Category Archives: 8xmille

CEI / Disponibile il Rendiconto 2024 dell’8xmille

vai all’articolo
Come stati utilizzati i fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica nel 2024? Lo spiega il Rendiconto disponibile online che “non si limita a registrare cifre e percentuali, ma racconta volti, storie, scelte di prossimità e speranza”. “Noi non abbandoniamo nessuno non è uno slogan, ma la sintesi di un’intenzione profonda che orienta il cammino della Chiesa in Italia”, sottolinea Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI. “Le persone – osserva – non sono numeri né strumenti di strategie, ma volti, storie, figli e figlie di Dio. A loro guarda, con amore preferenziale, la Chiesa: a chi soffre per la povertà, la guerra, l’ingiustizia, a chi è invisibile o scartato”.

In maniera organica – attraverso dati, testimonianze e graficiviene spiegato come le risorse sono state impiegate nei tre ambiti previsti dalla legge: culto e pastorale, interventi caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo e sostentamento dei sacerdoti.

“Pubblicare il Rendiconto non è solo adempiere a un obbligo di legge, ma è testimoniare una scelta: quella di una gestione vigilante, sobria, orientata al bene comune”, sottolinea il Segretario Generale ricordando che “ogni progetto viene valutato con rigore e attenzione, secondo criteri di efficacia, impatto, coinvolgimento delle comunità locali – specialmente dei più poveri –, sostenibilità economica e ambientale”. Ecco allora che “illustrare con chiarezza come sono stati impiegati i fondi ricevuti significa corrispondere a una fiducia ricevuta, ma soprattutto vuol dire affermare una visione di Chiesa che, anche attraverso la cura delle risorse, si fa più trasparente, maggiormente animata dalla comunione corresponsabile, più vicina”.

Concretamente, attraverso l’8xmille, si restituisce dignità a chi è ai margini, si sostiene chi opera nei territori e negli ambienti di vita e di lavoro, si incoraggia il cammino delle comunità cristiane anche oltre i confini nazionali”, afferma Mons. Baturi, evidenziando che “l’obiettivo –non è solo soccorrere, ma promuovere”. “È insufficiente una logica di mera assistenza; occorre – conclude – un’azione che generi protagonismo, responsabilità condivisa, sviluppo umano integrale”.

Diocesi di Roma / Case del povero, strumenti di rinascita anche grazie all’8xmille

vai all’articolo
Spot in tv e sul web, video e articoli nella campagna di comunicazione CEI 8xmille alla Chiesa cattolica: protagonisti anche i periodici diocesani come Romasette.it aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). A tal proposito segnaliamo i redazionali pubblicati nel mese di giugno da Romasette.it per la campagna 8xmille: un articolo è dedicato al rendiconto e all’economo, e un articolo su un’opera di carità sostenuta a Roma dai fondi 8xmille.

Le case del povero sono due strutture nella periferia di Roma: una famiglia per chi è in difficoltà.

La prima casa è riservata agli uomini, l’altra alle donne, tra le quali mamme single o vittime di violenza domestica. Accolgono detenuti e detenute agli arresti domiciliari che non hanno alcun posto dove scontare il residuo della pena, offrono un tetto ai senza fissa dimora e rappresentano una famiglia per chi si trova in grave disagio ed estrema solitudine.

 

CEI / Ripartizione e assegnazione delle somme derivanti dall’8xmille dell’IRPEF per il 2025

vai all’articolo
La 80ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (1), la somma relativa all’8xmille dell’IRPEF assegnata alla Chiesa cattolica per il 2025 risulta pari ad euro 1.014.987.405,48 determinati da euro 1.053.268.335,86 a titolo di anticipo per l’anno in corso, ed un conguaglio sulle somme riferite all’anno 2022 di euro -38.280.930,38. Considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio Permanente, sono state approvate le seguenti assegnazioni: 

[table id=24 /]

(1) I dati trasmessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’anno 2024 e relativi alle dichiarazioni dell’anno 2022 (redditi 2021) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa Cattolica è stata pari al 69,51% (-0,83% rispetto all’anno precedente).
(2) Alle Diocesi per le “esigenze di culto e pastorale” è ulteriormente destinata la somma di euro 56,336 milioni prelevandola dal Fondo “a futura destinazione per le esigenze di culto e pastorale e per gli interventi caritativi” costituito dalla 51ª Assemblea Generale.

Comunicato stampa in allegato.

Beni Culturali / Nel tuo nome. L’arte parla di comunità. Note di speranza nel Giubileo anche grazie all’8xmille

vai all’articolo
«Laudate Dominum in chordis et organo» è la frase tratta dal Salmo 150 che viene incisa o dipinta sulle portelle delle casse degli organi delle chiese, per  insegnare al fedele che la musica è la forma d’arte migliore per lodare Dio. L’organo è riconosciuto come il re degli strumenti musicali, unico incontrastato e degno accompagnatore della sacra liturgia terrena, realizzata a immagine della liturgia celeste.

La Regione Ecclesiastica Ligure offre un patrimonio organario interessante, che ha origini nel XIII secolo con la costruzione dell’organo nella Cattedrale di San Lorenzo di Genova, seguito nel XV secolo dall’organo della Cattedrale di Albenga. Il panorama che si delinea nel territorio regionale nel corso dei secoli a seguire si definirà su due costanti: da un lato l’apporto occasionale, ma decisivo, di prestigiose figure di artefici provenienti da altre regioni, dall’altro l’elaborazione di un tipo di strumento tipicamente ligure, realizzato da artigiani locali, che hanno elaborato e attualizzato le esigenze espressive all’insegnamento offerto dai maestri organari di tradizioni diverse. Un panorama quindi variegato che si ripropone nella rassegna organistica Laudate Domimun in chordis et organo.

Note di speranza nel Giubileo organizzato dalla Consulta dei Beni Culturali della Conferenza Episcopale Ligure, in occasione del Giubileo 2025.
Per accogliere l’invito dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI che sollecita le Diocesi Italiane a formulare progetti di valorizzazione sul tema del Dono offerto alle comunità attraverso le opere d’arte, la Consulta Ligure ha pensato di riunire in una serie di eventi-concerto gli organi conservati nelle chiese e oratori delle sette Diocesi più significative, restaurati con il sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

La rassegna è stata organizzata insieme all’Associazione Rapallo Musica e gode del sostegno della Regione Liguria, della Compagnia di San Paolo, dei Comuni e delle Chiese dove si svolgono i concerti.

La Rassegna Organistica del Giubileo “Laudate Dominum in chordis et organo” prosegue con grande partecipazione di pubblico e giovedì 19 giugno 2025, alle ore 21, farà tappa a Rapallo, nella Città Metropolitana di Genova. Gli spettatori potranno ascoltare il concertista tedesco Ludger Lohmann, organista della Cattedrale di S. Eberhard a Stoccarda, in un programma dedicato a composizioni di Nicolas de Grigny, César Franck, Johann Sebastian Bach e Max Reger eseguite sull’organo “Marin” (1942) della Basilica dei SS. Gervasio e Protasio (piazza Cavour 23, Rapallo). L’ingresso è libero e gratuito.

In allegato il calendario degli eventi.

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Coltivare opportunità di sviluppo e inclusione

vai all’articolo
La terra come punto di partenza per generare occupazione e inclusione e migliorare la qualità di vita. Sono numerosi i progetti nel settore agricolo e alimentare, finanziati con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che offrono alle popolazioni più povere possibilità di sviluppo e crescita.

Nell’ultima riunione (29-30 maggio) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, infatti, sono state approvate 72 iniziative: 37 in Africa (€ 7.275.161), 7 in America Latina (€ 1.401.828), 23 in Asia (€ 3.949.384), 5 in Europa (€ 446.768) per un totale di 13.073.141 euro. Tra queste, spiccano quelle volte a potenziare l’agricoltura locale, promuovendo anche la nascita di piccole attività imprenditoriali.

È ciò che accadrà in Argentina, nella Bassa Valle del Río Chubut dove vivono circa 150mila persone, molte delle quali in situazione di vulnerabilità: qui la Diocesi di Rawson ha individuato l’olivicoltura come asse strategico per una rigenerazione territoriale sostenibile. Grazie al progetto, si incrementerà la produzione di olio extravergine sostenendone lavorazione e commercializzazione, riqualificando le strutture per usi produttivi, avviando cooperative e microimprese familiari, contrastando così lo spopolamento e rafforzando il legame tra giovani, territorio e comunità di produttori.

In Bolivia, nella Prelatura di Corocoro, la Pastoral Social Caritas diversificherà le colture adattando i raccolti ai cambiamenti climatici migliorando, così, l’alimentazione delle comunità locali. In India, il Bareilly Diocesan Social Service Centre aiuterà le famiglie rurali che vivono in 45 villaggi nei distretti di Pilibhit e Shanjahanpur con attività di formazione e realizzazione di sistemi di agricoltura biologica, sostenibili sia a livello ambientale che economico.

In Albania, “No one out – ets” supporterà quanti, nella Valle del Mat, hanno avviato una produzione vinicola o intendono farlo, con attività di formazione, assistenza tecnica alla coltivazione della vite, alla vinificazione e alla commercializzazione del prodotto. In quest’ottica, nei terreni delle Suore Maestre di Santa Dorotea sarà costruita una cantina, gestita dalla Società cooperativa agricola Petralba 2024.

Con i fondi dell’8xmille, la Chiesa italiana potrà continuare anche a farsi prossima alle persone con disabilità e a quelle più emarginate, con un’attenzione sempre costante sull’educazione e la scolarizzazione.

In Madagascar, le Soeurs du Coeur Immacule de Marie de Diego-Suarez costruiranno a Diego Suarez (Antsiranana) un Centro per persone con disabilità, offrendo loro attività sportive, musicali e di formazione professionale. In Myanmar, nella Diocesi di Taunggyi, la Fondazione New Humanity International realizzerà un progetto triennale grazie al quale 350 bambini con disabilità potranno beneficiare di riabilitazione fisica e cure sanitarie, oltre che accedere all’istruzione. In Pakistan, la Caritas locale creerà 25 centri per l’educazione non formale di 1250 giovani in diverse aree del Punjab, Sindh, Kyber Pakhtunkwa, Balucistan e 3 centri per la formazione digitale di 50 studenti a Lahore, Hyderabad e Faisalabad. In India, la Conferenza Episcopale, attraverso il C.B.C.I. Society for Medical Education – North India, costruirà un nuovo ospedale con 214 letti e una serie di ambulatori per le comunità tribali emarginate e povere dello Jharkhand, con particolare attenzione a donne e bambini. In Angola, nella Diocesi di Caxito, la Congregazione das Irmas Franciscanas da Visitacao de Maria contribuirà alla formazione professionale di circa 500 adolescenti e giovani del quartiere di Panguila, che provengono da famiglie in situazione di fragilità economica. In Malawi, nella Diocesi di Lilongwe, le Sisters of St. Joseph of Mombasa realizzeranno un asilo e una scuola elementare presso il villaggio Pheleni, mentre in Cameroun, i Missionari di Scheut (Congregazione del Cuore Immacolato di Maria) allestiranno una scuola per l’infanzia e una primaria nella zona rurale di Leboudi. Ad Haiti, infine, le Figlie di Maria Ausiliatrice costruiranno nella zona di Gommiers una struttura educativa per i bambini attualmente costretti ad andare a scuola in edifici provvisori, alla mercè del maltempo e delle intemperie.

11 Giugno 2025

8xmille per lo sviluppo dei popoli / A servizio degli ultimi e del bene comune

vai all’articolo
Movimenti, Associazioni e nuove Comunità, che il 7 e l’8 giugno celebrano il loro Giubileo, giocano un importante ruolo a sostegno di quanto Diocesi, Congregazioni religiose e realtà ecclesiali riescono a fare, nei diversi contesti e nei diversi continenti accanto ai più poveri e meno tutelati. Una collaborazione preziosa sperimentata concretamente anche nei 458 progetti che la Chiesa italiana, tramite il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, grazie ai fondi dell’8xmille, ha potuto realizzare nel 2024 in 68 Paesi con oltre 83 milioni di euro.

“È particolarmente prezioso il vostro impegno di movimenti e associazioni popolari, che concretamente e ‘dal basso’, in dialogo con tutti e con la creatività e genialità che nascono dalla cultura della pace, state portando avanti progetti e azioni al servizio concreto delle persone e del bene comune. In questo modo voi generate speranza”, ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi ai circa 300 delegati rappresentanti di associazioni e movimenti ricevuti nella sala Clementina. Si tratta di organismi che hanno partecipato ad Arena di pace, evento che si è svolto a Verona il 18 maggio 2024, tappa importante nel cammino condiviso di ricerca della giustizia e della pace.

Tra questi c’era il Movimento dei Focolari che tramite Amu (Azione per un Mondo Unito), organismo di cooperazione internazionale, ha avviato in Burundi un’azione congiunta con l’associazione locale Casobu (Cadre Associatif des Solidaires du Burundi). Il progetto “Acqua fonte di vita e di sviluppo a Cibitoke“, grazie anche al sostegno CEI, con la costruzione di una rete di approvvigionamento di acqua potabile sull’asse Rubirizi-Rukana di oltre 20 km apre una nuova fase per fornire accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici di base nei comuni di Mugina e Rugombo della provincia di Cibitoke. Il coinvolgimento delle comunità locali – famiglie, responsabili amministrativi, parrocchie e altri partner – sin dall’inizio, nell’identificazione delle priorità, e poi nell’esecuzione dei lavori è fondamentale. Così come la formazione di comitati locali per la cura e conservazione delle sorgenti e per la manutenzione delle infrastrutture realizzate. Sono previste inoltre attività per sensibilizzare e aiutare i beneficiari a strutturarsi in una mutua sanitaria di comunità o unirsi a mutue sanitarie di comunità esistenti, per poter avere accesso all’assistenza sanitaria. Cambiamenti possibili grazie proprio alla sinergia tra associazioni che assicura l’incontro di volti e di storie, con il coinvolgimento e il protagonismo dei destinatari. E apre così cammini condivisi.

Mons. Tonino Bello parlava della “ricerca del volto” del prossimo come di un fondamentale allenamento alla pace che consente di seminare speranza anche nei terreni più difficili. Come i volti di Noura, Yasser e Sabri, che con il progetto Altaeyush, in Iraq, nel distretto di Hamdaniya nella piana di Ninive, hanno avuto l’opportunità di ricominciare grazie alla costruzione di 20 serre che stanno dando nuova dignità a loro e alle loro famiglie colpite da anni di conflitti. Il progetto è portato avanti dalla FOCSIV-Volontari nel Mondo, insieme a 4 organismi soci della Federazione e due organizzazioni locali HRNO e SOAED. Altaeyush in arabo significa convivenza tra culture e religioni diverse nel “rispetto dell’altro”, nasce dalla volontà di mettere in atto processi comunitari integrati e multidimensionali di inclusione e coesione socioeconomica. Per Noura, Yasser e Sabri il progetto ha rappresentato non solo un’opportunità economica, ma anche una rinascita personale e comunitaria. Hanno ricevuto formazione, strumenti e supporto per avviare la coltivazione in serre condivise. “Fino a pochi mesi, fa le condizioni climatiche e la mancanza di strumenti agricoli rendevano quasi impossibile la coltivazione della terra – dice Khudhur Mulla Ahmed Direttore dell’Associazione degli agricoltori – Oggi invece, grazie alla costruzione delle serre, gli agricoltori possono produrre ortaggi sani e in modo sostenibile tutto l’anno. Aumentando il proprio reddito e garantendo un futuro più sicuro ai propri figli”. Piccoli semi che però possono generare speranza se, come ha auspicato papa Leone XIV, sono “presenti dentro la pasta della storia come lievito di unità, di comunione, di fraternità”.

8xmille / Restaurata a Gubbio la Chiesa della Madonna del Prato, ora visibile a tutti

vai all’articolo
Tu vedi il colle e l’alte ville sparse, e vedi il fiume e l’arborata riviera: questi, che da lontan tanto t’adorna, sono i luoghi terreni ch’a l’eterno aprir la via già furon preparati.” (Giacomo Leopardi, Le ricordanze). Appena oltre le mura che racchiudono il centro storico di Gubbio, lungo la Via Perugina, principale collegamento verso Perugia, si trova la Chiesa della Madonna del Prato. Questo capolavoro barocco, edificato nel 1662 su iniziativa del Vescovo Alessandro Sperelli, sorge su un terreno un tempo appartenente alle Monache di Santo Spirito, dove si trovava una piccola cappella. Fin dall’esterno, la chiesa colpisce per la sua eleganza e imponenza, resa evidente dalla raffinatezza architettonica e dalla qualità dei materiali utilizzati.

L’opera nacque grazie all’intercessione del cardinale Ulderico Carpegna, che rese possibile la creazione di una chiesa ispirata al celebre progetto del San Carlino alle Quattro Fontane di Francesco Borromini (1599-1667). Con l’approvazione dello stesso Borromini, la chiesa si colloca come uno straordinario esempio dell’architettura barocca italiana. Varcata la soglia, l’ampiezza della cupola e l’armonia delle proporzioni interne lasciano il visitatore incantato, mentre la luce soffusa esalta i dettagli architettonici, creando un’atmosfera di profonda spiritualità.

Secondo Elisa Polidori, direttrice dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Gubbio, “la Madonna del Prato è uno scrigno che racchiude un tesoro inestimabile. Non si tratta solo di suscitare emozioni, ma di rappresentare visivamente il mistero di Dio, così come lo ha trasmesso la Rivelazione e interpretato la Tradizione”.

A seguito del terremoto del 2016, la chiesa ha richiesto importanti interventi di restauro per garantirne la stabilità e restituirle il suo splendore originario. I lavori, iniziati nel 2019 e conclusi nel dicembre 2020, hanno coinvolto oltre 30 maestranze impegnate nel recupero di 600 mq di stucchi e 330 mq di superfici affrescate e intonaci. Il progetto è stato possibile grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, dimostrando il valore della collaborazione tra istituzioni ecclesiastiche e la comunità locale.

La bellezza che rinasce è un dono di Dio per il popolo, ma anche un invito a custodirla e a renderla viva” – sottolinea Mons. Luciano Paolucci Bedini, Vescovo della diocesi di Gubbio e Città di Castello. Questa chiesa restaurata non è solo una pietra da contemplare, ma una casa di fede in cui la comunità può incontrarsi e crescere”.

Il restauro della chiesa ha acceso l’attenzione anche su un’altra straordinaria opera custodita al suo interno: la tela monumentale di Ciro Ferri, “L’incontro tra Sant’Ubaldo e il Barbarossa”. Questo capolavoro, di proprietà comunale, è di grande rilievo non solo per le sue dimensioni e per la qualità pittorica, ma anche per il suo valore storico e simbolico. Rappresenta uno dei rari esempi di “gusto passo”, narrando un momento fondamentale per la città di Gubbio sia dal punto di vista religioso che civile.

Restaurare una chiesa – afferma Don Fabricio Cellucci, parroco della Madonna del Prato – significa riportarla al suo ruolo originario: non solo custode di arte e storia, ma cuore vivo della comunità. Come diceva San Giovanni Paolo II, ‘l’arte sacra non è solo memoria, ma rivelazione del mistero di Dio’. Questo restauro è stato per noi una rigenerazione spirituale, un’opportunità per riscoprire la bellezza della fede che abita questi luoghi”. 

Oggi la Chiesa della Madonna del Prato, visitata ogni anno da oltre 12mila persone, non è solo uno scrigno d’arte, ma il centro della vita liturgica e pastorale della comunità.

Nel contesto del cammino sinodale, la storia del suo restauro rappresenta un esempio concreto di comunione e collaborazione, un segno tangibile di come arte, fede e partecipazione possano intrecciarsi. “Ogni dettaglio recuperato – conclude Mons. Paolucci Bedini – parla di una comunità che cammina insieme, unita dalla volontà di custodire e tramandare non solo un’eredità artistica, ma anche una fede viva e condivisa”.

Ai 533mila euro provenienti dalle firme dei contribuenti si sono aggiunti 250 mila euro di fondi per il terremoto messi a disposizione dalla Regione Umbria, indispensabili per completare i lavori, ma anche 55mila euro erogati dalla Parrocchia Madonna del Prato.

8xmille.it

Chiesa cattolica e 8xmille / Un nuovo sito per sfatare i falsi miti

vai all’articolo
I sacerdoti guadagnano molto, i soldi dell’8xmille non vanno alla carità, firmare per l’8xmille significa pagare una tassa in più, la Chiesa cattolica è ricca e non paga le tasse, l’8xmille è un sistema poco trasparente…Questi sono solo alcuni dei pregiudizi e dei luoghi comuni che circolano da tempo, alimentando false convinzioni e distorcendo la realtà. Lo rivela una ricerca secondo cui il 45% degli italiani – e, dato ancor più sorprendente, il 51% dei cattolici praticanti – è convinto che sia il Vaticano a occuparsi del sostentamento dei sacerdoti. Inoltre, circa il 20% degli italiani ritiene, in modo errato, che firmare per l’8xmille significhi pagare una tassa in più.

È arrivato il momento di dire basta a queste falsità! Sulla Chiesa cattolica esistono molti stereotipi da sfatare con forza e chiarezza. Solo liberando il campo da queste menzogne si potrà finalmente far comprendere il grande impegno della Chiesa verso il prossimo e la società.

Per questo motivo è stato potenziato un  nuovo sito  che raccoglie e organizza tutto il materiale digital e social realizzato lo scorso anno per smontare, uno dopo l’altro, questi luoghi comuni (rilevati dalla ricerca). Dalla homepage si accede a 8 pagine dedicate, ognuna focalizzata su un pregiudizio specifico, con contenuti esclusivi realizzati insieme a content creator e testate giornalistiche di rilievo.

Ricco di testimonianze autentiche e dati concreti, questo sito non è solo una fonte di verità, ma anche uno spazio aperto a tutti: qui si possono segnalare altre eventuali falsità che ancora circolano sulla Chiesa cattolica.

Raccontare la verità non è solo importante, è un dovere. Perciò chiediamo l’aiuto di tutti per continuare a sfatare i luoghi comuni e costruire insieme una community più consapevole, informata e libera dai pregiudizi.

8xmille / Un convegno a Bologna per raccontare l’importanza di una firma

vai all’articolo
Martedì 20 maggio nella sala «Marco Biagi» dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili (piazza De’ Calderini 2/2), si è tenuto il convegno «8xmille. Bene comune. Per migliaia di gesti di amore e di speranza».

L’evento è stato proposto dal Servizio per la promozione del Sostegno economico alla Chiesa cattolica dell’Arcidiocesi di Bologna in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e Bologna, la Fondazione dei commercialisti, le Acli e l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc).

8xmille / A Santhià (VC) assistenza domiciliare e sostegno psicologico per i malati e le loro famiglie

vai all’articolo
A Santhià, importante crocevia in provincia di Vercelli e tappa rilevante del tracciato storico della Via Francigena, opera la Fondazione Amos più Obiettivo Salute ETS. AMOS è nata nel 2013 come progetto all’interno del gruppo di Carità Sant’Agata, in accordo con la Caritas Diocesana Eusebiana, con l’obiettivo di assistere e sostenere i malati oncologici, alleviare le sofferenze e i disagi loro e delle loro famiglie e promuove progetti di welfare generativo negli ambiti sanitari e socio-assistenziali, in risposta alle situazioni emergenziali e di bisogno diffuse sul territorio (8xmille.it).

“Nel 2022, dall’idea di Luigina Rollino, a cui oggi è intitolata la struttura – spiega Carlo Greco, direttore della Caritas Eusebiana – Amos, si trasforma in Fondazione Amos Più Obiettivo Salute ETS, proponendosi in collaborazione con l’ASL di Vercelli, oltre ad accompagnare i malati oncologici negli ospedali per le terapie, a offrire servizi aggiuntivi quali: prestazioni sanitarie e visite mediche specialistiche, e sostegno e assistenza agli ammalati con deficit della memoria, accelerando così i tempi delle prestazioni necessarie a cittadini “fragili” (pazienti oncologici, fragilità economica, anziani soli o con malattie neurodegenative o con necessità di visite in tempi brevi, persone con necessità di sostegno psicologico)”.

Grazie all’infaticabile opera della sua fondatrice Luigina Rollino, dei volontari formati e preparati,  ai quali si affiancano medici, infermieri e personale del direttivo che segue la parte gestionale e amministrativa, tutti volontari, nel corso del tempo, oltre al trasporto malati per le visite oncologiche e non, sono stati attivati nuovi servizi come visite mediche specialistiche, alle quali si aggiungono attività in ambito socio-sanitario-assistenziale, screening per la valutazione della memoria e attività di sostegno al benessere delle persone con demenza (deficit di memoria/deterioramento cognitivo) e ai loro famigliari, progetti inerenti al disagio giovanile.

“L’associazionismo, i gruppi parrocchiali, i cittadini di Santhià e degli altri 12 Comuni consorziati, hanno compreso e apprezzato il servizio offerto da Amos più e la necessità di aumentare i loro sforzi nei confronti delle persone fragili, sviluppando un maggior senso di prossimità e comunità”, prosegue Greco.

Da qui la decisione di essere più presenti in ambiti dove non è più sufficiente quanto fatto sino a ieri e la scelta di avviare un centro per visite specialistiche, a offerta libera, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12, all’interno della struttura situata a Santhià in via Puccini 2.

Realizzato anche in collaborazione con i medici di famiglia, il progetto ha portato con sé benefici del tutto innovativi offerti ai 13 comuni consorziati sul territorio vercellese e biellese.

“Da questo approccio è nato, dunque, – aggiunge Don Andrea Matta, Parroco di Santhià e responsabile del Gruppo di Carità Sant’Agata – un progetto di welfare innovativo che ha coinvolto la comunità, con momenti formativi sul tema della salute stimolando il valore della testimonianza della carità nei confronti delle fasce deboli della popolazione e le persone in situazione di disagio economico o sociale, che hanno fornito un importante contributo segnalando carenze ed eventuali proposte”.

Il Presidente della Fondazione autonoma Amos più Obiettivo Salute ETS Gianni Brunoro, specifica: “I beneficiari, dunque, non sono concepiti come semplici fruitori di servizi socio-assistenziali o socio-sanitari ma, in un’ottica di superamento della mentalità di mero assistenzialismo, come persone bisognose da ricollocare all’interno di percorsi che permettano loro di riscoprire il proprio valore e la propria dignità.” 

“Il successo del progetto – conclude il direttore Carlo Greco – si basa, soprattutto, su tre elementi: il prezioso contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, la forza del volontariato e la sensibilità degli specialisti. Grazie ai volontari e alla risposta concreta di medici e infermieri si garantisce con continuità assistenza ai più vulnerabili che trovano, nella Fondazione Amos più, un punto di riferimento per la loro salute”.