Category Archives: Newsletter In Cerchio

8xmille in parrocchia / Il 4 maggio la Giornata Nazionale

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“Se fare un gesto d’amore ti fa sentire bene, immagina farlo per migliaia di persone” lo slogan scelto per celebrare il prossimo 4 maggio nelle parrocchie la 35.ma Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica dedicata all’8xmille.

Nonostante l’8xmille sia entrato in vigore nel 1990, sono ancora in tanti (quasi 25 milioni) i contribuenti che non esprimono nessuna scelta, perché non sanno che lo possono fare o perché non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o per la procedura troppo complessa. Tra questi tanti sono cattolici praticanti. I contribuenti che esprimono la loro scelta sono circa 17 milioni, di cui poco più di 12 milioni firmano a favore della Chiesa cattolica.

Inoltre, pochi sanno che i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione (oltre 9 milioni) possono ugualmente effettuare la scelta per la destinazione dell’8xmille dell’Irpef.

Per questo una necessaria sensibilizzazione è importantissima.

Le risorse dell’8xmille sono destinate al culto e alla pastorale, alla carità verso tutte le forme di povertà, alla custodia del patrimonio artistico e culturale delle nostre comunità. Non ultimo, la remunerazione dei sacerdoti è sostenuta per il 70% dai fondi provenienti dall’8xmille, fondi che sono in diminuzione a causa del calo delle persone che firmano a favore della Chiesa cattolica.

Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica può moltiplicare tali benefici a dismisura. È un gesto semplice, non costa nulla.

Per queste ragioni, la prima domenica di maggio, i parroci sono invitati a sensibilizzare i fedeli, nonché a realizzare nella parrocchia un’iniziativa finalizzata ad aiutare coloro che potrebbero avere maggiori difficoltà a firmare. Si tratta del progetto “unafirmaXunire 2025”, che prevede l’assistenza, il ritiro e la consegna delle buste con la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille” direttamente in parrocchia contattando l’incaricato diocesano del Sovvenire

Il coinvolgimento e la formazione su questi temi può fare la differenza nel contrastare l’attuale calo delle firme 8xmille.

In allegato alcuni materiali relativi alla Giornata Nazionale. Scarica qui altri materiali informativi

 

8xmille lo sviluppo dei popoli / Cultura, un investimento per tutti

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Investire sull’educazione e sulla cultura per ridurre le disuguaglianze e costruire un futuro più dignitoso per tutti. È la sfida raccolta dalla Chiesa italiana, da sempre impegnata sul versante formativo, nei diversi Paesi del mondo. Nell’ultima riunione (20-21 marzo) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, sono stati approvati 85 nuovi progetti per un totale di 14.555.848 euro: 53 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 8.920.516), 11 in America Latina (€ 2.232.651), 19 in Asia (€ 2.896.826), 1 in Europa (€ 88.104) e 1 in Medio Oriente (€ 417.751).

Numerosi progetti riguardano la dimensione educativa.

In Algeria, l’Association Diocesaine d’Algerie – A.D.A. lavorerà per promuovere l’educazione (dalla prima infanzia all’università) e la cultura attraverso biblioteche, centri culturali, esperienze interculturali. In Angola, la Diocesi di Lwena continuerà a combattere l’analfabetismo nella provincia di Moxico (il tasso è pari al 70% nelle zone rurali e al 50% nelle aree urbane), offrendo istruzione a 9000 studenti in 3 anni. In India, la Diocesi di Gulbarga sosterrà le ragazze emarginate delle comunità di Bachward, realizzando per loro una scuola dove acquisire competenze teoriche e professionali. In Mongolia, la Prefettura Apostolica di Ulaanbaatar contrasterà la povertà educativa, l’abbandono scolastico e il rischio di esclusione sociale con programmi di supporto scolastico e attività ricreative. In Pakistan, la Diocesi di Multan costruirà la scuola “Bishop Yousaf High School” per sostenere soprattutto quei ragazzi che hanno un accesso limitato a un’istruzione di qualità. In Kenya, poi, l’Engim (Giuseppini del Murialdo) costruirà un dormitorio femminile e potenzierà i corsi del Centro di formazione professionale: ne beneficeranno 118 studenti, insegnanti, e circa 4000 persone della comunità di Fort Ternan, nella Diocesi di Kericho. In Guatemala, la Good Shepherd International Foundation ONLUS (Suore di Nostra Signora della Carita del Buon Pastore) aiuterà le donne di El Tejar – territorio rurale per il 45% – ad affrontare il problema della povertà, dell’esclusione economica, finanziaria e sociale con percorsi di formazione tecnica e imprenditoriale.

Lo stanziamento deciso dal Comitato permetterà inoltre di migliorare le condizioni di diverse comunità locali. In Honduras, Progettomondo ETS interverrà in sei comuni di Choluteca, tra le aree più vulnerabili del Paese e con tassi elevati di insicurezza alimentare, per rafforzare le cooperative agricole, migliorare la resilienza climatica e promuovere pratiche agro-ecologiche, coinvolgendo circa 500 agricoltori (di cui il 51% donne). In Giordania, la Caritas promuoverà attività di empowerment sociale, formativo, economico per le donne, giordane e profughe, nelle località di Anjara, Jerash e Madaba, situate nel nord-ovest, non lontano dai confini con Israele e Siria.

Grande attenzione sarà riservata all’assistenza sanitaria. In Camerun, le Suore della Divina Volontà garantiranno cure sanitarie a Nkabang-Lada II, nella Diocesi di Yaoundé, con la costruzione di un Dispensario con ambulatori, sala parto, sala travaglio, laboratorio, farmacia. In Albania, la congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, presente nella Diocesi di Sepa dal 1994, potrà potenziare il centro di riabilitazione e fisioterapia, che assiste circa 350 persone (60% giovani) affette da disabilità congenite o acquisite.

28 marzo 2025

8xmille / Caritas Pozzuoli, con “Liberi di crescere” sostenute le attività a favore di minori in situazioni di fragilità sociale

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È stato pubblicato dalla Caritas diocesana di Pozzuoli il report del primo anno del progetto “Liberi di crescere”, realizzato con l’8xmille alla Chiesa cattolica (in allegato). Il documento descrive le molteplici attività volte a sostenere minori in situazioni di fragilità sociale nel territorio della diocesi di Pozzuoli. Il progetto si realizza in due località: Licola Mare nell’oratorio delle suore Figlie della presentazione di Maria Santissima al Tempio e a Quarto, nel bene confiscato Casa Mehari.

Il progetto della Caritas diocesana ha rinforzato l’azione delle suore a Licola con personale qualificato per lavorare insieme con i genitori e per creare un ponte con la scuola. Le attività sono: giochi e socializzazione, sostegno scolastico, laboratori di musicoterapia, arte, teatro, gioco libero, lettura e riciclo. Le famiglie sono state coinvolte con occasioni di incontro, ascolto, informazione e sensibilizzazione, supporto alla genitorialità e laboratori genitori-figli. Non sono mancate le uscite didattiche per la conoscenza dei Campi Flegrei e di Napoli.

A Quarto le attività di “Liberi di crescere” si sono svolte a Casa Mehari. In questa sede gli obiettivi sono la formazione, l’autonomia e l’inclusione di ragazzi fragili e diversamente abili. Centrale è stato il laboratorio di ceramica che, grazie a professionisti, sta diventando un luogo di socializzazione, creatività e conoscenza a cui si affianca lo sviluppo delle attività manuali, le quali assumono anche una valenza terapeutica. Nella struttura sono presenti tre seminaristi che stanno vivendo la loro esperienza a contatto con persone con disabilità.

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Con i volontari, a servizio di tutti

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Sono 458 i progetti che, nel 2024, hanno coinvolto migliaia di volontari in 68 Paesi. Con i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, infatti, sono state finanziate opere per oltre 83 milioni di euro.

In occasione del Giubileo del mondo del volontariato, tenutosi l’8 e il 9 marzo, il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, ha fatto il punto su quanto le Diocesi, le Congregazioni religiose e le realtà ecclesiali riescono a fare, nei diversi contesti, anche grazie al supporto dei volontari. In Italia sono 4,6 milioni le persone che si impegnano per gli altri, oltre 16 milioni in tutta Europa e circa 1 persona su sette in tutto il mondo. Una vera e propria galassia solidale che, insieme alle comunità locali, alle religiose e ai preti missionari tessono relazioni, incrociano volti, scoprono talenti immensi e storie che arricchiscono e creano ponti con le nostre comunità, anche a nome di chi non può partire, ma rimane in comunione soprattutto con il dono della preghiera. Così, insieme, si continua a costruire speranza.

“Porterò sempre con me ogni sorriso, ogni nome, ogni storia, ogni momento vissuto. Il volontariato non è solo un’esperienza temporanea, ma una lezione di vita. Ho capito che la vera ricchezza sta nelle relazioni che costruiamo, nei segni che lasciamo nel cuore degli altri e in quelli che restano nei nostri”, spiega Cristopher, volontario in Brasile, con la Congregazione delle Suore Missionarie Scalabriniane, in prima linea per tutelare i diritti di chi è costretto a lasciare la propria casa, offrendo percorsi di integrazione e opportunità di crescita. Uno dei volti che Cristopher non dimenticherà è quello di Fatima, una madre venezuelana che nel 2018 ha lasciato il proprio Paese per garantire un futuro migliore ai suoi figli. Il viaggio fino a Roraima, nel nord del Brasile, è stato lungo e faticoso. Grazie alle suore è riuscita ad arrivare a San Paolo, dove ha trovato un’opportunità per ricominciare. Si è rimboccata le maniche ed è riuscita a superare le difficoltà dell’adattarsi a una realtà completamente nuova. Nei momenti di sconforto, la resilienza di Fátima e il sostegno della comunità sono stati fondamentali. “Ricordo ancora – aggiunge Cristopher – le sue parole pronunciate con determinazione: ‘Non posso permettere che la paura ci faccia tornare indietro. Ho lasciato tutto per i miei figli e andrò avanti’. Parole che mi hanno segnato profondamente. Ho compreso che il volontariato non è solo aiuto pratico, ma è ascolto, presenza, condivisione. Il senso della mia esperienza è proprio questo: essere disposto ad ascoltare, a mettermi nei panni dell’altro, a camminare insieme. A volte, il gesto più significativo è la semplice presenza: uno sguardo che trasmette fiducia, un ascolto sincero, un sorriso che dona speranza”.

Azioni concrete che trasformano le vite di chi è aiutato e di chi aiuta. Come è accaduto a Ibrahim e Stephan, sfollati da Idlib e accolti dai frati francescani a Latakia, in Siria. “Vengo – racconta – dal villaggio di Al Ghassanieh a Idlib, ho 26 anni e studio legge. Io e la mia famiglia siamo stati sfollati due volte nel 2012, fino a quando non siamo arrivati a Latakia. Sono stati giorni molto difficili, ma grazie ai frati siamo riusciti a superarli. Ora sono volontario, da quando il terremoto ha colpito Latakia il 6 febbraio 2023. Sono felice di poter restituire qualcosa del tanto che ho ricevuto e mi rende felice alleviare la sofferenza di altre persone che si sentono tristi e senza speranza, proprio come lo ero io”.  “Anche io oggi sono volontario – aggiunge Stephan – e mi occupo di scattare foto, inserire dati e fare visite sul campo. Ho 20 anni e studio scienze informatiche. Ricordo che, quando siamo arrivati a Latakia, eravamo persone disorientate in una nuova comunità, ma subito ci hanno accolto e ci siamo sentiti parte di una famiglia. Mi sento molto felice quando aiuto le persone, anche con piccole cose, cercando di regalare qualche sorriso”.

Scadenze per la consegna del modelli fiscali 730 e Redditi (anche precompilati)

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Modelli

 

Termini

Modelli 730 inviati dai CAF/intermediari

 

dal 30 aprile al 30 settembre

 

 

Modelli Redditi inviati dai CAF/intermediari

 

dal 30 aprile al 31 ottobre
 

Modelli Redditi cartacei inviati dai contribuenti

 

Dal 30 aprile al 30 giugno
Modelli 730 precompilati e modello Redditi precompilato inviati direttamente via web dal contribuente

 

 

I termini di inizio sono stabiliti dall’Agenzia

 

il termine finale è:

 

30 settembre per il 730

31 ottobre per il modello Redditi

 

Paesi in via di sviluppo / 8xmille per sanità, formazione e promozione sociale

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Scuole, centri sanitari, attività imprenditoriali, percorsi di inclusione sociale: si trasformano in tutto questo i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, diventando sostegno concreto per le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.

Un nuovo stanziamento permetterà alla Chiesa in Italia di continuare a farsi prossima a quanti sono in difficoltà, in ogni angolo del mondo.

Nell’ultima riunione (30-31 gennaio) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, infatti, sono stati approvati 52 progetti per un totale di 10.874.258 euro: 26 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 6.270.985), 14 in America Latina (€ 2.090.050), 10 in Asia (€ 1.910.431), 1 in Europa (€ 55.215) e 1 in Medio Oriente (€ 547.577).

Sono diversi i progetti sul versante educativo. Tra questi, spicca quello dell’Arcidiocesi di Bouaké, in Costa d’Avorio, che intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei ragazzi, con un’attenzione particolare ai più poveri, mediante la costruzione di una scuola nel quartiere periferico di Broukro della città di Bouaka, dove vivono numerose famiglie con bambini e mancano infrastrutture scolastiche secondarie. In Egitto, il Vicariato Apostolico amplierà l’edificio scolastico “St. Joseph’s di Port Fouad” per attivare il ciclo di istruzione secondaria di primo grado, mentre in Ghana la Diocesi di Sunyani ristrutturerà il “St. Mary’s Preparatory Junior High School” così da accogliere fino a mille studenti e mettere a loro disposizione biblioteca, laboratorio informatico e supporti didattici per l’alfabetizzazione digitale.

In Brasile, invece, Engim, ente di formazione fondato dai Giuseppini del Murialdo, realizzerà nuovi spazi per attività laboratoriali e di supporto scolastico contribuendo così a ridurre la povertà educativa e l’esclusione sociale di bambini e ragazzi.

Forte è anche l’impegno sul fronte della promozione sociale e del miglioramento della qualità di vita. Ad esempio, in Uganda, la Diocesi di Kabale costruirà un serbatoio sotterraneo per la raccolta di acqua piovana, con depuratore, a beneficio di circa 8000 persone, mentre in Thailandia, la Fondazione Pime Onlus (Pontificio Istituto Missioni Estere) promuoverà attività di sensibilizzazione per le famiglie e l’intera comunità volte all’inclusione sociale di bambini e adulti con disabilità e, al contempo, assicurerà l’accesso ai servizi sanitari di base e a programmi di fisioterapia a persone con disabilità in condizioni di fragilità.

Non manca l’attenzione alla sanità: in Honduras, la Diocesi di La Ceiba, attraverso la Pastorale della Salute della Parrocchia Catedral de San Isidro Labrador, ristrutturerà il Centro di salute “S. Isidro Labrador” che offre un servizio ambulatoriale del quale usufruiscono soprattutto i bambini. In Vietnam, la Diocesi di Phat Diem costruirà e attrezzerà un Centro di educazione e medico-riabilitativo per minori vulnerabili e/o con disabilità e appartenenti a minoranze etniche. In India, la Diocesi di Gorakhpur, attraverso il Purvanchal Gramin Seva Samiti, doterà il “Fatima Hospital” di un impianto per la produzione ed il caricamento delle bombole di ossigeno, così da superare i problemi di approvvigionamento e l’alto costo delle bombole sul mercato, mentre in Burkina Faso, il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli doterà 14 strutture sanitarie e due Università di un sistema per la produzione di candeggina, fondamentale per combattere la diffusione di malattie infettive.

Tra gli interventi, sono numerosi quelli che hanno l’obiettivo di favorire l’imprenditorialità e l’economia locale. Come in Argentina, dove l’Orden de Frailes Menores Viceprovincia San Francisco Solano avvierà un’attività di produzione e riciclo dei tessuti per le comunità di Aguaray, Río Caraparí e Piquirenda. Si tratta di una concreta opportunità di riscatto, che mira a restituire dignità alle donne vittime di violenza familiare ed emarginazione e a favorire l’indipendenza economica femminile. In Iraq, Focsiv rafforzerà la resilienza economica e sociale di quanti vivono negli insediamenti, prevalentemente cristiani, di Ainkawa (Erbil), Qaragosh e Mosul, attraverso il sostegno alle piccole imprese, l’artigianato tradizionale, l’agricoltura e, sul piano sociale, lo sviluppo di attività culturali ed educative.

8xmille emergenze umanitarie / Un milione di euro per interventi nella Repubblica Democratica del Congo

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L’appello della Presidenza CEI: basta violenze!

Lanciamo il nostro accorato appello affinché si fermi il massacro a Goma e nelle altre aree della Repubblica Democratica del Congo in preda alla violenza: basta!
In stretto contatto con le Chiese locali e i missionari presenti sul territorio, riceviamo quotidianamente notizie e immagini di uccisioni, mutilazioni, distruzioni e sfollamento di grandi masse di popolazione, che si svolgono nel silenzio quasi totale dei media. Una strage che miete vittime soprattutto tra i civili, senza risparmiare bambini, anche neonati, donne e persone inermi. Non possiamo tacere di fronte a questo scempio, all’annientamento dell’umanità.

Esprimiamo vicinanza alla popolazione locale e a quanti nel Paese sono impegnati per far fronte a una crisi umanitaria senza precedenti. Facciamo nostre le parole di Papa Francesco che mercoledì 29 gennaio, al termine dell’Udienza generale, ha esortato “tutte le parti in conflitto ad impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e delle altre zone interessate dalle operazioni militari” e ha invitato “le Autorità locali e la Comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione di conflitto”.

Come Chiesa in Italia, da anni, siamo presenti nel Paese con operatori e missionari e non smettiamo di stare accanto alla popolazione e alla Chiesa locale, che continua a essere bersaglio di violenze e attacchi.

Dal 1991, la Conferenza Episcopale Italiana ha sostenuto interventi nella Repubblica Democratica del Congo per 136 milioni di euro. Attraverso il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e grazie ai fondi 8xmille, sono stati finanziati 1.236 interventi. Si tratta di progetti in risposta a emergenze, come, ad esempio, per gli sfollati a Goma, e di sviluppo socio-economico in vari settori. Per affrontare questa ulteriore emergenza, è stato deciso lo stanziamento di un milione di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

Il nostro impegno non verrà meno per la promozione della dignità umana e di un futuro di pace.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana

Roma, 3 febbraio 2025

Sviluppo dei popoli e 8xmille / L’impegno della Chiesa cattolica per le persone con disabilità

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“Rendere il mondo inclusivo significa non solo adattare le strutture, ma cambiare la mentalità, affinché le persone con disabilità siano considerate a tutti gli effetti partecipi della vita sociale”. Così Papa Francesco si è rivolto ai ministri partecipanti al G7 su inclusione e disabilità che si è svolto in Umbria dal 14 al 16 ottobre, ribadendo l’importanza di “operare insieme perché sia reso possibile alle persone con disabilità di scegliere il proprio cammino di vita, liberandole dalle catene del pregiudizio”.

Un impegno che la Chiesa cattolica in Italia ha fatto proprio: dal 1991 a oggi, grazie ai fondi dell’8xmille, ha sostenuto 273 progetti in 45 Paesi per quasi 30 milioni di euro per l’inclusione, l’accessibilità, la vita autonoma, la dignità e la valorizzazione delle persone con disabilità che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono più di 1,3 miliardi, il 16% della popolazione.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ribadisce il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Tuttavia, in molti Paesi la loro condizione è ancora vista come una punizione divina e le persone affette da disturbi fisici o psichici sono spesso costrette a nascondersi e a vivere ai margini della società, nascoste dai loro stessi familiari tra le mura domestiche a causa dello stigma sociale di cui sono diventate drammaticamente vittime.

Nelle situazioni di crisi e di emergenza sono ancora più esposte a discriminazioni, allo sfruttamento e alla violenza e devono affrontare numerosi ostacoli per accedere all’assistenza umanitaria. Così la vita quotidiana delle persone con disabilità, se lasciate sole e segregate anche dalle proprie comunità, diventa una lotta per la sopravvivenza.

Grazie all’impegno di molti continuano però a fiorire opportunità di rinascita che ridanno vigore alla speranza.

Come è accaduto a Saw Sai, un ragazzo di Yangon, in Myanmar, che era considerato senza prospettive, perché affetto da paralisi cerebrale emiplegica destra con disabilità intellettiva. I genitori hanno conosciuto il progetto “Comunità inclusive”, avviato nel 2005, che mira allo sviluppo e all’inclusione sociale dei piccoli con disabilità nelle zone rurali e ha già dato sostegno a 150 bambini e alle relative famiglie in 64 villaggi. Saw Sai ha iniziato un percorso e, grazie ai terapisti e all’esercizio quotidiano, è subito migliorato dal punto di vista motorio. Ora segue anche specifici programmi educativi perché è interessato alla matematica e desidera imparare per aiutare i genitori che hanno un piccolo ristorante. Dopo aver frequentato gli incontri di sensibilizzazione, anche la famiglia è sempre più partecipe e coinvolta e ha compreso l’importanza dell’insegnargli a svolgere da solo le attività quotidiane, con calma e con i giusti ritmi.

Proprio il lavoro con le famiglie e con le comunità locali è fondamentale per innescare un cambiamento di mentalità, per far comprendere che garantire servizi adeguati alle persone con differenti abilità non è solo una questione di assistenza, ma di giustizia e di rispetto della loro dignità e delle loro capacità. Ne è consapevole anche la famiglia di Berry, che vive ad Haiti, dove solo il 7% dei bambini disabili partecipa a un percorso scolastico: “la situazione di Berry, che a 2 anni ha iniziato a soffrire di una malattia che lo faceva cadere all’improvviso e non era più in grado di camminare, ci ha portati a conoscere ‘Akg’, un’associazione di comunità di Haiti. Partecipiamo sempre alle riunioni e alla formazione, che servono per aiutare i bambini a vivere meglio all’interno della famiglia e della comunità. Ora Berry frequenta la scuola pubblica di Mare Rouge e avrà la possibilità di trovare la sua strada”.

La stessa possibilità è stata offerta ai 638 beneficiari del progetto “Kanyama for all” in Zambia, anche questo realizzato con il contributo della CEI, che punta a favorire inclusione scolastica in 7 scuole di Kanyama e a sostenere le famiglie dei bambini e delle bambine con disabilità attraverso corsi di alfabetizzazione e di lingua dei segni per i genitori, e percorsi di empowerment economico per l’attivazione di attività generatrici di reddito. “In quest’ottica – racconta Andrew, istruttore di judo allo Shalom Centre – sono importanti anche le attività sportive, perché danno la possibilità agli studenti di conoscersi meglio, lavorare insieme, fare squadra ed eliminare le barriere. In particolare, il judo non è soltanto uno sport, è piuttosto prendersi cura gli uni degli altri, aiuta ad aprirsi alle relazioni, a trovare delle passioni e dei punti in comune”.

Piccoli semi e testimonianze che ci spingono ad andare avanti, nella certezza che – come ricorda Papa Francesco – “ogni persona è un dono prezioso per la società” e che una “cultura dell’incontro va sviluppata, specialmente con coloro che una falsa cultura del benessere tende a scartare”.

8xmille / A Castelcies, provincia di Treviso, restaurato l’oratorio di san Martino di Tours

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Riconsegnato alla comunità parrocchiale di Cavaso l’oratorio di san Martino di Tours, in località Castelcies. – L’11 novembre scorso, in occasione della festa del santo titolare, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dopo un lungo e accurato consolidamento e restauro. La giornata è stata un omaggio alla devozione e alla storia, profondamente radicata nella vita comunitaria del territorio.

Da oltre sette secoli, la chiesetta di San Martino, posta sul colle accanto alle vestigia del castello di Cies, è stata un punto di riferimento spirituale per la comunità di Castelcies e oltre. Un luogo considerato dai fedeli come la “prima chiesa parrocchiale di Cavaso”, e di cui si ha traccia già attorno all’anno Mille, quando il castello e il borgo, con il piccolo cimitero annesso, erano testimoni della vita medievale.

La storia della chiesetta racconta di distruzioni e crolli causati da guerre e eventi naturali. Nel 1554, durante una visita pastorale, il vescovo di Treviso la dichiarò irrecuperabile per l’avanzato stato di rovina. Tuttavia, la tenacia della comunità permise non solo di ricostruirla, ma anche di ampliarla. Nel 1568, l’interno fu abbellito da un ciclo di affreschi di Marco da Mel, che ancora oggi ne impreziosisce le pareti.

Nel corso dei secoli, vari restauri si sono susseguiti per contrastare le ingiurie del tempo. L’ultimo intervento, resosi necessario a causa di lesioni strutturali nell’abside e nelle murature perimetrali, è iniziato nel giugno 2023 grazie ai fondi del Pnrr e all’8xmille messo a disposizione dalla Diocesi di Treviso. I lavori, conclusi nel novembre 2024, hanno portato a risultati ammirabili, restituendo alla comunità un edificio solido e restaurato in modo esemplare.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione del parroco di Cavaso-Possagno, don Pierangelo Salviato, che ha raccontato l’iter per ottenere autorizzazioni e finanziamenti. L’architetto Piergiorgio Ditadi ha, poi, illustrato le sfide tecniche dell’intervento, mentre don Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio per l’Arte sacra e i Beni culturali della diocesi, ha ricordato l’importanza di una comunità attiva e partecipe per la conservazione dei beni storici, segni di fede e arte. Il presidente del Comitato San Martino, Floriano Sartor, ha omaggiato in versi la storia della chiesetta e l’impegno dei volontari che, anno dopo anno, hanno sostenuto le attività della parrocchia anche attraverso le sagre.

Dopo il tradizionale taglio del nastro, si è svolta la messa presieduta da don Paolo Barbisan e concelebrata da padre Giuseppe Francescon, dei Padri Cavanis, e padre Gianluigi Andolfo, canossiano.

Durante l’omelia, don Barbisan ha sottolineato l’importanza della solidarietà e del volontariato, ispirandosi alla figura di san Martino, simbolo di generosità, e al messaggio evangelico dell’amore fattivo.

L’oratorio ora risplende di nuova bellezza, a testimonianza di una tradizione, che continua a vivere grazie alla devozione e all’impegno della comunità.

(Fonte: lavitadelpopolo.it)

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Alla scuola dei poveri

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Affrontare il dramma della povertà multidimensionale con azioni concrete e generative, capaci di coinvolgere, promuovere e dare frutti. È quello che fa la Chiesa cattolica italiana: dal 1991 a oggi, con i fondi dell’8xmille, ha sostenuto oltre 18.000 progetti in 108 Paesi per più di due miliardi e mezzo di euro. Sono segni di solidarietà che seminano speranza e si realizzano anche grazie a tanti volontari, sacerdoti, persone consacrate, laici e laiche che si mettono a disposizione per ascoltare e sostenere i più poveri, oltre un miliardo di persone, metà delle quali minori.

Come testimonia Tony, volontario di Caritas Lebanon Youth, il dipartimento giovani della Caritas libanese che si è prontamente attivato accanto al team di emergenza sia in seguito alla terribile esplosione nel porto di Beirut dell’agosto del 2020, sia dopo il terremoto del 6 febbraio del 2023, sia nella drammatica situazione attuale per assistere centinaia di migliaia di nuovi sfollati in tutto il Paese e distribuire generi di conforto. Tony è stato fra i primi a prestare soccorso dopo l’esplosione del 2020: “avevo ventun anni e ho coordinato 1.200 volontari. Per 64 giorni dal momento dell’esplosione, io e gli altri volontari, soprattutto i team leader, non siamo mai tornati a casa. Chi poteva andava dalle proprie famiglie alle 4 del mattino, giusto il tempo di una doccia e di un caffè, per poi mettersi nuovamente in servizio. Siamo stati nei centri operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa è stata la mia vita per più di due mesi. Oggi la guerra ha tolto la speranza a tanti giovani che nonostante tutto credevano ancora nel dialogo costringendoli all’esodo. Non li biasimo, capisco la loro scelta. La mia, per ora, è di restare. Ma non so fino a quando”.

Carmen invece ha lasciato il cuore in Madagascar, a Nosy Be, dove ha svolto un periodo di volontariato in una scuola della Congregazione di San Giovanni Battista per insegnare l’italiano a 600 bambini e dare loro la possibilità di un futuro lavorativo nel settore del turismo. “Saranno stati – racconta – i tramonti, i cieli stellati, i paesaggi e i profumi speziati. Saranno state l’allegria e l’accoglienza delle suore, l’amicizia nata con gli altri volontari, o forse i bambini che chiedono tanto affetto ed in cambio ti regalano un amore che non meriti. Saranno state le loro storie ad entrarmi dentro, quelle di povertà estrema e di abbandono. O forse le ore di lezione d’italiano passate a giocare e ad imparare insieme, o i momenti di ricreazione in cui diventavamo compagni di gioco e di ballo. Comunque sia, da tutto questo ho imparato che nonostante la fatica di alzarsi all’alba, la scomodità di riempire secchi d’acqua dal pozzo per lavarsi, c’è una semplicità della vita che dà pienezza”.

Alcuni volontari sono stati vittime a loro volta, come Rose che ora è consulente psicologica. “Sono fuggita dal villaggio di Al Yacoubieh nella provincia di Idlib dal 2012. Abbiamo lasciato tutto e ci siamo diretti a Latakia. Non potrò mai dimenticare il calore con cui siamo stati accolti dai frati francescani. Rimarranno sempre nella mia memoria i momenti che ci hanno ridato un po’ di serenità: imparavamo e ci divertivamo insieme, condividendo i momenti più allegri e quelli più difficili, proprio come una grande famiglia. Avevamo anche sessioni psicologiche speciali che ci aiutavano a superare il trauma dell’evacuazione dai nostri villaggi. Oggi, grazie ai miei studi, sto cercando di restituire un po’ di quanto ho ricevuto, accompagnando e sostenendo 20 bambini orfani del progetto ‘Casa dei Bambini’, in un percorso terapeutico che consenta loro di elaborare la drammaticità di quanto hanno vissuto e ricominciare a vivere in un ambiente il più familiare possibile, contenitivo, che sia in grado di ridare prospettive e fiducia a questi bambini vulnerabili”. Sono solo alcuni di quei “segni tangibili per un futuro migliore” che nel cammino verso l’Anno Santo Papa Francesco chiede di metter in atto per essere “pellegrini di speranza”. Con l’invito a custodire “i piccoli particolari dell’amore”: fermarsi, avvicinarsi, dare un po’ di attenzione, un sorriso, una carezza, una parola di conforto. Perché i poveri, ricorda il Papa nel Messaggio per la VIII Giornata Mondiale dei Poveri del 17 novembre, “hanno ancora molto da insegnare, perché in una cultura che ha messo al primo posto la ricchezza e spesso sacrifica la dignità delle persone sull’altare dei beni materiali, loro remano contro corrente evidenziando che l’essenziale per la vita è ben altro”.