Category Archives: 8xmille

8xmille / Guida alla firma 2025

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Scheda allegata al Modello CU

Chi può firmare?
Coloro che possiedono redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come scegliere?
Utilizzare l’apposita scheda allegata al modello CU e:

  • -nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  • -Firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Attenzione! Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non si disponga della scheda allegata al modello CU, sarà possibile utilizzare per la scelta la apposita scheda presente all’interno del Modello REDDITI. In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:

  • -nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  • -Firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.

La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it – sezione: cittadini – dichiarazioni).
I tempi e modalità di consegna sono gli stessi di quelli previsti per la scheda allegata al Modello CU.

Quando e dove consegnare?

  1. Consegnare entro il 31 ottobre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” (*) secondo una delle seguenti modalità:

-presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta.
-ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta;
inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

  1. Inoltre, è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 31 ottobre.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

(*) La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’Otto per mille.

 Modello 730

Premessa
Il modello 730 precompilato viene messo a disposizione del contribuente, a partire dal 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it. – area riservata). Si può accedere a questa sezione utilizzando:

  • -un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
  • -CIE – Carta di identità elettronica;
  • -una Carta Nazionale dei Servizi.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un intermediario (CAF o un professionista abilitato).
In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Per chi è messo a disposizione il modello 730 precompilato?

Il 730 precompilato è messo a disposizione dei contribuenti che – oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi da dichiarare con questo modello e/o hanno oneri deducibili/detraibili, non hanno la partita IVA e possono avvalersi dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato.
Nell’area web dedicata, oltre alla modalità di compilazione ordinaria, è resa disponibile al contribuente una modalità di presentazione semplificata e guidata della dichiarazione 730 precompilata. Con la nuova modalità di compilazione, le informazioni a disposizione dell’Agenzia delle entrate sono proposte con un linguaggio semplificato al contribuente, che può direttamente confermarle o modificarle attraverso un percorso guidato. I dati così confermati, modificati o integrati sono riportati in maniera automatica nei campi corrispondenti del modello 730.

Modalità di presentazione 

Presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate
Se il contribuente intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate deve anche compilare il modello 730 – 1 con la scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef (anche se non esprime alcuna scelta).

Presentazione al sostituto d’imposta
Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza recante la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici. In caso di dichiarazione in forma congiunta i rispettivi modelli 730-1 sono inseriti dai coniugi in due distinte buste. Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta.

Presentazione al CAF o al professionista abilitato
Chi si rivolge a un CAF o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici.

Termine di presentazione
Il Modello 730 precompilato ed il modello 730-1 devono essere presentati al CAF o al professionista o al sostituto d’imposta entro il 30 settembre.
Inoltre, il contribuente può presentare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato e il 730-1 direttamente via internet entro il 30 settembre.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

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Modello 730 ordinario (non precompilato)
Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).
Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate ha predisposto il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare il modello 730 precompilato, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello REDDITI ordinario o modificando il modello REDDITI precompilato.
Il contribuente per cui l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI.

A chi e quando si presenta
Il modello 730 ordinario, insieme al modello 730 1 – con la scelta, può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale o al CAF o al professionista abilitato entro il 30 settembre

Modello REDDITI

La scelta viene effettuata utilizzando l’apposita scheda, presente all’interno del modello REDDITI, che è usata sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione sia in caso di esonero.
Negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente.

Chi può firmare?
I contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello REDDITI

Come scegliere?
Firmare nella casella “Chiesa cattolica” facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta, nell’apposito riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef “posto nella scheda.

Quando e dove consegnare?
1. Il modello REDDITI e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, professionista), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 31 ottobre. È importante comunque ricordare all’intermediario fiscale la propria scelta per la destinazione dell’Otto per mille.
2. Chi invece predispone da solo il modello REDDITI e la scheda con la scelta, deve effettuare la consegna via internet entro il 31 ottobre, ovvero, se non è obbligato all’invio telematico, presso qualsiasi ufficio postale dal 30 aprile al 30 giugno.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo

 Modello Redditi Persone Fisiche precompilato

Da quest’anno, in via sperimentale, l’Agenzia delle Entrate –  utilizzando le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati delle Certi­ficazioni Uniche di lavoro autonomo e i dati trasmessi da parte di soggetti terzi – rende disponibile al contribuente entro il 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet del­l’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it, la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente anche alle persone fisiche titolari di redditi differenti da quelli di lavoro dipendente e assimilati.
Il contribuente potrà accedere alla dichiarazione precompilata direttamente, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o, conferendo apposita delega, tramite un intermediario abilitato (CAF, professionista).

E IL CINQUE E DUE PER MILLE?
In tutti e tre i modelli troverete anche lo spazio per destinare il cinque e il due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’Otto per mille. L’invito è a firmare l’Otto per mille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque e due per mille.

8xmille / Caritas Pozzuoli, con “Liberi di crescere” sostenute le attività a favore di minori in situazioni di fragilità sociale

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È stato pubblicato dalla Caritas diocesana di Pozzuoli il report del primo anno del progetto “Liberi di crescere”, realizzato con l’8xmille alla Chiesa cattolica (in allegato). Il documento descrive le molteplici attività volte a sostenere minori in situazioni di fragilità sociale nel territorio della diocesi di Pozzuoli. Il progetto si realizza in due località: Licola Mare nell’oratorio delle suore Figlie della presentazione di Maria Santissima al Tempio e a Quarto, nel bene confiscato Casa Mehari.

Il progetto della Caritas diocesana ha rinforzato l’azione delle suore a Licola con personale qualificato per lavorare insieme con i genitori e per creare un ponte con la scuola. Le attività sono: giochi e socializzazione, sostegno scolastico, laboratori di musicoterapia, arte, teatro, gioco libero, lettura e riciclo. Le famiglie sono state coinvolte con occasioni di incontro, ascolto, informazione e sensibilizzazione, supporto alla genitorialità e laboratori genitori-figli. Non sono mancate le uscite didattiche per la conoscenza dei Campi Flegrei e di Napoli.

A Quarto le attività di “Liberi di crescere” si sono svolte a Casa Mehari. In questa sede gli obiettivi sono la formazione, l’autonomia e l’inclusione di ragazzi fragili e diversamente abili. Centrale è stato il laboratorio di ceramica che, grazie a professionisti, sta diventando un luogo di socializzazione, creatività e conoscenza a cui si affianca lo sviluppo delle attività manuali, le quali assumono anche una valenza terapeutica. Nella struttura sono presenti tre seminaristi che stanno vivendo la loro esperienza a contatto con persone con disabilità.

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Con i volontari, a servizio di tutti

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Sono 458 i progetti che, nel 2024, hanno coinvolto migliaia di volontari in 68 Paesi. Con i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, infatti, sono state finanziate opere per oltre 83 milioni di euro.

In occasione del Giubileo del mondo del volontariato, tenutosi l’8 e il 9 marzo, il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, ha fatto il punto su quanto le Diocesi, le Congregazioni religiose e le realtà ecclesiali riescono a fare, nei diversi contesti, anche grazie al supporto dei volontari. In Italia sono 4,6 milioni le persone che si impegnano per gli altri, oltre 16 milioni in tutta Europa e circa 1 persona su sette in tutto il mondo. Una vera e propria galassia solidale che, insieme alle comunità locali, alle religiose e ai preti missionari tessono relazioni, incrociano volti, scoprono talenti immensi e storie che arricchiscono e creano ponti con le nostre comunità, anche a nome di chi non può partire, ma rimane in comunione soprattutto con il dono della preghiera. Così, insieme, si continua a costruire speranza.

“Porterò sempre con me ogni sorriso, ogni nome, ogni storia, ogni momento vissuto. Il volontariato non è solo un’esperienza temporanea, ma una lezione di vita. Ho capito che la vera ricchezza sta nelle relazioni che costruiamo, nei segni che lasciamo nel cuore degli altri e in quelli che restano nei nostri”, spiega Cristopher, volontario in Brasile, con la Congregazione delle Suore Missionarie Scalabriniane, in prima linea per tutelare i diritti di chi è costretto a lasciare la propria casa, offrendo percorsi di integrazione e opportunità di crescita. Uno dei volti che Cristopher non dimenticherà è quello di Fatima, una madre venezuelana che nel 2018 ha lasciato il proprio Paese per garantire un futuro migliore ai suoi figli. Il viaggio fino a Roraima, nel nord del Brasile, è stato lungo e faticoso. Grazie alle suore è riuscita ad arrivare a San Paolo, dove ha trovato un’opportunità per ricominciare. Si è rimboccata le maniche ed è riuscita a superare le difficoltà dell’adattarsi a una realtà completamente nuova. Nei momenti di sconforto, la resilienza di Fátima e il sostegno della comunità sono stati fondamentali. “Ricordo ancora – aggiunge Cristopher – le sue parole pronunciate con determinazione: ‘Non posso permettere che la paura ci faccia tornare indietro. Ho lasciato tutto per i miei figli e andrò avanti’. Parole che mi hanno segnato profondamente. Ho compreso che il volontariato non è solo aiuto pratico, ma è ascolto, presenza, condivisione. Il senso della mia esperienza è proprio questo: essere disposto ad ascoltare, a mettermi nei panni dell’altro, a camminare insieme. A volte, il gesto più significativo è la semplice presenza: uno sguardo che trasmette fiducia, un ascolto sincero, un sorriso che dona speranza”.

Azioni concrete che trasformano le vite di chi è aiutato e di chi aiuta. Come è accaduto a Ibrahim e Stephan, sfollati da Idlib e accolti dai frati francescani a Latakia, in Siria. “Vengo – racconta – dal villaggio di Al Ghassanieh a Idlib, ho 26 anni e studio legge. Io e la mia famiglia siamo stati sfollati due volte nel 2012, fino a quando non siamo arrivati a Latakia. Sono stati giorni molto difficili, ma grazie ai frati siamo riusciti a superarli. Ora sono volontario, da quando il terremoto ha colpito Latakia il 6 febbraio 2023. Sono felice di poter restituire qualcosa del tanto che ho ricevuto e mi rende felice alleviare la sofferenza di altre persone che si sentono tristi e senza speranza, proprio come lo ero io”.  “Anche io oggi sono volontario – aggiunge Stephan – e mi occupo di scattare foto, inserire dati e fare visite sul campo. Ho 20 anni e studio scienze informatiche. Ricordo che, quando siamo arrivati a Latakia, eravamo persone disorientate in una nuova comunità, ma subito ci hanno accolto e ci siamo sentiti parte di una famiglia. Mi sento molto felice quando aiuto le persone, anche con piccole cose, cercando di regalare qualche sorriso”.

Cremona / A Marzalengo grazie all’8xmille un nuovo spazio per i bambini

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Importante novità all’interno dell’opera segno di Caritas Cremonese che accompagna ragazze e giovani mamme che stanno uscendo da situazioni di dipendenza.

Ormai è solo questione di piccole rifiniture e il nuovo «spazio-bambini» della comunità San Francesco può dirsi pronto. Un vero sogno che si avvera per l’opera segno di Caritas Cremonese che a Marzalengo accompagna 15 tra ragazze e giovani donne che stanno cercando di uscire dal tunnel della dipendenza (da sostanze o alcool). E che, insieme a queste ragazze, accoglie anche i loro bambini, una decina in tutto.

È proprio ai più piccoli che guarda la novità della casa: uno spazio tutto da vivere nella spensieratezza e per il gioco (per i più piccoli che non vanno a scuola è il luogo dove trascorrono gran parte della giornata). Lo si è potuto realizzare grazie ai fondi dell’8xmille stanziati attraverso Caritas Italiana.

Nella comunità di Marzalengo si respira il clima di casa. «Il nostro stile vuole essere quello della famiglia – spiega suor Virginia Verga, coordinatrice della struttura – con relazioni calde, fatte di cura, di accoglienza e di affetto. Le ragazze che arrivano da noi a volte non hanno alle spalle una famiglia e, comunque, durante il percorso non possono avere accanto i propri cari. Quindi il nostro compito è proprio quello di creare questa situazione di famiglia, che è il luogo in cui una persona può essere se stessa, sentirsi accolta, sentirsi importante, valorizzata, … sentirsi unica. Ed è in questo clima di relazione e di benevolenza che c’è il percorso di cura della dipendenza, che paradossalmente è la cosa meno importante, perché l’uso della sostanza non è altro che un modo per cercare di affrontare il dolore che si porta dentro».

Quello portato avanti a Marzalengo è percorso di crescita doppio: da un lato quello della donna che si sta disintossicando, dall’altro quello dei figli che muovono i primi passi. Da qui l’idea di dedicare uno spazio sempre più adatto ai bambini. Così dalla necessità di riadattare alcuni spazi della cascina è nata l’opportunità di trasferire lo spazio dedicato ai bambini in quelli che in passato erano i locali dedicati alla lavorazione del cuoio. «Grazie all’8xmille – spiega l’educatrice Chiara Rossi – abbiamo potuto riadattare questo spazio realizzando in qualche modo un nostro sogno: mettendo questo ambiente al centro della comunità, anche proprio fisicamente. I lavori ormai sono quasi ultimati e nelle prossime settimane potremo iniziare a dargli vita».

Affacciato da un lato sul cortile della casa e dall’altro sul grande giardino verde, potrà essere goduto a pieno dai più piccoli, sfruttando ancor più gli spazi esterni per il gioco e le attività.

Una novità all’apparenza di poco conto, ma che all’interno della comunità San Francesco ha grande importanza e diventa un ulteriore segno di speranza. «Noi guardiamo sempre alle ragazze con occhi di speranza. La speranza c’è sempre, perché c’è sempre una possibilità di ripartire, di rinascere: è importante che nel nostro cuore ci sia sempre questa speranza sulla loro vita».

L’opera segno

La Comunità San Francesco è comunità residenziale e di pronta accoglienza per donne tossicodipendenti, soprattutto con bambini. Trova spazio in una cascina di Marzalengo, piccola realtà di meno di 400 abitanti nel comune di Castelverde, a pochi chilometri da Cremona. Un contesto familiare in cui è possibile sperimentare uno stile relazionale e di vita diverso per giungere a una gestione autonoma e responsabile della propria vita. Accanto a personale laico educativo specializzato, all’interno della struttura vive e opera una comunità delle Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda. Una delle «opere segno» della Caritas diocesana: «Perché è il segno – sottolinea suor Virginia Verga – dell’amore del Padre per tutti i suoi figli, anche quelli più lontani, disperati, di cui nessuno si occupa». «Per le ragazze sentire la nostra presenza non giudicante e accogliente – precisa l’educatrice Chiara Rossi – fa vincere la paura di sentirsi inadeguate. Mamme non si nasce: certo si dà vita a un bambino, ma tante cose sono da imparare. Allora può essere importante vivere anche un po’ l’esperienza dell’essere figlie nel cammino di maternità».

Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

Scadenze per la consegna del modelli fiscali 730 e Redditi (anche precompilati)

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Modelli

 

Termini

Modelli 730 inviati dai CAF/intermediari

 

dal 30 aprile al 30 settembre

 

 

Modelli Redditi inviati dai CAF/intermediari

 

dal 30 aprile al 31 ottobre
 

Modelli Redditi cartacei inviati dai contribuenti

 

Dal 30 aprile al 30 giugno
Modelli 730 precompilati e modello Redditi precompilato inviati direttamente via web dal contribuente

 

 

I termini di inizio sono stabiliti dall’Agenzia

 

il termine finale è:

 

30 settembre per il 730

31 ottobre per il modello Redditi

 

Diocesi Mazara del Vallo / 8xmille per i beni culturali: in 10 anni 47 progetti per 5 milioni di euro

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In dieci anni (2014-2024) 47 progetti di restauro di luogo di culto sono stati co-finanziati, per un totale di 7.730.556,50 euro, di cui 5.025.538,25 euro provenienti dai fondi 8xmille (esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana) della Chiesa cattolica. Sono questi i numeri del report diocesano che è stato illustrato al convegno su “Il restauro dell’architettura” organizzato presso il Seminario vescovile di Mazara del Vallo, alla presenza del Presidente dell’Ordine nazionale degli architetti Massimo Crusi.

Per l’intera giornata sono riuniti gli architetti della provincia di Trapani per discutere su interventi e innovazione nel restauro dei beni architettonici. A illustrare i dati della Diocesi è stato l’architetto Vito Palmeri, collaboratore dell’Ufficio diocesano beni culturali: «Fino al 2017 il co-finanziamento coi fondi 8xmille era del 50% – ha detto Palmeri – dal 2017, invece, il co-finanziamento è aumentato al 70%, con la possibilità di intervenire su edifici più recenti». L’architetto Palmeri ha mostrato ai colleghi tutti gli interventi realizzati nel decennio 2014-2024: parrocchie, locali annessi e gli interventi presso la struttura del Seminario e del Palazzo vescovile. «Il restauro ci permette non solo di conservare quanto i Padri ci hanno consegnato ma di valorizzare le espressioni della fede, della cultura, che manifesta l’identità di un territorio. Tutto questo è possibile grazie ai fondi 8xmille della Chiesa cattolica che ogni cittadino destina con una firma sulla dichiarazione dei redditi», ha detto il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, che ha portato i saluti della Diocesi.

Tra gli interventi illustrati ci sono stati quelli realizzati sul campanile della Cattedrale (123.651,96 euro), sul campanile della parrocchia Cristo Re (86.334,58 euro), sulla chiesa del Purgatorio di Marsala (109.128,83 euro, progetto in fase di istruttoria), sulla chiesa di San Giuseppe di Mazara del Vallo (189.484,09 euro), sulla chiesa madre di Marsala (340 mila euro) e al Santuario Maria Ss. Addolorata di Marsala (102.000 euro). «Già come indicazione del precedente Vescovo monsignor Domenico Mogavero e ora in continuità con monsignor Angelo Giurdanella, si è scelto di intervenire con micro progetti, per consentire in tutte le parrocchie dove è necessario fare restauri, di utilizzare i fondi 8xmille in tutto il territorio diocesano», ha detto l’architetto Vito Palmeri.

Paesi in via di sviluppo / 8xmille per sanità, formazione e promozione sociale

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Scuole, centri sanitari, attività imprenditoriali, percorsi di inclusione sociale: si trasformano in tutto questo i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, diventando sostegno concreto per le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.

Un nuovo stanziamento permetterà alla Chiesa in Italia di continuare a farsi prossima a quanti sono in difficoltà, in ogni angolo del mondo.

Nell’ultima riunione (30-31 gennaio) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, infatti, sono stati approvati 52 progetti per un totale di 10.874.258 euro: 26 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 6.270.985), 14 in America Latina (€ 2.090.050), 10 in Asia (€ 1.910.431), 1 in Europa (€ 55.215) e 1 in Medio Oriente (€ 547.577).

Sono diversi i progetti sul versante educativo. Tra questi, spicca quello dell’Arcidiocesi di Bouaké, in Costa d’Avorio, che intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei ragazzi, con un’attenzione particolare ai più poveri, mediante la costruzione di una scuola nel quartiere periferico di Broukro della città di Bouaka, dove vivono numerose famiglie con bambini e mancano infrastrutture scolastiche secondarie. In Egitto, il Vicariato Apostolico amplierà l’edificio scolastico “St. Joseph’s di Port Fouad” per attivare il ciclo di istruzione secondaria di primo grado, mentre in Ghana la Diocesi di Sunyani ristrutturerà il “St. Mary’s Preparatory Junior High School” così da accogliere fino a mille studenti e mettere a loro disposizione biblioteca, laboratorio informatico e supporti didattici per l’alfabetizzazione digitale.

In Brasile, invece, Engim, ente di formazione fondato dai Giuseppini del Murialdo, realizzerà nuovi spazi per attività laboratoriali e di supporto scolastico contribuendo così a ridurre la povertà educativa e l’esclusione sociale di bambini e ragazzi.

Forte è anche l’impegno sul fronte della promozione sociale e del miglioramento della qualità di vita. Ad esempio, in Uganda, la Diocesi di Kabale costruirà un serbatoio sotterraneo per la raccolta di acqua piovana, con depuratore, a beneficio di circa 8000 persone, mentre in Thailandia, la Fondazione Pime Onlus (Pontificio Istituto Missioni Estere) promuoverà attività di sensibilizzazione per le famiglie e l’intera comunità volte all’inclusione sociale di bambini e adulti con disabilità e, al contempo, assicurerà l’accesso ai servizi sanitari di base e a programmi di fisioterapia a persone con disabilità in condizioni di fragilità.

Non manca l’attenzione alla sanità: in Honduras, la Diocesi di La Ceiba, attraverso la Pastorale della Salute della Parrocchia Catedral de San Isidro Labrador, ristrutturerà il Centro di salute “S. Isidro Labrador” che offre un servizio ambulatoriale del quale usufruiscono soprattutto i bambini. In Vietnam, la Diocesi di Phat Diem costruirà e attrezzerà un Centro di educazione e medico-riabilitativo per minori vulnerabili e/o con disabilità e appartenenti a minoranze etniche. In India, la Diocesi di Gorakhpur, attraverso il Purvanchal Gramin Seva Samiti, doterà il “Fatima Hospital” di un impianto per la produzione ed il caricamento delle bombole di ossigeno, così da superare i problemi di approvvigionamento e l’alto costo delle bombole sul mercato, mentre in Burkina Faso, il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli doterà 14 strutture sanitarie e due Università di un sistema per la produzione di candeggina, fondamentale per combattere la diffusione di malattie infettive.

Tra gli interventi, sono numerosi quelli che hanno l’obiettivo di favorire l’imprenditorialità e l’economia locale. Come in Argentina, dove l’Orden de Frailes Menores Viceprovincia San Francisco Solano avvierà un’attività di produzione e riciclo dei tessuti per le comunità di Aguaray, Río Caraparí e Piquirenda. Si tratta di una concreta opportunità di riscatto, che mira a restituire dignità alle donne vittime di violenza familiare ed emarginazione e a favorire l’indipendenza economica femminile. In Iraq, Focsiv rafforzerà la resilienza economica e sociale di quanti vivono negli insediamenti, prevalentemente cristiani, di Ainkawa (Erbil), Qaragosh e Mosul, attraverso il sostegno alle piccole imprese, l’artigianato tradizionale, l’agricoltura e, sul piano sociale, lo sviluppo di attività culturali ed educative.

8xmille / Diocesi di Aversa vicina alle famiglie, per essere sempre aperti al dono e alla speranza

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“Troppo spesso siamo tentati di giudicare tutto in base a ciò che può essere utile per il nostro vivere: questo è un segno di egoismo e di chiusura, quando invece la vita è apertura, fiducia, speranza.

Si dice che il sorriso di un bimbo che nasce è il segno che Dio non si è ancora stancato dell’umanità: è la speranza della ricchezza di bene che quella nuova vita potrà offrire alla storia dell’umanità.

Auguro a tutti di poter essere fiduciosi, di poter contemplare sempre la bontà della vita e l’opera di Dio, di far crescere tutto ciò che genera sempre ricchezza di vita nuova”. Con questo messaggio Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, invita a riflettere sul tema della 47ª Giornata nazionale per la vita, Trasmettere la vita, speranza per il mondo, consapevole anche dell’orizzonte della speranza in cui tutta la Chiesa è chiamata a vivere questo anno di grazia del Signore.

La diocesi di Aversa, che sostiene anche il Festival della Vita, promosso dal Centro culturale San Paolo e giunto quest’anno alla XV edizione, è molto attiva sul fronte della promozione della famiglia e della vita, attraverso l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita.

Tante le iniziative, rese possibili anche dal sostegno dell’8xmille della Chiesa cattolica.

“Il sostegno che ci viene dall’8xmille ci permette di fare queste diverse attività ma anche poi di sostenere concretamente delle situazioni”, dice subito don Massimo Spina, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita e parroco di Santa Teresa del Bambin Gesù, ad Aversa. “Il nostro primo impegno – prosegue – è mettere insieme in rete le varie realtà che si occupano in modo trasversale di attenzione alla vita.

Qui ad Aversa abbiamo un segno storico molto bello che è la famosa ‘Rota degli esposti’, dove venivano lasciati i neonati frutto di una gravidanza indesiderata o gli ultimi nati in una famiglia che già faceva la fame. Oggi l’associazione AversaDonna si premura di far conoscere la storia della Rota, anche alle scuole. La Rota, infatti, è un segno tangibile dell’attenzione della Chiesa a vita da sempre”. Infatti, già dal Quattrocento era in funzione ad Aversa la “Rota degli esposti”.

Ci sono poi tante “iniziative concrete, legate anche a singole storie: ci è capitato di incontrare ragazze che volevano interrompere la gravidanza, a loro abbiamo fatto conoscere esperienze di vita di coppie con figli, anche con qualcuno di loro disabile, che hanno compiuto la scelta forte di portare avanti la gravidanza. Questo ha aiutato diverse ragazze a cambiare idea. Questo lavoro capillare sul territorio per conoscere le fragilità e in qualche modo aiutare a venirne fuori è possibile anche grazie al fatto che come Ufficio proviamo a incontrare ogni anno le coppie impegnate in ognuna delle 94 parrocchie della diocesi, che si estende, per una parte, sul territorio della provincia casertana e, per l’altra, su quello della provincia napoletana.

Noi proviamo a intensificare sempre di più le relazioni con le coppie che in ogni parrocchia guidano i nubendi o i gruppi famiglia, senza trascurare mai la cura e l’attenzione alla vita, perché ovviamente in ogni parrocchia si lavora su questo ambito, con la possibilità di portare il messaggio della vita nelle varie realtà”.

Un altro aspetto importante è la promozione da parte dell’Ufficio diocesano di incontri di formazione e giornate di spiritualità per le coppie impegnate in parrocchia. “Anche tutto questo impegno formativo, che ha un costo, è reso possibile grazie all’8xmille”, precisa don Spina.

Da fine gennaio è partita un’altra iniziativa: “La casa sulla roccia” per andare alla scoperta del sacramento del matrimonio con i nubendi.

L’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita ripropone questa iniziativa nata lo scorso anno sia dalle sollecitazioni raccolte nell’ascolto del territorio sia dal forte desiderio del vescovo di vivere un momento di dialogo ed ascolto con le nascenti famiglie del territorio diocesano. Mons. Spinillo incontra i nubendi dalle ore 16 alle ore 18 direttamente nelle Foranie di appartenenza per sottolineare l’importanza del matrimonio e dell’attenzione alla vita, oltre che a rafforzare le relazioni con le coppie nascenti. Gli incontri del vescovo con i futuri sposi si concluderanno con la Messa coi nubendi, che avrà luogo nella chiesa cattedrale di Aversa domenica 9 marzo.

Se, da un lato, ci sono donne che si trovano ad affrontare una gravidanza non prevista, dall’altro, sottolinea il direttore dell’Ufficio diocesano, “aumentano le coppie che hanno difficoltà ad avere un figlio, una situazione che genera sofferenza. Di fronte alle varie difficoltà, soprattutto ora, nell’Anno giubilare dedicato alla speranza, vogliamo far capire che c’è una comunità, che c’è una Chiesa, che c’è una parrocchia, che c’è una realtà ecclesiale, che sta accanto, si prende cura e si interessa di ognuno, creando relazioni anche personali, per accendere in loro una speranza e far sapere che qualcuno che li sostiene in questo momento buio. Proviamo a contattare e incontrare le persone che stanno vivendo una difficoltà, a livello sia parrocchiale sia diocesano”.

Anche la situazione economica, differenziata a seconda anche della provincia su cui insiste il territorio diocesano – da un lato, difficoltà economiche, dall’altra agiatezza – incide sull’apertura alla vita: “Paradossalmente possono avere effetti negativi sull’apertura alla vita due cause contrastanti: la povertà e il successo personale nella carriera”, osserva don Massimo, precisando che, quando il problema è di origine economica, “ce ne facciamo carico con la Caritas sia parrocchiale sia diocesana, per non lasciare a se stesse le persone e aiutarle a portare avanti la gravidanza. Questa è una priorità che ci siamo dati. E anche questo è possibile grazie all’8xmille”.

(Fonte, Agenzia Sir)

Messaggio di Mons. Angelo Spilillo, Vescovo di Aversa, per la Giornata della Vita 2025

8xmille emergenze umanitarie / Un milione di euro per interventi nella Repubblica Democratica del Congo

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L’appello della Presidenza CEI: basta violenze!

Lanciamo il nostro accorato appello affinché si fermi il massacro a Goma e nelle altre aree della Repubblica Democratica del Congo in preda alla violenza: basta!
In stretto contatto con le Chiese locali e i missionari presenti sul territorio, riceviamo quotidianamente notizie e immagini di uccisioni, mutilazioni, distruzioni e sfollamento di grandi masse di popolazione, che si svolgono nel silenzio quasi totale dei media. Una strage che miete vittime soprattutto tra i civili, senza risparmiare bambini, anche neonati, donne e persone inermi. Non possiamo tacere di fronte a questo scempio, all’annientamento dell’umanità.

Esprimiamo vicinanza alla popolazione locale e a quanti nel Paese sono impegnati per far fronte a una crisi umanitaria senza precedenti. Facciamo nostre le parole di Papa Francesco che mercoledì 29 gennaio, al termine dell’Udienza generale, ha esortato “tutte le parti in conflitto ad impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e delle altre zone interessate dalle operazioni militari” e ha invitato “le Autorità locali e la Comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione di conflitto”.

Come Chiesa in Italia, da anni, siamo presenti nel Paese con operatori e missionari e non smettiamo di stare accanto alla popolazione e alla Chiesa locale, che continua a essere bersaglio di violenze e attacchi.

Dal 1991, la Conferenza Episcopale Italiana ha sostenuto interventi nella Repubblica Democratica del Congo per 136 milioni di euro. Attraverso il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e grazie ai fondi 8xmille, sono stati finanziati 1.236 interventi. Si tratta di progetti in risposta a emergenze, come, ad esempio, per gli sfollati a Goma, e di sviluppo socio-economico in vari settori. Per affrontare questa ulteriore emergenza, è stato deciso lo stanziamento di un milione di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

Il nostro impegno non verrà meno per la promozione della dignità umana e di un futuro di pace.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana

Roma, 3 febbraio 2025

8xmille per i beni ecclesiastici / Dove esplorare il patrimonio culturale e artistico della Chiesa cattolica

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Per conoscere e mettere in rete i beni culturali ecclesiastici in Italia è possibile esplorare BeWeb, ovvero la vetrina dei Beni ecclesiastici in Web sul portale di chiesacattolica.it, che rende visibile il lavoro di censimento sistematico del patrimonio storico e artistico, architettonico, archivistico e librario portato avanti dalle diocesi italiane e dagli istituti culturali ecclesiastici sui beni di loro proprietà.

Con 226 Diocesi, 2.402 istituti culturali ( (1.409 archivi, 663 biblioteche e 330 musei), 14.345.458 beni catalogati, 481 voci di glossario e 80 percorsi tematici, BeWeb è anche il luogo dove facilitare, attraverso approfondimenti tematici, condivisione di risorse e news, la comprensione e la lettura del patrimonio diocesano da parte di un pubblico ampio e non di soli specialisti.

Il portale intende diventare sempre più l’espressione di una redazione distribuita che vede protagoniste le diocesi e tutta la realtà ecclesiale, onde far emergere, insieme a quelle tradizionali, chiavi di lettura del patrimonio di carattere pastorale, catechetico, liturgico e più in generale teologiche.

L’accesso cross domain ai dati dei diversi settori è facilitato attraverso diverse possibilità di ricerca: quella google like, quella territoriale, quella cronologica e infine, nella direzione più altamente qualificante per Authority File (persone, enti, famiglie).

La banca dati è implementata particolarmente dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio e sono quindi nella fase di aggiornamento e integrazione. Per queste ragioni quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace. Man mano che l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI riceve banche dati aggiornate, provvede a sostituire quelle pubblicate fino a quel momento.

BeWeB è anche uno strumento di dialogo con le istituzioni pubbliche e i relativi sistemi informativi. In quest’ottica sono stati portati alla firma accordi e convenzioni che garantiscono la visibilità dei dati presenti su BeWeB anche nell’Anagrafe delle Biblioteche Italiane, nel Servizio Bibliotecario Nazionale e in Manus online coordinati dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), in Material Evidence of Incunabula coordinato dal Consortium of European Research Libraries (CERL), nel Sistema Archivistico Nazionale coordinato dall’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), nei Luoghi della Cultura realizzato dal Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT). Si sta verificando come facilitare il dialogo con il Sistema Generale Informativo del Catalogo (SIGECweb) coordinato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e con CulturaItalia, progetto coordinato direttamente dal MiBACT.

Lo scorso anno la CEI ha destinato alla tutela dei beni culturali ecclesiastici 25 milioni di euro dei fondi 8xmille.