Category Archives: Newsletter In Cerchio

Uniti nel Dono / Un centro medico per chi non può permettersi le cure

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Nella diocesi di Vallo della Lucania, nei locali del seminario appositamente ristrutturati, è stato recentemente inaugurato un centro medico solidale: ascolto e attenzione per tutti, perché nessuno deve rimanere senza cure. Motore dell’iniziativa, voluta dal Vescovo Mons. Vincenzo Calvosa, la Caritas guidata da don Adinolfi e don Sette e la generosità di medici e infermieri che si ispirano a san Giuseppe Moscati.

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Sicilia / “Sostenere la Chiesa è responsabilità di tutti”: ad Acireale il convegno sul Sovvenire

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Si è svolto sabato 7 marzo, nella sala convegni dell’Aias di Acireale, l’incontro di approfondimento “Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti”, dedicato al tema del sostegno economico alla Chiesa cattolica e alla corresponsabilità dei fedeli nella vita delle comunità. L’iniziativa è stata promossa dal Serra Club InternationalDistretto 77 Sicilia e Calabria, in collaborazione con il Servizio per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Conferenza episcopale italiana e della Conferenza episcopale siciliana.

Ad aprire i lavori sono stati Mons. Raffaele De Angelis, Vescovo di Piana degli Albanesi e delegato Cesi per il Sovvenire, e Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento e Vescovo delegato uscente.

(Mons. Raffaele De Angelis)

Sovvenire alle necessità della Chiesa – ha sottolineato Mons. De Angelisnon è soltanto un aspetto economico, ma un gesto di fede e di corresponsabilità ecclesiale che nasce dalla comunione e sostiene la missione della Chiesa”.

Tra gli interventi, Mariuccia Lo Presti, presidente nazionale del Serra Club, ha richiamato l’esperienza della prima comunità cristiana descritta negli Atti degli Apostoli, mentre don Enrico Garbuio, collaboratore CEI del Sovvenire, ha approfondito il tema del convegno sulla dimensione spirituale e comunitaria della fede.

Nel suo intervento Massimo Monzio Compagnoni, responsabile CEI del Sovvenire, ha illustrato i dati relativi del sistema dell’8xmille, evidenziando come “questo strumento abbia permesso alla Chiesa in Italia di sostenere concretamente la carità, le attività pastorali, il patrimonio culturale e il servizio dei sacerdoti, grazie alla fiducia dei cittadini”.

(Massimo Monzio Compagnoni)
A presentare le attività 8xmille promosse sul territorio siciliano è stato don Arturo Grasso, direttore regionale dell’Ufficio Cultura e comunicazioni sociali della Cesi. Il convegno è stato moderato da Roberto Tristano, governatore del Distretto Sicilia e Calabria del Serra, che ha ricordato: “Il nostro impegno come laici è promuovere la cultura cattolica, sostenere le vocazioni e favorire una maggiore consapevolezza della corresponsabilità nella vita della Chiesa”.

(Roberto Tristano)

Durante l’incontro è intervenuta anche Letizia Franchellucci, incaricata CEI del coordinamento della rete territoriale nazionale, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra diocesi e comunità locali.

Le conclusioni sono state affidate al Vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana, che ha messo in evidenza il valore della comunione e della corresponsabilità ecclesiale.

Acireale / Il 7 marzo un convegno su “Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti”

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Si terrà ad Acireale un incontro sul sostegno alla Chiesa cattolica: vescovi e relatori a confronto sul “Sovvenire”. L’evento sarà, infatti, dedicato al tema “Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti” e riunirà autorevoli figure, ecclesiali e laiche, per riflettere sull’impegno concreto nella promozione del sostegno economico alla Chiesa.

Dettagli dell’Incontro

Il convegno si terrà sabato 7 marzo 2026, dalle ore 9.30, la Sala Convegni AIAS in Via Lazzaretto n. 65 ad Acireale (CT). L’apertura sarà affidata a S.E.R. Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento, e a S.E.R. Mons. Raffaele De Angelis, Vescovo di Piana degli Albanesi e delegato CESi per il “Sovvenire”.

Programma degli Interventi

Seguiranno relazioni sulle seguenti tematiche:

  • “Nessuno era bisognoso”: uno sguardo biblico alle origini della comunità cristiana (At 4,32-37), a cura della Prof.ssa Mariuccia Lo Presti, Presidente Nazionale Serra International Italia.
  • “Sovvenire alle necessità della Chiesa: un precetto”, con don Enrico Garbuio, collaboratore del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI.
  • “Chiamati a essere protagonisti”, intervento del dott. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI.

Spazio anche alle testimonianze territoriali curate da don Arturo Grasso, direttore regionale Ufficio cultura e comunicazioni sociali della CESi, e al progetto “Uniti possiamo: il cuore pulsante della raccolta sei tu”, con Letizia Franchellucci, incaricata del coordinamento rete territoriale del Servizio Promozione della CEI.

Le conclusioni saranno tratte da Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente CESi.

Modererà Roberto Tristano, Governatore Distretto Serra 77 Sicilia e Calabria.

Il convegno si propone di attuare processi divulgativi sul sostegno economico alla Chiesa cattolica, tema che ha segnato un significativo punto di svolta a seguito della revisione del Concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica nel 1984. Superati i finanziamenti diretti dello Stato per le congrue e gli edifici di culto, a partire dal 1989 sono entrate in vigore due nuove forme di sostegno economico alla Chiesa cattolica. Pur rimanendo valide e insostituibili le libere donazioni dei fedeli, questi nuovi strumenti di derivazione concordataria si sono aggiunti con attuazione rivolta, però, in via diretta ai cittadini: le Offerte per il sostentamento del clero, deducibili dal proprio reddito complessivo ai fini del calcolo dell’Irpef, e la scelta sulla destinazione dell’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef. L’incontro sarà incentrato, dunque, sulla corretta informazione relativa a queste due fonti di sostegno economico alla Chiesa e sull’importanza di partecipare corresponsabilmente al reperimento delle risorse economiche affinché essa possa continuare la sua missione di annuncio e di carità.

Podcast Avvenire di Calabria / Mons. Baturi: “presenza dei sacerdoti decisiva per la tenuta della società”

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“La presenza dei sacerdoti nelle periferie è anzitutto obbedienza al mandato di Cristo ed è decisiva per la tenuta della società”. Lo afferma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo al podcast Good Morning Calabria di Avvenire di Calabria.

Le periferie, ricorda, non sono solo geografiche ma anche esistenziali. “Il sacerdote è lì dove la vita si radica, dove nascono e crescono i figli, dove si intrecciano relazioni sociali. Significa far sì che la vita si svolga secondo un orizzonte di speranza e un principio di amore”.

In questo orizzonte, il ministero presbiterale assume un valore che va oltre l’ambito strettamente ecclesiale, incidendo sul tessuto sociale e culturale del Paese. Da qui l’importanza della corresponsabilità delle comunità cristiane nel sostegno ai sacerdoti, frutto della riforma del 1985 che ha affidato alle comunità il compito di sentirsi parte di un’unica famiglia.

Mons. Baturi sottolinea anche il valore dell’8xmille alla Chiesa cattolica, strumento che consente non solo il sostentamento del clero e le attività di culto e pastorale, ma anche la realizzazione di opere di carità e solidarietà in Italia e nei Paesi più poveri. “È un’opera grande di solidarietà e partecipazione”, conclude, richiamando la responsabilità condivisa di custodire una presenza capillare che costruisce legami e apre orizzonti di speranza.

Giornate Nazionali di spiritualità / Dal 23 al 26 febbraio ad Abano Terme. Iscriviti ora!

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L’essere umano di fronte a Dio sarà il tema dell’edizione 2026 delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità riservate a Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire. Si terranno dal 23 febbraio al 26 febbraio ad Abano Terme (in allegato il programma).

Anche quest’anno il predicatore sarà p. Franco Annicchiarico SJ con il quale si intraprenderà un percorso meditativo su alcuni passi dei primi capitoli della Genesi 1-11: testi sapienziali che accompagneranno i partecipanti a vivere in preghiera alcune dimensioni fondamentali della propria esistenza.

Attraverso queste pagine bibliche si cercherà di riconoscere come Dio illumina le nostre relazioni:

  • con Lui, sorgente della vita;
  • con gli altri, nella bellezza e nella fatica della fraternità;
  • con i beni della terra, tra chiamata alla condivisione e tentazione del possesso;
  • con la vita e con la morte, nel loro mistero;
  • con tutta la creazione, affidata alla nostra custodia.

Saranno giornate nelle quali la Parola aiuterà ognuno a rileggere la propria esperienza quotidiana, conducendolo alla radice del suo essere e del suo vivere insieme agli altri.
L’esperienza prevede due momenti di meditazione al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, e offre l’occasione di colloqui personali con il predicatore.
Per favorire un clima di raccoglimento più intenso, dopo le due meditazioni quotidiane sarà osservato il silenzio, che si sospenderà durante i pasti.

LINK per iscriversi
https://iniziative.chiesacattolica.it/gnspiritualitasovvenire2026

Le iscrizioni sono ancora aperte.

 COSTI PER LA PARTECIPAZIONE

Le quote non sono frazionabili, rimborsabili.

  • Per Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire ‐ 50 €

Per le giornate non è prevista alcuna spesa di vitto e alloggio. Sono a carico del partecipante o della Diocesi la quota di iscrizione di 50 € e le spese di viaggio.

  • Per il coniuge o l’accompagnatore ‐ 200 €

Le giornate sono a carico del partecipante (viaggio, vitto e alloggio). Il costo di 200 €, da versare SOLO per il coniuge o l’accompagnatore, comprende:

  • la quota di iscrizione (di 50 €);
  • pernottamento in camera doppia;
  • la pensione completa (dal pranzo del 23 al pranzo del 26 febbraio).

Si prega di iscrivere, nel programma della gestione delle iniziative, anche l’accompagnatore. La camera doppia si può prenotare solo se accompagnati.

 IBAN

Le quote, di iscrizione e/o di partecipazione, possono essere versate:
conto intestato – Conferenza Episcopale Italiana
IBAN – IT17U0503411750000000165900

Descrizione: 23942 ‐ GN Spiritualità del Sovvenire 2026

 DOVE SIAMO

Terme Salesiani

  1. Camping e Hotel Terme “Mamma Margherita”- Via Monteortone, 63 – 35037 Teolo (PD) – https://www.termesalesiani.it/mammamargherita/
  1. Casa per Ferie “San Marco” – Via Santuario, 130 – 35031 Abano Terme (PD) – https://www.termesalesiani.it/sanmarco/

 COME ARRIVARE… IN AUTO

o Per chi percorre l’autostrada A4 Torino-Trieste, l’uscita consigliata è Padova Ovest, sia che si provenga da Milano che da Venezia; da qui si prosegue per la Tangenziale ovest (Corso Australia) fino all’uscita n°6 per Abano. Si imbocca quindi la strada per Abano, alla rotonda la prima uscita a destra successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

o Chi arriva dall’autostrada A13 (Bologna-Padova) può uscire al casello di Terme Euganee, seguire indicazioni per Abano Terme, successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

COME ARRIVARE… IN TRENO

o La stazione ferroviaria più vicina è quella di Terme Euganee a Montegrotto, sulla linea Bologna-Padova; vi fermano tutti i treni principali.

o Altrimenti altrettanto comoda è la stazione di Padova, sulla linea Milano-Venezia, dove fermano tutti i treni. Proprio dal piazzale della stazione partono ogni ora i bus delle linee A, M, T, AT diretti ad Abano e Montegrotto (tempo di percorrenza 30-45 minuti). Entrambe le stazioni dispongono di servizio taxi.

 COME ARRIVARE… IN AEREO

o Anche l’aereo può essere il mezzo giusto per raggiungere Abano e Montegrotto. L’aeroporto più vicino è quello di Venezia (60 Km) dove fanno scalo le maggiori compagnie aeree nazionali e internazionali.
Da qui si può arrivare alle Terme Euganee in taxi, o con la linea bus diretta Aeroporto-Abano-Montegrotto (tempo di percorrenza 1h 30 min).

o Anche gli aeroporti internazionali di Treviso (70 Km) e Verona (80 Km) sono comunque abbastanza vicini e comodi da raggiungere.

Convegno a Viterbo / “Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. Difficoltà e prospettive future”

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“Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. Difficoltà e prospettive future” è il titolo di un Convegno organizzato dalla Diocesi di Viterbo e in particolar modo dal Servizio diocesano per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. L’evento si terrà nella Sala Alessandro IV (Palazzo dei Papi) in Piazza San Lorenzo (VT) il prossimo 13 febbraio dalle ore 17.00 alle 19.30.

Al Convegno saranno invitati Commercialisti, Referenti Parrocchiali del Sovvenire e i Rappresentanti dei Consigli economici parrocchiali. 
Introdurrà don Tancredi Muccioli, incaricato diocesano del Sovvenire della Diocesi, seguiranno i saluti di Stefano Tedeschi, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo.
Sono previsti gli interventi di:

  • Amedeo Rinalducci, presidente IDSC (Istituto Diocesano Sostentamento Clero);
  • Santino Tosini, direttore Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto della Diocesi (opere realizzate con i fondi dell’8xmille);
  • Giacomo Varone, incaricato del Sovvenire dell’Arcidiocesi di Bologna;
  • Massimiliano Meschini, commercialista.

Le conclusioni saranno a cura del Vescovo, S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza.

Modererà don Emanuele Germani, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi.

Caritas Italiana / “Taglio Basso. Come la povertà fa notizia”

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Quanto spazio viene dato alla povertà nei telegiornali, nei talk show e nei social media? In che modo viene raccontata? Con quali parole, immagini e cornici narrative? E quali stereotipi rischiano di essere rafforzati?

A queste domande prova a rispondere “Taglio basso. Come la povertà fa notizia”, il nuovo rapporto promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, presentato lo scorso 19 gennaio a Roma, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Il monitoraggio è stato condotto tra settembre 2024 e giugno 2025 con l’obiettivo è comprendere quanto e come il tema entri nell’agenda mediale e come viene raccontato. La ricerca ha analizzato la copertura mediatica delle diverse forme di povertà e di esclusione sociale nei principali telegiornali di prima serata, in un ampio campione di talk show televisivi e nei contenuti social di alcuni giornalisti e influencer.

Ne emerge un quadro articolato che mette in luce una presenza spesso episodica e marginale del tema, una prevalenza di letture riduttive e unidimensionali, un uso limitato di dati e fonti qualificate, e una frequente associazione della povertà a cornici emergenziali, securitarie o stereotipate.

«Dare centralità nel discorso pubblico a chi è povero – si legge in una nota del direttore Caritas Italiana don Marco Pagniello – significa prendere sul serio il principio, umano e cristiano, che la dignità di ogni persona è inviolabile. I media, nel loro migliore esercizio, sono chiamati a essere cassa di risonanza dei diritti negati, delle istanze che vengono dal basso, delle storie che possono smuovere le coscienze».

«La stampa, la televisione, la radio, il web contribuiscono a formare le coscienze e a promuovere la libertà, perché una società ben informata diventa in grado di partecipare e, dunque, di scegliere» – ha sottolineato don Pagniello – «Proprio perché crediamo nel ruolo prezioso dell’informazione, siamo convinti che raccontare la povertà e farlo mantenendo fede alle dimensioni della verità e della giustizia, sia una responsabilità che interpella tutti. Ognuno nel proprio ambito è chiamato a fare la sua parte per far sì che chi vive nel bisogno non resti anche senza voce».

Si legge nell’introduzione del rapporto a firma del direttore di Caritas Italiana: «Questo contributo vuole essere, innanzitutto, un ringraziamento e un incoraggiamento rivolto al mondo dell’informazione. Ringraziamento per tutto ciò che già si fa, spesso senza clamori, per illuminare le periferie sociali e dare voce a chi soffre. Incoraggiamento a proseguire su questa strada, rafforzando un’alleanza virtuosa tra media, società civile e istituzioni per combattere la povertà non solo con le politiche e i servizi, ma anche con le parole giuste. Raccontare bene la povertà, infatti, è una forma di cura e di servizio al Paese, perché contribuisce a creare consapevolezza diffusa, stimolare risposte solidali, costruire quel consenso necessario affinché nessuno venga lasciato indietro. La “parola pubblica” è un bene comune. Assumiamoci tutti insieme la responsabilità di scegliere i verbi giusti, di ascoltare davvero, di mettere in evidenza ciò che spesso resta fuori campo».

L’incontro ha quindi offerto anche uno spazio di confronto sull’importanza di un’informazione capace di coniugare accuratezza, linguaggio appropriato, rispetto della dignità delle persone e attenzione ai contesti, in linea con i principi deontologici della professione giornalistica.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia, Paolo Valente, vicedirettore di Caritas Italiana, Maurizio Di Schino, presidente UCSI Lazio e componente della Giunta esecutiva FNSI, Annamaria Graziano, del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. A concludere è stato don Marco Pagniello. L’incontro è stato moderato da Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI.

Qui la sintesi del rapporto e qui il rapporto.

Uniti nel Dono / “Tra le Valli di Lanzo, la mia sacrestia viaggiante”

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Undici parrocchie, dodici comuni, chilometri di strada ogni settimana (circa 25.000 l’anno). Don Claudio Pavesio attraversa le Valli di Lanzo – in provincia e diocesi di Torino – per celebrare, ascoltare e custodire comunità piccole ma vive. Un dono quotidiano fatto di presenza, relazioni e cura dei luoghi. Daniel Tarozzi è andato a trovarlo e lo ha accompagnato in una sua giornata tipo.

Guarda la sua storia (unitineldono.it).

Edilizia di culto / Cinque nuove chiese per le periferie romane

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A Roma il 13 gennaio è avvenuta la presentazione del “Programma nuove chiese” alla presenza del Cardinale Reina. Si punta, entro pochi anni, a dotare di strutture architettoniche sostenibili ed economiche cinque comunità parrocchiali già esistenti, ma finora prive di edifici destinati al culto e alla pastorale. Il 20 gennaio il lancio dell’avviso pubblico per individuare i progetti con una “Manifestazione di interesse” che, pubblicata sul sito della CEI, avrà lo scopo di individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione.

Vi proponiamo questo servizio, a cura di Paolo Ondarza per Vatican News, con le interviste al Cardinale Baldo Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI, e a Emanuele Pozzilli, architetto e direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma.

Se è vero che nel territorio della Diocesi di Roma sono già presenti circa un migliaio di chiese, va considerata la continua espansione demografica della città. Ogni singola parrocchia, ha specificato il Cardinale Reina, presenta “esigenze diverse” e il progetto presentato è “frutto di un dialogo e di un ascolto delle comunità, portato avanti da anni insieme alla CEI”. La finalità è dunque quella di “creare edifici rispondenti alle reali esigenze delle singole comunità, con l’auspicio di poterli inaugurare a breve”.

Negli ultimi 25 anni sono stati eseguiti 37 interventi, 25 dei quali riguardanti la costruzione di complessi parrocchiali. La spesa prevista per i lavori era di circa 98 milioni di euro, 57 dei quali provenienti dall’8xmille. “Sono numeri che evidenziano la centralità del tema della sostenibilità economica”, ha osservato don Luca Franceschini, “proprio per questo è necessario orientarsi verso edifici più sostenibili: non vogliamo più costruire grandi edifici in cemento armato”.

Anche per questo motivo, la proposta di realizzare costruzioni in legno ha incontrato il favore maggioritario di vescovi, parroci e comunità. “Lo sviluppo che negli ultimi due decenni ha interessato questa tecnologia, intrinsecamente ecologica e sostenibile”, ha evidenziato Emanuele Pozzilli, “consente di superare tutti i possibili pregiudizi e di apprezzarne i vantaggi, quali le proprietà isolanti, l’igroscopicità, la resistenza e la leggerezza, la resistenza al fuoco, nonché la possibilità di raggiungere livelli avanzati di prefabbricazione, con il conseguente maggiore controllo dei costi e dei tempi di realizzazione”.

La fase progettuale, che in accordo con la CEI avrà inizio a partire dal prossimo 20 gennaio, avrà lo scopo di individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione. “I gruppi di progettazione – ha spiegato Pozzilli – saranno costituiti da un tecnico progettista, da un liturgista e da un artista”. Gli esiti di tali procedure saranno valutati da una commissione giudicatrice. Seguirà un incarico professionale ai gruppi vincitori. L’affidamento dei lavori si svolgerà poi in forma di appalto integrato.

Leone XIV ai sacerdoti: nessun pastore è solo, rinnovare l’impegno formativo

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La fedeltà declinata nel servizio umile a ogni persona, nel dialogo costante con Dio e con il Suo Popolo attraverso una formazione permanente, nella dimensione di fratellanza tra i sacerdoti e con la Chiesa tutta, nello spirito missionario e sinodale che travalica ogni tentazione all’autocelebrazione. Sono alcune delle priorità che Leone XIV desidera vengano intensificate nella vita sacerdotale contenute nella lettera apostolica “Una fedeltà che genera futuro” firmata l’8 dicembre e diffusa lo scorso 22 dicembre in occasione del sessantesimo anniversario dei decreti conciliari Optatam totius e Presbyterorum Ordinis, documenti considerati “una pietra miliare della riflessione circa la natura e la missione del ministero pastorale”, da rileggere con freschezza e attualità considerando quella radice da non perdere mai di vista che è il legame ineludibile tra Cristo e la Chiesa. L’auspicio del Papa è che la celebrazione delle due ricorrenze generi una “rinnovata Pentecoste vocazionale”.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APOSTOLICA

Nel documento si affronta la formazione integrale per prevenire abusi e abbandoni
Il seminario deve essere “una scuola degli affetti” che deve educare ad una solidità tale che ogni dimensione umana e spirituale sia ben integrata. In questo modo si è capaci di “relazioni autentiche con tutti” e si può “assumere l’impegno del celibato e annunciare in modo credibile il Vangelo”. In particolare, la riflessione non tace ferite aperte. “Il tema della formazione risulta essere centrale anche per far fronte al fenomeno di coloro che, dopo qualche anno o anche dopo decenni, abbandonano il ministero. Questa dolorosa realtà, infatti, non è da interpretare solo in chiave giuridica, ma chiede di guardare con attenzione e compassione alla storia di questi fratelli e alle molteplici ragioni che hanno potuto condurli a una tale decisione. E la risposta da dare è anzitutto un rinnovato impegno formativo”.

Nessun pastore esiste da solo
Papa Leone insiste molto sulla tentazione all’autoreferenzialità che va fuggita perché il senso della vocazione sacerdotale è sempre relazionale: “Nessun pastore esiste da solo!”. La cura reciproca combatte narcisismo ed egocentrismo, promuovendo comunione, sinodalità e missione attraverso ascolto e servizio. La fraternità presbiterale, incalza ancora il testo, non è solo un ideale o uno slogan, “ma un aspetto su cui impegnarsi con rinnovato vigore”. In questa direzione molto resta da fare, dice il Pontefice. Ed entra nel concreto di alcune questioni: “dalla perequazione economica tra quanti servono parrocchie povere e coloro che svolgono il ministero in comunità benestanti” alla previdenza per le malattie e l’anzianità, che in alcune diocesi o nazioni non è ancora assicurata. “La cura reciproca – precisa, inoltre, considerandola una istanza fondamentale -, in particolare l’attenzione verso i confratelli più soli e isolati, nonché quelli infermi e anziani, non può essere considerata meno importante di quella nei confronti del popolo che ci è affidato”.

Promuovere forme di vita comune
Il Papa fa riferimento poi ad una delle “derive” che possono intaccare la vita sacerdotale, la solitudine, “che spegne lo slancio apostolico e può causare un triste ripiegamento su sé stessi”. Perciò il Pontefice auspica forme di vita comune nelle Chiese locali per nutrire vita spirituale, intellettuale e collaborazione ministeriale. In tempi fragili, presbiteri e diaconi permanenti, configurati a Cristo Servo, testimoniano comunione attraverso servizio umile ai più poveri.

In un tempo di grandi fragilità, tutti i ministri ordinati sono chiamati a vivere la comunione tornando all’essenziale e facendosi prossimi alle persone, per custodire la speranza che prende volto nel servizio umile e concreto. In questo orizzonte, soprattutto il ministero del diacono permanente, configurato a Cristo Servo, è segno vivo di un amore che non resta alla superficie, ma si china, ascolta e si dona. La bellezza di una Chiesa fatta di presbiteri e diaconi che collaborano, uniti dalla stessa passione per il Vangelo e attenti ai più poveri, diventa una testimonianza luminosa di comunione”.

Valorizzare il diaconato, i fedeli laici, la sinodalità
Il Papa afferma l’importanza di conoscere, valorizzare e sostenere il diaconato come servizio discreto ed essenziale. È importante promuovere il ruolo dei laici in ottica sinodale, familiarizzando i preti col Documento finale del Sinodo. Superare leadership esclusiva del presbitero per una conduzione collegiale con diaconi, laici e Popolo di Dio, valorizzando i carismi dello Spirito, senza confondere potestà sacramentale con potere (cfr. Evangelii Gaudium).

Le indicazioni del Papa: “Per attuare sempre meglio un’ecclesiologia di comunione, occorre che il ministero del presbitero superi il modello di una leadership esclusiva, che determina l’accentramento della vita pastorale e il carico di tutte le responsabilità affidate a lui solo, tendendo verso una conduzione sempre più collegiale, nella cooperazione tra i presbiteri, i diaconi e tutto il Popolo di Dio, in quel vicendevole arricchimento che è frutto della varietà dei carismi suscitati dallo Spirito Santo. Come ci ricorda Evangelii gaudium, il sacerdozio ministeriale e la configurazione col Cristo Sposo non devono portarci a identificare la potestà sacramentale con il potere […]”.

Le tentazioni dell’efficientismo e del quietismo
La vocazione si dispiega, continua Leone XIV, nella gioia del servizio, evitando efficientismo iperconnesso e mediatico, o quietismo pigro. L’evangelizzazione non si misura in progetti o prestazioni, ma richiede risposta efficace con vita sobria, casta e relazioni autentiche. Cercare l’armonia tra contemplazione e azione centrata sulla dimensione pasquale, senza trascurare preghiera, studio e fraternità, orientati a Cristo risorto: “Donarsi senza riserve, in ogni caso, non può e non deve comportare la rinuncia alla preghiera, allo studio, alla fraternità sacerdotale, ma al contrario diventa l’orizzonte in cui tutto è compreso nella misura in cui è orientato al Signore Gesù, morto e risorto per la salvezza del mondo”.