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Napoli / L’incaricato Raffaele Iervolino: “l’8xmille non è burocrazia, è opera pastorale!”

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Cari amici, voglio condividere con voi un bellissimo articolo di Emanuela Scotti uscito lo scorso 21 giugno su Nuova Stagione, il nostro giornale diocesano. Si intitola “La forza della comunità” ed è la prova vivente di quello che dico sempre: una firma può davvero cambiare la vita e la storia di un quartiere. Nell’articolo si parla dello straordinario lavoro di don Michele Pezzella a Pizzofalcone. Grazie ai fondi dell’8xmille, si è impresso un motore di vitalità e riscatto per l’intera comunità, permettendo il recupero e il restauro del Santuario dell’Immacolata sul Monte Echia.

Parliamo di una perla della nostra città che era abbandonata e chiusa da circa 40 anni! Oggi quel bene viene restituito alla sua gente, alle sue radici e al quartiere. Come dice don Michele, la Chiesa non finanzia mai interamente le opere, ma chiede il concorso e la corresponsabilità delle energie locali.

Quando firmiamo, non stiamo pagando una tassa, stiamo facendo un atto di fiducia per riappropriarci di un bene che lega il passato al futuro! I cittadini e i fedeli non sono semplici spettatori, ma i veri protagonisti della rinascita.

Guardate cosa fa la vostra firma. Siate contagiosi! NON ESITATE, LA TUA FIRMA È PIÙ DI QUANTO CREDI.

Raffaele Iervolino, incaricato del Sovvenire della diocesi di Napoli

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Dietro la rinascita di una comunità non ci sono soltanto cantieri e restauri, ma persone, visioni e gesti concreti di partecipazione. A Pizzofalcone, il recupero del santuario dell’Immacolata sul Monte Echia e di altri luoghi simbolo del quartiere rappresenta un esempio significativo di come la tutela del patrimonio storico e artistico possa diventare occasione di crescita sociale, culturale e spirituale. Ne abbiamo parlato con il parroco, don Michele Pezzella, che ci ha raccontato il ruolo determinante dei fondi dell’8xmille nella rinascita della Chiesa e del territorio, soffermandosi sul valore della corresponsabilità dei cittadini e sull’importanza di una firma che contribuisce a trasformare la solidarietà in opere concrete.

Don Michele, quale ruolo hanno avuto i fondi dell’8xmille nella rinascita della Chiesa e dell’opera pastorale di Pizzofalcone?
I fondi dell’8xmille agiscono come un motore di vitalità e rinascita per le comunità locali, rappresentando una risorsa strategica per la conservazione ed il consolidamento di edifici storici che, senza questo sostegno, rischierebbero l’abbandono. Casi come il restauro del santuario dell’Immacolata sul Monte Echia, abbandonata e chiusa da circa 40 anni, dimostrano come questi interventi restituiscano al quartiere e alla città la propria memoria storica, le proprie radici, il senso di appartenenza e di cura che ne proviene. La firma non è solo un atto burocratico, ma un modo per esprimere appartenenza e fraternità effettiva. Rappresenta la scelta di non stare “alla finestra a vedere la vita che passa” ma di partecipare attivamente all’edificazione della comunità e della “sua casa”, ci fa buoni cristiani e buoni cittadini! Ci stiamo impegnando per ricordare che firmare non costa nulla al contribuente, poiché si tratta di una quota di tasse già pagate (Irpef) e che ogni firma ha lo stesso valore, indipendentemente dal reddito di chi la appone. Lo slogan “Una firma che fa bene”, sintetizza l’idea che un semplice gesto possa trasformarsi in migliaia di atti di carità e solidarietà verso i fratelli più fragili. La Chiesa desidera trasmettere che ogni firma è una scelta di fiducia e di cura.

In che modo il recupero degli edifici sacri ha contribuito a rafforzare il senso di comunità e la partecipazione dei cittadini alla vita parrocchiale?
Il recupero degli edifici sacri non rappresenta unicamente un intervento di ripristino materiale, ma agisce come un potente motore di rinascita sociale e comunitaria. Un aspetto fondamentale è che la Chiesa italiana, per scelta ecclesiologica ed educativa, non finanzia mai interamente le opere (coprendo tra il 50% ed il 75% della spesa). Questo richiede il concorso delle energie locali, trasformando il restauro in un atto di corresponsabilità e partecipazione dell’intera comunità. I cittadini non sono semplici spettatori, ma diventano protagonisti attivi nella cura del proprio patrimonio, della Casa Comune. Il caso del recupero del santuario dell’Immacolata sul Monte Echia dimostra come uno sforzo collettivo per riaprire una chiesa inagibile da tanti anni, permetta ai cittadini di riappropriarsi di un bene che lega il passato al futuro; Inoltre, la felice coincidenza dell’apertura dell’ascensore di Monte Echia ha reso il nostro santuario meta di tanti turisti, dando a tutti noi l’orgoglio di appartenere a questo importante primo insediamento urbano di Nea Polis. Ha favorito la comunione fraterna tra le due parrocchie: santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone e santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone. Il recupero degli edifici sacri, quindi, genera un indotto positivo che coinvolge anche i non credenti e le istituzioni, rafforzando la tenuta sociale del territorio.

Quali sono i prossimi obiettivi per la parrocchia e per il quartiere, sia dal punto di vista della conservazione del patrimonio artistico sia della crescita spirituale e sociale della Comunità?
La prospettiva non è più solo quella di rispondere a emergenze immediate, ma di costruire una coscienza ed una sostenibilità di lungo periodo con un nuovo modello di partecipazione anche civile. La variegata ricchezza culturale ed economica del quartiere ci permette di puntare ad una concreta contaminazione per realizzare obiettivi comuni. Al santuario di Monte Echia, già sono in corso i lavori di restauro dei due altari laterali, grazie al generoso impegno di alcuni professionisti. Il restauro non deve solo preservare, ma innovare la funzione sociale degli edifici. L’obiettivo è rendere la bellezza dell’arte sacra uno strumento vivo di evangelizzazione e un volano di sviluppo economico e turistico per il territorio, garantendo che “le pietre della memoria” parlino alle generazioni future. Ogni intervento deve servire a educare un autentico spirito di famiglia, dove i fedeli non sono spettatori ma responsabili cristiani e cittadini. Si punta a far sì che le persone aiutate non siano destinatari passivi, ma diventino protagoniste del proprio reinserimento, trasformando i beneficiati in collaboratori della rinascita e della crescita dell’intera comunità.

Uniti nel Dono / A Cassano un progetto Caritas contro il disagio minorile: sostegno e futuro per 40 ragazzi

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Il direttore della Caritas diocesana di Cassano all’Jonio, don Giuseppe Cascardi, racconta a Sabina Leonetti per unitineldono.it – insieme a volontari e responsabili del progetto – come con il progetto “L’appetito vien studiando” l’intera comunità si sia mobilitata in soccorso dei più fragili, a cominciare proprio dai minori in condizioni più critiche e dalle loro famiglie.

Un’iniziativa concreta della Caritas diocesana che offre a 40 minori in difficoltà, tra i 6 e i 14 anni, un percorso educativo e sociale strutturato, con una lunga lista d’attesa a testimonianza del bisogno. Attivo in una diocesi della provincia di Cosenza segnata da fragilità economiche e familiari, il progetto punta a contrastare dispersione scolastica e marginalità attraverso una rete territoriale che coinvolge parrocchie, scuole, servizi sociali e realtà associative.

Il programma si sviluppa tutto l’anno, con attività estive e invernali, garantendo ai ragazzi un ambiente protetto dalla criminalità e servizi completi: trasporto, mensa, sostegno scolastico, supporto psicologico e numerosi laboratori (dalla musica all’informatica, dallo sport al teatro). Centrale anche il lavoro con le famiglie, attraverso un Centro dedicato e servizi di prevenzione sanitaria, inclusi screening e visite specialistiche.

Il progetto nasce per rispondere a criticità diffuse: disgregazione familiare, alta dispersione scolastica e carenza di spazi educativi sicuri. Negli anni si è ampliato includendo anche minori migranti e rafforzando l’offerta con attività educative, culturali e formative, oltre a gite e percorsi di valorizzazione del territorio.

Fondamentale il ruolo degli educatori e delle collaborazioni locali, che favoriscono l’inclusione e la crescita personale, anche attraverso responsabilizzazione e tutoraggio tra pari. Le famiglie esprimono forte apprezzamento per un’esperienza che promuove integrazione, socialità e benessere.

L’obiettivo resta ambizioso: ampliare le risorse e il numero di beneficiari. “Fare bene il bene”, sottolinea il direttore don Giuseppe Cascardi, rilanciando un impegno condiviso per restituire ai giovani opportunità e dignità.

 

Uniti nel Dono / A Latina, strada facendo, c’è un gancio in mezzo al cielo

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La parrocchia di San Giuseppe Lavoratore a Latina Scalo si presenta come una vera comunità familiare, fondata sull’ascolto, sulla condivisione e sull’accompagnamento delle persone nei momenti di bisogno e di sofferenza. In un territorio cresciuto rapidamente e caratterizzato da famiglie di diversa provenienza, la parrocchia è diventata un punto di riferimento per i circa 15mila abitanti.

Figura centrale di questo percorso è don Nello Zimbardi, parroco dal 2017, che si distingue per uno stile pastorale profondamente umano e attento alle persone. La sua formazione, arricchita da studi in psicoterapia oltre che dall’esperienza negli esercizi spirituali, gli consente di offrire un accompagnamento spirituale e psicologico integrato. Don Nello dedica molto tempo all’ascolto, considerandolo il primo strumento di vicinanza concreta alla comunità.

Il sacerdote è anche un pastore carismatico e coinvolgente, capace di lavorare in squadra e di valorizzare l’impegno dei numerosi volontari dell’oratorio, luogo educativo e di aggregazione aperto a tutte le età. Sotto la sua guida, la parrocchia diventa una “seconda casa” per molti, soprattutto per chi non ha familiari vicini, promuovendo relazioni autentiche e un ambiente accogliente e sicuro.

Tra le iniziative più innovative promosse da don Nello emerge il progetto catechistico “Semina e fioritura”, che rompe gli schemi tradizionali per mettere al centro la persona e la famiglia. La catechesi non è più solo insegnamento, ma esperienza condivisa attraverso attività pratiche, educative e spirituali, in un percorso continuo che accompagna la crescita di bambini e ragazzi.

Particolare rilievo assume anche l’impegno del parroco nell’accompagnamento del dolore, come testimonia il gruppo “In Cammino”, dedicato ai genitori che hanno perso un figlio. Qui don Nello aiuta le persone a elaborare il lutto attraverso il confronto, la condivisione e la ricerca di senso, offrendo uno spazio di ascolto empatico e non giudicante.

In sintesi, don Nello incarna una figura di pastore vicino, competente e profondamente umano, capace di unire spiritualità e attenzione psicologica, guidando una comunità che si riconosce come famiglia, anche nelle prove più difficili della vita.

Scopri tutta la storia raccontata da Nicola Nicoletti su unitineldono.it.

Festival Biblico / Chioggia: la bellezza ha la firma dell’8xmille, che accende cultura e comunità

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Dal Festival Biblico alle periferie d’Italia il gesto silenzioso sulla dichiarazione dei redditi sostiene un bene che è di tutti.

Di seguito l’intervento dell’incaricato diocesano di “Sovvenire” Davide Cecchini prima del cardinale Gianfranco Ravasi pubblicato sul periodico diocesano nuova Scintilla (in allegato).

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In una cattedrale gremita il 29 maggio scorso, a Chiog­gia, per ascoltare l’inter­vento del cardinale Gianfraco Ravasi sul tema centrale del Festival Biblico 2026, giunto alla sua 22.ma edizione (la quarta nella città lagunare) “Il potere del limite: creatore e creatura ieri e oggi”, la coor­dinatrice del Festival Luisella Siviero ha dato la parola al re­sponsabile diocesano del “Sov­venire”, Davide Cecchini, che, proprio a partire dall’evento che era in corso di svolgimento con una serie di iniziative in molte parti d’Italia, ha illustra­to sinteticamente e con chia­rezza la struttura e le finalità del contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

“Dalla Sicilia fino al Veneto – ha sottolineato Cecchini – gli eventi del Festival Biblico stanno offrendo a tante, tantissime per­sone delle meravigliose opportu­nità di incontro con l’arte, la cul­tura, la bellezza, approfondendo e valorizzando l’ispirazione dei testi della Sacra Scrittura.

All’inizio di questa serata, allora, è bello e doveroso ricordarci che tutto ciò è reso possibile dal cuore pulsante delle nostre Chie­se, dall’impegno di tantissimi volontari ma anche dal contri­buto dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica”.

“È giusto ed è urgente ricordar­lo. La legge del 1985 che istitui­va l’8xmille ha da poco compiuto 40 anni, eppure, nelle nostre comunità – ha sottolineato il responsabile diocesano – sono ancora in tanti a non conoscere bene quale sia il perimetro dei benefici sociali che ricadono su tutta la collettività, e non solo sui cattolici ma praticamente su tutti, grazie a questi fondi”.

“L’appuntamento di questa sera – ha detto il sig. Cecchini – è solo una delle moltissime dimostra­zioni che potremmo trovare per questa realtà. Grazie ai fondi che ogni anno vengono consegnati alle nostre diocesi in base alle firme dei contribuenti italiani, la Chiesa continua a compiere il proprio servizio pastorale, a sostenere le opere di carità in Italia e nei paesi più poveri del mondo, a garantire una remu­nerazione ai 31.000 sacerdoti disseminati nelle 25.000 parroc­chie delle nostre 226 diocesi.

Sono appunto queste – la pa­storale, la carità, il sostegno ai sacerdoti – le tre finalità pre­viste dalla legge nata dopo la firma del nuovo Concordato tra Stato e Chiesa cattolica. Sono le tre destinazioni dei fondi, che vengono dettagliatamente rendicontate nel sito 8xmille.it, che tutti possiamo andare a visitare”.

Ed ha poi ulteriormente preci­sato la prima delle tre destina­zioni che è molto articolata e tocca gli aspetti storico-cul­turali-sociali e di edilizia di culto del nostro territorio e in tutta l’Italia: “Non tutti, però, si ricordano che nella prima di queste tre finalità previste dalla legge (ovvero il servizio pasto­rale della Chiesa) rientra anche un preziosissimo contributo alla vita culturale e sociale del nostro Paese. Pensate alla manuten­zione del patrimonio artistico e architettonico delle nostre chiese, dei musei diocesani, delle biblioteche e degli archivi. Pensate agli oratori, alle par­rocchie, a tutte quelle strutture che spesso rappresentano delle isole felici che consentono alle persone di ritrovarsi insieme e di condividere tempo ed emo­zioni, nelle grandi città come nei piccoli centri delle aree interne del Belpaese. Pensate al lavoro di animazione spirituale e culturale (e questa serata ne è una limpida espressione) svolto dai catto­lici italiani a beneficio di tutti, senza pretendere da nessuno dei beneficiari un certificato di battesimo o… una tessera a punti con la presenza alla messa domenicale”.

“Con i fondi che riceve dalla collettività in base alle firme dei contribuenti, alle nostre firme, – ha ribadito con forza esortativa e persuasiva – la Chiesa è a ser­vizio del bene e del bello per tutti. Pensiamoci, nel momento in cui andiamo a fare la dichia­razione dei redditi, perché negli ultimi 20 anni la percentuale di chi ha scelto di firmare per la Chiesa cattolica è scesa da circa il 90% a meno del 70%. Eppure, i frutti di quanto viene realizzato con queste risorse sono sotto gli occhi di tutti. Sono state le nostre firme a rendere possibile tutto ciò e continueranno ad esserlo, se lo vorremo e se ce ne faremo promotori anche con le persone intorno a noi. Lasciar morire appuntamenti belli come quello di questa sera, e tutto il bene che in ogni angolo del Paese, dalle Alpi alle isole più lontane, viene realizzato ogni giorno… sarebbe davvero un grande peccato!”.

“Allora – ha concluso – grazie per l’attenzione, buona serata e ricordatevi che questa firma non costa nulla ma permette di rea­lizzare molte più cose di quello che immaginiamo. Perché, come forse abbiamo visto o sentito alla tv in questo periodo nella campagna di sensibilizzazione, davvero l’8xmille alla Chie­sa cattolica “è più di quanto credi”.”

(Vito)

Roma / La parrocchia San Romano Martire vince il concorso sull’8xmille con uno spot corale

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È la parrocchia San Romano Martire di Roma ad aggiudicarsi il primo premio del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, promosso dal Servizio diocesano per la promozione del sostegno alla Chiesa cattolica – Sovvenire e rivolto alle parrocchie della diocesi di Roma e Ostia.

La premiazione è avvenuta durante il Meeting Sovvenire 2026.

Il video vincitore, della durata di un minuto, illustra attraverso un montaggio dinamico e una narrazione corale le diverse destinazioni dei fondi dell’8xmille, alternando la dimensione spirituale, quella pastorale e quella caritativa. Il filmato si apre con due bambine davanti a una lavagna: una scrive l’equazione “8×1000=?” e chiede “Mamma, ma quanto fa 8×1000?”. La domanda fa da filo conduttore, trasformando il concetto fiscale in una sequenza di opere concrete: sacerdoti, religiosi e laici rispondono in camera – “fa sostegno”, “fa gioco”, “fa inclusione”, “fa pace” – mentre le immagini alternano pranzi solidali, animazione per anziani, spettacoli con attori in sedia a rotelle e momenti di preghiera.

Il climax si svolge all’interno di una chiesa gremita: un sacerdote al microfono conclude “8×1000 fa…” lasciando rispondere l’assemblea, che alza le braccia in coro: “Tutti noi!”. Il primo premio in palio era di 2mila euro.

Qui l’intervento al Meeting del Cardinale vicario Baldo Reina sulla firma dell’8xmille e il senso di appartenenza.

“Sovvenire in Radio” / Nona puntata: inclusione e disabilità, con l’8xmille la Diocesi rafforza il suo impegno

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Promuovere inclusione, accompagnamento e partecipazione attiva delle persone con disabilità nella vita della comunità. È questo l’obiettivo dell’ufficio diocesano per la pastorale a vantaggio delle persone con disabilità della Diocesi di Cagliari, un servizio nato anche grazie al sostegno dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

A raccontare il percorso avviato dalla diocesi è stato don Vittorio Quaranta, intervenuto durante la trasmissione radiofonica “Sovvenire in Radio. La Chiesa in servizio si racconta”.

L’ufficio, istituito il 3 dicembre 2023 in occasione della Giornata mondiale della disabilità, rappresenta oggi un punto di riferimento per famiglie, educatori, catechisti e associazioni del territorio. Attraverso i fondi dell’8xmille, la diocesi sta infatti sostenendo attività formative, incontri di sensibilizzazione e iniziative dedicate all’inclusione sociale e pastorale delle persone con disabilità.

«Vogliamo accompagnare, integrare e favorire l’inserimento delle persone con disabilità non solo nella comunità ecclesiale ma nella società stessa», ha spiegato Don Vittorio.

Tra le attività promosse in questi anni vi è innanzitutto la costruzione di una rete con associazioni e realtà che operano nel mondo della disabilità. Incontri diocesani, giornate di condivisione e momenti aggregativi hanno favorito il dialogo tra famiglie e operatori, creando occasioni concrete di ascolto e partecipazione.

Una parte importante del lavoro riguarda inoltre la formazione. Grazie ai fondi dell’8xmille, la Diocesi ha organizzato convegni e percorsi di approfondimento sul “progetto di vita” delle persone con disabilità, tema oggi centrale anche per l’accesso alle misure di sostegno previste dallo Stato. Educatori e catechisti hanno partecipato a corsi specifici sull’autismo, sull’inclusione e sui temi dell’affettività e della sessualità delle persone con disabilità.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle parrocchie e agli oratori. In collaborazione con il servizio di tutela dei minori, sono stati avviati percorsi formativi rivolti agli animatori dei GREST, ai catechisti e agli educatori, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per accogliere i ragazzi con disabilità all’interno delle attività pastorali.

«La sfida è passare dall’idea della persona con disabilità come semplice destinataria di assistenza a quella di protagonista della vita comunitaria e del Vangelo», ha sottolineato don Vittorio. «È una forma alta di carità che aiuta tutta la comunità a crescere in umanità».

Ascolta la puntata.

Diocesi di Roma / La forza della firma: il 30 maggio il IV Meeting Sovvenire 2026

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Nel tempo delle dichiarazioni fiscali torna l’appuntamento con il Meeting Sovvenire, occasione per approfondire il valore della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica e il suo impatto concreto sul territorio.

Il IV Meeting Sovvenire 2026, dal titolo La forza della firma, si terrà sabato 30 maggio, dalle 9.30 alle 12.30, presso la Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4). L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

È prevista anche una diretta in streaming: per aggiornamenti collegarsi alla pagina Facebook (https://www.facebook.com/sovvenire.roma/).

Un gesto semplice che genera bene
«Questa piccola firma, gratuita, ha una forza straordinaria: quella di generare del bene», sottolinea Lisa Manfré, incaricata diocesana per la promozione del sostegno economico alla Chiesa (qui l’intervista completa).

I dati lo confermano: grazie a quasi 12 milioni di firme, sono stati finanziati oltre 12.000 progetti in Italia e nel mondo. Un impegno che si traduce in interventi concreti a favore delle comunità, delle persone più fragili e delle attività pastorali.

Un incontro per conoscere e approfondire
Il Meeting rappresenta un’occasione per conoscere nel dettaglio come vengono utilizzati i fondi dell’8xmille nella diocesi di Roma. «Durante la mattinata – spiega Manfré – racconteremo i progetti realizzati sul territorio e l’impatto concreto di questa scelta».

A moderare l’incontro sarà Enrico Selleri (TV2000). Interverranno:

  • padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma
  • Paolo Pagliaro, giornalista
  • don Fabio Rosini, docente e scrittore
  • Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma

È prevista inoltre un’intervista a don Alessandro Caserio, direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano.

Premiazione e conclusioni
Nel corso della mattinata si svolgerà anche la premiazione del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, iniziativa che coinvolge il territorio nella sensibilizzazione sul tema.

A concludere i lavori sarà il cardinale vicario Baldo Reina, con una riflessione sul valore ecclesiale e sociale del sostegno economico alla Chiesa.

L’impatto sul territorio
Le risorse dell’8xmille sostengono annualmente numerosi ambiti:

  • culto e pastorale, con interventi su formazione, vita delle comunità, comunicazione e strutture ecclesiali
  • carità, con aiuti a famiglie in difficoltà, progetti sociali, supporto ai migranti, assistenza ai più fragili e iniziative della Caritas

Il Meeting si inserisce nel percorso di sensibilizzazione rilanciato anche dalla Giornata nazionale per l’8xmille, offrendo ai cittadini strumenti utili per una scelta consapevole.

Una firma che, come ricorda il titolo dell’incontro, può davvero fare la differenza.

“Sovvenire in Radio” / Ottava puntata: una parrocchia che sostiene il territorio tra fede, servizi e solidarietà

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Una parrocchia di periferia che diventa presidio sociale, luogo di ascolto e punto di riferimento per il quartiere, ma che allo stesso tempo deve fare i conti con gravi difficoltà strutturali. È il quadro emerso durante la trasmissione “Sovvenire in Radio – La Chiesa in servizio si racconta”, attraverso la testimonianza di don Giorgio Franceschini, parroco della chiesa di Chiesa di San Massimiliano Kolbe.

Nel suo intervento, il sacerdote ha raccontato le criticità legate alla manutenzione dell’edificio parrocchiale, costruito circa vent’anni fa in cemento armato e oggi interessato da infiltrazioni e problemi alla copertura. I lavori di ristrutturazione sono stati avviati anche grazie al contributo dell’8xmille, che coprirebbe circa il 20% delle spese complessive. Un sostegno definito “parziale ma fondamentale” per una realtà che affronta costi ordinari elevati e che, da sola, fatica a sostenere il peso economico della gestione.

Accanto alle difficoltà, emerge una comunità viva e partecipe. Don Franceschini ha evidenziato la generosità dei parrocchiani, impegnati in iniziative di autofinanziamento come mercatini solidali e fiere del dolce, organizzate per contribuire concretamente alle necessità della parrocchia.

Negli anni, la struttura è diventata anche un importante punto di riferimento sociale per il territorio. Nei locali dell’oratorio è attivo un servizio CAF realizzato in collaborazione con CISL, rivolto soprattutto agli anziani del quartiere. Parallelamente, grazie alla collaborazione con associazioni del territorio, vengono promosse attività aggregative e ricreative, tra cui corsi di ginnastica dolce e scuola di ballo.

Sul fronte della solidarietà, Giuseppe Melis, referente della Caritas parrocchiale, ha illustrato l’impegno a favore delle famiglie in difficoltà: attualmente il servizio segue circa 42 nuclei familiari, per un totale di oltre 140 persone. Ogni settimana vengono distribuiti pacchi alimentari calibrati in base al numero dei componenti del nucleo familiare, con apertura regolare del servizio il giovedì sera.

Emerge il racconto di una parrocchia di periferia che, nonostante le fragilità strutturali e le difficoltà economiche, continua a rappresentare un presidio umano e sociale fondamentale per il territorio.

VIII Convegno sul Sovvenire a Bologna / Il Cardinale Zuppi sull’8xmille “ci interessano i poveri”

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Nel tempo della solitudine e dell’individualismo crescente, la sfida della Chiesa è “continuare ad esserci”. Questo il messaggio del Cardinale Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, Matteo Maria Zuppi, al convegno annuale sul Sovvenire promosso dall’incaricato diocesano del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Giacomo Varone.

“In una società in cui siamo tutti più individualisti”, ha evidenziato il Cardinale, “avvertiamo meno il senso del noi e questo ci deve preoccupare”.

Al centro del dibattito il tema dell’8xmille che non deve essere letto in chiave soltanto economica, “non interessano i soldi ma i progetti per i poveri” ha ricordato Zuppi, perché lo Stato da solo non riesce e il ruolo della Chiesa è proprio quello di esserci “di costruire tessuto sociale, di arrivare dove spesso gli altri non arrivano”.

Con gli altri ospiti il dialogo ha toccato anche i temi della solitudine degli anziani e del calo demografico. In molti territori sono proprio le parrocchie ad aver mantenuto vivo il legame sociale. È proprio mantenendo questa presenza non solo religiosa ma anche umana e comunitaria che si vince la sfida perché “la credibilità nasce dalla presenza concreta accanto alle persone ha concluso il Presidente della CEI.

Vi proponiamo la registrazione dell’incontro.

Savona / “Signa Sanctorum”, caccia ai simboli dei santi per grandi e piccoli

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Dall’11 al 15 maggio i visitatori grandi e piccoli della Cattedrale Nostra Signora Assunta e della Cappella Sistina avranno l’occasione di partecipare alla caccia al tesoro “Signa Sanctorum”. Lo scopo è trovare i simboli dei santi raffigurati nelle opere d’arte conservate nei due edifici sacri, ad esempio il leone per san Marco, il giglio per sant’Antonio e la torre per santa Barbara.

I simboli individuati dovranno essere riportati su un’apposita tabella consegnata dai volontari del complesso museale. Al termine della caccia e della visita i volontari stessi spiegheranno i simboli e le opere d’arte che li contengono e regaleranno un dono ai partecipanti: agli adulti la cartolina con l’annullo filatelico della Processione del Venerdì Santo, ai bambini un omaggio dolce.

Grazie ad una iniziativa del nostro incaricato diocesano Salvatore D’Angelo, la cartolina con l’annullo filatelico ha sul fronte una foto della campagna 8xmille “è più di quanto credi” e sul retro il logo dell’8xmille (vedi foto).

Per partecipare alla caccia al tesoro basterà farne richiesta ai volontari presenti in loco. L’iniziativa è organizzata dal Complesso Museale della Cattedrale e Cappella Sistina e dal Servizio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Savona-Noli in collaborazione con il Servizio per la Pastorale Giovanile diocesano.

L’evento rientra nell’ambito di “Aperti al MAB Musei Archivi Biblioteche Ecclesiastici” e delle Giornate di Valorizzazione del Patrimonio culturale ecclesiastico, indette dalla Conferenza Episcopale Italiano con il tema “Risonanze di santità”.