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In vista della Giornata Nazionale dell’8xmille del 2 maggio, l’incaricato diocesano per il Sostegno Economico alla Chiesa di Cremona, don Andrea Spreafico, spiega l’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica.
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In vista della Giornata Nazionale dell’8xmille del 2 maggio, l’incaricato diocesano per il Sostegno Economico alla Chiesa di Cremona, don Andrea Spreafico, spiega l’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica.
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La rendicontazione dell’uso dei fondi 8xmille da parte delle diocesi è fondamentale per l’immagine di trasparenza che desideriamo possa identificare l’azione caritativa della Chiesa. A maggior ragione un rendiconto regionale evidenzia la sinergia che deve esistere tra le diocesi.
Ecco perché è auspicabile che sempre più regioni possano realizzare un libro bianco che rendiconti l’operato delle proprie diocesi nell’uso trasparente dei fondi 8xmille assegnati. Ad oggi, facendo una breve cronistoria, ecco le regioni che hanno pubblicato dei rendiconti regionali o che sono in corso di realizzazione:
Il diacono permanente Giovanni Lolli, coordinatore regionale del “sovvenire” per l’Umbria, racconta al giornalista Stefano Proietti come è nato l’opuscolo del bilancio annuale delle otto diocesi di quel territorio, giunto ormai alla sua terza edizione e accompagnato da una serie di video accessibili dalla homepage del sito.
All’origine di questa iniziativa di trasparenza ci sono diversi fattori, in sisntesi:
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La notizia è stata pubblicata sul sito della diocesi di Acireale. Il Vescovo Mons. Antonino Raspanti, nel tradizionale scambio di auguri di Pasqua con gli organi di informazione avvenuto mercoledì 31 marzo 2021 in episcopio, ha informato che i sacerdoti della diocesi, personalmente, durante il tempo di emergenza, hanno partecipato alla costituzione del fondo di solidarietà, versando una somma complessiva di 50.000 euro. Con essi sono stati acquistati dei dispositivi destinati agli ospedali di Acireale e Giarre per la lotta al Covid-19.
“Le nostre strutture sanitarie – dichiara il Vescovo A.Raspanti – si sono trovate spiazzate nell’affrontare questa nuova emergenza. La nostra diocesi ha puntato sulla prevenzione attraverso l’adozione di misure di contenimento del contagio. Ringrazio di vero cuore i sacerdoti che hanno promosso l’iniziativa per l’aiuto concreto che hanno offerto alla comunità tutta. Mentre compiamo questi atti solidali per guarire il mondo dalle ferite provocate dalla pandemia dobbiamo tenere lo sguardo rivolto all’esempio di Gesù Cristo, ponendo particolare attenzione nei confronti dei più deboli al fine di lenire le sofferenze. Attraverso quest’iniziativa abbiamo intenzione di creare una rete di solidarietà affinché le persone si sentano confortate in un contesto all’interno del quale creare una spirale di bene. Tutto questo può essere un’opportunità per noi tutti per volgere lo sguardo al futuro con più serenità e speranza. La carità – conclude il vescovo – non si ferma ma si moltiplica. La nostra società è paralizzata dalla paura ed è per questo che dobbiamo porre la nostra fiducia in Dio perché Lui non permetterà mai di portarci via la luce della speranza”.
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Sono 269 i sacerdoti morti a causa del Covid-19 in Italia nel primo anno della pandemia. Dall’1 marzo 2020 all’1 marzo 2021, il clero diocesano ha pagato con il sangue la vicinanza al popolo, la presenza negli ambienti più esposti al virus e la fragilità di un’età avanzata. Le Regioni più colpite sono state quelle del Nord (78% del totale): a guidare la classifica è la Lombardia con 88 decessi (33%), Emilia Romagna con 36 (14%), Trentino Alto Adige con 28 (10%), Piemonte con 22 (8%) e Veneto con 17 (6%). A seguire, tra le Regioni del Centro (11%) e del Sud (11%) con il numero più alto di vittime, ci sono le Marche con 15 sacerdoti morti (6%), la Campania con 12 (4%) e l’Umbria con 7 (3%). Le due isole sommano, nel complesso, 14 decessi (10 in Sicilia e 4 in Sardegna).
Il contagio ha quasi azzerato il pur modesto ricambio garantito dalle nuove ordinazioni, che sono state 299 nel 2020. E l’entità della tragedia che si è consumata è misurabile anche in termini percentuali: se nel 2019 i preti morti erano stati 742, nel 2020 il totale è salito a 958 con un incremento del 30%.
Per non parlare dei due momenti in cui la pandemia si è abbattuta con più violenza: nel periodo marzo/aprile 2020 sono morti 248 sacerdoti, ovvero quasi il doppio (+ 92%) di quelli scomparsi nell’analogo arco temporale del 2019 (129). Ancora peggio nel momento culminante della seconda ondata: i 240 morti tra novembre e dicembre del 2020 sono più del doppio (+ 101%) di quelli dell’anno precedente (119).
Si muore in 2 diocesi su 5. Ad essere toccate dal contagio, infatti, sono 86 diocesi su 225 (38%). Bergamo è quella che ha pagato il prezzo più caro in termini di lutti con 27 preti deceduti: tra di essi c’è anche don Fausto Resmini, il prete degli ultimi che è stato ricordato dal presidente Mario Draghi in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia. Quindi è la volta di Milano e Brescia (18 morti ciascuna), Trento (17), Bolzano (11), Cremona (9), Parma (8), Como (7), Padova (7), Piacenza (6), Lodi (6), Genova (6), Reggio Emilia (6), Udine (6), Pesaro (5), Fano (4), La Spezia (4), Mondovì (4), Bologna (3), Firenze (3), Novara (3), Perugia (3), Salerno (3), Saluzzo (3), Tortona (3), Vicenza (3), Vittorio Veneto (3), Casale Monferrato (2), Caserta (2), Cesena (2), Ferrara (2), Nuoro (2), Palermo (2), Ragusa (2), Ravenna (2), Rimini (2), Senigallia (2), Terni (2), Torino (2), Treviso (2), Vercelli (2). A seguire, 45 diocesi con 1 sacerdote morto: Acerra, Acireale, Arezzo, Ariano Irpino, Ascoli Piceno, Asti, Aversa, Bari, Belluno, Cagliari, Caltagirone, Camerino, Carpi, Catania, Cerignola, Cerreto, Crema, Cuneo, Faenza, Fidenza, Fiesole, Gubbio, Imola, Ischia, Ivrea, L’Aquila, Lanusei, Lecce, Macerata, Mantova, Mazara del Vallo, Modena, Noto, Pavia, Piazza Armerina, Pordenone, Prato, Roma, Sessa Aurunca, Sorrento, Teggiano, Ugento, Urbino, Venezia, Viterbo.
(Agenzia Sir, Riccardo Benotti)
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Sacerdoti vicini alle famiglie per l’emergenza istruzione tra le nuove generazioni. Sovvenire in uscita a fine aprile, già online su sovvenire.it, mette in luce la rete nazionale di interventi educativi, dalle donazioni di computer e connessioni web da parte delle Chiese locali fino a spazi in oratorio per crescere e studiare. La direttrice Caritas di Matera Annamaria Cammisa e don Antonio Polidoro raccontano il Fondo don Milani per oltre 100 famiglie, mentre don Paolo Capra e don Alessandro Mazzoni nel Piacentino spiegano come hanno lavorato nell’ultimo anno con gli educatori perché nei mesi di didattica a distanza gli scolari non si ‘perdessero’, facendo degli oratori punti di riferimento con il progetto E ora studio. Per contrastare le webdipendenze e rimettere le ali ai giovani hanno puntato su recupero scolastico e nuovi ambienti di apprendimento. Tra le storie di ripartenza anche l’esperimento-pilota dei ragazzi di Biumo Inferiore (Varese): tampone per tutti, e poi con il parroco don Gabriele Colombo, sul modello della ‘bolla’ del basket NBA, hanno fatto vita comune in oratorio 3 settimane, autogestendosi dallo studio alla cucina, allo sport: un tempo di felice normalità per vivere “da grandi”.
E ancora, quanto conta la presenza di un sacerdote nelle terapie intensive dove si combatte contro il covid? “Senza il don certi giorni sarebbe dura” indicano i medici dell’ospedale di Schiavonia (Padova), raccontando don Marco Galante. Le presenze di “preti in camice bianco”, sostenuti dalle nostre Offerte, sono aumentate nell’ultimo anno almeno del 20%, dando man forte ai 1.200 cappellani ospedalieri abitualmente vicino a chi soffre, alle famiglie e al personale ospedaliero.
Nella sezione “Atlante” l’annuncio del Vangelo in Asia raccontato da uno dei vescovi più giovani del mondo, l’italiano Mons. Giorgio Marengo, arrivato 20 anni fa da missionario in Mongolia, dove oggi guida la prefettura apostolica. Nell’editoriale il tenore Andrea Bocelli ha raccontato a Sovvenire la sua fede: “viviamo un tempo di sfide per le persone di buona volontà” ha scritto.
nfine, alla vigilia del mese mariano, nel Dossier riscopriamo la storia del Rosario, vincolo tra cielo e terra, diventato preghiera universale. Buona lettura.
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La Chiesa c’è, più presente che mai. Lo confermano le Offerte verso i nostri sacerdoti, che sono in crescita dall’anno scorso e confermano il trend anche nei primi tre mesi di quest’anno. È la migliore dimostrazione di vicinanza e di comunione materiale e spirituale con i nostri sacerdoti.
Da 15 mesi con il segno più
L’anno appena concluso ha registrato una raccolta record di 8.718mila euro (+11% rispetto all’anno precedente). Un risultato inaspettato, perché ha coinciso con l’esplosione della pandemia. Ma i dati confermano il trend in crescita anche per i primi tre mesi di quest’anno. Da gennaio a marzo 2021, infatti, ben 880mila euro sono stati raccolti con le donazioni, contro gli 822mila euro dell’anno scorso (+7%). Ma anche il numero di Offerte è in crescita: 18.645 nel 2021 contro le 15.362 del 2020, con un aumento del 21,4%. Risultati analoghi li ritroviamo nel numero dei donatori, che sono in aumento: 18.171 nel 2021 contro i 15mila nel 2020, con una crescita di oltre il 20%. Solo l’offerta media è in calo, strettamente collegato al difficile momento storico che stiamo vivendo.
In comunione materiale
La parrocchia è il primo “ambiente” in cui ognuno di noi fa esperienza concreta di comunione fraterna, di condivisione, di comunità cristiana radunata intorno al proprio Pastore. Ma in questi primi 15 mesi segnati dalla pandemia si sono ridotte le attività parrocchiali e le possibilità di frequentare gli ambienti della Chiesa. I sacerdoti, anziché chiudersi nella “zona confort” dalle proprie parrocchie, sono scesi in strada per andare incontro ai lontani, agli esclusi, ai poveri, agli affamati. Ma hanno scelto, con convinzione, di intraprendere anche un’altra strada: quella di entrare nelle case di riposo e negli ospedali per dare conforto, ascolto e speranza a malati e morenti. Una scelta coraggiosa, ripagata dall’affetto di tutti noi e dalle offerte ai nostri sacerdoti, per ringraziarli.
In comunione spirituale
“I media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa” ha detto, in tempi non sospetti, Papa Francesco, il 1° giugno 2014. Da quando è scoppiata la peste nera del secolo, i nostri sacerdoti ci garantiscono video preghiere e rosari quotidiani, prime comunioni e cresime in diretta Facebook o sul canale Youtube delle parrocchie. E, con le messe online, ci fanno il dono più grande, quello di poterci accostare da casa all’eucarestia, che è medicina per la vita. La nostra piccola o grande offerta ai sacerdoti è il segno concreto di questa comunione spirituale, per far sentire loro la nostra vicinanza e il nostro affetto.
Paolo Cortellessa
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Domenica 2 maggio si celebra la Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Un’occasione per ricordare l’importanza di una scelta che può cambiare la vita di molti: lo abbiamo toccato con mano in questo lungo periodo segnato da forti tribolazioni, dove la pandemia ha scavato in modo indelebile la vita di tutti.
Una condizione particolarmente dura, in cui tante famiglie e persone sole non sono state sopraffatte dagli eventi grazie alla solidarietà di quei 13 milioni di italiani (dati 2019) che, con la loro firma, hanno contribuito a destinare alla Chiesa Cattolica l’8xmille del gettito IRPEF.
Nell’anno 2020, infatti, un conferimento straordinario di oltre 226 milioni di euro è stato messo a disposizione del Paese nella lotta al Covid-19; altri 9 milioni sono andati a sostegno delle fragili strutture sanitarie dei Paesi più poveri, individuate con progetti mirati.
Questa iniziativa caritativa di una portata senza precedenti ha consentito alle Caritas diocesane di tutta Italia di aiutare migliaia di famiglie pressate per la prima volta dall’indigenza, prive di una qualsiasi fonte di reddito a causa della pandemia. Gli stanziamenti hanno permesso di provvedere a generi alimentari, farmaci, prodotti per l’igiene; di pagare bollette, affitti, rate di mutui; di sostenere imprese famigliari e liberi professionisti piegati dalla crisi; di impedire che i debiti li spingessero nelle mani degli usurai e della malavita.
Un apporto rilevante è stato fornito nell’educazione e l’accompagnamento dei giovani più soli ed emarginati, grazie a Pc e Tablet, connessione alla rete, sostegno allo studio e lotta alla dispersione scolastica: nella congiuntura, parrocchie e oratori si sono rivelati spesso l’unico punto di riferimento.
Sono state supportate le strutture sanitarie cattoliche, molte delle quali hanno interamente dedicato risorse umane, posti letto e attrezzature per far fronte all’emergenza pandemica. Con il sostentamento ai sacerdoti, ci si è poi affiancati alle centinaia di preti nella loro missione in corsia negli ospedali civili di tutto il Paese, specialmente nei reparti Covid. Molti di loro, ricordiamolo, hanno pagato con la propria vita l’impegno nell’assistenza spirituale dei malati e degli operatori sanitari.
E ancora, i fondi dell’8xmille hanno continuato a sostenere le reti di solidarietà, in Italia e nel Sud del mondo, la cura dei beni artistici e architettonici; le iniziative pastorali e sociali, i sacerdoti delle quasi 26.000 parrocchie italiane.
È per questo che dal 2 maggio è importante che tutti, credenti e non credenti, ricordino che una firma per destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica rappresenta un gesto di comunione, di partecipazione e di solidarietà che va a beneficio di tutto il Paese.
Un impegno di prossimità concreto che non viene mai meno e che è possibile seguire in ogni momento su www.8xmille.it oppure su https://rendiconto8xmille.chiesacattolica.it/.
Si ricorda agli incaricati diocesani del “sovvenire” che possono richiedere il materiale sciolto oppure il kit completo GN 8xmille a territorio@sovvenire.it.
In allegato il pieghevole e la scheda Redditi.
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Nella riunione di Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, tenutasi a fine marzo, sono stati approvati 87 progetti, per i quali saranno stanziati € 12.461.011 così suddivisi: € 6.512.667 per 34 progetti in Africa, € 3.515.017 per 36 progetti in America Latina; € 2.221.664 per 15 progetti in Asia; € 69.250 per un progetto in Medio Oriente e € 142.413 per un progetto nell’Est-Europa.
Tra gli interventi più significativi, tre sono in Africa: nella diocesi di Huambo a Tchipipa, in Angola, le monache del Mosteiro Cisterciense Trapista “Nasoma Y’Ombembwa” potranno installare una centralina di trasmissione elettrica che permetterà la conservazione dei principi attivi, dei reagenti e dei farmaci, oltre che l’irrigazione dei campi coltivati e la fornitura di corrente elettrica a sette villaggi della zona. La Congregazione delle suore di Sant’Agostino invece potrà costruire il reparto di radiologia medicale e acquistare le apparecchiature necessarie per il Centro sanitario “Saint Augustin” di Atrokpocodji, a 10 km da Cotonou, in Benin. Nella Diocesi di Yagoua, in Camerun, i Silenziosi Operai della Croce, attraverso la Fondation Bethlem de Mouda, garantiranno la fornitura di energia elettrica alla zona in cui operano e offriranno formazione professionale a 450 giovani disabili e in situazioni di emarginazione e formazione informatica per il personale della Fondazione.
Nel Continente latino-americano, grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica, saranno realizzati diversi interventi: nel dipartimento di Casanare, ad est delle Ande, in Colombia, la diocesi di Yopal promuoverà in cinque parrocchie un progetto di rafforzamento del modello agrario per aumentare la produttività dei terreni agricoli e degli orti domestici biologici con l’agricoltura organica. A Chalatenango (El Salvador), la Fondazione “Soleterre – Strategie di Pace Onlus”, sarà impegnata in un’opera di formazione e di prevenzione della violenza e della migrazione irregolare. A Pichari, in Perù, il Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado promuoverà un progetto per favorire uno sviluppo sostenibile e integrato delle comunità locali nel rispetto del patrimonio naturale, in linea con quanto emerso dal Sinodo per l’Amazzonia.
Tra i progetti nel Continente Asiatico figurano quello della diocesi di Hazaribag, in India, che costruirà una scuola per garantire l’istruzione secondaria a 2000 ragazzi poveri, e quello della Ong “Health Welfare Association” che sosterrà l’emancipazione delle donne di cinque villaggi del distretto di Anantapur, nella diocesi di Kurnool, in India, attraverso la promozione dell’allevamento delle capre. In Myanmar, le Figlie di Nostra Signora delle Missioni amplieranno la scuola di Pyay, mentre in Pakistan sarà ricostruita la “Loreto Mission High School” situata nel distretto di Layyah.
In Medio Oriente, infine, i Fratelli delle scuole cristiane (Lasalliani) realizzeranno sei nuove aule nel College des Fréres di Betlemme.
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Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Con questo claim parte la nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere.
La campagna, on air dal prossimo 9 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei cittadini riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un piatto di minestra, una coperta, uno sguardo diventano molto di più e si traducono in ascolto e carezze, in una mano che si tende verso un’altra mano, in una scelta coraggiosa di chi si mette quotidianamente nei panni degli altri.
Ogni frase sottolinea il rilievo della firma: un gesto che si trasforma in progetti che fanno la differenza per tanti. Dalla casa d’accoglienza Gratis Accepistis che, nel centro storico di Aversa, offre ospitalità e conforto ai più fragili, alla Casa di Leo che insieme all’Emporio solidale, a Potenza, sostiene molte famiglie in difficoltà; dalla Comunità e la dimora, rete solidale che, a Pordenone, combatte le gravi marginalità e il disagio abitativo, alla Casa della Carità Santi Martiri di Otranto, di Poggiardo, che propone ascolto e accoglienza nel cuore del Salento, passando per le mense Caritas di Latina e Tivoli, a pieno regime anche durante la pandemia per aiutare i nuovi poveri e gli anziani soli. Farsi prossimo con l’agricoltura solidale è, invece, la scommessa dell’Orto del sorriso di Jesi, che coltiva speranza e inclusione sociale.
“La nuova campagna ruota intorno al ‘valore della firma’ e a quanto conta in termini di progetti realizzati – afferma il responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni –. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà. È autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Grazie alle firme di tanti cittadini la Chiesa cattolica ha potuto mettere a disposizione del Paese un aiuto declinato in moltissime forme”.
La campagna sarà pianificata su tv, web, radio, stampa e affissione. Gli spot sono da 40”, 30” e 15”.
Sul web e sui social sono previste due campagne ad hoc: “Stories di casa nostra”, che mette in luce i profili di alcuni volontari; “Se davvero vuoi”, brevi video dei protagonisti della campagna, volutamente senza sonoro, per catturare l’attenzione degli utenti rimandandoli al sito per conoscere le loro storie.
Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nella sezione “Firmo perché” sono raccolte le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole. Non manca la Mappa 8xmille, in continuo aggiornamento, che geolocalizza e documenta con trasparenza quasi 20mila interventi già realizzati.
Sono oltre 8.000 i progetti che, ogni anno, si concretizzano in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. La Chiesa cattolica si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovare la firma a sostegno della sua missione.
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Ti prego Signore Gesù entra nella nostra storia personale; perché solo con Te la nostra vita, passando per la morte, può risorgere veramente.
Buona Santa Pasqua dal Servizio Promozione della CEI