Category Archives: Offerte

Uniti nel Dono / Una casa per ricominciare davvero. Insieme

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A Zinasco, tra Milano e Pavia, don Massimo Mapelli ha dato vita all’associazione “Una casa anche per te”. Qui giovani italiani e stranieri trovano accoglienza, relazioni sane e la possibilità di costruire il proprio futuro, trovando nel 98% dei casi persino lavoro. Dal 2004 a oggi il sacerdote ha condiviso la propria casa con oltre 1700 persone provenienti da 92 nazionalità diverse.

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Uniti nel Dono / La bussola di San Giuseppe indica la fraternità e il servizio

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Essere punto di riferimento, porto sicuro quando le bufere e le mareggiate della vita sembrano far perdere la bussola. A Salerno la parrocchia di San Giuseppe lavoratore rappresenta un approdo sicuro. Siamo in un quartiere residenziale della città, sorto a fine anni Sessanta, benestante, con alberi imponenti che arredano un’area a 20 minuti dalla stazione ferroviaria. La parrocchia è nota come punto di incontro per numerose attività, dal centro culturale – con la presentazione di libri sul territorio- allo spazio dedicato all’arte, grazie al teatro parrocchiale.

Lo racconta in questo articolo Nicola Nicoletti su unitineldono.it.

“Nei decenni passati la comunità aveva una popolazione medio borghese; attualmente è, nella maggioranza, composta da anziani, con figli – giovani professionisti – disseminati in svariate città. Il numero degli abitanti rimane sostanzioso, circa 10.000 persone. San Giuseppe, ancora oggi, è un riconosciuto centro di aggregazione”. Don Nello Senatore, sorriso facile e parlata rapida, da un anno e mezzo è il parroco di questa dinamica comunità.
Qui è sorto uno dei primi tentativi di Fraternità sacerdotale formata da presbiteri residenti e semi stanziali. A questa speciale “famiglia” prende parte monsignor Luigi Moretti, arcivescovo emerito di Salerno. “Ogni giovedì, per solennizzare l’esperienza comunitaria, si uniscono altri sacerdoti e diaconi”, precisa il parroco. Giornalista e insegnante, il sacerdote dirige l’Istituto di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, un compito molto impegnativo che, grazie alla collaborazione di volontari e associazioni, riesce a portare avanti con attenzione e cura. La relazione tra persone di varie età e la capacità di ascolto, sono elementi essenziali per il cammino parrocchiale e necessitano anche di locali idonei.
Gli ampi spazi della parrocchia sono il cuore di una svariata serie di iniziative e incontri per gruppi come “La Crisalide in Rete”, sorto per contrastare la violenza sulle donne.

“Nasce nel 2019 grazie al sostegno del nostro don Nello – spiega la giovane presidente Roberta Bolettieri – . Dal 2025 una delle realtà dell’associazione, il Centro Antiviolenza Febe, è ospitata a San Giuseppe. In un anno 50 donne sono state seguite e accolte; si tratta di persone in grave pericolo a cui sono garantiti percorsi psicologici, consulenza ed assistenza legale”. È parte di un lavoro complesso e delicato per donare autonomia a chi si trova in difficoltà, “un impegno per offrire nuove opportunità a chi ha sofferto molto”, continua Roberta. L’indipendenza delle ragazze è uno degli obbiettivi della Crisalide. “Sono iniziati dei corsi professionalizzanti – precisa la presidente – per facilitare la ricerca di una vita migliore: la conquista di una nuova indipendenza, anche economica, dona fiducia in sé stessi, ed è da lì che bisogna ripartire”.

Le operatrici sono tante, come Francesca Carpinelli, anche lei giovane, avvocato e coordinatrice del centro. “Dopo un’esperienza al Tribunale per i Minorenni ho deciso di specializzarmi ed orientare la mia professione alla tutela delle fasce vulnerabili”, puntualizza. Il centro accoglie donne provenienti da tutta la provincia ed è accreditato al numero nazionale antiviolenza 1522 su reati come lo stalking.
Anche chi si prende cura delle coppie e dei bambini, specialmente quelli meno fortunati, privati del calore di una famiglia, ha un suo spazio in parrocchia. “Ci impegniamo per i più fragili, i piccoli che per svariate ragioni non possono stare con i genitori”.

Gerardina Paciello è la responsabile di donne e uomini che hanno scelto di rimanere accanto a loro. Lo fa guidando “Il Mantello”, un ente autorizzato dalla Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. “L’esperienza nasce nel 1997 dalla volontà di alcune famiglie e con l’aiuto di don Nello, uno dei soci fondatori – ricorda Gerardina -. Oggi più di mille bimbi hanno una famiglia”, afferma con soddisfazione mentre sfoglia il calendario che, mese per mese, svela una storia di accoglienza. Promuovere la cultura dell’adozione e la protezione dei bambini privi di tutela e affetto, è un impegno che i soci vivono con responsabilità. “Il Mantello”, associazione accreditata in Brasile, Bulgaria, Zambia e in Messico, è attenta al sostegno anche nelle adozioni a distanza di bambini con famiglie in difficoltà temporanea. “Il nome che ci siamo dati fa riferimento al mantello della Vergine Maria, un manto che copre chi ha più necessità” chiarisce, manifestando la fede che le dà forza nei momenti difficili.
Sono tante le persone coinvolte nel servizio in parrocchia: nel coro, nella formazione biblica, come anche nel gruppo lettori, in quello liturgico e dei sacristi.

Annamaria Salerno è la responsabile dei catechisti, un incarico affidatole dal parroco che svolge con una fedeltà tale da coinvolgere suo figlio, Andrea Fedele, 23 anni, ministrante, attivo nel gruppo giovani, in un percorso alla scoperta della fede e della cultura. La celebrazione dei sacramenti, base del cammino di crescita cristiana, vede l’impegno di Lidia Pioda, responsabile della Liturgia e ministro straordinario dell’Eucaristia.
La passione per i media di don Senatore ha fatto sorgere una struttura di comunicazione, “Elpis” (speranza, in greco), dove giornalisti e ragazzi autistici sono impegnati nella realizzazione di servizi mediali e di post produzione. Il centro TV “San Giuseppe” inoltre, trasmette la messa sui canali web e realizza programmi culturali. Il parroco ha riunito tutti per un caffè e presentare questo cantiere di vita ricco di momenti anche festosi e leggeri.
“Che parrocchia ho in mente? Quella che cammina secondo il Vaticano II – chiosa don Nello -: la liturgia, la carità, l’evangelizzazione e la comunicazione, nello spirito della sinodalità, aprendosi alla città e non autocelebrandosi mai”.

 

Uniti nel Dono / A Catania un oratorio che cambia la vita: la Natività del Signore racconta la sua missione

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Da oltre cinquant’anni l’oratorio della parrocchia Natività del Signore nel quartiere Cibali di Catania è un punto di riferimento educativo e sociale. Testimonianze come quella di Tina La Rosa, storica volontaria vincenziana, raccontano un impegno costante verso poveri, anziani e famiglie in difficoltà, radicato nella spiritualità di San Vincenzo de’ Paoli.

Guidata dal 2003 da don Roberto Mangiagli, la comunità ha sviluppato una rete di accoglienza che negli anni ha sostenuto minori fragili e famiglie, arrivando perfino ad adottare due fratellini rimasti senza genitori.

Nel 2006 nasce il progetto “Oratorio… casa per tutti”, oggi aperto ogni giorno e capace di accogliere centinaia di bambini e ragazzi con attività educative, formative e ricreative.

Grazie a educatori, religiose e volontari, l’oratorio offre doposcuola, laboratori, corsi, attività sportive e spazi di aggregazione, diventando un argine concreto alla dispersione scolastica e alle devianze giovanili in una zona segnata anche dallo spaccio. Le testimonianze degli animatori confermano un clima di famiglia, impegno e corresponsabilità.

“È valsa la pena scommettere su questa casa per tutti – afferma don Roberto – perché il Vangelo cresce nei passi piccoli e condivisi”.

Scopri tutta la storia a firma di Sabina Leonetti su unitineldono.it.

Uniti nel Dono / Ad Alliste nasce “Ri-creazione”, il progetto che combatte droga e disagio giovanile

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Don Dario Donateo ha combattuto una lunga e appassionata battaglia ad Alliste (LE), dove è stato parroco fino al 2025, per costruire una cultura solidale e contro ogni mafia. Il suo impegno per gli ultimi continua, anche attraverso la comunità Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.

La sua storia è stata raccontata su unitineldono.it da Sabina Leonetti.

Dopo la morte per overdose di un trentaseienne del paese, il parroco di Alliste, don Dario Donateo, ha denunciato l’omertà e la diffusione della droga nel territorio, avviando il progetto “Ri-creazione”: doposcuola, laboratori e percorsi educativi per minori a rischio. L’iniziativa, sostenuta da volontari, Caritas e associazioni locali, continua anche dopo il trasferimento del sacerdote, diventando un presidio di prevenzione e legalità per la comunità.

Uniti nel Dono / Il cammino di don Samuel e la nascita della Missione a Valguarnera

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Da un’infanzia segnata dalla fede all’incontro decisivo con fratel Biagio Conte: è la storia di don Samuel La Delfa, giovane sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, che ha dato vita alla nuova Missione Speranza e Carità di Valguarnera, inaugurata nel marzo 2024. Un’opera nata dal desiderio di accogliere i poveri e i fragili e già diventata luogo di fraternità, preghiera e servizio.

L’articolo di Carmelo Cosenza, pubblicato su www.settegiorni.net, è stato ripreso anche da unitineldono.it.

Da quel Venerdì Santo in cui, ancora bambino, venne “affidato” da sua madre al parroco don Francesco Rizzo, don Samuel La Delfa – oggi 33enne e sacerdote dal 2020 nella diocesi di Piazza Armerina – ripercorre la propria storia vocazionale, nata in una famiglia profondamente radicata nella vita della Chiesa e maturata attraverso la preghiera quotidiana, il servizio all’altare e l’esempio del suo parroco.

Dopo gli anni dell’adolescenza e un serio discernimento vocazionale durante il cammino neocatecumenale, Samuel entra nel seminario diocesano, studia teologia a Palermo e completa la propria formazione con esperienze monastiche e servizi pastorali che lo indirizzano a una particolare attenzione verso i poveri. Prosegue poi gli studi a Roma, presso il Pontificio Istituto Biblico, conseguendo la Licenza nel 2023.

Un ruolo fondamentale nella sua crescita spirituale lo ha avuto fratel Biagio Conte, che don Samuel conobbe da adolescente e con cui instaurò un rapporto profondo, rafforzato da un episodio decisivo: la guarigione inattesa del fratello Filippo, nel 2014, dopo la preghiera del missionario palermitano. Da allora il legame tra i due rimase costante fino alla morte di fratel Biagio, avvenuta nel 2023.

Proprio dal loro ultimo incontro nasce il sogno di aprire una Missione Speranza e Carità a Valguarnera. Il progetto prende forma nel marzo 2023, con il sostegno del Vescovo Mons. Gisana, e diventa realtà il 21 marzo 2024, quando – in un pellegrinaggio comunitario – viene inaugurata ufficialmente la Missione presso il Centro Papa Giovanni XXIII, segnato dalla collocazione di una grande croce alta sei metri, simbolo di luce e speranza.

La struttura, interamente sostenuta dalla carità, ha già accolto più di un centinaio di persone, tra residenti e ospiti temporanei, molti dei quali immigrati. Accanto all’assistenza materiale, la Missione propone adorazione eucaristica, formazione, corsi di italiano, attività estive, momenti di fraternità e preghiera interreligiosa.

Nonostante le difficoltà incontrate, don Samuel testimonia una comunità che cresce nella solidarietà: «Semplicità ed essenzialità – afferma – sono lo spazio privilegiato in cui Dio si lascia riconoscere. Il Signore continuerà a soccorrerci come ha sempre fatto».

Uniti nel Dono / Un centro medico per chi non può permettersi le cure

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Nella diocesi di Vallo della Lucania, nei locali del seminario appositamente ristrutturati, è stato recentemente inaugurato un centro medico solidale: ascolto e attenzione per tutti, perché nessuno deve rimanere senza cure. Motore dell’iniziativa, voluta dal Vescovo Mons. Vincenzo Calvosa, la Caritas guidata da don Adinolfi e don Sette e la generosità di medici e infermieri che si ispirano a san Giuseppe Moscati.

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Podcast Avvenire di Calabria / Mons. Baturi: “presenza dei sacerdoti decisiva per la tenuta della società”

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“La presenza dei sacerdoti nelle periferie è anzitutto obbedienza al mandato di Cristo ed è decisiva per la tenuta della società”. Lo afferma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo al podcast Good Morning Calabria di Avvenire di Calabria.

Le periferie, ricorda, non sono solo geografiche ma anche esistenziali. “Il sacerdote è lì dove la vita si radica, dove nascono e crescono i figli, dove si intrecciano relazioni sociali. Significa far sì che la vita si svolga secondo un orizzonte di speranza e un principio di amore”.

In questo orizzonte, il ministero presbiterale assume un valore che va oltre l’ambito strettamente ecclesiale, incidendo sul tessuto sociale e culturale del Paese. Da qui l’importanza della corresponsabilità delle comunità cristiane nel sostegno ai sacerdoti, frutto della riforma del 1985 che ha affidato alle comunità il compito di sentirsi parte di un’unica famiglia.

Mons. Baturi sottolinea anche il valore dell’8xmille alla Chiesa cattolica, strumento che consente non solo il sostentamento del clero e le attività di culto e pastorale, ma anche la realizzazione di opere di carità e solidarietà in Italia e nei Paesi più poveri. “È un’opera grande di solidarietà e partecipazione”, conclude, richiamando la responsabilità condivisa di custodire una presenza capillare che costruisce legami e apre orizzonti di speranza.

Uniti nel Dono / “Tra le Valli di Lanzo, la mia sacrestia viaggiante”

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Undici parrocchie, dodici comuni, chilometri di strada ogni settimana (circa 25.000 l’anno). Don Claudio Pavesio attraversa le Valli di Lanzo – in provincia e diocesi di Torino – per celebrare, ascoltare e custodire comunità piccole ma vive. Un dono quotidiano fatto di presenza, relazioni e cura dei luoghi. Daniel Tarozzi è andato a trovarlo e lo ha accompagnato in una sua giornata tipo.

Guarda la sua storia (unitineldono.it).

Leone XIV ai sacerdoti: nessun pastore è solo, rinnovare l’impegno formativo

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La fedeltà declinata nel servizio umile a ogni persona, nel dialogo costante con Dio e con il Suo Popolo attraverso una formazione permanente, nella dimensione di fratellanza tra i sacerdoti e con la Chiesa tutta, nello spirito missionario e sinodale che travalica ogni tentazione all’autocelebrazione. Sono alcune delle priorità che Leone XIV desidera vengano intensificate nella vita sacerdotale contenute nella lettera apostolica “Una fedeltà che genera futuro” firmata l’8 dicembre e diffusa lo scorso 22 dicembre in occasione del sessantesimo anniversario dei decreti conciliari Optatam totius e Presbyterorum Ordinis, documenti considerati “una pietra miliare della riflessione circa la natura e la missione del ministero pastorale”, da rileggere con freschezza e attualità considerando quella radice da non perdere mai di vista che è il legame ineludibile tra Cristo e la Chiesa. L’auspicio del Papa è che la celebrazione delle due ricorrenze generi una “rinnovata Pentecoste vocazionale”.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APOSTOLICA

Nel documento si affronta la formazione integrale per prevenire abusi e abbandoni
Il seminario deve essere “una scuola degli affetti” che deve educare ad una solidità tale che ogni dimensione umana e spirituale sia ben integrata. In questo modo si è capaci di “relazioni autentiche con tutti” e si può “assumere l’impegno del celibato e annunciare in modo credibile il Vangelo”. In particolare, la riflessione non tace ferite aperte. “Il tema della formazione risulta essere centrale anche per far fronte al fenomeno di coloro che, dopo qualche anno o anche dopo decenni, abbandonano il ministero. Questa dolorosa realtà, infatti, non è da interpretare solo in chiave giuridica, ma chiede di guardare con attenzione e compassione alla storia di questi fratelli e alle molteplici ragioni che hanno potuto condurli a una tale decisione. E la risposta da dare è anzitutto un rinnovato impegno formativo”.

Nessun pastore esiste da solo
Papa Leone insiste molto sulla tentazione all’autoreferenzialità che va fuggita perché il senso della vocazione sacerdotale è sempre relazionale: “Nessun pastore esiste da solo!”. La cura reciproca combatte narcisismo ed egocentrismo, promuovendo comunione, sinodalità e missione attraverso ascolto e servizio. La fraternità presbiterale, incalza ancora il testo, non è solo un ideale o uno slogan, “ma un aspetto su cui impegnarsi con rinnovato vigore”. In questa direzione molto resta da fare, dice il Pontefice. Ed entra nel concreto di alcune questioni: “dalla perequazione economica tra quanti servono parrocchie povere e coloro che svolgono il ministero in comunità benestanti” alla previdenza per le malattie e l’anzianità, che in alcune diocesi o nazioni non è ancora assicurata. “La cura reciproca – precisa, inoltre, considerandola una istanza fondamentale -, in particolare l’attenzione verso i confratelli più soli e isolati, nonché quelli infermi e anziani, non può essere considerata meno importante di quella nei confronti del popolo che ci è affidato”.

Promuovere forme di vita comune
Il Papa fa riferimento poi ad una delle “derive” che possono intaccare la vita sacerdotale, la solitudine, “che spegne lo slancio apostolico e può causare un triste ripiegamento su sé stessi”. Perciò il Pontefice auspica forme di vita comune nelle Chiese locali per nutrire vita spirituale, intellettuale e collaborazione ministeriale. In tempi fragili, presbiteri e diaconi permanenti, configurati a Cristo Servo, testimoniano comunione attraverso servizio umile ai più poveri.

In un tempo di grandi fragilità, tutti i ministri ordinati sono chiamati a vivere la comunione tornando all’essenziale e facendosi prossimi alle persone, per custodire la speranza che prende volto nel servizio umile e concreto. In questo orizzonte, soprattutto il ministero del diacono permanente, configurato a Cristo Servo, è segno vivo di un amore che non resta alla superficie, ma si china, ascolta e si dona. La bellezza di una Chiesa fatta di presbiteri e diaconi che collaborano, uniti dalla stessa passione per il Vangelo e attenti ai più poveri, diventa una testimonianza luminosa di comunione”.

Valorizzare il diaconato, i fedeli laici, la sinodalità
Il Papa afferma l’importanza di conoscere, valorizzare e sostenere il diaconato come servizio discreto ed essenziale. È importante promuovere il ruolo dei laici in ottica sinodale, familiarizzando i preti col Documento finale del Sinodo. Superare leadership esclusiva del presbitero per una conduzione collegiale con diaconi, laici e Popolo di Dio, valorizzando i carismi dello Spirito, senza confondere potestà sacramentale con potere (cfr. Evangelii Gaudium).

Le indicazioni del Papa: “Per attuare sempre meglio un’ecclesiologia di comunione, occorre che il ministero del presbitero superi il modello di una leadership esclusiva, che determina l’accentramento della vita pastorale e il carico di tutte le responsabilità affidate a lui solo, tendendo verso una conduzione sempre più collegiale, nella cooperazione tra i presbiteri, i diaconi e tutto il Popolo di Dio, in quel vicendevole arricchimento che è frutto della varietà dei carismi suscitati dallo Spirito Santo. Come ci ricorda Evangelii gaudium, il sacerdozio ministeriale e la configurazione col Cristo Sposo non devono portarci a identificare la potestà sacramentale con il potere […]”.

Le tentazioni dell’efficientismo e del quietismo
La vocazione si dispiega, continua Leone XIV, nella gioia del servizio, evitando efficientismo iperconnesso e mediatico, o quietismo pigro. L’evangelizzazione non si misura in progetti o prestazioni, ma richiede risposta efficace con vita sobria, casta e relazioni autentiche. Cercare l’armonia tra contemplazione e azione centrata sulla dimensione pasquale, senza trascurare preghiera, studio e fraternità, orientati a Cristo risorto: “Donarsi senza riserve, in ogni caso, non può e non deve comportare la rinuncia alla preghiera, allo studio, alla fraternità sacerdotale, ma al contrario diventa l’orizzonte in cui tutto è compreso nella misura in cui è orientato al Signore Gesù, morto e risorto per la salvezza del mondo”.

Uniti nel Dono / Scopri ogni giorno un dono speciale: iscriviti al Calendario dell’Avvento!

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Il cammino dell’attesa ti aspetta: iscriviti subito cliccando qui per accedere all’eccezionale Calendario dell’Avvento, ideato dal Servizio Promozione della CEI. Riceverai ogni giorno una newsletter ricca di ispirazione, che ti accompagnerà passo dopo passo in questo intenso cammino di attesa. Grazie a questo percorso potrai scaricare materiali esclusivi — come mappe e personaggi da stampare — e vivere un’esperienza coinvolgente da condividere con l’hashtag ufficiale #andareverso. Non lasciarti sfuggire questa occasione unica di partecipazione e riflessione!

Il Calendario dell’Avvento – sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile CEI del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa – fa ormai parte della tradizione di molte famiglie, ma noi abbiamo voluto proporlo in una veste nuova per invitare i fedeli a interrogarsi sul significato più profondo dell’attesa. Il nostro Calendario propone la riscoperta di un cammino, quel volgere l’animo verso ‘Colui che viene ad abitare in mezzo a noi’. Un’esperienza che unisce fede, creatività e partecipazione. In cui ogni giorno, nell’attendere, possiamo scoprire che il Natale accade proprio lì dove l’incontro diventa dono”.