Category Archives: Newsletter In Cerchio

Piacenza-Bobbio / Con l’8xmille si aiuta il cammino della Chiesa

vai all’articolo
Il settimanale diocesano Il Nuovo Giornale della diocesi di Piacenza-Bobbio dedica tre pagine al rendiconto 8xmille 2025 (in allegato).

Ogni anno la Conferenza Episcopale Italiana assegna alle diocesi una parte dei fondi dell’8xmille derivanti dalle firme degli italiani al momento della loro dichiarazione dei redditi. La quota giunta a Piacenza nel 2025 ha seguito, come prevede la legge, due indirizzi: culto e pastorale e interventi di carità. Circa 716mila euro per il primo ambito, più di 681 mila per la carità; in tutto, 1.397.296,17 euro.

Il contributo che giunge in diocesi viene poi assegnato – precisa l’economo diocesano Mons. Celso Dosi sulle pagine del settimanale diocesano Il Nuovo Giornale– a partire dalle richieste che giungono dalle diverse realtà e in base ai criteri di priorità stabiliti in diocesi dal Vescovo. Si punta soprattutto a venire incontro ai bisogni emergenti. La condizione per dare il via agli aiuti è che le parrocchie siano in regola con gli adempimenti amministrativi nei confronti della diocesi.

Il Vescovo Adriano Cevolotto, dopo aver sentito il direttore della Caritas, sottopone la ripartizione dei fondi 8xmille al parere del Consiglio diocesano degli affari economici e del Collegio dei consultori.

“Sovvenire in Radio” / Quarta puntata: il ruolo della Fondazione Antiusura Sant’Ignazio da Laconi della Caritas diocesana

vai all’articolo
Non solo aiuti economici, ma ascolto, accompagnamento e percorsi di reinserimento: è questo il quadro emerso nella nuova puntata di “Sovvenire in Radio”, dedicata alla Fondazione Antiusura Sant’Ignazio da Laconi della Caritas diocesana, attiva da oltre 25 anni in Sardegna.

Ospite il vicepresidente Bruno Loviselli che ha illustrato numeri e attività della Fondazione, che ogni anno realizza circa 300 colloqui e mette in campo interventi per circa 2 milioni di euro, grazie anche ai fondi dell’8xmille.

Dietro le richieste di aiuto non ci sono solo difficoltà economiche, ma fragilità sociali, familiari e lavorative. Per questo il sostegno non si limita al credito: la Fondazione offre consulenza, orientamento e supporto personalizzato con esperti bancari e legali.

Un ruolo centrale è quello dell’accesso al credito per chi è escluso dai circuiti tradizionali, con strumenti di garanzia che aiutano a prevenire il rischio usura. Grande attenzione anche alla formazione finanziaria, soprattutto tra i giovani, con progetti nelle scuole.

Tra le emergenze più rilevanti emerge la ludopatia, in crescita e spesso alla base dell’indebitamento. Per affrontarla, la Fondazione collabora anche con i servizi di salute mentale, integrando supporto economico e psicologico.

Tra le iniziative recenti c’è il microcredito “Mi fido di noi”, che offre prestiti da 500 a 8.000 euro a tasso zero per persone in difficoltà, attraverso parrocchie e centri d’ascolto.

Un modello che unisce risorse economiche e attenzione alla persona, con l’obiettivo di superare l’emergenza e ricostruire autonomia e dignità.

Uniti nel Dono / Genova, “Capaci di sognare”: oltre 1.500 studenti alle Giornate della Scuola

vai all’articolo
“Capaci di sognare” è il titolo della terza edizione delle Giornate della Scuola, promosse nel mese di marzo dall’Ufficio scuola dell’Arcidiocesi di Genova con il patrocinio dell’Ufficio scolastico territoriale. L’iniziativa, ospitata per tre giorni a Palazzo Ducale, ha coinvolto oltre 1.500 studenti di scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado.

“Se uno sogna da solo, il suo rimane un sogno; se il sogno è fatto insieme ad altri, esso è già l’inizio della realtà” è una frase di Dom Helder Camara che ha fatto da cornice a una proposta educativa aperta e non confessionale. «Una sfida culturale a 360 gradi», l’ha definita don Francesco Calabrese, vicario episcopale per l’annuncio del Vangelo e la missionarietà, pensata per dialogare con il mondo scolastico sui grandi temi del presente. Il programma si è articolato in tre ambiti: politico (pace, giustizia, ambiente), culturale (intercultura, tecnologie, integrazione) e religioso (senso della vita e dialogo interreligioso).

Studenti e docenti hanno lavorato in laboratori per fasce d’età e in momenti plenari, ascoltando testimonianze e confrontandosi su sogni personali e comunitari. Particolarmente significativa la partecipazione attiva degli studenti delle scuole superiori, impegnati nell’accoglienza e nell’organizzazione delle giornate.

Al centro, il valore educativo del sogno come motore di futuro e responsabilità condivisa. «Non un’attività catechistica, ma una riflessione comune sulla vita», ha spiegato il prof. Massimiliano Costa. A concludere l’evento l’Arcivescovo Mons. Marco Tasca, che ha invitato i giovani a vivere i propri sogni in una dimensione comunitaria perché la pienezza della vita si costruisce insieme.

Per approfondire vai su unitineldono.it.

“Sovvenire in Radio” / Seconda puntata: musica, comunità e speranza con il coro diocesano di Cagliari

vai all’articolo
La musica come strumento di comunità e speranza: è questo il cuore della seconda puntata di “Sovvenire in Radio”, che ha ospitato don Fabio Trudu, direttore uscente dell’Ufficio Liturgico (il nuovo direttore è don Davide Collu) e direttore del Coro diocesano, insieme al corista Marco Fois.

Durante la trasmissione – condotta da Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula – don Fabio Trudu ha ripercorso i suoi 13 anni alla guida dell’Ufficio Liturgico, sostenuto dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, ricordando momenti significativi come la visita di Papa Francesco a Cagliari nel 2013 e la nascita della scuola di formazione per lettori e ministri liturgici.

«Il nostro compito è servire la pastorale liturgica della diocesi, offrendo formazione biblica, liturgica e tecnica non solo agli operatori pastorali, ma a tutto il popolo di Dio» ha spiegato don Fabio.

Il coro diocesano, nato per il Giubileo su iniziativa dell’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Baturi, è descritto da Marco Fois come una vera famiglia: «Accoglie voci provenienti da diverse parrocchie e realtà musicali. È un’esperienza che unisce relazioni sociali e crescita musicale».

Oltre alle celebrazioni liturgiche locali, il coro ha cantato a Roma, nella Basilica dei Santi XII Apostoli, durante il Giubileo dei Cori, e ha portato la sua musica in strutture dedicate a persone fragili, diffondendo gioia e bellezza ovunque si esibisca.

Uniti nel Dono / A Foggia una comunità in cammino: la Sacra Famiglia unisce movimenti e fede

vai all’articolo
La parrocchia foggiana della Sacra Famiglia, guidata da don Radoslaw Hryniewicki, offre ai giovani una molteplicità di proposte grazie alla ricchezza dei movimenti ecclesiali. Dai Cavalieri del Graal (CL) fino agli Scout d’Europa, l’importante è che ci si metta in cammino verso l’unica meta comune per essere felici: Gesù Cristo e il suo Vangelo.

Don Radoslaw Hryniewicki (classe 1981), per tutti è don Radek. Dal 2009 viene chiamato come fidei donum nell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. In questi anni ha ricoperto vari incarichi nella diocesi pugliese senza mai smettere di studiare e acquisire esperienze formative, soprattutto la conoscenza della lingua italiana, e da settembre 2025 è parroco alla Sacra Famiglia di Foggia. “Una parrocchia di campagna – ci spiega don Radek – con 2mila abitanti, età media 50-60 anni e pochi ragazzi al catechismo (38). Ma come nei dodici anni precedenti a Sant’Agata, nella Puglia degli insediamenti rurali, ho percepito una sfida per la Chiesa italiana: il desiderio di comunità, di familiarità, il senso di appartenenza che nei grandi centri urbani sembra scomparso del tutto.

Con la ripresa delle attività post covid ho proposto subito un percorso per i ragazzi della scuola media, insieme al movimento di Comunione e Liberazione: i Cavalieri del Graal, una proposta di educazione alla fede cristiana attraverso gesti e contenuti, ma soprattutto una forma di vita in comunione. Perché il Vangelo, ascoltato mille volte, rivela sempre aspetti nuovi. La riscoperta del desiderio di Dio è fondamentale in una comunità di fratelli esattamente quanto il desiderio di amicizia, di legami e di condivisione. Ecco perché il percorso di Comunione e Liberazione, già da quando ero a S. Agata, affianca il servizio liturgico e catechistico che tutti sperimentiamo. Il mio obiettivo è stato recuperare il senso profondo della relazione, la carità, la ricerca interiore, che nella struttura tradizionale parrocchiale rischiano di perdersi. Con i ragazzi l’intento è farli uscire dal mondo virtuale e dal baratro della solitudine in cui sono piombati, per guardare la realtà in modo diverso”.

Scopri tutta questa bella testimonianza su unitineldono.it.

Uniti nel Dono / A Gela la “Cena di San Giuseppe” trasforma il “Bronx”

vai all’articolo
Lo chiamavano il Bronx, il quartiere Scavone di Gela, in provincia di Caltanissetta, 6 mila abitanti per una città che ne conta circa 80mila, bagnata dal Mare Nostrum.

Successivamente riqualificato col nome di quartiere S. Lucia, da quando la parrocchia omonima offre spazi di aggregazione, riscatto e dignità sociale, fondamentali per superare il pregiudizio. Qui dal settembre 2020, in piena pandemia, è parroco don Filippo Celona, classe 1980, lui che è anche direttore della pastorale giovanile nella diocesi di Piazza Armerina, e docente alla Facoltà teologica di Palermo.

Fino ad alcuni anni fa – racconta don Filippo – i genitori non mandavano i figli in questa parrocchia ma in quelle vicine: eravamo tutti vittime di questa etichetta in nome del degrado. Oggi registriamo un incremento di presenze, tanta vitalità dovuta agli scout della sezione Fabio Rampulla.

Ma quello che ci contraddistingue è l’attività caritativa, in particolare in occasione dell’annuale Cena di S. Giuseppe, patrono della famiglia e ricorrenza molto sentita dalle famiglie e dalle parrocchie di Gela. Si tratta di un’antica tradizione che nasce come ringraziamento per una grazia ricevuta: si girava già dai primi di gennaio nella città di Gela chiedendo offerte per allestire, nei garage, la cena di famiglia con grandi tavolate per i poveri. Nella nostra parrocchia, davanti ai supermercati raccogliamo viveri per la Caritas, che si prende cura dei bisognosi. Le tavolate sono imbandite a festa e allestite con molta cura: bianche tovaglie di lino decorate e ricamate, fiori e decorazioni variopinte, doni e pietanze caratteristiche. Sullo sfondo un lenzuolo bianco, montato su impalcature di legno, all’apice dell’altare un quadro rappresentante la Sacra Famiglia o S. Giuseppe. Per segnalare le tavole allestite, sono riposte, all’esterno di parrocchie, nelle strade adiacenti o davanti alle abitazioni che ospitano la cena, le palme simbolo di pace”.

La mia vocazione – racconta don Filippo – nasce all’interno del Rinnovamento nello Spirito Santo, da quando avevo 14 anni. Sono cresciuto come adolescente nel movimento, che oggi è il cuore pulsante della comunità. Anche chi non fa parte direttamente del movimento beneficia, in parrocchia, della ricchezza di quel carisma: la preghiera di lode, la catechesi, l’adorazione eucaristica (detta anche roveto ardente), e una volta al mese la messa carismatica, con preghiere di guarigione e liberazione. Tanti fratelli della comunità del Rinnovamento sono responsabili di gruppi e della pastorale, in molti dei servizi offerti dalla parrocchia. In una cappella adiacente alla parrocchia grazie al Rinnovamento c’è l’adorazione semi perpetua, dalle 8 alle 22 e, nel primo venerdì del mese, dalle 8 fino al sabato”.

Leggi tutta la storia su unitineldono.it.

Arcidiocesi di Otranto / A Marittima di Diso un incontro sull’8xmille: l’importanza di una firma

vai all’articolo
Alle porte della Settimana Santa, la parrocchia “San Vitale Martire” in Marittima di Diso (in provincia di Lecce ma nell’arcidiocesi di Otranto) organizza un momento di riflessione sull’Inno “Vexilla Regis” nella splendida cornice del Santuario “Maria Ss.ma di Costantinopoli”, ritornato alla bellezza originale anche grazie al contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

In particolar modo, la parrocchia ha beneficiato in tre occasioni distinte dei fondi dell’8xmille: per il restauro dell’organo settecentesco della Chiesa parrocchiale, per il restauro dell’organo del Santuario e, recentemente, per i lavori di consolidamento statico e restauro dello stesso Santuario.

L’iniziativa, che si terrà sabato 28 marzo alle 19.00, si propone di continuare a sensibilizzare i parrocchiani sull’importanza della firma a favore della destinazione dell’8xmille del gettito IRPEF alla Chiesa cattolica: un gesto che non rappresenta nessuna spesa in più per il contribuente, ma con il quale, piccole realtà come la nostra posso beneficiare di aiuti che permettono di realizzare tanto.

Sostentamento del clero / Preti chiamati alla comunione

vai all’articolo
Vi segnaliamo un articolo a firma di don Alessandro Di Medio per il Sir su una prima riflessione relativa alla revisione sinodale della Ratio fundamentalis per la formazione sacerdotale. Il dibattito riguarda la crisi delle vocazioni e propone percorsi formativi più legati alla vita reale delle comunità, alternando seminario e immersione pastorale, per preparare presbiteri capaci di servire concretamente il popolo di Dio e accompagnare la missione della Chiesa.

Nel testo si affrontano diversi aspetti.

La formazione dei sacerdoti è oggi una questione cruciale. Il Sinodo richiama l’attenzione sulla necessità di rivedere la Ratio fundamentalis perché dalla qualità della formazione dipende in gran parte il futuro della Chiesa, già segnato da un calo di vocazioni e da fragilità interne al clero.

Il ruolo del prete resta insostituibile. Nonostante le difficoltà, il ministero presbiterale viene ribadito come essenziale: il sacerdote è chiamato a servire il Popolo di Dio attraverso l’annuncio della Parola e i sacramenti, radicando tutto nella propria consacrazione battesimale.

Il modello seminaristico tradizionale mostra limiti evidenti. Molti candidati sperimentano un forte scarto tra la vita protetta del Seminario e la realtà pastorale, fatta di complessità, relazioni e imprevisti. L’isolamento prolungato può perfino generare regressioni, soprattutto in adulti che arrivano al Seminario con già un percorso di vita alle spalle.

Si propone, dunque, una formazione più realistica e integrata. Il Sinodo suggerisce un percorso che alterni momenti di ritiro e discernimento a esperienze concrete accanto alle comunità. Non alternative, ma complementari: perché la vita vera diventi parte integrante del cammino formativo, evitando artificiali distacchi dal Popolo di Dio.

Il discernimento delle vocazioni è compito dell’intera Chiesa. Non solo del Seminario: tutta la comunità ecclesiale deve partecipare alla verifica della vocazione, perché i futuri sacerdoti vivranno poi nelle parrocchie e nelle famiglie. Una formazione condivisa aiuta a evitare idealizzazioni e prepara preti maturi, capaci di abitare la realtà con responsabilità.

Alife-Caiazzo / A Formicola parrocchia e Azione Cattolica ci mettono la firma

vai all’articolo
Una nuova parrocchia della Diocesi di Alife-Caiazzo aderisce alle campagne Una firma per unire e Uniti nel Dono della Chiesa Cattolica Italiana. Siamo a Formicola, paesino geograficamente collocato al centro della provincia di Caserta, di antiche origini storiche, immerso nel verde, circondato dalla catena dei Monti Trebulani. La notizia è stata pubblicata su clarusonline.it.

Da quando è iniziata la nuova progettazione sperimentale dell’Ufficio Nazionale CEI, con le campagne Una firma per unire e Uniti nel dono, rivolta a 5.000 parrocchie sulle 25.000 presenti in Italia, attraverso l’uso della piattaforma digitale unitiinrete.it, con regolamento e adempimenti da assolvere, la Diocesi di Alife-Caiazzo partecipa con una media di 8/10 parrocchie all’anno che si iscrivono, portano a termine i due progetti, effettuano l’incontro di formazione e ricevono il contributo previsto.

Grazie alla disponibilità del nuovo sacerdote Don Davide Russo, arrivato in paese alla guida della parrocchia di Santa Cristina e San Prisco nel dicembre 2024, è stato possibile anche qui lanciare i progetti e rendere partecipe la comunità di questa iniziativa nazionale. Il sacerdote, contattato dall’Ufficio diocesano di riferimento, ed informato del valore del progetto, ha coinvolto la comunità e in particolare l’Azione cattolica parrocchiale. È nota infatti da tempo la collaborazione, ormai più che ventennale, tra Azione Cattolica Italiana e il Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, associazione privilegiata per la sensibilizzazione e la divulgazione (le altre sono i catechisti e egli Insegnanti di religione), perché sono dediti alla formazione del cristiano in cui non può mancare l’aspetto anche tangibile di partecipazione e corresponsabilità alle necessità, anche economiche, della Chiesa.

In virtù di questa sinergia, è stata nominata referente parrocchiale proprio la Presidente di AC, Teresa Golino, che con i suoi associati ha provveduto a sensibilizzare la comunità, coinvolgendo i vari gruppi e realtà presenti nel territorio, con lo spirito di una famiglia attorno al giovane pastore. Così hanno preso parte al progetto Una firma per unire.

Per la campagna Uniti nel dono, oltre alla raccolta delle offerte conclusasi il 15 dicembre, hanno organizzato l’incontro per la formazione al Sovvenire, curato ed animato dall’incaricata diocesana Annamaria Gregorio, il 18 dicembre 2025.

Partendo dall’anniversario della Legge n. 222 del 1985, di cui si sono illustrate le caratteristiche, sono stati affrontati argomenti come i fondamenti teologici e i valori del Sovvenire, il senso di comunità, il senso di unione, comunione e appartenenza ad una Chiesa più grande, per la quale adoperarsi. Poi sono state ricordate le iniziative collegate alle Giornate Nazionali, Una firma per unire e Uniti nel dono, specificando per entrambe anche le informazioni di carattere puramente tecnico-fiscale, sia per quanto riguarda il valore della firma per la destinazione dell’otto per mille alla Chiesa cattolica, sia per quanto riguarda l’erogazione liberale a sostegno dei sacerdoti con la deducibilità fiscale. La prima esperienza si è rivelata utile; ci si auspica per il prossimo anno di diffondere con maggior convinzione lo spirito di comunione, corresponsabilità e partecipazione all’unica realtà parrocchiale e soprattutto al sostegno economico alla Chiesa Cattolica.

L’Ufficio Sovvenire diocesano si conferma al lavoro con il supporto dell’Ufficio Comunicazioni sociali e dell’Istituto Sostentamento Clero della diocesi di Alife-Caiazzo.

Quaresima 2026 / La CEI lancia l’iniziativa Parola e parole per risorgere, un cammino digitale aperto a tutti

vai all’articolo
Il Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI propone un originale percorso sul web che invita i fedeli a vivere la Quaresima non come privazione, ma come esperienza di libertà e risurrezione interiore. Titolo dell’iniziativa Parola e parole per risorgere.

L’invito è aperto a tutti. Qui il link per l’iscrizione.

A partire dal 22 febbraio, ogni domenica diventerà una tappa di incontro e riflessione. Al centro, un personaggio biblico che, attraverso la propria storia, illumina le dinamiche della conversione, del dubbio, della caduta e della rinascita. A guidare il percorso, i commenti audio ai Vangeli domenicali di Mons. Erio Castellucci, Vicepresidente della CEI.

La conversione è uno sguardo nuovo sulla realtà, un cambiamento che coinvolgerà tutta la vita. Ma che cosa significa davvero?

Convertirsi durante la Quaresima non significa privarsi, ma liberarsi”. Con queste parole il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sintetizza l’essenza di uno dei periodi più intensi dell’anno liturgico: non una stagione di rinunce, dunque, ma un’opportunità per alleggerire il cuore, ritrovare il senso delle scelte quotidiane e riaprire lo sguardo alla speranza.

In un tempo segnato da incertezze, stanchezze e polarizzazioni, questa proposta si presenta, dunque, come un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi cambiare.

Parola e parole per risorgere si rivolge a tutti coloro che vivono già un cammino di fede, a chi cerca nuovi significati, a chi sente il bisogno di una pausa che non sia evasione ma profondità.

Domenica dopo domenica, la Parola entra così nella vita quotidiana. Non come messaggio distante, ma come voce che interpella, consola e orienta. È la stessa domanda posta da Gesù ai discepoli “Voi chi dite che io sia?” a risuonare ancora oggi.

Chi si incontrerà durante il percorso? Il Vangelo domenicale, bussola che orienta il nostro cammino settimanale; il commento audio al Vangelo a cura del Vescovo, Mons. Erio Castellucci; un racconto originale in prima persona, dove si potrà leggere il punto di vista di uno dei personaggi biblici a cura del giornalista Marco Barsani; la storia di un sacerdote e della sua comunità legata a un verbo rappresentativo del Vangelo domenicale, un verbo che traccia il percorso settimanale come indicato da Gesù nel Vangelo.

Un’opportunità da non perdere! Iscriviti al percorso Parola e parole per risorgere realizzato anche per te.

Ricordiamo che il cammino è aperto a tutti, qui il link per l’iscrizione, vivi la Quaresima con noi! Scopri e iscriviti al percorso.

In allegato formati utili di banner da poter pubblicare sui siti diocesani, parrocchiali, web.