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Ne dà notizia la diocesi di Acireale: a quasi sei anni dalla tragica uccisione di fratel Leonardo Grasso, religioso camilliano, e dal successivo incendio che colpì la struttura in seguito a quel drammatico evento, la comunità dei Religiosi Camilliani del Sud Italia annuncia la riapertura della “Tenda San Camillo”, la casa-famiglia per persone affette da HIV situata in via Nazionale 171, nel comune di Riposto.
Dopo un importante intervento di ristrutturazione, avvenuto attraverso i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica e donazioni di benefattori, la struttura torna ad essere un punto di riferimento per l’accoglienza e l’assistenza, proseguendo una missione iniziata nel 1993 e portata avanti in stretta comunione con la diocesi di Acireale.
L’inaugurazione ufficiale dei nuovi locali si terrà sabato 9 maggio alle ore 16.30, con la benedizione di Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente della CESi. Interverranno, inoltre, P. Baby Ellyckan, Consigliere Generale dell’Ordine Camilliano, in rappresentanza del Superiore Generale Fratel Carlo Mangione, Superiore Provinciale dei Camilliani del Sud Italia.
Così il Vescovo Raspanti: «La riapertura della Tenda San Camillo è segno di speranza e di Vangelo vissuto, che richiama la centralità della dignità umana e dell’accoglienza». Infine, l’invito di fratel Carlo: «Riapriamo con rinnovato impegno, facendo memoria del passato come responsabilità per servire con più forza i più fragili».
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Dalla costruzione di nuove chiese agli adeguamenti liturgici di due cattedrali, in tutta Italia: l’Ufficio Nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto presenta gli interventi conclusi ad aprile 2026 grazie ai fondi 8xmille. Ne dà notizia il Sir in questo servizio di Filippo Passantino.
L’Ufficio Nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della CEI, sottolinea come le pratiche concluse riguardino opere di restauro, risanamento conservativo, nuova edificazione, adeguamento liturgico e manutenzione straordinaria distribuite in diverse diocesi italiane. Ma non è solo edilizia di culto. Si tratta di luoghi capaci di ricreare comunità.
Attraverso questi finanziamenti è stato possibile sostenere interventi differenti per tipologia e localizzazione, accomunati dall’obiettivo di rispondere ai bisogni concreti delle comunità locali. E anche di tutelare il patrimonio storico-artistico, garantire la sicurezza degli edifici e migliorare la qualità degli spazi destinati alla vita liturgica e pastorale. Ogni intervento concluso rappresenta, evidenzia l’Ufficio, l’esito di un percorso di collaborazione e responsabilità che si traduce in opere durature, con un impatto che coinvolge non solo le comunità ecclesiali ma l’intero territorio.
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Torna la Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, dedicata all’8xmille. Domenica 3 maggio, nelle oltre 25.500 parrocchie italiane, i fedeli saranno invitati a riflettere sull’importanza del sostegno economico alla Chiesa e sul valore della firma per la destinazione dell’8xmille del gettito Irpef, uno strumento essenziale per sostenere attività di culto, pastorali e caritative.
Giunta alla 36ª edizione, la Giornata rappresenta un’occasione preziosa per comprendere come una semplice firma possa trasformarsi in accoglienza, solidarietà e speranza, incidendo concretamente sulla vita di milioni di persone in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.
Solo nel 2025, le firme per l’8xmille alla Chiesa cattolica hanno permesso di destinare 280 milioni di euro agli interventi caritativi, di cui 150 milioni alle diocesi per la carità, 50 milioni a esigenze di rilievo nazionale e 80 milioni a progetti nei Paesi più poveri del mondo.
A questi si aggiungono 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31.000 sacerdoti, impegnati quotidianamente al servizio delle comunità e spesso promotori di opere a favore delle persone più fragili, e oltre 350 milioni di euro per le esigenze di culto e pastorale. Quest’ultima voce comprende anche la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ecclesiastici, fondamentali per trasmettere arte e fede alle generazioni future e per sostenere l’indotto economico e turistico dei territori.
L’8xmille si conferma così un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi, che ritornano alle comunità locali a beneficio di tutti.
«Firmare per la Chiesa cattolica – sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa entrare a far parte di un vasto circuito di solidarietà, capace di portare aiuto a migliaia di persone, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo». Perciò l’8xmille per mille alla Chiesa cattolica è più di quanto credi! (Qui un’intervista rilasciata al Sir)
La scelta dell’8xmille non comporta alcun costo per il contribuente e può essere effettuata da tutti coloro che concorrono al gettito Irpef: da chi presenta il modello 730 o il Modello Redditi, ma anche da chi dispone esclusivamente del Modello CU – come pensionati o lavoratori dipendenti – e non è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi. Anche queste persone possono esprimere la propria preferenza utilizzando l’apposito modulo dell’Agenzia delle Entrate, disponibile anche in allegato.
Firmare è una scelta di responsabilità per ogni credente, ma lo è anche per chi non crede: le risorse dell’8xmille sono infatti destinate al bene di tutta la comunità, cattolica e non, e sono sottoposte a rigorosa rendicontazione.
Secondo gli ultimi dati disponibili, nelle dichiarazioni 2024 sono oltre 11 milioni e 200 mila i cittadini che hanno destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica, pari al 66,2% dei contribuenti che esprimono una scelta. Restano però ancora quasi 25 milioni coloro che non effettuano alcuna scelta, spesso per mancanza di informazioni, perché non obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi o perché ritengono la procedura complessa. Da qui l’importanza di una corretta informazione per comprendere il valore e l’impatto dei fondi 8xmille.
In allegato, oltre il modulo per effettuare la scelta, anche la locandina e il pieghevole della Giornata Nazionale 3 maggio 2026.
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Dal pomeriggio di giovedì 30 aprile, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, saranno disponibili in modalità consultazione le dichiarazioni 730 già predisposte con i dati in possesso del Fisco o inviati dagli enti esterni, come datori di lavoro, farmacie e banche. In totale, sono più di 1 miliardo e 300 milioni le informazioni trasmesse per le precompilate 2026. L’invio del 730 ed eventuali modifiche saranno possibili dal 14 maggio fino al 30 settembre. Lo annuncia l’Agenzia delle Entrate, ricordando che nel 2025 sono stati 5,4 milioni i 730 inviati direttamente dai contribuenti, di cui 3,2 milioni – quasi il 60% – con la modalità semplificata, disponibile anche quest’anno.
Punti Chiave del Modello 730/2026:
Disponibilità: dal 30 aprile 2026.
Scadenza invio: 30 settembre 2026.
Novità: conferma IRPEF a tre scaglioni e specifiche deduzioni per lavoratrici madri.
Contenuti: Dati da Certificazione Unica (CU), spese mediche, interessi passivi, detrazioni edilizie.
I contribuenti possono accedere alla dichiarazione tramite SPID, CIE o CNS per visualizzare i dati, modificarli e procedere all’invio direttamente online.
Importante anche ricordarsi di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica.
Il contribuente che possiede i requisiti per presentare il modello 730 potrà decidere se consultare la dichiarazione in modalità semplificata o ordinaria. Scegliendo la modalità semplificata, l’utente avrà a disposizione un’interfaccia intuitiva e facilmente navigabile, in cui sono presenti i dati da confermare o modificare: “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute”. Una volta confermate o aggiornate le informazioni fiscali, queste verranno automaticamente riportate all’interno del modello dichiarativo. È sempre possibile delegare un familiare o una persona di fiducia direttamente dalla propria area riservata, inviando una pec o formalizzando la richiesta presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.
Per il modello Redditi Pf, la tabella di marcia della dichiarazione precompilata segue una tempistica leggermente rimodulata a seguito delle novità apportate dal decreto “Correttivo bis” (Dlgs n. 81/2025, articolo 4). In particolare, la norma ha posticipato da quest’anno e a regime l’invio delle certificazioni uniche di lavoro autonomo (Cua) al 30 aprile e, di conseguenza – per consentire l’utilizzo dei dati di queste certificazioni – la messa a disposizione di Redditi Pf precompilato: i modelli saranno dunque disponibili in consultazione, con possibilità di apportare eventuali modifiche e/o integrazioni, dal 20 maggio; potranno essere poi inviati dal 27 dello stesso mese e fino al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato).
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Una firma che diventa accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 12 aprile la campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica con l’obiettivo di spiegare il valore concreto di una scelta capace di incidere nella vita di molti.
Dopo una fase di pre-campagna, andata in onda dal 15 al 31 marzo, dedicata al racconto della presenza concreta della Chiesa accanto alle persone e alle comunità, prende il via la nuova campagna 8xmille che invita a sostenerla attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.
È questa l’idea che guida la nuova strategia di comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana come spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica: “La firma dell’8xmille non è più un gesto automatico. È una decisione che matura nel tempo. Per questo il nostro messaggio vorrebbe aiutare a evidenziare il ruolo della Chiesa nella società, un ruolo che spesso resta invisibile nella frenesia quotidiana”.
Il concept “L’8xmille è…” sviluppa e rende concreto il racconto avviato con la pre-campagna della Chiesa cattolica: un viaggio che descrive una comunità in cammino vicino ai più fragili, ovunque ci sia bisogno di sostegno, di accoglienza o d’ascolto, in Italia e all’estero. Una Chiesa impegnata a rispondere a bisogni sempre più complessi attraverso interventi reali: mense, dormitori, centri per anziani, case di accoglienza, progetti per persone con disabilità e attività parrocchiali, ma anche e soprattutto ascolto e presenza in tutte le sue forme. Una narrazione empatica che passa attraverso sei progetti sostenuti dai fondi 8xmille, come esempi concreti nel territorio dell’impatto di una firma.
“Se nella fase di pre-campagna il racconto mostra una Chiesa presente, nella seconda – osserva Monzio Compagnoni – viene evidenziato cosa può essere sostenuto attraverso la firma. Perché dietro quella firma non c’è solo una scelta fiscale, ma il sostegno a una rete capillare di servizi e opere espressione di una comunità che ogni giorno offrono aiuto materiale e spirituale a milioni di persone. Anche se spesso invisibile”.
Perché, come ricorda il messaggio della campagna, la firma dell’8xmille “è più di quanto credi”. È un invito a guardare oltre gli stereotipi e a scoprire una Chiesa fatta di volti, di relazioni e di prossimità. Un ritratto di una comunità che si fa carico delle fragilità del tempo presente e che continua a camminare accanto a ciascuno, accompagnandone la crescita umana e spirituale.
L’8xmille: uno strumento che genera risorse e servizi per il bene comune
Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.
Nel 2025 sono stati assegnati oltre 280 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 50 ad esigenze di rilievo nazionale e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 350 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale.
L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. “Firmare per la Chiesa cattolica – sottolinea il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa far parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”.
Sei storie di accoglienza e rinascita
L’edizione 2026 della campagna CEI racconta sei progetti sostenuti dalla Chiesa cattolica, sei storie di speranza e rinascita rappresentative delle migliaia di progetti finanziati dall’8xmille in Italia e nel mondo.
Come a Cagliari dove il Centro di accoglienza notturna Papa Francesco offre non solo un riparo ma anche percorsi di reinserimento lavorativo a persone in condizione di povertà estrema o a Reggio Emilia dove le Mense diffuse della Caritas rappresentano una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. L’azione costante della Chiesa consente a molti di cambiare il proprio futuro: accade a Siracusa dove la Casa Villa Mater Dei è un luogo sicuro per famiglie di immigrati che cercano un’opportunità per ricominciare. Tanti i progetti di assistenza sostenuti grazie al fondamentale contributo dell’8xmille. Tra questi il Centro Anziani di Vigevano, uno spazio accogliente per la popolazione over 65 per uscire dall’isolamento e offrire, oltre a una rete di relazioni, anche percorsi di stimolo cognitivo.
Numerose sono poi le iniziative pensate per dare un futuro a giovani con disabilità, come la Pasticceria sociale DolceMente di Cerreto Sannita dove ragazzi con fragilità, volontari e giovani pasticcieri costruiscono insieme percorsi di inclusione e formazione.
“Ogni giorno la Chiesa cattolica – conclude Monzio Compagnoni – arriva capillarmente sul territorio grazie all’impegno instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, punto di riferimento per tutti e sostegno concreto per chi è più in difficoltà. Nel nostro Paese, senza la sua presenza viva mancherebbe un perno essenziale. Attraverso questa campagna, desideriamo offrire un ritratto vero della Chiesa nel quotidiano, mostrando il valore della sua presenza e l’impatto reale che ha nella vita delle persone”.
Con il fondamentale sostegno delle firme tante comunità possono contare su una vicinanza attenta e costante accanto alle persone più fragili. Un contributo che rende possibile il lavoro quotidiano di sacerdoti come don Antonio Allegritti, protagonista degli spot, che ogni giorno scelgono di esserci, per tutti.
Una campagna multicanale nel segno della corresponsabilità
La campagna 8xmille CEI è ideata dall’agenzia VML, le foto sono di Francesco Zizola e la casa di produzione è Casta Diva. Pianificata da Wavemaker Italy su tv e radio, con 2 soggetti da 30’’ e 6 soggetti da 15’’, web con 2 soggetti da 30’’, 6 da 15’’ e 6 da 6’’, la campagna sarà on air per tutto il periodo della dichiarazione dei redditi.
È diffusa su più canali, con una forte presenza digitale, tramite una pianificazione geolocalizzata per raggiungere il pubblico in modo mirato, e social con 36 contenuti ad hoc, pensata per coinvolgere pubblici diversi con contenuti semplici e autentici.
Non solo, tv, radio e web ma anche stampa e affissione con 6 soggetti dedicati alle singole opere.
Nel sito www.8xmille.it sono disponibili i filmati di approfondimento al centro della campagna, mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille, a livello nazionale e diocesano, nel segno della trasparenza.
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In un recente articolo a cura del Servizio CEI per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli si mette in luce come l’8xmille alla Chiesa cattolica sia uno strumento concreto e decisivo per sostenere progetti di formazione, promozione umana e sviluppo integrale in numerosi Paesi africani, in sintonia con il messaggio di pace, fraternità e dialogo promosso da Papa Francesco e ripreso da Papa Leone XIV nel suo recente viaggio svoltosi in diversi paesi africani dal 13 al 23 aprile.
Attraverso il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, i fondi dell’8xmille permettono alla Chiesa locale, in collaborazione con congregazioni religiose e comunità del territorio, di realizzare iniziative educative e sociali capaci di incidere profondamente nella vita delle persone. In Guinea Equatoriale, ad esempio, il Collegio Padre Monti accoglie oltre 1.500 studenti, dalla scuola materna all’università, offrendo istruzione e formazione inclusiva. In Algeria, il progetto “Yalla Shabab! Andiamo ragazzi!” promuove cultura, dialogo interreligioso e accompagnamento dei giovani, creando spazi di incontro, crescita personale e integrazione in un contesto a maggioranza musulmana.
In Angola, grazie a oltre 52 milioni di euro dell’8xmille, sono stati sostenuti centinaia di progetti che spaziano dall’alfabetizzazione alla sanità, dalla formazione professionale all’agricoltura sostenibile, fino al reinserimento sociale di giovani di strada ed ex combattenti, restituendo dignità e futuro a molte persone. In Camerun, analogamente, 46,7 milioni di euro hanno reso possibili 271 interventi educativi e sociali, con particolare attenzione alla formazione delle donne, all’accesso all’acqua potabile e al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità.
Nel complesso, l’8xmille alla Chiesa cattolica emerge come un motore di speranza e sviluppo: non solo aiuto materiale, ma investimento nella persona, nella cultura e nella pace, capace di generare percorsi di rinascita individuale e collettiva anche nei contesti africani più segnati da povertà e fragilità.
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Il presente Vademecum per la rendicontazione dell’8xmille è il risultato di un percorso di revisione e aggiornamento avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana per rispondere alle trasformazioni normative, organizzative e tecnologiche che hanno interessato negli anni il sistema di rendicontazione.
A partire dalle prime disposizioni successive all’attuazione della Legge n. 222/1985, fino agli interventi più recenti, la CEI ha progressivamente rafforzato criteri di trasparenza, tracciabilità e responsabilità nell’utilizzo delle risorse. Negli ultimi anni, tali esigenze si sono ulteriormente accentuate, rendendo necessario un ripensamento organico delle procedure.
Per questo motivo, il 19 luglio 2024 è stato istituito presso la Segreteria Generale della CEI un Tavolo di lavoro sulla rendicontazione, composto da esperti con competenze amministrative, tecniche e pastorali. Il lavoro svolto si inserisce anche nel solco delle sollecitazioni emerse dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia, valorizzando la corresponsabilità e la cura delle risorse come dimensione ecclesiale.
Il testo in allegato, approvato dalla Presidenza della CEI il 25 febbraio 2025 e dal Consiglio Permanente il 24 marzo 2025, intende offrire uno strumento chiaro e condiviso a supporto delle diocesi per una gestione corretta e trasparente dei fondi dell’8xmille.
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Il sito dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie dà notizia di un segno concreto di speranza giubilare. Infatti, la Caritas diocesana di Trani lo scorso 11 aprile ha inaugurato una nuova mensa nei locali del Sacro Cuore in via Malcangi, intitolata a don Giuseppe Rossi, capace di offrire fino a sessanta pasti al giorno a persone in condizioni di fragilità.
La struttura nasce nell’ambito del progetto «Pranzo a casa mia», finanziato con i fondi dell’8xmille della CEI, e rappresenta un tassello del percorso voluto dall’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, che fin dal suo arrivo ha posto al centro l’attenzione agli ultimi. La mensa sarà aperta quotidianamente, gestita da due dipendenti con il supporto di numerosi volontari parrocchiali.
Di seguito si riporta la dichiarazione dell’Arcivescovo che, a proposito della apertura della nuova sede della mensa, ha rilasciato al mensile diocesano In Comunione.
«Saluto con gioia la nuova mensa Caritas a Trani! Sì, nuova, non l’apertura di un servizio che prima non vi era, in quanto da anni e con il generoso apporto di volontari e volontarie delle parrocchie della città, essa era operativa stabilmente presso la parrocchia S. Giuseppe.
Questo servizio della Caritas diocesana, assieme ad altri, sarà erogato nel centro Caritas, in via Malcangi, quello accanto alla chiesa del Sacro Cuore, che nel tempo si è distinto quale luogo di accoglienza, di ascolto, di aiuto per tante persone nel bisogno non solo materiale. La struttura si presenta con nuovi ambienti e l’equipe che opererà all’interno di essa assieme ai volontari svolgerà compiti non solo operativi, ma formativi e sociali. Vorrei evidenziare alcuni elementi che ci aiutino ad inquadrare al meglio la nuova mensa e tutto il Centro Caritas.
Il primo è rappresentato dai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, che ha reso possibile la realizzazione del progetto “Pranzo a casa mia 2026”, presentato a suo tempo dalla nostra Caritas diocesana e finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana.
Il secondo è dato dalla stessa denominazione: l’obiettivo è quello di rendere questo luogo sempre più casa e famiglia, in cui chi vi si rivolgerà possa trovarsi a proprio agio, come a casa propria, accolto e amato.
Considero la realizzazione della mensa come uno dei frutti concreti del cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, e quindi della nostra Chiesa diocesana. Dopo l’ascolto delle diverse realtà e il discernimento, in atteggiamento di ascolto dello Spirito, è sembrato opportuno segnare questo nuovo passo.
Il progetto fu presentato nel 2025, l’Anno del Giubileo, per cui vogliamo collegare questa nuova realtà alla Speranza, non come vago sentimento di ottimismo, ma come segno che è possibile ciò che è giusto, buono, bello, bene!
In un mondo segnato da conflitti e guerre, da politiche divisive alla continua rincorsa al riarmo, questa mensa, nel proprio piccolo e in una specifica dimensione territoriale, vuole essere segno profetico – tale perché espressione nella storia dell’annuncio del Regno della Carità ad opera di Gesù – di un modo altro di investire risorse umane ed economiche nella realizzazione di progetti all’insegna dell’attenzione ai poveri, proprio come ci indica il Santo Padre Leone XIV a chiusura del suo messaggio per la quaresima 20026: «E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore».
Ringrazio di cuore quanti hanno contribuito alla progettazione e alla realizzazione della mensa “Pranzo a casa mia 2026”».
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Non basta rispondere ai bisogni, occorre interrogare le cause che generano povertà, esclusione e disuguaglianze. È questa la prospettiva al centro del 45° Convegno nazionale di Caritas Italiana, a Sacrofano, presso “Fraterna Domus”, via Sacrofanense 25, da giovedì 16 a domenica 19 aprile 2026. Titolo: Imparate a fare il bene, cercate la giustizia (Is 1,17). Un evento che riunisce circa 600 tra direttori e collaboratori delle Caritas diocesane italiane (programma).
Tra i partecipanti al Convegno nazionale di Caritas Italiana anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa della CEI.
Nel suo intervento intitolato “Sostegno economico. Obiettivo autosufficienza. Una storia da realizzare e raccontare insieme”, ha invitato a riflettere su cosa significhi, oggi, sostenere economicamente la Chiesa e sul ruolo che ogni cittadino può avere in questo percorso offrendo una riflessione sul valore e sulle prospettive del sostegno economico.
Riprendendo un passaggio centrale del Convegno Caritas del 1976 — «La promozione umana è una dimensione costitutiva del messaggio evangelico di salvezza» — Monzio Compagnoni ha ricordato come il sostegno economico non possa essere ridotto a un semplice meccanismo finanziario. È piuttosto uno strumento che rende possibile il bene, mettendo al centro la persona e la comunità.
Nel suo intervento ha ribadito che il denaro è sempre un mezzo e mai un fine e ha tracciato una panoramica sull’8xmille. Dal 1990 a oggi sono stati distribuiti circa 30 miliardi di euro: 12 miliardi destinati alle esigenze di culto, 11 miliardi al sostentamento del clero e 7 miliardi a opere di carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.
Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrata una significativa flessione delle firme. La percentuale è passata dall’89% nel 2005 al 66,2% nel 2024. Tra le cause, secondo Monzio Compagnoni, incidono l’aumento della secolarizzazione, un’immagine della Chiesa percepita come in continuo cambiamento e la diffusione di luoghi comuni che ne offuscano il ruolo.
Un altro dato rilevante riguarda la partecipazione dei fedeli: il 45% dei praticanti non esprime alcuna scelta in merito all’8xmille. Proprio per questo il responsabile CEI ha invitato a diventare “ambasciatori” del sostegno economico alla Chiesa, sottolineando che sostenerla significa partecipare in modo corresponsabile alla sua missione.
Guardando al futuro, Monzio Compagnoni ha auspicato un’evoluzione nelle modalità di sostegno, con l’obiettivo di far diventare le risorse dell’8xmille non più strutturali e ordinarie, ma sempre più straordinarie. In chiusura, ha infine presentato un nuovo modello di sostegno e comunicazione, attualmente in fase di sperimentazione, pensato proprio per avvicinare e coinvolgere maggiormente le persone.
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Al centro della scorsa puntata di “Sovvenire in Radio – La Chiesa in servizio” (in replica giovedì alle 8.30) è stata la pastorale dello sport, sostenuta dai fondi dell’8xmille, e il valore educativo e sociale dell’attività sportiva nel contesto ecclesiale.
Nel corso dell’intervista, don Walter Onano, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dello sport, ha illustrato come l’impegno dell’ufficio si sviluppi attraverso una rete di relazioni con associazioni sportive, scuole e oratori, con l’obiettivo di mantenere un contatto costante con le realtà del territorio, soprattutto a favore dei giovani e della formazione scolastica.
Il sacerdote ha sottolineato come lo sport possa essere uno strumento di evangelizzazione e incontro, capace di trasmettere valori umani e spirituali. Ha richiamato l’impegno della Chiesa nel promuovere tornei e momenti di aggregazione, ricordando come “la missione sia portare il Vangelo anche nei campi di calcio”, e citando l’esperienza di una nazionale di sacerdoti attiva in iniziative sportive e solidali.
Tra i temi affrontati è emerso quello della pace, considerata da don Onano un valore centrale dello sport, insieme a correttezza, onestà e rispetto reciproco.
Ampio spazio è stato dedicato al Torneo della Pace, che coinvolge sacerdoti e realtà ecclesiali e che unisce all’aspetto sportivo una finalità benefica, con raccolte fondi per progetti di solidarietà. Sono stati citati anche tornei svolti a Milano e in altre diocesi, occasioni di incontro e fraternità tra comunità e sacerdoti di diverse provenienze.
Infine, è stata evidenziata la collaborazione tra pastorale giovanile, scolastica e sportiva per promuovere iniziative condivise capaci di coinvolgere giovani, parrocchie e scuole, favorendo l’integrazione tra sport, formazione e vita comunitaria.