Category Archives: 8xmille

unafirmaXunire / La firma dell’8xmille: il nostro gesto d’amore per il prossimo

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A partire da domenica 4 maggio, Giornata Nazionale di sensibilizzazione dedicata all’8xmille, nelle parrocchie aderenti al progetto unafirmaXunire si potrà sensibilizzare la comunità a partecipare a questo importante gesto di appartenenza.

L’iniziativa vuole favorire la raccolta delle firme di quei pensionati o lavoratori dipendenti che sono esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione in quanto possessori della sola Certificazione Unica (CU) e contrastare l’attuale calo delle firme a favore della Chiesa cattolica.

Grazie alla preziosa collaborazione di tutti, nel periodo della dichiarazione dei redditi, ogni parrocchia potrà diventare un “Centro di Informazione e Raccolta” dove poter concretamente sensibilizzare e coinvolgere tutta la comunità alla firma dell’8xmille. L’iniziativa prevede, infatti, l’assistenza, il ritiro e la consegna delle buste con la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille” direttamente in parrocchia (in allegato la scheda per la scelta).

Per animare la Giornata Nazionale e promuovere questa iniziativa in parrocchia, suggeriamo di nominare un referente parrocchiale del Sovvenire. Tale figura dovrebbe far parte del Consiglio per gli affari economici.

Inoltre, è utile sapere che nell’ambito del progetto unafirmaXunire, CEI ha individuato Caf Acli (e la sua rete) quale interlocutore privilegiato a cui rivolgersi sul territorio per la consegna delle buste chiuse contenenti le “Schede per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF” raccolte nelle diverse parrocchie in Italia. Caf Acli, al contempo, si rende disponibile ad offrire, dal punto di vista organizzativo, una facilitazione nel ritiro di dette buste chiuse, nonché la trasmissione all’Agenzia delle Entrate del contenuto delle stesse (v. allegato).

Per una buona realizzazione del progetto e per prendere visione del materiale a disposizione si può accedere al portale UNITI IN RETE a questo indirizzo www.unitiinrete.it.

Per avere un supporto, contattare l’Assistenza chiamando il numero 06/97 85 84 14 (lunedì – venerdì: 9:00-13:00/15:00-19:00) oppure scrivendo a: assistenza@sovvenire.it.

8xmille / Il “Pastificio Futuro” di Roma: un progetto di rinascita per giovani detenuti voluto anche da Papa Francesco

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Tra le ultime opere di bene compiute da Papa Francesco prima della sua morte, spicca la donazione di 200mila euro – dal suo conto corrente personale – per garantire la sopravvivenza del “Pastificio Futuro”: lo stabilimento di pasta secca artigianale che impiega i detenuti del carcere minorile di Roma “Casal del Marmo”. Il progetto era nato nel 2013 dall’impegno del cappellano, padre Gaetano Greco, in risposta all’esortazione di Papa Francesco, pronunciata durante una sua visita al carcere, che aveva invitato i ragazzi a “non avere paura di diventare artigiani di sogni e di speranza”.

Il laboratorio di 500 metri quadri, ideato dalla Cooperativa sociale Gustolibero Onlus, è stato sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana con l’8xmille e da Caritas Italiana, in sinergia con la Direzione dell’Istituto penale minorile Casal del Marmo, il Centro della Giustizia minorile Lazio-Abruzzo-Molise, il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, le Diocesi di Roma e di Porto-Santa Rufina.

In occasione dell’inaugurazione, nel novembre 2023, Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Presidente della CEI, aveva dichiarato: “Crediamo nell’uomo. L’uomo può cambiare: ci vuole cura, ci vuole l’educazione che, come ricorda il Papa, è la forza più radicale per la trasformazione del mondo. E tanto più il mondo è infiammato tanto più abbiamo bisogno di offrire esempi di educazione perché il diamante che è nel cuore di ciascuno possa risplendere”, sottolineando, inoltre, che “il lavoro è la forma di educazione più significativa”. “Attraverso il lavoro – aveva aggiunto – si impara ad amare se stessi, gli altri, coloro che serviamo attraverso il contributo della nostra fatica, come il cibo che viene consumato per soddisfare le proprie esigenze di vita, per instaurare rapporti di amicizia e per guardare con fiducia al futuro”.

8xmille / Scadenze fiscali 2025

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SCADENZE 2025 (aggiornato al 28 aprile 2025) 

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RIEPILOGO ANNO 2025 

Modelli
Termini
Modelli 730 inviati dai CAF/intermediari  

Dal 30 aprile al 30 settembre

 

Modelli Redditi inviati dai CAF/intermediari  

Dal 30 aprile al 31 ottobre

Modelli Redditi cartacei inviati dai contribuenti  

Dal 30 aprile al 30 giugno

Modelli 730 precompilati e modello Redditi precompilato inviati direttamente via web dal contribuente  

Dal 15 maggio al 30 settembre (modello 730)

Dal 15 maggio al 31 ottobre (modello Redditi)

 

 

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Insieme alle persone con disabilità

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Trecento progetti specifici in 64 Paesi, per circa 38 milioni di euro. Sono le iniziative che hanno generato e moltiplicato inclusione, favorendo l’accessibilità, la vita autonoma, e promuovendo la dignità e la valorizzazione dei talenti delle persone con disabilità, realizzate grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. Lo evidenzia il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, in occasione del Giubileo delle persone con disabilità in programma dal 28 al 30 aprile.

Secondo i dati dell’OMS, nel mondo oltre un miliardo di persone vive con una forma significativa di disabilità, pari a circa il 15% della popolazione globale. Di queste, almeno 240 milioni sono minorenni. Le persone con disabilità soffrono disuguaglianze dovute allo stigma, alla discriminazione, alla povertà, all’esclusione dall’istruzione e dal lavoro e alle difficoltà all’interno del sistema sanitario stesso.
“Questa settimana abbiamo svolto un’attività speciale. Abbiamo creato vasi personalizzati e piantato semi, ma il significato è andato ben oltre. Ognuno ha inserito all’interno del vaso un augurio speciale per la persona che riceverà la pianta. È stato un momento di creatività, amore e riflessione, in cui abbiamo piantato non solo semi, ma anche speranza, affetto e sogni per il futuro. Ogni vaso porta con sé un’intenzione unica, a simboleggiare che, proprio come le piante, i nostri desideri possono fiorire con cura e dedizione”. Gli occhi di Fabiana brillano mentre racconta di questi piccoli semi che parlano di relazione, cura, attenzione, reciprocità. A San Paolo, in Brasile, oltre 40 anni fa un gruppo di madri del Parco Santa Madalena ha dato avvio al NASCE – Nucleo di Supporto Sociale al Cantinho della Speranza. Oggi è una struttura a servizio di persone con disabilità e giovani in situazione di esclusione sociale, nell’ambito educativo, culturale, di svago e professionale. In 5 centri vengono accolte ogni mese in media 240 persone con disabilità tra i 7 e i 60 anni. “Il nostro team – aggiunge – è composto da psicologi, pedagogisti, assistenti sociali ed educatori e promuove attività basate sulle esigenze di ciascuno, offrendo così un ambiente propizio per il loro sviluppo. Ogni giorno viene proposta un’attività diversa: cucina, riciclaggio di vetro, informatica, attività di espressione corporea, karate e giochi. Tutte queste attività cercano di promuovere il miglioramento della coordinazione motoria, l’autonomia e l’indipendenza”.

Fondamentale è anche il lavoro con le famiglie e con le comunità locali sulla sensibilizzazione per innescare un cambiamento di mentalità. In molti Paesi, infatti, le persone con disturbi fisici o psichici sono costrette a vivere nell’ombra, ai margini, spesso vittime di violenze e persecuzioni. Lo ha sperimentato Grace, in Kenya, che sintetizza così la sua storia: “Sono nata in un piccolo villaggio e fino all’età di otto anni posso dire che ero una bambina serena. Ad un tratto ho cominciato a sentire le mie gambe sempre più stanche e deboli. Nessuno capiva cosa mi stesse capitando, dicevano che la mia famiglia era stata colpita da una maledizione. Tutti erano arrabbiati con me, mia madre non mi parlava e mi teneva nascosta in casa. Così per tre anni sono rimasta lì, senza poter uscire e vedere nessuno”. Nonostante tutto anche per lei si è accesa una luce di speranza. “Un giorno a casa mia sono venuti dei volontari di un centro di riabilitazione, il St. Martin di Nyahururu. La prima volta mia madre non li ha nemmeno fatti entrare in casa, ma loro sono tornati e hanno assicurato che portandomi nel loro centro mi avrebbero aiutato, avrei potuto cominciare la riabilitazione ed evitare che la malattia peggiorasse. Così è stato e lì ho anche potuto studiare insieme a tanti altri ragazzi”. Una storia che rappresenta uno dei tanti percorsi di crescita e di speranza sostenuto dal CPPD, il Programma per persone con disabilità del Saint Martin, che segue ogni anno più di 1.000 bambine e bambini con disabilità, grazie a operatori, centinaia di volontari e il coinvolgimento delle famiglie e delle comunità.

Un lavoro certamente faticoso che necessita di pazienza e sforzo condiviso, ma che è essenziale per creare le condizioni per l’integrazione delle persone con disabilità affinché vengano percepite come risorsa o comunque prese in carico in modo inclusivo dalla propria comunità. Come ha più volte sottolineato Papa Francesco, ogni persona, per quanto fragile, è portatrice di un valore intrinseco e siamo chiamati a restituire “alle persone, a tutte le persone, emarginate dalla disabilità o dalla fragilità il loro posto all’interno di una comunità fraterna e gioiosa”.

8xmille / A Lodi Casa Regina Pacis, un rifugio di speranza per donne in difficoltà

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Non solo luogo di accoglienza, ma anche spazio di incontro e di dialogo interculturale. Questa la finalità della Casa Regina Pacis, fortemente voluta dalla Diocesi di Lodi, che accoglie donne in difficoltà favorendone l’inclusione sociale.

Situata nel cuore di Lodi, nel popolare quartiere Borgo, in via San Giacomo 15, la Casa offre una prima accoglienza temporanea a donne maggiorenni, aiutandole in un regolare inserimento nel territorio. Nata come opera Caritas dell’Anno Giubilare 2000, recentemente ristrutturata e rinnovata, grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, la struttura, simbolo tangibile di solidarietà e inclusione, offre un rifugio a donne, provenienti da diverse parti del mondo. La sua missione è chiara: non limitarsi a fornire un riparo, ma costruire un percorso di integrazione sociale e autonomia personale. Qui, ogni persona accolta trova non solo un tetto e pasti caldi, ma anche un supporto concreto per ricostruire la propria esistenza attraverso percorsi formativi, assistenza psicologica, legale e sanitaria.

L’inaugurazione dei nuovi spazi, avvenuta l’8 marzo 2024, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna, ha rappresentato un ulteriore passo avanti in questo cammino di accoglienza. Il vescovo di Lodi mons. Malvestiti ha voluto ribadire come questa struttura, ufficialmente intitolata in quell’occasione “Casa Regina Pacis”, incarni i valori evangelici della carità e dell’amore per il prossimo, offrendo a chi è più fragile la possibilità di riscoprire la propria dignità.

“Questo evento ha segnato non solo un traguardo importante per la struttura, ma anche un rinnovato impegno verso l’integrazione – spiega Luca Servidati, responsabile comunicazione della Caritas Lodi – L’obiettivo principale è quello di facilitare l’inserimento delle giovani nel territorio lodigiano fornendo non solo un tetto, ma anche un supporto completo per il loro percorso di vita.  Grazie alla significativa ristrutturazione, realizzata con il fondamentale contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, i due piani superiori dell’edificio sono ora interamente dedicati all’accoglienza, con una cucina e un’area comune. Al piano terra, invece, sono stati allestiti locali per riunioni, un ufficio per richiedenti asilo, uno spazio per i volontari e un emporio solidale”.

La Casa Regina Pacis rappresenta un faro di speranza per tutte quelle donne che, in fuga da situazioni difficili, cercano un luogo sicuro dove poter ricominciare a immaginare un futuro.

“Le ospiti sono molto giovani, under 30. spiega Chiara Galmozzi, referente della Casa Ogni donna che accogliamo porta con sé una storia unica. Molte hanno dovuto lasciare la loro terra, la loro famiglia, affrontare viaggi lunghi e pericolosi. Qui non sono numeri, ma persone con un valore inestimabile, degne di essere ascoltate, accompagnate e sostenute. Le guidiamo per le pratiche burocratiche, per l’assistenza sanitaria e nei percorsi formativi. L’ospitalità dura in media due anni e quando escono di solito c’è una buona possibilità di inserimento”.

Le provenienze sono variegate: paesi dell’Est Europa, Asia, Africa e America Latina. Alcune arrivano direttamente dai centri per richiedenti asilo, altre vengono indirizzate da servizi sociali o associazioni del territorio.

In questi anni sono tantissime le storie – prosegue la referente – che quei muri hanno custodito: decine di vite che in quel luogo si sono prima incrociate, poi incontrate, a volte scontrate e infine capite, scoperte, amate. Questo perché Casa Regina Pacis non è solo una casa, ma è uno spazio di scambio tra culture, un momento di dialogo tra religioni e tradizioni differenti, occasione di convivialità tra etnie, per alcune è una vera e propria famiglia”.

La casa offre un accompagnamento nel cammino di inserimento e integrazione grazie alla presenza di tre operatrici dedicate (un’educatrice, una mediatrice culturale e un’operatrice sociale). Per le persone straniere accolte è previsto un aiuto all’apprendimento dell’italiano e delle norme fondamentali per la convivenza.  Durante alcuni periodi intensi dell’anno, come la Quaresima, la struttura ospita giovani e gruppi di catechesi che condividono momenti di convivialità con le ospiti, promuovendo così una maggiore comprensione e integrazione.

Questo progetto rappresenta un esempio tangibile di come la cura degli spazi fisici e la riorganizzazione dei servizi possano incidere positivamente sul benessere delle persone, promuovendo al contempo un cambiamento di paradigma nelle modalità di accompagnamento in vista di un inserimento lavorativo. “Dietro l’accoglienza femminile Regina Pacis a Lodi, risplendono i valori più profondi del Vangelo, – conclude Servidati– incarnati in gesti di amore e solidarietà. Questo luogo è molto più di un rifugio temporaneo: è una casa che abbraccia con calore, dove ogni donna accolta è riconosciuta come portatrice di una dignità inviolabile. In un mondo spesso indifferente, la Casa Regina Pacis diventa testimonianza viva della cura che il Signore ha per ciascuno dei suoi figli, specialmente per chi è più fragile”.

Casa Regina Pacis è un punto di riferimento anche dopo il termine dell’esperienza, uno spazio ponte tra l’interno e l’esterno in cui si stimolano processi di inclusione e di crescita personale.

8xmille in parrocchia / Il 4 maggio la Giornata Nazionale

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“Se fare un gesto d’amore ti fa sentire bene, immagina farlo per migliaia di persone” lo slogan scelto per celebrare il prossimo 4 maggio nelle parrocchie la 35.ma Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica dedicata all’8xmille.

Nonostante l’8xmille sia entrato in vigore nel 1990, sono ancora in tanti (quasi 25 milioni) i contribuenti che non esprimono nessuna scelta, perché non sanno che lo possono fare o perché non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o per la procedura troppo complessa. Tra questi tanti sono cattolici praticanti. I contribuenti che esprimono la loro scelta sono circa 17 milioni, di cui poco più di 12 milioni firmano a favore della Chiesa cattolica.

Inoltre, pochi sanno che i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione (oltre 9 milioni) possono ugualmente effettuare la scelta per la destinazione dell’8xmille dell’Irpef.

Per questo una necessaria sensibilizzazione è importantissima.

Le risorse dell’8xmille sono destinate al culto e alla pastorale, alla carità verso tutte le forme di povertà, alla custodia del patrimonio artistico e culturale delle nostre comunità. Non ultimo, la remunerazione dei sacerdoti è sostenuta per il 70% dai fondi provenienti dall’8xmille, fondi che sono in diminuzione a causa del calo delle persone che firmano a favore della Chiesa cattolica.

Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica può moltiplicare tali benefici a dismisura. È un gesto semplice, non costa nulla.

Per queste ragioni, la prima domenica di maggio, i parroci sono invitati a sensibilizzare i fedeli, nonché a realizzare nella parrocchia un’iniziativa finalizzata ad aiutare coloro che potrebbero avere maggiori difficoltà a firmare. Si tratta del progetto “unafirmaXunire 2025”, che prevede l’assistenza, il ritiro e la consegna delle buste con la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille” direttamente in parrocchia contattando l’incaricato diocesano del Sovvenire

Il coinvolgimento e la formazione su questi temi può fare la differenza nel contrastare l’attuale calo delle firme 8xmille.

In allegato alcuni materiali relativi alla Giornata Nazionale. Scarica qui altri materiali informativi

 

8xmille / Dal 13 aprile la nuova campagna della CEI che racconta la “Chiesa in uscita”

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Dal 13 aprile tornano gli spot che mostrano l’impegno quotidiano della Chiesa cattolica al fianco dei più fragili. 

Una firma che si traduce in accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 13 aprile la nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, con l’obiettivo di mostrare il valore di questa scelta che ognuno di noi può fare e il suo impatto nelle vite di tanti.

É il racconto di una Chiesa in uscita che risponde alle nuove povertà e ai bisogni sempre più complessi di fasce di popolazione diverse. Poliambulatori che erogano cure gratuite, dormitori, mense, doposcuola, stanziamenti per calamità naturali, guerre ed emergenze umanitarie nel mondo: sono solo alcuni esempi della rete capillare di solidarietà che non lascia indietro nessuno. Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

La campagna di comunicazione è stata presentata su Play2000.it di TV2000 il 10 aprile: cliccare qui per rivederne la registrazione.

L’8xmille: un moltiplicatore di risorse e servizi per il bene comune

Nel 2024 sono stati assegnati oltre 275 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 45 ad esigenze di rilievo nazionale di cui circa la metà destinati a Caritas Italiana e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 389 milioni di euro per il sostentamento degli oltre 32 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 246 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale.

L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. La Chiesa cattolica non si limita all’assistenzialismo, ma promuove percorsi di crescita personale e reinserimento sociale. Basta osservare i numerosi progetti promossi dalle diocesi per rendersi conto delle opportunità offerte dalla carità locale.

La Chiesa, infatti, si dedica con grande impegno agli anziani, ai disabili e ai malati, offrendo assistenza e cure in casa o in strutture residenziali dedicate (20 milioni di euro).

Aiuta le persone senza fissa dimora, le famiglie in difficoltà e i poveri accompagnandoli e sostenendoli nelle difficoltà economiche quotidiane (40 milioni di euro).

La Chiesa è attenta all’educazione dei giovani, prevenendo l’abbandono scolastico e il disagio giovanile, attraverso attività di supporto didattico, centri diurni socioeducativi per minori (16 milioni di euro). Non meno importante è l’attenzione rivolta agli ultimi, ai bisognosi e ai dimenticati. Grazie all’8xmille, vengono donati pacchi alimentari, vestiti, farmaci e aiuti concreti (82 milioni di euro). Con l’8xmille, la Chiesa cattolica offre anche percorsi di orientamento e inserimento lavorativo per chi è disoccupato, supportando i precari, in particolare giovani e donne, con attività di formazione e reinserimento lavorativo (9 milioni di euro).

Ancora, attraverso l’8xmille, vengono attivati percorsi di protezione e accoglienza per donne vittime di tratta, si offre sostegno materiale e spirituale ai detenuti, e si è al fianco delle vittime del racket e dell’usura, con progetti di tutela, consulenza e assistenza per liberarsi dai debiti e ritrovare serenità (6 milioni di euro).

Senza dimenticare le tragedie nel mondo, come ad esempio quella della guerra in Congo: per l’emergenza umanitaria è stato stanziato un milione di euro.

Firmare per la Chiesa cattolica – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnonisignifica essere parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo. La Chiesa, infatti, è accogliente e aperta a tutti, non solo ai credenti, e non lascia indietro nessuno: malati, disoccupati, anziani, giovani, donne sole e famiglie vulnerabili. In una sorta di welfare parallelo che offre però non solo sostegno materiale ma anche relazionale operando in sinergia con altre realtà del territorio per costruire reti di supporto integrate ed efficaci. Se non ci fosse la Chiesa e il lavoro straordinario svolto dalla macchina del volontariato – aggiunge Monzio Compagnoni – ci sarebbe un vuoto enorme”.

Otto storie di accoglienza, lavoro e speranza

L’edizione 2025 della campagna CEI si concentra su otto storie di speranza e rinascita, evidenziando il legame tra le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”, e la vita di tutti i giorni. L’obiettivo della campagna – aggiunge il responsabile del Servizio è quello di far apprezzare il valore di un gesto semplice come la firma, collegandolo ai momenti quotidiani della vita. Gli spot si concentrano sul concetto di ‘sentirsi bene’ prendendosi cura degli altri grazie a un’opzione nella dichiarazione dei redditi, che si traduce in migliaia di progetti. Chi firma diventa protagonista di un cambiamento e autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole che deve essere rinnovata ogni anno”.

Come accade a Salerno dove il Dormitorio Don Tonino Bello offre risposte concrete e percorsi di reinserimento lavorativo a persone in condizione di povertà estrema o a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove la mensa diocesana della Caritas rappresenta una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. L’azione costante della Chiesa consente a molti di cambiare il proprio futuro come accade a Lodi dove la Casa Regina Pacis è un luogo sicuro per quelle donne che, in fuga da situazioni difficili, cercano un’opportunità per ricominciare. Tanti i progetti di assistenza sanitaria sostenuti grazie al fondamentale contributo dell’8xmille come il Poliambulatorio medico di Santhià, nel vercellese, che offre attività di assistenza e servizio medico in modo gratuito, con la finalità di contrastare i lunghi tempi di attesa del Servizio Sanitario Nazionale così come a Venezia dove, presso l’ambulatorio di prossimità di Caritas Veneziana, medici, infermieri, farmacisti e volontari accolgono gratuitamente tutti coloro che hanno bisogno di cure immediate.

Tante anche le iniziative per offrire un futuro sereno a bambini e giovani, provenienti da famiglie vulnerabili: il progetto di Accoglienza e inclusione sociale, di Nazzano Romano, permette a giovani autistici di trovare non solo un tetto ma anche un cammino di crescita, formazione e autonomia attraverso l’inclusione lavorativa.

Con il fondamentale sostegno delle firme, ogni anno, vengono restituiti a fedeli e visitatori molti tesori dimenticati. Come a Gubbio dove la chiesa della Madonna del Prato, gioiello barocco, è stata sottoposta ad un intervento di restauro conservativo. Anche quest’anno la campagna ha voluto rappresentare i tanti progetti realizzati all’estero prendendo come esempio un’opera in Sri Lanka, a Badulla dove la speranza è arrivata in corsia. Qui sorge il Badulla Central Hospital, principale centro sanitario della regione che, grazie all’8xmille, offre cure mediche, sostegno sociale e prevenzione per le comunità più vulnerabili.

Una campagna multicanale per un messaggio di corresponsabilità

La campagna 8xmille CEI è ideata dall’agenzia VML, la regia è di Edoardo Lugari, le foto sono di Francesco Zizola e la casa di produzione è Casta Diva/Masi Film. Pianificata su tv e web con otto soggetti nei formati 20”, 15” e 6”, a seconda del canale e dei diversi target, la campagna si svilupperà anche su stampa, affissione, radio, display e video strategy.

Nel sito www.8xmille.it sono disponibili i filmati di approfondimento sulle singole opere, al centro della campagna, mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille, a livello nazionale e diocesano, nel segno della trasparenza.

I social 8xmille

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8xmille / “Un frullato di fotografie dall’India”, di don Garbuio

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Su semprenews.it (testata giornalistica della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi), tra le Storie segnaliamo l’articolo di don Enrico Garbuio del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI “Un frullato di fotografie dall’India”, un racconto di viaggio, alla scoperta delle realtà sostenute dai fondi raccolti con l’8 per mille, per accorciare le distanze tra chi pone una semplice firma e chi, grazie a quel gesto, può continuare a costruire un futuro migliore.

Don Enrico scrive nel suo racconto: “…Ho incontrato davvero tante realtà: dalle case-famiglia agli ospedali, dai centri di accoglienza per bambini malati di AIDS alle scuole per bambini sordomuti… tutte opere finanziate con i fondi 8xmille. Dai finestrini del fuoristrada o dal tuk-tuk ho visto scorrere l’India delle città e dei villaggi: case di legno più dignitose lungo le vie trafficate delle città, case di bambù immerse nella vegetazione dove talvolta si affacciavano donne e bambini che con il sorriso mi invitavano ad entrare per un coconut water, un pezzo di papaya, una banana o semplicemente per decorarmi il volto come segno di accoglienza”.

Qui l’articolo completo.

8xmille lo sviluppo dei popoli / Cultura, un investimento per tutti

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Investire sull’educazione e sulla cultura per ridurre le disuguaglianze e costruire un futuro più dignitoso per tutti. È la sfida raccolta dalla Chiesa italiana, da sempre impegnata sul versante formativo, nei diversi Paesi del mondo. Nell’ultima riunione (20-21 marzo) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, sono stati approvati 85 nuovi progetti per un totale di 14.555.848 euro: 53 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 8.920.516), 11 in America Latina (€ 2.232.651), 19 in Asia (€ 2.896.826), 1 in Europa (€ 88.104) e 1 in Medio Oriente (€ 417.751).

Numerosi progetti riguardano la dimensione educativa.

In Algeria, l’Association Diocesaine d’Algerie – A.D.A. lavorerà per promuovere l’educazione (dalla prima infanzia all’università) e la cultura attraverso biblioteche, centri culturali, esperienze interculturali. In Angola, la Diocesi di Lwena continuerà a combattere l’analfabetismo nella provincia di Moxico (il tasso è pari al 70% nelle zone rurali e al 50% nelle aree urbane), offrendo istruzione a 9000 studenti in 3 anni. In India, la Diocesi di Gulbarga sosterrà le ragazze emarginate delle comunità di Bachward, realizzando per loro una scuola dove acquisire competenze teoriche e professionali. In Mongolia, la Prefettura Apostolica di Ulaanbaatar contrasterà la povertà educativa, l’abbandono scolastico e il rischio di esclusione sociale con programmi di supporto scolastico e attività ricreative. In Pakistan, la Diocesi di Multan costruirà la scuola “Bishop Yousaf High School” per sostenere soprattutto quei ragazzi che hanno un accesso limitato a un’istruzione di qualità. In Kenya, poi, l’Engim (Giuseppini del Murialdo) costruirà un dormitorio femminile e potenzierà i corsi del Centro di formazione professionale: ne beneficeranno 118 studenti, insegnanti, e circa 4000 persone della comunità di Fort Ternan, nella Diocesi di Kericho. In Guatemala, la Good Shepherd International Foundation ONLUS (Suore di Nostra Signora della Carita del Buon Pastore) aiuterà le donne di El Tejar – territorio rurale per il 45% – ad affrontare il problema della povertà, dell’esclusione economica, finanziaria e sociale con percorsi di formazione tecnica e imprenditoriale.

Lo stanziamento deciso dal Comitato permetterà inoltre di migliorare le condizioni di diverse comunità locali. In Honduras, Progettomondo ETS interverrà in sei comuni di Choluteca, tra le aree più vulnerabili del Paese e con tassi elevati di insicurezza alimentare, per rafforzare le cooperative agricole, migliorare la resilienza climatica e promuovere pratiche agro-ecologiche, coinvolgendo circa 500 agricoltori (di cui il 51% donne). In Giordania, la Caritas promuoverà attività di empowerment sociale, formativo, economico per le donne, giordane e profughe, nelle località di Anjara, Jerash e Madaba, situate nel nord-ovest, non lontano dai confini con Israele e Siria.

Grande attenzione sarà riservata all’assistenza sanitaria. In Camerun, le Suore della Divina Volontà garantiranno cure sanitarie a Nkabang-Lada II, nella Diocesi di Yaoundé, con la costruzione di un Dispensario con ambulatori, sala parto, sala travaglio, laboratorio, farmacia. In Albania, la congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, presente nella Diocesi di Sepa dal 1994, potrà potenziare il centro di riabilitazione e fisioterapia, che assiste circa 350 persone (60% giovani) affette da disabilità congenite o acquisite.

28 marzo 2025

8xmille / Terremoto in Myanmar: 500mila euro per le prime necessità

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma che venerdì 28 marzo ha devastato il Myanmar, con impatto anche su altri Paesi. Il terremoto, con epicentro nella regione di Mandalay, ha provocato migliaia di morti, feriti e sfollati oltre a distruggere abitazioni e infrastrutture. “Ci facciamo prossimi alle sorelle e ai fratelli del Myanmar: a loro giunga il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Preghiamo per le vittime, tra cui tantissimi bambini, e per i loro familiari, assicurando il sostegno delle nostre Chiese”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Per far fronte all’emergenza, la Presidenza della CEI ha deciso un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: servirà per i primi soccorsi, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con KMSS (Karuna Mission Social Solidarity, la Caritas in Myanmar) e con la rete internazionale della Caritas.

Il Myanmar vive da tempo una situazione molto complessa e precaria: la crisi umanitaria nel Paese tocca 19,9 milioni di persone – più di un terzo della popolazione – che già necessitavano di assistenza a causa dei conflitti interni, della precarietà economica e dei disastri naturali. Il terremoto ha esacerbato tutto ciò, mettendo a dura prova le risorse e le capacità di risposta nazionali. Nell’auspicare che cessino le ostilità interne e gli aiuti umanitari possano arrivare a destinazione, la Presidenza della CEI invita le comunità diocesane e parrocchiali a contribuire agli interventi solidali da effettuarsi nell’immediato e alla ricostruzione materiale e comunitaria da attuarsi nei prossimi mesi e anni.

Notizie e aggiornamenti sulla situazione in Myanmar e sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito di Caritas Italiana: www.caritas.it.

1 aprile 2025