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Il “sovvenire” alle necessità della Chiesa come antidoto…dell’Avarizia

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Sarà pubblicato nel numero dell’Amico del Clero di marzo (mensile della FACI), un articolo molto interessante a firma di don Graziano Donà (già incaricato diocesano di Ferrara-Comacchio, referente regionale Emilia Romagna) ora membro del Comitato CEI per il sostegno economico alla Chiesa.

Siamo lieti di potervelo offrire in anteprima.

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Il cammino in risposta all’universale chiamata alla santità passa, per ciascuno di noi, attraverso la quotidiana lotta contro le tentazioni le cui radici profonde le troviamo in quelle realtà che il catechismo definisce come i 7 vizi capitali. Banalmente potremmo dire che la battaglia contro i vizi consiste nel cercare e nell’utilizzare qualche antidoto che gestisca e sconfigga le tentazioni.

Sovvenire alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi e le usanze, oltre ad essere un precetto generale, è anche un ottimo antidoto per affrontare le tentazioni attivate dall’Avarizia.

L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali (1Tim 6,10), così scrive San Paolo al discepolo Timoteo. Nell riflessione spirituale della Chiesa, Avarizia e Superbia si sono sempre contese il primato tra i vizi, ma tra i due è proprio l’Avarizia ad essere sempre stata quella più temuta.

L’Avarizia la si può definire come l’amore smisurato per un bene; l’attaccamento a tutti gli splendori mondani; il desiderio di gloria e di potere; il desiderio di denaro. Possedere beni e denaro è legittimo ma il problema è il loro cattivo uso cioè quando diventano un fine e ci posseggono o ci ossessionano, fino all’estremo che porta a dire: “io sono ciò che ho”.

I modi con cui si esprime l’avarizia sono molteplici e la sua pericolosità sta nel fatto che con grande facilità la si sminuisce sostenendo che sia un vizio minore, facilmente correggibile o addirittura la si giustifica quasi da trasformarla in una virtù perché riconducibile ad atteggiamenti che nascondono o manifestano una certa nobiltà d’animo. Non a caso, nei testi di economia, non si parla mai di atteggiamenti o comportamenti avari.

Anche l’arte, la letteratura e la cinematografia hanno dedicato tante opere all’avarizia, ma la considerazione finale è sempre la stessa e cioè che ogni forma di avarizia rompe la Comunione e costituisce il fallimento della ragione: l’uomo non ama se stesso ma ciò che possiede e non sa indirizzare la volontà sul bene che vuole possedere. Anche Papa Francesco nell’omelia del 20 settembre 2013, ha detto con forza che il denaro allontana da Dio, che l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali e che il potere del denaro ammala il pensiero e la fede a tal punto da far perdere la fede.

L’antidoto a questo fallimento della ragione diventa allora l’educazione, in particolare alla logica del dono, del vero spirito ecclesiale e al senso di Partecipazione. Più semplicemente potremo parlare di “Educazione al Sovvenire” dove, posto che la legge suprema nella Chiesa è la salvezza delle anime, che i fini verso cui orientare i beni sono l’organizzazione del culto divino, il dignitoso mantenimento del clero, il sostentamento delle opere di apostolato e di carità, specialmente a servizio dei poveri (PO17), diventa chiaro che reperire risorse ed amministrare i beni nella Chiesa non è solo una questione puramente economica ma è sempre in ordine ad una Comunione.

L’impegno dell’educazione al Sovvenire è di tutti e per tutti ma in particolare dei sacerdoti. I Vescovi Italiani nel documento “Sostenere la Chiesa per servire tutti” del 2008, al n. 17, rivolgendosi ai presbiteri scrivono così:

Siete chiamati, insieme a noi, a educare voi stessi e i fedeli a considerare il denaro per quello che è: uno strumento e non un fine. E’ un mezzo che ci viene dato con il preciso impegno di impiegarlo unicamente per annunciare il Vangelo e per alleviare povertà e sofferenza. Proprio per questo motivo non dobbiamo avere ritegno ad affrontare questi temi con i fedeli, garantendo al contempo la massima trasparenza nel far conoscere la situazione economica e i conti delle nostre parrocchie e di tutte le realtà ecclesiali. La nostra disponibilità personale ad una vita sobria e autenticamente evangelica rafforzerà la credibilità alla nostra opera educatrice.

Don Graziano Donà – Membro del Comitato CEI del Sovvenire

Catechisti Parrocchiali / Un regalo per i nostri incaricati

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Gli incaricati diocesani del “sovvenire” riceveranno nei prossimi giorni due copie della rivista di Catechisti Parrocchiali (edito dalle Paoline*) con il poster dedicato al cammino quaresimale.

La rivista, che già molti di voi conoscono, può rappresentare un’occasione per favorire un incontro con il direttore dell’Ufficio Catechistico della propria diocesi al quale proporre uno strumento utile per i catechisti in cui si indica un “cammino” dedicato alla Quaresima (poster) e un articolo scritto dal teologo don Roberto Laurita sul sostentamento del clero. Questo nell’ottica di una collaborazione che può promuovere (o far proseguire) la “pastorale integrata diocesana” già avviata più di 10 anni fa.

L’iniziativa è stata condivisa con il direttore dell’Ufficio Catechistico della CEI, don Valentino Bulgarelli, che nei prossimi giorni avviserà i propri responsabili diocesani della possibilità di essere contattati dagli incaricati del “sovvenire”.

Quali sono dunque i contenuti di Catechisti Parrocchiali?
In particolare il poster “In cammino verso la Pasqua” rappresenta una croce, originale nella grafica, nei contenuti e nei colori, che riporta le parole della Quaresima e i relativi gesti, seguendo un percorso di scoperta e di adesione a Gesù e al suo amore. Si inizia dal fondamento, la parola di Dio, per giungere al compimento, l’amore accolto e, quindi, donato a Dio e agli altri.

E l’impegno per la Quaresima si propone, in particolare, di rendersi attenti ai sacerdoti e di sostenerli con un’offerta.

Questo cammino, in modalità narrativa, e in dialogo con una bambina e un bambino, è ritmato sulle parole e sui gesti, rappresentati nella croce e arricchiti da brevi didascalie, per far entrare nel significato di questo Tempo forte, e incontrarsi più intimamente con Gesù che soffre con noi e risorge per noi.

«Perché pensare a tutti i preti?». L’articolo di don Roberto Laurita evidenzia quindi nelle pagine 40-41 l’opera preziosa dei presbiteri, a servizio del popolo di Dio, e le ragioni che motivano l’impegno per il loro sostentamento.

Catechisti Parrocchiali può dunque diventare, in questo periodo quaresimale, un “punto d’incontro” e promuovere un “itinerario” che continuerà, auspichiamo anche in futuro, tra gli incaricati del “sovvenire” e i responsabili del catechismo diocesano.

*Per quanti volessero abbonarsi alla rivista Catechisti Parrocchiali:

Abbonamento

  • Annuale (8 numeri) – € 13,50
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Ogni 6 sottoscritti, inviati a un unico indirizzo, 1 è in omaggio. 

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  • Conto corrente postale 822007 intestato a: Via Verità e Vita – Catechisti Parrocchiali –Via Antonino Pio 75 – 00145 Roma
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8xmille senza frontiere / Anche gli italiani all’estero parlano di 8xmille

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Dove abbiamo letto le seguenti dichiarazioni? «Ho scelto di dare l’8xmille alla Chiesa Cattolica, perché è quella della quale, rispetto alle altre, sono più informato» (Fabrizio Bottani, 55 anni, milanese, bancario, cattolico non praticante). Indovinato? …risposta sbagliata.

E ancora. «Ho firmato l’8xmille per la Chiesa Cattolica, perché credo nel suo modo di spendere e perché sono convinto che essa ne faccia buon uso e mi piace pensare che io contribuisca a questo buon uso» (Donato Attolico, barese, 67 anni, ingegnere, pensionato). Indovinato? …risposta sbagliata.

Inutile giraci attorno. Sveliamo noi l’arcano, poiché difficilmente se ne verrebbe a capo da soli.

Queste – insieme ad altre testimonianze – compaiono su «PassaParola» (www.passaparola.info), un magazine di Lussemburgo.

L’Associazione che lo sostiene, si prefigge di promuovere attività culturali legate all’Italia. Si rivolge alla comunità di connazionali residenti nel Granducato, ma non solo. Ha una edizione cartacea – in edicola e per abbonamento – ed una online. Sulla homepage di quest’ultima, campeggia la rubrica «8xmille». Si converrà che la cosa appare curiosa.

Il cronista impiccione, non poteva lasciare cadere un boccone ghiotto.

Eccoci, quindi, a colloquio con la milanese Maria Grazia Galati – direttrice e cofondatrice, insieme a Paola Cairo – della testata. Dopo anni in giro per il mondo, dal 2001 vive a Lussemburgo. Ma mantiene un legame, anche professionale, col Belpaese, poiché – ci dice – «la rivista che ho fondato nel 2004, è iscritta alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). Parliamo di tutto e anche di argomenti religiosi. Abbiamo una rubrica, dal titolo “Fede e dintorni”. La cura p. Alberto Ambrosio, della locale missione cattolica italiana».

Circa la specifica sezione che ci ha incuriosito, Galati precisa: «Si tratta di una delle iniziative FISC a cui abbiamo aderito (il bando 8xmille senza frontiere, ndr). Il progetto richiede di raccontare storie di chi ha opzionato l’8xmille e di chi è stato beneficiato da questo strumento. In particolare, nei mesi della pandemia».

La direttrice, poi, si mostra davvero direttrice. Non perdendo il quadro. L’argomento 8xmille può apparire di nicchia. E la possibile presa sul pubblico non è scontata. Tanto più su un pubblico, anch’esso selezionato, come quello degli italiani all’estero non necessariamente inseriti nella fiscalità nostrana.

«La rivista – ribatte prontamente Maria Grazia al nostro dubbio – è distribuita anche per abbonamento. Diverse copie arrivano pure in Italia. Inoltre, c’è l’edizione online ed i social. Queste opportunità ci fanno leggere ovunque, non solo qui». E continua: «Comunque, il mondo degli italiani all’estero è stratificato: quelli di prima emigrazione, poi la seconda, ora i “laureati-disperati”, per dirla con una battuta… Ciascuno ha legami diversi col paese d’origine. Ma tutti sono interessati e orgogliosi di conoscere e testimoniare il bene che fanno gli italiani».

Del resto, non si tratta di porzioni trascurabili. In Lussemburgo, abitano 600 mila persone. Gli stranieri sono il 47,4% della popolazione. La comunità italiana (circa 30 mila) è al 3° posto, dopo quella dei portoghesi e dei francesi.

Ogni anno, nel piccolo stato centro-europeo, arrivano ben mille nuovi connazionali. Tant’è che Galati, insieme ad altri, conduce anche una trasmissione radiofonica rivolta a loro. Con notizie di pubblica attualità: come cambiare la targa, dove iscrivere i figli a scuola…

Barbarahammer1, su Twitter, avverte: «Andateci piano con le belle parole, perché poi arriva il momento di dimostrarle». Forse, con la rubrica lussemburghese «8xmille», ci si è riusciti.

Massimo Pavanello

Covid-19 / Per non disperdere memoria e speranza

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Per non disperdere le tante storie di speranza nate ogni giorno nelle nostre Chiese locali dall’inizio dell’emergenza e contribuire a formare la memoria di come la Chiesa italiana sta vivendo il tempo del Covid-19 è nato il progetto www.memoriadelcovid.it, realizzato da Fisc e Corallo con il coordinamento dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.
Ricordiamo che nel 2020 la Conferenza Episcopale Italiana ha destinato per l’emergenza Covid 237,9 milioni di euro.

 

Covid-19 / Per non disperdere memoria e speranza

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Per non disperdere le tante storie di speranza nate ogni giorno nelle nostre Chiese locali dall’inizio dell’emergenza e contribuire a formare la memoria di come la Chiesa italiana sta vivendo il tempo del Covid-19 è nato il progetto www.memoriadelcovid.it, realizzato da Fisc e Corallo con il coordinamento dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.
Ricordiamo che nel 2020 la Conferenza Episcopale Italiana ha destinato per l’emergenza Covid 237,9 milioni di euro.

 

8xmille senza frontiere / Ancora un mese per partecipare

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Come già pubblicato su In Cerchio di luglio 2020, il bando giornalistico nazionale 2020-2021 8xmille senza frontiere, destinato alle testate aderenti alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici, è stata un’edizione speciale legata alle opere realizzate per far fronte all’emergenza Covid.

Grazie ai fondi 8xmille messi a disposizione dalla CEI nei mesi della pandemia, infatti, diocesi e parrocchie hanno potuto rendere concreta la vicinanza ed il sostegno a persone e famiglie in situazioni di povertà e di necessità.

L’edizione ancora in corso e che terminerà il prossimo 28 febbraio della Selezione, proprio per la sua straordinarietà, prevede un regolamento – come si può leggere anche nel file allegato – in parte diverso rispetto gli anni scorsi.

Rimane però valido il criterio di scrivere nelle pagine dei giornali non un elenco di progetti, ma raccontare le testimonianze, le storie di coloro che ne hanno potuto usufruire, ritrovando dignità e risposte concrete alle conseguenze economiche, sociali e sanitarie provocate dal Coronavirus.

Ricordiamo che sarà necessario aver pubblicato almeno 7 articoli che coprano il periodo luglio 2020 – febbraio 2021 cui si dovrà accompagnare la testimonianza di un contribuente che illustri le motivazioni sul perché ha destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica.

A fronte di questo impegno ulteriore si è stabilito di portare da 6 a 20 le testate selezionate: a ciascuna di esse verranno destinati 2.000 euro (con un ulteriore bonus di 500 euro se la testata avrà anche pubblicato la testimonianza sull’8xmille di un “personaggio” conosciuto).

I giornalisti autori degli articoli selezionati verranno invitati a Roma per una due giorni di conoscenza degli Uffici e delle attività dei Servizi CEI che gestiscono i fondi dell’8xmille ed il prossimo anno potranno partecipare ad un viaggio-reportage offerto dal Servizio Promozione della CEI in una destinazione estera dove si svolge uno dei progetti finanziati dall’8xmille.

Il prete nella città degli uomini

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BOLOGNA – In occasione della Giornata Nazionale Offerte per il sostentamento dei sacerdoti, che si è celebrata lo scorso 22 novembre, il Servizio diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa ha proposto un convegno in streaming dedicato a «Il prete nella città degli uomini (anche nella pandemia)».

L’appuntamento online è avvenuto martedì 24 novembre all’Istituto «Veritatis Splendor» dove, a confrontarsi sul tema insieme al cardinale Matteo Zuppi, eranno presenti Stefano Zamagni e Ivano Dionigi, rispettivamente presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e della Pontificia Accademie di Latinità. Il dialogo, moderato dal direttore Qn – Il Resto del Carlino Michele Brambilla, è stato introdotto e coordinato da Giacomo Varone che dirige il «sovvenire» bolognese. L’incontro è stato trasmesso in streaming sulla pagina YouTube di «12Porte».

Qui l’integrale dell’incontro

Benedetta povertà: provocazioni su Chiesa e denaro

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È di pochi giorni fa la notizia che il Santo Padre ha nominato Vescovo di Carpi Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Metropolita di Modena-Nonantola e finora Amministratore Apostolico di Carpi, unendo in persona Episcopi le sedi di Modena-Nonantola e di Carpi.

Ed è proprio Mons. Castellucci l’autore di un libro da poco pubblicato dal titolo Benedetta povertà? Provocazioni su Chiesa e denaro (Ed. EMI, 11 euro).

«Beati i poveri», dice Gesù. Ma la Bibbia chiede anche giustizia per gli ultimi e riscatto per gli oppressi. Dunque, la povertà è faccenda benedetta o maledetta? I poveri li avremo sempre con noi, afferma il Vangelo: ma è un destino ineluttabile per alcuni non raggiungere un decente livello di vita?

In queste pagine, ricche di riferimenti biblici e di sapienza umana, Erio Castellucci ci aiuta a distinguere tre povertà diverse: una da scegliere, e si chiama sobrietà; una da combattere, per ottenere equità; e una da riscattare, per raggiungere la fraternità. Anche la Chiesa è chiamata in causa: le sue ricchezze possono esistere solo per costruire condivisione, non per affermare prestigio o potere.

Il rapporto tra fede e denaro deve svilupparsi dentro una prospettiva evangelica, alla scuola di maestri come Francesco d’Assisi. «Ricordarsi dei poveri» significa non attaccarsi ai beni materiali, alla «roba», individualmente e come comunità, ma aprirsi alla fraternità. In definitiva, vuol dire «andare incontro a quei poveri che ci salveranno, perché risveglieranno in noi le energie migliori».

«La conversione economica è una delle più faticose. Oggi la testimonianza dei cristiani si gioca in buona parte sul rapporto con i beni» (Erio Castellucci).

Ricordiamo Mons. Castellucci come nostro relatore al Convegno nazionale di Abano Terme 16-18 aprile del 2013 con una relazione su Sovvenire: fede e carità.

8xmille senza frontiere: “Le nostre opere devono tornare a parlare”

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Fino al 31 dicembre le testate della FISC possono partecipare al bando 2020 8xmile senza frontiere “Speciale Covid” scrivendo articoli legati alle iniziative realizzate dalle e nelle Chiese locali con i fondi 8xmille proprio come risposta concreta all’emergenza che la pandemia ha portato con sé.

In attesa di questi articoli vi proponiamo uno dei vincitori del 2019. Si tratta in realtà di uno “Speciale 8xmille” che Il Nuovo Giornale della diocesi di Piacenza-Bobbio pubblicò il 26 settembre 2019 (Firmo dunque Dono pag. 17 e seguenti). Tante pagine tutte dedicate alle opere 8xmille, completo di interviste e testimonianze per spiegare il valore sociale ed ecclesiale di una firma.

Qui vi proponiamo il contributo sul Viaggio tra le opere di solidarietà coordinate dalla Caritas. “Siamo compagni di viaggio della gente”: la testimonianza del direttore Mario Idda e del responsabile dell’area promozione Massimo Magnaschi.

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Il settore della solidarietà occupa un posto di rilievo nella destinazione dei fondi 8xmille da parte della Conferenza episcopale italiana e delle diocesi. A Piacenza nel 2018 per questo settore sono giunti oltre 683mila euro. Quasi un terzo di questa somma è stata impiegata a sostegno delle opere messe in atto dalla Caritas in collaborazione con il territorio. La restante parte è stata destinata per progetti messi in atto da altre realtà ecclesiali.

L’opera della Caritas
Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è un gesto concreto di solidarietà, si tratta di una firma che sostiene progetti concreti come quelli delle Caritas diocesane fra cui quella di Piacenza-Bobbio. Ne parliamo con il direttore Mario Idda e il responsabile della promozione Caritas, Massimo Magnaschi.

“Innanzitutto la Caritas – afferma Idda, da pochi mesi alla guida dell’ente di via Giordani a Piacenza – è l’organismo istituito dal Vescovo al fine di promuovere, anche in collaborazione con le altre istituzioni, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale diocesana e di quelle parrocchiali, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. La vicinanza agli ultimi si esprime attraverso l’incontro, l’ascolto e l’accompagnamento”. “Nelle tappe del percorso di aiuto – aggiunge il direttore – si rendono necessarie opere che sostengano le persone nei momenti difficili (mensa, accoglienza notturna, appartamenti sociali, etc.). L’agire della Caritas è nel territorio e con il territorio ed in questa prospettiva la comunità è un elemento centrale”.

Legami di comunità
La Caritas, ed in particolare l’area promozione – sottolinea Massimo Magnaschi – accompagna e segue lo sviluppo dei gruppi Caritas parrocchiali, circa 50 presenti in diocesi, che sono espressione di un’esperienza innervata nel territorio e di una comunità attenta agli ultimi là dove essi vivono. “Siamo impegnati in un percorso di formazione e di condivisione – aggiunge Magnaschi – per aiutarci reciprocamente. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato che la risposta ad un bisogno deve avere come primo requisito l’attivazione di legami di comunità. Solo attraverso una corresponsabilità ed una condivisione all’interno della comunità si può andare oltre la semplice assistenza e creare percorsi di uscita dalle situazioni di povertà. Paradossalmente se una Caritas fosse così ricca da poter offrire beni materiali come un dispenser «a domanda risposta», sarebbe lontanissima da quello che ha voluto Paolo VI quando l’ha istituita. Quello che ci prefiggiamo è far vivere ad ogni persona che appartiene ad una comunità un’esperienza di carità che si esprima prevalentemente attraverso relazioni buone e fraterne, cosa molto diversa da un puro assistenzialismo”.

Ascoltare, osservare e discernere
Tre sono i verbi-cardine dell’attività della Caritas – aggiunge Magnaschi: non si può essere vicino alle persone senza l’ascolto, l’incontro, senza capirne i bisogni e senza diventarne compagni di viaggio. L’osservazione è cercare di riflettere e sistematizzare le cose che si vedono, è una prospettiva, un impegno per scoprire le cause che stanno dietro alle problematiche, per costruire dei percorsi.

Il discernimento, a fronte dell’incontro con le persone ed all’individuazione del problema, consiste nella responsabilità di fare delle scelte che cerchino di dare risposte concrete a quei bisogni.

La Caritas inserita nella pastorale diocesana
Parola, eucaristia e carità, sono i fondamenti dell’attività pastorale della Chiesa – afferma il direttore Idda -. La Caritas non è un ente autonomo, è sempre legato alla vita pastorale della Chiesa locale. Non a caso il nostro prossimo Convegno annuale sabato 9 novembre sarà dedicato proprio al tema «L’animazione comunitaria della carità, vivere la quotidianità nelle comunità pastorali». Stiamo camminando insieme alla diocesi nel progetto delle nuove Comunità pastorali. Siamo nella Chiesa per far crescere e sviluppare la testimonianza della carità”. La Caritas è in rete con i gruppi parrocchiali, ha in programma tappe di formazione per l’animazione di comunità, con un’agenda di incontri per andare localmente ad ascoltare esperienze, difficoltà ed esigenze.

Spiritualità e valori del Vangelo
Il direttore Idda mette in evidenza come gli operatori Caritas nella sede di via Giordani iniziano ogni mattina la giornata con la preghiera delle Lodi, in una stanza della sede trasformata in una piccola cappella. “Preghiamo poi andiamo ad incontrare le persone”. Questo radicamento nella fede è un aspetto molto sentito nella Caritas dove si cerca di agire nel nome del Vangelo, con lo stile del Buon Samaritano. L’ispirarsi alla Parola è caratterizzato dalla fiducia in Dio. “È come se Cristo ci affidasse delle persone in difficoltà – aggiunge Magnaschi – e ci dicesse di curarle senza preoccupazione di sorta perché Lui non ci farà mancare nulla. Siamo anche noi persone immerse nella fragilità, ci riteniamo però – aggiunge Mario -, come diceva di sé Santa Teresa di Calcutta, «una matita nelle mani di Dio» a servizio di coloro che incontriamo nel nostro percorso”.

 


“Uniti in Rete” / Il 29 ottobre nuovo webinar per presentare i corsi di formazione

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All’appuntamento dello scorso 24 settembre, dedicato alla presentazione dei primi due corsi progettati per gli operatori del Sovvenire, non tutti gli incaricati e collaboratori diocesani hanno potuto partecipare. Pertanto è stato organizzato un altro webinar sullo stesso argomento per il 29 ottobre.

Di cosa si parlerà? Dopo un’introduzione su come accedere all’area di formazione, saranno presentati il corso Il Sovvenire (sulla storia, i valori e la struttura del Sovvenire, oltre e a due approfondimenti su 8xmille e Offerte deducibili) e il corso Comunicazione (sulle basi della comunicazione efficace, i materiali di comunicazione, gli eventi in presenza e online, e come misurare gli obiettivi di comunicazione).

Invitiamo tutti gli incaricati e collaboratori diocesani, che non erano potuti intervenire all’incontro del 24 settembre, ad iscriversi all’evento e partecipare al webinar collegandosi martedì 29 ottobre (ore 17-18) a questo link Zoom:

https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_HCK3P_QSSpeV6o7if8qs7Q

Un consiglio – Per chi non avesse mai utilizzato strumenti come la videoconferenza o la chat online durante un webinar, potrebbe essere utile farsi affiancare da una persona esperta per rendere l’esperienza più semplice e fluida.

RICORDA!

Martedì 29 ottobre dalle ore 17 alle 18

Il webinar sarà registrato e la partecipazione è gratuita.