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Offerte deducibili per i sacerdoti / Firmare è indispensabile… ma si deve fare di più!

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Lo scorso 15 settembre è stata celebrata in tutte le diocesi d’Italia la Giornata di sensibilizzazione alle Offerte per i sacerdoti. Abbiamo riflettuto con Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, sul valore di questo strumento affidato dal nuovo Concordato alla responsabilità di tutti i fedeli. Intervista di Stefano Proietti

Massimo Monzio Compagnoni, al quale da quattro anni la CEI ha affidato la guida del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, comincia subito con una cifra impietosa: 1,6%. Ovvero?

“È presto detto. Nel 2023 per mantenere i circa 32.000 sacerdoti a servizio delle Chiese che sono in Italia sono stati necessari quasi 517 milioni di euro. Le Offerte deducibili raccolte nell’anno sono state 8 milioni e 392.000 euro, che quindi hanno coperto quel fabbisogno solamente per l’1,6%”.

Meno del 2%! E il resto di quel denaro da dove è arrivato?

“Il rimanente arriva dai redditi degli Istituti diocesani, dalle remunerazioni proprie dei sacerdoti (che magari insegnano, o lavorano in ospedale) e dalle parrocchie o altri enti ecclesiastici. Più del 70% di quella cifra, però, è stata coperta dai fondi dell’8xmille, l’altro strumento che, insieme alle Offerte deducibili, la legge 222 del 1985 ha messo a disposizione dei contribuenti italiani per sostenere la Chiesa”.

Insomma, senza l’8xmille sarebbe un bel problema anche il sostentamento dei sacerdoti.

“È proprio così. Ed è anche per questo – ma non solo – che bisogna assolutamente porre un freno al calo delle firme che da un ventennio sta assottigliando la percentuale di quanti scelgono la Chiesa cattolica per la destinazione dell’8xmille. Siamo passati dal 90% dei firmatari del 2004, a meno del 70%, e questo dato rischia di penalizzare innanzitutto le moltissime opere di carità che la Chiesa cattolica porta avanti nel nostro e nei paesi più poveri del mondo, e poi la conservazione di quell’immenso patrimonio architettonico e artistico che ha sempre dato un contributo decisivo nel rendere la nostra Italia l’angolo più bello del pianeta.

Qual è, dunque, il suo appello ai fedeli che stanno leggendo questa intervista?

L’invito, accorato e forte, è innanzitutto quello alla firma per l’8xmille e alla sensibilizzazione affinché anche altri firmino, specialmente quelle persone (per lo più anziani) che non hanno più l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi ma conservano comunque il loro sacrosanto diritto di scelta. Ma l’invito che faccio non è rivolto solo ai fedeli ma a tutte le persone di buona volontà, che certamente si accorgono di quanto bene venga realizzato dalla Chiesa cattolica attraverso le sue mille attività solidali, grazie anche al dono totale di sé che i sacerdoti continuano a fare, seguendo la propria vocazione.

È per questo che continuate a chiedere anche le Offerte, oltre alle firme per l’8xmille?

In realtà la promozione delle Offerte deducibili – proprio come quella delle firme per l’8xmille – è prevista dalla stessa legge 222 del 1985, che ha preso atto di quanto l’anno prima era stato sottoscritto dalla Repubblica italiana e dalla Chiesa cattolica col nuovo Concordato. Il motivo principale, però, per cui continuiamo convintamente a promuovere queste Offerte, nonostante il loro contributo così poco incisivo al fabbisogno del sostentamento del clero, sta nel valore simbolico e pastorale che ogni Offerta conserva. Anche la più piccola. Mettere mano al portafoglio per contribuire al sostentamento Chiesa, infatti, vuol dire anche riconoscere tutto il bene che i sacerdoti fanno per noi, ogni giorno, e ricordarci che sono affidati a noi, esattamente come la cura delle comunità cristiane è affidata a loro. Per questo abbiamo scelto come nuovo nome del sito per la promozione delle offerte proprio Unitineldono.it. Sovvenire alle necessità della Chiesa rimane un dovere di chi si professa cristiano e donare è semplice e sicuro, e si può fare anche direttamente dal sito, con pochi clic. La firma per l’8xmille è indispensabile ma tutti possiamo, e dobbiamo, fare un passo di più. È il gesto che conta, non l’importo. Per questo invito tutti a visitare il sito Unitineldono.it e a fare la propria piccola ma indispensabile parte.

Uniti nel Dono / Ancora nuove storie all’ombra dei campanili

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Sono tante e veramente belle le storie pubblicate nel sito dedicato alle offerte per il sostentamento dei sacerdoti unitineldono.it.

Testimonianze di comunità accompagnte da sacerdoti esemplari e nutrite dai valori del Vangelo che ridonano luce e speranza a tutta la società. Una lettura ricca di esperienze “straordinarie” nell’ordinarietà della vita, la dimostrazione come la solidarietà, l’altruismo e l’amore verso il prossimo fanno bene non solo a chi riceve ma soprattutto a chi dona.

Per scoprire tutto questo, l’invito è quello di collegarsi al sito e di iscriversi alla newsletter unitineldono.it.

Ecco alcune delle ultime storie pubblicate.

Alla porta dell’Europa, dove si nasce ancora

Lampedusa è un luogo speciale, abitato da una comunità che in questi ultimi anni è stata messa a durissima prova dal numero degli sbarchi che ci sono stati, continuando nel tempo ad offrire una risposta generosa e pronta. Da luglio del 2021 il parroco è don Carmelo Rizzo, il cui volto sorridente tocca i cuori e traccia sentieri di speranza. È proprio qui che, subito dopo l’arrivo di don Carmelo, è nata Maria…

Candia Lomellina: un prete tra la gente

La diocesi è quella di Vercelli ma la provincia è già Pavia. A Candia Lomellina don Davide Besseghini è un parroco che sa farsi prossimo a tutti. Qui la vita scorre ancora secondo ritmi antichi e chi ha scelto di rimanere nella terra delle risaie lo sa bene e non ci rinuncerebbe mai. Grazie alle immagini e alla musica di Giovanni Panozzo, andiamo a scoprire come vive una comunità dove in primavera… c’è “il mare a quadretti”.

Di fronte al mare del Salento, la pace non è un’utopia

Due gruppi di ragazzi ucraini, accompagnati da educatrici e mediatrici linguistiche, sono stati generosamente accolti dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, condividendo coi ragazzi pugliesi le emozioni e la serenità del Grest, in un clima di reciproco arricchimento e profonda comunione. Perché la pace non si costruisce solo con le buone intenzioni, ma coi fatti concreti.

Quando la bellezza si fa annuncio: una Bibbia a cielo aperto

Pareti di case private, installazioni in cemento, persino le torrette dell’energia elettrica sono decorate con 38 immagini d’arte biblica, in vari stili. Ognuna presenta un versetto della Scrittura, duplicato in italiano e in friulano, una lingua che qui è di casa tanto quanto la Bibbia stessa. È la straordinaria esperienza che si vive visitando Cercivento (UD), grazie all’impegno di don Harry Della Pietra.

A Montesano (SA), dove si vola “solo rimanendo abbracciati”

I campi dei ragazzi alla scoperta del gioco e dell’amicizia nella parrocchia di Montesano Scalo (SA) dove tutti sanno bene di avere un’ala soltanto. E per volare, normodotati e diversamente abili, famiglie più o meno abbienti, l’unica via è rimanere abbracciati, come ama ricordare, citando don Tonino Bello, il parroco don Donato Ciro Varuzza.

Estate romana: proposte giovani per tutti

Nella diocesi di Papa Francesco, che si prepara al Giubileo del 2025, proposte pastorali estive per i ragazzi dagli 11 ai 18 anni, aperte anche a quelle parrocchie che da sole faticano ad organizzare campi estivi, nella suggestiva cornice delle Dolomiti trentine. E poi un pellegrinaggio a Taizé (e non solo), rivolto alla fascia tra i 18 e i 30 anni che è in cerca della propria vocazione.

Quel ‘nardo’ che cuce insieme bellezza e solidarietà

Le abili mani di Marina, lo sguardo profetico di don Simone e l’occasione giusta per mettersi alla prova. Così è nato, ad Asti, l’Atelier Nardos, che produce pregiatissimi indumenti liturgici e ridona dignità e speranza alle persone più fragili. Perché la cultura dello scarto non si combatte solo a parole, ma facendo veri “fatti di Vangelo”, come li definirebbe Luigi Accattoli.

Ravenna-Cervia: proposte giovani, risposte generose

Da quasi 10 anni il “Progetto Link – Azioni coordinate per la cura e l’educazione dei giovani” punta a proporre ai ragazzi delle scuole superiori (ma ultimamente anche delle medie) della diocesi di Ravenna-Cervia attività formative e di volontariato. “Siamo arrivati a coinvolgere – spiega don Davide Riminucci – fino a 2000 giovani l’anno”.

Coi ragazzi del carcere minorile di Bari: tra le crepe filtra la luce

La toccante testimonianza di don Evangelista Ninnivaggi, classe 1982, sacerdote da 17 anni e cappellano nel carcere minorile Nicola Fornelli di Bari. Insieme a lui ci sono un centinaio di volontari di diverse associazioni che si sono presi a cuore il cammino di integrazione e recupero dei giovani reclusi.

E tante altre storie sono da scoprire su unitineldono.it

Uniti nel Dono / L’Italia dei “campanili” si racconta nel sito dedicato al sostentamento del clero

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Sono tante e veramente belle le storie pubblicate nel sito dedicato alle offerte per il sostentamento dei sacerdoti unitineldono.it.

Testimonianze di comunità accompagnte da sacerdoti esemplari e nutrite dai valori del Vangelo che ridonano luce e speranza a tutta la società. Una lettura ricca di esperienze “straordinarie” nell’ordinarietà della vita, la dimostrazione come la solidarietà, l’altruismo e l’amore verso il prossimo fanno bene non solo a chi riceve ma soprattutto a chi dona.

Per scoprire tutto questo, l’invito è quello di collegarsi al sito e di iscriversi alla newsletter unitineldono.it.

Ecco solo alcune delle ultime storie pubblicate.

Le parrocchie di Cisterna, “strada facendo”… insieme
Trentamila persone, suddivise nelle tre parrocchie di Cisterna, diocesi di Latina. L’impegno dei parroci è quello del camminare insieme condividendo iniziative pastorali, educative e di attenzione agli ultimi. Per don Patrizio Di Pinto anche un impegno nazionale con il Rinnovamento nello Spirito Santo.

Ercolano: un colpo d’ala per rilanciare la speranza
L’Oratorio San Domenico Savio, il cui seme fu gettato ormai 25 anni fa, è oggi un fiore che spande il profumo della speranza in un terreno sociale difficile e minacciato dall’illegalità. Dietro una comunità educativa coriacea e generosa c’è la risposta vocazionale di un parroco lungimirante: don Pasquale Incoronato.

Nella periferia di Salerno, semi di fraternità e cura del creato
Ultimi e ambiente sono nel cuore della parrocchia di don Ciro Torre: le riflessioni sulla Laudato Si e la solidarietà animano i volontari di Gesù Redentore. Il parroco, oggi 75enne, è arrivato qui più di quarant’anni fa, con la voglia di condividere il quotidiano

Caserta: il Vangelo anche al bar, con lo stile del Seminatore
Dalla mensa dell’amicizia allo sportello lavoro, dal circolo ‘Madre terra’ al parrucchiere solidale, fino all’annuncio del Vangelo anche nei bar o alle famiglie che fanno la catechesi alle altre famiglie. A Caserta la parrocchia di don Antonello Giannotti compie ogni sforzo per uscire dal proprio recinto e andare a incontrare la gente del rione Acquaviva.

Ad Alcamo la Chiesa in uscita affretta il passo
Animazione con i clown, novena per le strade del quartiere, volontariato: tutto concorre ad attrarre le persone se le iniziative sono creative, ovvero se partono dal basso, dice don Enzo Santoro, il parroco del Sacro Cuore ad Alcamo (TP). E la parrocchia si riempie.

Uniti nel dono / Porte aperte a tutti e amore per la bellezza: l’Isola di don Alfredo

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Isola del Liri è un meraviglioso paese del Frusinate, in cui la parrocchia sta vivendo una nuova primavera grazie all’umanità e alla passione di don Alfredo Di Stefano, il parroco. Una presenza discreta e disponibile, pronta all’ascolto e a percorrere vie nuove per aprire percorsi di integrazione e accoglienza.

Nato e cresciuto a Sora, una città nelle vicinanze, don Alfredo ha inizialmente intrapreso gli studi di medicina a Roma, ma il destino ha avuto in serbo per lui un cammino diverso: quello del sacerdozio.
L’assegnazione a Isola del Liri, avvenuta ormai otto anni fa, ha rappresentato per lui una difficile sfida, dovendo lasciare la sua città di nascita e la guida del Seminario e della Cattedrale di Sora. L’esperienza personale e pastorale maturata fino a quel momento, aveva creato un fortissimo legame con il territorio, anche grazie alle varie realtà che don Alfredo aveva fondato, come “La Fortezza dei Sogni”, una ludoteca per bambini e ragazzi, e “Il Faro”, un’associazione per il recupero di persone con problematiche di dipendenza.

Isola del Liri, nonostante le bellezze architettoniche e naturali, non è un territorio semplice: la disoccupazione soprattutto giovanile è altissima, e i problemi sembrano svanire dietro le luci della movida notturna, animata dai giovani che qui si riversano dai paesi vicino e dietro il successo di visitatori di passaggio, attirati dalla bellezza del luogo. Il ruolo del parroco, in un contesto così, doveva essere totalmente ripensato.

Nonostante le difficoltà iniziali, in cui le persone sembravano disinteressate alla fede e ad un parroco che proveniva dalla storica cittadina rivale, don Alfredo ha abbracciato la comunità con tutto il cuore.

Ha camminato per le strade, è entrato nelle case, ha ascoltato le storie di ogni persona che incontrava. La sua è diventata una presenza rassicurante per molti, anche per coloro che non frequentavano la chiesa.

Ma don Alfredo non si è limitato alla sola presenza. Ha aperto le porte della parrocchia e fondato luoghi di incontro e integrazione, soprattutto per i più giovani. La sua frequentazione costante dei luoghi di aggregazione della città, a cominciare semplicemente dal bar, ha contribuito a creare un clima di fiducia e apertura anche tra gli adulti.

Scoprite la sua storia e quella della sua comunità su unitineldono.it.

(Di Riccardo Petricca – nella foto, gentilmente concessa da don Alfredo Di Stefano, l’inaugurazione di Casa Laurentia, il nuovo centro pastorale con cappella, oratorio, sala di musica, aule per il catechismo, sale per incontri, biblioteca, giardino, veranda e terrazza, dove ognuno può trovare il suo spazio e può offrire il proprio servizio verso i più fragili e bisognosi)

Ricky Memphis: “La fede, un’ancora contro la paura”

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Dai ricordi dell’infanzia fino alle scelte della maturità, passando attraverso l’allontanamento di una crisi adolescenziale. Uno dei caratteristi più amati dal pubblico televisivo e cinematografico italiano, all’anagrafe Riccardo Fortunati, apre il cuore e racconta il suo rapporto con la fede e quel che oggi sogna per i suoi due figli su unitineldono.it, intervistato da Stefano Proietti.

Uniti nel Dono / Tortu: “In un mondo che corre troppo, ama quello che fai!”

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Il campione olimpico di Tokyo 2020 nella staffetta 4×100, Filippo Tortu, racconta su unitineldono.it il suo rapporto con la vita e con la fede e apre l’album dei suoi ricordi, dove c’è anche la fotografia del suo primo parroco a Costa Lambro (MB), don Cesare Minotti, scomparso a 81 anni nel 2019. “I valori della fede mi hanno insegnato ad essere una brava persona”.

Leggi tutta la sua storia collegandoti qui.

Pasqua: il grazie e gli auguri del card. Zuppi ai nostri donatori

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La lettera di ringraziamento e di auguri che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Matteo Zuppi, ha indirizzato a tutti i donatori, a quanti cioè sostengono con le loro offerte il lavoro dei sacerdoti in Italia e nei paesi del mondo in cui operano come ‘fidei donum’.

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Carissimi donatori,

busso alla porta della vostra casa per condividere la gioia della Resurrezione. È un annuncio che apre alla gioia e alla condivisione. E, come per i discepoli, suscita trepidazione e mette in movimento per portare la bella notizia ai fratelli e alle sorelle. Tutti insieme celebriamo la vita che vince la morte. È proprio quando le ombre scure sembrano soffocare gli sprazzi di luce che si aprono orizzonti inimmaginabili. La Pasqua è la festa di chi sa osare, di chi persiste nella fede, di chi vive ogni giorno e s’impegna per rendere vivo il saluto del Risorto: “Pace a voi!”.

Entro nella vostra casa per uscire insieme a voi e bussare ai vicini: abbiamo bisogno di essere comunità viva, che celebra e fa festa, alimentando il lume della speranza contro le logiche della violenza e del non senso. Purtroppo, in diversi luoghi del mondo, come in Ucraina e in Terra Santa, la fiammella della speranza è continuamente minacciata dal vento della guerra. Quanti crocifissi, quanti corpi feriti, quanto dolore! «Non possiamo chiudere l’orecchio al grido di questi fratelli e sorelle che soffrono per la guerra», ripete continuamente Papa Francesco.

Usciamo, allora, e corriamo insieme per costruire la pace.

La Pasqua ci aiuta a comprendere che per i cristiani non si tratta di un ideale, ma del primo dono del Risorto. È un impegno che non accetta deroghe. Nel contesto internazionale quello della pace è certamente un dovere dei “grandi” della Terra, ma chiama in causa ciascuno di noi. Ognuno deve essere operatore di pace, artigiano di pace. Dobbiamo trasformare la sofferenza causata dalla guerra nella nostra sofferenza. Chiedere la pace vuol dire fare nostre le lacrime di tutti i fratelli e le sorelle che soffrono e che vengono privati del loro futuro; vuol dire coinvolgersi personalmente perché solo da cuori pacificati può sgorgare il desiderio di pace; vuol dire – come ricorda il Papa – sentire «la responsabilità di pregare e di costruire la pace» per i bambini, per i più piccoli, per i più deboli. L’ansia della pace è un grido che diventa preghiera. Non stanchiamoci di invocare il dono della pace, di educarci alla pace, a partire dalle nostre case, dalle nostre famiglie, dalle nostre comunità.

Tanti fratelli sacerdoti ascoltano e consolano, asciugano lacrime ed abbracciano, sostengono e accompagnano, confortano e benedicono.

Accade ogni giorno lungo le strade delle nostre comunità, in tante case sparse nelle nostre città, come in tutti gli angoli del pianeta. Anche così la pace germoglia e cresce, nel silenzio e nel nascondimento, contro ogni apparente evidenza. A nome di ciascuno di loro, permettetemi di dirvi il mio grazie per essere loro vicino.

Entriamo ora nella casa dei vicini e auguriamo insieme: “Buona Pasqua”. Diamo linfa ai germogli di bene, accoglienza e mitezza che già abitano nel nostro intimo, ma che sono a volte soffocati da egoismi e chiusure. Il Signore è risorto per ciascuno di noi: affrettiamoci verso i fratelli e le sorelle, tendiamo le mani per accarezzare i loro volti, doniamo il sorriso della speranza.

Non cediamo alla rassegnazione e allo sconforto, ma rendiamo possibile la solidarietà, generando legami di fraternità e prendendoci cura degli ultimi, di chi è piccolo e di chi soffre per la guerra senza nemmeno sapere il perché.

Auguri di Buona Pasqua!

Matteo Card. Zuppi
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

Uniti nel Dono / San Marco Argentano, dove la solidarietà è di casa

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La parrocchia di San Giovanni Battista è il cuore di mille iniziative nella cittadina calabrese, dalla mensa al banco alimentare, dall’emporio solidale fino alla scuola di italiano: attività dirette a coinvolgere tutta la comunità, stranieri inclusi, perché nessuno si senta tagliato fuori.

Situata nel centro, la parrocchia è guidata da don Angelo Longo, un sacerdote nato in provincia di Cosenza, a Praia a Mare, il quale, dopo gli studi a Roma, si è tuffato in mille iniziative in Calabria.

Rettore del seminario minore di San Marco, don Angelo guida ben 5 chiese tutte appartenenti alla medesima parrocchia. Una di queste, “Maria Stella della nuova evangelizzazione”, è stata costruita anche con il contributo dell’8xmille. “A volte non c’è il tempo di mangiare” – ammette con un sorriso don Angelo che, in una comunità di circa 5 mila fedeli, cerca di coinvolgere tutti, dagli anziani ai ragazzi.

Tra le numerose attività, una più delle altre raccoglie volontari di tutte le età: l’attenzione particolare agli ultimi. Il Banco di San Lorenzo, l’emporio dove si distribuiscono gli alimenti intitolato al diacono martire della prima epoca del cristianesimo, è stato aperto quattro anni fa e svolge un servizio puntuale di ascolto e vicinanza a chi vive momenti di difficoltà. I volontari della Caritas parrocchiale hanno creato il “Banco mobiliare”, uno spazio dove si raccolgono mobili usati ma ancora in buone condizioni, utili per le giovani famiglie o per chi non può permettersi di spendere troppo per la casa.

Un altro aspetto importante – prosegue il parroco – è l’integrazione tra le diverse culture presenti nel comune. Il primo passo comincia dal comprendere la lingua italiana. Per questo le volontarie del Cif hanno aperto una scuola di italiano per gli stranieri arrivati nel comune, un servizio per capire e comunicare, a partire dalle frasi più semplici”.

L’articolo integrale di Nicola Nicoletti su unitineldono.it.

(In foto il Vescovo Mons. Stefano Rega in visita alla mensa Caritas).

Uniti nel Dono / Un futuro buono, come la pasta di questi ragazzi

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Fusilli, casarecce, mezze maniche, rigatoni. Gli scaffali del Pastificio Futuro sono pieni di pacchi di pasta, pronti per essere spediti a quanti li hanno ordinati. Ma si può anche acquistare di persona nel punto vendita del laboratorio, in via Giuseppe Barellai 140, all’interno del complesso del carcere minorile di Casal del Marmo di Roma, ma con entrata autonoma. Nel Pastificio lavorano infatti detenuti ed ex detenuti, che provano così, come dice il nome, a costruire il proprio futuro.

Una superficie di circa 500 metri quadri, una pressa e quattro essiccatori, l’idea del laboratorio è nata dopo la prima visita di Papa Francesco alla struttura detentiva, nel 2013, quando scelse di lavare i piedi, nel Giovedì Santo, ai minori reclusi. «Non lasciatevi rubare la speranza», aveva detto loro. Parole che non sono cadute nel vuoto e che hanno portato alla costruzione del Pastificio nei locali di un edificio da anni in disuso. A realizzarlo la Gustolibero Società Cooperativa Sociale Onlus, con il sostegno della Conferenza episcopale italiana e di Caritas Italiana e in sinergia con la Direzione dell’Istituto Penale Minorile Casal del Marmo, il Centro della Giustizia Minorile Lazio-Abruzzo-Molise, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, le diocesi di Roma e di Porto – Santa Rufina.

Inaugurato il 10 novembre 2023, nel Pastificio «al momento ci sono una ragazza in articolo 21, quindi che entra ed esce dal carcere, e tre ragazzi in misura penale ma all’esterno del carcere», spiega don Nicolò Ceccolini, cappellano di Casal del Marmo. «Ancora viviamo sull’onda dell’inaugurazione – prosegue –; durante il periodo di Natale abbiamo ricevuto tantissimi ordini, sia da aziende per i regali di Natale ai propri dipendenti, come Caritas italiana o la diocesi di Roma, sia di privati. Si sono affacciati anche singoli, famiglie, associazioni. Abbiamo avuto così tanti ordini che non si riusciva a star dietro a tutti, i ragazzi hanno dovuto fare anche dei turni più lunghi». Se lavorasse a pieno regime «il laboratorio potrebbe produrre 2 tonnellate di pasta al giorno, circa 4.000 pacchetti da 500 grammi ogni giorno», sottolinea Alberto Mochi Onori, responsabile di Gustolibero Società Cooperativa Sociale Onlus.

All’inaugurazione era presente anche monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Cei: «Crediamo nell’uomo – aveva detto –. L’uomo può cambiare: ci vuole cura, ci vuole l’educazione che, come ricorda il Papa, è la forza più radicale per la trasformazione del mondo. E tanto più il mondo è infiammato tanto più abbiamo bisogno di offrire esempi di educazione perché il diamante che è nel cuore di ciascuno possa risplendere».

Lo sanno bene don Nicolò, che spende quasi ogni giorno accanto ai ragazzi di Casal del Marmo; suor Aurora, salesiana, che presta servizio al Pastificio Futuro; i volontari che danno una mano. «Un ragazzo che arriva in carcere – riflette il cappellano – è come una nave alla deriva, che avanza senza più timoniere, senza più controllo, sballottata di qua e di là dalle onde fino a impattarsi contro la parete rocciosa della scogliera che la distrugge in mille pezzi. E gli operatori del carcere devono rimettere a posto i diversi pezzi. È un lento e paziente lavoro di ri-assemblaggio». Il carcere «è sempre un luogo di sofferenza, di privazione e di solitudine, che rischia di cambiarti in peggio – prosegue –. Sappiamo tutti fin troppo bene quanto sia alto il rischio che gli effetti negativi della detenzione siano maggiori rispetto a quelli positivi. Ma l’impatto con il carcere può anche avere effetti positivi. Il Pastificio Futuro nasce da qui, dal desiderio che abbiamo nel cuore del bene vero e autentico per i nostri ragazzi. Vuole essere un segno concreto di fiducia e di speranza».

Ai ragazzi, conclude, «non basta trovargli un posto dove stare, non basta trovargli un lavoro ma li devi seguire, accompagnare da vicino, perché loro muoiono di solitudine. Ci vogliono delle relazioni altrimenti non se ne viene fuori e questa è la sfida più alta e più difficile. Sono molto fragili. Il nostro è un impegno significativo ed è anche molto bello».

(Su unitineldono.it: di Giulia Rocchi – foto di Cristian Gennari)

Diocesi di Firenze/ Uniti Possiamo in “Camper”

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Il 10 dicembre il progetto Uniti Possiamo, dedicato alle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti, è stato messo in pratica grazie ad un “Camper” presso la parrocchia di Santa Caterina da Siena a Coverciano in Firenze (parroco don Sergio Merlini, in foto).

L’incaricato diocesano di Firenze, diacono Alessandro Cuzzola, ha dichiarato:

“È stato un successo di partecipazione. Abbiamo anche distribuito i quadernini, le penne e le borse! È stato tutto molto apprezzato, divertente e allegro. In seguito, verificherò con il nostro Istituto diocesano come sono andati gli importi. Rispetto alle attività che ho ‘seminato’ spero che la raccolta sia buona, anche se non sono riuscito a far fronte a tutte le richieste di intervento che ho avuto dai parroci. Non potevo essere in tanti posti nello stesso momento, in quanto mi hanno chiesto sempre di partecipare alle liturgie. Comunque, sto già pensando a nuove iniziate per il prossimo anno per arrivarci preparato.

Molto aiuto l’ho avuto non solo dai referenti parrocchiali, ma anche dal mio Arcivescovo, il cardinale Giuseppe Betori, che in occasione delle visite pastorali ha sempre parlato dell’importanza del sovvenire e mi ha facilitato il compito.

Ho inviato anche un articolo da pubblicare nel nostro settimanale Toscana Oggi che viene distribuito in tutte le diocesi toscane”.