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8xmille / Un convegno a Bologna per raccontare l’importanza di una firma

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Martedì 20 maggio nella sala «Marco Biagi» dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili (piazza De’ Calderini 2/2), si è tenuto il convegno «8xmille. Bene comune. Per migliaia di gesti di amore e di speranza».

L’evento è stato proposto dal Servizio per la promozione del Sostegno economico alla Chiesa cattolica dell’Arcidiocesi di Bologna in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e Bologna, la Fondazione dei commercialisti, le Acli e l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc).

8xmille / A Santhià (VC) assistenza domiciliare e sostegno psicologico per i malati e le loro famiglie

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A Santhià, importante crocevia in provincia di Vercelli e tappa rilevante del tracciato storico della Via Francigena, opera la Fondazione Amos più Obiettivo Salute ETS. AMOS è nata nel 2013 come progetto all’interno del gruppo di Carità Sant’Agata, in accordo con la Caritas Diocesana Eusebiana, con l’obiettivo di assistere e sostenere i malati oncologici, alleviare le sofferenze e i disagi loro e delle loro famiglie e promuove progetti di welfare generativo negli ambiti sanitari e socio-assistenziali, in risposta alle situazioni emergenziali e di bisogno diffuse sul territorio (8xmille.it).

“Nel 2022, dall’idea di Luigina Rollino, a cui oggi è intitolata la struttura – spiega Carlo Greco, direttore della Caritas Eusebiana – Amos, si trasforma in Fondazione Amos Più Obiettivo Salute ETS, proponendosi in collaborazione con l’ASL di Vercelli, oltre ad accompagnare i malati oncologici negli ospedali per le terapie, a offrire servizi aggiuntivi quali: prestazioni sanitarie e visite mediche specialistiche, e sostegno e assistenza agli ammalati con deficit della memoria, accelerando così i tempi delle prestazioni necessarie a cittadini “fragili” (pazienti oncologici, fragilità economica, anziani soli o con malattie neurodegenative o con necessità di visite in tempi brevi, persone con necessità di sostegno psicologico)”.

Grazie all’infaticabile opera della sua fondatrice Luigina Rollino, dei volontari formati e preparati,  ai quali si affiancano medici, infermieri e personale del direttivo che segue la parte gestionale e amministrativa, tutti volontari, nel corso del tempo, oltre al trasporto malati per le visite oncologiche e non, sono stati attivati nuovi servizi come visite mediche specialistiche, alle quali si aggiungono attività in ambito socio-sanitario-assistenziale, screening per la valutazione della memoria e attività di sostegno al benessere delle persone con demenza (deficit di memoria/deterioramento cognitivo) e ai loro famigliari, progetti inerenti al disagio giovanile.

“L’associazionismo, i gruppi parrocchiali, i cittadini di Santhià e degli altri 12 Comuni consorziati, hanno compreso e apprezzato il servizio offerto da Amos più e la necessità di aumentare i loro sforzi nei confronti delle persone fragili, sviluppando un maggior senso di prossimità e comunità”, prosegue Greco.

Da qui la decisione di essere più presenti in ambiti dove non è più sufficiente quanto fatto sino a ieri e la scelta di avviare un centro per visite specialistiche, a offerta libera, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12, all’interno della struttura situata a Santhià in via Puccini 2.

Realizzato anche in collaborazione con i medici di famiglia, il progetto ha portato con sé benefici del tutto innovativi offerti ai 13 comuni consorziati sul territorio vercellese e biellese.

“Da questo approccio è nato, dunque, – aggiunge Don Andrea Matta, Parroco di Santhià e responsabile del Gruppo di Carità Sant’Agata – un progetto di welfare innovativo che ha coinvolto la comunità, con momenti formativi sul tema della salute stimolando il valore della testimonianza della carità nei confronti delle fasce deboli della popolazione e le persone in situazione di disagio economico o sociale, che hanno fornito un importante contributo segnalando carenze ed eventuali proposte”.

Il Presidente della Fondazione autonoma Amos più Obiettivo Salute ETS Gianni Brunoro, specifica: “I beneficiari, dunque, non sono concepiti come semplici fruitori di servizi socio-assistenziali o socio-sanitari ma, in un’ottica di superamento della mentalità di mero assistenzialismo, come persone bisognose da ricollocare all’interno di percorsi che permettano loro di riscoprire il proprio valore e la propria dignità.” 

“Il successo del progetto – conclude il direttore Carlo Greco – si basa, soprattutto, su tre elementi: il prezioso contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, la forza del volontariato e la sensibilità degli specialisti. Grazie ai volontari e alla risposta concreta di medici e infermieri si garantisce con continuità assistenza ai più vulnerabili che trovano, nella Fondazione Amos più, un punto di riferimento per la loro salute”.

 

8xmille / A Mestre l’ambulatorio di prossimità “Salute senza confini”

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A Venezia, nel cuore della Municipalità di Mestre, all’ultimo piano del Centro Pastorale Papa Luciani, che ospita numerose opere e attività caritatevoli, si trova l’ambulatorio di prossimità di Caritas Veneziana. Qui medici, infermieri, farmacisti e volontari accolgono gratuitamente tutti coloro che hanno bisogno di cure e non possono accedere al servizio sanitario nazionale.

La sua collocazione nel centro di Mestre, area densamente popolata, risulta strategica poiché il quartiere è caratterizzato da una marcata multiculturalità e da un inasprimento della criminalità urbana legata alle vecchie e nuove dipendenze.

“All’ambulatorio l’ascolto e la cura vanno di pari passo – spiega Franco Sensini, direttore Caritas VenezianaIl centro, convenzionato con il SSN, svolge un ruolo importante sul territorio. Grazie alla collaborazione di 30 professionisti volontari riusciamo a garantire tre giornate a settimana per le visite specialistiche e di medicina generale. I farmaci prescritti con ricettario sono distribuiti dal servizio farmacia collegato. Questo progetto è diventato realtà grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille della Chiesa cattolica che hanno consentito l’avvio della struttura nel 2020 ed il sostentamento per i primi due anni di attività”.

Collocata vicino alla stazione ferroviaria la struttura è facilmente accessibile per coloro che gravitano intorno ai servizi dedicati ai senza fissa dimora ed anche per coloro che non hanno ancora completato l’iter di regolarizzazione della loro posizione giuridica nel territorio.

“Numerosi sono coloro che accedono all’ambulatorio – prosegue il direttore perché, nonostante siano cittadini comunitari, hanno perso i requisiti per beneficiare del sostegno della sanità pubblica, a causa della precarietà lavorativa a cui sono costretti, altri hanno bisogno di cure immediate perché privi di un qualsivoglia documento identificativo”.

Il costante rapporto con il Centro di ascolto e l’osservatorio diocesano delle povertà riesce ad essere strumento di rilevazione dei cambiamenti dei bisogni sanitari, dell’andamento della relazione con la sanità pubblica, della tipologia delle patologie che caratterizzano l’utenza che vive ai margini della società e diviene strumento di costante revisione dell’operato svolto.

Ne è stato un esempio la procedura accelerata costruita ad hoc in collaborazione con il SISP (servizio igiene e prevenzione pubblico), l’Hub Vaccinale di Marghera e l’anagrafe sanitaria, che nel 2022, all’indomani della crisi ucraina, ha consentito la veloce emissione di circa 181 tessere sanitarie.

“L’obiettivo di Caritas è quello di raggiungere, attraverso il volontariato, – conclude il direttore – la povertà sanitaria che interessa non solo coloro che sono privi di mezzi economici per poter evitare le lunghe liste d’attesa della sanità pubblica, ma anche quei cittadini che, pur avendone diritto, sono incapaci, per mancanze culturali o di opportunità, di accedere al servizio pubblico sanitario, o perché privi di idonea documentazione identificativa”.

Le discipline specialistiche per le quali l’ambulatorio è autorizzato sono molteplici; in questi anni sono state erogate visite nefrologiche, neurologiche, di ostetricia e ginecologia, di psichiatria, gastroenterologia, cardiologia, endocrinologia, oculistica, otorinolaringoiatra, urologia, pediatria, geriatria, medicina del lavoro, medicina di comunità, psicologia clinica, igiene e medicina preventiva, malattie infettive, medicina interna e scienze dell’alimentazione.

Il personale sanitario volontario ha particolarmente a cuore il carattere multiculturale della sua utenza, per questo il servizio garantisce servizi di interpretariato linguistico, che a volte vanno a supporto anche delle visite assicurate dall’A.U.LS.S. 3. L’ambulatorio è un vero e proprio crocevia di servizi e si è posto anche come punto di riferimento nell’organizzazione di corsi di formazione per operatori e volontari Caritas con l’obiettivo di offrire agli assistiti un’educazione alle più basilari norme igieniche.

Dall’ambulatorio si accede anche alla galassia dei servizi erogati dalla Caritas Veneziana come la vicina mensa che offre 120 pasti al giorno, il Centro di Ascolto Caritas per la rilevazione delle vecchie e nuove povertà, il Microcredito San Matteo, che offre il prezioso servizio di sostegno e accompagnamento a piccoli prestiti.

A due passi dai luoghi della Biennale Arte e da Piazza San Marco, vi è una delle strutture principali della Caritas veneziana la Casa d’accoglienza San Giuseppe che è sempre stata per la città un luogo deputato all’accoglienza. Sita nel secondo sestiere più popoloso della città insulare e sicuramente il più esteso, la struttura ospita, insieme al Dormitorio femminile Santa Bakhita, anche la mensa per persone senza fissa dimora.

Dal 2023, la Casa d’Accoglienza femminile offre supporto a donne in temporanea difficoltà abitativa e, a breve, inaugurerà una sezione dedicata alle donne con problematiche legate alla giustizia, come misure alternative alla detenzione, permessi premio o fine pena.

Questi sono solo alcuni dei servizi offerti da questa struttura, un vero e proprio Hub della Carità nel cuore di Venezia, che assicura sostegno e assistenza a persone bisognose nel rispetto della propria dignità.

Mons. Baturi: «L’8xmille è promozione sociale, non assistenzialismo centralista»

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Su corriere.it/buone-notizie è stata pubblicata un’intervista al Segretario Generale della CEI, Mons. Giuseppe Baturi, in occasione della Milano Civil Week 2025 sul tema L’Europa siamo noi – La cittadinanza attiva per un presente di pace e solidarietà. La festa-evento della cittadinanza attiva e solidale promossa da Corriere della Sera-Buone Notizie, Comune di Milano e Forum del Terzo Settore di Milano, in collaborazione con CSV Milano, dà appuntamento dall’8 all’11 maggio a Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2, con incontri, laboratori, dibattiti e momenti di spettacolo che serviranno a far circolare le esperienze e a condividere le buone pratiche.

Nell’intervista di Elisabetta Soglio, il Segretario CEI, tra le altre domande, risponde anche ad alcune sull’8xmille e come vengono i spesi questi fondi:
«Già nella legge istitutiva, frutto di una intesa fra la Santa Sede e lo Stato, si prevedeva che i fondi si potessero destinare alle esigenze di culto e pastorale, agli interventi caritativi nelle Diocesi e nei Paesi in via di sviluppo, al sostentamento del clero. Una quota importante, pari nel 2023 a 80 milioni, viene gestita dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli: nel 2023, appunto, sono stati approvati 440 progetti proposti da realtà ecclesiali di tutto il mondo. Ognuno è accompagnato dalla lettera di presentazione del vescovo e della Conferenza episcopale locale e viene valutato in base all’impatto e al coinvolgimento delle comunità locali, in particolare dei più poveri (anche in termini di qualità, correttezza, effettiva utilità per le persone cui si rivolge). Non vengono finanziati i costi di gestione dell’ente proponente, che anzi deve dimostrare di avere studiato dopo la fase di startup una sostenibilità economica e complessiva del progetto, anche a livello ambientale».

Dove intervenite in particolare?
«La metà dei progetti sono in Africa, anche nella guerra del Sud Sudan, poi abbiamo dato seguito a richieste giunte da Paesi del Medioriente e in particolare dai luoghi di guerra – penso alla Siria e al Libano – ma anche dall’America Latina, per esempio Haiti, e dall’Asia con il Myanmar».

E in Europa?
«In questi anni abbiamo concentrato gli aiuti soprattutto sull’Ucraina, per sostenere tramite le Caritas e le Chiese di quelle terre martoriate dalla guerra le strutture di assistenza ai bambini, i centri di riabilitazione per la disabilità, la formazione dei giovani, il supporto alle ragazze madri. La nostra idea di fondo è finanziare attività capaci di sviluppare una soggettività delle persone, in termini educativi, capaci di solidarietà e di protagonismo di comunità, anche sensibilizzando i nostri territori. Rifuggiamo la logica dei contributi a pioggia e dell’assistenzialismo, ma puntiamo sull’aiuto promozionale ai più poveri grazie alle Chiese locali e alle loro espressioni caritative, affinché ognuno faccia responsabilmente la sua parte».

C’è un calo nella scelta dell’8xmille?
«Dopo il Covid, quando le donazioni si erano concentrate sugli ospedali, abbiamo sentito un calo. Ma voglio precisare che questa quota di 80 milioni per i progetti viene comunque sempre garantita. Per noi le persone sono tali, non pedine di scacchiere di poteri, ed è per loro che noi lavoriamo».

Tema della trasparenza: come viene garantita?
«Torno a dire che i progetti vengono vagliati uno ad uno da una commissione di esperti, che poi verifica anche l’utilizzo dei fondi messi a disposizione. C’è un meccanismo di rendicontazione che segue l’erogazione fatta: questo perché siamo convinti che la Chiesa abbia una responsabilità storica soprattutto nelle situazioni di conflitto e nelle povertà più estreme e disperate. Noi non abbandoniamo nessuno».

8xmille / A Lodi Casa Regina Pacis, un rifugio di speranza per donne in difficoltà

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Non solo luogo di accoglienza, ma anche spazio di incontro e di dialogo interculturale. Questa la finalità della Casa Regina Pacis, fortemente voluta dalla Diocesi di Lodi, che accoglie donne in difficoltà favorendone l’inclusione sociale.

Situata nel cuore di Lodi, nel popolare quartiere Borgo, in via San Giacomo 15, la Casa offre una prima accoglienza temporanea a donne maggiorenni, aiutandole in un regolare inserimento nel territorio. Nata come opera Caritas dell’Anno Giubilare 2000, recentemente ristrutturata e rinnovata, grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, la struttura, simbolo tangibile di solidarietà e inclusione, offre un rifugio a donne, provenienti da diverse parti del mondo. La sua missione è chiara: non limitarsi a fornire un riparo, ma costruire un percorso di integrazione sociale e autonomia personale. Qui, ogni persona accolta trova non solo un tetto e pasti caldi, ma anche un supporto concreto per ricostruire la propria esistenza attraverso percorsi formativi, assistenza psicologica, legale e sanitaria.

L’inaugurazione dei nuovi spazi, avvenuta l’8 marzo 2024, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna, ha rappresentato un ulteriore passo avanti in questo cammino di accoglienza. Il vescovo di Lodi mons. Malvestiti ha voluto ribadire come questa struttura, ufficialmente intitolata in quell’occasione “Casa Regina Pacis”, incarni i valori evangelici della carità e dell’amore per il prossimo, offrendo a chi è più fragile la possibilità di riscoprire la propria dignità.

“Questo evento ha segnato non solo un traguardo importante per la struttura, ma anche un rinnovato impegno verso l’integrazione – spiega Luca Servidati, responsabile comunicazione della Caritas Lodi – L’obiettivo principale è quello di facilitare l’inserimento delle giovani nel territorio lodigiano fornendo non solo un tetto, ma anche un supporto completo per il loro percorso di vita.  Grazie alla significativa ristrutturazione, realizzata con il fondamentale contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, i due piani superiori dell’edificio sono ora interamente dedicati all’accoglienza, con una cucina e un’area comune. Al piano terra, invece, sono stati allestiti locali per riunioni, un ufficio per richiedenti asilo, uno spazio per i volontari e un emporio solidale”.

La Casa Regina Pacis rappresenta un faro di speranza per tutte quelle donne che, in fuga da situazioni difficili, cercano un luogo sicuro dove poter ricominciare a immaginare un futuro.

“Le ospiti sono molto giovani, under 30. spiega Chiara Galmozzi, referente della Casa Ogni donna che accogliamo porta con sé una storia unica. Molte hanno dovuto lasciare la loro terra, la loro famiglia, affrontare viaggi lunghi e pericolosi. Qui non sono numeri, ma persone con un valore inestimabile, degne di essere ascoltate, accompagnate e sostenute. Le guidiamo per le pratiche burocratiche, per l’assistenza sanitaria e nei percorsi formativi. L’ospitalità dura in media due anni e quando escono di solito c’è una buona possibilità di inserimento”.

Le provenienze sono variegate: paesi dell’Est Europa, Asia, Africa e America Latina. Alcune arrivano direttamente dai centri per richiedenti asilo, altre vengono indirizzate da servizi sociali o associazioni del territorio.

In questi anni sono tantissime le storie – prosegue la referente – che quei muri hanno custodito: decine di vite che in quel luogo si sono prima incrociate, poi incontrate, a volte scontrate e infine capite, scoperte, amate. Questo perché Casa Regina Pacis non è solo una casa, ma è uno spazio di scambio tra culture, un momento di dialogo tra religioni e tradizioni differenti, occasione di convivialità tra etnie, per alcune è una vera e propria famiglia”.

La casa offre un accompagnamento nel cammino di inserimento e integrazione grazie alla presenza di tre operatrici dedicate (un’educatrice, una mediatrice culturale e un’operatrice sociale). Per le persone straniere accolte è previsto un aiuto all’apprendimento dell’italiano e delle norme fondamentali per la convivenza.  Durante alcuni periodi intensi dell’anno, come la Quaresima, la struttura ospita giovani e gruppi di catechesi che condividono momenti di convivialità con le ospiti, promuovendo così una maggiore comprensione e integrazione.

Questo progetto rappresenta un esempio tangibile di come la cura degli spazi fisici e la riorganizzazione dei servizi possano incidere positivamente sul benessere delle persone, promuovendo al contempo un cambiamento di paradigma nelle modalità di accompagnamento in vista di un inserimento lavorativo. “Dietro l’accoglienza femminile Regina Pacis a Lodi, risplendono i valori più profondi del Vangelo, – conclude Servidati– incarnati in gesti di amore e solidarietà. Questo luogo è molto più di un rifugio temporaneo: è una casa che abbraccia con calore, dove ogni donna accolta è riconosciuta come portatrice di una dignità inviolabile. In un mondo spesso indifferente, la Casa Regina Pacis diventa testimonianza viva della cura che il Signore ha per ciascuno dei suoi figli, specialmente per chi è più fragile”.

Casa Regina Pacis è un punto di riferimento anche dopo il termine dell’esperienza, uno spazio ponte tra l’interno e l’esterno in cui si stimolano processi di inclusione e di crescita personale.

8xmille / Dal 13 aprile la nuova campagna della CEI che racconta la “Chiesa in uscita”

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Dal 13 aprile tornano gli spot che mostrano l’impegno quotidiano della Chiesa cattolica al fianco dei più fragili. 

Una firma che si traduce in accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 13 aprile la nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, con l’obiettivo di mostrare il valore di questa scelta che ognuno di noi può fare e il suo impatto nelle vite di tanti.

É il racconto di una Chiesa in uscita che risponde alle nuove povertà e ai bisogni sempre più complessi di fasce di popolazione diverse. Poliambulatori che erogano cure gratuite, dormitori, mense, doposcuola, stanziamenti per calamità naturali, guerre ed emergenze umanitarie nel mondo: sono solo alcuni esempi della rete capillare di solidarietà che non lascia indietro nessuno. Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

La campagna di comunicazione è stata presentata su Play2000.it di TV2000 il 10 aprile: cliccare qui per rivederne la registrazione.

L’8xmille: un moltiplicatore di risorse e servizi per il bene comune

Nel 2024 sono stati assegnati oltre 275 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 45 ad esigenze di rilievo nazionale di cui circa la metà destinati a Caritas Italiana e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 389 milioni di euro per il sostentamento degli oltre 32 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 246 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale.

L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. La Chiesa cattolica non si limita all’assistenzialismo, ma promuove percorsi di crescita personale e reinserimento sociale. Basta osservare i numerosi progetti promossi dalle diocesi per rendersi conto delle opportunità offerte dalla carità locale.

La Chiesa, infatti, si dedica con grande impegno agli anziani, ai disabili e ai malati, offrendo assistenza e cure in casa o in strutture residenziali dedicate (20 milioni di euro).

Aiuta le persone senza fissa dimora, le famiglie in difficoltà e i poveri accompagnandoli e sostenendoli nelle difficoltà economiche quotidiane (40 milioni di euro).

La Chiesa è attenta all’educazione dei giovani, prevenendo l’abbandono scolastico e il disagio giovanile, attraverso attività di supporto didattico, centri diurni socioeducativi per minori (16 milioni di euro). Non meno importante è l’attenzione rivolta agli ultimi, ai bisognosi e ai dimenticati. Grazie all’8xmille, vengono donati pacchi alimentari, vestiti, farmaci e aiuti concreti (82 milioni di euro). Con l’8xmille, la Chiesa cattolica offre anche percorsi di orientamento e inserimento lavorativo per chi è disoccupato, supportando i precari, in particolare giovani e donne, con attività di formazione e reinserimento lavorativo (9 milioni di euro).

Ancora, attraverso l’8xmille, vengono attivati percorsi di protezione e accoglienza per donne vittime di tratta, si offre sostegno materiale e spirituale ai detenuti, e si è al fianco delle vittime del racket e dell’usura, con progetti di tutela, consulenza e assistenza per liberarsi dai debiti e ritrovare serenità (6 milioni di euro).

Senza dimenticare le tragedie nel mondo, come ad esempio quella della guerra in Congo: per l’emergenza umanitaria è stato stanziato un milione di euro.

Firmare per la Chiesa cattolica – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnonisignifica essere parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo. La Chiesa, infatti, è accogliente e aperta a tutti, non solo ai credenti, e non lascia indietro nessuno: malati, disoccupati, anziani, giovani, donne sole e famiglie vulnerabili. In una sorta di welfare parallelo che offre però non solo sostegno materiale ma anche relazionale operando in sinergia con altre realtà del territorio per costruire reti di supporto integrate ed efficaci. Se non ci fosse la Chiesa e il lavoro straordinario svolto dalla macchina del volontariato – aggiunge Monzio Compagnoni – ci sarebbe un vuoto enorme”.

Otto storie di accoglienza, lavoro e speranza

L’edizione 2025 della campagna CEI si concentra su otto storie di speranza e rinascita, evidenziando il legame tra le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”, e la vita di tutti i giorni. L’obiettivo della campagna – aggiunge il responsabile del Servizio è quello di far apprezzare il valore di un gesto semplice come la firma, collegandolo ai momenti quotidiani della vita. Gli spot si concentrano sul concetto di ‘sentirsi bene’ prendendosi cura degli altri grazie a un’opzione nella dichiarazione dei redditi, che si traduce in migliaia di progetti. Chi firma diventa protagonista di un cambiamento e autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole che deve essere rinnovata ogni anno”.

Come accade a Salerno dove il Dormitorio Don Tonino Bello offre risposte concrete e percorsi di reinserimento lavorativo a persone in condizione di povertà estrema o a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove la mensa diocesana della Caritas rappresenta una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. L’azione costante della Chiesa consente a molti di cambiare il proprio futuro come accade a Lodi dove la Casa Regina Pacis è un luogo sicuro per quelle donne che, in fuga da situazioni difficili, cercano un’opportunità per ricominciare. Tanti i progetti di assistenza sanitaria sostenuti grazie al fondamentale contributo dell’8xmille come il Poliambulatorio medico di Santhià, nel vercellese, che offre attività di assistenza e servizio medico in modo gratuito, con la finalità di contrastare i lunghi tempi di attesa del Servizio Sanitario Nazionale così come a Venezia dove, presso l’ambulatorio di prossimità di Caritas Veneziana, medici, infermieri, farmacisti e volontari accolgono gratuitamente tutti coloro che hanno bisogno di cure immediate.

Tante anche le iniziative per offrire un futuro sereno a bambini e giovani, provenienti da famiglie vulnerabili: il progetto di Accoglienza e inclusione sociale, di Nazzano Romano, permette a giovani autistici di trovare non solo un tetto ma anche un cammino di crescita, formazione e autonomia attraverso l’inclusione lavorativa.

Con il fondamentale sostegno delle firme, ogni anno, vengono restituiti a fedeli e visitatori molti tesori dimenticati. Come a Gubbio dove la chiesa della Madonna del Prato, gioiello barocco, è stata sottoposta ad un intervento di restauro conservativo. Anche quest’anno la campagna ha voluto rappresentare i tanti progetti realizzati all’estero prendendo come esempio un’opera in Sri Lanka, a Badulla dove la speranza è arrivata in corsia. Qui sorge il Badulla Central Hospital, principale centro sanitario della regione che, grazie all’8xmille, offre cure mediche, sostegno sociale e prevenzione per le comunità più vulnerabili.

Una campagna multicanale per un messaggio di corresponsabilità

La campagna 8xmille CEI è ideata dall’agenzia VML, la regia è di Edoardo Lugari, le foto sono di Francesco Zizola e la casa di produzione è Casta Diva/Masi Film. Pianificata su tv e web con otto soggetti nei formati 20”, 15” e 6”, a seconda del canale e dei diversi target, la campagna si svilupperà anche su stampa, affissione, radio, display e video strategy.

Nel sito www.8xmille.it sono disponibili i filmati di approfondimento sulle singole opere, al centro della campagna, mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille, a livello nazionale e diocesano, nel segno della trasparenza.

I social 8xmille

https://www.8xmille.it/

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8xmille / “Un frullato di fotografie dall’India”, di don Garbuio

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Su semprenews.it (testata giornalistica della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi), tra le Storie segnaliamo l’articolo di don Enrico Garbuio del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI “Un frullato di fotografie dall’India”, un racconto di viaggio, alla scoperta delle realtà sostenute dai fondi raccolti con l’8 per mille, per accorciare le distanze tra chi pone una semplice firma e chi, grazie a quel gesto, può continuare a costruire un futuro migliore.

Don Enrico scrive nel suo racconto: “…Ho incontrato davvero tante realtà: dalle case-famiglia agli ospedali, dai centri di accoglienza per bambini malati di AIDS alle scuole per bambini sordomuti… tutte opere finanziate con i fondi 8xmille. Dai finestrini del fuoristrada o dal tuk-tuk ho visto scorrere l’India delle città e dei villaggi: case di legno più dignitose lungo le vie trafficate delle città, case di bambù immerse nella vegetazione dove talvolta si affacciavano donne e bambini che con il sorriso mi invitavano ad entrare per un coconut water, un pezzo di papaya, una banana o semplicemente per decorarmi il volto come segno di accoglienza”.

Qui l’articolo completo.

8xmille / Terremoto in Myanmar: 500mila euro per le prime necessità

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma che venerdì 28 marzo ha devastato il Myanmar, con impatto anche su altri Paesi. Il terremoto, con epicentro nella regione di Mandalay, ha provocato migliaia di morti, feriti e sfollati oltre a distruggere abitazioni e infrastrutture. “Ci facciamo prossimi alle sorelle e ai fratelli del Myanmar: a loro giunga il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Preghiamo per le vittime, tra cui tantissimi bambini, e per i loro familiari, assicurando il sostegno delle nostre Chiese”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Per far fronte all’emergenza, la Presidenza della CEI ha deciso un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: servirà per i primi soccorsi, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con KMSS (Karuna Mission Social Solidarity, la Caritas in Myanmar) e con la rete internazionale della Caritas.

Il Myanmar vive da tempo una situazione molto complessa e precaria: la crisi umanitaria nel Paese tocca 19,9 milioni di persone – più di un terzo della popolazione – che già necessitavano di assistenza a causa dei conflitti interni, della precarietà economica e dei disastri naturali. Il terremoto ha esacerbato tutto ciò, mettendo a dura prova le risorse e le capacità di risposta nazionali. Nell’auspicare che cessino le ostilità interne e gli aiuti umanitari possano arrivare a destinazione, la Presidenza della CEI invita le comunità diocesane e parrocchiali a contribuire agli interventi solidali da effettuarsi nell’immediato e alla ricostruzione materiale e comunitaria da attuarsi nei prossimi mesi e anni.

Notizie e aggiornamenti sulla situazione in Myanmar e sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito di Caritas Italiana: www.caritas.it.

1 aprile 2025

 

8xmille / Guida alla firma 2025

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Scheda allegata al Modello CU

Chi può firmare?
Coloro che possiedono redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come scegliere?
Utilizzare l’apposita scheda allegata al modello CU e:

  • -nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  • -Firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Attenzione! Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non si disponga della scheda allegata al modello CU, sarà possibile utilizzare per la scelta la apposita scheda presente all’interno del Modello REDDITI. In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:

  • -nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  • -Firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.

La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it – sezione: cittadini – dichiarazioni).
I tempi e modalità di consegna sono gli stessi di quelli previsti per la scheda allegata al Modello CU.

Quando e dove consegnare?

  1. Consegnare entro il 31 ottobre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” (*) secondo una delle seguenti modalità:

-presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta.
-ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta;
inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

  1. Inoltre, è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 31 ottobre.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

(*) La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’Otto per mille.

 Modello 730

Premessa
Il modello 730 precompilato viene messo a disposizione del contribuente, a partire dal 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it. – area riservata). Si può accedere a questa sezione utilizzando:

  • -un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
  • -CIE – Carta di identità elettronica;
  • -una Carta Nazionale dei Servizi.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un intermediario (CAF o un professionista abilitato).
In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Per chi è messo a disposizione il modello 730 precompilato?

Il 730 precompilato è messo a disposizione dei contribuenti che – oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi da dichiarare con questo modello e/o hanno oneri deducibili/detraibili, non hanno la partita IVA e possono avvalersi dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato.
Nell’area web dedicata, oltre alla modalità di compilazione ordinaria, è resa disponibile al contribuente una modalità di presentazione semplificata e guidata della dichiarazione 730 precompilata. Con la nuova modalità di compilazione, le informazioni a disposizione dell’Agenzia delle entrate sono proposte con un linguaggio semplificato al contribuente, che può direttamente confermarle o modificarle attraverso un percorso guidato. I dati così confermati, modificati o integrati sono riportati in maniera automatica nei campi corrispondenti del modello 730.

Modalità di presentazione 

Presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate
Se il contribuente intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate deve anche compilare il modello 730 – 1 con la scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef (anche se non esprime alcuna scelta).

Presentazione al sostituto d’imposta
Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza recante la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici. In caso di dichiarazione in forma congiunta i rispettivi modelli 730-1 sono inseriti dai coniugi in due distinte buste. Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta.

Presentazione al CAF o al professionista abilitato
Chi si rivolge a un CAF o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici.

Termine di presentazione
Il Modello 730 precompilato ed il modello 730-1 devono essere presentati al CAF o al professionista o al sostituto d’imposta entro il 30 settembre.
Inoltre, il contribuente può presentare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato e il 730-1 direttamente via internet entro il 30 settembre.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

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Modello 730 ordinario (non precompilato)
Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).
Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate ha predisposto il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare il modello 730 precompilato, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello REDDITI ordinario o modificando il modello REDDITI precompilato.
Il contribuente per cui l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI.

A chi e quando si presenta
Il modello 730 ordinario, insieme al modello 730 1 – con la scelta, può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale o al CAF o al professionista abilitato entro il 30 settembre

Modello REDDITI

La scelta viene effettuata utilizzando l’apposita scheda, presente all’interno del modello REDDITI, che è usata sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione sia in caso di esonero.
Negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente.

Chi può firmare?
I contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello REDDITI

Come scegliere?
Firmare nella casella “Chiesa cattolica” facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta, nell’apposito riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef “posto nella scheda.

Quando e dove consegnare?
1. Il modello REDDITI e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, professionista), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 31 ottobre. È importante comunque ricordare all’intermediario fiscale la propria scelta per la destinazione dell’Otto per mille.
2. Chi invece predispone da solo il modello REDDITI e la scheda con la scelta, deve effettuare la consegna via internet entro il 31 ottobre, ovvero, se non è obbligato all’invio telematico, presso qualsiasi ufficio postale dal 30 aprile al 30 giugno.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo

 Modello Redditi Persone Fisiche precompilato

Da quest’anno, in via sperimentale, l’Agenzia delle Entrate –  utilizzando le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati delle Certi­ficazioni Uniche di lavoro autonomo e i dati trasmessi da parte di soggetti terzi – rende disponibile al contribuente entro il 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet del­l’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it, la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente anche alle persone fisiche titolari di redditi differenti da quelli di lavoro dipendente e assimilati.
Il contribuente potrà accedere alla dichiarazione precompilata direttamente, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o, conferendo apposita delega, tramite un intermediario abilitato (CAF, professionista).

E IL CINQUE E DUE PER MILLE?
In tutti e tre i modelli troverete anche lo spazio per destinare il cinque e il due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’Otto per mille. L’invito è a firmare l’Otto per mille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque e due per mille.

Cremona / A Marzalengo grazie all’8xmille un nuovo spazio per i bambini

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Importante novità all’interno dell’opera segno di Caritas Cremonese che accompagna ragazze e giovani mamme che stanno uscendo da situazioni di dipendenza.

Ormai è solo questione di piccole rifiniture e il nuovo «spazio-bambini» della comunità San Francesco può dirsi pronto. Un vero sogno che si avvera per l’opera segno di Caritas Cremonese che a Marzalengo accompagna 15 tra ragazze e giovani donne che stanno cercando di uscire dal tunnel della dipendenza (da sostanze o alcool). E che, insieme a queste ragazze, accoglie anche i loro bambini, una decina in tutto.

È proprio ai più piccoli che guarda la novità della casa: uno spazio tutto da vivere nella spensieratezza e per il gioco (per i più piccoli che non vanno a scuola è il luogo dove trascorrono gran parte della giornata). Lo si è potuto realizzare grazie ai fondi dell’8xmille stanziati attraverso Caritas Italiana.

Nella comunità di Marzalengo si respira il clima di casa. «Il nostro stile vuole essere quello della famiglia – spiega suor Virginia Verga, coordinatrice della struttura – con relazioni calde, fatte di cura, di accoglienza e di affetto. Le ragazze che arrivano da noi a volte non hanno alle spalle una famiglia e, comunque, durante il percorso non possono avere accanto i propri cari. Quindi il nostro compito è proprio quello di creare questa situazione di famiglia, che è il luogo in cui una persona può essere se stessa, sentirsi accolta, sentirsi importante, valorizzata, … sentirsi unica. Ed è in questo clima di relazione e di benevolenza che c’è il percorso di cura della dipendenza, che paradossalmente è la cosa meno importante, perché l’uso della sostanza non è altro che un modo per cercare di affrontare il dolore che si porta dentro».

Quello portato avanti a Marzalengo è percorso di crescita doppio: da un lato quello della donna che si sta disintossicando, dall’altro quello dei figli che muovono i primi passi. Da qui l’idea di dedicare uno spazio sempre più adatto ai bambini. Così dalla necessità di riadattare alcuni spazi della cascina è nata l’opportunità di trasferire lo spazio dedicato ai bambini in quelli che in passato erano i locali dedicati alla lavorazione del cuoio. «Grazie all’8xmille – spiega l’educatrice Chiara Rossi – abbiamo potuto riadattare questo spazio realizzando in qualche modo un nostro sogno: mettendo questo ambiente al centro della comunità, anche proprio fisicamente. I lavori ormai sono quasi ultimati e nelle prossime settimane potremo iniziare a dargli vita».

Affacciato da un lato sul cortile della casa e dall’altro sul grande giardino verde, potrà essere goduto a pieno dai più piccoli, sfruttando ancor più gli spazi esterni per il gioco e le attività.

Una novità all’apparenza di poco conto, ma che all’interno della comunità San Francesco ha grande importanza e diventa un ulteriore segno di speranza. «Noi guardiamo sempre alle ragazze con occhi di speranza. La speranza c’è sempre, perché c’è sempre una possibilità di ripartire, di rinascere: è importante che nel nostro cuore ci sia sempre questa speranza sulla loro vita».

L’opera segno

La Comunità San Francesco è comunità residenziale e di pronta accoglienza per donne tossicodipendenti, soprattutto con bambini. Trova spazio in una cascina di Marzalengo, piccola realtà di meno di 400 abitanti nel comune di Castelverde, a pochi chilometri da Cremona. Un contesto familiare in cui è possibile sperimentare uno stile relazionale e di vita diverso per giungere a una gestione autonoma e responsabile della propria vita. Accanto a personale laico educativo specializzato, all’interno della struttura vive e opera una comunità delle Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda. Una delle «opere segno» della Caritas diocesana: «Perché è il segno – sottolinea suor Virginia Verga – dell’amore del Padre per tutti i suoi figli, anche quelli più lontani, disperati, di cui nessuno si occupa». «Per le ragazze sentire la nostra presenza non giudicante e accogliente – precisa l’educatrice Chiara Rossi – fa vincere la paura di sentirsi inadeguate. Mamme non si nasce: certo si dà vita a un bambino, ma tante cose sono da imparare. Allora può essere importante vivere anche un po’ l’esperienza dell’essere figlie nel cammino di maternità».

Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova