Category Archives: Offerte

Uniti nel Dono / Una comunità che accoglie: l’esperienza di don Giacomo Roncari a Pioltello

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Nel reportage di Daniele Tarozzi per unitineldono.it, Pioltello emerge come un esempio concreto di una Chiesa capace di rispondere alle sfide del presente attraverso l’ascolto, l’accoglienza e la valorizzazione delle persone. In una delle città più multiculturali della Lombardia, dove convivono cittadini di 104 nazionalità diverse, don Giacomo Roncari, responsabile della Comunità pastorale Maria Madre delle Genti, ha sviluppato un modello pastorale fondato sulle relazioni e sulla partecipazione.

L’oratorio estivo rappresenta uno dei luoghi simbolo di questa esperienza: ogni anno accoglie centinaia di bambini e adolescenti provenienti da culture e religioni differenti, favorendo l’incontro e il dialogo attraverso il gioco, l’educazione e la vita condivisa. Per don Giacomo, l’inclusione non significa rinunciare alla propria identità cristiana, ma viverla con autenticità e apertura.

Dall’ascolto dei bisogni del territorio è nata anche l’associazione Granello di Senape, che coniuga recupero di mobili usati, inserimento lavorativo e sostegno alle famiglie in difficoltà. L’iniziativa, avviata durante la crisi economica del 2009-2010, offre oggi opportunità concrete di lavoro e percorsi di riscatto personale, come dimostra la storia di Diomande Lassine, arrivato dalla Costa d’Avorio e diventato negli anni caposquadra dell’associazione.

Un altro volto di questa rete solidale è quello di Giorgio Brambilla, ex bancario che mette gratuitamente le proprie competenze al servizio delle famiglie schiacciate dai debiti, aiutandole a dialogare con istituti di credito e finanziarie per trovare soluzioni sostenibili.

Come racconta Daniele Tarozzi anche nel video per unitineldono.it, l’oratorio, la Caritas, il Granello di Senape, gli empori solidali, le scuole di italiano e le società sportive non sono realtà separate, ma parti di un unico progetto che interpreta la missione della Chiesa come capacità di ascoltare i bisogni, creare legami e costruire risposte condivise. Una comunità che, restando fedele al Vangelo, si fa casa aperta per persone diverse per provenienza, cultura e fede, trasformando la solidarietà in esperienza quotidiana.

Offerte sostentamento dei sacerdoti / Volti, comunità e solidarietà: le ultime storie di unitineldono.it

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Dalle parrocchie che tengono vivi i centri storici ai doposcuola per ragazzi, dall’accoglienza delle persone più fragili alle missioni all’estero, le storie pubblicate su unitineldono.it raccontano una Chiesa che ogni giorno si mette al servizio delle comunità. Esperienze diverse, accomunate dall’impegno di sacerdoti e volontari che trasformano la fede in gesti concreti di solidarietà, educazione e prossimità, spesso resi possibili anche grazie al sostegno dei fedeli con le offerte deducibili e alle risorse dell’8xmille.

Quella parrocchia di Vietri che mantiene vivo il centro storico
Nella parrocchia di S. Giovanni Battista, a Vietri sul Mare (SA), don Mario Masullo guida una comunità che affronta con la fantasia della carità le vicissitudini di un centro storico sempre meno agevole da vivere e sempre più votato a fini turistici e ricettivi. E se i più anziani non riescono a recarsi in parrocchia… è la parrocchia che li raggiunge nelle loro case.

Il doposcuola di don Paolo: perché nessuno resti indietro…
Nel centro di Firenze, accanto ai monumenti e ai grandi alberghi, da vent’anni ‘Meeting Point Firenze Studenti’ offre aiuto allo studio e relazioni a ragazzi italiani e stranieri. Un progetto nato da tre sacerdoti amici e diventato una piccola comunità dove si cresce insieme.

Don Tonino e il cuore grande della Ciociaria
Da due anni guida le sei parrocchie di Veroli (FR), dopo un lungo periodo trascorso a Ceccano. Col suo sorriso contagioso don Tonino ci accompagna alla scoperta del cuore grande della sua gente: dalla onlus che si occupa dei bambini malati e delle loro famiglie, fino agli sforzi dei più anziani per non rimanere esclusi dal linguaggio digitale dei più giovani.

A servizio della vita, con i fatti e con la preghiera
Nella parrocchia del Ss.mo Salvatore, a Foggia, la comunità affidata a don Carmelo Chiolo porta sempre nel cuore i bambini non nati a causa dell’aborto. Nello stesso tempo, proprio in parrocchia si moltiplicano le opere di carità verso le persone più fragili e le proposte educative rivolte ai più giovani. Il tutto grazie alla generosità di uno stuolo di volontari, soprattutto donne.

Lucera: in ascolto del territorio, per fare rete
“L’elemosina è l’ala della preghiera” – diceva San Giovanni Crisostomo. Ne sono convinti nella diocesi di Lucera-Troia, dove proprio i presidi di carità delle comunità cristiane, sempre in cerca di gettare ponti anche con le istituzioni, spesso arrivano anche lì dove le strutture pubbliche non riescono a essere presenti. La differenza – ci spiega don Rocco Coppolella – la fanno i volontari e le firme per l’8xmille di chi sceglie la Chiesa cattolica.

Sannio: tesori di umanità e di fede di una terra antica
Paesi di poche migliaia di abitanti, tra olio, castagne, alberi di ciliegie e tanto buon vino. Siamo tra il parco regionale del Partenio e quello del Taburno Camposauro, dove un giovane sacerdote custodisce la fede di comunità antiche, cercando di avere un occhio di attenzione verso tutte le diverse fasce d’età. Don Giacomo Buffolino ci racconta la sua esperienza di parroco in un’area interna di una meravigliosa provincia italiana.

La scuola del colibrì, che toglie dalla strada i bimbi di Bahia
Dal 1965 la diocesi di Firenze sostiene la missione in queste periferie brasiliane con la presenza di sacerdoti e laici che si sono succeduti nel servizio alla comunità. Oggi a Salvador de Bahia don Marco Paglicci porta avanti, tra le altre cose, il progetto educativo della scuola Beija Flor (colibrì, in portoghese), che coinvolge 200 bambini assicurando loro l’istruzione e sottraendoli dai pericoli della strada.

In parrocchia, dove si cresce insieme tra oratorio e libri
Foggia, Parrocchia Santi Guglielmo e Pellegrino: don Mimmo Mucciarone è l’anima di mille attività ma i due fiori all’occhiello sono “Biblio Vita” e l’Oratorio Don Ricciotti Saurino. Insieme a Sabina Leonetti andiamo a scoprire di cosa si tratta.

Un altro mondo è possibile, anche al Candelaro
Dallo scorso mese di settembre la parrocchia di S. Alfonso Maria de’ Liguori, nel rione foggiano del Candelaro, è tornata dai redentoristi all’arcidiocesi di mons. Ferretti. Don Bruno Pascone, parroco di lunga esperienza che ben conosce povertà e disagio, qui ha trovato una realtà dinamica e piena di iniziative e continua a portarle avanti con entusiasmo.

La parrocchia di Loppiano, “palestra” di amore scambievole
A Loppiano, prima cittadella internazionale dei Focolari, don Giampietro Baldo (parroco di San Vito, nel cui territorio sorge questa realtà focolarina) vive con altri due sacerdoti una fraternità fatta di ascolto, servizio e gesti concreti. Una casa dove il Vangelo prende forma nella vita di ogni giorno.

 

Uniti nel Dono / Sebastiano Somma: “Padre, ma lei ce li ha cento poveri?”

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Il popolare attore (e non solo) Sebastiano Somma, ci racconta il proprio rapporto con la fede, a partire dai suoi ricordi d’infanzia e da alcuni incontri importanti della sua vita. Tra questi, certamente, quello con don Riccardo Agresti. Un’amicizia ormai di vecchia data, che è cominciata con una domanda spiazzante da parte di Somma e con una risposta sincera del sacerdote.

Intervista di Stefano Proietti, foto, riprese e montaggio di Cristian Gennari per unitineldono.it.

Offerte sostentamento sacerdoti / Donazioni digitali in parrocchia: la Chiesa abbraccia il futuro con i POS

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Nel solco della missione ecclesiale di sostenere la vita delle comunità, promuovere una cultura di condivisione e trasparenza, e garantire il sostegno al nostro clero, l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, in collaborazione con il Servizio per la Promozione della CEI, ha avviato un importante progetto insieme a BdM Banca e Nexi, partner storico nel settore della monetica. L’obiettivo è offrire alle parrocchie uno strumento innovativo e funzionale per la raccolta delle donazioni.

Il progetto nasce con l’intento di favorire una maggiore partecipazione dei fedeli e di semplificare la gestione delle offerte in modo sicuro, moderno e trasparente.

A tal fine verranno installati dei POS (vedi foto) in alcune parrocchie del Centro-Sud Italia, permettendo ai fedeli di effettuare donazioni tramite carte di debito, credito o wallet digitali su smartphone e smartwatch.

Questa soluzione, che risponde alle più recenti abitudini di pagamento, vuole mettere la tecnologia al servizio della Chiesa, trasformando l’innovazione in un potente strumento di comunione, solidarietà e corresponsabilità tra fedeli e istituzioni ecclesiali nel segno del servizio al Vangelo e al sostentamento del clero. I dispositivi, personalizzati per essere facilmente riconoscibili e intuitivi nell’uso, saranno inizialmente collocati in 30 parrocchie selezionate per la loro significatività e prossimità ai territori di riferimento di BdM Banca.

Un incontro di formazione pensato come un momento di condivisione e di crescita comunitaria, per scoprire queste nuove e preziose strade per il dono, si terrà nella parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista venerdì 19 giugno dalle 19.30 alle 21.30 (diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie).

Sarà l’occasione per approfondire il sistema del sostegno economico alla Chiesa cattolica, anche attraverso strumenti innovativi di donazione come il POS. Un appuntamento aperto a tutti i fedeli della parrocchia, per vivere insieme una “condivisione benedetta” e rafforzare il senso di corresponsabilità nella vita della comunità. Al termine, l’incontro si concluderà con un momento di fraternità, per continuare a vivere insieme la gioia della condivisione. 

L’iniziativa testimonia la capacità della Chiesa di dialogare con i cambiamenti sociali, promuovendo strumenti che coniugano innovazione, responsabilità e attenzione al bene comune, nel segno del servizio evangelico e del sostentamento del clero.

Uniti nel Dono / San Giuliano Milanese: le persone prima di tutto

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“Questi dodici anni sono volati, sono stati bellissimi anche se ci sono stati momenti difficili, come quelli della pandemia”. Don Luca Violoni, 61 anni il 14 luglio, originario di Sant’Angelo Lodigiano, nel 2014 è arrivato a San Giuliano Milanese come parroco della chiesa di S. Giuliano Martire, per poi diventare nel 2019 responsabile della neonata comunità pastorale di San Paolo VI, che lascerà nel settembre 2026.

Più di un decennio da cui don Luca si porterà dietro un grande bagaglio. “Innanzitutto, ho tantissima gratitudine per i momenti che abbiamo vissuto – spiega il sacerdote – e conserverò due cose: prima di tutto un’esperienza di paternità. Mi sono occupato di sei parrocchie, poi diventate sette, sono stato a contatto con tante persone e ho creato con loro legami significativi. Poi ho vissuto una bella esperienza di fraternità con i sacerdoti e i diaconi della parrocchia e della comunità pastorale”.

Dodici anni in cui don Luca, gli altri sacerdoti e i laici, insieme alle autorità locali, hanno costruito e creato ponti. “Abbiamo realizzato molti progetti – dice il parroco, che da settembre 2026 sarà a Seregno, nella Comunità Pastorale San Giovanni Paolo II – e tra i tanti me ne vengono in mente due. Il primo è l’Emporio della Solidarietà. È stato significativo perché l’abbiamo costruito mettendo insieme tanti soggetti e ora ci sono una trentina di volontari che si occupano della sua gestione. Grazie a loro siamo riusciti a ridare un segno di speranza a centinaia di famiglie”.

“Il secondo – prosegue il sacerdote laureato all’Università Bocconi in discipline economiche e sociali – è stato il restauro della chiesa di San Giuliano Martire. Abbiamo portato alla luce affreschi del VI secolo che, adesso, tutti quelli che passano per la via Emilia possono ammirare. Quest’opera ci ha fatto riscoprire la lunghissima storia cristiana di San Giuliano ma trasmette anche un messaggio: quello che Dio è per la bellezza, per la luce e per lo splendore”.
Esperienze differenti, in cui don Luca ha portato avanti un modo di lavorare comune. “Per realizzare qualcosa – dice il parroco, che per cinque anni tra il 2009 e il 2014 ha lavorato nel settore Affari Economici della Diocesi di Milano – bisogna mantenere il cuore del Vangelo e riuscire a trovare risorse. E bisogna farlo condividendo le scelte e con una visione d’insieme”.

Scopri tutta la storia su unitineldono.it raccontata da Roberto Brambilla.

Uniti nel Dono / Due sacerdoti, una sola visione: costruire comunità al Varignano

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La parrocchia della Resurrezione al Varignano nasce e cresce come “casa in mezzo alle case”, punto di riferimento per un quartiere popolare e molto variegato.

In questo percorso, don Marcello Brunini, parroco per oltre dieci anni fino al 2020, ha avuto un ruolo decisivo: ha accompagnato la comunità nel rafforzarsi e nel dotarsi di una nuova chiesa, fortemente voluta come spazio condiviso. Il suo approccio è stato chiaro: non una struttura per il prete, ma una casa costruita insieme al quartiere e al servizio di tutti.

Accanto a lui, oggi, don Luca Andolfi, attuale parroco, continua e rinnova questa visione. È descritto come un sacerdote capace di coinvolgere le persone, tirando fuori il meglio da ciascuno e creando una comunità accogliente, aperta anche a chi non è credente. Vive il suo ministero con entusiasmo e sottolinea il valore educativo della bellezza e della partecipazione, elementi che rendono la parrocchia uno spazio vivo e inclusivo.

Il rapporto tra i due sacerdoti è di continuità e stima reciproca: don Marcello riconosce in don Luca un cuore grande e una presenza che permette alla comunità di crescere serenamente. Insieme rappresentano due fasi di un’unica storia: quella di una parrocchia costruita con le persone e per le persone, capace di generare appartenenza e cambiamento nel quartiere.


Scopri tutta la storia su unitineldono.it raccontata da Giovanni Panozzo.

Uniti nel Dono / A Soccavo e Pianura, c’è chi crede nei giovani

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Don Enzo Cimarelli è il parroco in due comunità inserite nella periferia occidentale di Napoli: Soccavo e Pianura, un territorio che conta circa 100.000 abitanti.

Classe 1984, don Enzo è sacerdote per la diocesi di Pozzuoli dal 28 aprile 2012 e, oltre a essere parroco, è delegato diocesano della pastorale giovanile e responsabile del Servizio oratori, coordinando percorsi formativi, spirituali e vocazionali rivolti ai giovani.

Le due realtà cittadine che sta seguendo hanno caratteristiche diverse?

“Sì, Soccavo è un quartiere cittadino con alcune fragilità sociali ma anche con una struttura territoriale stabile – chiarisce il sacerdote –. Pianura, invece, vive un disagio più forte, soprattutto sul piano educativo, culturale ed economico. In alcune zone la presenza della criminalità organizzata è ancora molto radicata; purtroppo capita che perfino bambini di 8-9 anni vengano coinvolti come ‘pali’ per la camorra”.

L’impegno del parroco, “armato” di spiritualità Salesiana, ha subito contagiato ragazzi e adulti. Prima nella comunità dei Ss. Pietro e Paolo a Soccavo, poi nella chiesa di S. Lorenzo a Pianura. Il lavoro pastorale ha cominciato a prendere forma partendo dai giovani.

Segui su unitineldono.it tutto il racconto realizzato da Nicola Nicoletti.

Uniti nel Dono / C’è una “casa” per tutti i ragazzi di Saluzzo

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A Saluzzo (CN) chiamano in modi diversi l’Oratorio cittadino interparrocchiale Don Bosco. C’è chi ne parla semplicemente come “il Don Bosco”, chi dice “l’Odb”, qualcuno addirittura “i Salesiani”, sebbene la congregazione religiosa non gestisca questo spazio ormai da quarant’anni. Il direttore don Dario Ruà usa un altro nome per definirlo: “casa”. Perché l’Odb, per i giovani, è davvero una seconda casa, una realtà accogliente e sicura.

Ce ne parla in questo articolo pubblicato su unitineldono.it Giulia Rocchi.

«Il cortile è sempre aperto, qualsiasi giorno dell’anno», spiega il sacerdote, che è anche vicario parrocchiale del duomo di Saluzzo e responsabile dell’Ufficio di pastorale giovanile e del Centro vocazioni della diocesi. «Ogni ragazzo può venire in oratorio, qualsiasi motivazione lo spinga, qualsiasi cosa abbia fatto – sottolinea –. Non devono avere credenziali particolari per poterci entrare, né di censo né di appartenenza. Possono venire a pregare, ma possono anche passare soltanto a giocare a pallone o a ping pong. La nostra proposta comunque è chiara e definita».

Situato in via Donaudi, nasce con i salesiani, che però lasciano Saluzzo nel 1981. Da allora è gestito dalla diocesi; dal 2018, anche con una comunità di suore Figlie di Maria Ausiliatrice, che vivono nell’appartamento all’interno della struttura e collaborano con le attività dell’Odb. E ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le età. A cominciare dal doposcuola per i bambini delle elementari e per i ragazzi delle medie, dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 17.30. «Sono seguiti da volontari, soprattutto insegnanti in pensione, ma non solo – dice don Ruà –. Abbiamo anche circa un 40 % di musulmani, ma noi non rinunciamo mai a fare la preghiera prima di cominciare a studiare. Loro naturalmente non sono costretti a pregare, restano in silenzio. Questa cosa è accettata dalle loro famiglie e non crea nessun tipo di problema». Alle 16, poi, il cancello dell’oratorio si apre e il cortile, fino alle 18, è disponibile per tutti, per giocare liberamente. Ancora, a giovedì alterni si riunisce il gruppo medie, mentre, per chi frequenta dal primo al quarto superiore, c’è il gruppo giovanissimi del venerdì sera, dalle 20.45 alle 22.30.

Il sabato, poi, l’oratorio si trasforma in “Sabatorio”, «una parola nata dalla crasi tra sabato e oratorio – prosegue il sacerdote –; è uno spazio con giochi strutturati e organizzati dagli animatori dell’oratorio. Tutti i martedì, alle 18, c’è l’adorazione eucaristica aperta per i volontari e qualche giovane che ogni tanto passa. Ci teniamo a far sì che ogni settimana ci sia un momento di preghiera».

Intanto si avvicina l’estate, che sarà scandita, come tradizione, dall’Estate Ragazzi e dai campi.
«Faremo quattro settimane di Estate Ragazzi in oratorio, che abitualmente vedono la partecipazione di oltre 400 bambini e un’ottantina di animatori, con accoglienza garantita dalle 7.30 alle 18», sottolinea don Ruà. Per i più grandi, invece, ci sono diversi campi estivi, a seconda dell’età, che solitamente si tengono in località di montagna. I ragazzi si ritrovano a vivere insieme per una settimana, facendo attività, pregando, dormendo e mangiando insieme, in compagnia di animatori, educatori e volontari.

Tra loro c’è Rosi Racca, che dà una mano in oratorio da più di venticinque anni. «Ho cominciato quando i miei bambini erano piccoli – racconta –, poi sono cresciuti e sono diventati a loro volta animatori. Io faccio tante cose, ma soprattutto mi occupo della cucina». Nei giorni di festa o ai campi estivi, non possono mancare le prelibatezze di Rosi, in particolare le sue frittelle di mele. «Io cucino in modo tradizionale, preparo i piatti di una volta, ma oggi spesso i bambini non sono abituati a mangiare questi cibi», osserva la volontaria. Rosi si impegna anche nel doposcuola: «È una bellissima realtà perché accoglie i bambini senza distinzioni».

Tutto questo è reso possibile anche grazie al contributo dell’8xmille, come sottolinea il responsabile del Sovvenire della diocesi di Saluzzo, Gustavo Giordana: «Dal 2018 ad oggi sono stati erogati 192mila euro per sostenere l’Odb». Lo scorso anno, in particolare, 60mila euro sono stati utilizzati «per la ristrutturazione e l’allestimento delle camere per le settimane comunitarie», aggiunge. Si tratta dell’ultima proposta del Don Bosco, partita l’anno scorso. «I ragazzi adolescenti delle scuola superiore sperimentano una settimana di convivenza – illustra don Ruà –. Dormono insieme, mangiano insieme, hanno la loro cucina. Quest’anno ne abbiamo fatte 4 di queste settimane, che sono aperte anche ad altre parrocchie del circondario che frequentano le scuole a Saluzzo. È un’esperienza molto fruttuosa perché permette di condividere la ferialità e la quotidianità insieme ai loro animatori. Sono dei momenti davvero aggreganti».

(di Giulia Rocchi – foto dal sito www.odbsaluzzo.com)

Uniti nel Dono / Firenze: la parrocchia di don Filippo, una casa aperta

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L’articolo di Daniel Tarozzi racconta su unitineldono.it la realtà della parrocchia di San Frediano in Cestello, a Firenze, guidata da don Filippo Belli, biblista e sacerdote con una forte attenzione all’accoglienza e alla condivisione.

In un quartiere vivace ma complesso, segnato da turismo e fragilità sociali, la parrocchia diventa un luogo aperto dove chiunque può entrare, fermarsi e persino lasciare una preghiera scritta in un quaderno nato spontaneamente.

La casa parrocchiale è vissuta come uno spazio familiare e inclusivo, dove si condividono pasti, momenti quotidiani e difficoltà.

Accanto a don Filippo, anche la presenza di laici e volontari contribuisce a creare relazioni autentiche. La formazione teologica del parroco si traduce in ascolto concreto e accompagnamento personale, soprattutto per i giovani in ricerca.

Inoltre, la parrocchia è inserita in una rete di solidarietà territoriale che coordina aiuti e sostegno ai più fragili. Nel suo insieme, emerge una comunità capace di unire riflessione spirituale e vita quotidiana, offrendo un punto di riferimento umano e accogliente nel cuore della città.

Uniti nel Dono / Don Salvatore e le due parrocchie che camminano insieme

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L’articolo di Daniel Tarozzi pubblicato su unitineldono.it racconta l’esperienza della comunità di San Paolo di Civitate, nel Foggiano, dove il parroco don Salvatore Ricci è riuscito a creare un forte senso di partecipazione e condivisione. Arrivato alcuni anni fa, ha unito due parrocchie mantenendone le identità ma favorendo percorsi comuni, soprattutto per i giovani.

Il cuore della vita comunitaria è l’oratorio, che offre uno spazio di crescita, amicizia e ascolto in un territorio segnato da difficoltà sociali. Catechismo, gruppi giovanili, famiglie e volontariato testimoniano una comunità viva e collaborativa. La figura di don Salvatore emerge come discreta ma incisiva, capace di “mettere in moto” le persone e rigenerare la parrocchia attraverso relazioni autentiche e partecipazione attiva.