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8xmille / Presentato il restauro della Chiesa di Santa Maria in Pantano a Massa Martana

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Su Il Giornale dell’Arte lo scorso 17 ottobre è stato pubblicato un articolo di Roberto Mercuzio che presenta i lavori di restauro all’abside di uno degli edifici di culto più antichi della Diocesi di Orvieto-Todi e del territorio umbro fondata tra l’VIII e il IX secolo: la Chiesa di Santa Maria in Pantano a Massa Martana.

Gli interventi, condotti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e il supporto dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali e l’Edilizia di culto, sono stati eseguiti per ristabilire la piena fruibilità della chiesa, parzialmente danneggiata dal terremoto del 2016, e finanziati anche con fondi 8xmille alla Chiesa cattolica.

Qui l’articolo completo.

Sviluppo dei popoli / Interventi caritativi 8xmille: risposte immediate, percorsi di rinascita

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“La povertà – sottolinea papa Leone XIV nel Messaggio per la IX Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra il prossimo 16 novembre – ha cause strutturali che devono essere affrontate e rimosse. Mentre ciò avviene, tutti siamo chiamati a creare nuovi segni di speranza che testimoniano la carità cristiana”.

È quanto la Chiesa cattolica fa, anche in contesti profondamente segnati da grave disagio e sofferenza, dove i fondi dell’8xmille diventano risposte immediate a bisogni primari, ma anche occasioni per restituire dignità, ascolto e visibilità a chi vive ai margini, generando percorsi di rinascita personale e comunitaria.

Nella riunione di ottobre il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha messo a disposizione 14.407.829 euro per 83 progetti: 44 in Africa (€ 7.768.213), 24 in Asia (€ 4.362.311), 13 in America Latina (€ 1.915.612), 1 in Medio Oriente (€ 236.220), 1 in Europa (€ 125.473). Sono iniziative che mirano direttamente a mobilitare le comunità che si prendono cura delle persone in situazioni di povertà estrema.

Come avviene in Burundi, nella Diocesi di Muyinga, dove la Caritas locale, insieme al Foyer d’Enfants du Tanganika, sostiene i Pigmei Batwa, una delle tre principali componenti etniche del Paese, insieme agli Hutu e ai Tutsi. Una minoranza storica, fortemente emarginata, che oggi vive in estrema povertà e continua ad essere oggetto di discriminazione. Il progetto vuole contribuire al miglioramento delle loro condizioni di vita attraverso la creazione di sei cooperative, la formazione e l’accompagnamento di 300 persone per aiutarle a realizzare attività agricole e di allevamento che possano fornire loro un reddito. Un tentativo di coniugare assistenza immediata e sviluppo sostenibile, rispettando l’identità culturale dei Batwa e valorizzandone le potenzialità.

Anche il Programma “Integrated Development througth Empowerment and Action for Tribals” (IDEA) in India è rivolto alle comunità tribali marginalizzate. Punta a innescare un processo di crescita, sensibilizzazione e presa di coscienza in 24 villaggi nei distretti di Khammam e Bhadradri Kothagudem, dove più del 50% della popolazione vive sotto la soglia di povertà è il tasso di scolarizzazione è meno del 40%. Prevede: formazione, educazione e sviluppo di capacità, salute e nutrizione, promozione di un corretto stile di vita. L’obiettivo è di migliorare la condizione delle comunità tribali e favorire uno sviluppo integrato nella prospettiva di una partecipazione al processo di governance locale, in particolare delle donne che – come sottolineato da Papa Francesco e ribadito da Papa Leone XIV nella Dilexi te (n.12) – sono “doppiamente povere” perché hanno “minori possibilità di difendere i loro diritti”.

Sempre per offrire dignità e speranza ai più vulnerabili in Perù la Diocesi di Chota sta avviando un Centro di formazione, cura e accompagnamento psicologico, in un territorio che si estende dai 100 ai 4.000 metri di altitudine, nella regione più povera del Paese. Solo nel 2024 sono stati segnalati 600 casi di violenza scolastica, ai quali si aggiungono numerosi episodi di violenza familiare e abusi. Il Centro risponde a un duplice bisogno: offrire cure e accompagnamento psicologico personalizzato a studenti, insegnanti, genitori e persone vulnerabili e, al tempo stesso, offrire opportunità di formazione. Ospiterà infatti anche laboratori per giovani e un programma strutturato per i genitori, con consulenza familiare ed educativa.

Piccoli barlumi che si accendono anche in zone devastate, come in Siria. La comunità di religiose nella zona di Midan ad Aleppo è composta da tre suore che, nonostante la situazione terribile dovuta al conflitto, cercano di restare accanto ai più indigenti. Guerra, violenze e sisma hanno precipitato il Paese al 6° posto al mondo per insicurezza alimentare. Le religiose, in collaborazione con donne e giovani volontari, si prendono cura direttamente di 300 persone, anziane o con problemi fisici, fornendo pasti caldi e assistenza domestica. Vengono anche consegnati buoni alimentari a 600 nuclei familiari e un contributo economico a 100 famiglie per la retta scolastica dei figli.

Tra i più poveri e vulnerabili ci sono anche i migranti e i malati ai quali si cerca di non far mancare segni di speranza. Come nell’Etiopia meridionale, presso il Vicariato Apostolico di Soddo, dove i Padri Spiritani stanno avviando un progetto di riabilitazione e reintegrazione sociale a favore dei migranti. Prevede coprogettazione e partecipazione degli 800 beneficiari diretti, con impatto indiretto su altre 4.000 persone, attraverso formazione professionale, supporto psichico e cura dei traumi, avvio di attività generatrici di reddito e programmi di sensibilizzazione della comunità. O come in Cambogia, dove il Vicariato Apostolico di Phnom-Penh, insieme all’Organizzazione Internazionale Douleurs Sans Frontieres, si prende cura dei malati cronici o terminali fornendo assistenza e cure palliative, con visite regolari e sostegno anche ai familiari.

Piccoli semi, capaci di portare frutto e offrire segni efficaci di speranza e di concretezza evangelica, anche nelle condizioni più estreme.

8xmille e Beni Ecclesiastici / Abbazia S. Scolastica Subiaco, in mostra i tesori della biblioteca donata da Pio VI al Seminario locale

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L’abbazia territoriale di Subiaco propone dal 14 settembre fino al 31 ottobre 2025 presso il monastero di Santa Scolastica, sala San Gregorio Magno, una mostra dedicata al patrimonio librario custodito nella biblioteca che Papa Pio VI, abate commendatario dell’abbazia dal 1773, donò al Seminario abbaziale da lui fatto riedificare dalle fondamenta.

La ricorrenza in questo 2025, si legge in una nota dell’abbazia, “segnato dal Giubileo e dalla nomina di Subiaco a Capitale italiana del libro, dal 250° anniversario della elezione del cesenate Giovanni Angelo Braschi al papato col nome di Pio VI, avvenuta nell’anno giubilare 1775, offre una preziosa opportunità per tornare a riflettere sui profondi segni lasciati dal pontefice a Subiaco e nel territorio in qualità di Abate commendatario dell’Abbazia Nullius sublacense. A chi percorre le vie della città – spiega la nota – non possono sfuggire l’imponente profilo della Rocca abbaziale, le decorazioni custodite nel palazzo della Missione, la maestosa mole della chiesa di Sant’Andrea apostolo e dell’adiacente Seminario, per ricordare le committenze più note, fino all’Arco trionfale che accoglie il visitatore al suo ingresso a Subiaco, eretto dalla cittadinanza per rendere omaggio al suo benefattore”.

Tra gli atti di maggiore munificenza compiuti da Pio VI a favore dell’Abbazia sublacense, ricorda la nota, vi fu la donazione al nuovo Seminario di una preziosa biblioteca destinata alla formazione dei giovani chierici avviati alla vita ecclesiastica, ma anche ‘aperta al pubblico intero’.

La raccolta era fornita di tutti i testi utili alla preparazione religiosa e spirituale dei giovani chierici nella ‘Dottrina’, nella ‘Religione Cristiana’ ed al ‘servire la Santa Messa’ nonché alla loro istruzione ‘nella piena Gramatica, Umanità, Rettorica, Filosofia, e Teologia’. A questi si aggiungevano volumi di storia, storia della Chiesa, diritto, musica e canto, arte e archeologia cristiana e pagana, geografia, fisica, matematica, trigonometria, scienze, medicina, per citarne alcuni, opera dei più rinomati autori tanto ‘antichi’ quanto ‘moderni’ e spesso in prime edizioni. Molti dei testi esposti sono stati oggetto negli ultimi anni di importanti interventi di restauro finanziati dalla stessa Abbazia grazie ai fondi dell’8xmille messi a disposizione dall’Ufficio nazionale Beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana. “Una preziosa occasione – conclude la nota – per apprezzare la pregevolezza dei volumi esposti, spesso corredati da splendide coperte e da un ricco repertorio di illustrazioni disegnate e incise dai più grandi artisti, ma anche per lasciarsi affascinare dallo straordinario deposito di saggezza in essi custodito, tesoro inestimabile che il passato ha lasciato in eredità al presente per riconsegnarlo al futuro”. Orari di visita: 9.30-12.30; 15.30-18.30.

(Sir)

8xmille per lo Sviluppo dei popoli / Formazione, via di cambiamento e speranza

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Iniziative per lo sviluppo umano integrale e la giustizia sociale, promozione di attività economiche e accesso a servizi essenziali come acqua e salute. E poi programmi di formazione inclusiva. Così i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, diventano strumenti attivi per creare inclusione, cittadinanza e garantire uguaglianza e diritti attraverso progetti condivisi e concreti di cambiamento in contesti difficili. Nella riunione di luglio il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha messo a disposizione 9.463.351 euro per 61 progetti: 33 in Africa (€ 5.649.056), 10 in America Latina (€ 1.437.576), 18 in Asia (€ 2.376.719).

Il mondo ha bisogno di messaggi di speranza. Voi siete questo messaggio, e dovete continuare a dare speranza a tutti”, ha detto Papa Leone XIV salutando i giovani, accorsi da ogni parte del mondo in piazza San Pietro, per il Giubileo. Poi ha aggiunto “Diciamo tutti: vogliamo la pace nel mondo!”.

Parole che trovano declinazioni concrete anche in zone martoriate dalla guerra come il Sud Sudan. “La chiesa – sottolinea Mons. Carlassare, Vescovo di Bentiu – può svolgere un ruolo cruciale nell’educazione alla pace delle giovani generazioni. Prima di tutto attraverso la denuncia e la profezia. E soprattutto garantendo l’accesso alla scuola che non deve solo istruire ma educare e formare alla pace, ai diritti umani e alla cittadinanza responsabile”.

Sono diversi i progetti sostenuti proprio sul versante educativo, anche in zone di conflitto. Come, ad esempio, quello dei Padri Carmelitani a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, che mira ad ampliare la scuola esistente per garantire l’accesso all’istruzione primaria e secondaria ai sempre più numerosi bambini e ragazzi sfollati per la situazione di conflitto e insicurezza nel Nord Kivu. La scuola già accoglie più di 1300 alunni, di cui una cinquantina sono orfani.

Anche in Etiopia, nella regione di Tigray c’è urgente necessità di strutture scolastiche che per il 90% sono state gravemente danneggiate dagli scontri armati. Per consentire la ripresa delle attività didattiche a Wukro e Adigrat verranno ristrutturate due scuole delle Suore Orsoline di Maria Vergine Immacolata, una primaria e l’altra materna, che potranno così accogliere 3400 ragazzi.

In America Latina, nella diocesi di Santiago de Guatemala, i Missionari della Divina Redenzione hanno avviato un progetto che prevede la ristrutturazione e l’ampliamento di un vecchio edificio abbandonato per trasformarlo in una nuova scuola primaria. La nuova struttura permetterà di accogliere ogni anno 150 bambini tra i 6 e i 12 anni, provenienti da famiglie a basso reddito, offrendo ambienti sicuri, attrezzati e inclusivi. A beneficiare di questo intervento non saranno solo gli alunni, ma anche le loro famiglie e l’intera comunità di Mixco, che potrà contare su una scuola capace di offrire un’educazione di qualità, un sostegno anche psicologico e nuove opportunità di crescita.

In Asia sono diverse le iniziative educative sostenute, in particolare per le comunità più emarginate. Per esempio, in Vietnam i Padri Salvatoriani stanno attivando un centro di apprendimento inclusivo a Ben Cut, nella diocesi di Phu Cuong, nel sud del paese, verso il confine con la Cambogia. È una zona povera, di forte immigrazione interna, e molte famiglie non hanno i soldi per mandare i figli a scuola, che rischiano così di restare intrappolati nel circolo vizioso della povertà. Il centro per l’insegnamento inclusivo si rivolge ai bambini di strada e migranti che sono esposti a sfruttamento lavorativo e sessuale. Intende offrire un sistema di istruzione alternativo, con supporto psicologico, attività ricreative, e formazione digitale. Inoltre, si potrà accedere ai corsi d’inglese, alla preparazione/formazione al lavoro per le donne e campi estivi per i ragazzi.

Sempre all’insegna dell’inclusione è la costruzione in India di un nuovo edificio per la scuola St. Mary per persone con disabilità uditive e della comunicazione. La diocesi di Nellore ha avviato questa scuola nel 1984 sulla costa del Golfo del Bengala, a Koduru Mandal. Circa 1400 ragazze e ragazzi con problemi di udito e di linguaggio hanno potuto ricevere un’istruzione negli ultimi 40 anni e inserirsi nella società. È l’unica scuola in tutta la diocesi con insegnanti formati nella lingua dei segni. L’integrazione nei contesti educativi generali offre agli studenti l’opportunità di socializzare e confrontarsi con i loro coetanei. Il nuovo edificio potrà ospitare 50 bambini.

Spoleto-Norcia / Al via uno sportello socio-sanitario della Caritas “firmato” 8xmille

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Ha preso avvio il progetto “Medi care” promosso dalla Caritas diocesana di Spoleto-Norcia, in collaborazione con la pastorale della salute, finanziato con i fondi straordinari Cei 8Xmille Italia per l’anno 2025. Il progetto – si legge in una nota dell’arcidiocesi – prevede la realizzazione di uno Sportello sociosanitario e di Advocacy diocesano (sostegno attivo) per l’anno 2025, con sede in Piazzetta della Misericordia n. 3 a Spoleto. L’obiettivo è quello di contribuire, attraverso lo strumento dell’ascolto caritativo, a garantire l’accesso alle cure e all’assistenza in modo consapevole e responsabile, indipendentemente dalla condizione economica o sociale della persona. Tra le principali azioni previste ci sono contributi occasionali (economici, beni o servizi) per persone in grave stato di bisogno, sostenute direttamente dalla Caritas.

L’accesso agli interventi – precisa la Caritas – è previsto, previo colloquio allo Sportello, a fronte di una situazione di bisogno documentata: non è ancora stato fissato un giorno per l’apertura; pertanto, i colloqui potranno effettuarsi solo previo appuntamento telefonico (o preso direttamente dalla singola persona interessata, o preso su indicazione dei referenti Caritas o su indicazione degli assistenti sociali). L’intervento si rivolge a persone che sono residenti in uno dei Comuni dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia che versano in stato di difficoltà economiche. Contatti: caritas.cda@spoletonorcia.it; 0743-220485 oppure 353-4058960.

Questo nuovo servizio della Caritas – afferma il direttore don Edoardo Rossi – è un’ulteriore risposta della Chiesa che si fa incontro all’uomo sulla via della sua sofferenza. Ci ricordava papa Benedetto XVI che il servizio di accompagnamento, di vicinanza e di cura ai fratelli ammalati, soli, provati spesso da ferite non solo fisiche, ma anche spirituali e morali, ci pone in una posizione privilegiata per testimoniare l’azione salvifica di Dio, il suo amore per l’uomo e per il mondo, che abbraccia anche le situazioni più dolorose e terribili”.

Diocesi Crema / Dagheti (direttore Caritas), “senza i fondi dell’8xmille non potremmo stare con gli ultimi degli ultimi”

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Senza i fondi dell’8xmille non potremmo stare con gli ultimi degli ultimi, magari non sostenuti da altri. Inoltre, i fondi fanno da volano per attirare altri fondi”. Lo sottolinea il diacono Claudio Dagheti, direttore della Caritas diocesana di Crema, commentando per il settimanale diocesano “Il nuovo Torrazzo” la ripartizione a livello locali dei fondi dell’8xmille.

“Nel 2024 sono stati 444.000 euro – spiega –, di cui 355.000 sono andati direttamente alla Caritas diocesana, gli altri ad altre realtà che decidiamo di sostenere (Fondo famiglie solidali, Consultorio, Centro di Aiuto alla vita, Villa Laura, Fondazione San Bernardino che sostiene le persone cadute in situazioni di usura)”.

Per quanto riguarda i 355.000 euro alla Caritas, viene precisato sul settimanale diocesano, 65.000 sono stati assegnati al dormitorio Rifugio San Martino; 15.000 alla mensa quotidiana per i senza dimora; 30.000 per sostenere gli appartamenti di seconda e terza accoglienza per persone senza casa che stanno rientrando pian piano in una situazione normale. Inoltre 50.000 euro sono stati destinati alle attività di inserimento lavorativo, 90.000 per sostenere la casa di accoglienza Giovanni Paolo II (25 posti maschili) e gli ultimi 90.000 per sostenere la struttura minima della fondazione e le attività pastorali con le parrocchie.

Posso dire che quanto arriva a Crema dalla CEI – ha concluso Dagheti – viene totalmente dedicato ai servizi o dato a chi non ha altre possibilità. Senza questi fondi gli ultimi non avrebbero possibilità: sono motivazioni importanti per firmare per l’8xmille”.

(Agenzia Sir)

8xmille / Continua l’impegno della Chiesa italiana in Terra Santa

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La Conferenza Episcopale Italiana resta accanto alle comunità della Terra Santa, provate da anni di violenze e ora da un conflitto che sta seminando morte e distruzione, con pesanti ricadute anche nei territori limitrofi. In questa regione così martoriata, il Servizio nazionale per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha finanziato con i fondi dell’8xmille 143 progetti per quasi 43 milioni di euro. Nei mesi scorsi, per l’emergenza a causa della chiusura degli altri ospedali e il grande afflusso dei profughi, è stato necessario finanziare l’ospedale nel Karak, gestito dalle Missionarie Comboniane al confine con la Cisgiordania, e in questi giorni sono stati messi a disposizione ulteriori 300mila euro.

Inoltre, attraverso Caritas Italiana, sono stati sostenuti progetti di Caritas Gerusalemme e di altri partner della società civile palestinese e israeliana. Negli ultimi due anni sono stati destinati 1.645.000 euro per far fronte all’emergenza umanitaria, offrire cure mediche e supporto psicosociale alle famiglie di Gaza, di Gerusalemme Est e della Cisgiordania, avviare percorsi di riabilitazione socioeconomica, tessere un dialogo tra israeliani e palestinesi, non perdendo mai la speranza di una pace duratura.

Siamo prossimi alla comunità della Terra Santa con la preghiera e con l’aiuto concreto: il loro dolore è il nostro dolore, le loro lacrime sono le nostre. Non ci abituiamo al grido che giorno e notte sale a Dio, ma anche alle nostre orecchie. Esserci fa la differenza e promuove davvero la pace, una pace di cui la Terra Santa e il mondo intero hanno bisogno”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Sviluppo dei popoli / L’8xmille per i giovani: in 25 anni 5.000 progetti in oltre 100 Paesi

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Il Giubileo dei Giovani, che si svolge dal 28 luglio al 3 agosto, è un’occasione per incontrarsi, ascoltarsi reciprocamente, riflettere e condividere percorsi di speranza, con ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo. In un quadro demografico globale, che vede da un lato la diminuzione dei tassi di natalità e dall’altro l’aumento dell’aspettativa di vita, l’età mediana è oggi di 30 anni, ed entro il 2100, secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, supererà i 40. La stragrande maggioranza dei giovani tra i 16 e i 24 anni vive nei Paesi in via di Sviluppo con un’accentuata diversità tra aree rurali e metropoli, e tra contesti tradizionali e globalizzati.

In questi Paesi la Chiesa italiana, tramite il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, grazie ai fondi dell’8xmille, continua a sostenere l’istruzione e la formazione dei giovani.

Negli ultimi 25 anni con 525 milioni di euro sono stati finanziati quasi 5.000 progetti specifici, in oltre 100 Paesi. Piccole luci di speranza. Come quelle che si accendono in India, nella Scuola Shenbagam di Pollachi, gestita dai Padri Agostiniani. “Alla Shenbagam School – dice Gamesh – studiamo tutti insieme come una sola famiglia. Non c’è discriminazione basata sulla casta, la religione o l’origine sociale. Studenti provenienti da ogni condizione sociale, ricchi e poveri, di caste e comunità diverse, sono accolti qui a braccia aperte. Un esempio di unità nella diversità che ci dà il coraggio di sognare in grande e la forza di credere in noi stessi”. “Ciò che rende davvero speciale la nostra scuola – aggiunge – è la possibilità di ricevere un’educazione inclusiva e integrale. Non ci vengono solo insegnate le materie scolastiche, ma ogni giorno si rafforzano i nostri valori mettendo in pratica uguaglianza, solidarietà, servizio, onestà e unità”.

Speranze concrete di cambiamento, in situazioni complesse. È ciò che avviene anche nell’est del Ciad dove sono accolti, in oltre 30 campi, tra i 650mila e 800mila profughi sudanesi e sfollati ciadiani fuggiti dalla guerra. Qui la Caritas diocesana di Mongo e la Federazione delle Banche di Cereali del Guerà (FBCG), da decenni, si impegnano in attività di sviluppo e tutela dell’ambiente che coinvolgono i giovani locali. Il degrado ambientale, e in particolare l’erosione dei terreni coltivabili, a causa dei cambiamenti climatici e del sovraffollamento del territorio, si è rivelato molto più rapido degli interventi di rimboschimento e così si è pensato di costruire dighe anti-erosive. “Durante i lavori di costruzione di tre dighe – dice fratel Fabio Mussi del PIME e della Caritas di Mongo – abbiamo dialogato con i venti giovani che hanno seguito la formazione ed eseguito i lavori. Tutti si sentivano orgogliosi di poter fare qualcosa di utile e che sarebbe durato nel tempo”. Come Fatimata, una giovane sudanese rifugiata di 23 anni, che ha perso con la guerra il padre e due suoi fratelli più grandi: “fra qualche anno, quando i miei 3 figli saranno grandi, mostrerò queste dighe e gli dirò che c’ero anch’io a costruirle”. Anche Hamhat, un giovane abitante del villaggio di 25 anni di etnia “massalit”, racconta:” quando il capo villaggio mi ha proposto di venire ad imparare a costruire le dighe in pietra stavo per partire alla ricerca dell’oro nelle miniere più a nord in cerca di un avvenire migliore. Adesso che ho imparato a costruire le dighe con le mie mani e con le nostre pietre ho capito che posso realizzare qui qualcosa di utile e duraturo per me, per la mia famiglia, per la mia comunità”.

Storie di vita in cui le parole di Papa Leone XIV si concretizzano, comprendendo che “unendoci in amicizia, costruendo comunità, anche noi possiamo trovare il vero significato della nostra vita…”. Ritrovandoci “come amici, come fratelli e sorelle, in una comunità, in una parrocchia, in un’esperienza di vita vissuta insieme nella fede, possiamo scoprire che la grazia del Signore, l’amore di Dio, può veramente guarirci, può darci la forza di cui abbiamo bisogno, può essere la fonte di quella speranza di cui tutti abbiamo bisogno nella nostra vita”.

San Benedetto del Tronto / L’invito della Caritas diocesana a vivere una cena per condividere i frutti della solidarietà del progetto 8xmille “La terra agli ortolani”

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Ci sarà anche il Vescovo Gianpiero Palmieri alla cena che si terrà la sera del 24 luglio, dalle 20.30, presso il cortile della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto. Come viene spiegato in un articolo pubblicato dal settimanale diocesano “L’Ancora” online, l’evento sarà l’occasione per presentare i primi risultati del progetto “La terra agli ortolani”, iniziativa promossa quest’anno dalla Caritas grazie ai fondi dell’8xmille. Nato con l’obiettivo di offrire nuove opportunità a persone in difficoltà, il progetto ha dato vita a un orto solidale dove, attraverso la formazione e il lavoro agricolo, si promuove non solo il sostentamento, ma anche la dignità e la crescita personale.

«Il lavoro non è soltanto un mezzo per vivere, ma un’opportunità per costruire una società più giusta e fraterna», spiegano dalla Caritas, richiamandosi alla Gaudium et Spes (35).

L’intento è ora quello di avviare, già dal mese di agosto, la vendita dei prodotti coltivati, direttamente presso la sede della Caritas diocesana.

Diocesi di Nuoro / Su “L’Ortobene” focus dedicato all’8xmille

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Il settimanale diocesano “L’Ortobene” ha pubblicato sul foglio centrale del numero 25 del 6 luglio il rendiconto delle opere realizzate in Diocesi grazie ai fondi dell’8xmille: oltre ai numeri la descrizione degli interventi già conclusi e di quelli in programma, i professionisti e le imprese mobilitati oltre a una riflessione dell’economo diocesano.

Ogni anno la diocesi di Nuoro con i fondi dell’8xmille distribuiti dalla CEI riesce a mettere in movimento un motore che solamente nel 2024 ha fatto funzionare con 518.720 euro liturgia, centri pastorali, oratori, beni culturali, curia diocesana e manutenzione edilizia di culto; e con 492.100 euro il complesso delle opere caritative che rendono la vita meno gravosa a centinaia di poveri ed emarginati.

È un 8xmille che – a volte in sinergia finanziaria con Comuni, diocesi, parrocchie e in un caso anche con la Regione – tra l’anno scorso e il 2025 ha aperto 10 cantieri, soprattutto edili. La diocesi ha sostenuto direttamente tre progetti per una spesa di 215.000 euro.