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8xmille e sviluppo dei popoli / Progettare Speranza: appuntamento mensile su Avvenire

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Ogni primo sabato del mese, a partire dal 1° marzo, viene pubblicata una pagina mensile in sinergia tra Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e il quotidiano Avvenire, tema: Progettare Speranza.

Qui la pagina completa della prima uscita dedicata alla R.D. del Congo con un’intervista al dott. Denis Mukwege, premio Nobel per la Pace nel 2018 e un riepilogo dell’impegno della Chiesa e dei progetti realizzati grazie ai fondi CEI 8xmille. Invece qui tutte le uscite già pubblicate anche su sicsp.chiesacattolica.it.

Inoltre, ecco l’editoriale di don Gabriele Pipinato, responsabile del Servizio CEI che si occupa della gestione e distribuzione dei fondi 8xmille per lo sviluppo dei popoli.

STORIE DI VITA PONTI DI PACE
Anch’io vorrei ringraziare tutti gli italiani che, destinando l’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1991 a oggi hanno permesso di sostenere 18.600 progetti in 108 paesi per 2,6 miliardi di euro. Ci fa bene conoscere e raccontare le storie di vita, le opportunità di sviluppo, le ripartenze e imparare dalla solidarietà creativa delle persone più povere. Sono questi gli obiettivi di questa pagina periodica pensata e realizzata in sinergia tra il Servizio CEI per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e Avvenire. Mi permetto una testimonianza personale. Prima di venire nominato Responsabile del Servizio CEI, ho vissuto 20 anni come missionario in Africa. In Kenya, con i fondi dell’8xmille, abbiamo iniziato un progetto per persone con disabilità. Quell’impulso è stato un effettivo volano che ha messo in moto una assunzione di responsabilità comunitaria che è sempre più maturata e oggi continua ad aiutare centinaia di famiglie prive di ogni sostegno. Quindi conoscevo questo servizio reso possibile dalla generosità degli italiani, ma non potevo immaginare quante altre chiese sono state accompagnate nel far crescere semi di solidarietà che aiutano a vivere quella fraternità che nel vangelo è immagine del Regno.

Di questi semi è doveroso rendicontare i frutti, sia in termini di opere tangibili che di costruzione di comunità. Far vedere come quanto realizzato riesce ad essere fermento che anima, dando vita a processi che valorizzano le capacità di tutti e, in un’ottica di sussidiarietà, incoraggiano forme di sviluppo locale. Con al centro ogni persona e ogni comunità. Cerchiamo di tradurre la speranza in progetti concreti: attivare relazioni, fare rete, raggiungere e coinvolgere sempre più persone, riflettere e cercare insieme nuove strade. In altri termini promuovere una cultura dell’incontro e della carità e, là dove possibile, fare advocacy per superare ingiustizie e tutelare diritti. Infine, vogliamo far emergere la ricchezza del cammino fatto insieme. Ogni giorno, senza lasciarsi scoraggiare dall’immensità dei bisogni e senza clamore, si cerca di progettare speranza aggiungendo un tassello al grande mosaico di uno sviluppo veramente integrale. Alla cultura dello scarto si risponde con l’inclusione e la valorizzazione dei poveri, allo sfruttamento si contrappone la promozione umana. Nelle comunità locali del sud del mondo molti volontari, tantissime religiose e i preti missionari tessono relazioni, incrociano volti, scoprono talenti immensi e storie che arricchiscono e creano ponti con le nostre comunità, anche a nome di chi non può partire, ma rimane in prima linea soprattutto con il dono della preghiera. Così, insieme, continuiamo a progettare speranza.

8xmille in Tanzania / Donne, giovani e territorio: la sfida del progetto Kesho yetu pamoja

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Percorsi brevi di formazione agricola per migliaia di giovani e donne, con tecniche sostenibili, microirrigazione e supporto a nuove attività locali. Tutti i particolari in questo articolo pubblicato da gente.it, nel quale si legge come Kesho yetu pamoja, Il nostro futuro insieme non è solo il titolo di un progetto di cooperazione internazionale in Tanzania, ma piuttosto una frase in swahili che rappresenta bene lo spirito di collaborazione e la volontà di condurre un percorso di sviluppo insieme, un cammino iniziato nel 2024 e lungo tre anni, che vede accomunate realtà diverse radicate sul territorio tanzaniano come i partner del progetto, sostenuto con un contributo di € 529.749 dalla CEI attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica destinato a sostenere interventi importanti di solidarietà nei Paesi in via di sviluppo.

Il progetto in questione, che si snoderà principalmente tra il Distretto di Morogoro e quello di Mvomero, coinvolge in qualità di capofila, la ONG catanese COPE-Cooperazione Paesi Emergenti, attiva in Tanzania già dalla fine degli anni Ottanta (con interventi in ambito sanitario, agricolo, di tutela dell’infanzia e diritto all’istruzione); le Suore Collegine della Sacra Famiglia con le loro molteplici missioni che rappresentano un punto di riferimento per le comunità locali. Altro importante partner del progetto è la TEC, la Cei tanzaniana, che ha coinvolto nel progetto circa 60 persone delle diocesi e arcidiocesi tanzaniane e il Mahinya College Sustainable Agriculture (CRAS),struttura specializzata in formazione in ambito agricolo avviata dal COPE nel 2008 nel sud della Tanzania, regione di Ruvuma.

Primo step di attività è stato quello dell’organizzazione dei training per formatori che, a loro volta, formeranno, attraverso corsi di breve durata, giovani e donne vulnerabili per 3 anni (ogni anno 100 persone per ciascuna delle 34 diocesi, coinvolgendo circa 3.400 beneficiari all’anno) che apprenderanno pratiche sostenibili di agricoltura, irrigazione, allevamento e trasformazione dei prodotti agricoli, con moduli teorici e pratici sull’uso efficiente dell’acqua e la lavorazione degli alimenti.

8xmille / Diocesi Cuneo-Fossano, Alba e Saluzzo: “Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”

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Attraverso il contributo dell’8xmille, la Chiesa cattolica sostiene molteplici attività: promuove il valore della persona, aiuta le famiglie in difficoltà, anziani, persone fragili e vittime di dipendenze, accoglie migranti, donne vittime di violenza, bisognosi.

Il contributo 8xmille aiuta anche a realizzare progetti per la conservazione e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio storico artistico.

Ecco come…

Diocesi di Roma / Case del povero, strumenti di rinascita anche grazie all’8xmille

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Spot in tv e sul web, video e articoli nella campagna di comunicazione CEI 8xmille alla Chiesa cattolica: protagonisti anche i periodici diocesani come Romasette.it aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). A tal proposito segnaliamo i redazionali pubblicati nel mese di giugno da Romasette.it per la campagna 8xmille: un articolo è dedicato al rendiconto e all’economo, e un articolo su un’opera di carità sostenuta a Roma dai fondi 8xmille.

Le case del povero sono due strutture nella periferia di Roma: una famiglia per chi è in difficoltà.

La prima casa è riservata agli uomini, l’altra alle donne, tra le quali mamme single o vittime di violenza domestica. Accolgono detenuti e detenute agli arresti domiciliari che non hanno alcun posto dove scontare il residuo della pena, offrono un tetto ai senza fissa dimora e rappresentano una famiglia per chi si trova in grave disagio ed estrema solitudine.

 

Beni Culturali / Nel tuo nome. L’arte parla di comunità. Note di speranza nel Giubileo anche grazie all’8xmille

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«Laudate Dominum in chordis et organo» è la frase tratta dal Salmo 150 che viene incisa o dipinta sulle portelle delle casse degli organi delle chiese, per  insegnare al fedele che la musica è la forma d’arte migliore per lodare Dio. L’organo è riconosciuto come il re degli strumenti musicali, unico incontrastato e degno accompagnatore della sacra liturgia terrena, realizzata a immagine della liturgia celeste.

La Regione Ecclesiastica Ligure offre un patrimonio organario interessante, che ha origini nel XIII secolo con la costruzione dell’organo nella Cattedrale di San Lorenzo di Genova, seguito nel XV secolo dall’organo della Cattedrale di Albenga. Il panorama che si delinea nel territorio regionale nel corso dei secoli a seguire si definirà su due costanti: da un lato l’apporto occasionale, ma decisivo, di prestigiose figure di artefici provenienti da altre regioni, dall’altro l’elaborazione di un tipo di strumento tipicamente ligure, realizzato da artigiani locali, che hanno elaborato e attualizzato le esigenze espressive all’insegnamento offerto dai maestri organari di tradizioni diverse. Un panorama quindi variegato che si ripropone nella rassegna organistica Laudate Domimun in chordis et organo.

Note di speranza nel Giubileo organizzato dalla Consulta dei Beni Culturali della Conferenza Episcopale Ligure, in occasione del Giubileo 2025.
Per accogliere l’invito dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI che sollecita le Diocesi Italiane a formulare progetti di valorizzazione sul tema del Dono offerto alle comunità attraverso le opere d’arte, la Consulta Ligure ha pensato di riunire in una serie di eventi-concerto gli organi conservati nelle chiese e oratori delle sette Diocesi più significative, restaurati con il sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

La rassegna è stata organizzata insieme all’Associazione Rapallo Musica e gode del sostegno della Regione Liguria, della Compagnia di San Paolo, dei Comuni e delle Chiese dove si svolgono i concerti.

La Rassegna Organistica del Giubileo “Laudate Dominum in chordis et organo” prosegue con grande partecipazione di pubblico e giovedì 19 giugno 2025, alle ore 21, farà tappa a Rapallo, nella Città Metropolitana di Genova. Gli spettatori potranno ascoltare il concertista tedesco Ludger Lohmann, organista della Cattedrale di S. Eberhard a Stoccarda, in un programma dedicato a composizioni di Nicolas de Grigny, César Franck, Johann Sebastian Bach e Max Reger eseguite sull’organo “Marin” (1942) della Basilica dei SS. Gervasio e Protasio (piazza Cavour 23, Rapallo). L’ingresso è libero e gratuito.

In allegato il calendario degli eventi.

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Coltivare opportunità di sviluppo e inclusione

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La terra come punto di partenza per generare occupazione e inclusione e migliorare la qualità di vita. Sono numerosi i progetti nel settore agricolo e alimentare, finanziati con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che offrono alle popolazioni più povere possibilità di sviluppo e crescita.

Nell’ultima riunione (29-30 maggio) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, infatti, sono state approvate 72 iniziative: 37 in Africa (€ 7.275.161), 7 in America Latina (€ 1.401.828), 23 in Asia (€ 3.949.384), 5 in Europa (€ 446.768) per un totale di 13.073.141 euro. Tra queste, spiccano quelle volte a potenziare l’agricoltura locale, promuovendo anche la nascita di piccole attività imprenditoriali.

È ciò che accadrà in Argentina, nella Bassa Valle del Río Chubut dove vivono circa 150mila persone, molte delle quali in situazione di vulnerabilità: qui la Diocesi di Rawson ha individuato l’olivicoltura come asse strategico per una rigenerazione territoriale sostenibile. Grazie al progetto, si incrementerà la produzione di olio extravergine sostenendone lavorazione e commercializzazione, riqualificando le strutture per usi produttivi, avviando cooperative e microimprese familiari, contrastando così lo spopolamento e rafforzando il legame tra giovani, territorio e comunità di produttori.

In Bolivia, nella Prelatura di Corocoro, la Pastoral Social Caritas diversificherà le colture adattando i raccolti ai cambiamenti climatici migliorando, così, l’alimentazione delle comunità locali. In India, il Bareilly Diocesan Social Service Centre aiuterà le famiglie rurali che vivono in 45 villaggi nei distretti di Pilibhit e Shanjahanpur con attività di formazione e realizzazione di sistemi di agricoltura biologica, sostenibili sia a livello ambientale che economico.

In Albania, “No one out – ets” supporterà quanti, nella Valle del Mat, hanno avviato una produzione vinicola o intendono farlo, con attività di formazione, assistenza tecnica alla coltivazione della vite, alla vinificazione e alla commercializzazione del prodotto. In quest’ottica, nei terreni delle Suore Maestre di Santa Dorotea sarà costruita una cantina, gestita dalla Società cooperativa agricola Petralba 2024.

Con i fondi dell’8xmille, la Chiesa italiana potrà continuare anche a farsi prossima alle persone con disabilità e a quelle più emarginate, con un’attenzione sempre costante sull’educazione e la scolarizzazione.

In Madagascar, le Soeurs du Coeur Immacule de Marie de Diego-Suarez costruiranno a Diego Suarez (Antsiranana) un Centro per persone con disabilità, offrendo loro attività sportive, musicali e di formazione professionale. In Myanmar, nella Diocesi di Taunggyi, la Fondazione New Humanity International realizzerà un progetto triennale grazie al quale 350 bambini con disabilità potranno beneficiare di riabilitazione fisica e cure sanitarie, oltre che accedere all’istruzione. In Pakistan, la Caritas locale creerà 25 centri per l’educazione non formale di 1250 giovani in diverse aree del Punjab, Sindh, Kyber Pakhtunkwa, Balucistan e 3 centri per la formazione digitale di 50 studenti a Lahore, Hyderabad e Faisalabad. In India, la Conferenza Episcopale, attraverso il C.B.C.I. Society for Medical Education – North India, costruirà un nuovo ospedale con 214 letti e una serie di ambulatori per le comunità tribali emarginate e povere dello Jharkhand, con particolare attenzione a donne e bambini. In Angola, nella Diocesi di Caxito, la Congregazione das Irmas Franciscanas da Visitacao de Maria contribuirà alla formazione professionale di circa 500 adolescenti e giovani del quartiere di Panguila, che provengono da famiglie in situazione di fragilità economica. In Malawi, nella Diocesi di Lilongwe, le Sisters of St. Joseph of Mombasa realizzeranno un asilo e una scuola elementare presso il villaggio Pheleni, mentre in Cameroun, i Missionari di Scheut (Congregazione del Cuore Immacolato di Maria) allestiranno una scuola per l’infanzia e una primaria nella zona rurale di Leboudi. Ad Haiti, infine, le Figlie di Maria Ausiliatrice costruiranno nella zona di Gommiers una struttura educativa per i bambini attualmente costretti ad andare a scuola in edifici provvisori, alla mercè del maltempo e delle intemperie.

11 Giugno 2025

8xmille / Restaurata a Gubbio la Chiesa della Madonna del Prato, ora visibile a tutti

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Tu vedi il colle e l’alte ville sparse, e vedi il fiume e l’arborata riviera: questi, che da lontan tanto t’adorna, sono i luoghi terreni ch’a l’eterno aprir la via già furon preparati.” (Giacomo Leopardi, Le ricordanze). Appena oltre le mura che racchiudono il centro storico di Gubbio, lungo la Via Perugina, principale collegamento verso Perugia, si trova la Chiesa della Madonna del Prato. Questo capolavoro barocco, edificato nel 1662 su iniziativa del Vescovo Alessandro Sperelli, sorge su un terreno un tempo appartenente alle Monache di Santo Spirito, dove si trovava una piccola cappella. Fin dall’esterno, la chiesa colpisce per la sua eleganza e imponenza, resa evidente dalla raffinatezza architettonica e dalla qualità dei materiali utilizzati.

L’opera nacque grazie all’intercessione del cardinale Ulderico Carpegna, che rese possibile la creazione di una chiesa ispirata al celebre progetto del San Carlino alle Quattro Fontane di Francesco Borromini (1599-1667). Con l’approvazione dello stesso Borromini, la chiesa si colloca come uno straordinario esempio dell’architettura barocca italiana. Varcata la soglia, l’ampiezza della cupola e l’armonia delle proporzioni interne lasciano il visitatore incantato, mentre la luce soffusa esalta i dettagli architettonici, creando un’atmosfera di profonda spiritualità.

Secondo Elisa Polidori, direttrice dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Gubbio, “la Madonna del Prato è uno scrigno che racchiude un tesoro inestimabile. Non si tratta solo di suscitare emozioni, ma di rappresentare visivamente il mistero di Dio, così come lo ha trasmesso la Rivelazione e interpretato la Tradizione”.

A seguito del terremoto del 2016, la chiesa ha richiesto importanti interventi di restauro per garantirne la stabilità e restituirle il suo splendore originario. I lavori, iniziati nel 2019 e conclusi nel dicembre 2020, hanno coinvolto oltre 30 maestranze impegnate nel recupero di 600 mq di stucchi e 330 mq di superfici affrescate e intonaci. Il progetto è stato possibile grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, dimostrando il valore della collaborazione tra istituzioni ecclesiastiche e la comunità locale.

La bellezza che rinasce è un dono di Dio per il popolo, ma anche un invito a custodirla e a renderla viva” – sottolinea Mons. Luciano Paolucci Bedini, Vescovo della diocesi di Gubbio e Città di Castello. Questa chiesa restaurata non è solo una pietra da contemplare, ma una casa di fede in cui la comunità può incontrarsi e crescere”.

Il restauro della chiesa ha acceso l’attenzione anche su un’altra straordinaria opera custodita al suo interno: la tela monumentale di Ciro Ferri, “L’incontro tra Sant’Ubaldo e il Barbarossa”. Questo capolavoro, di proprietà comunale, è di grande rilievo non solo per le sue dimensioni e per la qualità pittorica, ma anche per il suo valore storico e simbolico. Rappresenta uno dei rari esempi di “gusto passo”, narrando un momento fondamentale per la città di Gubbio sia dal punto di vista religioso che civile.

Restaurare una chiesa – afferma Don Fabricio Cellucci, parroco della Madonna del Prato – significa riportarla al suo ruolo originario: non solo custode di arte e storia, ma cuore vivo della comunità. Come diceva San Giovanni Paolo II, ‘l’arte sacra non è solo memoria, ma rivelazione del mistero di Dio’. Questo restauro è stato per noi una rigenerazione spirituale, un’opportunità per riscoprire la bellezza della fede che abita questi luoghi”. 

Oggi la Chiesa della Madonna del Prato, visitata ogni anno da oltre 12mila persone, non è solo uno scrigno d’arte, ma il centro della vita liturgica e pastorale della comunità.

Nel contesto del cammino sinodale, la storia del suo restauro rappresenta un esempio concreto di comunione e collaborazione, un segno tangibile di come arte, fede e partecipazione possano intrecciarsi. “Ogni dettaglio recuperato – conclude Mons. Paolucci Bedini – parla di una comunità che cammina insieme, unita dalla volontà di custodire e tramandare non solo un’eredità artistica, ma anche una fede viva e condivisa”.

Ai 533mila euro provenienti dalle firme dei contribuenti si sono aggiunti 250 mila euro di fondi per il terremoto messi a disposizione dalla Regione Umbria, indispensabili per completare i lavori, ma anche 55mila euro erogati dalla Parrocchia Madonna del Prato.

8xmille.it

Chiesa cattolica e 8xmille / Un nuovo sito per sfatare i falsi miti

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I sacerdoti guadagnano molto, i soldi dell’8xmille non vanno alla carità, firmare per l’8xmille significa pagare una tassa in più, la Chiesa cattolica è ricca e non paga le tasse, l’8xmille è un sistema poco trasparente…Questi sono solo alcuni dei pregiudizi e dei luoghi comuni che circolano da tempo, alimentando false convinzioni e distorcendo la realtà. Lo rivela una ricerca secondo cui il 45% degli italiani – e, dato ancor più sorprendente, il 51% dei cattolici praticanti – è convinto che sia il Vaticano a occuparsi del sostentamento dei sacerdoti. Inoltre, circa il 20% degli italiani ritiene, in modo errato, che firmare per l’8xmille significhi pagare una tassa in più.

È arrivato il momento di dire basta a queste falsità! Sulla Chiesa cattolica esistono molti stereotipi da sfatare con forza e chiarezza. Solo liberando il campo da queste menzogne si potrà finalmente far comprendere il grande impegno della Chiesa verso il prossimo e la società.

Per questo motivo è stato potenziato un  nuovo sito  che raccoglie e organizza tutto il materiale digital e social realizzato lo scorso anno per smontare, uno dopo l’altro, questi luoghi comuni (rilevati dalla ricerca). Dalla homepage si accede a 8 pagine dedicate, ognuna focalizzata su un pregiudizio specifico, con contenuti esclusivi realizzati insieme a content creator e testate giornalistiche di rilievo.

Ricco di testimonianze autentiche e dati concreti, questo sito non è solo una fonte di verità, ma anche uno spazio aperto a tutti: qui si possono segnalare altre eventuali falsità che ancora circolano sulla Chiesa cattolica.

Raccontare la verità non è solo importante, è un dovere. Perciò chiediamo l’aiuto di tutti per continuare a sfatare i luoghi comuni e costruire insieme una community più consapevole, informata e libera dai pregiudizi.

8xmille / Un convegno a Bologna per raccontare l’importanza di una firma

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Martedì 20 maggio nella sala «Marco Biagi» dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili (piazza De’ Calderini 2/2), si è tenuto il convegno «8xmille. Bene comune. Per migliaia di gesti di amore e di speranza».

L’evento è stato proposto dal Servizio per la promozione del Sostegno economico alla Chiesa cattolica dell’Arcidiocesi di Bologna in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e Bologna, la Fondazione dei commercialisti, le Acli e l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc).

8xmille / A Santhià (VC) assistenza domiciliare e sostegno psicologico per i malati e le loro famiglie

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A Santhià, importante crocevia in provincia di Vercelli e tappa rilevante del tracciato storico della Via Francigena, opera la Fondazione Amos più Obiettivo Salute ETS. AMOS è nata nel 2013 come progetto all’interno del gruppo di Carità Sant’Agata, in accordo con la Caritas Diocesana Eusebiana, con l’obiettivo di assistere e sostenere i malati oncologici, alleviare le sofferenze e i disagi loro e delle loro famiglie e promuove progetti di welfare generativo negli ambiti sanitari e socio-assistenziali, in risposta alle situazioni emergenziali e di bisogno diffuse sul territorio (8xmille.it).

“Nel 2022, dall’idea di Luigina Rollino, a cui oggi è intitolata la struttura – spiega Carlo Greco, direttore della Caritas Eusebiana – Amos, si trasforma in Fondazione Amos Più Obiettivo Salute ETS, proponendosi in collaborazione con l’ASL di Vercelli, oltre ad accompagnare i malati oncologici negli ospedali per le terapie, a offrire servizi aggiuntivi quali: prestazioni sanitarie e visite mediche specialistiche, e sostegno e assistenza agli ammalati con deficit della memoria, accelerando così i tempi delle prestazioni necessarie a cittadini “fragili” (pazienti oncologici, fragilità economica, anziani soli o con malattie neurodegenative o con necessità di visite in tempi brevi, persone con necessità di sostegno psicologico)”.

Grazie all’infaticabile opera della sua fondatrice Luigina Rollino, dei volontari formati e preparati,  ai quali si affiancano medici, infermieri e personale del direttivo che segue la parte gestionale e amministrativa, tutti volontari, nel corso del tempo, oltre al trasporto malati per le visite oncologiche e non, sono stati attivati nuovi servizi come visite mediche specialistiche, alle quali si aggiungono attività in ambito socio-sanitario-assistenziale, screening per la valutazione della memoria e attività di sostegno al benessere delle persone con demenza (deficit di memoria/deterioramento cognitivo) e ai loro famigliari, progetti inerenti al disagio giovanile.

“L’associazionismo, i gruppi parrocchiali, i cittadini di Santhià e degli altri 12 Comuni consorziati, hanno compreso e apprezzato il servizio offerto da Amos più e la necessità di aumentare i loro sforzi nei confronti delle persone fragili, sviluppando un maggior senso di prossimità e comunità”, prosegue Greco.

Da qui la decisione di essere più presenti in ambiti dove non è più sufficiente quanto fatto sino a ieri e la scelta di avviare un centro per visite specialistiche, a offerta libera, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12, all’interno della struttura situata a Santhià in via Puccini 2.

Realizzato anche in collaborazione con i medici di famiglia, il progetto ha portato con sé benefici del tutto innovativi offerti ai 13 comuni consorziati sul territorio vercellese e biellese.

“Da questo approccio è nato, dunque, – aggiunge Don Andrea Matta, Parroco di Santhià e responsabile del Gruppo di Carità Sant’Agata – un progetto di welfare innovativo che ha coinvolto la comunità, con momenti formativi sul tema della salute stimolando il valore della testimonianza della carità nei confronti delle fasce deboli della popolazione e le persone in situazione di disagio economico o sociale, che hanno fornito un importante contributo segnalando carenze ed eventuali proposte”.

Il Presidente della Fondazione autonoma Amos più Obiettivo Salute ETS Gianni Brunoro, specifica: “I beneficiari, dunque, non sono concepiti come semplici fruitori di servizi socio-assistenziali o socio-sanitari ma, in un’ottica di superamento della mentalità di mero assistenzialismo, come persone bisognose da ricollocare all’interno di percorsi che permettano loro di riscoprire il proprio valore e la propria dignità.” 

“Il successo del progetto – conclude il direttore Carlo Greco – si basa, soprattutto, su tre elementi: il prezioso contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, la forza del volontariato e la sensibilità degli specialisti. Grazie ai volontari e alla risposta concreta di medici e infermieri si garantisce con continuità assistenza ai più vulnerabili che trovano, nella Fondazione Amos più, un punto di riferimento per la loro salute”.