo sviluppo umano integrale, rafforzando le capacità delle istituzioni di microfinanza per affrontare efficacemente le priorità delle comunità locali in collaborazione con i membri della Caritas.

In Brasile, l’Arcidiocesi di Manaus installerà 3 ripetitori radio nei comuni di Novo Airao, Presidente Figueiredo e Rio Preto da Eva per offrire programmi educativi, informativi e culturali.

8xmille / Presidenza CEI: un milione di euro per gli sfollati del Libano

vai all’articolo

La Presidenza della CEI, riunita in sessione straordinaria, il 10 ottobre ha disposto lo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte alle necessità della popolazione del Libano.

L’erogazione, attraverso il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, servirà a fornire accoglienza e assistenza umanitaria alle centinaia di migliaia di profughi e sfollati, assicurando aiuti d’urgenza in ambito alimentare e socio-sanitario, supporto psicosociale e accompagnamento.

Sarà così possibile rispondere alle numerose richieste della Caritas e di altri enti e soggetti ecclesiali locali, già impegnati sul territorio, con i quali negli ultimi 30 anni sono stati realizzati 143 progetti di sviluppo in diversi settori per quasi 34 milioni di euro, sempre con il sostegno della CEI.

Le Chiese in Italia – afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI – si uniscono al grido del Santo Padre per esprimere ai fratelli e alle sorelle del Libano e di tutto il Medio Oriente vicinanza e solidarietà: siamo con voi! Mentre continuiamo a invocare il dono della pace, ci rivolgiamo a quanti hanno responsabilità politiche affinché tacciano le armi e si imbocchi la via del dialogo e della diplomazia. Al contempo, ci facciamo prossimi concretamente a quanti vivono sulla propria pelle il dramma della guerra e della violenza”.

Libano: in un Dossier l’impegno della Chiesa italiana

Duramente provato da cinque anni di crisi finanziaria e dalla paralisi istituzionale, il Libano è ancora una volta teatro di guerra. Dopo il conflitto del 1982 e quello del 2006, da cui è uscito in ginocchio, il Paese si trova di nuovo al centro di bombardamenti e operazioni militari che hanno causato finora più di 1200 morti e centinaia di migliaia di sfollati.

La Chiesa italiana, da anni, è accanto alla popolazione locale. Lo racconta il Dossier “Libano: nel buio della notte” (in allegato) che, con dati e testimonianze, fa il punto sui progetti – 143 – finanziati dal 1991 attraverso il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli. Con quasi 34 milioni di euro provenienti dai fondi 8xmille, sono state infatti sostenute iniziative in diversi settori, in particolare istruzione e accompagnamento di bambini e ragazzi, formazione e sensibilizzazione per educare alla pace e alla convivenza, inclusione, sanità, attività per lo sviluppo integrato economico e sociale.

Significativo l’impegno per percorsi di uscita dalla tossicodipendenza e di sostegno e inclusione comunitaria delle persone con disabilità. Pronte anche le risposte a situazioni di emergenza come l’assistenza umanitaria ai profughi e agli sfollati e aiuti d’urgenza, supporto psicosociale, formazione, accompagnamento.

8xmille / La Caritas diocesana di Pozzuoli presenta “Agorà”, un progetto per l’inserimento lavorativo

vai all’articolo
Giovedì 10 ottobre, alle ore 17.45, nel Palazzo Migliaresi al Rione Terra di Pozzuoli, si svolgerà l’incontro di presentazione del Progetto “Agorà – Lavoro di Prossimità” della Caritas diocesana. L’evento sarà presieduto dal Vescovo di Pozzuoli e di Ischia, Monsignor Carlo Villano e dal Sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. Saranno ospiti d’eccezione Egidio Cerrone, fondatore di Puok, Patrizio Oliva, campione olimpico di pugilato e allenatore, Errico Porzio, pizzaiolo.

Il progetto, finanziato dalla Caritas Italiana con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, sarà presentato dal direttore della Caritas diocesana di Pozzuoli, padre Giuseppe Carulli. «Coloro che sono senza lavoro – sottolinea il direttore – perdono sia la possibilità di mangiare che la dignità. Il nostro compito è ridare dignità a queste persone. La Caritas, insieme alla Pastorale del Lavoro e il Progetto Policoro, vuole fare la sua parte. Il nostro sforzo maggiore sarà destinato ad avvicinare sia i giovani che i meno giovani. Questi ultimi, probabilmente, sono anche quelli più sfiduciati».

Previste azioni di accompagnamento e orientamento all’inserimento o al reinserimento lavorativo, con l’obiettivo di fare da tramite verso le richieste delle imprese e contribuire alla formazione dei lavoratori. Sarà possibile incontrare professionisti del settore per definire il bilancio delle competenze, preparare un curriculum, partecipare a percorsi formativi, accedere a consulenze legali per controversie lavorative.

Significativa la presenza all’incontro di imprenditori in grado di trasmettere messaggi di speranza e di fiducia, forti del loro impegno e successo lavorativo. Egidio Cerrone nel 2015 lancia pochi panini, senza menù componibili, pieni di spirito che trovavano ispirazione nella cultura pop, nel cinema, nella musica e nelle ricette della nonna; nel 2016 nasce il primo Puok Burger Store. Patrizio Oliva è stato campione olimpico di pugilato a Mosca 1980, campione europeo EBU nei superleggeri e welter, campione mondiale WBA nei superleggeri. Errico Porzio, particolarmente amato nei social, muove i primi passi da pizzaiolo quando era appena ragazzino, rileva una pizzeria d’asporto a Soccavo quando aveva solo 24 anni, premiato dalla Guida del Gambero Rosso International con l’assegnazione di due Spicchi e il punteggio di 84/100; la pizza, dice spesso, deve essere un piacere per gli occhi e per il palato, “S’adda sapè fà”, perché si deve abbinare il rispetto per la tradizione con la continua ricerca dell’innovazione.

(Fonte: sito della Diocesi)

XIII puntata “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana le attività del Seminario arcivescovile e la formazione dei sacerdoti

vai all’articolo
Ospiti della XIII puntata della trasmissione “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, condotta e ideata da Maria Chiara Cugusi e Don Alessandro Simula, è don Roberto Ghiani, rettore del Seminario arcivescovile e Davide Ambu, seminarista.

Ricordiamo che questo primo ciclo di puntate è stato dedicato racconto dell’8xmille e di ciò che si realizza nella diocesi di Cagliari grazie a questi fondi.

Investire sulla formazione/preparazione dei seminaristi, ovvero dei nostri futuri sacerdoti, significa investire sul futuro delle nostre comunità parrocchiali che un domani saranno guidate proprio da loro.

Ascolta la puntata:

XII puntata “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana il Centro Aiuto alla Vita

vai all’articolo
Ospiti della XII puntata della trasmissione “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, Maria Stella Leone e Mariella Serra, entrambe operatrici del “Centro di aiuto alla vita – Uno di noi”.

Il Centro attivo dal 2014 è impegnato nel territorio cagliaritano a favore delle donne che, superando paure e difficoltà, scelgono di portare avanti la gravidanza nonostante ne avessero programmato l’interruzione.

Grazie ai fondi dell’8xmille diocesano (il contributo del 2023 è stato di 6.500 euro) il Centro garantisce percorsi ad hoc alle donne in attesa e alle neo-mamme.

Ascolta la puntata:

8xmille per lo sviluppo dei popoli / India: dove anche una “firma” può generare vita

vai all’articolo
Pubblichiamo l’articolo di don Enrico Garbuio; collaboratore del Servizio Promozione della CEI, pubblicato su “Nostro Tempo” a settembre.

UN FRULLATO DI FOTOGRAFIE DALL’INDIA
Dove la tua firma genera vita

Oggi pomeriggio sono salito in soffitta e in un vecchio baule della nonna ho trovato un enorme album di fotografie. Di fronte a oltre 200 fotografie di formati differenti, a colori e in bianco e nero, mi sono sentito avvolto dalla vita, avvolto da quanto una semplice firma 8xmille alla Chiesa cattolica ha generato vita. Nasce la voglia di cercare il particolare in ogni inquadratura, di ammirare i dettagli.

Un album degno di essere sfogliato. Un album dove indugiare. Per accorgerti della vita, della sua bellezza e della sua fragilità. Ammirare è la strada per apprezzare. E apprezzare è la strada per custodire. Se apprezzi un oggetto sicuramente lo tratti con cura. Vale per ogni cosa. Chi apprezza il vino non lo butta giù d’un fiato, ma lo beve a piccoli sorsi. Chi apprezza i libri li maneggia con cura e li conserva nella propria biblioteca con grande attenzione. Fermarsi a contemplare qualche fotogramma sul mio viaggio in India è l’occasione per accorciare le distanze con i destinatari dell’8xmille.

L’India è un fiume in piena che travolge con le sue contraddizioni che non puoi cercare di capire a tutti i costi, ma solo vivere, abbandonandoti ad essa e alla sua illogicità. Se vuoi amarla devi prenderla così com’è, non puoi decodificarla con i tuoi schemi europei che parlano un altro linguaggio, dove quello che a te sembra folle è la normalità. Dove i ragazzini improvvisano giochi con nulla e sorridono a chiunque. È davvero un mistero la luminosità di quei sorrisi, soprattutto dei più piccoli che mi circondavano da ogni parte allungando la mano per un chocolate o la innalzavano verso si me per salirmi in groppa e poter così avere l’onore di un selfie ad alta quota. Sceso dall’aereo, l’ansia e la paura non hanno preso il sopravvento. Ho camminato per giorni interi lungo le strade delle città o dei villaggi – accompagnato inizialmente dalle Figlie della Chiesa e successivamente dai Padri Carmelitani Scalzi – e lì vi assicuro che non sentivo né caldo, né stanchezza, sarei rimasto per ore sotto il sole cocente ad osservare questo «mondo» così diverso dal mio. Talvolta mi sembrava di essere come in un frullatore di suoni (dal rumore assordante dei clacson, al coro dei richiami dei venditori lungo le strade); in un frullatore di colori (da quelli sgargianti e splendidi dei sari, al nero di occhi così profondi che puoi soltanto annegarci); in un frullatore di profumi (aromi di spezie deliziose che coprono con irruenza quelli meno appetibili della povertà e dell’indigenza). Ho visitato tante città, tanti villaggi sperduti: Hyderabad, Bangalore, Mandya, Mysore, Savanour, Trivandrum, Kollam, Alappuzha, Kochi, Ernakulam, Verapoly, Kothagudem, Khammam, Warangal, Eluru, Guntur, Vijayawada, Nawabupeta, etc.

Ho incontrato davvero tante realtà: dalle case-famiglia agli ospedali, dai centri di accoglienza per bambini malati di AIDS alle scuole per bambini sordomuti…tutte opere finanziate con i fondi 8xmille. Dai finestrini del fuoristrada o dal tuk-tuk ho visto scorrere l’India delle città e dei villaggi: case di legno più dignitose lungo le vie trafficate delle città, case di bambù immerse nella vegetazione dove talvolta si affacciavano donne e bambini che con il sorriso mi invitavano ad entrare per un coconut water, un pezzo di papaya, una banana o semplicemente per decorarmi il volto come segno di accoglienza.

Nello Stato del Karnataka, a Bangalore, le Figlie della Chiesa sono particolarmente impegnate nel dialogo interreligioso e lavorano nel campo infermieristico. A Savanour hanno realizzato – grazie ai fondi dell’8xmille – una casa-famiglia dove accolgono oltre quaranta bambine orfane o semi-orfane, assicurando loro vito e alloggio, ma soprattutto studio ed educazione umana e spirituale, nel rispetto della religione di ciascuna. Nella città di Mandya, in collaborazione e con il sostegno dell’Aifo, hanno fatto un lavoro capillare di ricerca dei malati di Hansen, sia in città che nei villaggi intorno, per istruire la gente sulla prevenzione della malattia e curare sistematicamente i malati. La lebbra non è del tutto debellata, nonostante il problema sia negli anni piuttosto ridimensionato.

I Padri Carmelitani Scalzi – sempre grazie ai fondi 8xmille – hanno realizzato in molti villaggi un servizio di promozione sociale della donna, attraverso la micro-economia di autoaiuto. Con il sostegno di vari benefattori hanno realizzato alcuni ambienti dignitosi in cui accolgono bambini e ragazzi malati di AIDS, prendendosi cura di loro con grande amore. Sono riusciti a inserirli nella scuola pubblica e li seguono somministrando le terapie che rendono meno dolorosa la loro situazione e consentono loro di fare una vita quasi normale.

Quanto vi ho narrato sono solo alcuni attimi stampati su un album fotografico, memorie scritte in un diario, ma niente è come averli impressi nel proprio cuore. Ogni attimo vissuto in un’opera finanziata con i fondi dell’8xmille è un motivo in più per firmare.

Dove arriva la tua firma? / 8xmille per lo sviluppo dei popoli sulle pagine del “Nostro Tempo”

vai all’articolo
La rubrica “Dove arriva la tua firma” nasce un anno fa in Terra Santa, poco prima dei tragici fatti del 7 ottobre 2023. Esattamente durante il viaggio organizzato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della CEI in collaborazione con la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), per premiare i vincitori delle edizioni 2019 e 2020 del concorso giornalistico “Selezione nazionale 8xmille senza frontiere”.

La finalità di questo itinerario consisteva nel conoscere, ascoltare e vedere alcune opere realizzate attraverso i fondi 8xmille nei territori di Betlemme, Gerusalemme e Nazareth. Ad accompagnare gli oltre 50 giornalisti è stato don Enrico Garbuio, in qualità di Collaboratore del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli.

Il racconto di questo giovane sacerdote è stato chiaro, completo e conciso. Con tanta spontaneità e naturalezza è riuscito a comunicare in modo significativo e coinvolgente l’impatto di “una firma che fa bene” in una terra ferita da paradossi, ingiustizie e contraddizioni.

Condivisione, corresponsabilità e prossimità sono state le parole che hanno sintetizzato questa esperienza. Il ruolo della Chiesa cattolica in Italia nel sostenere le Chiese sorelle è davvero segno di comunione e universalità. L’esempio vissuto dai missionari – toccato con mano – ha gridato molto più forte di tante parole.

Nasce così il desiderio di raccontare ai lettori di “Nostro Tempo” dove arriva la firma di migliaia di contribuenti che ogni anno scelgono di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica. A tale proposito, la redazione del Settimanale della Diocesi di Modena-Nonantola, dorso di Avvenire, ha affidato la rubrica mensile a don Enrico, affinché possa raccontare il bene, il buono e il vero constatato durante i suoi viaggi (ora in qualità di Collaboratore del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica).

Condividiamo volentieri anche qui i testi di don Enrico Garbuio a partire dal suo viaggio in Sri Lanka.

**************************************

I COLORI DELLO SRI LANKA
Dove la tua firma lascia il segno

Stupore, ammirazione, gioia: non ti sto narrando la mia ultima visita alla mostra di Van Gogh al Museo Revoltella di Trieste, piuttosto il mio recente viaggio in Sri Lanka per constatare quanto una semplice firma 8xmille alla Chiesa cattolica si trasformi in migliaia di gesti d’amore anche in paesi così lontani. Lo Sri Lanka è tutto e il suo contrario. È il paese degli estremi, dove l’impossibile diventa normalità. È sicuramente un’esperienza difficile da sintetizzare, poiché ogni attimo vissuto è un’opera d’arte da raccontare o una scultura asiatica da condividere.

Ogni attimo vissuto in un’opera finanziata con i fondi dell’8xmille è un motivo in più per firmare. Come guardare un quadro o una statua, allora? Mi sono lasciato guidare dalle emozioni senza pregiudizi… e così questo «mondo» dalle emozioni estreme, dai toni forti, amore o odio, che non contempla le mezze misure, mi ha accolto. Non è stato facile arrivare a Mannar per visitare la residenza per i giovani del “St. Xavier Boys College”. Questa piccola isola, collegata alla terraferma da un ponte, si trova a sette lunghe ore di distanza dalla capitale.

Il ponte per Mannar è controllato dall’esercito, segno della guerra civile che si è conclusa nel 2009, ma che è ancora vivida nelle storie e negli occhi di chi ho incontrato. Mannar, circondata dal verde degli alberi e dal blu dell’Oceano Indiano, ospita case umili, spesso prive di servizi essenziali come l’elettricità e l’acqua. Le strade sono animate da biciclette, tuk tuk, mucche e caprette, mentre i mezzi pubblici sono quasi inesistenti. La popolazione, di origine Tamil, una minoranza a lungo emarginata, si sostiene con la pesca o l’agricoltura di sussistenza.

Ad accompagnarmi lungo le strade di Mannar i Fratelli La Salle (FSC) con il loro abito bianco. Qui sono conosciuti da tutti e per tutti sono un riferimento. Nelle loro scuole, hanno accolto bambini e giovani provenienti da questa zona fragile, credendo in loro e guidandoli verso il successo.

A Mannar tutti conoscono la scuola amministrata dai Fratelli da oltre 70 anni, con oltre 1800 studenti dalla primaria alla secondaria. I valori che ispirano la loro scuola sono profondamente radicati nella tradizione Lasalliana, che si propone di insegnare alle menti, toccare i cuori e trasformare le vite attraverso un’educazione umana e cristiana.

Un impegno particolare è rivolto ai giovani, soprattutto a coloro che provengono da contesti economicamente svantaggiati. Una decisione strategica è stata quella di introdurre nella scuola l’insegnamento della lingua inglese, mirando a superare la discriminazione subita dai bambini e giovani tamil, i cui contesti culturali prevedono il tamil come lingua madre. La mancata conoscenza della lingua cingalese, necessaria per molte posizioni lavorative, è stata così affrontata, aprendo nuove opportunità di crescita e sviluppo per i beneficiari del progetto. Accanto alla scuola c’è la nuova residenza per studenti, realizzata grazie ai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica.

La residenza è stata costruita per permettere a 80 studenti di continuare gli studi senza dover percorrere lunghi spostamenti, dando loro acqua, pasti caldi ed elettricità, al contrario delle case da cui provengono. In un ambiente protetto e sicuro, questi ragazzi possono essere finalmente solo ragazzi, crescere a pochi passi dalla scuola e concentrarsi sul loro futuro. Senza questa residenza, molti di loro sarebbero stati costretti ad abbandonare la scuola e la possibilità di un domani migliore.  Questa residenza gioca un ruolo cruciale nel garantire che i bambini provenienti da famiglie vulnerabili e in condizione di estrema indigenza possano frequentare stabilmente la scuola.

Grazie ai fondi dell’8xmille, è stato trasformato in un ambiente sicuro, fornendo condizioni di vita e apprendimento adeguate. Completare la scuola secondaria dà agli studenti l’opportunità di proseguire gli studi o cercare lavoro, contribuendo a rompere il ciclo della povertà. La residenza è stata costruita grazie ai 651 mila euro dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Lo Sri Lanka non ti prende a schiaffi, lo Sri Lanka ti accarezza e, come una madre amorevole, ti racconta una storia tenendoti stretto a sé, ti spiega perché la vita di ogni creatura del mondo merita rispetto, ti insegna a non avere paura della precarietà, a non temere la diversità o gli imprevisti. Lo Sri Lanka ti include chiunque tu sia e in un attimo ti ritrovi nel suo vortice. In Sri Lanka vale la pena andarci… e se non puoi partire… almeno firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica!

 

 

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Sperare e agire con il Creato, insieme

vai all’articolo
Sostenere la rinascita della Creazione “che geme”, contribuendo, come chiede Papa Francesco, a “passare dall’arroganza di chi vuole dominare sugli altri e sulla natura, ridotta a oggetto da manipolare, all’umiltà di chi si prende cura degli altri e del Creato”. È quanto fa la Chiesa in Italia, tramite il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

Dal 1991 sono stati finanziati 107 progetti volti a contrastare il degrado ambientale, il cambiamento climatico e a salvaguardia delle ricchezze naturali e tutela degli ecosistemi in 31 Paesi, per un totale di oltre 11,5 milioni di euro.

“Spera e agisci con il Creato” è l’invito di Papa Francesco per la Giornata Mondiale di preghiera per la cura del Creato che si celebra il 1° settembre. Sperare e agire con il Creato significa anzitutto unire le forze “nella responsabilità per un’ecologia umana e integrale, via di salvezza della nostra casa comune e di noi che vi abitiamo”. Un lavoro “sinfonico” e “armonico” per la riduzione delle emissioni, l’educazione degli stili di vita, i finanziamenti innovativi e l’uso di soluzioni collaudate basate sulla natura.

Del resto, lo spettro del cambiamento climatico minaccia l’acqua, l’aria, il cibo e i sistemi energetici, ma anche la salute pubblica. Sono oltre tre miliardi e mezzo coloro che vivono in regioni altamente sensibili alle devastazioni provocate dalla crisi ambientali, che provocano anche migrazioni forzate delle famiglie, con milioni di persone che perdono la vita in viaggi disperati. Il degrado ambientale, poi, causa guerre, accresce la povertà che, a sua volta, può aumentare, in un circolo che si autoalimenta.

Sono sempre i poveri della Terra a risentire maggiormente dell’inquinamento atmosferico, nonostante contribuiscano in misura minore al problema. I 46 Paesi meno sviluppati – per lo più africani – rappresentano solo l’1% delle emissioni globali di CO2, mentre le nazioni del G20 sono responsabili dell’80% di queste emissioni. Si tratta di sfide sistemiche distinte ma interconnesse che accrescono disparità e disuguaglianze: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, il degrado ambientale.

Proprio per questo occorrono cooperazione e solidarietà globale. È necessario agire con urgenza e insieme. “È incluso nel nostro piano strategico quinquennale per la pastorale complessiva, avviato nel 2022”, sottolinea monsignor Fulgence Muteba, Arcivescovo di Lubumbashi e Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo. “Le priorità – aggiunge – ruotano attorno all’educazione ambientale, all’operazione ‘Wangarii Maathai’ consistente nella piantumazione di alberi, al supporto ad azioni di conversione ecologica, alla promozione della saggezza ecologica già presente nella cultura tradizionale, alle iniziative di sanificazione ambientale e gestione responsabile dei rifiuti”.

Come avviene anche nella Diocesi di Bukavu, dove la popolazione più povera soffre di problemi di approvvigionamento di acqua e di igiene nonché di mala gestione dei rifiuti domestici che rendono insalubre l’acqua e i terreni circostanti. Grazie a un progetto sostenuto dalla CEI è stato possibile formare donne e giovani e avviare 24 imprese agro-ecologiche per il riciclo, lo smaltimento e la trasformazione dei rifiuti organici utilizzati nelle colture domestiche per migliorare il rendimento agricolo di orti e campi.

Un altro approccio, nel rispetto dell’ambiente, è dunque possibile quando i piccoli si organizzano. Lo testimoniano, ad esempio, i progetti che, con i fondi 8xmille, hanno consentito a cooperative locali nel Nord est del Brasile di rafforzare reti formative innovative per l’agricoltura comunitaria e le filiere alimentari. “Abbiamo lavorato – evidenzia la nutrizionista Clara Terko Takaki – sulla sovranità e sulla sicurezza alimentare basate sul bioma amazzonico e sulle stagioni dell’anno, sulla valorizzazione delle abitudini alimentari regionali e il pieno utilizzo di questi alimenti con eccedenze fermentate e disidratate, in particolare la manioca. In questo modo possiamo evitare gli sprechi, eliminare i gas che aumentano l’effetto serra, ridurre la fame, migliorare le difese immunitarie e generare reddito”. Nello specifico il progetto sulle filiere alimentari ha contribuito alla formazione di un centinaio di giovani e al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione rurale di Santa Luzia e Limoeiro do Norte tramite il rafforzamento delle proposte formative in ambito agro-zootecnico e la creazione di una rete di collaborazione tra entità formative brasiliane per un periodico scambio di conoscenze, esperienze, buone pratiche e competenze, per facilitare uno sviluppo agricolo sostenibile delle aree rurali coinvolte.