Category Archives: Newsletter In Cerchio

Firmato da Te / A marzo altre storie di accoglienza, educazione e lavoro

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Apicoltura Solidale, Trivento
A Castelguidone, un piccolo borgo immerso nel verde del Molise, la Caritas della Diocesi di Trivento nel 2019 ha avviato il progetto di Apicoltura solidale in un terreno della parrocchia. Qui le chiamano le “api di Dio” perché il progetto ha l’obiettivo di aiutare persone del posto che hanno perso il lavoro a causa della crisi, formandoli professionalmente e consentendo lo start-up reale di una impresa. Grazie ai fondi dell’8xmille l’apiario ha potenziato l’attività formativa e si è arricchito di nuove attrezzature per la produzione del miele. Non solo assistenza ma soprattutto un futuro concreto è quello che si vuole donare ai “nuovi” apicoltori.

Una casa per ripartire, Trento
Il progetto “Una Casa per Ripartire”, realizzato dalla Caritas di Trento grazie al contributo dell’8xmille, mira al reinserimento sociale di ex detenuti e persone che devono scontare una pena in regime domiciliare. Il motore del riscatto è lo studio: c’è chi inizia un percorso in cella, ma fatica a proseguire una volta uscito. A Trento, si possono trovare un luogo in cui stare e soprattutto il sostegno di chi conosce bene la vita in carcere. I “peer” sono ex detenuti, a loro volta studenti, che accompagnano e supportano i nuovi arrivati, affinché non perdano di vista l’obiettivo, sia esso una laurea o un diploma di qualifica professionale. I casi in cui gli studenti mancano il risultato sono rarissimi.

Centro educativo, Cerignola
Fermare la dispersione scolastica
che mette a rischio tanti ragazzini che potrebbero finire nella rete della criminalità organizzata. Aiutarli a orientarsi nel mondo del lavoro, pensando a un futuro fatto di impegno e legalità. È l’obiettivo dei volontari del centro educativoDiorama” di Cerignola, nel foggiano. L’obiettivo è dare continuità alle attività e ai progetti promossi dalla Caritas della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano sostenuti dalla Caritas italiana con i fondi dell’8xmille.

Firmato da Te è un progetto televisivo sostenuto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI in collaborazione con Corallo e TV2000 nato per raccontare, in pochi minuti e attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.
Il programma mette in luce il valore della gratuità, tocca la carne viva di ferite che spesso non si vogliono vedere, comprende gli sforzi di una chiesa in uscita, “ospedale da campo” che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli.

Modello CU / Cosa fare per destinare l’8xmille

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Sono un pensionato e non devo presentare la dichiarazione dei redditi: come posso esercitare la scelta per la destinazione dell’8xmille ?
Per rispondere alla domanda è utile in primo luogo ricordare che l’ente che eroga la pensione deve certificare ogni anno l’importo della pensione relativa all’anno precedente (oltre eventuali ritenute fiscali ed altre informazioni).

A tale scopo, predispone un modello denominato “Certificazione Unica” (CU); a tale Certificazione è allegata anche la scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille dell’IRPEF; sulla scheda è possibile effettuare anche la scelta del cinque e del due per mille dell’IRPEF.

Il pensionato riceve a casa il modello CU con la scheda per la scelta?
Fino a qualche anno fa la Certificazione veniva inviata dall’ente pensionistico direttamente a casa dell’interessato. In questi ultimi anni, invece, la Certificazione viene messa a disposizione del pensionato sul sito internet dell’ente.

Per stamparlo sono previste da ciascun ente varie modalità “tecnologiche” (ad esempio accedere alla propria area riservata utilizzando delle apposite credenziali). Per avere una copia del modello l’interessato può comunque recarsi presso l’ente o le sue strutture territoriali oppure presso Patronati, CAF e professionisti abilitati.

Ma se il pensionato non ha dimestichezza con la tecnologia e non si può recare presso l’ente o gli altri soggetti? Deve rinunciare alla scelta?
Assolutamente no! Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, il pensionato non sia in possesso della Certificazione Unica (CU) e della relativa scheda, per la scelta può utilizzare l’apposita scheda presente all’interno del Modello REDDITI (in allegato).

In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:
1) nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta;
2) firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”
3) la scheda con la scelta deve essere inserita in una busta, che poi deve essere chiusa e deve recare cognome, nome, codice fiscale del pensionato e la   dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”. La scheda va integralmente inserita nella busta anche se si è espressa solo una delle scelte consentite.

Quando e dove si deve consegnare la busta con la scelta?
La busta dovrà essere consegnata entro il 30 novembre secondo una delle seguenti modalità:

– presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta.
– ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (ad esempio commercialisti, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

Firmato da Te / A Pistoia “Casa L’Apostrofo”

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A Pistoia, la Caritas diocesana grazie all’intervento dell’8xmille è riuscita a creare un’esperienza di Co-Housing che vede vivere assieme otto uomini adulti, provenienti da storie difficili, dalla marginalità, in una vera e propria casa. La “Casa L’Apostrofo” è una vera e propria opportunità dove ciascuno condivide, collabora con gli altri, un luogo non definitivo, ma di sosta, per il tempo necessario a ciascuno di riprendere in mano la propria vita.

Novara / Oltre 1milione di euro 8xmille per la carità in diocesi

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Oltre un milione di euro, per finanziare 32 progetti su tutto il territorio diocesano, che riguardano l’aiuto ai poveri, l’emergenza abitativa, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la tutela della maternità. Sono i fondi dell’8xmille che la diocesi destina quest’anno alla carità.

A presentarle il Vicario generale don Fausto Cossalter e il direttore della Caritas diocesana don Giorgio Borroni in un incontro cui hanno preso parte anche i vicari episcopali e i parroci dei territori interessati dagli interventi più consistenti: don Vincenzo Barone per l’Ossola, don Claudio Leonardi per l’Aronese e il Borgomanerese e don Piero Cerutti per Borgomanero.

I fondi dell’8xmille saranno divisi tra i “Progetti Sostegno”, le “Opere Segno” e i “Progetti emblematici”.

I Progetti Sostegno riguardano il finanziamento agli interventi che i gruppi caritativi di parrocchie e Unità pastorali missionarie svolgono quotidianamente. In tutto sono 22 e hanno ricevuto complessivamente 282.800 euro.

Le Opere Segno sono quegli interventi che attraverso la carità e l’attenzione agli ultimi sono “Segno della presenza di Dio“. A riceverli associazioni che mettono in atto progetti specifici in diversi campi del sociale: dalla prima accoglienza, alla tutela della maternità e della donna. Sono in tutto cinque per un finanziamento totale di 100mila euro.

Quest’anno i progetti emblematici “straordinari”, condotti direttamente da Caritas Diocesana, sono quattro, su due vicariati: Aronese e Borgomanerese e Ossola. Si tratta di quattro interventi sono le parrocchie di Castelletto Ticino, Borgomanero, Invorio e Domodossola, finanziati complessivamente per 500mila euro.

Certificazione Unica / Guida alla firma 8xmille “per immagini”

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I possessori solo della Certificazione Unica per destinare l’8xmille dovranno seguire queste modalità:

1) sul fronte della scheda Redditi (in assenza di quella allegata alla Certificazione Unica) dovranno indicare il proprio Codice Fiscale e le generalità; poi firmare nella casella “Chiesa cattolica”, nel riquadro relativo alla scelta dell’8xmille, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta;
2) sul retro scriveranno nuovamente il Codice Fiscale e firmeranno nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.

Per quanto riguarda la consegna, il possessore della Certificazione Unica dovrà inserire la scheda in una BUSTA bianca con i seguenti dati: cognome, nome, codice fiscale del contribuente; dovrà anche scrivere la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” (La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’8xmille).

Quindi potrà consegnare la busta chiusa entro il 30 novembre:

a) presso qualsiasi Ufficio Postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’Ufficio Postale rilascia un’apposita ricevuta.
b) presso la sede di un Intermediario Fiscale abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari Fiscali devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

Se fosse presente in parrocchia, questi contribuenti -possessori solo del CU- potranno essere aiutati in tutta questa procedura dai volontari del Centro di Informazione e di Raccolta istituito dal parroco, e consegnare la busta chiusa con dentro la propria scheda entro il 31 luglio.

 

Qui la scheda riepilogativa in formato A4 da stampare.

 

Umbria / Nuovo rendiconto 8xmille delle diocesi umbre

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Il rendiconto dell’8xmille per le diocesi umbre nel 2020 è stato presentato ufficialmente il 12 febbraio scorso al 5° Convegno del Sovvenire regionale, tenutosi online. Due i punti qualificanti, come evidenziato dall’arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Card. Gualtiero Bassetti: “una trasparente ed efficace comunicazione sulla destinazione dei fondi pubblici erogati dalla Chiesa”, ma anche la necessità di “sviluppare la contribuzione diretta dei fedeli”, al di là della firma sulla dichiarazione dei redditi. Il documento completo può essere scaricato dal sito www.sovvenireumbria.it/rendiconto2020.

Alla presentazione sono anche intervenuti Mons. Luciano Paolucci Bedini, delegato Ceu per il “sovvenire”, il Vescovo ausiliare di Perugia, Mons. Marco Salvi, il responsabile nazionale del Servizio Promozione Sostegno Economico, Massimo Monzio Compagnoni, e il coordinatore per l’Umbria, Giovanni Lolli.

Come premessa generale, Bassetti ha ricordato che “il sistema introdotto dalla riforma del Concordato del 1984 ha dato negli anni frutti abbondanti, consentendo alle nostre diocesi di rispondere in modo adeguato ai rinnovati e accresciuti bisogni collegati alla propria missione”.

“Particolare attenzione – ha commentato il coordinatore Lolli –, viene data in questa edizione del Rendiconto 2020 dell’8xmille alle diocesi umbre alla conservazione e alla tutela dei beni culturali (temi sviluppati nel focus al termine del fascicolo), l’importo erogato a questo fine negli ultimi quattro anni (2017-2020) ammonta a circa 10 milioni di euro complessivi; parte di questi fondi sono stati devoluti alla Rete museale ecclesiastica umbra voluta dalla CEU (Conferenza Episcopale Umbra) e presieduta da Mons. Salvi”. Le otto Diocesi dell’Umbria, hanno ricevuto complessivamente dall’8xmille nel 2020 circa 26,3 milioni di euro (nel 2019 i fondi furono 24,1 mln): 4,0 mln per il culto e la pastorale, 3.8 mln per la carità, 9,3 per il sostentamento del clero; 9,2 mln per l’edilizia di culto e i beni culturali (vedi tutti i dati nell’opuscolo).

Sfide nuove.
Il cardinale Bassetti ha parlato anche delle “sfide nuove”, che “si pongono oggi per questo sistema, ad esempio quella di sviluppare la contribuzione diretta dei fedeli attraverso le offerte deducibili, per consentire il mantenimento degli standard di aiuto agli ultimi, anche nei prossimi anni quando si prevede che il gettito dell’8xmille per la Chiesa italiana diminuirà a causa della crisi economica indotta dalla pandemia e soprattutto, purtroppo, da una riduzione di firme”.
“Oggi nella fede, come in ogni altro contesto – ha proseguito Bassetti –, non è più possibile dare alcunché per scontato o confidare negli automatismi tradizionali di socializzazione religiosa. Soprattutto con i giovani non si può presupporre che sviluppino in maniera autonoma il senso di appartenenza alla comunità ecclesiale e di conseguenza si impegnino a sostenere la Chiesa nelle sue attività. Queste cose non le possiamo più dare per scontate e qui mi rivolgo in particolare ai delegati diocesani, ai referenti parrocchiali e agli educatori”.

Maggiori competenze.
Rivolgendosi ai partecipanti al 5° Convegno regionale del “sovvenire”, il Cardinale li ha esortati ad “un lavoro di continua motivazione, crescita in collaborazione e con le figure educative e i responsabili degli itinerari formativi giovanili. Quindi sempre di più sarà necessario acquisire competenze non solo in ambito economico, ma anche educativo per diventare promotori e motivatori di responsabilità ecclesiali”.

Lavoro in sinergia.
“In concomitanza con i Sinodi diocesani – ha evidenziato Bassetti – sarà imprescindibile lavorare in sinergia mettendo in campo tutte le risorse a disposizione e per intraprendere strade nuove che ci portino a confrontarci sempre di più con il nostro prossimo in carne ed ossa anche in questo ambito del sistema economico”.

L’importanza dei media.
Il presidente della CEI ha poi esortato tutti gli ‘addetti ai lavori’ a sviluppare “una trasparente ed efficace comunicazione sulla destinazione dei fondi pubblici erogati dalla Chiesa” e ad andare oltre le “campagne pubblicitarie”, perché “non bastano e devono essere integrate con un’azione promozionale e di rendiconto anche a livello territoriale al di là dell’adempimento degli obblighi di legge. Sarà sempre più importante questo lavoro che voi state facendo oggi sul versante della comunicazione”.

Il ringraziamento anche ai comunicatori.
“A tale proposito la rete delle testate giornalistiche e radiofoniche locali di area ecclesiali e anche di area laica e le numerose possibilità offerte dalla rete – ha concluso il cardinale Bassetti – sono canali da conoscere sempre meglio da esplorare per cui spero che il vostro ritrovarvi qui potrà essere davvero l’occasione di condividere pratiche efficaci e scambiarsi buone idee. Per questo vi ringrazio tutti della vostra presenza e vi auguro un buon lavoro perché davvero questo incontro divenga foriero di una sempre più proficua collaborazione”.

Da parte sua il responsabile del Servizio Promozione della CEI Monzio Compagnoni ha sottolineato come la comunicazione umbra dell’8xmille “è modello campione da esportare-proporre a livello nazionale”, perché “attraverso questo rendiconto fate conoscere bene cosa la Chiesa fa in tutti i suoi ambiti pastorali, dagli interventi socio-caritativi alla tutela e valorizzazione delle sue opere d’arte e dei suoi beni culturali. Voi siete di esempio a Regioni più vaste dove possono essere coinvolte importanti testate giornalistiche in quest’opera conoscitiva di come vengono spesi questi finanziamenti”.

Lamezia Terme / Il dormitorio della Caritas dal quale si ricomincia a vivere

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Su www.lacnews24.it segnaliamo un articolo di Tiziana Bagnato pubblicato lo scorso 19 gennaio sul dormitorio della Caritas di Lamezia Terme struttura finanziata anche dall’8xmille.

Non solo un dormitorio, ma molto di più. A pochi passi dalla stazione centrale di Sant’Eufemia, lì dove non è insolito vedere qualcuno passare la notte cercando di trovare scampo al freddo gelido sotto coperte e bustoni, si trova Querce di Mamre.

La struttura inaugurata ad ottobre del 2021 grazie ai fondi dell’8xmille, può ospitare fino ad una ventina circa di senzatetto, ma è molto di più di un dormitorio, rappresenta molto di più per chi viene a contatto con quel nucleo operoso di volontari e operatori Caritas che su ogni persona lavorano cercandone di capire la storia, il percorso, le aspettative, cercando di rimetterle in carreggiata. Il dormitorio fa parte di quel circuito virtuoso della Caritas diocesana di Lamezia Terme, guidata da don Fabio Stanizzo, all’interno del quale si trova la mensa Caritas, l’ufficio docce e vestiario, l’ufficio legale.

C’è chi come Nicola dormiva alla stazione, poi è stato indirizzato per un pasto caldo alla mensa Caritas e da lì in questa struttura della quale è diventato volontario «per cercare di ridare, almeno in parte, ciò che ricevo».

Qui l’articolo completo.

Firmato da Te / A Rovereto un progetto per la casa

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Firmato da Te è un progetto televisivo sostenuto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI in collaborazione con Corallo e TV2000 nato per raccontare, in pochi minuti e attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.
Il programma mette in luce il valore della gratuità, tocca la carne viva di ferite che spesso non si vogliono vedere, comprende gli sforzi di una chiesa in uscita, “ospedale da campo” che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli.

Chi firma offre un pasto caldo e una doccia a chi è nel bisogno, un calcio ad un pallone in oratorio, la rata del mutuo ad una famiglia vittima dell’usura, il restauro ad un bene culturale patrimonio di tutti, un mattone per una chiesa di periferia. Sono tanti i progetti 8xmille documentati in onda su TV2000. Il primo del nuovo anno ci porta in provincia di Trento.

Recuperare mobili usati per aiutare le persone in difficoltà ad arredare la propria casa è la missione portata avanti dalla Caritas di Rovereto che, grazie al contributo dell’8xmille, ha convertito un vecchio stabile in via Manzoni in un vero e proprio mercato delle pulci a servizio dei più bisognosi. Qui si possono acquistare mobili, materassi, divani e oggetti per la casa a un prezzo vantaggioso. E non è solo un’occasione per trovare arredamenti a buon mercato: è soprattutto un modo per incontrarsi, socializzare e regalarsi un momento di fraternità e compassione vicendevole. Gli oggetti donati al magazzino trovano quindi nuova vita nelle abitazioni delle persone più sfortunate: la cultura dello scarto lascia il passo alla carità e alla generosità gratuita.

Firmato da te / A Monteoliveto un centro diurno per malati di Alzheimer

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In Italia sono un milione e 200 mila le persone che vivono con la demenza, di cui 79.000 in Toscana. Tra questi il 55% è affetto dalla forma più nota e grave: l’Alzheimer.

Per affrontare e curare la malattia la conoscenza è fondamentale, non solo per le persone ammalate ed i loro familiari, ma per tutta la comunità che deve farsi carico nel suo insieme di queste problematiche. La gestione delle persone colpite da demenza è particolarmente complessa e lo è stata ancor di più durante il periodo del lockdown.

Lo sanno bene al Centro diurno Alzheimer Monteoliveto, a Pistoia, che da venti anni offre sostegno e assistenza agli anziani non autosufficienti ed affetti da demenza. Un filmato della serie Firmato da te, un progetto televisivo di TV2000 che illustra, attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica e segue le ricadute di un piccolo gesto nel vissuto di persone e luoghi.

“Qui ho trovato il mio essere – spiega Fiammetta Fanulli, operatrice ed animatrice del centro Diurno di Monteoliveto – Svolgo l’attività all’interno del Centro da più di venti anni, ossia da quando la struttura è stata aperta”. “Entrare qui rende felici perché ti senti veramente parte di un qualcosa. Non è un lavoro è una missione – aggiunge Enrico Bongiovanni, animatore Os del centro diurno di Monteoliveto – Lavorare qui mi offre l’opportunità di conoscermi una seconda volta”. Sorta nel 1986, all’interno dell’antico monastero Olivetano, la “Casa dell’Anziano-Monteoliveto” è una struttura al servizio degli anziani della città, voluta dall’amministrazione dell’allora Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che restaurò l’immobile e provvide all’arredamento ed alle attrezzature e che, nel 1985, la consegnò alla Diocesi di Pistoia. Dal 1996 è operativo in un’ala riservata del complesso monastico un Centro Diurno per anziani non autosufficienti seguito, nel 2004, da un Centro Diurno Alzheimer, nato per rispondere alle crescenti richieste della cittadinanza. Con il passare del tempo, la Casa è diventata un importante punto di riferimento, sostenuta anche dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, dove le famiglie degli anziani soli o colpiti dal morbo ricevono un aiuto prezioso nell’assistenza quotidiana.

“Nei nostri centri diurni – spiega Giulio Masotti, geriatra e cofondatore del Centro diurno Monteolivetole modalità di accesso sono le stesse ma per le persone in una fase più avanzata della malattia sono previsti percorsi di cura e di assistenza più approfonditi, diversi da quelli del malato più lieve con il quale è ancora possibile intavolare un patto o una collaborazione”. Due sono le modalità di accesso ai Centri Diurni: come ospite convenzionato, su segnalazione dei Servizi Sociali dei Comuni convenzionati e dell’Ausl 3 di Pistoia, oppure come privato previa visita geriatrica e multidisciplinare da parte dell’Equipe dei Centri. “Il supporto dell’8xmille ci permette di offrire dei servizi supplementari per i nostri anziani – spiega Fiammetta – All’interno della giornata ci sono vari momenti di condivisione: l’accoglienza con la colazione, l’analisi del menù e la lettura del giornale. Quindi comincia l’attività vera e propria. Gli assistiti sono divisi in gruppi per stimolare l’attenzione e la partecipazione mediante giochi da tavolo come la tombola oppure sono dediti ad attività manuali come la pittura. Altri, invece, svolgono attività individualizzate con il sostegno del fisioterapista o di altri operatori”. “Si parla dell’Alzheimer come di un secondo lutto – conclude Enrico – in cui il parente deve riconoscere una persona. Qua noi conosciamo ‘quella persona’ e cerchiamo di interagire con lei. Cerchiamo di fare la differenza e di strappare un sorriso, un momento di gioia a queste persone che, alla fine, diventano parte della tua famiglia. Quando uno entra qui deve sempre pensare ‘ E se ci fosse mia nonna? o mio nonno? Come vorrei che venissero trattati?”

Mazara del Vallo / Un ristorante per tornare a sperare

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Il nome lo hanno scelto dalla lingua araba: “Habibi”, che significa “amore, tesoro”. Protagonisti sono una decina di giovani di diversi Paesi del bacino mediterraneo e sub sahariani. Alcuni di loro sono nati in Italia da genitori tunisini e altri provengono dai percorsi di accoglienza Sai (ex Sprar). Insieme hanno fondato una cooperativa agricola “Terre senza frontiere”, poi sempre a Mazara hanno aperto un ristorante che hanno chiamato così. (Agenzia Sir)

Il progetto nasce dall’incontro tra la Casa della comunità Speranza, la cooperativa Fo.Co. e la Caritas diocesana. Rispondendo alla campagna “Liberi di partire, liberi di restare”, promossa da CEI e Fondazione Migrantes, è stato pensato un progetto alla luce di una considerazione: creare percorsi di formazione e inserimento lavorativo per giovani provenienti da diverse parti del Mediterraneo.

Lo scopo è quello di limitare i flussi di migrazione forzata. Il progetto sostenuto dalla campagna si articola in Sicilia, a Mazara del Vallo, e in Tunisia. “Un piccolo segno per dare sia nelle terre d’origine sia in Italia la possibilità di rimanere grazie a una proposta di formazione e di lavoro – spiegano i promotori –. Si vuole evitare che i figli delle persone immigrate a Mazara vadano via, terminate le scuole, perché non trovano lavoro”.

Prima la fondazione della cooperativa che sviluppa un percorso nell’agricoltura, poi l’apertura un anno dopo del ristorante in modo da dare una possibilità di lavoro ad alcuni giovani originari di alcuni Paesi africani e italiani, far gustarne i sapori tipici. Grazie al contributo della Fondazione Migrantes, della Fondazione Haiku e ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, il sogno è diventato realtà. Tra i ragazzi che vi lavorano Naures, 22 anni, nata da genitori tunisini: “Attraverso il cibo le persone sono curiose di conoscere la nostra storia, chiedono delle nostre origini, perché siamo qui in Italia. A volte cambiano la loro prospettiva su di noi”. “Il nostro obiettivo – spiega Saleem, 20 anni, aiuto cuoco – è quello di far conoscere ai clienti le nostre origini. E ci riusciamo”.