Category Archives: Territorio

20 settembre Giornata Nazionale sensibilizzazione sostentamento clero / Sostenere il parroco è sostenere l’intera comunità

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Imparare a riconoscere il valore di una presenza che accompagna le stagioni della vita e che, giorno dopo giorno, contribuisce a tenere vivo il tessuto di una comunità. È l’obiettivo della XXXVIII Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, che la Chiesa italiana celebra domenica 20 settembre 2026*. Un’occasione per ricordare che sostenere i sacerdoti significa supportare tutto quello che generano intorno a loro, ogni giorno.

«Un sacerdote, nella sua vita, accompagna centinaia di famiglie, apre le porte della sua canonica a chiunque bussi» spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. «Viviamo in un’epoca in cui per ogni bisogno c’è un servizio da acquistare. Poi c’è chi sceglie di fare della propria vita un dono, e questo sovverte tutto. La gratuità però non si esaurisce in chi la pratica: chiede di essere riconosciuta, sostenuta, rimessa in circolo. Sostenere un sacerdote significa scegliere di rendere possibile quel dono per altri, per una comunità intera. È forse il gesto più controcorrente che esista in un’epoca in cui tutto ha un prezzo».

A raccontare questa gratuità sono anche gli otto sacerdoti protagonisti della nuova campagna nazionale per il sostentamento del clero. Don Andrea Gaino (Verona), impegnato nella pastorale della salute; don Giovanni Battista Tillierici (Oppido Mamertina-Palmi), accanto alle persone con disabilità; don Paolo Jr. Dall’Olio (Bologna), nella pastorale sociale e del lavoro; don Alessandro Andreini (Fiesole), nel mondo della scuola e dell’università; don Donato Liuzzi (Conversano-Monopoli), nella pastorale familiare; don Gianluca De Marco (Novara), vicino ai giovani; don Nicola Garuccio (Albano), attraverso lo sport, il turismo e il tempo libero; e don Andrea Zapulla (Siracusa), nella pastorale carceraria.

Storie diverse, provenienti da diocesi e territori differenti, ma unite dalla stessa scelta: donare gratuitamente la propria vita agli altri. Sostenere il ministero dei sacerdoti significa permettere che questo dono continui a generare bene per tutti.

Le Offerte deducibili per il sostentamento del clero sono uno strumento diverso per natura dall’8xmille e dalla questua domenicale, che pure rappresentano forme di sostegno preziose e radicate nella vita delle comunità. Nascono dalla scelta libera e personale di ogni fedele e sono destinate unicamente ai circa 31.000 sacerdoti nelle 226 diocesi italiane.

Nel 2025 la raccolta ha sfiorato gli 8 milioni di euro, grazie a oltre 64 mila donatori. L’importo si mantiene sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, registrando una lieve crescita che conferma la stabilità e la continuità del sostegno da parte di tanti fedeli alla vita e alla missione delle comunità parrocchiali.

La Giornata Nazionale è un’occasione per fermarsi e riflettere, ma sostenere il proprio sacerdote è una scelta che si può fare in qualsiasi momento dell’anno.

Le Offerte deducibili per il sostentamento del clero si possono versare per qualsiasi importo attraverso il sito www.unitineldono.it, con carta di credito, bonifico bancario, conto corrente postale o direttamente presso gli Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero. Chi le effettua può dedurle dal proprio reddito complessivo fino a un massimo di 1.032,91 euro annui.

Per maggiori informazioni:
https://www.unitineldono.it/
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https://www.youtube.com/unitineldono

*Entro agosto le parrocchie riceveranno il kit GN con:
-la scatola espositore con i pieghevoli informativi completi di ccp intestati all’Istituto Centrale Sostentamento Clero (in allegato);
-la locandina (in allegato);
-una scheda con varie indicazioni per organizzare la GN e una proposta liturgica (in allegato);
-i moduli per la nomina del referente parrocchiale per unica parrocchia o multi parrocchia (in allegato).

Giornate nazionali Sovvenire 2027 / 2 maggio 8xmille e 19 settembre Offerte per i sacerdoti

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In vista della programmazione diocesana delle attività 2027, ecco le date relative alle Giornate nazionali per il sostegno economico alla Chiesa:

  • 2 maggio – Giornata nazionale di sensibilizzazione 8xmille
  • 19 settembre – Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero.

In allegato il calendario delle altre Giornate nazionali (scritte in corsivo) e mondiali (scritte in neretto).

“Sovvenire in Radio” / Sedicesima puntata. Il Progetto Policoro compie 30 anni: giovani, lavoro e speranza al centro dell’ultima puntata

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Nell’ultima puntata di “Sovvenire in radio”, il viaggio attraverso le realtà sostenute dalla Chiesa cattolica si è concluso con un approfondimento dedicato ai giovani, al lavoro e alle nuove prospettive per le nuove generazioni attraverso il racconto del Progetto Policoro, portato avanti grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica.

Ospiti della trasmissione, condotta da Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula, don Mariano Matzeu, referente regionale del Progetto Policoro, e Cloe Scano, animatrice di comunità al terzo anno nella diocesi di Cagliari, che hanno raccontato un’esperienza ormai radicata nel territorio e capace da trent’anni di accompagnare i giovani nelle scelte formative e professionali.

Il Progetto Policoro celebra infatti un importante anniversario e si prepara a una nuova fase del suo cammino, trasformandosi in “Generazioni in Rete”: un nome che segna l’evoluzione di una presenza consolidata nella vita della Chiesa italiana.

L’annuncio è arrivato durante il convegno nazionale dedicato ai trent’anni dell’iniziativa. Dopo tre decenni di attività, infatti, non si parla più soltanto di un progetto, ma di una realtà capace di intercettare i bisogni dei territori e offrire ai giovani strumenti concreti per affrontare il mondo del lavoro e costruire il proprio futuro.

La nuova fase manterrà il cuore dell’esperienza nata dall’incontro tra pastorale giovanile, Caritas e pastorale sociale del lavoro: mettere al centro il rapporto tra Vangelo, giovani e lavoro. “Generazioni in Rete” avrà l’obiettivo di rafforzare il legame con le diocesi, offrendo agli animatori di comunità una formazione sempre più specifica e vicina alle esigenze locali.

Ascolta la puntata.

“Sovvenire in Radio” / Quindicesima puntata. Formare i giovani per costruire comunità vive: l’impegno del TLC sostenuto dall’8xmille

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La formazione come strumento di crescita personale, spirituale e comunitaria. È questo il filo conduttore della nuova puntata di “Sovvenire in Radio – La Chiesa in servizio si racconta”, dedicata ai progetti sostenuti dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Ospite della trasmissione ai microfoni di Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula è stato Michele Piga, coordinatore del movimento Testimonianza Laico Cristiana (TLC) di Cagliari, realtà nata negli anni Settanta e da oltre cinquant’anni impegnata nell’accompagnamento dei giovani attraverso percorsi di fede e formazione.

«Il nostro obiettivo è offrire ai ragazzi un’autentica esperienza di incontro con Cristo», ha spiegato Piga, illustrando le principali attività del movimento. Tra queste spicca il percorso di Primo Annuncio, rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni: tre giorni e mezzo di vita comunitaria durante i quali i partecipanti sono invitati a riscoprire la fede attraverso momenti di riflessione, testimonianze e condivisione.

«È un’esperienza che spesso porta i ragazzi a guardare la propria vita con occhi nuovi», ha raccontato il coordinatore del TLC. «In una fase della vita in cui le occasioni di crescita spirituale non sono sempre numerose, vogliamo offrire uno spazio in cui fermarsi, interrogarsi e costruire un rapporto personale con il Signore.»

Accanto ai percorsi spirituali, il movimento promuove anche corsi di formazione liturgico-musicale destinati ai giovani impegnati nelle parrocchie. L’obiettivo è fornire competenze e strumenti che possano essere messi al servizio delle comunità di appartenenza, contribuendo ad animare la liturgia e la vita pastorale.

Ogni corso coinvolge mediamente una trentina di partecipanti, affiancati da un’équipe di volontari che si prepara durante tutto l’anno. Un lavoro che diventa esso stesso un cammino di crescita, perché chi anima i percorsi è chiamato a confrontarsi con la propria esperienza di fede e a trasformarla in testimonianza.

Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza del TLC è il legame con le parrocchie. I giovani, al termine dei percorsi formativi, sono infatti incoraggiati a rientrare nelle proprie comunità portando entusiasmo, competenze e disponibilità al servizio. Una ricaduta concreta che rafforza il tessuto ecclesiale della diocesi e favorisce la collaborazione tra le diverse realtà parrocchiali.

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“Sovvenire in Radio” / Quattordicesima puntata. Immigrazione, il progetto Marina accompagna verso l’autonomia

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Ascolto, orientamento e percorsi di autonomia sono al centro del progetto Marina, promosso dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli e sostenuto con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. L’iniziativa è stata raccontata durante una puntata di “Sovvenire in Radio – La Chiesa in servizio si racconta” dalle operatrici Francesca Pitzalis e Caterina Corraine ai microfoni di Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula.

Il progetto offre uno spazio di ascolto che va oltre il semplice supporto burocratico. «Avere più tempo da dedicare alle persone ci permette di comprenderne davvero i bisogni e costruire un rapporto di fiducia», ha sottolineato Pitzalis. Una relazione che consente anche di intercettare situazioni di particolare vulnerabilità, come lo sfruttamento lavorativo o altre forme di disagio.

Nell’ultimo anno lo sportello ha seguito circa cento persone, provenienti soprattutto da Pakistan, Bangladesh, Senegal, Afghanistan, Gambia, Mali, Guinea e Nigeria. Le richieste riguardano principalmente pratiche amministrative, ricerca di lavoro e di un alloggio, in un contesto segnato da una crescente emergenza abitativa.

Ascolta la puntata.

“Sovvenire in Radio” / Tredicesima puntata. L’impegno dei missionari: dalla Sardegna alla Tanzania, la testimonianza di don Carlo Rotondo

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L’8xmille alla Chiesa cattolica e il sostegno ai missionari sono stati al centro della recente puntata di “Sovvenire in Radio”, condotto da Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula.

Il legame tra Sardegna e Africa orientale emerge attraverso la testimonianza di don Carlo Rotondo, sacerdote di Cagliari e missionario Fidei Donum, attualmente impegnato in Tanzania, nella vallata di Pawaga, dove vive dal dicembre 2021.

La sua attività si svolge in una missione che abbraccia oltre 18 villaggi e circa 50.000 abitanti, in gran parte giovani. Accanto al servizio pastorale, la comunità è impegnata in interventi su istruzione, sanità e sport, sostenendo scuole locali e un dispensario medico recentemente ampliato con una nuova area maternità, pensata per garantire maggiore assistenza a donne e neonati.

«La missione è anche promozione umana», racconta il sacerdote, sottolineando il valore dei servizi educativi e sanitari in un contesto segnato da fragilità e dalla diffusione di malattie infettive.

Lo sport rappresenta un ulteriore strumento di aggregazione, utilizzato come mezzo di incontro tra tribù e religioni diverse, favorendo integrazione e benessere tra i più giovani. L’area è infatti caratterizzata da una forte pluralità religiosa che comprende cattolici, musulmani, protestanti e pratiche tradizionali locali, in un equilibrio quotidiano basato su collaborazione e solidarietà.

Nel corso degli anni, la missione è diventata anche un punto di contatto con l’Italia: oltre 125 persone della diocesi di Cagliari hanno visitato la struttura, alimentando un dialogo costante tra le due realtà. Tra le iniziative più significative, anche l’accoglienza di seminaristi sardi per esperienze formative in Africa.

Dopo cinque anni di esperienza, don Carlo descrive un cambiamento profondo, non solo materiale ma soprattutto umano e relazionale, fatto di scambio, dialogo e costruzione di ponti tra culture diverse.

Ascolta la puntata.

Sovvenire nelle Marche / Una rete territoriale viva che guarda al futuro

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Sono stati presentati sabato 20 giugno a Loreto i dati nazionali e regionali del Sovvenire relativi al Sostegno economico alla Chiesa cattolica. L’incontro, che ha visto la partecipazione di quasi tutti gli incaricati delle 13 diocesi marchigiane, è stato guidato dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Rocco Pennacchio, delegato per il Sovvenire della Conferenza Episcopale Marchigiana, insieme ad Alessandro Molini, referente regionale del Sovvenire.

Dall’analisi emerge anzitutto un dato incoraggiante a livello nazionale: dopo anni di progressiva diminuzione, la raccolta delle offerte per il sostentamento del clero si è sostanzialmente stabilizzata. Nel 2025 le offerte raccolte in Italia hanno raggiunto quasi 8 milioni di euro, confermando il livello dell’anno precedente e segnando un importante segnale di tenuta in un contesto sociale ed economico complesso.

Centrale è anche il contributo del progetto “Uniti Possiamo”, che negli ultimi anni ha dato nuovo impulso alla raccolta, coinvolgendo sempre più diocesi e parrocchie. A livello nazionale il progetto ha registrato una crescita superiore al 10%, sia nel numero delle parrocchie partecipanti sia nelle somme raccolte.

La regione Marche presenta dati incoraggianti, infatti 79 donatori ogni 10.000 praticanti, un dato superiore alla media nazionale che si attesta a 70. Un segnale evidente della sensibilità e della partecipazione delle comunità marchigiane al sostegno dei sacerdoti.

Tra le diocesi ci sono risultati incoraggianti. La diocesi di Jesi raggiunge il valore record di 197 donatori ogni 10.000 praticanti, mentre Macerata si attesta a 151. Ottimi risultati anche per Loreto (110), Ancona-Osimo (88) e Fermo (76), tutte sopra o in linea con la media regionale.

Anche il progetto “Uniti Possiamo” ha offerto segnali rassicuranti. Pur con una riduzione del numero complessivo delle parrocchie partecipanti, diverse diocesi hanno aumentato le somme raccolte. Macerata ha registrato un incremento del 43,9%, Ascoli Piceno del 148,4%, mentre Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola ha quasi raddoppiato il risultato economico rispetto all’anno precedente, con una crescita del 96,8%.

Un altro elemento riguarda il peso dell’8xmille nel sostentamento del clero. Nelle Marche la copertura raggiunge il 75,5% del fabbisogno complessivo, un valore superiore alla media nazionale del 70,6%. Alcune diocesi registrano percentuali particolarmente elevate: Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado raggiunge l’86,7%, Loreto l’86,4%, mentre Ascoli Piceno e Fermo si attestano entrambe all’82,9%.

Durante l’incontro Mons. Pennacchio e il dott. Molini hanno sottolineato l’importanza della rete territoriale del Sovvenire, composta da incaricati, collaboratori e referenti parrocchiali, che rappresenta uno strumento prezioso per promuovere la corresponsabilità ecclesiale.

«Il percorso di questi anni – ha spiegato l’Arcivescovo Pennacchio – è stato anzitutto quello di una maggiore consapevolezza dell’identità dell’incaricato del Sovvenire. Gli incaricati sono interlocutori pastorali delle parrocchie e dei vescovi: la loro funzione non è di tipo tecnico, ma pastorale. Si tratta di accompagnare le comunità a comprendere il valore della corresponsabilità e del sostegno alla missione della Chiesa».

L’Arcivescovo ha poi richiamato l’importanza di rafforzare il lavoro comune a livello regionale. «Una sfida che siamo chiamati a vivere nelle Marche è quella di costruire sempre più una dimensione regionale del servizio. L’esperienza della Puglia, che ha sviluppato un’équipe regionale capace di produrre servizi e iniziative importanti, rappresenta un esempio interessante. Anche noi vogliamo mettere in piedi un servizio sempre più consapevole, coordinato e capace di sostenere il lavoro delle diocesi».

Mons. Pennacchio ha inoltre sottolineato la necessità di investire maggiormente nella promozione dell’8xmille: «Un altro ambito sul quale dobbiamo continuare a lavorare è quello della promozione delle firme. È importante aiutare le persone a conoscere la destinazione concreta delle risorse che vengono affidate alla Chiesa cattolica. Pensiamo, ad esempio, agli interventi sui beni culturali ecclesiastici, alle opere di carità, al sostegno del clero e alle numerose attività pastorali che vengono realizzate grazie a questi fondi. Rendere visibili questi risultati significa aiutare le comunità a comprendere il valore di una firma che si trasforma in servizi e opportunità per il territorio».

La presenza di quasi tutti gli incaricati delle tredici diocesi marchigiane ha testimoniato la volontà comune di continuare a investire nella formazione, nella comunicazione e nella sensibilizzazione delle comunità.

Calabria / Focus sull’8xmille nella Commissione Regionale Sovvenire: «Più informazione per sostenere la carità e le nuove periferie»

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L’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica è stata al centro dell’incontro della Commissione Regionale Sovvenire della Conferenza Episcopale Calabrese, riunitasi il 17 giugno a Lamezia Terme sotto la presidenza del Vescovo delegato, Monsignor Stefano Rega, alla guida della diocesi di San Marco Argentano-Scalea.

Dopo aver fatto il punto su quanto emerso dall’incontro nazionale «Un servizio al servizio», svoltosi nei giorni scorsi a Roma, dove la Calabria, insieme a Monsignor Rega, era rappresentata anche da Giuseppe Lanzillotta, della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, gli incaricati diocesani hanno effettuato un’analisi sulla situazione nelle diocesi calabresi per poi avviare un programma operativo che consenta una maggiore e corretta informazione.

Nel corso dei vari interventi, oltre alla segnalazione di alcune «criticità», si è convenuto sulla necessità di effettuare un rafforzamento della rete diocesana per essere maggiormente incisivi sul territorio al fine di far comprendere come la firma sia importante per contribuire a quella «Chiesa in uscita che risponde alle nuove povertà e ai bisogni sempre più complessi di fasce di popolazione diverse». In particolare, è stato anche ricordato, ad esempio, che, proprio grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, «dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo».

«Ciò che viene dato, sia firmando che effettuando libere offerte – ha detto al riguardo Monsignor Rega –, serve a tutta la Chiesa nel suo complesso ed è importante che si comprenda».

Sebbene la Chiesa abbia senz’altro bisogno di mezzi economici e materiali, questo non significa, però, che sia ricca. Infatti, mentre da un lato possiede un importante patrimonio artistico, storico e culturale che, tra l’altro, richiede l’utilizzo di molte risorse per interventi di restauro e conservazione di monumenti e opere d’arte, affinché le generazioni future possano continuare a goderne, dall’altro investe molti soldi, anche dell’8xmille, per costruire nuovi edifici di culto, strutture parrocchiali e oratori, che diventano centrali per lo sviluppo di nuove periferie urbane. Questo, senza contare i vari interventi caritativi che, quotidianamente, vengono realizzati nelle varie diocesi.

“Sovvenire in Radio” / Dodicesima puntata: oltre le sbarre, percorsi di rinascita

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Dall’assistenza ai detenuti più fragili ai percorsi di reinserimento sociale, fino al sostegno delle relazioni familiari. Sono molteplici le iniziative promosse dalla Chiesa di Cagliari nel mondo penitenziario grazie anche ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Un impegno che mette al centro la persona e la sua dignità, nella convinzione che nessuno possa essere identificato soltanto con il proprio errore.

«Anche nelle difficoltà la dignità umana e la speranza non vanno mai perdute». È a partire da queste parole di Papa Leone che don Gabriele Iiriti, cappellano della Casa circondariale di Uta e responsabile della pastorale penitenziaria diocesana, racconta il senso del lavoro che quotidianamente viene svolto all’interno e all’esterno degli istituti di pena del territorio ai microfoni della trasmissione “Sovvenire in Radio” con Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula.

Un impegno reso possibile anche grazie ai fondi dell’8xmille, che consentono di sostenere attività e progetti rivolti a persone che spesso si trovano a vivere condizioni di forte fragilità sociale ed economica.

«Il carcere è una realtà complessa e spesso drammatica – spiega don Iiriti –. Molte persone vi entrano all’improvviso, senza avere neppure il tempo di preparare una borsa con gli effetti personali. Non di rado arrivano prive del necessario, senza il sostegno di una rete familiare e in condizioni di estrema vulnerabilità».

Per rispondere a queste necessità, la Caritas diocesana e i volontari impegnati nella pastorale penitenziaria gestiscono un servizio di distribuzione di beni essenziali per affrontare la quotidianità della detenzione. Un sostegno particolarmente importante per le persone indigenti e per molti detenuti stranieri che non possono contare sull’aiuto dei familiari.

Accanto al sostegno materiale, un capitolo fondamentale riguarda il reinserimento sociale. La pastorale penitenziaria, in collaborazione con la Caritas e le comunità ecclesiali, promuove percorsi che consentono ai detenuti di accedere a misure alternative alla detenzione e di sperimentare gradualmente il ritorno alla vita sociale.

«Le misure alternative rappresentano una grande opportunità – sottolinea don Iiriti –. Permettono alle persone di mettersi alla prova in contesti positivi, di offrire il proprio contributo nelle parrocchie, negli oratori o nelle opere caritative e, allo stesso tempo, consentono alle comunità di conoscere storie e volti che spesso restano nascosti dietro lo stigma della detenzione».

Si tratta di un’esperienza che genera benefici reciproci: da una parte il detenuto trova occasioni concrete di responsabilizzazione, dall’altra la comunità è chiamata a esercitare accoglienza e fiducia, contribuendo a costruire percorsi di inclusione.

Tra le realtà che operano in questa direzione c’è la Casa di accoglienza “Leila Orrù de Martini”, promossa dalla Caritas diocesana. La struttura ospita detenuti in permesso premio, offrendo loro un luogo dove poter trascorrere alcuni giorni insieme ai propri familiari.

«La nostra missione è restituire speranza alle relazioni», racconta il responsabile Adrian Matei. «Molte persone detenute hanno famiglie che vivono lontano o che non dispongono delle risorse necessarie per accoglierle durante i permessi. La casa diventa allora uno spazio di incontro e di ricostruzione dei legami affettivi».

Sono esperienze che lasciano il segno. Genitori che possono riabbracciare i figli senza la rigidità e i limiti imposti dai colloqui in carcere, coppie che ritrovano momenti di quotidianità condivisa, famiglie che hanno l’opportunità di ricominciare a dialogare.

Nella casa operano anche numerosi volontari che accompagnano gli ospiti nella vita quotidiana, contribuendo a creare un clima familiare e di fiducia. Alla base del loro servizio vi è una scelta precisa: ascoltare senza giudicare.

«Quando incontriamo una persona detenuta – osserva Matei – siamo spesso portati a fermarci all’errore che ha commesso. Noi cerchiamo invece di guardare la persona nella sua interezza, ascoltando la sua storia e il suo desiderio di ricostruire il futuro».

Ascolta la puntata.

Caritas Italiana / Report Statistico 2026: “Sempre più poveri, sempre più a lungo”

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È stato presentato, presso la Sala San Francesco della Conferenza Episcopale Italiana, il Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas Italiana. Un’occasione di lettura e approfondimento sulle fragilità che attraversano il Paese, a partire dai dati raccolti nel 2025 dalla rete dei centri di ascolto, dei servizi e delle opere presenti nei territori. Le analisi sono state presentate da Federica De Lauso, del Servizio Studi di Caritas Italiana.

A seguire, Andrea Di Criscio, studente dell’Università La Sapienza di Roma, ha proposto un commento all’analisi, raccogliendo alcune sollecitazioni sulla fotografia del Paese che emerge dal Rapporto e sulle responsabilità che consegna al futuro.

Lo scrittore Eraldo Affinati ha offerto una rilettura d’autore, invitando ad andare oltre i numeri per riconoscere le storie, i volti e le domande educative che attraversano le fragilità sociali del nostro tempo. In allegato l’infografica e la sintesi del Rapporto 2026.

La povertà in Italia

La povertà tende sempre più a perdere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una “strutturale normalità”. Il numero delle persone sostenute dalla rete Caritas cresce dell’1,7% rispetto al 2024: un aumento più contenuto rispetto al passato, ma che di fatto non segnala ancora una reale attenuazione delle difficoltà sociali. Non si registrano infatti flessioni rispetto al periodo precedente alla pandemia, a conferma di una povertà che tende a radicarsi e a diventare condizione stabile nella vita di molte famiglie.

Tra le tendenze più significative emerge l’aumento della componente anziana. In dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. È un dato che richiama l’attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale.

Accanto all’invecchiamento cresce infatti anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un’incidenza del 23,8% al 32,9%. Le traiettorie di vita sono spesso attraversate da eventi critici, quali lutti, separazioni o altre forme di rottura biografica, che possono compromettere la disponibilità di risorse economiche, relazionali e sociali. In questa prospettiva, la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà.

Il Report evidenzia inoltre il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri, condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni. Si tratta di persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono a sottrarsi a situazioni di vulnerabilità economica e sociale (nel 2015 questo fenomeno si attestava il 13,3%).

Casa, famiglie e minori

Le famiglie con figli continuano a rappresentare il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% delle persone seguite convive infatti con figli minori.
Resta molto forte anche il tema abitativo, non soltanto nella forma più estrema della mancanza di una dimora (sono state oltre 24mila le persone “senza casa” e “senza tetto” incontrate), ma anche nelle crescenti difficoltà legate alla gestione della casa: affitti, utenze, spese ordinarie, condizioni abitative precarie o inadeguate. L’abitare continua così a rappresentare uno degli snodi più delicati della povertà in Italia, perché incide sulla stabilità delle famiglie, sulla salute, sui percorsi educativi e sulla possibilità stessa di progettare il futuro.

I dati segnalano infine un record, dal periodo pre-pandemico, della presenza di persone in povertà cronica e dell’intensità della povertà, indicando un progressivo allontanamento dalla soglia minima di benessere economico. Le persone incontrate sono, in molti casi, sempre più povere e permangono in questa condizione sempre più a lungo.

Diminuisce invece la quota dei nuovi poveri, attestandosi al 37,6%. Parallelamente, si registra una graduale crescita dell’ISEE medio familiare (dal 4.315 euro a 4.974) un dato che non deve essere interpretato come un miglioramento delle condizioni economiche, bensì come il segnale di un ampliamento della platea delle famiglie che, pur disponendo di risorse leggermente superiori, si trovano comunque in condizioni di fragilità e necessitano di sostegno.

“Per orientare le nostre scelte”

S.E. Mons. Benoni Ambarus, Presidente di Caritas Italiana, ha evidenziato il valore ecclesiale del Report e la responsabilità delle comunità cristiane: “La povertà è sempre un interrogativo che interpella anzitutto la Chiesa, il suo modo di stare dentro la storia, la sua capacità di farsi prossima alle persone e ai territori più fragili. I dati raccolti dalla rete Caritas nascono dall’ascolto quotidiano e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone”.

“I dati offrono un importante contributo per definire la povertà, ma è importante che aiutino soprattutto ad orientare le nostre scelte”, ha dichiarato don Marco Pagniello nelle sue conclusioni. “Per Caritas Italiana il Report statistico è infatti uno strumento per animare le comunità, aiutare i territori a leggere ciò che cambia e sollecitare politiche più giuste e lungimiranti. Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise”.

Aggiornato il 16 giugno 2026