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Diocesi Mazara del Vallo / 8xmille per i beni culturali: in 10 anni 47 progetti per 5 milioni di euro

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In dieci anni (2014-2024) 47 progetti di restauro di luogo di culto sono stati co-finanziati, per un totale di 7.730.556,50 euro, di cui 5.025.538,25 euro provenienti dai fondi 8xmille (esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana) della Chiesa cattolica. Sono questi i numeri del report diocesano che è stato illustrato al convegno su “Il restauro dell’architettura” organizzato presso il Seminario vescovile di Mazara del Vallo, alla presenza del Presidente dell’Ordine nazionale degli architetti Massimo Crusi.

Per l’intera giornata sono riuniti gli architetti della provincia di Trapani per discutere su interventi e innovazione nel restauro dei beni architettonici. A illustrare i dati della Diocesi è stato l’architetto Vito Palmeri, collaboratore dell’Ufficio diocesano beni culturali: «Fino al 2017 il co-finanziamento coi fondi 8xmille era del 50% – ha detto Palmeri – dal 2017, invece, il co-finanziamento è aumentato al 70%, con la possibilità di intervenire su edifici più recenti». L’architetto Palmeri ha mostrato ai colleghi tutti gli interventi realizzati nel decennio 2014-2024: parrocchie, locali annessi e gli interventi presso la struttura del Seminario e del Palazzo vescovile. «Il restauro ci permette non solo di conservare quanto i Padri ci hanno consegnato ma di valorizzare le espressioni della fede, della cultura, che manifesta l’identità di un territorio. Tutto questo è possibile grazie ai fondi 8xmille della Chiesa cattolica che ogni cittadino destina con una firma sulla dichiarazione dei redditi», ha detto il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, che ha portato i saluti della Diocesi.

Tra gli interventi illustrati ci sono stati quelli realizzati sul campanile della Cattedrale (123.651,96 euro), sul campanile della parrocchia Cristo Re (86.334,58 euro), sulla chiesa del Purgatorio di Marsala (109.128,83 euro, progetto in fase di istruttoria), sulla chiesa di San Giuseppe di Mazara del Vallo (189.484,09 euro), sulla chiesa madre di Marsala (340 mila euro) e al Santuario Maria Ss. Addolorata di Marsala (102.000 euro). «Già come indicazione del precedente Vescovo monsignor Domenico Mogavero e ora in continuità con monsignor Angelo Giurdanella, si è scelto di intervenire con micro progetti, per consentire in tutte le parrocchie dove è necessario fare restauri, di utilizzare i fondi 8xmille in tutto il territorio diocesano», ha detto l’architetto Vito Palmeri.

Paesi in via di sviluppo / 8xmille per sanità, formazione e promozione sociale

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Scuole, centri sanitari, attività imprenditoriali, percorsi di inclusione sociale: si trasformano in tutto questo i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, diventando sostegno concreto per le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.

Un nuovo stanziamento permetterà alla Chiesa in Italia di continuare a farsi prossima a quanti sono in difficoltà, in ogni angolo del mondo.

Nell’ultima riunione (30-31 gennaio) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, infatti, sono stati approvati 52 progetti per un totale di 10.874.258 euro: 26 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 6.270.985), 14 in America Latina (€ 2.090.050), 10 in Asia (€ 1.910.431), 1 in Europa (€ 55.215) e 1 in Medio Oriente (€ 547.577).

Sono diversi i progetti sul versante educativo. Tra questi, spicca quello dell’Arcidiocesi di Bouaké, in Costa d’Avorio, che intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei ragazzi, con un’attenzione particolare ai più poveri, mediante la costruzione di una scuola nel quartiere periferico di Broukro della città di Bouaka, dove vivono numerose famiglie con bambini e mancano infrastrutture scolastiche secondarie. In Egitto, il Vicariato Apostolico amplierà l’edificio scolastico “St. Joseph’s di Port Fouad” per attivare il ciclo di istruzione secondaria di primo grado, mentre in Ghana la Diocesi di Sunyani ristrutturerà il “St. Mary’s Preparatory Junior High School” così da accogliere fino a mille studenti e mettere a loro disposizione biblioteca, laboratorio informatico e supporti didattici per l’alfabetizzazione digitale.

In Brasile, invece, Engim, ente di formazione fondato dai Giuseppini del Murialdo, realizzerà nuovi spazi per attività laboratoriali e di supporto scolastico contribuendo così a ridurre la povertà educativa e l’esclusione sociale di bambini e ragazzi.

Forte è anche l’impegno sul fronte della promozione sociale e del miglioramento della qualità di vita. Ad esempio, in Uganda, la Diocesi di Kabale costruirà un serbatoio sotterraneo per la raccolta di acqua piovana, con depuratore, a beneficio di circa 8000 persone, mentre in Thailandia, la Fondazione Pime Onlus (Pontificio Istituto Missioni Estere) promuoverà attività di sensibilizzazione per le famiglie e l’intera comunità volte all’inclusione sociale di bambini e adulti con disabilità e, al contempo, assicurerà l’accesso ai servizi sanitari di base e a programmi di fisioterapia a persone con disabilità in condizioni di fragilità.

Non manca l’attenzione alla sanità: in Honduras, la Diocesi di La Ceiba, attraverso la Pastorale della Salute della Parrocchia Catedral de San Isidro Labrador, ristrutturerà il Centro di salute “S. Isidro Labrador” che offre un servizio ambulatoriale del quale usufruiscono soprattutto i bambini. In Vietnam, la Diocesi di Phat Diem costruirà e attrezzerà un Centro di educazione e medico-riabilitativo per minori vulnerabili e/o con disabilità e appartenenti a minoranze etniche. In India, la Diocesi di Gorakhpur, attraverso il Purvanchal Gramin Seva Samiti, doterà il “Fatima Hospital” di un impianto per la produzione ed il caricamento delle bombole di ossigeno, così da superare i problemi di approvvigionamento e l’alto costo delle bombole sul mercato, mentre in Burkina Faso, il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli doterà 14 strutture sanitarie e due Università di un sistema per la produzione di candeggina, fondamentale per combattere la diffusione di malattie infettive.

Tra gli interventi, sono numerosi quelli che hanno l’obiettivo di favorire l’imprenditorialità e l’economia locale. Come in Argentina, dove l’Orden de Frailes Menores Viceprovincia San Francisco Solano avvierà un’attività di produzione e riciclo dei tessuti per le comunità di Aguaray, Río Caraparí e Piquirenda. Si tratta di una concreta opportunità di riscatto, che mira a restituire dignità alle donne vittime di violenza familiare ed emarginazione e a favorire l’indipendenza economica femminile. In Iraq, Focsiv rafforzerà la resilienza economica e sociale di quanti vivono negli insediamenti, prevalentemente cristiani, di Ainkawa (Erbil), Qaragosh e Mosul, attraverso il sostegno alle piccole imprese, l’artigianato tradizionale, l’agricoltura e, sul piano sociale, lo sviluppo di attività culturali ed educative.

8xmille / Diocesi di Aversa vicina alle famiglie, per essere sempre aperti al dono e alla speranza

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“Troppo spesso siamo tentati di giudicare tutto in base a ciò che può essere utile per il nostro vivere: questo è un segno di egoismo e di chiusura, quando invece la vita è apertura, fiducia, speranza.

Si dice che il sorriso di un bimbo che nasce è il segno che Dio non si è ancora stancato dell’umanità: è la speranza della ricchezza di bene che quella nuova vita potrà offrire alla storia dell’umanità.

Auguro a tutti di poter essere fiduciosi, di poter contemplare sempre la bontà della vita e l’opera di Dio, di far crescere tutto ciò che genera sempre ricchezza di vita nuova”. Con questo messaggio Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, invita a riflettere sul tema della 47ª Giornata nazionale per la vita, Trasmettere la vita, speranza per il mondo, consapevole anche dell’orizzonte della speranza in cui tutta la Chiesa è chiamata a vivere questo anno di grazia del Signore.

La diocesi di Aversa, che sostiene anche il Festival della Vita, promosso dal Centro culturale San Paolo e giunto quest’anno alla XV edizione, è molto attiva sul fronte della promozione della famiglia e della vita, attraverso l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita.

Tante le iniziative, rese possibili anche dal sostegno dell’8xmille della Chiesa cattolica.

“Il sostegno che ci viene dall’8xmille ci permette di fare queste diverse attività ma anche poi di sostenere concretamente delle situazioni”, dice subito don Massimo Spina, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita e parroco di Santa Teresa del Bambin Gesù, ad Aversa. “Il nostro primo impegno – prosegue – è mettere insieme in rete le varie realtà che si occupano in modo trasversale di attenzione alla vita.

Qui ad Aversa abbiamo un segno storico molto bello che è la famosa ‘Rota degli esposti’, dove venivano lasciati i neonati frutto di una gravidanza indesiderata o gli ultimi nati in una famiglia che già faceva la fame. Oggi l’associazione AversaDonna si premura di far conoscere la storia della Rota, anche alle scuole. La Rota, infatti, è un segno tangibile dell’attenzione della Chiesa a vita da sempre”. Infatti, già dal Quattrocento era in funzione ad Aversa la “Rota degli esposti”.

Ci sono poi tante “iniziative concrete, legate anche a singole storie: ci è capitato di incontrare ragazze che volevano interrompere la gravidanza, a loro abbiamo fatto conoscere esperienze di vita di coppie con figli, anche con qualcuno di loro disabile, che hanno compiuto la scelta forte di portare avanti la gravidanza. Questo ha aiutato diverse ragazze a cambiare idea. Questo lavoro capillare sul territorio per conoscere le fragilità e in qualche modo aiutare a venirne fuori è possibile anche grazie al fatto che come Ufficio proviamo a incontrare ogni anno le coppie impegnate in ognuna delle 94 parrocchie della diocesi, che si estende, per una parte, sul territorio della provincia casertana e, per l’altra, su quello della provincia napoletana.

Noi proviamo a intensificare sempre di più le relazioni con le coppie che in ogni parrocchia guidano i nubendi o i gruppi famiglia, senza trascurare mai la cura e l’attenzione alla vita, perché ovviamente in ogni parrocchia si lavora su questo ambito, con la possibilità di portare il messaggio della vita nelle varie realtà”.

Un altro aspetto importante è la promozione da parte dell’Ufficio diocesano di incontri di formazione e giornate di spiritualità per le coppie impegnate in parrocchia. “Anche tutto questo impegno formativo, che ha un costo, è reso possibile grazie all’8xmille”, precisa don Spina.

Da fine gennaio è partita un’altra iniziativa: “La casa sulla roccia” per andare alla scoperta del sacramento del matrimonio con i nubendi.

L’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e vita ripropone questa iniziativa nata lo scorso anno sia dalle sollecitazioni raccolte nell’ascolto del territorio sia dal forte desiderio del vescovo di vivere un momento di dialogo ed ascolto con le nascenti famiglie del territorio diocesano. Mons. Spinillo incontra i nubendi dalle ore 16 alle ore 18 direttamente nelle Foranie di appartenenza per sottolineare l’importanza del matrimonio e dell’attenzione alla vita, oltre che a rafforzare le relazioni con le coppie nascenti. Gli incontri del vescovo con i futuri sposi si concluderanno con la Messa coi nubendi, che avrà luogo nella chiesa cattedrale di Aversa domenica 9 marzo.

Se, da un lato, ci sono donne che si trovano ad affrontare una gravidanza non prevista, dall’altro, sottolinea il direttore dell’Ufficio diocesano, “aumentano le coppie che hanno difficoltà ad avere un figlio, una situazione che genera sofferenza. Di fronte alle varie difficoltà, soprattutto ora, nell’Anno giubilare dedicato alla speranza, vogliamo far capire che c’è una comunità, che c’è una Chiesa, che c’è una parrocchia, che c’è una realtà ecclesiale, che sta accanto, si prende cura e si interessa di ognuno, creando relazioni anche personali, per accendere in loro una speranza e far sapere che qualcuno che li sostiene in questo momento buio. Proviamo a contattare e incontrare le persone che stanno vivendo una difficoltà, a livello sia parrocchiale sia diocesano”.

Anche la situazione economica, differenziata a seconda anche della provincia su cui insiste il territorio diocesano – da un lato, difficoltà economiche, dall’altra agiatezza – incide sull’apertura alla vita: “Paradossalmente possono avere effetti negativi sull’apertura alla vita due cause contrastanti: la povertà e il successo personale nella carriera”, osserva don Massimo, precisando che, quando il problema è di origine economica, “ce ne facciamo carico con la Caritas sia parrocchiale sia diocesana, per non lasciare a se stesse le persone e aiutarle a portare avanti la gravidanza. Questa è una priorità che ci siamo dati. E anche questo è possibile grazie all’8xmille”.

(Fonte, Agenzia Sir)

Messaggio di Mons. Angelo Spilillo, Vescovo di Aversa, per la Giornata della Vita 2025

8xmille emergenze umanitarie / Un milione di euro per interventi nella Repubblica Democratica del Congo

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L’appello della Presidenza CEI: basta violenze!

Lanciamo il nostro accorato appello affinché si fermi il massacro a Goma e nelle altre aree della Repubblica Democratica del Congo in preda alla violenza: basta!
In stretto contatto con le Chiese locali e i missionari presenti sul territorio, riceviamo quotidianamente notizie e immagini di uccisioni, mutilazioni, distruzioni e sfollamento di grandi masse di popolazione, che si svolgono nel silenzio quasi totale dei media. Una strage che miete vittime soprattutto tra i civili, senza risparmiare bambini, anche neonati, donne e persone inermi. Non possiamo tacere di fronte a questo scempio, all’annientamento dell’umanità.

Esprimiamo vicinanza alla popolazione locale e a quanti nel Paese sono impegnati per far fronte a una crisi umanitaria senza precedenti. Facciamo nostre le parole di Papa Francesco che mercoledì 29 gennaio, al termine dell’Udienza generale, ha esortato “tutte le parti in conflitto ad impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e delle altre zone interessate dalle operazioni militari” e ha invitato “le Autorità locali e la Comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione di conflitto”.

Come Chiesa in Italia, da anni, siamo presenti nel Paese con operatori e missionari e non smettiamo di stare accanto alla popolazione e alla Chiesa locale, che continua a essere bersaglio di violenze e attacchi.

Dal 1991, la Conferenza Episcopale Italiana ha sostenuto interventi nella Repubblica Democratica del Congo per 136 milioni di euro. Attraverso il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e grazie ai fondi 8xmille, sono stati finanziati 1.236 interventi. Si tratta di progetti in risposta a emergenze, come, ad esempio, per gli sfollati a Goma, e di sviluppo socio-economico in vari settori. Per affrontare questa ulteriore emergenza, è stato deciso lo stanziamento di un milione di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

Il nostro impegno non verrà meno per la promozione della dignità umana e di un futuro di pace.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana

Roma, 3 febbraio 2025

8xmille per i beni ecclesiastici / Dove esplorare il patrimonio culturale e artistico della Chiesa cattolica

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Per conoscere e mettere in rete i beni culturali ecclesiastici in Italia è possibile esplorare BeWeb, ovvero la vetrina dei Beni ecclesiastici in Web sul portale di chiesacattolica.it, che rende visibile il lavoro di censimento sistematico del patrimonio storico e artistico, architettonico, archivistico e librario portato avanti dalle diocesi italiane e dagli istituti culturali ecclesiastici sui beni di loro proprietà.

Con 226 Diocesi, 2.402 istituti culturali ( (1.409 archivi, 663 biblioteche e 330 musei), 14.345.458 beni catalogati, 481 voci di glossario e 80 percorsi tematici, BeWeb è anche il luogo dove facilitare, attraverso approfondimenti tematici, condivisione di risorse e news, la comprensione e la lettura del patrimonio diocesano da parte di un pubblico ampio e non di soli specialisti.

Il portale intende diventare sempre più l’espressione di una redazione distribuita che vede protagoniste le diocesi e tutta la realtà ecclesiale, onde far emergere, insieme a quelle tradizionali, chiavi di lettura del patrimonio di carattere pastorale, catechetico, liturgico e più in generale teologiche.

L’accesso cross domain ai dati dei diversi settori è facilitato attraverso diverse possibilità di ricerca: quella google like, quella territoriale, quella cronologica e infine, nella direzione più altamente qualificante per Authority File (persone, enti, famiglie).

La banca dati è implementata particolarmente dalle diocesi e dagli istituti culturali che hanno concluso il rilevamento e la descrizione del patrimonio sul proprio territorio e sono quindi nella fase di aggiornamento e integrazione. Per queste ragioni quanto pubblicato è da intendersi work in progress e pertanto non esente da eventuali suggerimenti per essere migliorato e reso più efficace. Man mano che l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI riceve banche dati aggiornate, provvede a sostituire quelle pubblicate fino a quel momento.

BeWeB è anche uno strumento di dialogo con le istituzioni pubbliche e i relativi sistemi informativi. In quest’ottica sono stati portati alla firma accordi e convenzioni che garantiscono la visibilità dei dati presenti su BeWeB anche nell’Anagrafe delle Biblioteche Italiane, nel Servizio Bibliotecario Nazionale e in Manus online coordinati dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), in Material Evidence of Incunabula coordinato dal Consortium of European Research Libraries (CERL), nel Sistema Archivistico Nazionale coordinato dall’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), nei Luoghi della Cultura realizzato dal Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT). Si sta verificando come facilitare il dialogo con il Sistema Generale Informativo del Catalogo (SIGECweb) coordinato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e con CulturaItalia, progetto coordinato direttamente dal MiBACT.

Lo scorso anno la CEI ha destinato alla tutela dei beni culturali ecclesiastici 25 milioni di euro dei fondi 8xmille.

Sviluppo dei popoli / Comunicare la speranza anche grazie all’8xmille

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Sogno una comunicazione che riesca a connettere persone e culture. Sogno una comunicazione capace di raccontare e valorizzare storie e testimonianze che accadono in ogni angolo del mondo, mettendole in circolo e offrendole a tutti. Sogno una comunicazione che sappia andare oltre gli slogan e tenere accesi i riflettori sui poveri, sugli ultimi, sui migranti, sulle vittime della guerra. Una comunicazione che favorisca l’inclusione, il dialogo, la ricerca della pace”. Questo l’invito di Papa Francesco lo scorso 31 ottobre ai partecipanti all’assemblea plenaria del dicastero per la comunicazione, e il Giubileo del Mondo della comunicazione – il primo degli appuntamenti del calendario dell’Anno Santo, in programma dal 24 al 26 gennaio – è un’occasione preziosa di confronto su questi temi. Perché questo si concretizzi è sempre più urgente un impegno comune, un lavoro in rete, con attenzione costante alle persone e alle comunità, da accompagnare e promuovere.

La Chiesa italiana dal 1991, grazie ai fondi dell’8xmille, in 72 Paesi per 178 milioni di euro ha sostenuto 1.616 progetti rivolti in modo specifico proprio alla comunicazione. Interventi che aiutano a condividere e moltiplicare speranza, legata a un progetto comunitario, attraverso il racconto di storie e testimonianze.

Storie di cambiamento, come quelle contenute nel documentario prodotto dalla Fondazione Fontana “ME, WE Only Through Community”, che nascono nel contesto africano del St. Martin, un’organizzazione che da 25 anni a Nyahururu, 200 km a nord di Nairobi, sugli altopiani del Kenya si prende cura e valorizza le persone più vulnerabili. Tra queste la storia di Makara, ex ragazzo di strada che oggi lavora come assistente legale per le persone con disagio; la storia di Macharia, pastore ed ex insegnante, che ora si prende cura degli anziani; la storia Grace che ha saputo trasformare la sua disabilità in una risorsa preziosa per l’intera comunità. Anche il documentario è stato realizzato attraverso la comunità, con un’azione di crowdfunding, ed è uno strumento per far conoscere esperienze e percorsi concreti di cura e di relazione.

Fondamentale è riuscire a raggiungere il maggior numero di persone ed è per questo che la Chiesa ha puntato molto sulle potenzialità della radio come mezzo di comunicazione popolare per la promozione sociale e umana, che porta la parola anche nei posti più sperduti. Uno strumento per far sentire la voce di tutti, sensibilizzare l’opinione pubblica, favorire una partecipazione consapevole e anche richiamare le istituzioni alle loro responsabilità.

Con questa consapevolezza nel 1965 in Messico nasce Radio Huaya, un’emittente comunitaria, la più antica del Messico, avviata per raggiungere i contadini in condizione di povertà ed emarginazione. Dal 1973 i gesuiti hanno ampliato il piano educativo che trasmette da Huayacocotla, a 2.200 metri di altitudine, in 4 lingue: spagnolo, nahuatl, otomì e tepehuas. “Prima della radio tanti problemi sembravano irrisolvibili” racconta un capo villaggio. “Ma poi la radio è diventata la nostra voce e ci ha permesso di ottenere risultati concreti migliorando la vita delle nostre famiglie e delle nostre comunità e soprattutto ci siamo resi conto del grande potere della parola popolare quando si fa sentire”.

È stato così possibile tenere unite e restituire la parola alle comunità indigene, migliaia di persone di oltre 1.300 villaggi e 140 municipi, riuscendo anche ad ottenere la restituzione di 5.000 ettari di terre sottratte ai contadini. Così Radio Huaya da radioscuola è diventata radio sociale, avviando un processo organizzativo di produzione e cura della foresta e un lavoro di accompagnamento delle comunità, basato sulla partecipazione politico-civica, sulla difesa del territorio e sulla riaffermazione dei diritti. Si sono sviluppati progetti di allevamento familiare, vivai comunitari, messa a coltura e rimboschimento dei territori recuperati.

Sono solo alcuni degli innumerevoli esempi della speranza, sempre legata a progetti comunitari, che la Chiesa continua a diffondere in tutto il mondo grazie anche all’impegno di moltissimi operatori della comunicazione, dando concretezza all’esortazione del Papa che per l’imminente 59ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ha indicato come tema “Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori (cf. 1Pt 3,15-16)”. Una speranza che siamo invitati a comunicare con le parole e con i fatti, con la capacità di guardare e dare spazio, nonostante tutto, “alle tante piccole e grandi storie di bene”.

24 Gennaio 2025

8xmille / A Vercelli un centro di assistenza sanitaria per dare una cura a tutti

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Sul sito 8xmille.it sono presenti numerose testimonianze di volontari, operatori, sacerdoti e suore che dedicano la loro vita ad aiutare chi ne ha bisogno, in tante realtà sostenute dall’8xmille alla Chiesa cattolica, in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

Ecco, ad esempio, un centro di assistenza sanitaria al servizio di fragili e bisognosi a Santhià, in provincia di Vercelli, dove viene finanziato un progetto con la fondazione AMOS.

I valori del progetto

Solidarietà e vicinanza.

Il progetto vuole offrire un’alternativa alle persone con difficoltà economiche e di salute, impossibilitate ad accedere alle cure della sanità privata. L’Arcidiocesi di Vercelli, da qualche anno, sta potenziando le iniziative caritative diocesane esistenti, introducendo nuovi servizi e attività pastorali anche in ambito sanitario. Questa scelta si adatta alle trasformazioni del territorio, rispondendo alle nuove necessità di cura, vicinanza e supporto a persone fragili.

Una cura per tutti.

L’intreccio tra fragilità relative alla salute, la povertà economica e il limitato accesso alle cure, crea una situazione complessa e urgente. Questo ambizioso progetto di attività assistenziali sociosanitarie di prossimità si concentra su anziani e poveri. Grazie all’impegno di medici volontari, l’accesso alle cure diventa un diritto davvero di tutti.

Coinvolgimento attivo.

Il coinvolgimento attivo delle persone in situazioni di disagio è stato fondamentale fin dall’inizio, considerandole parte integrante per individuare carenze e suggerire soluzioni. L’approccio supera l’assistenzialismo, cercando di inserire le persone bisognose in percorsi che valorizzino la loro dignità e forniscano strumenti di affermazione. Attività progettuali, informative e formative guidano chi è in difficoltà per migliorarne le condizioni di vita, con il supporto di professionisti.

 

 

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8xmille / Educazione, volano di sviluppo

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Promuovere l’educazione per migliorare la qualità della vita e contrastare le disuguaglianze. È quello che fa la Chiesa italiana grazie ai fondi dell’8xmille, in tutto il mondo. Nella sua ultima riunione (28 e 29 novembre), il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha approvato 69 nuovi progetti, per i quali è stato deciso lo stanziamento di € 11.126.483: 38 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 6.608.882), 10 in America Latina (€ 1.129.405), 16 in Asia (€ 2.439.447) e 3 in Medio Oriente (€ 948.749).

Tra gli interventi, sono numerosi quelli che riguardano la costruzione di scuole, l’avvio di corsi di alfabetizzazione e professionali, la promozione di attività sociali e educative.

Ad esempio, a Buia Atumba, in Angola, per volontà della Diocesi di Caxito, nascerà una scuola secondaria professionale dove sarà possibile frequentare corsi tecnici professionali di informatica, sanità, meccanica, elettromeccanica, taglio e cucito, mentre nella Diocesi di Mannar, in Sri Lanka, i Fratelli delle Scuole Cristiane allestiranno un’aula informatica presso il St. Xavier’s Boys College che attualmente accoglie 1800 alunni.

Nella Diocesi di Cebu, nelle Filippine, le Pie Convittrici della Carità-Istituto Suore Teresiane costruiranno una scuola primaria con convitto per combattere l’abbandono scolastico nei villaggi rurali di Consolación.

Anche in India, le Suore di Sant’Anna ristruttureranno il complesso scolastico e gli alloggi annessi per renderli più funzionali.

A Bambadinca, in Guinea Bissau, la Casa do Menor São Miguel Arcanjo contribuirà a combattere la povertà educativa con un centro che offrirà attività sportive, ludiche, culturali e formative in una zona in cui solo il 22% dei bambini conclude il percorso scolastico.

In Bolivia, la Congregazione dello Spirito Santo contrasterà l’abbandono scolastico e il disagio giovanile attraverso le iniziative del Centro Sociale Sereboqui a Buena Vista (Diocesi di Santa Cruz de la Sierra), mentre in Guatemala l’associazione “Sulla Strada” ODV avvierà dei laboratori professionali e costruirà degli alloggi per i ragazzi che intendono frequentarli.

In Libano, la Fondazione Punto Missione Onlus offrirà a 100 donne vulnerabili corsi di cucito e ricamo, lingua, informatica, finanza e social media per accrescere le loro competenze e favorirne l’inserimento lavorativo.

In Zimbabwe, infine, verrà promossa l’inclusione sociale dei bambini con disabilità, attraverso il sostegno alle loro famiglie e programmi di sensibilizzazione contro la discriminazione e lo stigma.

Sviluppo dei popoli e 8xmille / L’impegno della Chiesa cattolica per le persone con disabilità

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“Rendere il mondo inclusivo significa non solo adattare le strutture, ma cambiare la mentalità, affinché le persone con disabilità siano considerate a tutti gli effetti partecipi della vita sociale”. Così Papa Francesco si è rivolto ai ministri partecipanti al G7 su inclusione e disabilità che si è svolto in Umbria dal 14 al 16 ottobre, ribadendo l’importanza di “operare insieme perché sia reso possibile alle persone con disabilità di scegliere il proprio cammino di vita, liberandole dalle catene del pregiudizio”.

Un impegno che la Chiesa cattolica in Italia ha fatto proprio: dal 1991 a oggi, grazie ai fondi dell’8xmille, ha sostenuto 273 progetti in 45 Paesi per quasi 30 milioni di euro per l’inclusione, l’accessibilità, la vita autonoma, la dignità e la valorizzazione delle persone con disabilità che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono più di 1,3 miliardi, il 16% della popolazione.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ribadisce il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Tuttavia, in molti Paesi la loro condizione è ancora vista come una punizione divina e le persone affette da disturbi fisici o psichici sono spesso costrette a nascondersi e a vivere ai margini della società, nascoste dai loro stessi familiari tra le mura domestiche a causa dello stigma sociale di cui sono diventate drammaticamente vittime.

Nelle situazioni di crisi e di emergenza sono ancora più esposte a discriminazioni, allo sfruttamento e alla violenza e devono affrontare numerosi ostacoli per accedere all’assistenza umanitaria. Così la vita quotidiana delle persone con disabilità, se lasciate sole e segregate anche dalle proprie comunità, diventa una lotta per la sopravvivenza.

Grazie all’impegno di molti continuano però a fiorire opportunità di rinascita che ridanno vigore alla speranza.

Come è accaduto a Saw Sai, un ragazzo di Yangon, in Myanmar, che era considerato senza prospettive, perché affetto da paralisi cerebrale emiplegica destra con disabilità intellettiva. I genitori hanno conosciuto il progetto “Comunità inclusive”, avviato nel 2005, che mira allo sviluppo e all’inclusione sociale dei piccoli con disabilità nelle zone rurali e ha già dato sostegno a 150 bambini e alle relative famiglie in 64 villaggi. Saw Sai ha iniziato un percorso e, grazie ai terapisti e all’esercizio quotidiano, è subito migliorato dal punto di vista motorio. Ora segue anche specifici programmi educativi perché è interessato alla matematica e desidera imparare per aiutare i genitori che hanno un piccolo ristorante. Dopo aver frequentato gli incontri di sensibilizzazione, anche la famiglia è sempre più partecipe e coinvolta e ha compreso l’importanza dell’insegnargli a svolgere da solo le attività quotidiane, con calma e con i giusti ritmi.

Proprio il lavoro con le famiglie e con le comunità locali è fondamentale per innescare un cambiamento di mentalità, per far comprendere che garantire servizi adeguati alle persone con differenti abilità non è solo una questione di assistenza, ma di giustizia e di rispetto della loro dignità e delle loro capacità. Ne è consapevole anche la famiglia di Berry, che vive ad Haiti, dove solo il 7% dei bambini disabili partecipa a un percorso scolastico: “la situazione di Berry, che a 2 anni ha iniziato a soffrire di una malattia che lo faceva cadere all’improvviso e non era più in grado di camminare, ci ha portati a conoscere ‘Akg’, un’associazione di comunità di Haiti. Partecipiamo sempre alle riunioni e alla formazione, che servono per aiutare i bambini a vivere meglio all’interno della famiglia e della comunità. Ora Berry frequenta la scuola pubblica di Mare Rouge e avrà la possibilità di trovare la sua strada”.

La stessa possibilità è stata offerta ai 638 beneficiari del progetto “Kanyama for all” in Zambia, anche questo realizzato con il contributo della CEI, che punta a favorire inclusione scolastica in 7 scuole di Kanyama e a sostenere le famiglie dei bambini e delle bambine con disabilità attraverso corsi di alfabetizzazione e di lingua dei segni per i genitori, e percorsi di empowerment economico per l’attivazione di attività generatrici di reddito. “In quest’ottica – racconta Andrew, istruttore di judo allo Shalom Centre – sono importanti anche le attività sportive, perché danno la possibilità agli studenti di conoscersi meglio, lavorare insieme, fare squadra ed eliminare le barriere. In particolare, il judo non è soltanto uno sport, è piuttosto prendersi cura gli uni degli altri, aiuta ad aprirsi alle relazioni, a trovare delle passioni e dei punti in comune”.

Piccoli semi e testimonianze che ci spingono ad andare avanti, nella certezza che – come ricorda Papa Francesco – “ogni persona è un dono prezioso per la società” e che una “cultura dell’incontro va sviluppata, specialmente con coloro che una falsa cultura del benessere tende a scartare”.

8xmille / Madagascar: scolarizzazione, inclusione, accoglienza…grazie alle firme per la Chiesa cattolica

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Un viaggio impegnativo lungo un Paese tenuto in vita dalla creatività silenziosa di un popolo in grado di portare il peso di tante sofferenze. Il Madagascar è sicuramente una realtà complessa e spesso sconvolgente, dove situazioni individuali e sociali s’intrecciano a vissuti che affascinano e sorprendono allo stesso tempo. Qui il vero cancro è la corruzione a tutti i livelli. La povertà è il nemico da combattere, l’emergenza è da contrastare con ogni mezzo e con ampia progettualità perché il popolo malgascio possa trovare un modo per uscire da una spirale negativa ed essere in grado di guardare con speranza al futuro.

Scolarizzazione, inclusione, accoglienza e accesso alle cure sono state le parole più ricorrenti nel far visita alle tante opere realizzate in questo Paese grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

È difficile credere che in un Paese ricco di risorse minerarie e paradiso della biodiversità (il 90% delle sue flora e fauna non si trova altrove), l’80% della popolazione viva con meno di un dollaro al giorno. Eppure, in Madagascar petrolio, oro, diamanti e miseria convivono perfettamente. È un Paese minato da una forte instabilità politica. Attualmente si vive una fase complessa e i diritti minimi, come istruzione e accesso alle cure mediche, non sono garantiti. Il più delle volte è la Chiesa cattolica l’unica istituzione a prendersi cura degli ultimi, soprattutto nella più remota brousse, la boscaglia malgascia.

Moltissime sono le scuole primarie e secondarie realizzate attraverso i fondi dell’8xmille. La qualità dell’istruzione cattolica è nota in tutto il Madagascar. Qui il tasso di analfabetismo tocca comunque l’80% e il bisogno di formazione si estende al corpo docenti, agli animatori di comunità, ai catechisti nei villaggi.

Tra le priorità del Paese, il futuro delle nuove generazioni: in tanti già a 12 anni sono costretti a lasciare la propria terra. Proprio per questo a Farafangana, nel sud del Madagascar, è nata l’Università “A.L.B.A: Athénée Lucien Botovasoa Atsinanana”, finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la diocesi di Reggio Emilia e l’“UniMoRe – Università di Modena e Reggio Emilia”.

Ho fatto visita insieme ai missionari fidei donum all’Istituto. Sorge nell’ex-seminario, ristrutturato e riqualificato completamente, con l’obiettivo di diventare un vero e proprio polo di formazione superiore, dove sarà possibile accogliere presto studenti del sud est dell’isola. Qui verranno attivati i corsi universitari di Economia, Agraria e Scienze dell’educazione. Farafangana è stata la prima meta del viaggio. Subito dopo una tappa a Morondava e verso fine mese a Moramanga.

Davvero tre città e tre tappe in cui ho toccato con mano quando una semplice firma 8xmille alla Chiesa cattolica possa trasformarsi in migliaia di gesti d’amore! Scuole, Università, dispensari, case d’accoglienza, centri d’ascolto, progetti di inserimento lavoro, progetti agro-alimentari. Ho visitato davvero tantissimi villaggi dove sono state realizzate delle scuole in cui gli studenti sono affidati alle cure di tanti religiosi e religiose, affinché siano al sicuro dal reclutamento nelle bande criminali o dallo sfruttamento nella prostituzione dilagante.

Quanto alla tutela della salute, nel Paese solo il 15% degli abitanti ha accesso a cure mediche di base, a pagamento. Molte famiglie restano senza terapie, per povertà o perché lontani da un ospedale. Così la presenza di ambulatori cattolici significa speranza. Penso al dispensario di Marovoay. Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica hanno acquistato i pannelli solari per garantire elettricità alla struttura, punto di riferimento per una zona vastissima del Paese anche perché fornisce latte per i bambini malnutriti (non dimentichiamoci che l’isola è al sesto posto nel mondo per malnutrizione infantile). Attraverso questi dispensari la Chiesa cattolica non salva solo vite umane, ma cerca di essere vicina alla gente, con grande umiltà.

Spesso le opere finanziate con i fondi dell’8xmille sono l’unico baluardo a cui la gente può rivolgersi quando ne ha bisogno. Motivo in più per firmare e far firmare!

Don Enrico Garbuio