Category Archives: Territorio

Ad Acerra l’Ambulatorio “San Giuseppe Moscati” / Screenings e visite gratuite grazie a medici volontari

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È stato inaugurato lo scorso 14 marzo nei locali del seminario vescovile in Piazza Duomo l’Ambulatorio Popolare “San Giuseppe Moscati” alla presenza del Vescovo Mons. Antonio Di Donna e del direttore della Caritas Italiana don Marco Pagniello; all’inaugurazione hanno preso parte anche la dottoressa Monica Vanni, dirigente generale della ASL Napoli 2 Nord e il sindaco di Acerra Tito d’Errico.

L’Ambulatorio nasce grazie all’impegno pastorale del Vescovo di Acerra Mons. Di Donna, che ha messo a disposizione i locali del Seminario in Piazza Duomo, ristrutturati e adeguati con i fondi dell’8xmille e del progetto “Intesa Salute” di Caritas Italiana.

Un segno concreto di vicinanza ai più fragili, frutto del Giubileo della Speranza appena terminato, una “carezza” della Chiesa a chi soffre e ha bisogno di cura.

L’iniziativa, dal forte significato e impatto sociale, nasce in un territorio gravato da anni dall’inquinamento ambientale, con l’insorgere di patologie tumorali in particolare tra giovani e ragazzi. Il presidio sanitario è perciò una piccola ma preziosa goccia di speranza per le tante persone in condizioni socioeconomiche difficili, spesso costrette a scegliere se curarsi, pagare le utenze o comprare beni alimentari: mentre le lunghe liste di attesa nella sanità pubblica rendono ancora più difficile l’accesso alle visite specialistiche per chi ha meno possibilità.

Un ecografo, donato dalla locale Clinica Villa dei Fiori, permetterà di effettuare screenings specialistici al seno, alla prostata e all’addome. Disponibili ecocardiogramma ed elettrocardiogramma, visite di medicina generale e pediatriche, grazie all’impegno gratuito di medici volontari. All’interno anche uno sportello dedicato ai disturbi alimentari, realizzato in collaborazione con l’associazione EMMEPI4EVER.

«L’Ambulatorio – che si aggiunge al Centro diurno per minori a rischio, alle iniziative di accoglienza degli immigrati, alla cura degli anziani nel Centro “San Cuono”, alla Mensa di fraternità, al dormitorio e ai tanti servizi che le comunità parrocchiali offrono quotidianamente a chi è nel bisogno – completa la rete “integrale” di sostegno e vicinanza ai poveri del territorio costruita dalla Chiesa diocesana attraverso la Caritas, con gli ultimi al centro della vita pastorale» ha dichiarato in una nota della Diocesi il direttore Vincenzo Castaldo, per il quale «la nuova realtà, in vista della visita di papa Leone in città annunciata per il prossimo 23 maggio, rafforza la certezza della “speranza non delude” come ci ha insegnato il Giubileo, e ci invita, attraverso segni concreti di solidarietà e di fraternità, a costruire una comunità sempre più attenta ai bisogni degli ultimi».

Umbria / Presentato il Rendiconto regionale 8xmille 2025

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Giovedì 12 marzo è stato presentato il Rendiconto regionale dell’Umbria che racconta come la Regione abbia beneficiato delle ingenti risorse provenienti dall’8xmille. Il documento – scrive il diacono Giovanni Lolli, che da 9 anni ne cura la pubblicazione – “non si limita ad esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza”.

Fra queste molte quelle dedicate a persone anziane, in un contesto demografico e sociale che vede crescere i bisogni. Con la sua attenzione pastorale e le sue iniziative di prossimità la Chiesa è impegnata affinché, come osservava Romano Guardini, la vecchiaia non sia per nessuno soltanto la conclusione della vita, ma possa avere un senso buono e profondo; un senso che aiuta l’anziano a riconciliarsi con la propria condizione e a dar ancora prova di pazienza, di stupore e di riconoscenza.

Di seguito proponiamo l’introduzione al Rendiconto a firma del coordinatore regionale del Sovvenire diacono Giovanni Lolli e una sua breve intervista rilasciata qualche anno fa su come nasce questo progetto regionale di rendicontazione dei fondi dell’8xmille arrivato alla nona edizione.

«Noi non abbandoniamo nessuno», è quanto afferma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della CEI nel presentare il rendiconto nazionale dell’8xmille. Il nostro Rendiconto regionale, giunto ormai alla nona edizione, ha dimostrato che quest’affermazione non è un semplice slogan, ma il cardine dell’impegno della Chiesa italiana, che si riflette anche quest’anno nel rendiconto sull’utilizzo dell’8xmille delle Chiese dell’Umbria, documento che non si limita ad esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza. I fondi, destinati dai cittadini attraverso la firma dell’8xmille, si traducono in azioni concrete: sostegno a chi è ai margini, aiuti alle famiglie in difficoltà, interventi anche nelle periferie del mondo, dai bambini privi di tutto agli anziani soli.

La visione ecclesiale supera la logica della mera assistenza: l’obiettivo è la promozione umana integrale, che viene raggiunto attivando percorsi educativi e di responsabilità condivisa. In questi nove anni nel rendiconto umbro abbiamo messo in evidenza varie sfaccettature di questo “non abbandonare”; dal lavoro di tutela del patrimonio artistico ecclesiale, alla vicinanza ai giovani, ai sacerdoti e, quest’anno in particolare, agli anziani e ai fragili. Anziani e fragili saranno in futuro una parte sempre più ampia della popolazione che richiederà sempre più il sostegno della Chiesa anche attraverso l’8xmille e la creatività della carità (cfr. pag 26 e seguenti).

Quest’impegno non può prescindere però dalla trasparenza che è garanzia di una corretta amministrazione delle risorse. Pubblicare il Rendiconto non è solo un obbligo normativo, ma la testimonianza di una gestione sobria e rigorosa, orientata al bene comune. Ogni progetto è valutato per impatto sociale e sostenibilità, rispondendo alla fiducia dei contribuenti.

Questa gestione riflette la rotta indicata dal Cammino sinodale e l’invito di Papa Francesco: essere una Chiesa “inquieta” e vicina agli “imperfetti”. Un’istituzione che, attraverso la cura trasparente delle risorse, si fa madre capace di accompagnare e soccorrere chi è ferito nel corpo e nello spirito.

 

In memoriam / È improvvisamente mancato don Enrico Triminì

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Con profonda tristezza e sincera partecipazione al dolore dell’intera comunità, annunciamo la scomparsa di don Enrico Triminì, il nostro incaricato diocesano, tornato alla Casa del Padre nelle prime ore dell’alba del 9 marzo. Aveva 68 anni.

La notizia, che ha scosso la Chiesa eusebiana, è stata resa nota dall’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo, che ha invitato tutti i fedeli alla preghiera. Don Enrico è morto nella sua canonica, per cause che sono ancora in fase di accertamento. Nella notte il Signore lo ha chiamato a sé, nel silenzio che accompagna le vite donate fino in fondo.

Parroco di Bianzè e Tronzano, e amministratore parrocchiale di Saluggia e Sant’Antonino, don Enrico ha vissuto il suo ministero con dedizione generosa, passo discreto, vicinanza ai piccoli e amore profondo per le comunità affidategli. La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto umano e pastorale difficile da colmare, ma anche una testimonianza luminosa di servizio e di fede.

Affidiamo don Enrico alla misericordia del Padre, certi che Colui che ha guidato i suoi passi sulla terra lo accoglierà ora nella pace senza fine. Uniti nella preghiera, abbracciamo la sua famiglia, le comunità parrocchiali e tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Il Signore gli doni il riposo eterno e la luce perpetua risplenda su di lui.

Il Servizio Nazionale per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa 

Sicilia / “Sostenere la Chiesa è responsabilità di tutti”: ad Acireale il convegno sul Sovvenire

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Si è svolto sabato 7 marzo, nella sala convegni dell’Aias di Acireale, l’incontro di approfondimento “Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti”, dedicato al tema del sostegno economico alla Chiesa cattolica e alla corresponsabilità dei fedeli nella vita delle comunità. L’iniziativa è stata promossa dal Serra Club InternationalDistretto 77 Sicilia e Calabria, in collaborazione con il Servizio per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Conferenza episcopale italiana e della Conferenza episcopale siciliana.

Ad aprire i lavori sono stati Mons. Raffaele De Angelis, Vescovo di Piana degli Albanesi e delegato Cesi per il Sovvenire, e Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento e Vescovo delegato uscente.

(Mons. Raffaele De Angelis)

Sovvenire alle necessità della Chiesa – ha sottolineato Mons. De Angelisnon è soltanto un aspetto economico, ma un gesto di fede e di corresponsabilità ecclesiale che nasce dalla comunione e sostiene la missione della Chiesa”.

Tra gli interventi, Mariuccia Lo Presti, presidente nazionale del Serra Club, ha richiamato l’esperienza della prima comunità cristiana descritta negli Atti degli Apostoli, mentre don Enrico Garbuio, collaboratore CEI del Sovvenire, ha approfondito il tema del convegno sulla dimensione spirituale e comunitaria della fede.

Nel suo intervento Massimo Monzio Compagnoni, responsabile CEI del Sovvenire, ha illustrato i dati relativi del sistema dell’8xmille, evidenziando come “questo strumento abbia permesso alla Chiesa in Italia di sostenere concretamente la carità, le attività pastorali, il patrimonio culturale e il servizio dei sacerdoti, grazie alla fiducia dei cittadini”.

(Massimo Monzio Compagnoni)
A presentare le attività 8xmille promosse sul territorio siciliano è stato don Arturo Grasso, direttore regionale dell’Ufficio Cultura e comunicazioni sociali della Cesi. Il convegno è stato moderato da Roberto Tristano, governatore del Distretto Sicilia e Calabria del Serra, che ha ricordato: “Il nostro impegno come laici è promuovere la cultura cattolica, sostenere le vocazioni e favorire una maggiore consapevolezza della corresponsabilità nella vita della Chiesa”.

(Roberto Tristano)

Durante l’incontro è intervenuta anche Letizia Franchellucci, incaricata CEI del coordinamento della rete territoriale nazionale, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra diocesi e comunità locali.

Le conclusioni sono state affidate al Vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana, che ha messo in evidenza il valore della comunione e della corresponsabilità ecclesiale.

Acireale / Il 7 marzo un convegno su “Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti”

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Si terrà ad Acireale un incontro sul sostegno alla Chiesa cattolica: vescovi e relatori a confronto sul “Sovvenire”. L’evento sarà, infatti, dedicato al tema “Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti” e riunirà autorevoli figure, ecclesiali e laiche, per riflettere sull’impegno concreto nella promozione del sostegno economico alla Chiesa.

Dettagli dell’Incontro

Il convegno si terrà sabato 7 marzo 2026, dalle ore 9.30, la Sala Convegni AIAS in Via Lazzaretto n. 65 ad Acireale (CT). L’apertura sarà affidata a S.E.R. Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento, e a S.E.R. Mons. Raffaele De Angelis, Vescovo di Piana degli Albanesi e delegato CESi per il “Sovvenire”.

Programma degli Interventi

Seguiranno relazioni sulle seguenti tematiche:

  • “Nessuno era bisognoso”: uno sguardo biblico alle origini della comunità cristiana (At 4,32-37), a cura della Prof.ssa Mariuccia Lo Presti, Presidente Nazionale Serra International Italia.
  • “Sovvenire alle necessità della Chiesa: un precetto”, con don Enrico Garbuio, collaboratore del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI.
  • “Chiamati a essere protagonisti”, intervento del dott. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI.

Spazio anche alle testimonianze territoriali curate da don Arturo Grasso, direttore regionale Ufficio cultura e comunicazioni sociali della CESi, e al progetto “Uniti possiamo: il cuore pulsante della raccolta sei tu”, con Letizia Franchellucci, incaricata del coordinamento rete territoriale del Servizio Promozione della CEI.

Le conclusioni saranno tratte da Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente CESi.

Modererà Roberto Tristano, Governatore Distretto Serra 77 Sicilia e Calabria.

Il convegno si propone di attuare processi divulgativi sul sostegno economico alla Chiesa cattolica, tema che ha segnato un significativo punto di svolta a seguito della revisione del Concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica nel 1984. Superati i finanziamenti diretti dello Stato per le congrue e gli edifici di culto, a partire dal 1989 sono entrate in vigore due nuove forme di sostegno economico alla Chiesa cattolica. Pur rimanendo valide e insostituibili le libere donazioni dei fedeli, questi nuovi strumenti di derivazione concordataria si sono aggiunti con attuazione rivolta, però, in via diretta ai cittadini: le Offerte per il sostentamento del clero, deducibili dal proprio reddito complessivo ai fini del calcolo dell’Irpef, e la scelta sulla destinazione dell’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef. L’incontro sarà incentrato, dunque, sulla corretta informazione relativa a queste due fonti di sostegno economico alla Chiesa e sull’importanza di partecipare corresponsabilmente al reperimento delle risorse economiche affinché essa possa continuare la sua missione di annuncio e di carità.

Giornate Nazionali di spiritualità / Dal 23 al 26 febbraio ad Abano Terme. Iscriviti ora!

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L’essere umano di fronte a Dio sarà il tema dell’edizione 2026 delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità riservate a Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire. Si terranno dal 23 febbraio al 26 febbraio ad Abano Terme (in allegato il programma).

Anche quest’anno il predicatore sarà p. Franco Annicchiarico SJ con il quale si intraprenderà un percorso meditativo su alcuni passi dei primi capitoli della Genesi 1-11: testi sapienziali che accompagneranno i partecipanti a vivere in preghiera alcune dimensioni fondamentali della propria esistenza.

Attraverso queste pagine bibliche si cercherà di riconoscere come Dio illumina le nostre relazioni:

  • con Lui, sorgente della vita;
  • con gli altri, nella bellezza e nella fatica della fraternità;
  • con i beni della terra, tra chiamata alla condivisione e tentazione del possesso;
  • con la vita e con la morte, nel loro mistero;
  • con tutta la creazione, affidata alla nostra custodia.

Saranno giornate nelle quali la Parola aiuterà ognuno a rileggere la propria esperienza quotidiana, conducendolo alla radice del suo essere e del suo vivere insieme agli altri.
L’esperienza prevede due momenti di meditazione al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, e offre l’occasione di colloqui personali con il predicatore.
Per favorire un clima di raccoglimento più intenso, dopo le due meditazioni quotidiane sarà osservato il silenzio, che si sospenderà durante i pasti.

LINK per iscriversi
https://iniziative.chiesacattolica.it/gnspiritualitasovvenire2026

Le iscrizioni sono ancora aperte.

 COSTI PER LA PARTECIPAZIONE

Le quote non sono frazionabili, rimborsabili.

  • Per Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire ‐ 50 €

Per le giornate non è prevista alcuna spesa di vitto e alloggio. Sono a carico del partecipante o della Diocesi la quota di iscrizione di 50 € e le spese di viaggio.

  • Per il coniuge o l’accompagnatore ‐ 200 €

Le giornate sono a carico del partecipante (viaggio, vitto e alloggio). Il costo di 200 €, da versare SOLO per il coniuge o l’accompagnatore, comprende:

  • la quota di iscrizione (di 50 €);
  • pernottamento in camera doppia;
  • la pensione completa (dal pranzo del 23 al pranzo del 26 febbraio).

Si prega di iscrivere, nel programma della gestione delle iniziative, anche l’accompagnatore. La camera doppia si può prenotare solo se accompagnati.

 IBAN

Le quote, di iscrizione e/o di partecipazione, possono essere versate:
conto intestato – Conferenza Episcopale Italiana
IBAN – IT17U0503411750000000165900

Descrizione: 23942 ‐ GN Spiritualità del Sovvenire 2026

 DOVE SIAMO

Terme Salesiani

  1. Camping e Hotel Terme “Mamma Margherita”- Via Monteortone, 63 – 35037 Teolo (PD) – https://www.termesalesiani.it/mammamargherita/
  1. Casa per Ferie “San Marco” – Via Santuario, 130 – 35031 Abano Terme (PD) – https://www.termesalesiani.it/sanmarco/

 COME ARRIVARE… IN AUTO

o Per chi percorre l’autostrada A4 Torino-Trieste, l’uscita consigliata è Padova Ovest, sia che si provenga da Milano che da Venezia; da qui si prosegue per la Tangenziale ovest (Corso Australia) fino all’uscita n°6 per Abano. Si imbocca quindi la strada per Abano, alla rotonda la prima uscita a destra successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

o Chi arriva dall’autostrada A13 (Bologna-Padova) può uscire al casello di Terme Euganee, seguire indicazioni per Abano Terme, successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

COME ARRIVARE… IN TRENO

o La stazione ferroviaria più vicina è quella di Terme Euganee a Montegrotto, sulla linea Bologna-Padova; vi fermano tutti i treni principali.

o Altrimenti altrettanto comoda è la stazione di Padova, sulla linea Milano-Venezia, dove fermano tutti i treni. Proprio dal piazzale della stazione partono ogni ora i bus delle linee A, M, T, AT diretti ad Abano e Montegrotto (tempo di percorrenza 30-45 minuti). Entrambe le stazioni dispongono di servizio taxi.

 COME ARRIVARE… IN AEREO

o Anche l’aereo può essere il mezzo giusto per raggiungere Abano e Montegrotto. L’aeroporto più vicino è quello di Venezia (60 Km) dove fanno scalo le maggiori compagnie aeree nazionali e internazionali.
Da qui si può arrivare alle Terme Euganee in taxi, o con la linea bus diretta Aeroporto-Abano-Montegrotto (tempo di percorrenza 1h 30 min).

o Anche gli aeroporti internazionali di Treviso (70 Km) e Verona (80 Km) sono comunque abbastanza vicini e comodi da raggiungere.

Convegno a Viterbo / “Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. Difficoltà e prospettive future”

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“Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. Difficoltà e prospettive future” è il titolo di un Convegno organizzato dalla Diocesi di Viterbo e in particolar modo dal Servizio diocesano per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. L’evento si terrà nella Sala Alessandro IV (Palazzo dei Papi) in Piazza San Lorenzo (VT) il prossimo 13 febbraio dalle ore 17.00 alle 19.30.

Al Convegno saranno invitati Commercialisti, Referenti Parrocchiali del Sovvenire e i Rappresentanti dei Consigli economici parrocchiali. 
Introdurrà don Tancredi Muccioli, incaricato diocesano del Sovvenire della Diocesi, seguiranno i saluti di Stefano Tedeschi, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo.
Sono previsti gli interventi di:

  • Amedeo Rinalducci, presidente IDSC (Istituto Diocesano Sostentamento Clero);
  • Santino Tosini, direttore Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto della Diocesi (opere realizzate con i fondi dell’8xmille);
  • Giacomo Varone, incaricato del Sovvenire dell’Arcidiocesi di Bologna;
  • Massimiliano Meschini, commercialista.

Le conclusioni saranno a cura del Vescovo, S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza.

Modererà don Emanuele Germani, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi.

Caritas Italiana / “Taglio Basso. Come la povertà fa notizia”

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Quanto spazio viene dato alla povertà nei telegiornali, nei talk show e nei social media? In che modo viene raccontata? Con quali parole, immagini e cornici narrative? E quali stereotipi rischiano di essere rafforzati?

A queste domande prova a rispondere “Taglio basso. Come la povertà fa notizia”, il nuovo rapporto promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, presentato lo scorso 19 gennaio a Roma, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Il monitoraggio è stato condotto tra settembre 2024 e giugno 2025 con l’obiettivo è comprendere quanto e come il tema entri nell’agenda mediale e come viene raccontato. La ricerca ha analizzato la copertura mediatica delle diverse forme di povertà e di esclusione sociale nei principali telegiornali di prima serata, in un ampio campione di talk show televisivi e nei contenuti social di alcuni giornalisti e influencer.

Ne emerge un quadro articolato che mette in luce una presenza spesso episodica e marginale del tema, una prevalenza di letture riduttive e unidimensionali, un uso limitato di dati e fonti qualificate, e una frequente associazione della povertà a cornici emergenziali, securitarie o stereotipate.

«Dare centralità nel discorso pubblico a chi è povero – si legge in una nota del direttore Caritas Italiana don Marco Pagniello – significa prendere sul serio il principio, umano e cristiano, che la dignità di ogni persona è inviolabile. I media, nel loro migliore esercizio, sono chiamati a essere cassa di risonanza dei diritti negati, delle istanze che vengono dal basso, delle storie che possono smuovere le coscienze».

«La stampa, la televisione, la radio, il web contribuiscono a formare le coscienze e a promuovere la libertà, perché una società ben informata diventa in grado di partecipare e, dunque, di scegliere» – ha sottolineato don Pagniello – «Proprio perché crediamo nel ruolo prezioso dell’informazione, siamo convinti che raccontare la povertà e farlo mantenendo fede alle dimensioni della verità e della giustizia, sia una responsabilità che interpella tutti. Ognuno nel proprio ambito è chiamato a fare la sua parte per far sì che chi vive nel bisogno non resti anche senza voce».

Si legge nell’introduzione del rapporto a firma del direttore di Caritas Italiana: «Questo contributo vuole essere, innanzitutto, un ringraziamento e un incoraggiamento rivolto al mondo dell’informazione. Ringraziamento per tutto ciò che già si fa, spesso senza clamori, per illuminare le periferie sociali e dare voce a chi soffre. Incoraggiamento a proseguire su questa strada, rafforzando un’alleanza virtuosa tra media, società civile e istituzioni per combattere la povertà non solo con le politiche e i servizi, ma anche con le parole giuste. Raccontare bene la povertà, infatti, è una forma di cura e di servizio al Paese, perché contribuisce a creare consapevolezza diffusa, stimolare risposte solidali, costruire quel consenso necessario affinché nessuno venga lasciato indietro. La “parola pubblica” è un bene comune. Assumiamoci tutti insieme la responsabilità di scegliere i verbi giusti, di ascoltare davvero, di mettere in evidenza ciò che spesso resta fuori campo».

L’incontro ha quindi offerto anche uno spazio di confronto sull’importanza di un’informazione capace di coniugare accuratezza, linguaggio appropriato, rispetto della dignità delle persone e attenzione ai contesti, in linea con i principi deontologici della professione giornalistica.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia, Paolo Valente, vicedirettore di Caritas Italiana, Maurizio Di Schino, presidente UCSI Lazio e componente della Giunta esecutiva FNSI, Annamaria Graziano, del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. A concludere è stato don Marco Pagniello. L’incontro è stato moderato da Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI.

Qui la sintesi del rapporto e qui il rapporto.

Edilizia di culto / Cinque nuove chiese per le periferie romane

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A Roma il 13 gennaio è avvenuta la presentazione del “Programma nuove chiese” alla presenza del Cardinale Reina. Si punta, entro pochi anni, a dotare di strutture architettoniche sostenibili ed economiche cinque comunità parrocchiali già esistenti, ma finora prive di edifici destinati al culto e alla pastorale. Il 20 gennaio il lancio dell’avviso pubblico per individuare i progetti con una “Manifestazione di interesse” che, pubblicata sul sito della CEI, avrà lo scopo di individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione.

Vi proponiamo questo servizio, a cura di Paolo Ondarza per Vatican News, con le interviste al Cardinale Baldo Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI, e a Emanuele Pozzilli, architetto e direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma.

Se è vero che nel territorio della Diocesi di Roma sono già presenti circa un migliaio di chiese, va considerata la continua espansione demografica della città. Ogni singola parrocchia, ha specificato il Cardinale Reina, presenta “esigenze diverse” e il progetto presentato è “frutto di un dialogo e di un ascolto delle comunità, portato avanti da anni insieme alla CEI”. La finalità è dunque quella di “creare edifici rispondenti alle reali esigenze delle singole comunità, con l’auspicio di poterli inaugurare a breve”.

Negli ultimi 25 anni sono stati eseguiti 37 interventi, 25 dei quali riguardanti la costruzione di complessi parrocchiali. La spesa prevista per i lavori era di circa 98 milioni di euro, 57 dei quali provenienti dall’8xmille. “Sono numeri che evidenziano la centralità del tema della sostenibilità economica”, ha osservato don Luca Franceschini, “proprio per questo è necessario orientarsi verso edifici più sostenibili: non vogliamo più costruire grandi edifici in cemento armato”.

Anche per questo motivo, la proposta di realizzare costruzioni in legno ha incontrato il favore maggioritario di vescovi, parroci e comunità. “Lo sviluppo che negli ultimi due decenni ha interessato questa tecnologia, intrinsecamente ecologica e sostenibile”, ha evidenziato Emanuele Pozzilli, “consente di superare tutti i possibili pregiudizi e di apprezzarne i vantaggi, quali le proprietà isolanti, l’igroscopicità, la resistenza e la leggerezza, la resistenza al fuoco, nonché la possibilità di raggiungere livelli avanzati di prefabbricazione, con il conseguente maggiore controllo dei costi e dei tempi di realizzazione”.

La fase progettuale, che in accordo con la CEI avrà inizio a partire dal prossimo 20 gennaio, avrà lo scopo di individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione. “I gruppi di progettazione – ha spiegato Pozzilli – saranno costituiti da un tecnico progettista, da un liturgista e da un artista”. Gli esiti di tali procedure saranno valutati da una commissione giudicatrice. Seguirà un incarico professionale ai gruppi vincitori. L’affidamento dei lavori si svolgerà poi in forma di appalto integrato.

Cagliari / “8xmille: 40 anni di comunità, solidarietà e opere concrete della Chiesa”

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Rinnovare il valore dell’8xmille e rafforzare il rapporto di fiducia con i fedeli è stato il cuore dell’incontro organizzato a Cagliari dal Servizio diocesano del Sovvenire lo scorso 28 novembre8xmille e Sovvenire alla Chiesa: 40 anni di impegno comune”.

Un momento importante della conferenza è stato l’intervento dell’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Giuseppe Baturi, incentrato sul valore e sull’attualità del “Sovvenire alle necessità della Chiesa”, inteso come “precetto generale”.

Richiamando il canone 222 del Codice di Diritto Canonico, Mons. Baturi ha sottolineato che contribuire alle necessità della Chiesa non è un semplice gesto volontario, ma un dovere dei fedeli, necessario affinché la comunità ecclesiale possa portare avanti la propria missione: il culto, l’annuncio del Vangelo e la carità.

La responsabilità dei fedeli nel sostenere la Chiesa non è nuova. Fin dai primi secoli, le comunità cristiane hanno praticato forme concrete di solidarietà.

Emblematici alcuni esempi storici richiamati dall’Arcivescovo: la povertà radicale di Sant’Antonio Abate, la condivisione totale dei beni nelle prime comunità cristiane, l’ospitalità ai viaggiatori e ai bisognosi, il lavoro per sostenere se stessi e gli altri, l’elemosina come gesto diretto di solidarietà e le collette organizzate da San Paolo per i poveri di Gerusalemme, come forma di anticipazione di quella solidarietà universale che oggi ispira strumenti come l’8xmille.

Il sostegno alla Chiesa – come richiamato da Mons. Baturi – è volontario ma sistematico, motivato dall’appartenenza e dagli obiettivi ecclesiali: culto, carità e sostentamento dei ministri. Oggi questo principio si realizza attraverso offerte libere e strumenti concordatari come l’8xmille, che consentono non solo di finanziare le attività religiose, ma anche di assicurare una redistribuzione solidale tra parrocchie più ricche e più povere, in applicazione del principio di perequazione.

All’incontro è intervenuto anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile nazionale del Servizio promozione del Sovvenire, che ha ripercorso l’evoluzione dell’8xmille in questi anni. «La parola chiave è “insieme” – spiega –. È una storia costruita con le comunità: un cammino che ha permesso alla Chiesa di realizzare opere significative e rafforzare la propria presenza sul territorio. L’8xmille non è solo un sistema di finanziamento, ma uno strumento che mette al centro il bene comune».

Tuttavia, i numeri descrivono un calo nella partecipazione: «Da vent’anni la curva scende, con l’unica eccezione del 2020 (nel periodo pandemico). Ogni percentuale persa racconta una storia: famiglie e comunità che si allontanano o che si interrogano sul ruolo della Chiesa». La parola chiave, ha ribadito, è “fiducia”: «Dietro ogni firma c’è un atto di fiducia. Quando vacilla, sta a noi ricostruirla con trasparenza e umiltà».

Citando il cardinale Attilio Nicora, ideatore del sistema, Compagnoni ricorda che «il denaro non è uno scopo, ma un mezzo per fare del bene: la Chiesa non è un’azienda, è una comunità. L’8xmille è un legame di comunione».

Tra le maggiori criticità, la scarsa conoscenza del funzionamento del sistema da parte dei fedeli: «Il 70% non sa come la Chiesa si sostenga economicamente. Il 45% dei praticanti non firma».

Ecco allora l’importanza di far conoscere maggiormente l’importanza e l’impatto concreto di questo strumento nel nostro Paese e nel mondo.

Dal 1984 a oggi, la Chiesa cattolica ha rimesso in circolo oltre 30 miliardi di euro: 12 miliardi per culto e pastorale, 11 miliardi per il sostegno dei sacerdoti e 7 miliardi per opere caritative in Italia e nel mondo. In Sardegna i fondi ammontano a 800 milioni, di cui 155 milioni destinati alla carità; a Cagliari, 150 milioni totali, di cui 28 per la carità.

Oltre agli interventi nazionali, più di 2 miliardi sono stati destinati ai Paesi poveri e alle emergenze.

Nel solo 2024 la Chiesa ha destinato 275,1 milioni alle diocesi per opere caritative, 80 milioni ai poveri e 45 milioni alle emergenze nazionali e internazionali. Qui si inserisce l’impegno di Caritas Italiana: 6 milioni di pasti, 1,4 milioni di visite mediche gratuite, 277.000 persone aiutate e migliaia di interventi socio-sanitari. In Sardegna, nel 2024, 6 milioni sono stati investiti per la carità, di cui 3 milioni a Cagliari. Tra le eccellenze locali, l’ambulatorio della Caritas diocesana con 70 volontari, 18 specialità mediche, 1.700 prestazioni e 5.000 confezioni di farmaci gratuiti l’anno (in parte acquistati dalla Caritas diocesana e in parte ricevuti grazie a donazioni varie e alla recente collaborazione con il Banco farmaceutico): «Senza la carità sanitaria assisteremmo a un disastro sociale».

Con l’8xmille, in trent’anni, sono stati finanziati 1,3 miliardi per il restauro di chiese e beni culturali. «Il 70% del patrimonio artistico italiano è in gestione alla Chiesa». A Cagliari, tra gli interventi, figura la Chiesa di Sant’Eulalia.

«Molti non sanno che l’8xmille li ha già raggiunti in vario modo – aggiunge Compagnoni –:  matrimoni, battesimi, oratori, aiuti ricevuti. È il filo che tiene insieme la nostra società, soprattutto dove lo Stato arretra». Per migranti, giovani, periferie e paesi spopolati, le parrocchie restano spesso l’ultimo presidio: «Lo Stato se ne va, noi restiamo».

A quarant’anni dalla sua istituzione, l’8xmille resta «uno strumento essenziale ed efficace», ma occorre rinnovare il dialogo con i fedeli: «Vogliamo essere trasparenti. Serve ascolto, dialogo, racconto». L’invito finale è chiaro: «La firma non è un atto burocratico, ma una scelta di corresponsabilità. Venite a vedere, diventate protagonisti. Siate quel piccolo lievito di unità e fraternità di cui parla Papa Leone XIV».

Maria Chiara Cugusi