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Convegno di studi su La Chiesa al servizio della società / Genesi, sviluppo e attualità della L. 222/85 a quarant’anni dalla firma

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Si terrà a Piacenza, venerdì 9 maggio presso il Campus dell’Università Cattolica e sabato 10 maggio presso il Palazzo vescovile, un convegno di studi su La Chiesa al servizio della società. Genesi, sviluppo e attualità della legge n. 222 del 1985 a quarant’anni dalla firma (programma in allegato).

In collaborazione con:

  • FACOLTÀ DI ECONOMIA E GIURISPRUDENZA
  • LAUREA IN GIURISPRUDENZA DOPPIA LAUREA DIRITTO E ECONOMIA
  • DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Il 9 maggio si terranno tre sessioni.

La prima sessione verterà su L’inattesa rapida applicazione dell’art. 7 dell’Accordo di Villa Madama. Antonella Sciarrone Alibrandi introdurrà:

Gennaro Acquaviva (L’art.7 dell’Accordo di Villa Madama e la creazione della Commissione paritetica)

Francesco Margiotta Broglio (La Commissione paritetica e la genesi della legge n. 222 del 1985)

S.Em. il Cardinale, Giovanni Lajolo (Il contributo della Santa Sede)

Giorgio Feliciani (Il ruolo della Conferenza Episcopale Italiana)

Cesare Mirabelli (Verso un nuovo assetto delle fonti?).

Nella seconda sessione Michele Madonna sul tema L’attuazione della legge n. 222 del 1985 tra criticità e innovazione introdurrà:

Paolo Cavano (La disciplina degli enti e la lettura della dottrina ecclesiasticistica)

Manlio Miele (La disciplina degli enti e la lettura della dottrina canonistica)

Pietro Lo lacono (La disciplina degli enti e la giurisprudenza tra conflitti e innovazione)

Antonino Mantineo (L’impatto sulla politica ecclesiastica italiana).

La terza sessione sarà introdotta da Daniela Milani sul tema Dall’ente ecclesiastico all’ente religioso: gli sviluppi di un progetto e vedrà tra i relatori:

Carmela Ventrella (Le forme di riconoscimento degli enti ecclesiastici/religiosi: la difficile tenuta di un sistema)

Marco Allena (Enti ecclesiastici, enti religiosi e sistema tributario)

Antonio Fuccillo (Finalità ed attività di religione e di culto: l’art. 16 della legge n. 222 dall’innovazione alla possibile revisione)

Marco Parisi (Il Codice del Terzo Settore e la legge n. 222 del 1985: aspetti ecclesiasticistici)

Mario Ferrante (Il Codice del Terzo Settore e la legge n. 222 del 1985: aspetti canonistici).

Il 10 maggio si terrà la quarta sessione su Il finanziamento delle confessioni religiose, dalla legge 222 del 1985 al sistema delle Intese, introdurrà Geraldina Boni:

Carmela Elefante (La legge 222 del 1985 e il progetto di finanziamento per le confessioni religiose)

Luigi Lacroce (Il finanziamento per la Chiesa cattolica: utilizzo rendicontazione e criticità)

Massimo Monzio Compagnoni (I dati del finanziamento)

Anna Gianfreda (Il finanziamento delle confessioni con Intesa: utilizzo, rendicontazione e criticità)

Jlia Pasquali Cetrioli (L’OttoXMille: criticità e auspici su una disciplina semi-scientifica).

Trasmesso in streaming, QRCode nella locandina in allegato.

Uniti in Rete / Il tutorial per accedere ai corsi di formazione sul Sovvenire e la Comunicazione

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Nel video tutorial che segue sono illustrati tutti i passi per accedere al Portale Uniti in Rete e collegarsi alla sezione “Corsi”, dove sono stati pubblicati due titoli: Il Sovvenire e Comunicazione.

Ecco in sintesi pochi suggerimenti per conseguire le certificazioni finali:

  • affrontare un modulo alla volta (10-15 minuti per modulo);
  • scaricare i file di approfondimento e le risorse aggiuntive del modulo;
  • provare a fare il test di autovalutazione del modulo (non è vincolante per proseguire);
  • poi passare al modulo successivo, fino ai contenuti aggiuntivi di fine corso;
  • una volta completato un corso al 100%, affrontare il test finale per ottenere la certificazione;
  • cercare di portare a termine un corso entro 2-3 settimane… e poi passare al successivo.

Bastano veramente pochi minuti per familiarizzare con l’area corsi del Portale. Il suggerimento, anche per i più veterani, è quello di iniziare dal corso sul Sovvenire, in modo da poter comunque scaricare i materiali utili per organizzare incontri diocesani o parrocchiali.
Per coloro che avranno ottenuto entrambe le certificazioni dei corsi sul Sovvenire e la Comunicazione ci saranno nuove sorprese e nuove opportunità di formazione!

L’invito è dunque quello di iniziare e completare il percorso formativo. Chi lo ha già fatto ha lasciato questi commenti:

Bellissima iniziativa utile per la formazione e informazione. Corso ben strutturato e veloce apprendimento.

Ottimo corso sul Sovvenire, molto dettagliato e chiaro. Tutto molto bello.

Corso chiaro, con tanti spunti di riflessione, con molto materiale preciso, con una presentazione chiara ed efficace, che stimola a provare quanto ascoltato.

Il corso sul Sovvenire ottimo ed esauriente.

Bellissimo corso, completo e soprattutto chiaro, si fa capire alla grande!

Il corso sulla Comunicazione ha delle spiegazioni chiare e semplici da seguire.

L’impostazione è molto buona, chiara ed esaustiva pur nella sua sinteticità.

Corso sul Sovvenire esauriente e comprensibile anche per chi era digiuno della materia almeno in parte.

Il corso sulla Comunicazione è stato molto interessante e utile anche per altre questioni.

Il corso sulla Comunicazione molto interessante e formativo. Ricco di contenuti e strategie. Grazie!

Entrambi i corsi mi sono serviti per specificare meglio ed approfondire alcuni concetti. Molto chiare le videolezioni, molto bravo il giornalista che le tiene, molto utili gli approfondimenti e le slide con la trascrizione. Molto bene anche le Risorse. Purtroppo, non c’era la possibilità di scaricare le domande con le risposte, forse l’unico limite del corso. Grazie a chi lo ha pensato e realizzato, per me che cono stato appena nominato è stato utilissimo.

 

“Volti dei Vangeli”, il Papa racconta il pubblicano Zaccheo

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Il secondo episodio dei 18 che compongono “Volti dei Vangeli”, riproposti da Vatican News in questo tempo pasquale, è incentrato sulla figura di Zaccheo, capo dei pubblicani, corrotto e arricchito sulle spalle degli altri ma che ha l’audacia di salire su un albero per vedere Gesù. Lo sguardo del Maestro lo inonda di gioia e gli fa cambiare vita per sempre.

Sappiamo che Zaccheo promette di dare la metà di quello che possiede ai poveri e a chi ha rubato, restituirà quattro volte tanto.

Papa Francesco cita a tal proposito una regola d’oro che è questa: “quando la conversione arriva alle tasche, è sicura”.

Il programma, andato in onda in prima serata la domenica di Pasqua del 2022 su Rai Uno, è stato curato dal Dicastero per la Comunicazione in collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana, i Musei Vaticani e Rai Cultura. Nella serie Papa Francesco racconta alcuni degli incontri di Gesù. Gli autori del programma sono Andrea Tornielli e Lucio Brunelli, la regia e la fotografia sono state curate da Renato Cerisola, le musiche originali di Michelangelo Palmacci.

Movimento Rinascita Cristiana / Anche l’8xmille alla Chiesa cattolica realizza la speranza

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Il Movimento Rinascita Cristiana si ritrova a Gorizia per riflettere sulla “Speranza” in un luogo emblematico in cui il confine, in passato solo lacerazione, oggi può essere rinascita.

Per questo 2025 il Movimento Rinascita Cristiana ha proposto ai propri aderenti un’occasione rara di riflessione, nata dalla volontà di mettere insieme il tema giubilare della “Speranza” e l’evento unico ed emblematico di designazione a Capitale Europea della cultura di Nova Gorica–Gorizia.

Una sfida di rinascita, così viene letta questa designazione, e l’ascolto come strategia di convivenza e di superamento di un periodo buio di diritti del confinante sistematicamente negati, di risanamento di un confine con migliaia di giovani morti e di tragedie umane ancora vivide nella memoria personale, familiare e collettiva, le cui conseguenti tensioni, dolori, rabbia e risentimento sono rimasti per troppo tempo inascoltati.

Al convegno di tre giorni, dal 4 al 6 aprile 2025, dal titolo “Sul confine la Speranza” che si è tenuto presso il Seminario Arcivescovile di Gorizia sono giunti partecipanti pressoché da ogni regione d’Italia. Tanti i temi e le riflessioni proposte.

Il percorso di conoscenza ha avuto inizio grazie alla tavola rotonda coordinata dalla giornalista Selina Trevisan, settimanale diocesano la Voce Isontina, alla quale hanno dato un ricco contributo lo storico Alessandro Cattunar e il teologo, nonché direttore della Fondazione Basilica di Aquileia, Andrea Bellavite. È stata fondamentale una lunga e dettagliata ricostruzione della storia degli ultimi cento anni di questa terra, della cultura poliglotta e poli culturale preesistente alla Prima guerra mondiale, del concetto di “gorizianità” che in passato veniva prima dell’essere italiani o sloveni, perché tutti consapevoli dell’unicum che questa identità portava in sé. Poi la fine della prima guerra, il fascismo, gli aspri eventi della fine del secondo conflitto mondiale, il comunismo sul fronte opposto. Nel 1947 viene eretto quel muro che farà da modello a quello berlinese, che dividerà il centro storico dalla propria stazione e spaccherà in due la città e le sue relazioni.

Dal 2004 la Slovenia entra nell’Unione europea e poi nel 2007 aderisce all’area Schengen, il valico finalmente resta senza controlli. Il lavoro non è concluso, la cultura è e deve essere il fondamento della ricostruzione, come è emerso dalla tavola rotonda con Renata Kodilja (Università di Udine), Pavla Jark (Kulturni Dom Nova Gorica), Igor Komel (Kulturni Dom Gorizia) e Neva Makuc (ZRC SAZU Ist. Storico). Anche alla stampa è affidato questo compito e ne sono consapevoli i giornalisti Guido Baggi, Mauro Ungaro, Mirko Marinčič e Ivo Jevnikar, che rappresentano la stampa diocesana, la Rai in lingua slovena, il quotidiano della minoranza slovena.

Tutti gli interventi in certo modo riaffermano che la designazione a capitale europea della cultura è una occasione, una spinta alla rinascita del dialogo (oggi complicato da una conoscenza delle lingue non più condivisa) e della collaborazione. La Speranza, dunque, deve essere sostenuta e concretizzata con impegno.

Il convegno si è poi spostato sul territorio, con la visita della Basilica di Aquileia, del San Michele, di Nova Gorica ed infine della piazza Transalpina, per vedere la centralità di quel muro che per decenni ha spaccato la comunità.

La conclusione della tre giorni è stata affidata a Don Santi Grasso, che ci ha presentato il suo nuovo libro “Confini, patirli o scavalcarli?”, uscito proprio in occasione della designazione di Gorizia, e da biblista ci ricorda che con l’incarnazione Dio rompe il confine, non è più totalmente altro dall’uomo, perché l’universalità non è solo andare verso l’altro portando idee e convinzioni, ma avere il coraggio dello scambio: sul confine si vive davvero la fraternità.

Ha inoltre partecipato Don Enrico Garbuio con un intervento “Una Chiesa povera per i poveri”, affrontando il tema della generosità e della conversione personale, per promuovere una cultura di responsabilità anche economica in seno alla Chiesa cattolica (8xmille), poiché è anche grazie a questo contributo che occasioni come questo convegno sono realizzabili.

Maria Serena Asso
Movimento Rinascita Cristina

“Shine to Share” / Prorogate le date per partecipare all’iniziativa social destinata ai giovani messaggeri di speranza

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Sono state prorogate le date del progetto “Shine to Share”.

I video potranno essere inviati entro il 20 aprile e la loro valutazione avverrà entro il 5 maggio. Il 6 maggio verranno annunciati i 100 giovani selezionati.

Ricordiamo che l’iniziativa è rivolta a coloro che hanno tra i 18 e i 35 anni e frequentano la parrocchia, l’oratorio o fanno parte di un’associazione o movimento cattolico.

Per partecipare basta creare un video reel verticale (1 minuto al massimo) per raccontare la propria esperienza di fede, un momento di preghiera che ha toccato nel profondo, un gesto di solidarietà vissuto all’interno della comunità o qualsiasi altra esperienza concreta che abbia acceso una luce dentro.

Il progetto offre la possibilità di formazione gratuito per diventare Content Creator organizzato dalla Chiesa cattolica in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

In allegato il pieghevole con tutte le informazioni sull’iniziativa e il volantino.

Modena / Tutti sono chiamati ad essere protagonisti sul sostegno economico alla Chiesa

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Il sostegno economico della Chiesa cattolica non può essere solo una questione da addetti ai lavori ma sempre più deve coinvolgere tutte le comunità, diocesane e parrocchiali. Ecco perché è stato organizzato l’incontro formativo che si è tenuto sabato 15 marzo a Modena, nella Sala multimediale della Città dei ragazzi.

Sono stati invitati a partecipare sacerdoti e referenti impegnati nelle proprie comunità parrocchiali proprio nella promozione del “Sovvenire” (il verbo che ormai da quarant’anni identifica l’impegno per promuovere il sostegno economico alla Chiesa).

I lavori sono stati introdotti dal vicario generale, Giuliano Gazzetti, che ha poi ceduto la parola a Letizia Franchellucci, addetta al coordinamento e allo sviluppo dei progetti nel territorio del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

La Franchellucci ha ripercorso insieme ai presenti la storia di questi ultimi quarant’anni di vita ecclesiale, da quando cioè, in seguito alla firma della revisione del Concordato tra Stato e Chiesa (18 febbraio 1984), il sostegno economico della Chiesa è stato interamente affidato alla comunità, attraverso le firme per l’8xmille alla Chiesa cattolica e le offerte deducibili per i sacerdoti. Lo Stato, dunque, cessando di erogare la cosiddetta “congrua” ai sacerdoti diocesani, garantiva però che lo 0,8% del gettito Irpef fosse diviso tra tutte le confessioni religiose che avessero sottoscritto un accordo con lui, sulla base della percentuale di firme raccolte in sede di dichiarazione dei redditi.

Le offerte donate dai contribuenti per il sostentamento del clero, inoltre, potevano essere dedotte dal proprio reddito fino ad un massimo dei vecchi due milioni di lire (1.032,91 euro). Nel corso di questi quarant’anni, ha spiegato la Franchellucci, la percentuale dei firmatari per la Chiesa cattolica è scesa dal 90 a sotto la soglia del 70%, segno della necessità urgente che tutta la comunità cristiana prenda coscienza della propria corresponsabilità. Anche la quantità di offerte raccolte copre solo una minima parte (meno del 2%) del fabbisogno per il mantenimento degli oltre 32.000 sacerdoti delle nostre diocesi, mentre i proventi dell’8xmille garantiscono la fetta più grande.

Perciò il Servizio della CEI sta accompagnando parrocchie e diocesi in questo percorso di crescita nella partecipazione e nella corresponsabilità. Due sono i progetti concreti introdotti in migliaia di parrocchie, dalle Alpi alle Isole: “Uniti Possiamo”, per sensibilizzare alle offerte deducibili, e “unafirmaXunire”, per promuovere e raccogliere le firme per l’8xmille. Può sembrare strano ma in realtà sono moltissimi i cattolici che non si preoccupano di firmare per l’8xmille e quelli che pensano che lo “stipendio” dei sacerdoti arrivi direttamente dal Vaticano.

Ecco perché – ha sollecitato Letizia Franchellucci – il potenziale di crescita della promozione delle firme e delle offerte è così ampio e l’orizzonte di impegno di chi si prende a cuore il sostegno economico della Chiesa è immenso. Gli spunti conclusivi dell’incontro tenuto a Modena sono stati affidati a Silvio Pasquinelli, direttore dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, e a Bruno Chiarabaglio, diacono e incaricato diocesano del Sovvenire. Nello stile sinodale che tutta la Chiesa sta riscoprendo e valorizzando, è importantissimo che si cresca nella collaborazione tra ambiti e settori diversi, compreso quello della comunicazione. Anche per il sostegno economico, infatti, non ci sono alternative a questo percorso obbligato: tutti devono vivere una vera corresponsabilità e una partecipazione condivisa alle comuni esigenze.

Calabria / Sintesi finale dell’incontro formativo sul “Sovvenire” per seminaristi e giovani preti

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Un prete libero per una Chiesa povera è stato il tema dell’incontro di formazione promosso dalla Commissione Sovvenire della Conferenza episcopale calabra rivolto ai seminaristi del IV, V e VI anno e ai sacerdoti ordinati negli ultimi cinque anni, svoltosi il 7 e 8 marzo a Catanzaro.

Il convegno, aperto dai saluti di don Mario Spinocchio, rettore del Seminario San Pio X che ha ospitato i lavori, è nato dall’esigenza, come spiegato da Monsignor Stefano Rega, Vescovo Cec del Sovvenire, “di approfondire le tematiche relative al sostentamento del clero” e di come, poi, Sovvenire tende a rispondere “alle necessità della Chiesa”. Monsignor Rega ha quindi parlato della necessità di “uno stile di vita che susciti collaborazione nei fedeli per vivere il nostro ministero con credibilità”. Da qui la necessità di far comprendere ai giovani sacerdoti che questo sostegno è frutto di un meccanismo regolato dal Concordato tra la Chiesa in Italia e lo Stato. Possiamo dare perché riceviamo – ha concluso – e non dobbiamo avere paura o vergogna di chiedere perché non chiediamo per noi ma chiediamo per la Chiesa, per la comunità”. Ed in questo contesto, bisogna “avere uno sguardo nuovo e profetico” divenendo importante “il rispetto per quello che riceviamo che non è personale, ma è per il nostro ministero, la nostra missione, il nostro servizio” in quanto “la Chiesa ci sostiene e ci accompagna” in questo.

Di “corresponsabilità e trasparenza nella gestione delle comunità” ha invece parlato don Claudio Francesconi economo della CEI, secondo il quale “non si può chiedere corresponsabilità alle persone se non c’è trasparenza” invitando a “fare della gestione economica un atto di missione e comunione” e in quanto “luogo testimoniale non si può pensare che la gestione delle risorse non ci riguarda”. L’8xmille, per don Claudio, altro non è che “uno strumento di democrazia fiscale, come lo sono anche il 5xmille e il 2xmille”.

A fare una sorta di excursus del sistema di sostentamento al clero, di cui quest’anno ricorre il 40/mo della sua istituzione, è stato il direttore generale dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, Claudio Malizia, che ha approfondito il funzionamento del sistema di sostegno al clero, evidenziando come questo modello garantisca equità e stabilità ai sacerdoti nel loro ministero.

Presente all’incontro anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI, che ha spiegato quelle che sono le finalità del servizio SPSE, sollecitando tutti ad “educare le comunità al dono” non perdendo di vista “la trasparenza che deve essere qualitativa e quantitativa” e ad essere “coerenti con la testimonianza e i principi del Vangelo” perché “essere Chiesa cattolica vuol dire fare la differenza”.

Nel corso della seconda giornata, prima dei laboratori pastorali le cui finalità sono state spiegate da Letizia Franchellucci, addetta alla segreteria, amministrazione e sviluppo dei progetti sul territorio, ci sono stati i contributi video di Monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI; Monsignor Erio Castellucci, Vicepresidente della CEI; Monsignor Domenico Pompili, presidente della Commissione Episcopale Cultura e Comunicazioni Sociali.

Ad introdurre i video e avviare la riflessione con i seminaristi e i giovani sacerdoti, don Enrico Garbuio, Assistente Pastorale e Spirituale di Sovvenire, il quale ha ricordato ai presenti che si è “nel tempo della conversione, il cui luogo privilegiato è la vita, la quotidianità. Il denaro al servizio della comunità – ha concluso – è grazia, ma diventa sterco del diavolo nel momento in cui lo tengo solo per me”.

Monsignor Baturi, nel ripercorrere i 40 anni di storia del sistema di finanziamento della Chiesa cattolica, ha sollecitato una “partecipazione attiva” per “poter condividere fino in fondo questi valori e farsi parte diligente affinché vengano compresi da chi, con atti semplici, può aiutare la Chiesa a realizzare la propria missione in Italia e nei Paesi che guardano a noi con fiducia”, non perdendo di vista i valori che devono diventare “motivo di riflessione e di educazione per i seminaristi, il clero e tutto il popolo cristiano, perché questo è un modo concreto in cui la comunità può farsi corresponsabile della missione della Chiesa, affinché si possa continuare a fare del bene a tanti”.

Dal canto suo, Monsignor Castellucci partendo dall’ auspicio di papa Francesco a pochi giorni dalla sua elezione “Come vorrei una Chiesa povera per i poveri“, ha rimarcato che “il sostentamento del clero non deve essere un privilegio, ma uno strumento per la missione evangelica che si realizza nella sobrietà, nella condivisione e nel riscatto”. Là dove “povertà” non deve necessariamente significare “rinunce clamorose, ma utilizzare i beni per chi ha bisogno. Il Papa ci chiede di essere pellegrini di speranza. Abbiamo il dovere di gestire i beni con responsabilità, senza sprechi, perché il clero possa dedicarsi pienamente alla missione senza preoccupazioni materiali indebite. Se non lo facciamo, le nostre parole saranno dette al vento. Dobbiamo essere fedeli al Vangelo, che ci chiede di essere una Chiesa povera per i poveri”.

L’importanza della comunicazione per Sovvenire è stata sottolineata da Monsignor Pompili, che ha fatto notare che non si tratta di “pubblicità ma di testimonianza. Lo stile adottato negli spot dell’8xmille – ha aggiunto – ha il sapore del reportage, mostrando concretamente il bene che viene fatto. È essenziale che la Chiesa comunichi in modo chiaro e trasparente il senso di questo sistema, facendo comprendere che l’8xmille non è un privilegio, ma un’opportunità per sostenere la missione della Chiesa a servizio di tutti”. Per Monsignor Pompili, infine, “la strategia del Sovvenire ha cinque obiettivi: farsi capire, affrontare la crisi, il paradosso come nuova forma di alleanza, includere attraverso la comunicazione e, da ultimo ma non per importanza, avvalersi delle possibilità del nuovo contesto che oggi definiremmo post-mediale”. Su tutto “linguaggi comprensibili a tutti”.

A conclusione della due giorni a Catanzaro, don Garbuio ha ricordato ai presenti come “il Vangelo di Gesù elimini ogni separazione tra sacro e profano, rendendo “piena di grazia” qualsiasi realtà. Nella fede nulla è di poco conto e nulla è perduto: denaro, ordine, pulizia, buona amministrazione dei beni, inventario sono parole che entrano di diritto non solo nella Regola di Benedetto, ma anche nel vocabolario di una santità sana e credibile, buona per il monastero di Montecassino così come per ogni spiritualità autentica che deve animare le nostre comunità cristiane”.

Saveria Maria Gigliotti

Chiesa cattolica / “Shine to Share”, un contest per 100 futuri content creator

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Un progetto per diventare content creator della Chiesa cattolica: ecco “Shine to share”. I giovani, tra i 18 e i 35 anni, potranno così imparare a realizzare contenuti video per i social network e lanciare un messaggio di speranza e di fede nel mondo digitale. L’iniziativa è promossa dalla Chiesa cattolica, attraverso il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile e il Servizio per la promozione del sostegno economico della CEI, con la direzione didattica dell’Università Cattolica.

Per partecipare basta raccontare con un video un evento o un’esperienza significativa vissuta in oratorio, in parrocchia, con gli scout o in un’associazione cattolica, che testimoni la propria esperienza di fede, di vita di comunità cristiana e lo spirito di servizio che la anima. Il video, della durata di 40/60 secondi, deve essere caricato sul sito www.shinetoshare.chiesacattolica.it a partire dal 17 marzo e fino al 6 aprile. Tra le caratteristiche che deve presentare, la coerenza e profondità del messaggio, la qualità e chiarezza espositiva, la creatività e capacità di raccontare storie originali e coinvolgenti. Entro il 27 aprile 2025 una giuria di qualità, composta da esperti del mondo della comunicazione, selezionerà 100 video finalisti e i loro giovani autori saranno invitati a partecipare a un corso online di 36 ore per diventare Content creator, con focus sullo storytelling, il marketing digitale, il video editing e l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Il corso organizzato dall’Università Cattolica di Milano sarà totalmente gratuito.

“Il bene va raccontato, bene”, dichiara don Riccardo Pincerato responsabile della Pastorale Giovanile, “e #ShinetoShare è la possibilità per avere strumenti e occhi per raccontare il bello e il bene della Chiesa attraverso gli occhi e la voce dei giovani che ci possono sorprendere con le loro visioni e le loro narrazioni”. “Gesù si è identificato talmente tanto con noi che ci chiama con il suo nome, ci chiama luce” – “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14), ricorda Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa “#ShinetoShare ci ribadisce che non solo abbiamo questa luce ma siamo chiamati a diffonderla anche nei social a chi non conosce ancora la gioia della vita nuova in Gesù”.

Al termine del corso online di 36 ore, dal 23 al 26 giugno 2025, i cento giovani selezionati parteciperanno a un workshop in presenza di 4 giorni presso il Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi Religiosi a Seveso. Avranno così la possibilità di apprendere regole e strumenti per una comunicazione social in linea con i valori e la missione della Chiesa cattolica. Tutti i costi (laboratorio, vitto, alloggio e viaggio) saranno a carico della CEI. Inoltre, il 30 e 31 luglio i cento giovani si trasferiranno a Roma per partecipare ad alcuni eventi durante il Giubileo dei giovani. Per l’occasione, potranno mettere in pratica quello che hanno appreso realizzando contenuti coinvolgenti, in video reel, per raccontare l’esperienza e le emozioni vissute durante il Giubileo. I video verranno condivisi sui propri account social e caricati sulla piattaforma dedicata dal 1° agosto 2025 al 31 agosto 2025, utilizzando l’hashtag #ShinetoShare. Entro il 30 settembre 2025 una giuria composta da esperti di comunicazione della CEI selezionerà i 20 giovani (uno per ogni Regione d’Italia) che avranno realizzato i video più creativi, di qualità e in linea con i valori della Chiesa cattolica e proporrà loro di diventare Ambassador per realizzare e pubblicare contenuti sui profili social della CEI (Instragram, Facebook, X, TikTok). “Non si tratta semplicemente di un evento mediatico o promozionale, ma di un vero e proprio itinerario pastorale, durante il quale i ragazzi saranno formati, guidati e chiamati a testimoniare la propria fede, cultura e identità cristiana nello spazio digitale”, spiegano i promotori.

Regolamento in allegato.

(Filippo Passantino per il Sir)

Giornate di formazione e spiritualità / Comunione, solidarietà e speranza nella Chiesa e nella società. Intervista a padre Franco Annichiarico sj

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Dal 20 al 23 febbraio 85 incaricati e collaboratori diocesani del Sovvenire, provenienti da diverse regioni d’Italia, hanno preso parte, insieme a Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e ai membri dell’Ufficio nazionale (qui una sua dichiarazione al Sir), Letizia Franchellucci e don Enrico Garbuio, alla prima edizione delle Giornate nazionali di formazione e spiritualità promosse dal Servizio Promozione della CEI.

L’incontro, ospitato nel monastero San Giuseppe di Assisi, ha avuto come filo conduttore il tema “Collaboratori della vostra gioia” (2Cor 1,24). Comunione e condivisione nel Nuovo Testamento per ripensare l’oggi. La guida spirituale è stata curata dal gesuita padre Franco Annicchiarico intervistato da Simone Incicco, incaricato e direttore del settimanale diocesano di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, L’Ancora.

Padre Franco, come è nata la sua vocazione?
La mia vocazione è nata in modo semplice, attraverso l’esperienza in parrocchia e poi nel Centro giovanile dei Gesuiti a Grottaglie, mio paese d’origine, in provincia di Taranto. Incontrando i Gesuiti, ho sentito un’attrazione profonda per il loro stile di vita, per la loro testimonianza. In particolare, mi ha colpito la loro capacità di annunciare la Parola e di ascoltare le persone. La predicazione e l’accompagnamento spirituale sono due pilastri della vita gesuita, soprattutto attraverso gli esercizi spirituali. In questo ho trovato una sintonia con ciò che sentivo dentro di me.

Nel suo libro autobiografico Spera, papa Francesco sottolinea il valore della vita comunitaria dei Gesuiti. Come possiamo trasformare la solitudine, la solitarietà, che affligge a volte le comunità, in solidarietà?
La vita religiosa ha una dimensione comunitaria che, purtroppo, a volte può venire meno anche tra i Gesuiti. Credo che la sfida sia riscoprire che la vita cristiana, in tutte le sue forme – laicale, presbiterale o religiosa – è sempre una vita in fraternità. Anche un eremita cristiano, pur nella solitudine, prega per il mondo e si sente parte della comunità. Seguire Cristo significa essere in relazione, ricevere in dono fratelli e sorelle con cui camminare. Questo ci aiuta a superare l’individualismo e a vivere nella condivisione. I beni – materiali e spirituali – non sono mai solo per noi stessi, ma devono diventare dono per gli altri. Lo vediamo anche negli Atti degli Apostoli: “Nessuno tra loro era bisognoso” (At 4,34). Questo è il cuore della solidarietà cristiana.

Durante le giornate ad Assisi ha parlato dell’“arte di vivere”. Come possiamo impararla?
Innanzitutto, riscoprendo la bellezza della vita umana e cristiana. L’arte di vivere nasce da uno sguardo capace di cogliere la bellezza nel quotidiano, come faceva Gesù. Egli si meravigliava dei gigli del campo, osservava sua madre impastare il pane e trasformava queste immagini in parabole sul Regno dei Cieli. Imparare quest’arte significa vivere con consapevolezza e gratitudine, guardando le cose con gli occhi di Dio. È necessario uscire dalla frenesia quotidiana, ritagliarsi uno spazio per il silenzio e il riposo. Il comandamento del sabato ci ricorda l’importanza di fermarsi per ritrovare noi stessi e la nostra relazione con Dio.

Come essere portatori di speranza in un mondo che ne sembra privo?
La speranza cristiana è reale, fondata su Cristo e le sue promesse. Abramo sperò contro ogni speranza perché si affidò a Dio. Anche noi oggi viviamo tempi difficili, dove tutto sembra alimentare la paura e lo scoraggiamento. Eppure, la nostra speranza è Cristo, il Risorto, colui che ha vinto la morte. Ricordo una frase del patriarca Pizzaballa: “Guardando la realtà, non vedo speranza. Ma la mia speranza è Cristo”. Questa è la nostra certezza. Non possiamo farci illusioni sulle situazioni del mondo, ma possiamo continuare a sperare perché sappiamo in chi abbiamo riposto la nostra fiducia.

Uno degli aspetti del Giubileo della Speranza è la restituzione: beni, debiti, giustizia. Come possiamo tornare ad annunciarla con forza?
Testimoniandola. Se vogliamo che il mondo ascolti il nostro messaggio, dobbiamo viverlo prima di tutto nelle nostre comunità. Se la Chiesa e i cristiani praticano una reale condivisione dei beni, allora diventano credibili nel chiedere ai governanti di fare altrettanto. Ci sono già realtà che incarnano questo spirito: comunità di famiglie che scelgono di condividere i beni, come Villa Pizzone a Milano, la comunità di Balicanti a Canelli o la comunità Maranatà a Bologna. In questi contesti, anche gli stipendi vengono messi in comune e ogni famiglia attinge in base alle necessità. Non è un modello per tutti, ma un segno che vivere diversamente è possibile.

Papa Francesco ha definito il denaro “lo sterco del diavolo”, riprendendo un’espressione della tradizione cristiana. Nel Vangelo, però, i beni materiali sono visti anche come dono di Dio, da amministrare con responsabilità. Come possono gli incaricati e i collaboratori diocesani del Sovvenire promuovere un uso evangelico delle risorse economiche, a sostegno della missione della Chiesa?
Nella Bibbia, i beni sono un dono di Dio, destinati alla vita dell’uomo. Diventano “sterco del diavolo” quando separano invece di unire, quando alimentano l’egoismo anziché la comunione. Il problema non è il denaro in sé, ma l’uso che ne facciamo: se lo trasformiamo in uno strumento di divisione, se lo mettiamo al centro anziché al servizio del bene comune. Ecco perché il servizio del Sovvenire è fondamentale: non è solo una questione amministrativa, ma una chiamata evangelica. Ricorda a ogni cristiano che la gestione dei beni e del denaro è parte integrante della sua fede. E questo può disturbare, perché tocca un aspetto molto concreto della vita. Gli incaricati e i collaboratori diocesani hanno quindi un ruolo chiave: devono aiutare le comunità parrocchiali a riscoprire il valore della condivisione e della responsabilità, educando a un’economia della fraternità. Non si tratta semplicemente di promuovere una firma o un’offerta, ma di favorire una conversione del cuore.

Un esercizio spirituale che tutti dovremmo fare è chiederci: “Signore, come vuoi che io utilizzi i beni che mi hai donato?” Anche nella morte possiamo testimoniare il Vangelo, destinando ciò che abbiamo non solo ai familiari, ma anche a chi è nel bisogno. Perché ciò che possediamo non ci appartiene veramente: è un dono da restituire, con gratitudine e giustizia.

La Chiesa è spesso vista solo attraverso gli scandali, mentre si racconta poco della “foresta che cresce” nel silenzio. Come uscire da questa dinamica?
Dobbiamo raccontare storie di vite trasformate dal Vangelo, testimoni credibili che mostrino la bellezza dell’umano realizzato in Dio. Non basta fare opere di carità: dobbiamo saper narrare il senso profondo di ciò che facciamo. Il rischio è altrimenti che la Chiesa venga percepita solo come un dispensatore di servizi, quando invece è molto di più: è una famiglia che genera vita.

Un ultimo pensiero?
Sono profondamente grato per questi giorni trascorsi insieme agli incaricati e collaboratori diocesani del Sovvenire. Ho visto persone vive, che servono la Chiesa con passione e si lasciano toccare dalla Parola di Dio. Questa esperienza ci ha ricordato che prima di ogni organizzazione e strategia, c’è il bisogno di mettersi in ascolto di Dio. Solo così possiamo essere autentici testimoni di speranza.

La formazione degli incaricati e dei collaboratori diocesani si è conclusa domenica 23 febbraio con la Messa delle 11.30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, presieduta dall’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis.

Prossimi appuntamenti
Le prossime Giornate nazionali di formazione e spiritualità si terranno dal 17 al 20 marzo nel Centro di spiritualità Maria Candida di Armeno (Novara) e dal 24 al 27 aprile nell’Oasi Santi Martiri Idruntini di Santa Cesarea Terme (Otranto).

Giornate nazionali di formazione e spiritualità / aperte le iscrizioni

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Il Servizio Promozione della CEI propone 3 diverse date e 3 diverse località (Centro, Nord, Sud) per partecipare alle Giornate nazionali di formazione e spiritualità:

  • Assisi (Perugia), 20-23 febbraio
  • Armeno (Novara), 17-20 marzo
  • Santa Cesarea Terme (Otranto), 24-27 aprile

L’esperienza prevede due momenti di meditazione al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, e offre l’occasione di colloqui personali con il predicatore (p. Franco Annicchiarico SJ).
Per vivere le giornate in un clima di raccoglimento più intenso, il silenzio sarà osservato dalla prima meditazione alla Celebrazione Eucaristica (pranzo compreso).

In allegato:

  • la presentazione dell’incontro ONLINE del 12 dicembre u.s. dove sono state presentate le “novità”;
  • i tre programmi “diversi” e il link per potersi iscrivere ad UNA delle tre Giornate nazionali di spiritualità.

Trattandosi della prima edizione e avendo aperto le iscrizioni anche ai collaboratori diocesani del Sovvenire e ai coniugi e/o accompagnatori, si invitano tutti gli incaricati e collaboratori ad iscriversi il prima possibile oppure comunicare a Letizia Franchellucci l’impossibilità a partecipare.

Importante: una volta scelta la data e il luogo (Assisi, Armeno oppure Santa Cesarea Terme) iscriversi ESCLUSIVAMENTE ad un unico link, quello indicato nel programma destinato alla località e data prescelta e che riportiamo anche in basso. 

Assisi, 20-23 febbraio – Monastero San Giuseppe – LINK per iscriversi https://iniziative.chiesacattolica.it/EventiCEI/page.jsp?action=landing&eventid=CEI-APPUNTAMENTO-23067

Le iscrizioni sono aperte fino al 17 gennaio 2025.

Armeno, 17-20 marzo – Centro di Spiritualità Maria Candida – LINK per iscriversi https://iniziative.chiesacattolica.it/EventiCEI/page.jsp?action=landing&eventid=CEI-APPUNTAMENTO-23165

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 gennaio 2025.

Santa Cesarea Terme, 24-27 aprile – Oasi Santi Martiri Idruntini – LINK per iscriversi https://iniziative.chiesacattolica.it/EventiCEI/page.jsp?action=landing&eventid=CEI-APPUNTAMENTO-23166

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 gennaio 2025.

Si prega di iscrivere, nel programma della gestione delle iniziative, anche l’accompagnatore. La camera doppia/matrimoniale si può prenotare solo se accompagnati.

COSTI PER LA PARTECIPAZIONE
Le quote non sono frazionabili, né rimborsabili. Per Incaricati/e e Collaboratori/trici Diocesani/e del Sovvenire – 50 €
Per le giornate non è prevista alcuna spesa di vitto e alloggio. Sono a carico del partecipante o della Diocesi la quota di iscrizione di 50 € e le spese di viaggio.

Per il coniuge o l’accompagnatore – 200 €
Le giornate sono a carico del partecipante (viaggio, vitto e alloggio). Il costo di 200 €, da versare SOLO per il coniuge o l’accompagnatore, comprende:
-la quota di iscrizione;
-pernottamento in camera doppia/matrimoniale;
-la pensione completa (dal pranzo del 17 al pranzo del 20 marzo).