Category Archives: 8xmille

Diocesi di Nuoro / Su “L’Ortobene” focus dedicato all’8xmille

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Il settimanale diocesano “L’Ortobene” ha pubblicato sul foglio centrale del numero 25 del 6 luglio il rendiconto delle opere realizzate in Diocesi grazie ai fondi dell’8xmille: oltre ai numeri la descrizione degli interventi già conclusi e di quelli in programma, i professionisti e le imprese mobilitati oltre a una riflessione dell’economo diocesano.

Ogni anno la diocesi di Nuoro con i fondi dell’8xmille distribuiti dalla CEI riesce a mettere in movimento un motore che solamente nel 2024 ha fatto funzionare con 518.720 euro liturgia, centri pastorali, oratori, beni culturali, curia diocesana e manutenzione edilizia di culto; e con 492.100 euro il complesso delle opere caritative che rendono la vita meno gravosa a centinaia di poveri ed emarginati.

È un 8xmille che – a volte in sinergia finanziaria con Comuni, diocesi, parrocchie e in un caso anche con la Regione – tra l’anno scorso e il 2025 ha aperto 10 cantieri, soprattutto edili. La diocesi ha sostenuto direttamente tre progetti per una spesa di 215.000 euro.

Caritas di Mondovì / Progetti 8xmille che aiutano a trovare casa e lavoro, per ridare dignità alle persone “fragili”

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Sul settimanale diocesano del Fossanese, lafedeltà.it, il racconto di due progetti della Caritas diocesana di Mondovì per il 2025, finanziati in buona parte dai fondi 8xmille “Cei-Caritas Italiana”, che cercano rispettivamente di ovviare al disagio abitativo e di promuovere l’inserimento o il reinserimento nel lavoro come veicolo di dignità per le persone “fragili”.

Si legge, tra l’altro, come l’offerta abitativa sia insufficiente: si assiste alla penuria di alloggi pubblici disponibili ed emerge una scarsa propensione dei privati ad affittare a chi non fornisce le garanzie auspicabili (reddito, contratto di lavoro, affidabilità …).

Il termometro di tale povertà lo danno la quantità di alloggi sfitti (nella sola Mondovì il Comune li quantifica in 3.200) e l’impennata degli sfratti nel “privato”. Gli effetti emergono al Centro di ascolto diocesano Caritas: nel 2024 delle 734 persone/famiglie incontrate circa il 30% avevano un’emergenza abitativa:

  • perché, pur avendo lavoro, magari a tempo indeterminato, non trovano una locazione, soprattutto se si è giovani o stranieri, se si hanno figli;
  • perché, a causa della discontinuità nell’impiego, hanno necessità di aiuto per affitti, spese condominiali e utenze;
  • per uno sfratto già esecutivo o in itinere;
  • perché occupano case malsane o senza servizi (quali luce, riscaldamento, acqua potabile).

Dalle parrocchie arrivano segnalazioni analoghe.

Queste ragioni hanno motivato il progetto “Obiettivo Casa” della Caritas diocesana in collaborazione con la Città di Mondovì e il Consorzio per i Servizi Sociali, sostenuto da fondi CEI 8xmille 2025: mira ad aiutare chi soffre per il disagio abitativo a trovar casa.

I servizi offerti comprendono l’accoglienza abitativa per situazioni di emergenza, l’orientamento alle risorse del territorio, la consulenza sui contratti di locazione e di mutuo, la mediazione con le agenzie immobiliari e con i proprietari di case.

Il progetto, inoltre, aspira a tentare vie percorribili per fornire garanzie di affidabilità ai locatari in difficoltà, tali da indurre i proprietari a superare la diffidenza e ad affittare.

“Lavori in corso – Un ponte verso l’autonomia”

Prosegue inoltre l’impegno della Caritas diocesana – con l’Ufficio della Pastorale Sociale e del Lavoro, grazie a fondi CEI 8xmille, a risorse diocesane e a contributi del Comune di Mondovì e del Consorzio per i Servizi Socio-Assistenziali del Monregalese – nel supportare l’inserimento lavorativo di persone “fragili”, maggiormente esposte all’impoverimento per la difficoltà ad ottenere e a mantenere un’occupazione.

8xmille / Accoglienza migranti nel Salento: un progetto che unisce istituzioni e volontariato

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Nel cuore del Capo di Leuca, estremo lembo del Basso Salento, la Fondazione Parco Culturale Ecclesiale De Finibus Terrae rappresenta da anni un baluardo di umanità e accoglienza per i migranti in transito. Grazie alla sinergia con la Caritas diocesana di Ugento-Santa Maria di Leuca e all’impiego dei fondi 8xmille per la carità della Chiesa cattolica, ha preso forma un presidio che coniuga solidarietà e progettualità.

Fiore all’occhiello del progetto è lo sportello. Nessuno è straniero, attivo dal 2019, con la collaborazione dell’associazione Form.ami. Nato con l’obiettivo di fornire supporto concreto ai migranti, è oggi una realtà capace di offrire ascolto, orientamento e integrazione sul territorio, anche nei momenti più critici degli sbarchi, come quelli avvenuti negli anni scorsi nel porto di Santa Maria di Leuca.

Il principio ispiratore è semplice, ma rivoluzionario: la terra appartiene a tutti. È da questa convinzione che nasce un modello di inclusione replicabile e sostenibile.

Uno dei progetti più significativi portati avanti è Cose buone dal mondo, un’iniziativa di catering multietnico che fonde sapori, tradizioni e storie, con l’obiettivo di creare ponti tra migranti e comunità locali. Un modo originale e concreto per fare dell’integrazione una pratica quotidiana, capace di coinvolgere anche l’economia locale. A questa azione si affianca il lavoro formativo per la creazione di figure di interpreti madrelingua (bengalese, arabo, fula, cinese), indispensabili per garantire una comunicazione efficace e rispettosa delle culture di origine. L’intero impianto è alimentato dall’insegnamento del venerabile don Tonino Bello, promotore della “convivialità delle differenze”, e trova pieno sostegno nel pensiero del Vescovo Vito Angiuli, che vede nella vocazione mediterranea del territorio un ponte naturale verso la pace e l’accoglienza.

L’articolo completo di Luana Prontera su gente.it del 9 luglio.

8xmille sviluppo dei popoli / Foyer Universitaire Saint Paul: COE ETS investe nell’educazione in Congo

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Un piccolo centro formativo a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, si sta rivelando una vera e propria fucina di futuro. È il Foyer Universitaire Saint Paul, un progetto nato nel 2009 grazie all’Associazione Centro Orientamento Educativo ETS (COE ETS), che da oltre sessant’anni promuove cultura, dialogo e solidarietà tra Nord e Sud del mondo. In Congo, l’associazione è attiva da tempo, ma è con questo progetto che ha voluto lasciare un’impronta duratura e trasformativa.

A rendere possibile il progetto è un finanziamento quinquennale (2022-2026) della Conferenza Episcopale Italiana, pari a 578.597 euro, attraverso il fondo dell’8xmille. Fondamentali anche i contributi di Credito Artigiano, Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Fondazione Cariplo e della realtà partner locale CENASC.

Un’opportunità concreta per cambiare il destino dei giovani congolesi. L’articolo completo di Prashanth Cattaneo su gente.it pubblicato lo scorso 8 luglio.

8xmille / Con FOCSIV si coltiva la pace: agricoltura e futuro nella Piana di Ninive

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Su gente.it tutti i particolari di questo intervento della FOCSIV. Siamo nella Piana di Ninive, a nord-est di Mosul, là dove solo pochi anni fa imperversava la violenza del gruppo Stato islamico, oggi si coltiva pace. E lo si fa con le mani nella terra, nelle serre che producono fragole, cetrioli e cavoli: frutti di un lavoro quotidiano che restituisce dignità, reddito e speranza a decine di famiglie. Nel distretto di Hamdaniya, un territorio martoriato dai conflitti, si sta scrivendo una nuova pagina per l’Iraq. Lo raccontano le voci di chi abita queste terre: contadini, madri, giovani uomini e donne che hanno scelto di restare, o di tornare, per ricostruire. Nessun proclama ufficiale, ma un tessuto fatto di gesti semplici, faticosi, eppure fondamentali.

«Ogni germoglio è come un nuovo figlio», dice Noura, una giovane agricoltrice che ha sfidato i pregiudizi della sua comunità per lavorare nelle serre. È una dei 60 beneficiari del progetto Percorsi di pace e di dialogo fra le comunità del Kurdistan iracheno e in Iraq, promosso da Focsiv, la federazione delle ONG di ispirazione cristiana, in collaborazione con Celim e l’arcidiocesi siriaco-cattolica di Mosul. Il progetto è finanziato dall’8xmille alla Chiesa cattolica, risorsa chiave per realizzare iniziative concrete nei territori più fragili.

8xmille e sviluppo dei popoli / Progettare Speranza: appuntamento mensile su Avvenire

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Ogni primo sabato del mese, a partire dal 1° marzo, viene pubblicata una pagina mensile in sinergia tra Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e il quotidiano Avvenire, tema: Progettare Speranza.

Qui la pagina completa della prima uscita dedicata alla R.D. del Congo con un’intervista al dott. Denis Mukwege, premio Nobel per la Pace nel 2018 e un riepilogo dell’impegno della Chiesa e dei progetti realizzati grazie ai fondi CEI 8xmille. Invece qui tutte le uscite già pubblicate anche su sicsp.chiesacattolica.it.

Inoltre, ecco l’editoriale di don Gabriele Pipinato, responsabile del Servizio CEI che si occupa della gestione e distribuzione dei fondi 8xmille per lo sviluppo dei popoli.

STORIE DI VITA PONTI DI PACE
Anch’io vorrei ringraziare tutti gli italiani che, destinando l’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1991 a oggi hanno permesso di sostenere 18.600 progetti in 108 paesi per 2,6 miliardi di euro. Ci fa bene conoscere e raccontare le storie di vita, le opportunità di sviluppo, le ripartenze e imparare dalla solidarietà creativa delle persone più povere. Sono questi gli obiettivi di questa pagina periodica pensata e realizzata in sinergia tra il Servizio CEI per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e Avvenire. Mi permetto una testimonianza personale. Prima di venire nominato Responsabile del Servizio CEI, ho vissuto 20 anni come missionario in Africa. In Kenya, con i fondi dell’8xmille, abbiamo iniziato un progetto per persone con disabilità. Quell’impulso è stato un effettivo volano che ha messo in moto una assunzione di responsabilità comunitaria che è sempre più maturata e oggi continua ad aiutare centinaia di famiglie prive di ogni sostegno. Quindi conoscevo questo servizio reso possibile dalla generosità degli italiani, ma non potevo immaginare quante altre chiese sono state accompagnate nel far crescere semi di solidarietà che aiutano a vivere quella fraternità che nel vangelo è immagine del Regno.

Di questi semi è doveroso rendicontare i frutti, sia in termini di opere tangibili che di costruzione di comunità. Far vedere come quanto realizzato riesce ad essere fermento che anima, dando vita a processi che valorizzano le capacità di tutti e, in un’ottica di sussidiarietà, incoraggiano forme di sviluppo locale. Con al centro ogni persona e ogni comunità. Cerchiamo di tradurre la speranza in progetti concreti: attivare relazioni, fare rete, raggiungere e coinvolgere sempre più persone, riflettere e cercare insieme nuove strade. In altri termini promuovere una cultura dell’incontro e della carità e, là dove possibile, fare advocacy per superare ingiustizie e tutelare diritti. Infine, vogliamo far emergere la ricchezza del cammino fatto insieme. Ogni giorno, senza lasciarsi scoraggiare dall’immensità dei bisogni e senza clamore, si cerca di progettare speranza aggiungendo un tassello al grande mosaico di uno sviluppo veramente integrale. Alla cultura dello scarto si risponde con l’inclusione e la valorizzazione dei poveri, allo sfruttamento si contrappone la promozione umana. Nelle comunità locali del sud del mondo molti volontari, tantissime religiose e i preti missionari tessono relazioni, incrociano volti, scoprono talenti immensi e storie che arricchiscono e creano ponti con le nostre comunità, anche a nome di chi non può partire, ma rimane in prima linea soprattutto con il dono della preghiera. Così, insieme, continuiamo a progettare speranza.

8xmille in Tanzania / Donne, giovani e territorio: la sfida del progetto Kesho yetu pamoja

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Percorsi brevi di formazione agricola per migliaia di giovani e donne, con tecniche sostenibili, microirrigazione e supporto a nuove attività locali. Tutti i particolari in questo articolo pubblicato da gente.it, nel quale si legge come Kesho yetu pamoja, Il nostro futuro insieme non è solo il titolo di un progetto di cooperazione internazionale in Tanzania, ma piuttosto una frase in swahili che rappresenta bene lo spirito di collaborazione e la volontà di condurre un percorso di sviluppo insieme, un cammino iniziato nel 2024 e lungo tre anni, che vede accomunate realtà diverse radicate sul territorio tanzaniano come i partner del progetto, sostenuto con un contributo di € 529.749 dalla CEI attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica destinato a sostenere interventi importanti di solidarietà nei Paesi in via di sviluppo.

Il progetto in questione, che si snoderà principalmente tra il Distretto di Morogoro e quello di Mvomero, coinvolge in qualità di capofila, la ONG catanese COPE-Cooperazione Paesi Emergenti, attiva in Tanzania già dalla fine degli anni Ottanta (con interventi in ambito sanitario, agricolo, di tutela dell’infanzia e diritto all’istruzione); le Suore Collegine della Sacra Famiglia con le loro molteplici missioni che rappresentano un punto di riferimento per le comunità locali. Altro importante partner del progetto è la TEC, la Cei tanzaniana, che ha coinvolto nel progetto circa 60 persone delle diocesi e arcidiocesi tanzaniane e il Mahinya College Sustainable Agriculture (CRAS),struttura specializzata in formazione in ambito agricolo avviata dal COPE nel 2008 nel sud della Tanzania, regione di Ruvuma.

Primo step di attività è stato quello dell’organizzazione dei training per formatori che, a loro volta, formeranno, attraverso corsi di breve durata, giovani e donne vulnerabili per 3 anni (ogni anno 100 persone per ciascuna delle 34 diocesi, coinvolgendo circa 3.400 beneficiari all’anno) che apprenderanno pratiche sostenibili di agricoltura, irrigazione, allevamento e trasformazione dei prodotti agricoli, con moduli teorici e pratici sull’uso efficiente dell’acqua e la lavorazione degli alimenti.

8xmille / Diocesi Cuneo-Fossano, Alba e Saluzzo: “Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”

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Attraverso il contributo dell’8xmille, la Chiesa cattolica sostiene molteplici attività: promuove il valore della persona, aiuta le famiglie in difficoltà, anziani, persone fragili e vittime di dipendenze, accoglie migranti, donne vittime di violenza, bisognosi.

Il contributo 8xmille aiuta anche a realizzare progetti per la conservazione e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio storico artistico.

Ecco come…

Sviluppo dei popoli / Come l’8xmille a Lusaka può cambiare la vita di migliaia di ragazzi vulnerabili che vivono in strada

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Bambini e adolescenti dimenticati, costretti a sopravvivere in condizioni disumane, sperimentano per la prima volta i benefici dell’ascolto e dell’inclusione grazie ai volontari di Celim.

Tutti i particolari in questo articolo pubblicato su gente.it a firma di Davide Raffa.

Vivono nascosti nei canali fognari, nei rifugi di fortuna, nei margini più oscuri delle città. Sono i ragazzi di strada di Lusaka, capitale dello Zambia. Bambini e adolescenti dimenticati, costretti a sopravvivere in condizioni disumane, senza accesso all’acqua pulita, a cure mediche o a una rete di protezione. Esposti a violenze, abusi e malattie, molti di loro fuggono da contesti familiari segnati da povertà, maltrattamenti o dalla perdita dei genitori.

Per cercare di invertire questo destino, è nato «Promuovere l’inclusione sociale dei giovani più vulnerabili nell’Arcidiocesi di Lusaka», progetto promosso da CELIM con il sostegno dell’Unione europea e il contributo dei fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica italiana.

CEI / Disponibile il Rendiconto 2024 dell’8xmille

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Come stati utilizzati i fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica nel 2024? Lo spiega il Rendiconto disponibile online che “non si limita a registrare cifre e percentuali, ma racconta volti, storie, scelte di prossimità e speranza”. “Noi non abbandoniamo nessuno non è uno slogan, ma la sintesi di un’intenzione profonda che orienta il cammino della Chiesa in Italia”, sottolinea Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI. “Le persone – osserva – non sono numeri né strumenti di strategie, ma volti, storie, figli e figlie di Dio. A loro guarda, con amore preferenziale, la Chiesa: a chi soffre per la povertà, la guerra, l’ingiustizia, a chi è invisibile o scartato”.

In maniera organica – attraverso dati, testimonianze e graficiviene spiegato come le risorse sono state impiegate nei tre ambiti previsti dalla legge: culto e pastorale, interventi caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo e sostentamento dei sacerdoti.

“Pubblicare il Rendiconto non è solo adempiere a un obbligo di legge, ma è testimoniare una scelta: quella di una gestione vigilante, sobria, orientata al bene comune”, sottolinea il Segretario Generale ricordando che “ogni progetto viene valutato con rigore e attenzione, secondo criteri di efficacia, impatto, coinvolgimento delle comunità locali – specialmente dei più poveri –, sostenibilità economica e ambientale”. Ecco allora che “illustrare con chiarezza come sono stati impiegati i fondi ricevuti significa corrispondere a una fiducia ricevuta, ma soprattutto vuol dire affermare una visione di Chiesa che, anche attraverso la cura delle risorse, si fa più trasparente, maggiormente animata dalla comunione corresponsabile, più vicina”.

Concretamente, attraverso l’8xmille, si restituisce dignità a chi è ai margini, si sostiene chi opera nei territori e negli ambienti di vita e di lavoro, si incoraggia il cammino delle comunità cristiane anche oltre i confini nazionali”, afferma Mons. Baturi, evidenziando che “l’obiettivo –non è solo soccorrere, ma promuovere”. “È insufficiente una logica di mera assistenza; occorre – conclude – un’azione che generi protagonismo, responsabilità condivisa, sviluppo umano integrale”.