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Meeting di Rimini 2025/ Il Servizio Promozione CEI sarà presente all’evento agostano

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Si svolgerà dal 22 al 27 agosto presso la Fiera di Rimini la 46^ edizione del Meeting di Rimini dal titolo Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi. La citazione, tratta dai Cori da ‘La Rocca’ di T.S. Eliot, vuole prima di tutto esprimere la speranza di una novità dentro la drammaticità della storia, il desiderio di costruire insieme luoghi in cui condividere la ricerca e l’esperienza di ciò che è vero, buono e giusto. Il Meeting 2025 invita, dunque, a condividere esperienze e iniziative di costruzione che nascono dalla gratuità e dalla libertà, a scoprire insieme “mattoni nuovi” che rispondano alle aspirazioni più autentiche affinché ognuno possa arricchirsi di tutto il bene che la storia trasmette e che il presente offre.

In questo contesto culturale ed educativo sarà presente anche il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa attraverso uno stand interattivo e diversi interventi / testimonianze inseriti in alcuni panel delle Arene grazie ad una stretta e proficua collaborazione con AVSI e con TRACCE. Parteciperà in un incontro anche l’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Mons. Ivan Maffeis.

Lo stand promuoverà il sostegno economico alla Chiesa cercando di rispondere a due domande:

1- COME SI SOSTIENE LA CHIESA CATTOLICA? Sai davvero come si sostiene la Chiesa cattolica?

2- COME OPERA LA CHIESA CATTOLICA? Sai davvero come opera la Chiesa cattolica?

L’obiettivo è generare cultura e conoscenza sulla destinazione dei fondi che la Chiesa riceve attraverso l’8xmille e le offerte deducibili. L’impianto narrativo porterà il pubblico del Meeting ad interagire con lo spazio scoprendo storie significative e abbattendo luoghi comuni.

Per quanto riguarda gli incontri, all’interno dei vari panel ci saranno anche dei momenti in cui si parlerà dell’importanza del sostenere la Chiesa cattolica attraverso la firma 8xmille.

In particolare, il 22 agosto alle 13.00 (arena internazionale C3) si parlerà del Myanmar, la bellezza, l’emergenza e la risposta italiana. Il terremoto che ha colpito il sud-est asiatico il 28 marzo di quest’anno ha riportato l’attenzione sulla situazione fragilissima del Myanmar, dove la popolazione, stremata da anni di conflitto civile, si è trovata ad affrontare un’altra catastrofe. Italia, Unione Europea e organizzazioni della società civile si sono subito attivate al fianco del popolo birmano: questo evento intende raccontare cos’è successo in questi mesi, per far sì che i riflettori su questo Paese non si rispengano. Interverranno:

  • Niccolò Tassoni Estense, Ambasciatore d’Italia in Myanmar, fotografo (online) – italiano
  • Ranieri Sabatucci, Capo Delegazione dell’Unione Europea in Myanmar – italiano
  • Nang Swe Swe Aye, Rappresentante Paese di AVSI in Myanmar (video-messaggio, inglese con sottotitoli in italiano)
  • Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana – italiano

Moderatore: Anna Tramonti, Philanthropy and Advocacy Specialist, AVSI – italiano

Quindi, il 23 agosto alle 15.00 (Arena CDO) il tema sarà Kenya: sostenere a distanza, un programma per la vita. Grazie alla testimonianza di operatori dal campo, l’evento introduce alla conoscenza del Sostegno a distanza, un programma che consiste nella presa in carico di un bambino in condizione di vulnerabilità e nell’accompagnamento durante il percorso di formazione fino alla maggiore età. È un programma che contribuisce a generare un cambiamento positivo anche nella famiglia del bambino, nella sua comunità e in chi dona. Interverranno:

  • Antonino Masuri, Referente Sostegno a Distanza, AVSI in Kenya – italiano
  • Padre Giuseppe Caramazza, Missionario comboniano, già Redattore per Nigrizia e co-fondatore di Catholic Information Service for Africa (CISA), Vicerettore del Tangaza University College di Nairobi e Docente di Comunicazioni istituzionali presso l’Institute of Social Ministry – italiano
  • Gian Battista Parigi, Docente presso l’Università degli Studi di Pavia e Membro del Comitato CEI per gli Interventi Caritativi per lo Sviluppo dei Popoli – italiano

Moderatore: Giulia Bossi, Coordinatrice Sostegno a Distanza, AVSI – italiano

Ancora il 23 agosto ma alle 17.00 (Arena Internazionale C3) l’incontro verterà su Sud Sudan: tra conflitti cronici e desiderio di vita. Il Sud Sudan sta affrontando una grave emergenza umanitaria: anni di guerra civile, instabilità politica, conflitti interetnici e gli effetti del cambiamento climatico continuano a minare le basi di una pace duratura. Qui, i progetti di AVSI (https://www.avsi.org/) si concentrano sul sostegno allo sviluppo e all’agricoltura, per dare alla popolazione una fonte di sostentamento, e sull’educazione. Proprio grazie al lavoro comune con la CEI sono stati realizzati progetti molto significativi in ambito educativo, in un Paese dove il 65% dei bambini non va a scuola.

Dopo l’apertura con video sui progetti della Cooperazione italiana e AVSI in Sud Sudan (“A school at the end of the world” di Marco Gualazzini) – inglese sottotitolato in italiano, interverranno:

  • Mons. Christian Carlassare, Vescovo di Bentiu, Sud Sudan – italiano
  • Gino Barsella, già Rappresentante Paese di AVSI in Sud Sudan – italiano
  • Piero Petrucco, Amministratore delegato I.CO.P. SPA, Presidente Consulta Nazionale delle Specializzazioni e Vicepresidente dell’ANCE, Vicepresidente della Federazione Europea delle costruzioni (FIEC) con la delega alla sostenibilità – italiano

Moderatore: Maria Laura Conte, Direttrice Comunicazione e Advocacy di AVSI – italiano

Il 25 agosto alle 11.00 (Arena CDO), il tema sarà Uganda: l’educazione come scoperta del valore di sé, dell’altro e del mondo. L’educazione è un percorso di scoperta di sé e del proprio valore infinito, che non può venir meno, nemmeno nelle situazioni di maggiore vulnerabilità o bisogno. Perciò AVSI si impegna a creare ambienti educativi che favoriscano la crescita integrale, andando oltre il semplice apprendimento nozionistico. A partire dalla testimonianza del direttore della scuola Luigi Giussani in Uganda, l’incontro porterà a scoprire come questa concezione educativa diventa realtà. Relatori:

  • Andrea Nembrini, Direttore scuola Luigi Giussani, Uganda – italiano
  • Gian Battista Parigi, Docente presso l’Università degli Studi di Pavia e membro del Comitato CEI per gli Interventi Caritativi per lo Sviluppo dei Popoli – italiano

Moderatore: Valentina Frigerio, Responsabile clonline.org e attività digitali – italiano

Infine, il 25 agosto alle 17.00 l’incontro con Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente del Comitato per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, presso l’Arena di Tracce su Tra piazza e parrocchia: dove parla Dio? «Oggi, una delle sfide più importanti è quella di promuovere una comunicazione capace di farci uscire dalla “torre di Babele” in cui talvolta ci troviamo, dalla confusione di linguaggi senza amore, spesso ideologici o faziosi. Perciò, il vostro servizio, con le parole che usate e lo stile che adottate, è importante. La comunicazione, infatti, non è solo trasmissione di informazioni, ma è creazione di una cultura, di ambienti umani e digitali che diventino spazi di dialogo e di confronto», Leone XIV, Discorso agli operatori della comunicazione, 25 maggio 2025.

Il dialogo si svolgerà tra uno dei Vescovi più attenti al modo di comunicare la fede, e Alessandro Sortino, giornalista, conduttore, autore televisivo e scrittore che ha raccontato in un libro la storia dei primi cristiani. Modererà Paola Bergamini, Giornalista di Tracce.

Giubileo dei giovani / Cento ragazzi a Roma con “Shine to Share” per raccontare la fede in chiave digitale

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“Non importa il numero di like, ma far sperimentare l’amore di Dio a chi ne ha più bisogno”. Le parole di Marco, studente di Teologia di Trani, riassumono lo spirito che ha animato i cento ragazzi protagonisti del progetto “Shine to Share”, riuniti a Roma in occasione del Giubileo. L’iniziativa è stata promossa dalla Chiesa cattolica, attraverso il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile e il Servizio per la promozione del sostegno economico della CEI, con la direzione didattica dell’Università Cattolica. Dopo mesi di formazione e creatività, i ragazzi si sono incontrati nella Capitale per condividere esperienze, riflessioni e il senso di un impegno: essere “missionari digitali”, testimoni credibili del Vangelo nel mondo online.

Il percorso, iniziato con un contest lanciato lo scorso anno, ha portato i partecipanti a sviluppare narrazioni innovative della fede cattolica attraverso i social, i video, i podcast. Ma più che una sfida di contenuti, è stato un cammino spirituale e umano, vissuto insieme, come ricorda Matteo, studente di Giurisprudenza della provincia di Foggia: “Sono arrivato con mille domande e mi sono sentito accolto. Nessuno è stato giudicato, selezionato per titoli: contava la bontà del cuore”.

I giovani hanno vissuto giornate intense di confronto, preghiera e formazione, culminate in un incontro a sorpresa con Leone XIV, che ha voluto salutare i partecipanti come un padre tra i suoi figli. “Anche per il frastuono che abbiamo portato in Basilica!”, sorride Matteo. “Il Papa ci ha accolto con tenerezza, senza rimproveri, spronandoci a essere testimoni di pace in una società distante dai bisogni degli altri”. Un’esperienza che ha suscitato nei giovani “la voglia di rimettermi in ascolto verso l’altro con tanta umiltà, senza giudizio”. “Facendo sentire l’altro parte di una grande famiglia”.

Matteo sa che “nei canali digitali convergono gli sguardi di molti giovani che hanno difficoltà a vivere la fede”. Per questo motivo, crede che abbiano bisogno di “una comunicazione fatta da coetanei che portino una testimonianza”. “Questo lo si può fare attraverso i social media, frequentati dai nostri coetanei. E con contenuti in cui ci si mette alla pari, senza indottrinare. Dobbiamo essere testimoni, in maniera genuina, di luce. Perché l’altro possa sentirsi attratto dalla nostra vita. Senza nulla di preconfezionato, perché questo lo allontanerebbe dal messaggio di Cristo che è accoglienza verso tutti”.

Al centro delle giornate romane anche tre parole chiave donate dal card. José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid: pace, accoglienza, Chiesa. Termini che si sono intrecciati con i volti, le storie e le speranze di questi giovani, come quella di Marco, che testimonia il Vangelo nella sua parrocchia, all’università e nei reel che pubblica: “La nostra missione è dare voce a chi non ha voce – dice Marco -. La tecnologia ci aiuta a raggiungere chi è lontano, a far sentire che la Chiesa è viva e che ci sono giovani desiderosi di sperimentarne la bellezza”.

Nelle parole di Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico della CEI, il progetto “Shine to Share” “è solo l’inizio di un percorso, che porti i nostri ragazzi a sviluppare una capacità innovativa di racconto della fede e della Chiesa cattolica”. “L’auspicio è che questi cento ragazzi diventino un polo di attrazione per altri giovani testimoni appassionati della Chiesa”. Una Chiesa che, grazie anche al linguaggio digitale, sa parlare ai cuori, con empatia e autenticità.

(di Filippo Passantino, Sir 30 luglio 2025 – Foto Sir)

Primo appuntamento sul libro di Rut / Luigino Bruni e La grammatica del per-sempre

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Pubblichiamo la registrazione del primo dei 3 appuntamenti di formazione on-line tenutosi lo scorso 23 giugno dal prof. Luigino Bruni, docente di economia presso l’Università Lumsa di Roma e Vicepresidente della Fondazione The Economy of Francesco, su La grammatica del per-sempre.

In questi incontri formativi on-line verrà seguita Rut nello sviluppo della sua storia, una storia di fragilità e di forza insieme, che introduce nel cuore di grandi temi biblici ed economici, ieri e oggi.

Salvate le prossime date!

  • 8 settembre Il dono del grano sospeso
  • 13 ottobre L’altro nome dell’economia

Qui un articolo di Bruni pubblicato da Avvenire sul piccolo Libro di Rut, da lui definito tra i libri più belli della Bibbia. Contiene molti messaggi etici, sociali, economici e religiosi, ma prima e soprattutto è una storia meravigliosa, una stupenda novella. È una storia familiare, nuziale, è un brano della storia della salvezza; è una storia di donne, la storia di due donne co-protagoniste, tanto che potremmo anche chiamarlo Libro di Rut e Noemi. Perché se Rut emerge come una donna semplicemente splendida, non meno grande e affascinante è la figura di sua suocera Noemi, e il rapporto tra di loro. La storia di due donne sole, donne migranti, donne straniere, donne in cammino, donne amiche (una etimologia del nome ebraico Rut è ‘la compagna’). Una storia che si svolge lungo la strada, nei campi, nell’aia di casa, quasi interamente all’aria aperta. Non è storia di palazzo né di tempio. Tutto ruota attorno a quel rapporto speciale, tenace e unico con la vita che è tipico delle donne. Un libro che non solo parla di donne, ma è attraversato da uno sguardo tutto femminile. Senza conoscere Rut, non capiamo brani decisivi del Nuovo Testamento, a partire dalle prime parole del primo vangelo (la Genealogia di Gesù), passando per le parole del discepolo: “Maestro ti seguirò dovunque tu andrai” (Mt 8,19), finendo con Betlemme, in ebraico “Beit Lechem” letteralmente “Casa del Pane”.

 

Il Papa: è bello essere sacerdoti. Servono proposte “forti e liberanti” per i giovani

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Nel servizio di Salvatore Cernuzio su vaticannews.va si dà notizia dell’incontro internazionale “Sacerdoti Felici”.

Il Papa ha parlato dal palco dell’Auditorium Conciliazione, a pochi passi dal Vaticano. È il momento culminante dell’incontro “Sacerdoti Felici – «Vi ho chiamato amici» (Gv 15,15)”, evento internazionale promosso dal Dicastero per il Clero in occasione del Giubileo dedicato a seminaristi e presbiteri. Un appuntamento di dialogo, riflessione e condivisione che riunisce quanti, in diverse zone del mondo, sono impegnati nella pastorale vocazionale e nella formazione nei seminari.

In questa occasione  il Pontefice ha chiesto una formazione che sia “cammino di relazione“. Parlando poi della crisi vocazionale Leone XIV ha rassicurato sul fatto che “Dio continua a chiamare”, e invitato a creare “ambienti impregnati di Vangelo” per tanti giovani che sembrano lontani ma in realtà hanno “sete di infinito”. Poi ai preti ha assicurato: “Nessuno è solo. Contate sulla mia vicinanza“.

Amici, fratelli, figli, pastori, in alcuni casi anche martiri che “hanno donato la vita fino al sangue”, discepoli di cui ritrovare lo “slancio missionario” soprattutto per tanti giovani che “sembrano essersi allontanati dalla fede” ma che invece hanno “sete di infinito e di salvezza”. Leone XIV ha declinato in tanti modi la figura, il ministero e la missione dei sacerdoti (“È bello essere sacerdoti”, ha affermato), ai quali indica l’enciclica Dilexit nos, l’ultima di Papa Francesco sul Sacro Cuore di Gesù (“dono prezioso per tutta la Chiesa”), come via da seguire per “custodire insieme la mistica e l’impegno sociale, la contemplazione e l’azione, il silenzio e l’annuncio”.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLE PAROLE DI PAPA LEONE XIV

Dall’Auditorium della Conciliazione, l’incontro Internazionale di Papa Leone XIV con i sacerdoti promosso dal Dicastero per il Clero – 26 giugno 2025

CEI / Il Servizio Promozione Nazionale “Sovvenire” a sostegno di Serra International Italia

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Nella cornice del Savoia Hotel Regency di Bologna, dal 20 al 22 giugno 2025, si è tenuto il XIX Congresso nazionale di Serra International Italia, associazione impegnata nell’accompagnamento delle vocazioni sacerdotali e della cultura cristiana, dal tema: “La speranza cambia la vita: il Serra siempre adelante.

Durante il Congresso, sono stati celebrati i talenti emergenti con la premiazione dei vincitori della quinta edizione del Contest fotografico “#GuardoSenzaFiltri”, un’iniziativa che ha coinvolto persone da tutta la Penisola nella riflessione sui valori della speranza e della vocazione. Tra questi, ben due premi sono stati riconosciuti da “Sovvenire”, il Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica della Conferenza Episcopale Italiana, partecipe all’evento grazie alla presenza del direttore, dott. Massimo Monzio Compagnoni, e dell’incaricato don Enrico Garbuio. La collaborazione tra l’associazione serrana e “Sovvenire” si è intensificata molto in questi ultimi mesi: ne sono testimonianza gli articoli pubblicati, a cadenza fissa, sull’organo di informazione “Il Serrano” e sui mezzi social di Serra Italia.

Al termine delle premiazioni, alla presenza del consulente episcopale, S.E.R. il sig. Card. Beniamino Stella, e del presidente nazionale uscente Giuliano Faralli, il dott. Monzio Compagnoni ha illustrato la delicata condizione in cui versa attualmente l’8xmille alla Chiesa cattolica. Partendo dai princìpi che ne hanno ispirato la fondazione dopo gli Accordi di Villa Madama del 1984, il Direttore riportato le preoccupazioni segnalate nel corso delle ultime settimane negli uffici CEI, dovute sostanzialmente al calo della curva delle offerte percepite.

«Occorre, pertanto, fare rete, per rendere concreto quell’abbraccio che ci fa comunità, che ci rende unica Chiesa, che ci permette di sostenere i nostri sacerdoti e le migliaia di progetti e interventi caritativi posti in essere a beneficio di chi è meno fortunato»: così, Monzio Compagnoni che, in chiosa, ha ricordato il magistero di papa Leone XIV, per essere “in Illo uno unum”.

(a cura del Serra International Italia)

Shine to Share / Quattro giorni a Seveso per i giovani finalisti del progetto social della CEI

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I 100 giovani selezionati per il progetto social Shine ti Share dal 23 al 26 giugno parteciperanno a un workshop in presenza ricco di tantissime attività formative. Potranno così imparare a realizzare contenuti video per i social network e lanciare un messaggio di speranza e di fede nel mondo digitale. Ricordiamo che l’iniziativa è promossa dalla Chiesa cattolica, attraverso il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile e il Servizio per la promozione del sostegno economico della CEI, con la direzione didattica dell’Università Cattolica. La prima tappa formativa si era svolta dal 12 maggio al 13 giugno con un corso online di 36 ore organizzato dall’Università Cattolica di Milano con focus sullo storytelling, il marketing digitale, il video editing e l’uso dell’Intelligenza Artificiale.

I prossimi 4 giorni si terranno a Seveso, presso il Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi Religiosi. I ragazzi, con un’età media di 25 anni, avranno così la possibilità di continuare ad apprendere regole e strumenti per una comunicazione social in linea con i valori e la missione della Chiesa cattolica.

Il programma (in allegato) prevede momenti formativi, spirituali, laboratori ed esperienze pratiche nelle opere realizzate anche con i fondi dell’8xmille.

Il primo laboratorio sarà tenuto dal dott. Matteo Pasqual, pedagogista di comunità e consulente in equipe formative, su “Non c’è ME senza WE”. La sera è previsto uno spazio “A Tu X Tu” con l’Arcivescovo di Milano S.E.R. Mons. Mario DELPINI, modera il dialogo il dott. Luciano Gualzetti, Direttore Caritas Ambrosiana.

Martedì, a partire dalle ore 9:00, sono previsti laboratori a rotazione:

  • “Annunciare il Vangelo, una questione di dettagli (scomodi)”, padre Roberto Pasolini, Biblista e predicatore della Casa Pontificia;
  • “Ri-suonare (con) la Parola”, don Michele Roselli, catecheta e vicario episcopale per la formazione dell’Arcidiocesi di Torino;
  • “Celebr@re: corpo, rito e media per una fede incarnata”, don Lorenzo Voltolin, esperto in media digitali e neuroscienze e docente di teologia spirituale e pastorale presso la Facoltà Teologica del riveneto di Padova;
  • “Dentro l’avventura umana. Quale immagine di Chiesa”, don Gianluca Zurra, Docente di ecclesiologia presso l’ISSR di Fossano e la Facoltà Teologica Settentrionale di Torino.

Dopo un apericena, organizzato da “San Luigi” cooperativa sociale di promozione umana e riduzione del disagio, si terrà il laboratorio di teatro counseling “Semi di Speranza” a cura della cooperativa sociale “San Luigi”.

Mercoledì è il giorno della tavola rotonda con i Direttori Ufficio Comunicazioni Sociali, TV2000, Avvenire su “X una Comunicazione efficace”. Nel pomeriggio è prevista la visita alle opere 8xmille sul territorio e infine ritrovo presso il Duomo di Milano per una visita guidata alla scoperta delle sue spettacolari guglie.

Giovedì i laboratori saranno tenuti dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

I giovani sono invitati a partecipare in seguito al Giubileo dei giovani dal 27 al 30 luglio a Roma

Caritas Italiana / Report statistico nazionale 2025 sulla povertà in Italia e il Bilancio sociale 2024.

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Sono stati presentati il 16 giugno, presso la sede di via Aurelia a Roma, il Report statistico nazionale 2025 sulla povertà in Italia e il Bilancio sociale 2024.

Il Report è un lavoro di raccolta e di analisi dei dati provenienti da 3.341 Centri di ascolto e servizi delle Caritas diocesane, dislocati in 204 diocesi delle 16 regioni ecclesiastiche italiane. Ne emerge una fotografia drammatica, se si pensa che i numeri pubblicati appartengono solo ai servizi informatizzati che rappresentano circa la metà delle strutture promosse e/o gestite dalle Caritas diocesane e parrocchiali. In un contesto segnato da crisi geopolitiche, tensioni commerciali e inflazione persistente, la povertà costituisce ancora una ferita aperta per l’Europa e per l’Italia. Secondo gli ultimi dati Istat, nel nostro Paese quasi un residente su dieci vive in condizione di povertà assoluta: si tratta di 5 milioni e 694 mila persone, appartenenti a 2 milioni e 217 mila famiglie che non riescono a soddisfare i bisogni essenziali di una vita dignitosa.

In questo scenario la rete Caritas continua a rappresentare un presidio fondamentale di solidarietà.

L’aiuto ha raggiunto un gran numero di famiglie e, nel complesso, circa il 12% delle famiglie in povertà assoluta. Nel 2024, i Centri di Ascolto e servizi Caritas – la cifra si riferisce solo ai servizi in rete con la raccolta dati – hanno accolto 277.775 persone, corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari. Un numero in crescita del 3% rispetto al 2023 e del 62,6% rispetto a dieci anni fa (2014).

Cala l’incidenza dei “nuovi ascolti” (37,7%, contro il 41% del 2023), mentre crescono le situazioni di povertà intermittente o di lunga durata. Allarmante è l’aumento dei casi di cronicità: oltre un assistito su quattro (26,7%) vive in una condizione di disagio stabile e prolungato.

La povertà diventa anche più intensa: il numero medio di incontri annui per persona è quasi raddoppiato rispetto al 2012 (da 4 a 8). Analizzando il profilo delle persone accolte e sostenute, l’età media è oggi di 47,8 anni. Cresce la presenza degli anziani: se nel 2015 gli over 65 erano solo il 7,7%, oggi rappresentano il 14,3% (il 24,3% tra gli italiani). Restano strutturali le difficoltà delle famiglie con figli, che costituiscono il 63,4% degli assistiti. Prevale la fragilità occupazionale: il 47,9% è disoccupato, mentre il 23,5% ha un lavoro che non costituisce un fattore protettivo rispetto all’indigenza. Tra i 35-54enni la percentuale dei working poor supera addirittura il 30%.

Non è solo la povertà economica che spinge a chiedere aiuto: il 56,4% delle persone seguite vive almeno due forme di fragilità, il 30% ne sperimenta tre o più.

All’interno del report sono presenti due focus tematici. Il primo riguarda il disagio abitativo, oggi una delle dimensioni più critiche della povertà. Nel 2024 – secondo l’Istat – il 5,6% degli italiani vive in grave deprivazione abitativa e il 5,1% è in sovraccarico dei costi, non riuscendo a gestire le spese ordinarie di affitto e mantenimento. Tra le persone seguite dal circuito Caritas la situazione appare molto più grave: di fatto una su tre (il 33%) manifesta almeno una forma di disagio legata all’abitare. In particolare: il 22,7% vive una grave esclusione abitativa (persone senza casa, senza tetta, ospiti nei dormitori, in condizioni abitative insicure o inadeguate), il 10,3% presenta difficoltà legate alla gestione o al mantenimento di un alloggio (per lo più rispetto al pagamento di bollette o affitti). Il tasso di sovraccarico dei costi tra le persone seguite è, dunque, più che doppio rispetto alla media nazionale.

Il secondo focus, dedicato alle vulnerabilità sanitarie, sottolinea in primo luogo il tema della rinuncia sanitaria: in Italia – secondo l’Istat – circa 6 milioni di italiani (il 9,9% della popolazione) hanno rinunciato a prestazioni sanitarie essenziali per costi o attese eccessive. Tra le persone accompagnate dalla Caritas la situazione appare più complessa: almeno il 15,7% manifesta vulnerabilità sanitarie, spesso legate a patologie gravi e alla mancanza di risposte da parte del sistema pubblico. Molti di loro fanno esplicita richiesta di farmaci, visite mediche o sussidi per prestazioni sanitarie; altri invece non formulano richieste specifiche, lasciando presumere che il fenomeno delle rinunce sia ampiamente sottostimato, soprattutto tra i più marginalizzati che spesso sfuggono ai circuiti statistici e sanitari formali. La povertà sanitaria si intreccia quasi sempre con altre forme di bisogno (nel 58,5% se ne cumulano 3 o più) in un circolo vizioso: casa, reddito, salute, istruzione e relazioni si condizionano a vicenda, rendendo difficile ogni percorso di uscita.

Il profilo di chi ha bisogno si è dunque profondamente trasformato, riflettendo una povertà sempre più trasversale, complessa e spesso non intercettata o adeguatamente supportata dal welfare. “Il Report statistico”, sottolinea il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, “ci consegna le storie di persone che ogni giorno incrociamo nei nostri servizi. Non si tratta solo di numeri, ma di donne e uomini che appartengono alle nostre comunità. I dati ci aiutano a capire, ma non bastano da soli. Ci chiedono di andare oltre una lettura superficiale, oltre l’analisi sociologica. In gioco c’è la vita di chi resta ai margini ed è spesso invisibile. Tra le pieghe di una realtà segnata da contraddizioni e fragilità, si fa spazio un appello alla comunità tutta, interpellata in profondità nella sua vocazione alla corresponsabilità. Scegliamo di stare sulle soglie, di abitarle, di prenderci cura, di favorire processi che non si fermino all’emergenza, ma aprano strade di cambiamento possibile. È questa la nostra responsabilità, ma anche la nostra speranza”.

Leone XIV / Il discorso del Santo Padre al clero della diocesi di Roma

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Ricevendo in udienza il clero della diocesi di Roma, Leone XIV nel suo discorso (che potete leggere anche di seguito) invita a camminare insieme, a ritrovare la fiamma della vocazione in un tempo segnato dalle violenze e, nel territorio di Roma, dalla povertà e dall’emergenza abitativa. “Il presbitero è chiamato ad essere l’uomo della comunione”, testimone “dentro una vita umile” capace di esprimere “la forza rinnovatrice del Vangelo”

Qui una sintesi nell’articolo di Benedetta Capelli per VaticanNews.

DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
AL CLERO DELLA DIOCESI DI ROMA 

Aula Paolo VI
Giovedì, 12 giugno 2025

Io voglio chiedere un forte applauso per tutti voi che siete qui e per tutti i sacerdoti e i diaconi di Roma!

Carissimi Presbiteri e Diaconi che svolgete il vostro servizio nella Diocesi di Roma, carissimi seminaristi, vi saluto tutti con affetto e amicizia!

Ringrazio Sua Eminenza, il Cardinale Vicario, per le parole di saluto e per la presentazione che ha fatto, raccontando un po’ della vostra presenza in questa città.

Ho desiderato incontrarvi per conoscervi da vicino e per iniziare a camminare insieme a voi. Vi ringrazio per la vostra vita donata a servizio del Regno, per le vostre fatiche quotidiane, per tanta generosità nell’esercizio del ministero, per tutto ciò che vivete nel silenzio e che, a volte, è accompagnato da sofferenza o da incomprensione. Svolgete servizi diversi ma siete tutti preziosi agli occhi di Dio e nella realizzazione del suo progetto.

La Diocesi di Roma presiede nella carità e nella comunione, e può compiere questa missione grazie ad ognuno di voi, nel vincolo di grazia con il Vescovo e nella feconda corresponsabilità con tutto il popolo di Dio. La nostra è una Diocesi davvero particolare, perché tanti sacerdoti arrivano da diverse parti del mondo, specialmente per motivi di studio; e questo implica che anche la vita pastorale – penso soprattutto alle parrocchie – sia segnata da questa universalità e dalla reciproca accoglienza che essa comporta.

Proprio a partire da questo sguardo universale che Roma offre, vorrei condividere cordialmente con voi alcune riflessioni.

La prima nota, che mi sta particolarmente a cuore, è quella dell’unità e della comunione. Nella preghiera detta “sacerdotale”, come sappiamo, Gesù ha chiesto al Padre che i suoi siano una cosa sola (cfr Gv 17,20-23). Il Signore sa bene che solo uniti a Lui e uniti tra di noi possiamo portare frutto e dare al mondo una testimonianza credibile. La comunione presbiterale qui a Roma è favorita dal fatto che per antica tradizione si è soliti vivere insieme, nelle canoniche come nei collegi o in altre residenze. Il presbitero è chiamato ad essere l’uomo della comunione, perché lui per primo la vive e continuamente la alimenta. Sappiamo che questa comunione oggi è ostacolata da un clima culturale che favorisce l’isolamento o l’autoreferenzialità. Nessuno di noi è esente da queste insidie che minacciano la solidità della nostra vita spirituale e la forza del nostro ministero.

Ma dobbiamo vigilare perché, oltre al contesto culturale, la comunione e la fraternità tra di noi incontrano anche alcuni ostacoli per così dire “interni”, che riguardano la vita ecclesiale della Diocesi, le relazioni interpersonali, e anche ciò che abita nel cuore, specialmente quel sentimento di stanchezza che sopraggiunge perché abbiamo vissuto delle fatiche particolari, perché non ci siamo sentiti compresi e ascoltati, o per altri motivi. Io vorrei aiutarvi, camminare con voi, perché ciascuno riacquisti serenità nel proprio ministero; ma proprio per questo vi chiedo uno slancio nella fraternità presbiterale, che affonda le sue radici in una solida vita spirituale, nell’incontro con il Signore e nell’ascolto della sua Parola. Nutriti da questa linfa, riusciamo a vivere relazioni di amicizia, gareggiando nello stimarci a vicenda (cfr Rm 12,10); avvertiamo il bisogno dell’altro per crescere e per alimentare la stessa tensione ecclesiale.

La comunione va tradotta anche nell’impegno in questa Diocesi; con carismi diversi, con percorsi di formazione differenti e anche con servizi differenti, ma unico dev’essere lo sforzo per sostenerla. A tutti chiedo di porre attenzione al cammino pastorale di questa Chiesa che è locale ma, a motivo di chi la guida, è anche universale. Camminare insieme è sempre garanzia di fedeltà al Vangelo; insieme e in armonia, cercando di arricchire la Chiesa con il proprio carisma ma avendo a cuore l’essere l’unico corpo di cui Cristo è il Capo.

La seconda nota che desidero consegnarvi è quella dell’esemplarità. In occasione delle ordinazioni sacerdotali dello scorso 31 maggio, nell’omelia ho richiamato l’importanza della trasparenza della vita, sulla base delle parole di San Paolo che agli anziani di Efeso dice: «Voi sapete come mi sono comportato» (At 20,18). Ve lo chiedo con il cuore di padre e di pastore: impegniamoci tutti ad essere sacerdoti credibili ed esemplari! Siamo consapevoli dei limiti della nostra natura e il Signore ci conosce in profondità; ma abbiamo ricevuto una grazia straordinaria, ci è stato affidato un tesoro prezioso di cui siamo ministri, servitori. E al servo è chiesta la fedeltà. Nessuno di noi è esente dalle suggestioni del mondo e la città, con le sue mille proposte, potrebbe anche allontanarci dal desiderio di una vita santa, inducendo un livellamento verso il basso dove si perdono i valori profondi dell’essere presbiteri. Lasciatevi ancora attrarre dalla chiamata del Maestro, per sentire e vivere l’amore della prima ora, quello che vi ha spinto a fare scelte forti e rinunce coraggiose. Se insieme proveremo ad essere esemplari dentro una vita umile, allora potremo esprimere la forza rinnovatrice del Vangelo per ogni uomo e per ogni donna.

Un’ultima nota che desidero consegnarvi è quella dello sguardo alle sfide del nostro tempo in chiave profetica. Siamo preoccupati e addolorati per tutto quello che succede ogni giorno nel mondo: ci feriscono le violenze che generano morte, ci interpellano le disuguaglianze, le povertà, tante forme di emarginazione sociale, la sofferenza diffusa che assume i tratti di un disagio che ormai non risparmia più nessuno. E queste realtà non accadono solo altrove, lontano da noi, ma interessano anche la nostra città di Roma, segnata da molteplici forme di povertà e da gravi emergenze come quella abitativa. Una città in cui, come notava Papa Francesco, alla “grande bellezza” e al fascino dell’arte deve corrispondere anche «il semplice decoro e la normale funzionalità nei luoghi e nelle situazioni della vita ordinaria, feriale. Perché una città più vivibile per i suoi cittadini è anche più accogliente per tutti» (Omelia nei Vespri con Te Deum, 31 dicembre 2023).

Il Signore ha voluto proprio noi in questo tempo pieno di sfide che, a volte, ci appaiono più grandi delle nostre forze. Queste sfide siamo chiamati ad abbracciarle, a interpretarle evangelicamente, a viverle come occasioni di testimonianza. Non scappiamo di fronte ad esse! L’impegno pastorale, come quello dello studio, diventino per tutti una scuola per imparare a costruire il Regno di Dio nell’oggi di una storia complessa e stimolante. In tempi recenti abbiamo avuto l’esempio di santi sacerdoti che hanno saputo coniugare la passione per la storia con l’annuncio del Vangelo, come don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, profeti di pace e di giustizia. E qui a Roma abbiamo avuto don Luigi Di Liegro che, di fronte a tante povertà, ha dato la vita per cercare vie di giustizia e di promozione umana. Attingiamo alla forza di questi esempi per continuare a gettare semi di santità nella nostra città.

Carissimi, vi assicuro la mia vicinanza, il mio affetto e la mia disponibilità a camminare con voi. Affidiamo al Signore la nostra vita sacerdotale e chiediamogli di crescere nell’unità, nell’esemplarità e nell’impegno profetico per servire il nostro tempo. Ci accompagni l’accorato appello di Sant’Agostino che disse: «Amate questa Chiesa, restate in questa Chiesa, siate questa Chiesa. Amate il buon Pastore, lo Sposo bellissimo, che non inganna nessuno e non vuole che alcuno perisca. Pregate anche per le pecore sbandate: che anch’esse vengano, anch’esse riconoscano, anch’esse amino, perché vi sia un solo ovile e un solo pastore» (Discorso 138, 10). Grazie!

Evento online / Il 16 giungo alle 20.30 Luigino Bruni su La grammatica del per-sempre

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Dopo le Giornate di formazione e spiritualità tenutesi nei mesi scorsi ad Assisi, Otranto e Novara e guidate da padre Franco Annicchiarico sj, molti incaricati hanno chiesto di poter continuare a camminare insieme per una formazione basata sulla Parola e per servire sempre meglio le Chiese locali.

Perciò il Servizio Promozione ha pensato ad un percorso di formazione on-line che si svolgerà i lunedì sera del 16 giugno, 8 settembre e 13 ottobre 2025 dalle 20.30 alle 22.00 e che sarà tenuto dal dott. Luigino Bruni, docente di economia presso l’Università Lumsa di Roma e Vicepresidente della Fondazione The Economy of Francesco. Lo farà commentando – in prospettiva biblico-economica – il Libro di Rut.

Questi i temi scelti con le relative date:

  • 16 giugno La grammatica del per-sempre
  • 8 settembre Il dono del grano sospeso
  • 13 ottobre L’altro nome dell’economia

Il piccolo Libro di Rut è tra i libri più belli della Bibbia, se non il più bello dal punto di vista narrativo. Contiene molti messaggi etici, sociali, economici e religiosi, ma prima e soprattutto è una storia meravigliosa, una stupenda novella. È una storia familiare, nuziale, è un brano della storia della salvezza; è una storia di donne, la storia di due donne co-protagoniste, tanto che potremmo anche chiamarlo Libro di Rut e Noemi. Perché se Rut emerge come una donna semplicemente splendida, non meno grande e affascinante è la figura di sua suocera Noemi, e il rapporto tra di loro. La storia di due donne sole, donne migranti, donne straniere, donne in cammino, donne amiche (una etimologia del nome ebraico Rut è ‘la compagna’). Una storia che si svolge lungo la strada, nei campi, nell’aia di casa, quasi interamente all’aria aperta. Non è storia di palazzo né di tempio. Tutto ruota attorno a quel rapporto speciale, tenace e unico con la vita che è tipico delle donne. Un libro che non solo parla di donne, ma è attraversato da uno sguardo tutto femminile. Ci sono espressioni, scene, dettagli grammaticali che sembrano provenire direttamente dal repertorio linguistico e intimo delle donne. Senza conoscere Rut, non capiamo brani decisivi del Nuovo Testamento, a partire dalle prime parole del primo vangelo (la Genealogia di Gesù), passando per le parole del discepolo: “Maestro ti seguirò dovunque tu andrai” (Mt 8,19), finendo con Betlemme, in ebraico “Beit Lechem” letteralmente “Casa del Pane”.

Nei tre incontri formativi on-line verrà seguita Rut nello sviluppo della sua storia, una storia di fragilità e di forza insieme, che introduce nel cuore di grandi temi biblici ed economici, ieri e oggi.

Clicca su Partecipa all’evento

Quindi, salvate le date e mettere in agenda questi tre appuntamenti per poter ancora una volta camminare e servire la Chiesa sullo stile tracciato da Papa Leone XIV “Chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità deve sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo.”

 

Rinnovamento nello Spirito Santo / Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica è scegliere di generare legami buoni di fraternità

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Un piccolo post-it dentro una grande libreria”. Si può sintetizzare così, adoperando le sue stesse parole, il messaggio consegnato nella straordinaria ‘cornice’ dell’Aula Paolo VI, in Vaticano, da don Enrico Garbuio, Assistente pastorale e spirituale del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, intervenuto nel corso della 47^ Convocazione nazionale giubilare, promossa venerdì 6 e sabato 7 giugno dal Rinnovamento nello Spirito Santo in occasione del Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Nuove Comunità in piazza San Pietro (7-8 giugno).

“Il Dio in cui crediamo – ha affermato il sacerdote a nome della Conferenza Episcopale Italiana – è un Dio estremante concreto. Ci accorgiamo che c’è tanta gente che oggi non mangia che non ha un letto dove riposare, che non ha il necessario per affrontare le cure mediche o che non ha un futuro per mancanza di istruzione. Il Dio in cui crediamo, dunque, ci chiede se la sua fame, la stessa di chi è povero, trova coraggiosa risposta presso la nostra mensa”. Allora, prosegue don Garbuio, la domanda “si fa decisiva, inesorabile come nessun’altra: certo, possiamo darla ad intendere con le intenzioni, talvolta con i compromessi politici, ma con le azioni è difficile, oserei dire impossibile. Le azioni o si compiono o non si compiono, e ogni azione può generare legami o abissi divisivi”.

In questo consiste il senso del firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica: “È scegliere di generare legami buoni di fraternità, è scegliere di scrivere attraverso una semplice firma nella dichiarazione dei redditi nuove pagine di Vangelo. Non è una tassa in più, ma la volontà di destinare una piccolissima parte delle tasse che ci sono già state sottratte per permettere alla nostra Chiesa di continuare ad annunciare la bellezza del Vangelo, condividendo esperienze di annuncio belle e intense come quella che state vivendo in queste giornate”. Parole da tradurre in fatti, seguite da un video racconto, trasmesso sempre in Sala Nervi e capace di toccare i cuori dei presenti.

Francesca Cipolloni
Responsabile dell’Ufficio stampa del RnS a Roma