Category Archives: Newsletter In Cerchio

Sostentamento del clero / Preti chiamati alla comunione

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Vi segnaliamo un articolo a firma di don Alessandro Di Medio per il Sir su una prima riflessione relativa alla revisione sinodale della Ratio fundamentalis per la formazione sacerdotale. Il dibattito riguarda la crisi delle vocazioni e propone percorsi formativi più legati alla vita reale delle comunità, alternando seminario e immersione pastorale, per preparare presbiteri capaci di servire concretamente il popolo di Dio e accompagnare la missione della Chiesa.

Nel testo si affrontano diversi aspetti.

La formazione dei sacerdoti è oggi una questione cruciale. Il Sinodo richiama l’attenzione sulla necessità di rivedere la Ratio fundamentalis perché dalla qualità della formazione dipende in gran parte il futuro della Chiesa, già segnato da un calo di vocazioni e da fragilità interne al clero.

Il ruolo del prete resta insostituibile. Nonostante le difficoltà, il ministero presbiterale viene ribadito come essenziale: il sacerdote è chiamato a servire il Popolo di Dio attraverso l’annuncio della Parola e i sacramenti, radicando tutto nella propria consacrazione battesimale.

Il modello seminaristico tradizionale mostra limiti evidenti. Molti candidati sperimentano un forte scarto tra la vita protetta del Seminario e la realtà pastorale, fatta di complessità, relazioni e imprevisti. L’isolamento prolungato può perfino generare regressioni, soprattutto in adulti che arrivano al Seminario con già un percorso di vita alle spalle.

Si propone, dunque, una formazione più realistica e integrata. Il Sinodo suggerisce un percorso che alterni momenti di ritiro e discernimento a esperienze concrete accanto alle comunità. Non alternative, ma complementari: perché la vita vera diventi parte integrante del cammino formativo, evitando artificiali distacchi dal Popolo di Dio.

Il discernimento delle vocazioni è compito dell’intera Chiesa. Non solo del Seminario: tutta la comunità ecclesiale deve partecipare alla verifica della vocazione, perché i futuri sacerdoti vivranno poi nelle parrocchie e nelle famiglie. Una formazione condivisa aiuta a evitare idealizzazioni e prepara preti maturi, capaci di abitare la realtà con responsabilità.

Alife-Caiazzo / A Formicola parrocchia e Azione Cattolica ci mettono la firma

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Una nuova parrocchia della Diocesi di Alife-Caiazzo aderisce alle campagne Una firma per unire e Uniti nel Dono della Chiesa Cattolica Italiana. Siamo a Formicola, paesino geograficamente collocato al centro della provincia di Caserta, di antiche origini storiche, immerso nel verde, circondato dalla catena dei Monti Trebulani. La notizia è stata pubblicata su clarusonline.it.

Da quando è iniziata la nuova progettazione sperimentale dell’Ufficio Nazionale CEI, con le campagne Una firma per unire e Uniti nel dono, rivolta a 5.000 parrocchie sulle 25.000 presenti in Italia, attraverso l’uso della piattaforma digitale unitiinrete.it, con regolamento e adempimenti da assolvere, la Diocesi di Alife-Caiazzo partecipa con una media di 8/10 parrocchie all’anno che si iscrivono, portano a termine i due progetti, effettuano l’incontro di formazione e ricevono il contributo previsto.

Grazie alla disponibilità del nuovo sacerdote Don Davide Russo, arrivato in paese alla guida della parrocchia di Santa Cristina e San Prisco nel dicembre 2024, è stato possibile anche qui lanciare i progetti e rendere partecipe la comunità di questa iniziativa nazionale. Il sacerdote, contattato dall’Ufficio diocesano di riferimento, ed informato del valore del progetto, ha coinvolto la comunità e in particolare l’Azione cattolica parrocchiale. È nota infatti da tempo la collaborazione, ormai più che ventennale, tra Azione Cattolica Italiana e il Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, associazione privilegiata per la sensibilizzazione e la divulgazione (le altre sono i catechisti e egli Insegnanti di religione), perché sono dediti alla formazione del cristiano in cui non può mancare l’aspetto anche tangibile di partecipazione e corresponsabilità alle necessità, anche economiche, della Chiesa.

In virtù di questa sinergia, è stata nominata referente parrocchiale proprio la Presidente di AC, Teresa Golino, che con i suoi associati ha provveduto a sensibilizzare la comunità, coinvolgendo i vari gruppi e realtà presenti nel territorio, con lo spirito di una famiglia attorno al giovane pastore. Così hanno preso parte al progetto Una firma per unire.

Per la campagna Uniti nel dono, oltre alla raccolta delle offerte conclusasi il 15 dicembre, hanno organizzato l’incontro per la formazione al Sovvenire, curato ed animato dall’incaricata diocesana Annamaria Gregorio, il 18 dicembre 2025.

Partendo dall’anniversario della Legge n. 222 del 1985, di cui si sono illustrate le caratteristiche, sono stati affrontati argomenti come i fondamenti teologici e i valori del Sovvenire, il senso di comunità, il senso di unione, comunione e appartenenza ad una Chiesa più grande, per la quale adoperarsi. Poi sono state ricordate le iniziative collegate alle Giornate Nazionali, Una firma per unire e Uniti nel dono, specificando per entrambe anche le informazioni di carattere puramente tecnico-fiscale, sia per quanto riguarda il valore della firma per la destinazione dell’otto per mille alla Chiesa cattolica, sia per quanto riguarda l’erogazione liberale a sostegno dei sacerdoti con la deducibilità fiscale. La prima esperienza si è rivelata utile; ci si auspica per il prossimo anno di diffondere con maggior convinzione lo spirito di comunione, corresponsabilità e partecipazione all’unica realtà parrocchiale e soprattutto al sostegno economico alla Chiesa Cattolica.

L’Ufficio Sovvenire diocesano si conferma al lavoro con il supporto dell’Ufficio Comunicazioni sociali e dell’Istituto Sostentamento Clero della diocesi di Alife-Caiazzo.

Quaresima 2026 / La CEI lancia l’iniziativa Parola e parole per risorgere, un cammino digitale aperto a tutti

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Il Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI propone un originale percorso sul web che invita i fedeli a vivere la Quaresima non come privazione, ma come esperienza di libertà e risurrezione interiore. Titolo dell’iniziativa Parola e parole per risorgere.

L’invito è aperto a tutti. Qui il link per l’iscrizione.

A partire dal 22 febbraio, ogni domenica diventerà una tappa di incontro e riflessione. Al centro, un personaggio biblico che, attraverso la propria storia, illumina le dinamiche della conversione, del dubbio, della caduta e della rinascita. A guidare il percorso, i commenti audio ai Vangeli domenicali di Mons. Erio Castellucci, Vicepresidente della CEI.

La conversione è uno sguardo nuovo sulla realtà, un cambiamento che coinvolgerà tutta la vita. Ma che cosa significa davvero?

Convertirsi durante la Quaresima non significa privarsi, ma liberarsi”. Con queste parole il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sintetizza l’essenza di uno dei periodi più intensi dell’anno liturgico: non una stagione di rinunce, dunque, ma un’opportunità per alleggerire il cuore, ritrovare il senso delle scelte quotidiane e riaprire lo sguardo alla speranza.

In un tempo segnato da incertezze, stanchezze e polarizzazioni, questa proposta si presenta, dunque, come un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi cambiare.

Parola e parole per risorgere si rivolge a tutti coloro che vivono già un cammino di fede, a chi cerca nuovi significati, a chi sente il bisogno di una pausa che non sia evasione ma profondità.

Domenica dopo domenica, la Parola entra così nella vita quotidiana. Non come messaggio distante, ma come voce che interpella, consola e orienta. È la stessa domanda posta da Gesù ai discepoli “Voi chi dite che io sia?” a risuonare ancora oggi.

Chi si incontrerà durante il percorso? Il Vangelo domenicale, bussola che orienta il nostro cammino settimanale; il commento audio al Vangelo a cura del Vescovo, Mons. Erio Castellucci; un racconto originale in prima persona, dove si potrà leggere il punto di vista di uno dei personaggi biblici a cura del giornalista Marco Barsani; la storia di un sacerdote e della sua comunità legata a un verbo rappresentativo del Vangelo domenicale, un verbo che traccia il percorso settimanale come indicato da Gesù nel Vangelo.

Un’opportunità da non perdere! Iscriviti al percorso Parola e parole per risorgere realizzato anche per te.

Ricordiamo che il cammino è aperto a tutti, qui il link per l’iscrizione, vivi la Quaresima con noi! Scopri e iscriviti al percorso.

In allegato formati utili di banner da poter pubblicare sui siti diocesani, parrocchiali, web.

Uniti nel Dono / Andria, la parrocchia cantiere di relazioni

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La parrocchia S. Giuseppe Artigiano di Andria si prepara a festeggiare i suoi 50 anni.
Don Sergio di Nanni, da oltre 12 anni a servizio di questa comunità, ci accompagna in un viaggio alla scoperta della storia e dei sogni di questo crocevia di umanità, dove generazioni diverse si incontrano alla ricerca del bene comune.

Leggi la sua testimonianza su unitineldono.it.

Uniti nel Dono / Infografica. Povera Italia…

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Negli ultimi dieci anni, è quasi raddoppiato (+ 42%) il numero di coloro che in Italia vivono in povertà assoluta, ovvero non dispongono delle risorse necessarie per una vita dignitosa e sono impossibilitati ad accedere a un paniere di beni e servizi essenziali (alimentazione adeguata, abbigliamento, abitazione). Per la maggior parte sono famiglie con minori, lavoratori poveri e stranieri. Ma la Chiesa non li abbandona…scopri tutta l’infografica a cura di Caritas Italiana su unitineldono.it.

Uniti nel Dono / Pompei: nel nome di Maria, a servizio dell’uomo

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Andiamo alla scoperta di quella “cittadella della Carità legata al culto del santuario mariano e del suo fondatore, che adotta uno stile cordiale e giovanile, in una collaborazione fattiva con gli enti pubblici”. Così ce la racconta don Antonio Protano, responsabile delle opere di carità legate al Santuario di Pompei e parroco al Sacro Cuore di Gesù.
Insieme alla sua, le voci di tanti altri religiosi e volontari che qui si spendono ogni giorno.

Scopri la sua storia su unitineldono.it.

Uniti nel Dono / Il parroco amico di tutti nel Venezuela in crisi

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Da quasi un quarto di secolo don Giannino Prandelli (fidei donum di Brescia) vive la sua missione sacerdotale in Venezuela: un paese ricco di contraddizioni, dove le fasce di popolazione più fragili (gli anziani e i minori) sono quelle che la comunità cristiana si sforza in ogni modo di sostenere maggiormente. Miela Fagiolo D’Attilia lo ha intervistato all’indomani della cattura di Maduro da parte degli statunitensi.

Sorpresa, preoccupazione, incertezza. La notizia arrivata quella mattina all’alba da Caracas via social ha lasciato la cittadina di El Callao sconvolta. «Quando abbiamo capito, la cosa già era successa, siamo a mille chilometri circa dalla capitale. Dopo la cattura di Maduro, la gente è rimasta paralizzata, anche perché le forze dell’ordine impedivano di muoversi di casa. Il clima era molto teso». Don Giannino Prandelli, classe 1955, fidei donum di Brescia in Venezuela dal 2002, racconta l’incertezza della gente di El Callao, una cittadina di circa 100mila abitanti nello Stato di Bolivar, nel Sud est del Paese, dove è parroco di Nostra Signora del Carmen. Malgrado la regione sia ricca di foreste e di miniere aurifere, le persone devono sopravvivere alla mancanza di mezzi, beni alimentari e medicine, in una crisi economica che ha spinto negli ultimi anni più di nove milioni di venezuelani a lasciare il Paese. Moltissimi giovani sono partiti, ma i più fragili, soprattutto gli anziani, sono rimasti, con una pensione sociale di meno di un dollaro al mese e un buono statale per generi alimentari a prezzi accessibili. (L’articolo completo su unitineldono.it).

Uniti nel Dono / Mons. Carlassare: “Senza la misericordia non possiamo vivere”

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A Schio (VI), nel luogo dove si conserva la memoria di Santa Giuseppina Bakhita, abbiamo incontrato il Vescovo di Bentiu, Mons. Christian Carlassare, raccogliendo la sua testimonianza missionaria in Sud Sudan e la sua riflessione sulla centralità della misericordia nella vita cristiana.

(Testo, foto e video di Giovanni Panozzo)

Violenza e perdono

“Quando mi sono trovato un fucile spianato di fronte a me, a soli tre metri di distanza, erano solo tre metri ma c’era una grande distanza tra me e la persona che imbracciava quell’arma. Non mi sarei mai aspettato di essere il bersaglio di un attacco, ma in quel momento ho visto tutta la distanza tra la rabbia e la violenza che mi stava davanti e quanto ho sempre cercato di vivere e sento di dover vivere. Per questo le parole subito dopo l’attentato sono state parole di perdono, parole che hanno liberato prima di tutto me da quanto era accaduto, parole che hanno cercato di ricucire la distanza che c’era tra me e le persone che mi hanno attaccato”.

Sono passati quasi cinque anni da quella notte di aprile del 2021, quando due uomini introdottisi nella sua casa lo percossero e gli spararono alle gambe, ma nel cuore del giovane missionario comboniano –  che era appena stato nominato vescovo – il sigillo della misericordia si è fatto ancor più indelebile.

“Senza la misericordia non si può vivere, soprattutto quando si fanno delle esperienze dure nella propria vita, in cui ci si sente feriti. Capita a tutti, ma non capita a tutti di ricevere questo dono: essere capaci di vivere il perdono. La misericordia è quello che ci rende davvero liberi. La misericordia che parte dal perdono è un dono che si fa innanzitutto a noi stessi, per vivere nella libertà dalla rabbia, dalla paura, dall’insoddisfazione”.

Qui l’articolo completo.

Chi è Mons. Christinan Carlassare – Nato a Schio (VI) nel 1977, dopo la maturità entra nei missionari comboniani del Cuore di Gesù e nel 2004 viene ordinato sacerdote, a Verona. Dopo l’ordinazione parte per il Sudan del Sud per imparare la lingua nuer e dal 2006 al 2016 è prima vicario parrocchiale e poi parroco nello stato di Jonglei. Per la sua congregazione, dal 2017 al 2019 è vice-provinciale in Sudan del Sud. Nel 2020 viene nominato vicario generale della diocesi di Malakal e l’8 marzo 2021 papa Francesco lo nomina Vescovo di Rumbek. Al momento della sua elezione è il più giovane Vescovo cattolico italiano. Nella notte tra il 25 e il 26 aprile 2021 fanno irruzione nella sua canonica due uomini armati che prima picchiano il presule e poi gli sparano alle gambe. Il 25 marzo 2022, rimessosi in salute, riceve l’ordinazione episcopale, nella cattedrale della Sacra Famiglia a Rumbek e prende possesso della diocesi. Il 3 luglio 2024 papa Francesco lo nomina primo Vescovo di Bentiu. L’11 agosto successivo prenderà possesso della diocesi.

 

Uniti nel Dono / Don Emilio, giardiniere di Dio per tutte le età

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Dai bambini ai più anziani, nella comunità parrocchiale di Santa Maria Apparente a Civitanova Marche, don Emilio Rocchi vive il proprio impegno sentendosi chiamato a “coltivare, annaffiare e far crescere tutto il buono che c’è”. Dalla scuola materna alla pastorale per la terza età, quella della pastorale famigliare è la nota dominante, in un dialogo tra le generazioni. Il parroco è un punto di riferimento anche per il Movimento dei Focolari. Scopri la sua storia e della sua comunità nel servizio di Giulia Rocchi su unitineldono.it.