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8xmille / Repubblica Democratica del Congo: in un Dossier l’impegno della Chiesa italiana

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Di fronte alle sofferenze che continuano ad affliggere la popolazione della Repubblica Democratica del Congo, la Chiesa in Italia cerca in tutti i modi di far sentire la sua vicinanza alle comunità locali.

Lo racconta, attraverso schede e testimonianze, il terzo Dossier curato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, in collaborazione con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

Dal 1991, grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, la CEI ha sostenuto 1.236 interventi per 136 milioni di euro.

Si tratta di progetti in risposta a emergenze e di sviluppo socioeconomico in vari settori: sanità, agricoltura, educazione, formazione. Particolare attenzione è stata data a interventi con taglio promozionale, pedagogico, di animazione, rivolti alle comunità e con approcci comunitari basati su tutela dei diritti, advocacy, lavoro in rete, nella prospettiva di offrire opportunità anche alle categorie più vulnerabili e discriminate, come donne, anziani e bambini, e di trasmettere conoscenze e strumenti che rendano lo sviluppo autonomo e sostenibile.

Pur essendo un Paese immenso, il più esteso del Continente dopo l’Algeria, con un’enorme ricchezza naturale nel sottosuolo, ha infatti un’economia fragile ed è costantemente afflitto da violenze, povertà e sconvolgimenti. “Negli ultimi vent’anni – si legge nel Dossierl’appetito, mai saziato, di accaparramento di risorse naturali da parte dei tanti soggetti in competizione è stato alla radice dei ripetuti conflitti civili che hanno provocato oltre 6 milioni di vittime, milioni di feriti, mutilati e orfani oltre che un impressionante numero di sfollati e profughi verso i Paesi circostanti”.

Tuttavia, quella della Repubblica Democratica del Congo “è sempre stata una Chiesa profetica: questa dimensione dona speranza alla popolazione. Una popolazione che ha tutti i motivi per essere davvero sconfortata, ma che, con l’aiuto della Chiesa, riesce a mantenere accesa la flebile fiamma della speranza per un futuro migliore. Questa voce profetica è osteggiata dal potere politico, ma noi Pastori non abbiamo paura di svolgere il nostro compito a servizio della popolazione”, sottolinea il Card. Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo di Kinshasa e Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (Secam). Nell’intervista riportata nel Dossier, il Cardinale esprime “gratitudine e riconoscenza alla Chiesa italiana non solo a nome della Chiesa congolese ma della Chiesa dell’Africa in generale” per la vicinanza e il sostegno concreto.

Il “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana si racconta l’opera OAMI, destinata all’assistenza anziani e persone con disabilità

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Ospiti della V puntata della trasmissione “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, Luciano Damiazzi, responsabile OAMI Sardegna e la dottoressa Bianca Caredda, psicologa, educatrice e responsabile del Centro diurno per persone con disabilità dell’OAMI. Fondata nel 1965 da don Enrico Nardi, assistente spirituale UNITALSI, anche grazie ai fondi dell’8xmille diocesano del 2023 il progetto porta avanti un impegno importante accanto ad anziani e persone con disabilità nei suoi centri a Pirri e ad Assemini.

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Servizio interventi caritativi sviluppo dei popoli / Anziani, una risorsa da valorizzare

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In una società che invecchia rapidamente, è fondamentale favorire l’inclusione sociale, la cura e l’accompagnamento degli anziani attraverso strutture e servizi su misura. È quanto fa la Chiesa in Italia, tramite il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

Dal 1991 sono stati finanziati 131 progetti rivolti agli anziani di 39 Paesi del mondo, per un totale di oltre 17 milioni di euro.

La necessità di far nascere ed animare luoghi e contesti comunitari in cui gli anziani vengano valorizzati e nei quali, al contempo, venga fornito supporto fisico e psicologico, è al centro della IV Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebrerà domenica 28 luglio. Il Messaggio di Papa Francesco per l’occasione ha come titolo “Nella vecchiaia non abbandonarmi” (cfr. Sal 71,9): è un invito a costruire legami intergenerazionali, capaci di arricchire l’intera comunità. Uno scambio di valori, vita vissuta e saggezza che alimenta lo sviluppo individuale e collettivo contrastando l’isolamento.

Un recente report delle Nazioni Unite (“World Social Report 2023”) stima che entro il 2050 il numero di persone di 65 anni o più in tutto il mondo sarà più che raddoppiato, passando da 761 milioni nel 2021 a 1,6 miliardi e almeno 400 milioni di persone avranno superato la soglia degli 80 anni. Si prevede che solo nell’Unione Europea il numero di ultraottantenni aumenterà dell’88% e la spesa pubblica non riuscirà a tenere il passo. L’invecchiamento progressivo impone una rinnovata attenzione alle esigenze e i bisogni degli anziani, per i quali accanto a piani di assistenza, servono progetti di esistenza, cioè progetti per una vita in pienezza. Occorre fare in modo che ognuno sia attivo nel suo contesto di vita e che si consideri parte di una comunità che sa prendersi cura di chi è nel bisogno.

Anche nei Paesi più poveri del mondo, dove la marginalizzazione dell’anziano è una piaga ricorrente e dove si riscontrano maggiormente disuguaglianze in relazione a genere, salario, educazione, etnia e contesto di residenza.

La Chiesa in Italia continua a farsi prossima ai nonni e agli anziani, ad ogni latitudine. In Brasile, Colombia e Cuba, ad esempio, i fondi dell’8xmille hanno supportato la nascita di oltre 40 realtà progettuali.

Significativo anche il contributo della Chiesa cattolica in Medio Oriente, dove sono stati sostenuti progetti per più di 2 milioni e mezzo di euro. Sono state rinnovate strutture fatiscenti, offerte cure e assistenza ai malati, avviate attività di animazione e promozione, grazie anche all’aiuto di volontari. Progetti che vanno proprio nella direzione del messaggio del Papa, favorendo la rinascita di un senso di comunità, appartenenza e solidarietà tra generazioni.

Come avviene anche in India, dove sono stati sostenuti 34 progetti rivolti alle persone anziane, spesso abbandonate dalle proprie famiglie e in situazione di povertà estrema indigenza o vittime di violenze fisiche e psicologiche. A Thodupuzha, nel Kerala, ad esempio, dove la popolazione è prevalentemente rurale, è stato avviato un ampio progetto di durata triennale, che ha coinvolto oltre 4 mila persone. “Qui sto bene, sono assistita e curata, ma soprattutto mi sento parte di una grande famiglia, dove ognuno fa quello che può e c’è condivisione, anche nei piccoli gesti, che ci rendono ogni giorno più uniti”, racconta Swati, aprendosi in un sorriso che trasmette tutta la gioia di sentirsi inserita in una comunità viva. “Il mese scorso – aggiunge – abbiamo festeggiato il mio ottantesimo compleanno tutti insieme. È stato davvero un bel momento di convivialità”. Proprio questo è uno degli scopi del progetto: proporre attività ricreative e di formazione, per ridurre la sensazione di solitudine e far sentire le persone ancora attive. Si cerca inoltre di coinvolgere le famiglie e l’intera comunità, attraverso iniziative comuni e programmi di sensibilizzazione e advocacy.

Così, come chiede il Papa, “all’atteggiamento egoistico che porta allo scarto e alla solitudine contrapponiamo il cuore aperto e il volto lieto di chi ha il coraggio di dire “non ti abbandonerò!”.

Il “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana l’architetto Puddu, dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e beni culturali

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Ospite della IV puntata della trasmissione “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, l’architetto Terenzio Puddu, dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e per i beni culturali della diocesi di Cagliari.

Nell’intervista, a cura di Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula, si parla dei progetti portati avanti nella diocesi e finanziati, grazie all’8xmille, direttamente dalla Conferenza episcopale italiana nell’ambito dei beni culturali e dell’edilizia di culto. Progetti che hanno ricadute importanti e significative per il territorio, sia culturali che socio-economiche: in termini di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico, culturale, architettonico e in termini di promozione e salvaguardia del lavoro.

Ascolta la puntata

Avvenire / Caritas. Progetti aperti alle comunità. Con i poveri e spazio ai giovani

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Vi segnaliamo questo articolo, pubblicato sul quotidiano Avvenire del 19 luglio scorso, sui progetti Caritas e il tentativo di orientarli in modo “animativo”. Che significa lo spiega Marcello Pietrobon, coordinatore dell’unità Amministrazione e responsabile del Servizio progettazione in Italia di Caritas italiana.

I progetti 8xmille di Caritas italiana nel 2023 sono stati in tutto 430 per quasi 28 milioni di euro di finanziamenti. Gli ambiti sono quelli abituali, dall’abitare al sostegno di mense ed empori, dalla formazione professionale e l’inserimento lavorativo a cura, accompagnamento e ascolto. «Ma la novità – spiega Marcello Pietrobon – è stato il tentativo di orientare tutti i progetti in modo animativo».

Cosa significa?
Lo sono sempre stati, ma occorre domandarsi che impatto abbiano, come quel che le Caritas fanno sui territori trasforma le comunità. Insomma, occorre capire il senso del servizio, altrimenti resta una attività filantropica. Quindi abbiamo iniziato a guardare i progetti dicendo alle Caritas diocesane di riflettere su questo tema, vedere come le mense classiche, gli empori, i servizi a bassa soglia vengano presi in carico dalla comunità.

Esistono progetti animativi della Caritas?
È uno sguardo trasversale
. Occorre valutare come i servizi vengano resi ai poveri attraverso le comunità e non come servizio sociale. La Caritas è per statuto deputata all’animazione della carità.

Ma come viene valutato l’impatto di un progetto Caritas su una comunità?
Quest’anno ci aiuta nella valutazione una équipe accademica del Sant’Anna di Pisa per capire in che modo possiamo misurare il cambiamento della comunità attraverso un determinato progetto
. Ovviamente è misurabile sul lungo termine, non nel tempo della realizzazione. Proviamo perciò a inserire nella riflessione alcuni elementi: primo se si è fatto un progetto per i poveri o con i poveri; secondo come le comunità accompagnano i percorsi. La nostra non è una misurazione numerica perché la logica della Caritas non è aumentare i servizi, l’obiettivo è invece diminuirli non per indifferenza, ma perché il problema è stato risolto o preso in carico dalla comunità e dagli enti pubblici. La trasversalità è il valore autentico perché evidenza il carattere animativo dei progetti.

Quanti sono stati valutati?
Un terzo che segnalano 11mila volontari coinvolti, oltre 700 partner territoriali, 1.400 realtà ecclesiali o 600 associazioni e organizzazioni territoriali impegnate. Per noi è questo il senso della animazione. In questi 150 progetti, 48 mila persone hanno ricevuto beni alimentari, ma più che altro conta chi li ha donati. Mediare l’intervento rendendo protagonisti i poveri e coinvolgendo la comunità è infatti più faticoso, ma sedersi al tavolo ad ascoltare aiuta anche a capire nuovi bisogni. Chi incrementa solo i servizi magari lo fa anche meglio di noi, ma spesso non ascolta.

Viene valutato anche il coinvolgimento dei giovani nei progetti?
Sì, ma non necessariamente per il volontariato immediato, perché magari al momento hanno bisogno di lavorare o non possono impegnarsi subito. Ma si può misurare la proposta nel loro dna. E magari diventeranno volontari tra 20 anni. Poi dobbiamo essere capaci di arrivare all’essenziale, oppure la gente rischia di seguire quello che emoziona di più. Se dalle risposte non passano lo stile e il senso di quello che fai, il cuore del messaggio evangelico, rischiamo di non venire più seguiti.

Radio Kalaritana racconta il “Sovvenire in radio” / 8xmille: ospite del 14 luglio il direttore della Caritas don Lai

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Maria Chiara Cugusi conduce insieme a don Alessandro Simula, responsabile del Servizio diocesano del Sovvenire, una nuova puntata del podcast “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, il programma di Radio Kalaritana dedicato ai temi del sostegno economico alla Chiesa cattolica e che comprende i due filoni dell’8xmille e delle offerte per i sacerdoti “Uniti nel dono”.

In questo primo ciclo di puntate si parlerà dell’8xmille. Ospite della terza puntata don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana.

Tra le destinazioni dell’8xmille, oltre agli interventi di culto e pastorale, gli interventi di carità. Anche in questo senso l’8xmille ha delle ricadute importanti da un punto di vista sociale: è un moltiplicatore concreto di risorse e servizi per le persone più fragili, è un volano per incrementare le attività di welfare comunitario, anche attraverso la costruzione di reti solidali e il rafforzamento di una vera e propria cultura del volontariato.

Qui la puntata da ascoltare

Il “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana l’economo don Camboni descrive il vero “valore” dell’8xmille

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Maria Chiara Cugusi conduce insieme a don Alessandro Simula, responsabile del Servizio diocesano del Sovvenire, la nuova puntata del podcast “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, il programma di Radio Kalaritana dedicato ai temi del sostegno economico alla Chiesa cattolica e che comprende i due filoni dell’8xmille e delle offerte per i sacerdoti “Uniti nel dono”.

In questo primo ciclo di puntate si parlerà dell’8xmille.

Ospite del secondo appuntamento don Giuseppe Camboni, l’economo della diocesi di Cagliari, per descrivere come vengono usate queste risorse sul territorio e spiegare come dietro i numeri ci siano tante persone, tanti volontari, sacerdoti, religiosi, tante energie buone che si mobilitano a favore del prossimo.

E accanto alle storie, ai volti e alle speranze di tante persone destinatarie di progetti si ricordano anche i valori che ruotano intorno all’8xmille, come l’idea di Chiesa comunione – che il Concilio Vaticano II ci ha insegnato – corresponsabilità, solidarietà, partecipazione e trasparenza.

Qui la puntata del 7 luglio

Cesena-Sarsina / Approvato il rendiconto 8xmille 2023: fondi a fin di bene in favore di tutti

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È a firma del direttore del settimanale diocesano Corriere Cesenate, Francesco Zanotti, l’articolo sul rendiconto diocesano 8xmille 2023: per fare capire e per essere trasparenti sull’utilizzo dei fondi 8xmille che vengono distribuiti dalla CEI alla Diocesi. Lo chiede la stessa Conferenza episcopale italiana perché non c’è nulla da nascondere e soprattutto perché c’è tanto di bello e di bene da fare conoscere.

Stiamo parlando di 537.500 euro che vengono utilizzati per la voce “Culto e pastorale” da un lato, e 564.700 euro per la Carità, dall’altro.

Culto e pastorale
Attinenti al primo capitolo di spesa fanno parte alcuni interventi di manutenzione di chiese e canoniche che presentavano lavori urgenti per un importo di 349 mila euro. Tra questi interventi, si è provveduto per 25 mila euro nella chiesa parrocchiale di Sala di Cesenatico e per mettere in sicurezza e ristrutturare il campanile della chiesa di San Mamante, comunità che rientra nell’ambito della parrocchia di San Carlo (20 mila euro). Altri interventi sono stati realizzati nella chiesa di San Romano (Mercato Saraceno) per 20 mila euro, e a Bulgarnò per 10 mila.

Altri lavori hanno riguardato la chiesa Cattedrale, con la sostituzione delle vetrate, il rifacimento della sacrestia e altre manutenzioni ordinarie, come molti hanno potuto vedere anche nel corso delle recenti celebrazioni per il patrono della città, san Giovanni Battista.

Nella stessa voce Culto e pastorale rientrano i fondi (140 mila euro) distribuiti per tutte le iniziative proposte dagli uffici diocesani che, attraverso volontari, operano in tutta la Diocesi, con pellegrinaggi, incontri di formazione e numerose attività, in particolare rivolte ai giovani. Altri importi significativi riguardano l’archivio diocesano (15 mila euro) e il sostegno all’istituto superiore di Scienze religiose Sant’Apollinare (35 mila euro) che ha sede a Forlì a cui contribuiscono tutte le Diocesi della Romagna.

Interventi carità
Per quanto riguarda gli interventi caritativi, il sostegno maggiore è per la Caritas diocesana: 120 mila euro vengono utilizzati per il servizio mensa, il centro di ascolto e ciò che serve per il funzionamento, mentre altri 130 mila euro vengono riservati per pagare rate del mutuo contratto per l’acquisto dei locali situati in via don Minzoni. Un contributo di 20 mila euro è stato erogato all’associazione “Grazia e pace” che sta ampliando la propria sede, dove accoglie giovani madri sole o famiglie con bambini piccoli senza alloggio. L’associazione utilizza una struttura in comodato di proprietà della parrocchia di Diegaro. Anche l’ampliamento manterrà le medesime caratteristiche.

Importi minori sono stati distribuiti tra diverse associazioni che si occupano di persone con diversi disagi o disabilità, tra cui “il Disegno”, il “Centro don Milani”, l’Unitalsi, la San Vincenzo De Paoli e in favore di vittime dell’usura.

Infine, 59 mila euro sono stati impiegati in favore di sacerdoti ammalati o anziani, o sacerdoti studenti fidei donum in servizio nelle parrocchie della nostra Diocesi o in condizioni di straordinaria necessità. Altri 35 mila euro sono stati destinati per opere missionarie caritative. Questi fondi sono stati gestiti direttamente dalla Diocesi. Una cifra (nel 2023 per 140 mila euro) rimane a disposizione del vescovo per la sua carità e l’assistenza a persone bisognose che si rivolgono in maniera diretta a lui.

A Trieste la 50^ edizione della Settimana Sociale / Un viaggio “al cuore della democrazia” reso visibile anche grazie all’8xmille

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Costruire la polis per contribuire al bene comune. A Trieste dal 3 al 7 luglio la 50^ Settimana Sociale dei cattolici sul tema Al cuore della democrazia. Partecipazione tra storia e futuro.

Nel pomeriggio del primo giorno, in piazza Unità d’Italia, sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a pronunciare il discorso d’avvio davanti ai 900 delegati provenienti da tutte le Chiese d’Italia, espressione delle diocesi, dei movimenti ecclesiali e delle aggregazioni laicali chiamati a quattro giorni di incontro, confronto e proposte di impegno nelle varie comunità civili ed ecclesiali di appartenenza. Al culmine della Settimana, domenica, sarà Papa Francesco ad arrivare nel capoluogo giuliano per chiudere i lavori al Centro congressi al mattino e poi celebrare alle ore 10.30 la Santa Messa sempre in piazza Unità d’Italia.

Pubblichiamo il saluto del Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, alla cerimonia di apertura della 50^ Settimana Sociale dei cattolici in Italia. 

Trieste diventa così laboratorio di partecipazione, con numerosi incontri per i delegati e iniziative pubbliche all’aperto in tutto il centro: in programma ci sono i Villaggi delle Buone Pratiche con stand e punti informativi, le Piazze della democrazia, le Tavole rotonde e dialoghi. Non mancheranno i momenti conviviali e gli spettacoli di musica e parole anche al teatro Verdi. Una settimana che si inserisce nel solco del cammino sinodale della Chiesa, riprendendo lo spirito originario del beato Giuseppe Toniolo che per primo, più di un secolo fa, a Pistoia nel 1907, ideò questo format che poi è cresciuto e si è sviluppato nei decenni per chiedere gli uomini di buona volontà, che professano la propria fede in Dio, di contribuire con la propria visione di credenti e mettersi in gioco per il buon governo del proprio Paese.

L’evento triestino ospita anche una mostra fotografica realizzata dal Servizio Promozione della CEI dal titolo La forza di una comunità è nei suoi gesti d’amore, un viaggio visivo nelle realtà delle opere finanziate con i fondi dell’8xmille.

I gesti d’amore quotidiani, l’aiuto reciproco, il volontariato e la cura dei più vulnerabili sono fondamentali per costruire una comunità forte e una democrazia partecipativa. Ogni fotografia testimonia come l’altruismo sia il motore di una società più giusta e democratica e come, grazie alla firma per l’8xmille, i valori del Vangelo e della Chiesa prendano vita, contribuendo a promuovere il bene comune.

Le immagini scelte ripercorrono gli stessi ambiti al centro dei lavori della Settimana Sociale:

  • Giovani, educazione e formazione
  • Welfare e inclusione sociale
  • Convivenza, cittadinanza, stili di vita
  • Lavoro, impresa e innovazione
  • Ambiente, agricoltura e territorio
  • Pace, diritti e legalità
  • Cultura e informazione

In particolare, la mostra ripropone scatti originali, realizzati da Francesco Zizola, di opere 8xmille protagoniste delle campagne informative della CEI e rappresentative di migliaia di altri progetti come:

  • la Fondazione La Salle Sri Lanka, dove la Chiesa cattolica sostiene progetti rivolti ai giovani offrendo opportunità di istruzione, formazione professionale e sviluppo personale. Queste iniziative, rese possibili con il contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica trasmettono valori di solidarietà, rispetto e partecipazione;
  • le numerose iniziative della Caritas di Cassano all’Ionio, come attività sportive, laboratori e programmi di inclusione sociale, rese possibili dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che offrono un sostegno concreto a bambini e giovani meno fortunati. Grazie ai progetti educativi e formativi, i ragazzi crescono in un ambiente di supporto e fiducia;
  • i progetti finanziati dalla Caritas di Palermo, che mirano ad offrire supporto costante a persone in condizioni di povertà e marginalità. Le mense Caritas, così come i dormitori, creano spazi di accoglienza e cura, dove chiunque può trovare un pasto caldo e un ambiente di solidarietà e dove tutti possono sentirsi valorizzati e rispettati;
  • i programmi formativi delle suore missionarie della Consolata in Etiopia che, grazie all’8xmille, garantiscono l’accesso all’istruzione e alla conoscenza, trasmettendo i valori del dialogo, del rispetto e della solidarietà. Questa educazione prepara i ragazzi che vivono in contesti svantaggiati all’estero, a diventare cittadini attivi, istruiti su temi come salute, diritti umani e opportunità economiche;
  • le iniziative di inclusione sociale e assistenza sanitaria, che garantiscono a tutti l’accesso a cure essenziali e pari opportunità e che costruiscono una società più democratica, come in Tanzania grazie al Cuamm;
  • le attività della Caritas di Vercelli che, con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, offre sostegno ad anziani, malati e persone fragili, garantendo assistenza sanitaria, supporto psicologico e integrazione sociale per migliorare la qualità di vita e contrastare il senso di abbandono;
  • la creazione di spazi di accoglienza nella diocesi di Forlì per famiglie in difficoltà, che offrono rifugio e supporto soprattutto a mamme e bambini ma anche ai papà separati;
  • la promozione del concetto di lavoro dignitoso, imprenditorialità responsabile e innovazione sociale nella Caritas Nardò Gallipoli, che consente a ogni individuo di realizzarsi e contribuendo alla crescita economica e al benessere collettivo, in un ambiente di rinascita e speranza;
  • le opportunità lavorative concrete della Caritas di Ales Terralba, che offrono occasioni di riabilitazione a ex detenuti, tossicodipendenti, disoccupati e persone ai margini della società che trovano nel lavoro un punto di svolta per ricostruire la propria identità e avviare una nuova vita grazie alle iniziative;
  • i restauri della Chiesa della Madonna del Prato (Gubbio) e della Cattedrale di San Gerlando (Agrigento). Le opere realizzate con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica rappresentano un ponte tra passato e futuro, mantenendo vivi i luoghi di culto e di cultura per le generazioni future. Il restauro e la conservazione del patrimonio artistico contribuiscono alla protezione ambientale e all’arricchimento del territorio. Il restauro è solo un esempio di come i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica contribuiscano a conservare il nostro patrimonio artistico e culturale. Mantenendo vivo il legame tra ambiente e territorio, questi progetti promuovono la qualità della vita, assicurando che i tesori culturali e naturali siano protetti e tramandati alle generazioni future;
  • le diverse altre realtà che offrono riparo e sostegno a chi fugge da guerre, violenza e povertà, come quelle della Caritas di Locri Gerace che promuovono una cultura di accoglienza e solidarietà. Questi progetti includono la gestione di centri di accoglienza, assistenza legale, sanitaria e psicologica, e programmi di integrazione sociale;
  • i dormitori della Caritas di Bergamo, simbolo dell’accoglienza e del sostegno per chi ha perso tutto. Offrire un rifugio sicuro non solo risponde a necessità immediate, ma crea anche un ambiente stabile fondamentale per la dignità umana;
  • i progetti che garantiscono un’istruzione di qualità ai giovani a rischio di abbandono scolastico nella scuola popolare dell’Arcidiocesi di Milano. Queste iniziative creano un ambiente sicuro e stimolante dove i ragazzi possono sviluppare le proprie capacità, contrastando efficacemente questo fenomeno.

Crema / Caritas diocesana: le attività caritative sostenute dai fondi 8xmille

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Direttore della Caritas della diocesi di Crema è il diacono Claudio Dagheti. A lui Il Nuovo Torrazzo (aderente alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici) ha chiesto come vengono impiegati i fondi dell’8xmille nel settore della carità.

“Sono fondamentali – ci dice –. Senza di essi non potremmo svolgere tante delle nostre attività verso chi è nel bisogno.”
Quali attività? “Ogni anno – racconta – ci incontriamo il Vescovo e io, come prevedono le indicazioni della CEI, e stabiliamo come distribuire i fondi: due terzi dell’8xmille riservati alla carità vengono usati per le opere caritative della diocesi, un terzo va a sostenere iniziative caritative di altre realtà di ispirazione cristiana, non legate direttamente alla Caritas. Ad esempio, il Centro Aiuto alla Vita.”

Alcune attività finanziate
I due terzi che la Caritas gestisce sostengono quelle attività che non possono essere finanziate da fondi pubblici. Tra di esse il rifugio San Martino, dormitorio per i senzatetto (solo durante l’inverno), la mensa dei senza dimora (per l’intero anno). “Senza l’8xmille – continua Claudio – non saremmo in grado di accogliere le 18 persone che ogni notte dormono da noi.”

“Un’altra parte dei fondi ci permette di gestire gli appartamenti della Casa della Carità, per famiglie che hanno avuto uno sfratto, o per seconda accoglienza per persone che non hanno lavoro o hanno un lavoro precario e quindi non possono sostenere un affitto. Si tratta di famiglie o di persone che ci contattano direttamente o ci vengono indicate dai servizi sociali.”

Sostegno all’inserimento lavorativo di persone con disabilità o problemi
“Un’altra quota la usiamo per un’altra attività importante: il sostegno all’inserimento lavorativo di persone con disabilità o problemi vari di inserimento sociale (il post-carcere, lavori socialmente utili, ecc.). I fondi ci permettono di sostenere l’educatore e di coprire le spese assicurative. Si tratta di 40 persone che cerchiamo, ogni anno, di riqualificare e inserire nel mondo del lavoro. L’8xmille è fondamentale, ci permettere di essere molto liberi, non dipendenti dagli enti pubblici e servire gli scartati”.