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Sviluppo dei popoli / Più di 12 milioni di euro 8xmille per sviluppo, formazione e sanità

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Il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, nella riunione del 6 e 7 ottobre, ha approvato 87 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 12.285.100 così suddivisi: € 7.059.453 per 38 progetti in Africa, € 2.485.580 per 30 progetti in America Latina; € 2.676.991per 18 progetti in Asia; € 63.076 per 1 progetto in Europa.

Tra gli interventi più significativi, quattro sono in Africa: in Benin, le Suore Vincenzine di Maria Immacolata – Albertine amplieranno la Scuola primaria “Frederic Albert” per aumentare il tasso di scolarizzazione dei bambini del quartiere di Okédama (isolato rispetto al centro di Parakou) e contribuire così alla riduzione della povertà, allo sviluppo socioeconomico della zona e al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. In Etiopia sarà invece il “Gruppo Missioni Africa Onlus” a promuovere un’istruzione di qualità in ambito rurale con la costruzione di un nuovo complesso scolastico nel villaggio di Gununo. In Guinea Conakry, le Suore della Congregation des Filles du Saint Coeur de Marie realizzeranno un reparto di maternità nel villaggio di Segueyah per consentire alle donne di partorire in sicurezza e con un’adeguata assistenza sanitaria. In Burkina Faso, infine, “Acqua nel Sahel Onlus” costruirà dieci pozzi in altrettanti villaggi della periferia della città di Kaya per migliorare la qualità di vita delle famiglie sfollate a causa degli attacchi terroristici.

Dei 30 interventi finanziati nel Continente latino-americano, grande rilevanza assume quello promosso dall’“Associazione per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo Ets – Coopermondo” che in Colombia formerà 20 dipendenti locali in 7 filiere produttive che, a loro volta, condivideranno le loro conoscenze e competenze con i membri di organizzazioni che si occupano di gestione e amministrazione delle imprese secondo i principi dell’economia sociale e solidale. Il progetto prevede anche l’allestimento di un centro di consultazione, monitoraggio e assistenza tecnica nella città di Mocoa. In Bolivia, l’equipe della Pastorale sociale – Caritas della diocesi di Potosì sosterrà l’acquisto dei materiali e la messa in opera di 140 cucine ecologiche per le famiglie di diverse comunità, mentre in Brasile, nel territorio di Parà, “No one out Ets” supporterà i piccoli produttori incentivando attività di agroecologia e economia solidale, attraverso l’offerta di formazione, la costruzione di vivai e la ristrutturazione del centro di formazione della diocesi. In Guatemala, “Progetto Continenti” promuoverà la sicurezza alimentare di 200 famiglie indigene che abitano nel Dipartimento del Quiché con programmi educativi, realizzazione di orti e di sistemi di filtraggio dell’acqua, acquisto di piante e sementi. In Honduras, la Caritas diocesana insieme alle parrocchie di San Lorenzo Martir, San Antonio de Padua e Inmaculada Concepción costruirà una rete idrica comune per ottimizzare la produzione agricola a beneficio di un centinaio di famiglie.

Nel Continente Asiatico, uno dei progetti vedrà la luce in India, dove la “Fondazione MAGIS – Movimento e Azione dei Gesuiti italiani per lo Sviluppo” attiverà processi di protezione sociale e mitigazione dagli effetti di cambiamento climatico in 8 aree (urbane e rurali). Grazie al progetto, si costituirà una rete dinamica e partecipativa guidata da leaders di comunità (480 persone di cui 50% donne) a beneficio di 14.000 famiglie nello stato di Goa e 12.980 famiglie nello stato di Maharashtra. Nelle Filippine, invece, l’Istituto delle Suore Teresiane doterà il Polo Scolastico “Carmelite Learning Center” dell’isola di Tagbilaran di un impianto fotovoltaico.

Nell’area europea, l’intervento riguarderà l’Albania dove la Caritas di Rreshen sosterrà la ripresa della produzione di frutticoltura e viticoltura, attraverso la fornitura di nuove piante e attrezzature al piccolo villaggio di Bukuire, particolarmente povero e ancora segnato dagli effetti di un incendio del 2022.

Ravenna / Un fiore in mosaico per segnalare le opere realizzate grazie all’8xmille

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Un fiore in mosaico per dire dove “è fiorita” la solidarietà dell’8xmille a Ravenna. È una delle novità che verranno presentate sabato 14 ottobre in occasione del convegno “Il ruolo della Comunità: sostenere la Chiesa e i suoi sacerdoti”, organizzato dal Servizio di Promozione e sostegno economico della Chiesa cattolica a livello diocesano con il Sovvenire CEI. Si tratta di una targa in mosaico denominata “Gerico, che io riabbia la vista”, che ha il compito di segnalare in Diocesi i beni finanziati con i fondi 8xmille.

«La pietra ha tre finalità: attirare l’attenzione, rendere visibile il bene compiuto – spiega Paola Zepparoni, referente diocesana del Sovveniree ringraziare chi ha firmato per l’8xmille. Lo scopo di questa pietra d’inciampo è rendere visibile l’amore di Dio espresso in ogni atto di solidarietà», con un gesto semplice come una firma. Accanto ai fiori che parlano dell’impegno di tutta la comunità contro la violenza sulle donne, ci sarà quello che dice dell’impegno di chi firma per l’8xmille per la sua comunità.

Qualche esempio? Quest’anno i fiori saranno collocati all’emporio don Angelo Lolli, alla casa Famiglia per disabili di Argenta, nella parrocchia di Portomaggiore per la ristrutturazione dei locali, alla casa di riposo di Castiglione e alla casa-famiglia della Papa Giovanni XXIII di Gambellara. Ma il sostegno dell’8xmille in Diocesi assume tantissime forme.

Se ne parlerà appunto al convegno del 14 ottobre in Seminario, occasione nella quale verrà anche presentato il bilancio dell’Arcidiocesi e la rendicontazione dell’8xmille 2022. Per i saluti interverranno Paola Zepparoni, referente diocesano del Servizio promozione sostegno economico della Chiesa Cattolica, e don Dario Kesicki, presidente dell’Istituto diocesano Sostentamento Clero. Dopo l’introduzione dell’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, Monsignor Lorenzo Ghizzoni, i relatori dell’inconto saranno Paolo Cortellessa, incaricato del servizio studi e ricerche per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della CEI “Sovvenire”, don Graziano Donà, membro Comitato nazionale “Sovvenire” e Davide Martini, referente regionale “Sovvenire” che presenterà il progetto “Uniti Possiamo”. La tavola rotonda sarà moderata da Enrico Maria Saviotti, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi.

(risveglio2000.it)

 

Diocesi di San Miniato: un progetto 8xmille per il disagio abitativo di madri e bambini

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La vecchia scuola materna del Sacro Cuore di Treggiaia accoglierà donne sole e madri con figli nella nuova Casa Belvedere, l’appartamento messo a disposizione dalla Caritas di San Miniato nell’ambito del progetto “La Community dell’Abitare” e finanziato con i fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica.

La Casa, in grado di accogliere fino a un massimo di 7 ospiti, sorge in Via XXV Aprile, nell’appartamento al di sopra della ex scuola materna del paese di proprietà della parrocchia di Treggiaia, che in precedenza ospitava una comunità di suore delle “Piccole Figlie di San Giuseppe”. Proprio a tal riguardo, nello scorso anno, alcuni membri del Consiglio pastorale avevano cercato nuovi gestori per la struttura.

La “Community dell’Abitare” – si legge nell’articolo – intende dare risposte al disagio abitativo diffuso nella diocesi di San Miniato, che ricomprende appunto anche Treggiaia. Mentre nel Valdarno la progettazione potrà contare sull’apporto della cooperativa La Pietra d’Angolo, nel caso di Treggiaia sarà la cooperativa Il Cammino a collaborare con la Caritas sanminiatese.

Si tratta di una progettazione in cui Caritas crede molto, in linea con le scelte di Caritas Italiana, molto attenta al problema dell’abitare, che sta diventando strutturale anche nel nostro territorio“, ha spiegato don Armando Zappolini, direttore della Caritas che parteciperà all’inaugurazione insieme al sindaco Matteo Franconi il prossimo 18 ottobre alle ore 18.00.

Qui l’articolo completo pubblicato su valdera.it.

Nord Africa e Medio Oriente / 8xmille per emergenze sanitarie, economiche e umanitarie

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Il comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente (25-27 settembre), informa che la Presidenza della CEI, nella riunione del 25 settembre, ha rinnovato la propria vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dalle recenti emergenze nel Nord Africa e dalle crisi economiche, sociali e politiche che si protraggono in alcuni Paesi del Medio Oriente.

Come forma di sostegno, la Presidenza ha deciso lo stanziamento di 2,5 milioni di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, dopo i primi 300 mila euro stanziati per far fronte all’emergenza terremoto in Marocco.

Il contributo della CEI, attraverso Caritas Italiana in raccordo con le reti locali, verrà destinato alle popolazioni del Marocco e della Libia duramente colpite dal terremoto e dalle alluvioni, per aiuti d’urgenza, interventi per la ripresa delle attività economiche, ricostruzione, sostegno psicosociale, iniziative per la ricomposizione dei legami comunitari.

In Medio Oriente, invece, gli interventi riguarderanno il Libano provato da una grave crisi economica e sociale; l’Iraq alle prese con una profonda crisi dovuta alle conseguenze durature delle guerre di cui è stato vittima; la Giordania che accoglie più di un milione di profughi soprattutto siriani.

I singoli progetti, pur differenziandosi a seconda dei contesti, saranno volti a fornire servizi essenziali alla popolazione locale più vulnerabile: assistenza sanitaria ed economica, sostegno psicosociale alle donne, in particolare laddove sono vittime di violenze.

8xmille / Restauri ad Atena Lucana. Don Michele: “Tre luoghi centrali della Comunità”

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Un comune, tre chiese in ristrutturazione. Ad Atena Lucana la particolare coincidenza vede tre dei più importanti luoghi di culto in fase di ammodernamento. Il Santuario di San Ciro e in particolare il Santuario della Colomba erano da anni in attesa di essere sottoposto all’opera di restauro.

Attesa che finisce nel 2018 con l’assegnazione di un bando regionale destinato ai santuari. La Diocesi di Teggiano Policastro, di cui Atena Lucan fa parte ha prontamente partecipato, inserendosi in graduatoria. A breve anche la chiesa di San Michele ad Atena Lucana Scalo, vedrà l’inizio dei lavori di ristrutturazione, questa volta con l’appoggio dell’8xmille, aiuto essenziale per iniziare un intervento che coinvolgerà l’agibilità di alcuni spazi dell’edificio.

“Siamo felici di riuscire a ripristinare tre dei luoghi centrali per la comunità – afferma don Michele Casale, parroco di Atena da 13 anniluoghi legati alla memoria e indispensabili per le iniziative future che potrebbero animare la nostra comunità”.

(Servizio di Joyce Donnarumma per italia2tv.it)

8xmille / «Quando si prende il volo»: da Cagliari in Sri Lanka per imparare

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Un’opportunità per riscattarsi, mettere a disposizione le proprie competenze e impararne nuove: nell’ambito del progetto “Quando si prende il volo”, realizzato grazie ai fondi 8xmille (fondo carità Vescovo), dal 26 agosto al 12 settembre scorso quattro ragazze accolte nella Casa famiglia “Casa Emmaus” della Congregazione delle Missionarie Figlie di San Girolamo Emiliani a Elmas (a una decina di km da Cagliari) sono state ospitate nella Centro “Miani Nagar” della stessa congregazione, a Batticaloa, in Sri Lanka. Qui le Missionarie accolgono 40 ragazze (di cui 29 minorenni). «Da tempo desideravo dare alle nostre ragazze neomaggiorenni l’opportunità di vivere questa esperienza missionaria– spiega Suor Silvia Carboni responsabile della Casa famiglia – in virtù dello stretto legame tra le due comunità, che vede la presenza di alcune suore sarde in Sri Lanka e l’accoglienza di una ragazza proveniente dal paese asiatico vincitrice di una borsa di studio presso l’Università di Cagliari nella nostra Casa a Elmas».

Un desiderio «rimandato a causa del Covid, che quest’anno siamo riusciti a realizzare grazie ai fondi 8xmille messi a disposizione dal nostro Arcivescovo, che hanno sostenuto le spese di viaggio di queste ragazze». Queste ultime «hanno portato lì le loro competenze, e allo stesso tempo hanno imparato molto».

Federica, prossima all’avvio delle lezioni di Scienze dell’educazione, ha preparato i giochi per le giovani accolte, per insegnare loro il buon uso del denaro; Gabriela ha insegnato loro alcune competenze di estetica, utili per autosostenersi; Jo si è dedicata al laboratorio di cucina italiana e al tempo stesso ha imparato la cucina locale. Le suore hanno partecipato a momenti di formazione sulla tutela dei minori e sulla prevenzione di forme di maltrattamento e abuso. Inoltre, grazie alle competenze di uno dei volontari, il gruppo ha elaborato un progetto di ristrutturazione del Centro, predisponendo stanze per il turismo solidale, possibile sbocco lavorativo per le ragazze accolte.

«Conoscere e stare con loro – racconta Jo – è stato un arricchimento: con la loro voglia di riscatto e di futuro, giorno dopo giorno mi hanno insegnato qualcosa in più». «La loro forza mi ha incoraggiato- aggiunge Federica -: spero di riuscire a tornare, per non dimenticare l’umiltà e la perseveranza che ho imparato qui».

Ad accompagnare le ragazze anche alcuni volontari.  «Sono partita – racconta Laura, psicologa e psicoterapeutaper mettere a disposizione le mie competenze professionali e vedere luoghi nuovi. Di fatto mi sono sentita parte di una comunità, in cui ho davvero compreso il senso del dare amore». «È stata un’esperienza di forte impatto emotivo -aggiunge Debora, coordinatrice di Casa Emmaus-, grazie a ciò che le ragazze e le suore ci hanno trasmesso, con la loro resilienza, il loro coraggio e la loro gioia».

(Maria Chiara Cugusi per il Portico su ilporticocagliari.it)

8xmille / Una delegazione CEI visita 23 progetti in 7 Diocesi del Brasile

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Ospedali, strutture socio-educative, centri di accoglienza per migranti e persone vulnerabili, attività di comunicazione e di inserimento lavorativo. I fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica si sono trasformati in opere che hanno restituito dignità e speranza a moltissime persone. Lo ha potuto constatare una delegazione CEI, guidata da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, che dal 1° all’11 settembre ha compiuto una missione in Brasile per verificare la realizzazione di 23 progetti nei territori di 7 Diocesi degli Stati dell’Amazzonia e di São Paulo, ma anche per rinsaldare i rapporti di collaborazione con i rappresentanti delle Chiese e delle istituzioni che coordinano gli interventi a livello locale.

Il viaggio ha toccato innanzitutto la Diocesi di Parintins, in Amazzonia, dove grazie ai fondi dell’8xmille è stato possibile migliorare i servizi, l’assistenza e le cure offerti gratuitamente dall’Ospedale Diocesano “Padre Colombo” ai pazienti (in maggioranza indigeni), acquistare macchinari e medicinali, oltre che allestire alcune unità di terapia intensiva anche per la pediatria. La delegazione ha potuto visitare il Centro di educazione e formazione per sordomuti e la “Casa de acolhida”, un Centro di formazione artistica per bambini e giovani, prima di trasferirsi nell’Arcidiocesi di Manaus, dove è operativa “Radio Rio Mar” che, grazie all’equipaggiamento tecnico acquistato con il contributo della CEI, ora raggiunge più di due milioni gli ascoltatori con programmi educativi, culturali, spirituali, d’informazione ed intrattenimento. L’emittente è stata fondamentale durante la pandemia, quando interi villaggi e centri abitati dell’Amazonia sono rimasti isolati. Sempre nel territorio diocesano, in una zona degradata e ad alto rischio, la delegazione ha incontrato i volontari dell’Associação Area Missionaria Divina Misericordia che lavora nel campo della formazione dei ragazzi (doposcuola, potenziamento scolastico, sport, terapie e sostegno psicologico) e dei giovani (corsi professionali, tra cui taglio/cucito, informatica, cucina) in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro. Attualmente sono 235 i beneficiari diretti, ma la ricaduta è molto più ampia perché riguarda indirettamente tutte le famiglie. Di grande impatto sociale anche il Centro Sociale e la scuola dell’infanzia gestita dalle suore di madre Teresa di Calcutta, così come le attività formative per la lavorazione della fibra “tucum” ricavata dalla palma, il laboratorio informatico “Digitando il futuro” realizzato in collaborazione con Cetam (Centro Tecnologico do Amazonas).

Nell’Arcidiocesi di São Paulo la delegazione è stata accolta all’Arsenal da Esperança, gestito dal Sermig, che ospita 1200 giovani e adulti con problemi di alcolismo e/o droga. Con i fondi dell’8xmille, è stato possibile ristrutturare i dormitori, il salone polifunzionale e le aule per i corsi, il laboratorio d’informatica, mentre nel Centro di accoglienza per i migranti e rifugiati gestito dalle suore Scalabriniane – che al momento accoglie 250 persone tra cui 41 minori provenienti da 17 Paesi – sono stati potenziati i servizi finalizzati all’integrazione.

Nel corso della visita, la delegazione ha fatto tappa nella sede dell’Istituto Brasileiro de Comunicação Crista che, con un contributo CEI, ha rafforzato e ampliato il servizio di comunicazione, informazione, intrattenimento e formazione su tutto il territorio brasiliano. Nella zona periferica di Brasilandia invece è stata completata la costruzione del Centro socioculturale e pastorale della parrocchia Santa Rosa da Lima.

Il viaggio ha poi toccato la Diocesi di Santo Amaro, dove sono operativi il Centro “Suor Tecla Merlo” delle Figlie di San Paolo che propone attività educative, formative e ricreative ai più piccoli e corsi professionali ai genitori, e il “Lar Divina Misericordia” che accoglie giovani e donne disabili nei locali recentemente ampliati.

Nella Diocesi di São José dos Campos la delegazione si è recata a Jacareì, nel Centro di Educação Nossa Senhora das Graças coordinato dall’Associação de Educação Personalizada Semente de Vida, unico polo nel quartiere ad offrire a 260 bambini e adolescenti formazione dal nido fino alla terza media.

Significativa la tappa nella Diocesi di Taubaté, dove i fondi ricevuti hanno permesso di costruire e ampliare, nell’ambito del progetto “Sevorione 84”, i dormitori per persone con problemi di dipendenze. La delegazione ha infine raggiunto l’Arcidiocesi di Aparecida per visitare la fazenda “Mae da Esperança” a Guaratinguetá che, con il contributo CEI, ha ammodernato gli studi di registrazione, quelli radio e tv, costruito e attrezzato ambienti sportivi polifunzionali, attivato un laboratorio di artigianato destinato soprattutto alle donne.

Prima di far rientro in Italia, la delegazione ha fatto visita nel centro di Aparecida all’archivio-museo dell’ex seminario Bom Jesus e alla sede di Canção Nova, comunità che promuove diverse opere sociali tra cui un Centro di Salute che accoglie e cura gratuitamente i tanti malati che vi bussano.

19 Settembre 2023

8xmille / Prossimi lavori “in cantiere” nella diocesi di Fabriano-Matelica

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Diverse quest’anno, le parrocchie che hanno fatto richiesta all’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia della Diocesi di Fabriano-Matelica per realizzare e far finanziare interventi con progetti edili di ristrutturazione. I cantieri che si stanno progettando riguardano la chiesa di San Clemente a Genga, la chiesa di San Carlo ad Albacina e la canonica di Cacciano. Ne dà notizia Radio Gold.

“Da questi tre esempi si comprende la grande utilità dei fondi derivanti dall’8xmille delle imposte per poter manutenere l’ingente patrimonio architettonico ed artistico così diffuso nelle nostre frazioni ed anche nelle campagne della diocesi, che altrimenti sarebbe inesorabilmente destinato al degrado ed al crollo” dice Massimo Stopponi, Istituto Centrale Sostentamento Clero. Ricordiamo che ogni anno lo Stato mette cioè a disposizione di tutti i contribuenti una quota corrispondente all’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef. La scelta può essere fatta entro il 30 settembre. “Chi non fosse tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi può firmare ugualmente utilizzando il modello CU reperibile anche presso le parrocchie di San Giuseppe e Misericordia per Fabriano, San Facondino per Sassoferrato e Santa Maria per Matelica” conclude Stopponi.

La precedenza verrà data alla chiesa di San Clemente: presenta infiltrazioni di acqua dal tetto e qualche piccola lesione procurata dal sisma in corrispondenza del campanile a vela, slegato rispetto al resto della copertura. L’intervento previsto sarà del valore di euro 100mila euro circa, dei quali la parrocchia contribuirà per il 30% e la CEI, tramite i fondi 8xmille, per il rimanete 70% del costo totale. Altro intervento interessante è quello che riguarda la piccola chiesina di San Carlo in Albacina della fine del 400, cara agli abitanti del paese perché la popolazione vi si recava per elevare suppliche in tempo di peste e colera. Oggi la chiesa è vittima di umidità di risalita e infiltrazioni dalla copertura; quest’ultime rischiano di rovinare la decorazione ad affresco della volta e di contribuire all’ammaloramento dei muri perimetrali. Gli ultimi restauri risalgono agli Anni ’50 e da allora nessuno ha messo più mano alla manutenzione di questo edificio. Il parroco è riuscito a raccogliere una somma, da destinare a questa chiesa, utile per coprire il 30% del totale, per il rimanete 70% del costo si auspica il finanziamento con i fondi dell’8xmille. Un ulteriore contributo che sarà richiesto è quello per la canonica di Cacciano, parrocchia di Serradica, dove il parroco vorrebbe andare ad abitare. La canonica è rimasta incompiuta a seguito dell’ultimo intervento edile di qualche anno fa, pertanto, sarà necessario aggiungere i rivestimenti e le finiture per renderla abitabile. Si attendono il computo metrico esecutivo del tecnico incaricato e l’estratto conto della parrocchia (che deve coprire il 30% del costo totale) prima di poter procedere con la richiesta.

Marco Antonini

8xmille / A Cagliari il progetto “Marina” aiuta le donne immigrate

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Un nuovo appuntamento “8xmille” a firma di Maria Chiara Cugusi su il Portico, settimanale diocesano di Cagliari (ilporticocagliari.it). Si tratta del progetto “Marina” per le donne immigrate. Un luogo dove incontrarsi, acquisire nuove competenze, fiducia in se stesse, e guardare al futuro.
Nell’ambito del progetto “Marina”, attivato circa un mese fa a Cagliari grazie ai fondi 8xmille (fondo carità vescovo), alcune donne immigrate hanno iniziato una nuova vita, affiancate dalle volontarie e dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

Il progetto prende il nome dalla sua sede, l’Asilo della Marina, luogo storico della Congregazione, in un quartiere, oggi multietnico, dove le Suore arrivarono nel lontano 1864 per aprire una scuola. Qui operarono Suor Giuseppina Nicoli (proclamata beata nel 2008) e Suor Teresa Tambelli. Grazie al loro impegno le Suore diventarono un punto di riferimento anche per i cosiddetti “piccioccus de crobi”, i ragazzi di strada muniti di ceste per ripararsi dal sole, dalla pioggia, ma anche nella speranza di qualche lavoretto di facchinaggio. «Questo progetto – spiega la responsabile Suor Caterina Bua – ci permette di rivalorizzare questo luogo simbolico, recuperando la sua missione fin dalla sua fondazione». Inoltre «esso ci consente di raggiungere le donne in modo più immediato. Il loro desiderio è essere autonome, trovare un lavoro regolare, emanciparsi da situazioni spesso segnate da sfruttamento lavorativo e violazione di diritti».

«Le destinatarie – spiega Francesca Pitzalis, coordinatrice del progetto – riescono a instaurare con noi un rapporto di confidenza, fiducia, in modo da far emergere anche eventuali situazioni di sfruttamento lavorativo, far sì che prendano coscienza dei loro diritti». Loro – di età tra i 20 e i 35 anni – vengono da diversi paesi, arrivano attraverso il passaparola o perché già aiutate dalla stessa Congregazione. «Il progetto ci consente di dare loro risposte immediate». Il tutto nell’ambito del lavoro della Congregazione, già impegnata da anni sul tema della tratta/sfruttamento lavorativo.

«Le aiutiamo – spiega Laura Serra, volontaria del progetto – a usare il computer, in modo tale che possano scrivere il proprio CV, cercare lavoro, adempiere alle pratiche burocratiche. Sono convinta che impareranno ad auto-gestirsi, a cavarsela da sole, e a integrarsi realmente».

«Entriamo in contatto con loro – aggiunge Silvia Argiolas, volontaria del progetto – tenendo conto del loro background culturale. Qui si sentono al sicuro, cerchiamo di trasmettere loro empatia, vicinanza, la gratuità del servizio. La cosa più gratificante è renderle indipendenti, sapere che stanno bene anche senza di noi».

Tra le donne, anche Carla (nome di fantasia), arrivata dall’Indonesia una ventina di anni fa. Dopo anni di sfruttamento lavorativo, qui ha iniziato a guardare al futuro. «Avevo l’esigenza di cambiare la mia vita. Quando parlo con le volontarie mi sento libera, sento che mi posso confidare, perché loro non mi chiedono nulla in cambio se non sorrisi. Per me si è aperta una luce dopo anni di buio – continua commossa – . Sto imparando a usare il computer, vorrei trovare un lavoro con i bambini. Sto acquistando fiducia in me stessa e nelle mie capacità».

8xmille: la scuola di Nazareth dove si costruisce la pace facendo vivere assieme ragazzi di diverse religioni

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È iniziato il 12 settembre da Nazareth il viaggio in Terra Santa organizzato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della CEI e dalla Fisc-Federazione italiana settimanali cattolici, per premiare i vincitori delle edizioni 2019 e 2020 del concorso giornalistico “Selezione nazionale 8xmille senza frontiere”, fatto in collaborazione con il Servizio Promozione della CEI. La visita alla scuola finanziata con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, dove si costruisce la pace e si è attenti all’inclusione. Ne da’ notizia il Sir in questo reportage di Marco Calvarese.

“Benvenuti a Nazareth, il luogo dell’Annunciazione, il luogo in cui il Verbo si è fatto carne”, sono state le prime parole di mons. Rafic Nahara, vicario patriarcale latino in Israele, nell’accogliere i giornalisti pellegrini in Terra Santa, in visita al progetto di ampliamento, sicurezza ed inclusione della scuola materna, elementare, media e superiore con oltre 1300 studenti e 120 insegnanti, gestita dalle Fma-Figlie di Maria Ausiliatrice. Il progetto è stato finanziato dalla CEI con i fondi dell’8xmille, per un valore di 637.504 euro ed ha visto la realizzazione di 8 rifugi richiesti dal governo in base alle norme adottate, nuove aule ed un ascensore per permettere la frequentazione di ragazze e ragazzi disabili che rappresentano il 10-15% di studenti totali.

“Le nostre scuole hanno una missione veramente importante, l’educazione ma, soprattutto, noi accogliamo molti bambini cristiani e musulmani. La scuola cristiana è un luogo in cui prepariamo il futuro, per imparare a vivere insieme”, ha aggiunto il vescovo, sottolineando la crescente violenza che si respira nella società, non solo tra israeliani e palestinesi, ma anche nel mondo arabo, dove la crisi è dettata soprattutto dalla disoccupazione, curabile attraverso educazione e studio che offrono poi prospettive e futuro, “Cristiani, musulmani e drusi, noi insegniamo a questi ragazzi e ragazze a vivere insieme. È una missione molto importante, non solo per le famiglie ma per la società in cui viviamo”.

La struttura gestita dalle Fma di Nazareth offre un’offerta formativa dai 3 ai 18 anni, sullo stile di Don Bosco e di Madre Mazzarello per formare studenti che imparino a vivere la vita da buoni cristiani e onesti cittadini, e la convivenza interreligiosa è di casa, infatti, musulmani e cristiani sono in eguale percentuale e studiano e giocano assieme senza dare peso alle differenze religiose.

Oggi abbiamo visto i bambini che camminano sulle strade di Nazareth. Guardando i bambini che ci aspettavano sotto il sole, ci è venuto in mente che sotto quello stesso sole c’era Gesù che magari aspettava che Giuseppe tornasse a casa”, ha dichiarato Mauro Ungaro, presidente della Fisc, che ha ringraziato Hanana Nimry, preside scuola secondaria, Rita Haddad, preside scuola primaria, Susha Khoury, coordinatrici insegnanti di inglese, suor Souad Khalir, amministratrice del plesso, e suor Anna Nava, preside scuola dell’infanzia, “girando tra quei corridoi, ci siamo resi conto di cosa significhi costruire la pace qui a Nazareth”.

Qui foto e video di Marco Calvarese della prima giornata.