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8xmille… / “È più di quanto credi”: dal 12 aprile la nuova campagna della Chiesa cattolica

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Una firma che diventa accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 12 aprile la campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica con l’obiettivo di spiegare il valore concreto di una scelta capace di incidere nella vita di molti.

Dopo una fase di pre-campagna, andata in onda dal 15 al 31 marzo, dedicata al racconto della presenza concreta della Chiesa accanto alle persone e alle comunità, prende il via la nuova campagna 8xmille che invita a sostenerla attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.

È questa l’idea che guida la nuova strategia di comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana come spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica: “La firma dell’8xmille non è più un gesto automatico. È una decisione che matura nel tempo. Per questo il nostro messaggio vorrebbe aiutare a evidenziare il ruolo della Chiesa nella società, un ruolo che spesso resta invisibile nella frenesia quotidiana”.

Il conceptL’8xmille è…sviluppa e rende concreto il racconto avviato con la pre-campagna della Chiesa cattolica: un viaggio che descrive una comunità in cammino vicino ai più fragili, ovunque ci sia bisogno di sostegno, di accoglienza o d’ascolto, in Italia e all’estero. Una Chiesa impegnata a rispondere a bisogni sempre più complessi attraverso interventi reali: mense, dormitori, centri per anziani, case di accoglienza, progetti per persone con disabilità e attività parrocchiali, ma anche e soprattutto ascolto e presenza in tutte le sue forme. Una narrazione empatica che passa attraverso sei progetti sostenuti dai fondi 8xmille, come esempi concreti nel territorio dell’impatto di una firma.

Se nella fase di pre-campagna il racconto mostra una Chiesa presente, nella seconda – osserva Monzio Compagnoniviene evidenziato cosa può essere sostenuto attraverso la firma. Perché dietro quella firma non c’è solo una scelta fiscale, ma il sostegno a una rete capillare di servizi e opere espressione di una comunità che ogni giorno offrono aiuto materiale e spirituale a milioni di persone. Anche se spesso invisibile”.

Perché, come ricorda il messaggio della campagna, la firma dell’8xmille “è più di quanto credi”. È un invito a guardare oltre gli stereotipi e a scoprire una Chiesa fatta di volti, di relazioni e di prossimità. Un ritratto di una comunità che si fa carico delle fragilità del tempo presente e che continua a camminare accanto a ciascuno, accompagnandone la crescita umana e spirituale.

L’8xmille: uno strumento che genera risorse e servizi per il bene comune

Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

Nel 2025 sono stati assegnati oltre 280 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 50 ad esigenze di rilievo nazionale e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 350 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale.

L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. “Firmare per la Chiesa cattolicasottolinea il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa far parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”.

Sei storie di accoglienza e rinascita

L’edizione 2026 della campagna CEI racconta sei progetti sostenuti dalla Chiesa cattolica, sei storie di speranza e rinascita rappresentative delle migliaia di progetti finanziati dall’8xmille in Italia e nel mondo.

Come a Cagliari dove il Centro di accoglienza notturna Papa Francesco offre non solo un riparo ma anche percorsi di reinserimento lavorativo a persone in condizione di povertà estrema o a Reggio Emilia dove le Mense diffuse della Caritas rappresentano una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. L’azione costante della Chiesa consente a molti di cambiare il proprio futuro: accade a Siracusa  dove la Casa Villa Mater Dei è un luogo sicuro per famiglie di immigrati che cercano un’opportunità per ricominciare. Tanti i progetti di assistenza sostenuti grazie al fondamentale contributo dell’8xmille. Tra questi il Centro Anziani di Vigevano, uno spazio accogliente per la popolazione over 65 per uscire dall’isolamento e offrire, oltre a una rete di relazioni, anche percorsi di stimolo cognitivo.

Numerose sono poi le iniziative pensate per dare un futuro a giovani con disabilità, come la Pasticceria sociale DolceMente di Cerreto Sannita dove ragazzi con fragilità, volontari e giovani pasticcieri costruiscono insieme percorsi di inclusione e formazione.

Ogni giorno la Chiesa cattolica – conclude Monzio Compagnoniarriva capillarmente sul territorio grazie all’impegno instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, punto di riferimento per tutti e sostegno concreto per chi è più in difficoltà. Nel nostro Paese, senza la sua presenza viva mancherebbe un perno essenziale. Attraverso questa campagna, desideriamo offrire un ritratto vero della Chiesa nel quotidiano, mostrando il valore della sua presenza e l’impatto reale che ha nella vita delle persone”.

Con il fondamentale sostegno delle firme tante comunità possono contare su una vicinanza attenta e costante accanto alle persone più fragili. Un contributo che rende possibile il lavoro quotidiano di sacerdoti come don Antonio Allegritti, protagonista degli spot, che ogni giorno scelgono di esserci, per tutti.

Una campagna multicanale nel segno della corresponsabilità

La campagna 8xmille CEI è ideata dall’agenzia VML, le foto sono di Francesco Zizola e la casa di produzione è Casta Diva. Pianificata da Wavemaker Italy su tv e radio, con 2 soggetti da 30’’ e 6 soggetti da 15’’, web con 2 soggetti da 30’’, 6 da 15’’ e 6 da 6’’, la campagna sarà on air per tutto il periodo della dichiarazione dei redditi.

È diffusa su più canali, con una forte presenza digitale, tramite una pianificazione geolocalizzata per raggiungere il pubblico in modo mirato, e social con 36 contenuti ad hoc, pensata per coinvolgere pubblici diversi con contenuti semplici e autentici.

Non solo, tv, radio e web ma anche stampa e affissione con 6 soggetti dedicati alle singole opere.

Nel sito www.8xmille.it sono disponibili i filmati di approfondimento al centro della campagna, mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille, a livello nazionale e diocesano, nel segno della trasparenza.

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8xmille per lo sviluppo dei popoli / In Africa: così si promuovono pace e fraternità

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In un recente articolo a cura del Servizio CEI per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli si mette in luce come l’8xmille alla Chiesa cattolica sia uno strumento concreto e decisivo per sostenere progetti di formazione, promozione umana e sviluppo integrale in numerosi Paesi africani, in sintonia con il messaggio di pace, fraternità e dialogo promosso da Papa Francesco e ripreso da Papa Leone XIV nel suo recente viaggio svoltosi in diversi paesi africani dal 13 al 23 aprile.

Attraverso il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, i fondi dell’8xmille permettono alla Chiesa locale, in collaborazione con congregazioni religiose e comunità del territorio, di realizzare iniziative educative e sociali capaci di incidere profondamente nella vita delle persone. In Guinea Equatoriale, ad esempio, il Collegio Padre Monti accoglie oltre 1.500 studenti, dalla scuola materna all’università, offrendo istruzione e formazione inclusiva. In Algeria, il progetto “Yalla Shabab! Andiamo ragazzi!” promuove cultura, dialogo interreligioso e accompagnamento dei giovani, creando spazi di incontro, crescita personale e integrazione in un contesto a maggioranza musulmana.

In Angola, grazie a oltre 52 milioni di euro dell’8xmille, sono stati sostenuti centinaia di progetti che spaziano dall’alfabetizzazione alla sanità, dalla formazione professionale all’agricoltura sostenibile, fino al reinserimento sociale di giovani di strada ed ex combattenti, restituendo dignità e futuro a molte persone. In Camerun, analogamente, 46,7 milioni di euro hanno reso possibili 271 interventi educativi e sociali, con particolare attenzione alla formazione delle donne, all’accesso all’acqua potabile e al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità.

Nel complesso, l’8xmille alla Chiesa cattolica emerge come un motore di speranza e sviluppo: non solo aiuto materiale, ma investimento nella persona, nella cultura e nella pace, capace di generare percorsi di rinascita individuale e collettiva anche nei contesti africani più segnati da povertà e fragilità.

8xmille / Cerreto Sannita: una pasticceria sociale costruisce il futuro di ragazzi con disabilità

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Un laboratorio di pasticceria sociale di comunità per accrescere le relazioni interpersonali e sviluppare un modello volto a promuovere l’autonomia e il progetto di vita delle persone con disabilità. Si chiama “Dolcemente” l’iniziativa della Caritas diocesana della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, avviata nel 2018 insieme alla cooperativa iCare, grazie anche al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Un progetto concreto che coinvolge una rete di pasticceri, volontari, genitori e ragazzi con disabilità che vengono formati alla preparazione di dolci e nella realizzazione di piccoli catering.


“Abbiamo circa trenta ragazzi con tante fragilità e caratteristiche molto diverse tra loro che frequentano settimanalmente il nostro laboratorio – spiega don Giuseppe Di Santo, direttore Caritas – e ci proponiamo tre obiettivi: la risocializzazione di persone adulte con disabilità, l’acquisizione di competenze lavorative e, in ultima fase, l’inserimento lavorativo”.

Il progetto nasce da un’attenta lettura del territorio che ha fatto emergere la richiesta di impiego di persone adulte con disabilità che si trovano fuori dai circuiti della formazione o dai contesti socio-riabilitativi. “La Chiesa diocesana ha rappresentato il motore della realizzazione del progetto – aggiunge Salvatore Carlo referente progetti 8xmille della Caritas diocesana – e grazie anche ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica siamo riusciti nell’intento di soddisfare un bisogno fondamentale della nostra comunità”. I genitori hanno da subito potuto apprezzare le qualità dell’equipe coinvolta e anche l’importanza di un luogo in grado di rifondere fiducia nei loro figli: “Sapere che ci sono persone che hanno una particolare predisposizione all’accoglienza e alla socializzazione, a farli sentire sicuri, a restituire quella dignità di cui hanno realmente bisogno, per noi genitori è una conquista e un traguardo”.

A distanza di anni dall’avvio del progetto, il laboratorio sociale è ormai un’esperienza quotidiana, consolidata, che combina la concretezza del lavoro con la crescita personale nell’ottica di prevenire forme di emarginazione e di promuovere una cultura dell’integrazione socio-lavorativa. Concetti che si declinano nella narrazione diffusa dei canali social di iCare che illustrano con immagini significative la creatività dei prodotti realizzati e venduti dalla pasticceria.

Ho sposato l’idea sin dal primo momento, cioè da quando abbiamo scavato le fondamenta di questo luogo – racconta Marco Federico Lavorgna, responsabile di produzione “Dolcemente”. Stare qui per me significa impegnarmi ogni giorno per provare a fare qualcosa di nuovo e più bello. Bisogna capire che lavorare nel nostro laboratorio è un’esperienza unica ed è importante viverla per comprendere questa differenza.

Un progetto che partendo dal presente intende edificare il futuro dei tanti ragazzi che hanno intrapreso un cammino formativo col proposito di poter poi affrontare le sfide della vita. “Quando penso al domani – sottolinea il responsabileio immagino i giovani ormai autonomi, magari collocati in un punto vendita o dietro il bancone di un bar a mettere in pratica quello che hanno imparato ed è questa volontà che ci spinge a impegnare sempre maggiori energie tra queste mura”.

Ogni giovane è accompagnato in un percorso personalizzato che tiene conto delle sue inclinazioni e potenzialità e il lavoro non è inteso come semplice strumento riabilitativo, ma come mezzo per restituire dignità e autonomia. L’inclusione sociale, infatti, non può prescindere dal creare le premesse per avvicinarsi a opportunità lavorative reali, che permettano di superare la condizione di dipendenza e di esclusione.

La nostra attività – conclude il direttore – è resa possibile grazie all’impegno degli operatori e molti volontari. La nostra sfida è far sì che questi ragazzi possano non solo formarsi ma sentirsi parte di una comunità. Troppo spesso le persone con autismo o disagio psichico vengono relegate ai margini della società. Noi vogliamo dimostrare che possono avere un ruolo attivo, costruirsi una professionalità e contribuire al bene comune”.

Nel piccolo borgo del Sannio beneventano, tra i profumi di crema e cioccolata che riempiono la pasticceria, ogni giorno si rinnova una promessa: ognuno può realizzare il suo progetto di vita.

Economato CEI / Gestione dei fondi 8xmille nella Chiesa cattolica

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Il presente Vademecum per la rendicontazione dell’8xmille è il risultato di un percorso di revisione e aggiornamento avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana per rispondere alle trasformazioni normative, organizzative e tecnologiche che hanno interessato negli anni il sistema di rendicontazione.

A partire dalle prime disposizioni successive all’attuazione della Legge n. 222/1985, fino agli interventi più recenti, la CEI ha progressivamente rafforzato criteri di trasparenza, tracciabilità e responsabilità nell’utilizzo delle risorse. Negli ultimi anni, tali esigenze si sono ulteriormente accentuate, rendendo necessario un ripensamento organico delle procedure.

Per questo motivo, il 19 luglio 2024 è stato istituito presso la Segreteria Generale della CEI un Tavolo di lavoro sulla rendicontazione, composto da esperti con competenze amministrative, tecniche e pastorali. Il lavoro svolto si inserisce anche nel solco delle sollecitazioni emerse dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia, valorizzando la corresponsabilità e la cura delle risorse come dimensione ecclesiale.

Il testo in allegato, approvato dalla Presidenza della CEI il 25 febbraio 2025 e dal Consiglio Permanente il 24 marzo 2025, intende offrire uno strumento chiaro e condiviso a supporto delle diocesi per una gestione corretta e trasparente dei fondi dell’8xmille.

8xmille / A Trani apre la nuova sede della mensa Caritas

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Il sito dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie dà notizia di un segno concreto di speranza giubilare. Infatti, la Caritas diocesana di Trani lo scorso 11 aprile ha inaugurato una nuova mensa nei locali del Sacro Cuore in via Malcangi, intitolata a don Giuseppe Rossi, capace di offrire fino a sessanta pasti al giorno a persone in condizioni di fragilità.

La struttura nasce nell’ambito del progetto «Pranzo a casa mia», finanziato con i fondi dell’8xmille della CEI, e rappresenta un tassello del percorso voluto dall’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, che fin dal suo arrivo ha posto al centro l’attenzione agli ultimi. La mensa sarà aperta quotidianamente, gestita da due dipendenti con il supporto di numerosi volontari parrocchiali.

Di seguito si riporta la dichiarazione dell’Arcivescovo che, a proposito della apertura della nuova sede della mensa, ha rilasciato al mensile diocesano In Comunione.

«Saluto con gioia la nuova mensa Caritas a Trani! Sì, nuova, non l’apertura di un servizio che prima non vi era, in quanto da anni e con il generoso apporto di volontari e volontarie delle parrocchie della città, essa era operativa stabilmente presso la parrocchia S. Giuseppe.

Questo servizio della Caritas diocesana, assieme ad altri, sarà erogato nel centro Caritas, in via Malcangi, quello accanto alla chiesa del Sacro Cuore, che nel tempo si è distinto quale luogo di accoglienza, di ascolto, di aiuto per tante persone nel bisogno non solo materiale. La struttura si presenta con nuovi ambienti e l’equipe che opererà all’interno di essa assieme ai volontari svolgerà compiti non solo operativi, ma formativi e sociali. Vorrei evidenziare alcuni elementi che ci aiutino ad inquadrare al meglio la nuova mensa e tutto il Centro Caritas.

Il primo è rappresentato dai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, che ha reso possibile la realizzazione del progetto “Pranzo a casa mia 2026”, presentato a suo tempo dalla nostra Caritas diocesana e finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Il secondo è dato dalla stessa denominazione: l’obiettivo è quello di rendere questo luogo sempre più casa e famiglia, in cui chi vi si rivolgerà possa trovarsi a proprio agio, come a casa propria, accolto e amato.

Considero la realizzazione della mensa come uno dei frutti concreti del cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, e quindi della nostra Chiesa diocesana. Dopo l’ascolto delle diverse realtà e il discernimento, in atteggiamento di ascolto dello Spirito, è sembrato opportuno segnare questo nuovo passo.

Il progetto fu presentato nel 2025, l’Anno del Giubileo, per cui vogliamo collegare questa nuova realtà alla Speranza, non come vago sentimento di ottimismo, ma come segno che è possibile ciò che è giusto, buono, bello, bene!

In un mondo segnato da conflitti e guerre, da politiche divisive alla continua rincorsa al riarmo, questa mensa, nel proprio piccolo e in una specifica dimensione territoriale, vuole essere segno profetico – tale perché espressione nella storia  dell’annuncio del Regno della Carità ad opera di Gesù – di un modo altro di investire risorse umane ed economiche nella realizzazione di progetti all’insegna dell’attenzione ai poveri, proprio come ci indica il Santo Padre Leone XIV a chiusura del suo messaggio per la quaresima 20026: «E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore».

Ringrazio di cuore quanti hanno contribuito alla progettazione e alla realizzazione della mensa “Pranzo a casa mia 2026”».

8xmille / Reggio Emilia: centomila pasti caldi in un anno, la tavola diocesana serve la città

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Una necessità nata nell’emergenza sanitaria e proseguita per raggiungere persone in difficoltà e andare oltre il semplice pasto: il sistema delle “mense diffuse” realizzato dalla diocesi di Reggio Emilia-Guastalla è un ponte per costruire un percorso di accompagnamento a partire dai momenti di convivialità e di ascolto.

Destinate a chi è in povertà estrema, persone in difficoltà economica e migranti residenti sul territorio, le mense della Caritas di Reggio Emilia rappresentano un modo per stare accanto a quanti sono a rischio di esclusione sociale.

Il progetto, attivato grazie anche al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, è un segno tangibile di una solidarietà creativa.

“Tutto è nato con il primo lockdown quando – spiega Andrea Gollini, direttore della Caritas reggiana – abbiamo dovuto ripensare il servizio della mensa per esigenze organizzative per adeguarci a quelli che erano i vincoli normativi del periodo, attuando un grande lavoro organizzativo e formativo dei volontari e di accompagnamento delle persone nelle mense”.

“Gli ospiti– aggiunge Marco Colombo, responsabile dell’area alimentare della Caritas reggiana – sono quasi unicamente maschi con un’età media di 45-50 anni di cui 60% stranieri e 40% italiani. Oggi serviamo 100.000 pasti all’anno a circa 140 ospiti al giorno con un servizio che si articola nel pranzo in presenza e nella consegna dei pasti da asporto per la sera. In tal modo chi ha bisogno di sostegno può contare su un supporto alimentare quotidiano completo”.

Un processo esteso e condiviso di una comunità che ha sopperito alle criticità emerse nel corso dell’emergenza sanitaria – nel 2020, primo anno della pandemia, il numero di poveri assoluti in Italia aveva raggiunto la cifra record di 5,6 milioni di persone – e che ha saputo trovare delle soluzioni per non lasciare indietro nessuno. Sono aperte 365 giorni all’anno, anche a Pasqua e ad agosto, grazie ad un team di circa 300 volontari, suddivisi in squadre che si occupano delle singole mense diffuse. Queste sono articolate su sei diverse postazioni, di cui 5 presso locali parrocchiali e una collocata in un locale diocesano, con un unico centro di cottura.

In un ambiente familiare, gli operatori condividono alcuni momenti della giornata con gli ospiti: un aiuto gratuito che non si concretizza solo nella preparazione di un pasto, ma anche nel reinserimento della persona nel contesto sociale.

La Caritas diocesana organizza l’accesso tramite le Caritas parrocchiali e il centro d’ascolto diocesano, per valutare le reali esigenze e necessità dei richiedenti, ai quali viene rilasciato un tesserino personale.

“Grazie ai fondi dell’8xmille – sottolinea Marco Colombo – è stato possibile investire sull’idea delle mense diffuse con un grosso lavoro formativo di accompagnamento dei volontari, prime sentinelle che danno ascolto alle persone. L’8xmille è fondamentale perché non è solo una firma; dietro quel gesto ci sono storie, c’è un sostegno, una presa in carico, un accompagnamento. È importante avere cura di quest’azione del cittadino grazie alla quale si possono mettere in atto una serie di attività e servizi. Ormai il nostro si può considerare un vero e proprio modello ripreso da altre realtà sul territorio diocesano”.

Un sistema complesso per rispondere alla domanda di un bene primario come il cibo si struttura secondo un’organizzazione inappuntabile. “La mia giornata – racconta Paola Oleari, responsabile cucinainizia alle otto del mattino quando prepariamo le pietanze per tutte le mense presenti sul territorio. Le cibarie vengono inserite in appositi contenitori per mantenerle al caldo e poi consegnate agli autisti e quindi distribuite a tutte le mense”. L’impegno, tuttavia, è molto più articolato, perché, finita la consegna del giorno, già è tempo di pensare al pranzo del successivo. “Dalle 10 alle 14 – aggiunge la cuocaprepariamo il menu del giorno dopo, così, quando alle 8 dell’indomani ci presentiamo in cucina, possiamo rispettare i tempi di consegna, visto che circa l’80% del lavoro è stato già fatto”.

Dal cibo all’ascolto si sviluppa un cammino che abbatte le barriere tra chi serve e chi è servito. “Di questa esperienza – prosegue Paola Olearimi resta impressa una frase detta da mio marito: ‘Non ti ho mai visto con uno sguardo così felice’. Ed è perché sono soddisfatta di coltivare una mia passione per persone che ne hanno bisogno: un’azione che non ha prezzo”. Una sensazione condivisa dal gruppo dei volontari. “La ricchezza più rilevante – conclude Marco Colombo – è costituita dal sentirsi parte di un cambiamento importante nel coinvolgimento delle persone, un percorso che mi sento di facilitare mettendo i volontari nelle condizioni di aiutare concretamente gli ospiti che incontrano quotidianamente”. 

Dalle firme, nel 2025, sono arrivati 140 mila euro che hanno permesso di offrire un servizio stabile di mensa sociale con un regime ottimale di funzionamento che si attesta sui 140 pasti giornalieri. Le mense sono il luogo ideale per raggiungere gli ultimi, anche con sportelli di ascolto, occasioni di scambio e di condivisione, realizzati grazie alla disponibilità di operatori parrocchiali e volontari.

Caritas Italiana / Monzio Compagnoni al 45° Convegno nazionale delle Caritas diocesane

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Non basta rispondere ai bisogni, occorre interrogare le cause che generano povertà, esclusione e disuguaglianze. È questa la prospettiva al centro del 45° Convegno nazionale di Caritas Italiana, a Sacrofano, presso “Fraterna Domus”, via Sacrofanense 25, da giovedì 16 a domenica 19 aprile 2026. Titolo: Imparate a fare il bene, cercate la giustizia (Is 1,17). Un evento che riunisce circa 600 tra direttori e collaboratori delle Caritas diocesane italiane (programma).

Tra i partecipanti al Convegno nazionale di Caritas Italiana anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa della CEI.

Nel suo intervento intitolato “Sostegno economico. Obiettivo autosufficienza. Una storia da realizzare e raccontare insieme”, ha invitato a riflettere su cosa significhi, oggi, sostenere economicamente la Chiesa e sul ruolo che ogni cittadino può avere in questo percorso offrendo una riflessione sul valore e sulle prospettive del sostegno economico.

Riprendendo un passaggio centrale del Convegno Caritas del 1976 — «La promozione umana è una dimensione costitutiva del messaggio evangelico di salvezza» — Monzio Compagnoni ha ricordato come il sostegno economico non possa essere ridotto a un semplice meccanismo finanziario. È piuttosto uno strumento che rende possibile il bene, mettendo al centro la persona e la comunità.

Nel suo intervento ha ribadito che il denaro è sempre un mezzo e mai un fine e ha tracciato una panoramica sull’8xmille. Dal 1990 a oggi sono stati distribuiti circa 30 miliardi di euro: 12 miliardi destinati alle esigenze di culto, 11 miliardi al sostentamento del clero e 7 miliardi a opere di carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrata una significativa flessione delle firme. La percentuale è passata dall’89% nel 2005 al 66,2% nel 2024. Tra le cause, secondo Monzio Compagnoni, incidono l’aumento della secolarizzazione, un’immagine della Chiesa percepita come in continuo cambiamento e la diffusione di luoghi comuni che ne offuscano il ruolo.

Un altro dato rilevante riguarda la partecipazione dei fedeli: il 45% dei praticanti non esprime alcuna scelta in merito all’8xmille. Proprio per questo il responsabile CEI ha invitato a diventare “ambasciatori” del sostegno economico alla Chiesa, sottolineando che sostenerla significa partecipare in modo corresponsabile alla sua missione.

Guardando al futuro, Monzio Compagnoni ha auspicato un’evoluzione nelle modalità di sostegno, con l’obiettivo di far diventare le risorse dell’8xmille non più strutturali e ordinarie, ma sempre più straordinarie. In chiusura, ha infine presentato un nuovo modello di sostegno e comunicazione, attualmente in fase di sperimentazione, pensato proprio per avvicinare e coinvolgere maggiormente le persone.

8xmille / Diocesi Siracusa, Villa Mater Dei racconta l’accoglienza che diventa futuro

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Con la nuova campagna dell’8xmille alla Chiesa cattolica, on air dal 12 aprile, il racconto dell’impegno quotidiano della Chiesa accanto ai più fragili passa anche da Siracusa. Tra le esperienze protagoniste c’è Villa Mater Dei, centro di accoglienza straordinaria sulle alture di Belvedere, gestito dalla Fondazione Sant’Angela Merici.

In nove anni ha registrato 1.186 presenze e ha accompagnato centinaia di persone in percorsi di seconda accoglienza. Grazie ai fondi dell’8xmille è stato possibile, tra gli interventi, ristrutturare la mensa e rafforzare servizi educativi e sociali, trasformando la struttura in uno spazio di relazione e crescita. Un modello di accoglienza diffusa che, nel segno della dignità e della reciprocità, traduce la firma dei contribuenti in servizi concreti e in nuove opportunità di vita.

La struttura, nata nel 2017 su impulso dell’arcidiocesi di Siracusa, accoglie oggi 64 ospiti, in prevalenza migranti provenienti da Paesi africani, tra cui 22 bambini tra i 3 mesi e i 16 anni. Non si tratta solo di un luogo di prima accoglienza, ma di un percorso strutturato di integrazione, autonomia e inclusione sociale, che coinvolge famiglie, donne sole e persone in condizione di particolare vulnerabilità.

“Questa è la nostra scommessa più grande”, sottolinea il presidente della Fondazione, don Alfio Li Noce, evidenziando l’impegno educativo verso i minori e la costruzione di reti con il territorio.

La struttura opera in sinergia con prefettura, questura e Asp di Siracusa, che ha attivato un presidio sanitario interno con medico di base, pediatra e dermatologo. Villa Mater Dei è anche un presidio di welfare comunitario: vi lavorano 20 operatori, supportati da volontari, servizio civile e numerose realtà associative.

“Sovvenire in Radio” / Terza puntata: la pastorale dello sport e il valore educativo dell’attività sportiva

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Al centro della scorsa puntata di “Sovvenire in Radio – La Chiesa in servizio” (in replica giovedì alle 8.30) è stata la pastorale dello sport, sostenuta dai fondi dell’8xmille, e il valore educativo e sociale dell’attività sportiva nel contesto ecclesiale.

Nel corso dell’intervista, don Walter Onano, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dello sport, ha illustrato come l’impegno dell’ufficio si sviluppi attraverso una rete di relazioni con associazioni sportive, scuole e oratori, con l’obiettivo di mantenere un contatto costante con le realtà del territorio, soprattutto a favore dei giovani e della formazione scolastica.

Il sacerdote ha sottolineato come lo sport possa essere uno strumento di evangelizzazione e incontro, capace di trasmettere valori umani e spirituali. Ha richiamato l’impegno della Chiesa nel promuovere tornei e momenti di aggregazione, ricordando come “la missione sia portare il Vangelo anche nei campi di calcio”, e citando l’esperienza di una nazionale di sacerdoti attiva in iniziative sportive e solidali.

Tra i temi affrontati è emerso quello della pace, considerata da don Onano un valore centrale dello sport, insieme a correttezza, onestà e rispetto reciproco.

Ampio spazio è stato dedicato al Torneo della Pace, che coinvolge sacerdoti e realtà ecclesiali e che unisce all’aspetto sportivo una finalità benefica, con raccolte fondi per progetti di solidarietà. Sono stati citati anche tornei svolti a Milano e in altre diocesi, occasioni di incontro e fraternità tra comunità e sacerdoti di diverse provenienze.

Infine, è stata evidenziata la collaborazione tra pastorale giovanile, scolastica e sportiva per promuovere iniziative condivise capaci di coinvolgere giovani, parrocchie e scuole, favorendo l’integrazione tra sport, formazione e vita comunitaria.

8xmille / Monzio Compagnoni: “Non solo aiuto immediato, ma percorsi che restituiscono dignità e futuro”

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Una campagna che evolve e punta sulla consapevolezza. Dopo una prima fase dedicata al racconto della presenza della Chiesa nella vita quotidiana, la nuova comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica entra nel vivo con una chiamata esplicita alla firma. Al centro, storie concrete di accoglienza e rinascita e un messaggio chiaro: sostenere la Chiesa significa sostenere una rete capillare di prossimità spesso invisibile. Ne parla al Sir Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica in questa intervista di Filippo Passantino.

Qual è lo spirito della nuova campagna 8xmille?
Questa campagna nasce come evoluzione di un percorso iniziato con una prima fase dedicata all’immagine della Chiesa. In quel momento non chiedevamo nulla: volevamo semplicemente raccontare che la Chiesa è molto più di quanto si creda. Oggi facciamo un passo in più, con una call to action chiara sulla firma dell’8xmille. Diciamo che la Chiesa è carità, attenzione, ascolto, vicinanza: realtà concrete che possono essere sostenute proprio attraverso quella firma. È un invito a rendersi conto che l’8xmille sostiene un mondo fatto di fede, aiuto e presenza quotidiana.

Al centro ci sono sei storie di accoglienza e rinascita. Quanto è importante questo concetto?
È fondamentale. L’approccio della Chiesa cattolica e della Caritas non è quello di offrire solo un aiuto immediato e poi fermarsi, ma di accompagnare le persone in un percorso. L’obiettivo è aiutarle a ricostruire la propria vita, che si tratti di italiani o di stranieri. Siamo presenti nelle emergenze, nei contesti più difficili, anche nei Paesi più poveri, ma sempre con l’idea di offrire strumenti per una vita dignitosa. La parola “rinascita” descrive bene questo modo di operare: non assistenzialismo, ma accompagnamento e autonomia.

C’è anche un tema di percezione del ruolo della Chiesa nella società…
Sì, ed è un punto decisivo. Il ruolo sociale della Chiesa spesso non è percepito fino in fondo dalla maggior parte degli italiani. Eppure, è un ruolo sociale fondamentale. Senza questa presenza capillare sul territorio, ci sarebbero vuoti molto difficili da colmare. La campagna vuole anche rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto nella quotidianità.

Quali sono le principali novità sul piano del linguaggio e dei media?
La televisione resta centrale, ma abbiamo rafforzato in modo significativo la presenza sui canali digitali e social. Un contributo importante è arrivato anche dai giovani coinvolti nel progetto “Shine to share”: hanno visitato le opere nei loro territori e alcuni hanno partecipato direttamente alla realizzazione degli spot. Questo ha portato un linguaggio più fresco, più autentico, capace di parlare anche alle nuove generazioni.

A chi si rivolge la campagna?
L’obiettivo è raggiungere tutti gli italiani, ma con una segmentazione chiara. Ci sono i nostri interlocutori più vicini, già coinvolti nella vita delle diocesi, a cui ricordiamo l’importanza di rinnovare la fiducia. Poi c’è una fascia molto ampia di persone tra i 40 e i 50 anni, che condividono i nostri valori ma sono più distanti dalla pratica ecclesiale: per loro la campagna può rappresentare un’occasione di riavvicinamento. Infine, guardiamo anche a chi è molto lontano dalla Chiesa, ma può riconoscerne il valore, ad esempio nella tutela del patrimonio artistico o nel contributo sociale. Anche per loro l’8xmille può diventare una scelta significativa.