Category Archives: Territorio

Giornate Nazionali di spiritualità / Dal 23 al 26 febbraio ad Abano Terme. Iscriviti ora!

vai all’articolo
L’essere umano di fronte a Dio sarà il tema dell’edizione 2026 delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità riservate a Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire. Si terranno dal 23 febbraio al 26 febbraio ad Abano Terme (in allegato il programma).

Anche quest’anno il predicatore sarà p. Franco Annicchiarico SJ con il quale si intraprenderà un percorso meditativo su alcuni passi dei primi capitoli della Genesi 1-11: testi sapienziali che accompagneranno i partecipanti a vivere in preghiera alcune dimensioni fondamentali della propria esistenza.

Attraverso queste pagine bibliche si cercherà di riconoscere come Dio illumina le nostre relazioni:

  • con Lui, sorgente della vita;
  • con gli altri, nella bellezza e nella fatica della fraternità;
  • con i beni della terra, tra chiamata alla condivisione e tentazione del possesso;
  • con la vita e con la morte, nel loro mistero;
  • con tutta la creazione, affidata alla nostra custodia.

Saranno giornate nelle quali la Parola aiuterà ognuno a rileggere la propria esperienza quotidiana, conducendolo alla radice del suo essere e del suo vivere insieme agli altri.
L’esperienza prevede due momenti di meditazione al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, e offre l’occasione di colloqui personali con il predicatore.
Per favorire un clima di raccoglimento più intenso, dopo le due meditazioni quotidiane sarà osservato il silenzio, che si sospenderà durante i pasti.

LINK per iscriversi
https://iniziative.chiesacattolica.it/gnspiritualitasovvenire2026

Le iscrizioni sono ancora aperte.

 COSTI PER LA PARTECIPAZIONE

Le quote non sono frazionabili, rimborsabili.

  • Per Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire ‐ 50 €

Per le giornate non è prevista alcuna spesa di vitto e alloggio. Sono a carico del partecipante o della Diocesi la quota di iscrizione di 50 € e le spese di viaggio.

  • Per il coniuge o l’accompagnatore ‐ 200 €

Le giornate sono a carico del partecipante (viaggio, vitto e alloggio). Il costo di 200 €, da versare SOLO per il coniuge o l’accompagnatore, comprende:

  • la quota di iscrizione (di 50 €);
  • pernottamento in camera doppia;
  • la pensione completa (dal pranzo del 23 al pranzo del 26 febbraio).

Si prega di iscrivere, nel programma della gestione delle iniziative, anche l’accompagnatore. La camera doppia si può prenotare solo se accompagnati.

 IBAN

Le quote, di iscrizione e/o di partecipazione, possono essere versate:
conto intestato – Conferenza Episcopale Italiana
IBAN – IT17U0503411750000000165900

Descrizione: 23942 ‐ GN Spiritualità del Sovvenire 2026

 DOVE SIAMO

Terme Salesiani

  1. Camping e Hotel Terme “Mamma Margherita”- Via Monteortone, 63 – 35037 Teolo (PD) – https://www.termesalesiani.it/mammamargherita/
  1. Casa per Ferie “San Marco” – Via Santuario, 130 – 35031 Abano Terme (PD) – https://www.termesalesiani.it/sanmarco/

 COME ARRIVARE… IN AUTO

o Per chi percorre l’autostrada A4 Torino-Trieste, l’uscita consigliata è Padova Ovest, sia che si provenga da Milano che da Venezia; da qui si prosegue per la Tangenziale ovest (Corso Australia) fino all’uscita n°6 per Abano. Si imbocca quindi la strada per Abano, alla rotonda la prima uscita a destra successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

o Chi arriva dall’autostrada A13 (Bologna-Padova) può uscire al casello di Terme Euganee, seguire indicazioni per Abano Terme, successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

COME ARRIVARE… IN TRENO

o La stazione ferroviaria più vicina è quella di Terme Euganee a Montegrotto, sulla linea Bologna-Padova; vi fermano tutti i treni principali.

o Altrimenti altrettanto comoda è la stazione di Padova, sulla linea Milano-Venezia, dove fermano tutti i treni. Proprio dal piazzale della stazione partono ogni ora i bus delle linee A, M, T, AT diretti ad Abano e Montegrotto (tempo di percorrenza 30-45 minuti). Entrambe le stazioni dispongono di servizio taxi.

 COME ARRIVARE… IN AEREO

o Anche l’aereo può essere il mezzo giusto per raggiungere Abano e Montegrotto. L’aeroporto più vicino è quello di Venezia (60 Km) dove fanno scalo le maggiori compagnie aeree nazionali e internazionali.
Da qui si può arrivare alle Terme Euganee in taxi, o con la linea bus diretta Aeroporto-Abano-Montegrotto (tempo di percorrenza 1h 30 min).

o Anche gli aeroporti internazionali di Treviso (70 Km) e Verona (80 Km) sono comunque abbastanza vicini e comodi da raggiungere.

Convegno a Viterbo / “Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. Difficoltà e prospettive future”

vai all’articolo
“Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. Difficoltà e prospettive future” è il titolo di un Convegno organizzato dalla Diocesi di Viterbo e in particolar modo dal Servizio diocesano per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. L’evento si terrà nella Sala Alessandro IV (Palazzo dei Papi) in Piazza San Lorenzo (VT) il prossimo 13 febbraio dalle ore 17.00 alle 19.30.

Al Convegno saranno invitati Commercialisti, Referenti Parrocchiali del Sovvenire e i Rappresentanti dei Consigli economici parrocchiali. 
Introdurrà don Tancredi Muccioli, incaricato diocesano del Sovvenire della Diocesi, seguiranno i saluti di Stefano Tedeschi, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo.
Sono previsti gli interventi di:

  • Amedeo Rinalducci, presidente IDSC (Istituto Diocesano Sostentamento Clero);
  • Santino Tosini, direttore Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto della Diocesi (opere realizzate con i fondi dell’8xmille);
  • Giacomo Varone, incaricato del Sovvenire dell’Arcidiocesi di Bologna;
  • Massimiliano Meschini, commercialista.

Le conclusioni saranno a cura del Vescovo, S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza.

Modererà don Emanuele Germani, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi.

Caritas Italiana / “Taglio Basso. Come la povertà fa notizia”

vai all’articolo
Quanto spazio viene dato alla povertà nei telegiornali, nei talk show e nei social media? In che modo viene raccontata? Con quali parole, immagini e cornici narrative? E quali stereotipi rischiano di essere rafforzati?

A queste domande prova a rispondere “Taglio basso. Come la povertà fa notizia”, il nuovo rapporto promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, presentato lo scorso 19 gennaio a Roma, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Il monitoraggio è stato condotto tra settembre 2024 e giugno 2025 con l’obiettivo è comprendere quanto e come il tema entri nell’agenda mediale e come viene raccontato. La ricerca ha analizzato la copertura mediatica delle diverse forme di povertà e di esclusione sociale nei principali telegiornali di prima serata, in un ampio campione di talk show televisivi e nei contenuti social di alcuni giornalisti e influencer.

Ne emerge un quadro articolato che mette in luce una presenza spesso episodica e marginale del tema, una prevalenza di letture riduttive e unidimensionali, un uso limitato di dati e fonti qualificate, e una frequente associazione della povertà a cornici emergenziali, securitarie o stereotipate.

«Dare centralità nel discorso pubblico a chi è povero – si legge in una nota del direttore Caritas Italiana don Marco Pagniello – significa prendere sul serio il principio, umano e cristiano, che la dignità di ogni persona è inviolabile. I media, nel loro migliore esercizio, sono chiamati a essere cassa di risonanza dei diritti negati, delle istanze che vengono dal basso, delle storie che possono smuovere le coscienze».

«La stampa, la televisione, la radio, il web contribuiscono a formare le coscienze e a promuovere la libertà, perché una società ben informata diventa in grado di partecipare e, dunque, di scegliere» – ha sottolineato don Pagniello – «Proprio perché crediamo nel ruolo prezioso dell’informazione, siamo convinti che raccontare la povertà e farlo mantenendo fede alle dimensioni della verità e della giustizia, sia una responsabilità che interpella tutti. Ognuno nel proprio ambito è chiamato a fare la sua parte per far sì che chi vive nel bisogno non resti anche senza voce».

Si legge nell’introduzione del rapporto a firma del direttore di Caritas Italiana: «Questo contributo vuole essere, innanzitutto, un ringraziamento e un incoraggiamento rivolto al mondo dell’informazione. Ringraziamento per tutto ciò che già si fa, spesso senza clamori, per illuminare le periferie sociali e dare voce a chi soffre. Incoraggiamento a proseguire su questa strada, rafforzando un’alleanza virtuosa tra media, società civile e istituzioni per combattere la povertà non solo con le politiche e i servizi, ma anche con le parole giuste. Raccontare bene la povertà, infatti, è una forma di cura e di servizio al Paese, perché contribuisce a creare consapevolezza diffusa, stimolare risposte solidali, costruire quel consenso necessario affinché nessuno venga lasciato indietro. La “parola pubblica” è un bene comune. Assumiamoci tutti insieme la responsabilità di scegliere i verbi giusti, di ascoltare davvero, di mettere in evidenza ciò che spesso resta fuori campo».

L’incontro ha quindi offerto anche uno spazio di confronto sull’importanza di un’informazione capace di coniugare accuratezza, linguaggio appropriato, rispetto della dignità delle persone e attenzione ai contesti, in linea con i principi deontologici della professione giornalistica.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia, Paolo Valente, vicedirettore di Caritas Italiana, Maurizio Di Schino, presidente UCSI Lazio e componente della Giunta esecutiva FNSI, Annamaria Graziano, del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. A concludere è stato don Marco Pagniello. L’incontro è stato moderato da Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI.

Qui la sintesi del rapporto e qui il rapporto.

Edilizia di culto / Cinque nuove chiese per le periferie romane

vai all’articolo
A Roma il 13 gennaio è avvenuta la presentazione del “Programma nuove chiese” alla presenza del Cardinale Reina. Si punta, entro pochi anni, a dotare di strutture architettoniche sostenibili ed economiche cinque comunità parrocchiali già esistenti, ma finora prive di edifici destinati al culto e alla pastorale. Il 20 gennaio il lancio dell’avviso pubblico per individuare i progetti con una “Manifestazione di interesse” che, pubblicata sul sito della CEI, avrà lo scopo di individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione.

Vi proponiamo questo servizio, a cura di Paolo Ondarza per Vatican News, con le interviste al Cardinale Baldo Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI, e a Emanuele Pozzilli, architetto e direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma.

Se è vero che nel territorio della Diocesi di Roma sono già presenti circa un migliaio di chiese, va considerata la continua espansione demografica della città. Ogni singola parrocchia, ha specificato il Cardinale Reina, presenta “esigenze diverse” e il progetto presentato è “frutto di un dialogo e di un ascolto delle comunità, portato avanti da anni insieme alla CEI”. La finalità è dunque quella di “creare edifici rispondenti alle reali esigenze delle singole comunità, con l’auspicio di poterli inaugurare a breve”.

Negli ultimi 25 anni sono stati eseguiti 37 interventi, 25 dei quali riguardanti la costruzione di complessi parrocchiali. La spesa prevista per i lavori era di circa 98 milioni di euro, 57 dei quali provenienti dall’8xmille. “Sono numeri che evidenziano la centralità del tema della sostenibilità economica”, ha osservato don Luca Franceschini, “proprio per questo è necessario orientarsi verso edifici più sostenibili: non vogliamo più costruire grandi edifici in cemento armato”.

Anche per questo motivo, la proposta di realizzare costruzioni in legno ha incontrato il favore maggioritario di vescovi, parroci e comunità. “Lo sviluppo che negli ultimi due decenni ha interessato questa tecnologia, intrinsecamente ecologica e sostenibile”, ha evidenziato Emanuele Pozzilli, “consente di superare tutti i possibili pregiudizi e di apprezzarne i vantaggi, quali le proprietà isolanti, l’igroscopicità, la resistenza e la leggerezza, la resistenza al fuoco, nonché la possibilità di raggiungere livelli avanzati di prefabbricazione, con il conseguente maggiore controllo dei costi e dei tempi di realizzazione”.

La fase progettuale, che in accordo con la CEI avrà inizio a partire dal prossimo 20 gennaio, avrà lo scopo di individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione. “I gruppi di progettazione – ha spiegato Pozzilli – saranno costituiti da un tecnico progettista, da un liturgista e da un artista”. Gli esiti di tali procedure saranno valutati da una commissione giudicatrice. Seguirà un incarico professionale ai gruppi vincitori. L’affidamento dei lavori si svolgerà poi in forma di appalto integrato.

Cagliari / “8xmille: 40 anni di comunità, solidarietà e opere concrete della Chiesa”

vai all’articolo
Rinnovare il valore dell’8xmille e rafforzare il rapporto di fiducia con i fedeli è stato il cuore dell’incontro organizzato a Cagliari dal Servizio diocesano del Sovvenire lo scorso 28 novembre8xmille e Sovvenire alla Chiesa: 40 anni di impegno comune”.

Un momento importante della conferenza è stato l’intervento dell’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Giuseppe Baturi, incentrato sul valore e sull’attualità del “Sovvenire alle necessità della Chiesa”, inteso come “precetto generale”.

Richiamando il canone 222 del Codice di Diritto Canonico, Mons. Baturi ha sottolineato che contribuire alle necessità della Chiesa non è un semplice gesto volontario, ma un dovere dei fedeli, necessario affinché la comunità ecclesiale possa portare avanti la propria missione: il culto, l’annuncio del Vangelo e la carità.

La responsabilità dei fedeli nel sostenere la Chiesa non è nuova. Fin dai primi secoli, le comunità cristiane hanno praticato forme concrete di solidarietà.

Emblematici alcuni esempi storici richiamati dall’Arcivescovo: la povertà radicale di Sant’Antonio Abate, la condivisione totale dei beni nelle prime comunità cristiane, l’ospitalità ai viaggiatori e ai bisognosi, il lavoro per sostenere se stessi e gli altri, l’elemosina come gesto diretto di solidarietà e le collette organizzate da San Paolo per i poveri di Gerusalemme, come forma di anticipazione di quella solidarietà universale che oggi ispira strumenti come l’8xmille.

Il sostegno alla Chiesa – come richiamato da Mons. Baturi – è volontario ma sistematico, motivato dall’appartenenza e dagli obiettivi ecclesiali: culto, carità e sostentamento dei ministri. Oggi questo principio si realizza attraverso offerte libere e strumenti concordatari come l’8xmille, che consentono non solo di finanziare le attività religiose, ma anche di assicurare una redistribuzione solidale tra parrocchie più ricche e più povere, in applicazione del principio di perequazione.

All’incontro è intervenuto anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile nazionale del Servizio promozione del Sovvenire, che ha ripercorso l’evoluzione dell’8xmille in questi anni. «La parola chiave è “insieme” – spiega –. È una storia costruita con le comunità: un cammino che ha permesso alla Chiesa di realizzare opere significative e rafforzare la propria presenza sul territorio. L’8xmille non è solo un sistema di finanziamento, ma uno strumento che mette al centro il bene comune».

Tuttavia, i numeri descrivono un calo nella partecipazione: «Da vent’anni la curva scende, con l’unica eccezione del 2020 (nel periodo pandemico). Ogni percentuale persa racconta una storia: famiglie e comunità che si allontanano o che si interrogano sul ruolo della Chiesa». La parola chiave, ha ribadito, è “fiducia”: «Dietro ogni firma c’è un atto di fiducia. Quando vacilla, sta a noi ricostruirla con trasparenza e umiltà».

Citando il cardinale Attilio Nicora, ideatore del sistema, Compagnoni ricorda che «il denaro non è uno scopo, ma un mezzo per fare del bene: la Chiesa non è un’azienda, è una comunità. L’8xmille è un legame di comunione».

Tra le maggiori criticità, la scarsa conoscenza del funzionamento del sistema da parte dei fedeli: «Il 70% non sa come la Chiesa si sostenga economicamente. Il 45% dei praticanti non firma».

Ecco allora l’importanza di far conoscere maggiormente l’importanza e l’impatto concreto di questo strumento nel nostro Paese e nel mondo.

Dal 1984 a oggi, la Chiesa cattolica ha rimesso in circolo oltre 30 miliardi di euro: 12 miliardi per culto e pastorale, 11 miliardi per il sostegno dei sacerdoti e 7 miliardi per opere caritative in Italia e nel mondo. In Sardegna i fondi ammontano a 800 milioni, di cui 155 milioni destinati alla carità; a Cagliari, 150 milioni totali, di cui 28 per la carità.

Oltre agli interventi nazionali, più di 2 miliardi sono stati destinati ai Paesi poveri e alle emergenze.

Nel solo 2024 la Chiesa ha destinato 275,1 milioni alle diocesi per opere caritative, 80 milioni ai poveri e 45 milioni alle emergenze nazionali e internazionali. Qui si inserisce l’impegno di Caritas Italiana: 6 milioni di pasti, 1,4 milioni di visite mediche gratuite, 277.000 persone aiutate e migliaia di interventi socio-sanitari. In Sardegna, nel 2024, 6 milioni sono stati investiti per la carità, di cui 3 milioni a Cagliari. Tra le eccellenze locali, l’ambulatorio della Caritas diocesana con 70 volontari, 18 specialità mediche, 1.700 prestazioni e 5.000 confezioni di farmaci gratuiti l’anno (in parte acquistati dalla Caritas diocesana e in parte ricevuti grazie a donazioni varie e alla recente collaborazione con il Banco farmaceutico): «Senza la carità sanitaria assisteremmo a un disastro sociale».

Con l’8xmille, in trent’anni, sono stati finanziati 1,3 miliardi per il restauro di chiese e beni culturali. «Il 70% del patrimonio artistico italiano è in gestione alla Chiesa». A Cagliari, tra gli interventi, figura la Chiesa di Sant’Eulalia.

«Molti non sanno che l’8xmille li ha già raggiunti in vario modo – aggiunge Compagnoni –:  matrimoni, battesimi, oratori, aiuti ricevuti. È il filo che tiene insieme la nostra società, soprattutto dove lo Stato arretra». Per migranti, giovani, periferie e paesi spopolati, le parrocchie restano spesso l’ultimo presidio: «Lo Stato se ne va, noi restiamo».

A quarant’anni dalla sua istituzione, l’8xmille resta «uno strumento essenziale ed efficace», ma occorre rinnovare il dialogo con i fedeli: «Vogliamo essere trasparenti. Serve ascolto, dialogo, racconto». L’invito finale è chiaro: «La firma non è un atto burocratico, ma una scelta di corresponsabilità. Venite a vedere, diventate protagonisti. Siate quel piccolo lievito di unità e fraternità di cui parla Papa Leone XIV».

Maria Chiara Cugusi

8xmille / Diocesi di Cagliari: Mons. Baturi e Monzio Compagnoni sui “40 anni di impegno”

vai all’articolo
Venerdì 28 novembre alle 18 nella sala Benedetto XVI della Curia, a Cagliari, si terrà una conferenza in occasione dei 40 anni dell’istituzione del sistema 8xmille, promossa dal Servizio diocesano Sovvenire.

Si tratta di un momento di riflessione su uno strumento che nel tempo ha generato tanti frutti positivi e che richiede di essere rivalutato e compreso ulteriormente. All’appuntamento, aperto a tutti, sono invitati in particolarmente i parroci e i referenti parrocchiali.

La serata, che prevede la relazione introduttiva del direttore del Servizio diocesano don Alessandro Simula, ruoterà attorno al tema “8xmille e Sovvenire alla Chiesa: 40 anni di impegno comune”.
Seguiranno gli interventi dell’Arcivescovo, Mons. Giuseppe Baturi, e del responsabile nazionale del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica Massimo Monzio Compagnoni, che si occuperanno rispettivamente di “Sovvenire alle necessità della Chiesa: valore e attualità di un precetto generale” e “8xmille, 40 anni di presenza e impegno della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo. Una storia fatta insieme”.

“Celebrare i quarant’anni dell’8xmille e del Sovvenire – spiega don Alessandro Simula, direttore del Servizio diocesano del Sovvenire – significa riconoscere la storia di una Chiesa che cammina insieme alle persone, condividendo responsabilità, risorse e speranza. Questo impegno comune non è solo un sostegno economico, ma un segno concreto di corresponsabilità e fiducia reciproca”.

(Sir)

Bologna / Quali prospettive future sul sostegno economico alla Chiesa a 40 anni dalla riforma?

vai all’articolo
Giovedì 13 novembre nell’Auditorium Santa Clelia Barbieri della Curia Arcivescovile si è svolto il convegno «Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono. A 40 anni dalla riforma, le prospettive future» promosso dal Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica con la collaborazione di Ucid (Unione cattolica Imprenditori Dirigenti), Fondazione «Centesimus Annus», Istituto Diocesano Sostentamento Clero, Ucsi (Unione cattolica Stampa italiana) Emilia-Romagna e Centro San Domenico, di cui vi proponiamo qui la registrazione.

I lavori sono stati introdotti e coordinati da Giacomo Varone, responsabile del Servizio per la Promozione del Sostegno economico della Chiesa di Bologna. Sono intervenuti Giulio Tremonti, parlamentare della Repubblica italiana e presidente della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati e Paolo Pagliaro, editorialista, giornalista di LA7. Le conclusioni sono state affidate al Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

 

 

Diocesi di Roma / Caritas: presentato il Rapporto sulla Povertà

vai all’articolo
Roma si conferma una città di contrasti: in crescita e più dinamica sul piano economico, ma ancora divisa tra chi beneficia della ripresa e chi ne resta escluso, con disuguaglianze che rischiano di incrinare la sua coesione sociale. Una “città di cristallo”: brillante e in vetrina per i grandi eventi, grazie alle numerose opere che hanno cambiato il volto della città contribuendo allo sviluppo economico, ma segnata da disuguaglianze e povertà che continuano a incidere sulla vita di migliaia di persone.

È quanto emerge dal Rapporto 2025 “La povertà a Roma: un punto di vista”, realizzato dalla Caritas diocesana di Roma e presentato pochi giorni fa nel Palazzo del Vicariato in una conferenza stampa che ha visto la presenza del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, di Massimiliano Maselli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio e di Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana.

«La ripresa economica non è omogenea, le disuguaglianze persistono e la povertà assume forme sempre più sottili: educativa, abitativa, relazionale. E mentre Roma si affaccia all’ultima parte del Giubileo, il nostro impegno non può ridursi a una celebrazione, ma deve tradursi in un’attenzione concreta alle ferite sociali della città» ha detto il cardinale Baldo Reina nel corso della presentazione.

«Roma – ha detto Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana – ha l’urgente bisogno di far riecheggiare la melodia della coesione sociale, per proporre un’alternativa al dolore sociale che rischia sempre più di tradursi in rancore e che vede l’epicentro nella vastità di aree della città, soprattutto nelle sue periferie, dove tende ad imporsi il fenomeno della solitudine, dell’assenza di servizi, del senso di insicurezza, della mancanza di vere alternative di offerta di contenuti veri e di possibili risposte alla profonda domanda di senso per la propria vita, che proviene soprattutto dalle giovani e le giovanissime generazioni».

Nella Capitale, nel 2024, nonostante un reddito medio pro capite superiore alla media nazionale (31.316 euro contro 24.830), il 15,8% dei residenti è a rischio povertà, il 6,9% vive in gravi condizioni abitative e il 3,2% sperimenta deprivazione materiale e sociale. Cresce anche la quota di lavoratori poveri, oggi all’8,5%, segno che un impiego non basta più a garantire stabilità economica.

Nello stesso periodo, la Caritas diocesana di Roma, presente con 52 servizi diocesani e 224 Centri di ascolto parrocchiali, ha incontrato 24.796 persone (+1% rispetto al 2023), con un numero stimato di 60 mila beneficiari delle diverse forme di aiuto. Il 38,9% delle persone si è rivolta alla Caritas per la prima volta nel corso del 2024: il segnale di un bisogno nuovo, spesso legato a situazioni di crisi improvvisa o temporanea, come quella dei migranti di passaggio.

Ma resta anche l’altra faccia della povertà: quella di lunga durata. Circa il 60% delle persone frequenta i servizi da più anni; un terzo si rivolge regolarmente ai Centri di ascolto o alle mense da oltre dieci anni. È la povertà degli “invisibili stabili”, di chi resta escluso dai benefici della crescita economica, in bilico tra precarietà e resistenza quotidiana.

Il volume, 132 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse nel corso del 2024. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, gli empori della solidarietà, le mense sociali, l’assistenza sanitaria e l’accompagnamento sociale. Insieme allo scenario economico-sociale della Capitale, vi sono anche due approfondimenti sulla comunità peruviana, diventata la più numerosa come presenze nei servizi della Caritas, e sulla solitudine delle persone anziane.

Diocesi di Napoli / Il sostegno economico alla Chiesa si fa spettacolo e cultura

vai all’articolo
Il primo convegno “2.0” sul Sovvenire, organizzato dall’incaricato diocesano diacono Raffaele Iervolino mercoledì 29 ottobre a Napoli, ha voluto essere un approccio nuovo, dinamico e fortemente radicato nel tessuto sociale e culturale partenopeo.

L’incontro ha dunque rotto gli schemi tradizionali per affrontare il tema del sostegno economico (in particolare l’8xmille) in chiave inedita.

Formazione e Spettacolo è stata una formula innovativa.

L’evento non si è limitato all’analisi di dati e prospettive economiche. L’obiettivo era dimostrare come il sostegno consapevole dei fedeli sia un investimento diretto nel patrimonio sociale e culturale di Napoli. Il momento clou è stato l’integrazione tra la comunicazione istituzionale e la performance artistica: Il Dono in Scena. I ragazzi dell’Oratorio parrocchiale hanno messo in scena una drammatizzazione per spiegare con semplicità e immediatezza il valore della corresponsabilità e del “dono consapevole”.

Ritmo e Spiritualità. La serata si è conclusa con l’esibizione di un coro Gospel che ha celebrato i temi del dono e della solidarietà trasformando un tema economico in un’esperienza di comunione e gioia collettiva.

“Abbiamo voluto dimostrare che parlare di 8xmille e Sovvenire non è solo una questione di bilanci, ma un atto di profonda cultura e di appartenenza al nostro territorio,” ha dichiarato il diacono Iervolino. “L’energia e la generosità di Napoli meritano di essere raccontate anche attraverso questi gesti concreti di sostegno alla Chiesa che opera nel sociale e tutela i suoi tesori”.

L’iniziativa ha segnato un precedente importante, aprendo una nuova via per la comunicazione dei temi ecclesiali, unendo trasparenza, dati locali e l’arte di coinvolgere l’intera comunità.

Diocesi di Napoli / Napoli racconta: il primo convegno sul “Sovvenire 2.0”

vai all’articolo
Organizzato dall’incaricato Raffaele Iervolino, si terrà il 29 ottobre alle 19.30 il primo convegno sul “Sovvenire 2.0” sull’informazione e la formazione del Sovvenire oggi.

L’evento si svolgerà in una sala del Teatro Paradiso di Cappella Cangiani (Via Mariano Semmola, 15 Napoli) con degli approfondimenti relativi al territorio napoletano.

Si farà, tra l’altro, sensibilizzazione sull’8xmille e le sue potenzialità di realizzare migliaia di progetti, vista la forte rilevanza sociale e la tutela del patrimonio storico culturale che contraddistingue in particolare Napoli. Si parlerà dei valori: comunione, corresponsabilità, partecipazione attiva dei fedeli, trasparenza, perequazione e solidarietà, cardini dell’incontro diviso in quattro momenti:

1) proiezione di un filmato relativo al Sovvenire

2) una fotografia di oggi: il Sovvenire a Napoli

3) proposte e progetti

4) l’arte di comunicare: “la parrocchia si racconta in musica e parole”.

Programma in allegato.