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Crema / Mons. Daniele Gianotti sull’importanza di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica

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Sull’importanza della firma dell’8xmille a favore della Chiesa cattolica, il settimanale diocesano il Nuovo Torrazzo di Crema ha sentito il Vescovo Mons. Daniele Gianotti (in allegato).

  1. Qual è il valore della firma per l’8xmille nella Chiesa cattolica?
    È senz’altro anche un modo tutto sommato semplice per contribuire indirettamente alle necessità della Chiesa e sostenere le sue attività in molti ambiti: attività che, almeno in parte, sono anche un bene per la nostra società nel suo insieme (per fare un esempio: la conservazione e il restauro del patrimonio culturale) e per situazioni di sviluppo, contrasto alla povertà, sostegno educativo e così via, che pure contribuiscono al bene di tutti.  Quindi possiamo affermare che ha sia un valore solidarietà come di sussidiarietà per tutti i settori che ne beneficiano sia direttamente che indirettamente.
  1. Purtroppo c’è un calo di coloro che firmano a favore della Chiesa. A cosa è dovuto, secondo lei? Non c’è anche poco promozione da parte delle comunità? Quali potrebbero essere le scelte per bloccare questo allontanamento?
    Le cause di questa diminuzione sono molteplici. Senz’altro dobbiamo riconoscere il peso della cattiva testimonianza, data in particolare, in questi ultimi anni, dalle rivelazioni degli scandali per abusi nei confronti dei minori come per mala gestione economica. Ma c’entrano anche aspetti organizzativi del sistema fiscale (specialmente per quanti non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi), come pure il fatto che alcuni eventi (la pandemia del 2020-21 in particolare) hanno fatto spostare un po’ di firme verso il sostegno allo Stato. Senza dubbio, poi, gioca un suo ruolo la poca informazione circa le diverse attività e progetti sostenuti con l’8xmille…Questo è senz’altro un aspetto su cui si può lavorare: è importante, e anzi doveroso, ad esempio, che i fedeli delle parrocchie che beneficiano di contributi 8xmille per il restauro di una chiesa, di un oratorio ecc., siano informati adeguatamente. E si può lavorare ad es. sul piano degli enti di assistenza fiscale (CAF ecc.), perché indichino correttamente le possibilità di scelta per quanto riguarda la firma per l’8xmille, ma anche cercare di sensibilizzare maggiormente le nostre associazioni e movimenti ecclesiali.
  1. Gli abitanti della diocesi di Crema, in percentuali, sono tra i primi nel firmare per la Chiesa. È un dato di merito che dobbiamo riconoscere?
    I fedeli della diocesi di Crema sono tra i primi, a livello italiano, in tanti aspetti di generosità: nelle raccolte Caritas, nelle offerte per le Missioni, nell’Obolo di San Pietro…Quando si vanno a vedere i dati, nelle Offerte pro capite i Cremaschi sono spesso ai primi posti! Ed è così più in generale per l’attenzione alle necessità della Chiesa, e nel riconoscimento della sua attività. Dobbiamo essergliene molto grati.
  1. I settori sostenuti dai fondi dell’8xmille sono la carità, l’attività pastorale, il sostegno del patrimonio artistico-culturale e il sostentamento del clero. Quali attività, possibili grazie all’8xmille, vorrebbe indicare come le più significative nella nostra diocesi?
    Non saprei quantificare con esattezza, ritengo che i tre grandi ambiti, sostentamento clero, carità e culto-pastorale, (quest’ultimo comprende anche il recupero del patrimonio artistico), sono tutti ambiti che possano beneficiare in modo equilibrato del sostegno derivante dall’8xmille. La divisione delle risorse disponibili dipende solo in piccola parte dal Vescovo, (unicamente la parte assegnata alla Diocesi) i capitoli principali sono stabiliti per legge e concretamente determinati, di anno in anno, dalla Conferenza Episcopale Italiana. Mi piacerebbe che un po’ più di risorse fossero disponibili per le singole parrocchie (al di là di quanto esse possono ricevere per progetti precisi di intervento su immobili come le chiese, gli oratori, le case parrocchiali…), specialmente per l’attività pastorale: su questo, però, al momento abbiamo un margine molto ridotto di azione. Il patrimonio di edifici che abbiamo, come Chiesa, è notevole, ma è anche un peso, la cui gestione è onerosa in termini di impegno, tempi ecc., e costosa sul piano economico. Mi auguro che la revisione che stiamo facendo al riguardo (anche nel corso della visita pastorale) aiuti la Diocesi e le parrocchie a razionalizzare un po’ le cose, e anche a liberare un po’ di risorse.
  1. Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica significa anche sostenere numerose attività caritative che la Chiesa realizza in tutto il mondo. Un’apertura al mondo intero molto bella e significativa.
    Certo! Questo è, peraltro, intrinseco a una Chiesa che si definisce appunto “cattolica”, cioè ad apertura universale, e non guarda solo ai confini limitati della propria comunità o diocesi. Ma, l’ho già detto, sotto questo profilo i cremaschi sono generosi e disponibili, e lo possono testimoniare anche i nostri missionari. Del resto, quando si ripete il famoso slogan “aiutiamoli a casa loro” (slogan che, peraltro, avrebbe bisogno di un bel po’ di precisazioni…) bisogna poi darsi da fare, e guardare davvero con attenzione e intelligenza al di là dei propri confini.
  1. In conclusione, oltre a un ringraziamento, cosa vorrebbe dire ai Cremaschi per restare sempre più uniti alla Chiesa cattolica anche con la firma e alle comunità per promuoverla?
    Desidero, sì, ringraziare di cuore per la sensibilità e l’attenzione per la Chiesa e la sua opera, che si esprime anche con la firma dell’8 per mille per la Chiesa. Vorrei però anche mettere in guardia da un rischio. Anni fa, quando fu avviato tutto il sistema attuale di sostegno economico alla Chiesa, si pensava che l’8 per mille dovesse essere solo una parte di questo sistema: e neanche la parte più rilevante. C’è tutto l’altro capitolo, che va sotto il titolo di Sovvenire alle necessità della Chiesa. È un capitolo sul quale si dovrà assolutamente ritornare, perché è quello che riguarda il contributo diretto dei fedeli (ed eventualmente anche di altri) alle necessità della Chiesa. L’8 per mille ha un suo lato pericoloso, rischia di far dimenticare questo aspetto più diretto e coinvolgente per i fedeli, come è stato nel passato: grazie alle offerte di vario tipo, a cominciare dalle offerte deducibili per il clero, sino ai lasciti testamentari, ecc. Devo dire che anche sotto questo aspetto, in Diocesi di Crema, la generosità non manca, ma per tante ragioni i contributi diretti dei fedeli alle necessità della Chiesa sono diminuiti. È necessario lavorarci su, in modo che questi due aspetti, Offerte dirette (“Sovvenire”) e indirette (8xmille) si integrino meglio. Non per arricchire la Chiesa (non le farebbe bene…), ma solo per permetterle di svolgere in modo evangelico la sua missione. L’8xmille e le Offerte deducibili per il clero appaiono quindi il modo concreto per esprimere l’appartenenza alla Chiesa corpo mistico e mistero di comunione, per partecipare alla vita della Chiesa intera, oltre ogni particolarismo, e per aiutare tutta la Chiesa, a partire dalle sue “membra” più povere o più vicine ai poveri. In Italia e nel mondo.

Cuneo-Fossano / Mons. Delbosco: l’8xmille, uno strumento dalle molteplici ricadute sul tessuto sociale e culturale del nostro territorio

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Sul settimanale diocesano di Fossano laFedeltà.it, è stata pubblicata un’intervista a cura di Carlo Barolo al Vescovo Mons. Piero Delbosco, anche in vista della Giornata Nazionale per il sostentamento dei sacerdoti, in programma domenica 17 settembre.

La campagna promozionale dell’8xmille 2023 usa come slogan “Una firma che fa bene”: perché fa bene il contribuente a firmare per la Chiesa cattolica? In altre parole, che valore ha la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica?
Firmare per l’8xmille è importante perché significa non lasciare sole le parrocchie nei vari interventi caritativi e di tutela dei beni delle medesime. Per questi ultimi i contributi 8xmille fanno da volano per altre forme di finanziamento pubbliche e private. Si riesce così a far fronte, quasi interamente, ai vari interventi conservativi di immobili e di messa in sicurezza dei medesimi. È fondamentale tutelare gli ambienti che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduti rendendoli adatti a un dignitoso servizio pastorale.

Sono molte le attività e i progetti – finanziati con fondi 8xmille – che vengono realizzati nella diocesi di Cuneo-Fossano: quali sono i principali, soprattutto per quanto riguarda gli interventi caritativi e sociali sul territorio e l’ambito della pastorale?
Parto dagli interventi caritativi e sociali delle Caritas sul territorio. A Cuneo i servizi della Caritas sono orientati alla mensa (pranzo e cena), al dormitorio, all’ambulatorio medico, al centro vestiario e al nuovo magazzino per i viveri. A Fossano vi è un Emporio, la scuola d’Italiano per stranieri, la cascina Pensolato dove lavorano volontari e alcuni detenuti del carcere S. Caterina. Sia a Cuneo che a Fossano sono aperti due Centri di ascolto, viene curata l’accoglienza di persone che hanno difficoltà varie, vengono sostenute le Caritas parrocchiali che fanno un servizio encomiabile. A questi servizi ordinari si aggiungono i vari progetti che vengono finanziati direttamente dalla Caritas nazionale con risorse proprie. Inoltre, l’8xmille pone attenzione ai musei diocesani ed agli archivi dove si custodiscono dei veri tesori.

Un capitolo a parte dell’8xmille è costituito dai finanziamenti che vanno ad integrare importanti interventi nell’edilizia edilizia di culto e dei beni culturali: anche per questo ambito, ci sono opere che ritiene qualificanti per Fossano e per Cuneo, anche al di là dell’ambito ecclesiale?
Gli interventi programmati quest’anno nell’edilizia di culto sono tanti: rifacimento del tetto della chiesa S. Anna in Moiola, restauri della chiesa parrocchiale di Monterosso, della facciata del Sacro Cuore in Cuneo, del campanile della parrocchia S. Martino a Valgrana, la messa a norma dell’impianto di riscaldamento della parrocchia S. Dalmazzo in Borgo San Dalmazzo. E ancora, per quanto riguarda il territorio fossanese, il restauro della chiesa S. Lazzaro in Salmour, il rifacimento dell’impianto elettrico della parrocchia di Centallo, del tetto della canonica di S. Lucia a Fossano, dell’impianto di riscaldamento della chiesa parrocchiale di Villafalletto. In tutti questi interventi si prevede di contribuire con una cifra pari al 60-70% dell’importo totale.

Poco più di un terzo dell’8xmille contribuisce al sostentamento del clero diocesano (e anche dei missionari “fidei donum”). Perché questa integrazione – che arriva direttamente dalla CEI – è così importante?
I sacerdoti hanno bisogno di un sostentamento e ciò avviene mettendo insieme un contributo delle parrocchie o delle realtà in cui operano ed una integrazione data dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero. Le singole realtà contribuiscono in base al numero degli abitanti. L’integrazione tiene conto delle diverse realtà e della loro tipologia. Ogni sacerdote riceve un compenso modesto ma sufficiente per poter condurre una vita dignitosa.

Talvolta l’8xmille viene presentato come una concessione benevola dello Stato alla Chiesa italiana, una specie di finanziamento indiretto… Come risponde a queste critiche che ciclicamente ritornano?
Lo Stato italiano, attraverso l’8xmille, dà un contributo alle chiese e alle confessioni religiose. Non è una concessione di favore. Occorre tener presente la ricaduta e l’impatto che le chiese hanno nel tessuto sociale. Esse sono portatrici di valori e promuovono il bene comune. Inoltre, gran parte del patrimonio artistico è proprietà della Chiesa cattolica. Abbiamo il dovere di conservare la memoria e la bellezza di questi beni culturali.

Emilia-Romagna / Mons. Perego: 8xmille, strumento fondamentale per tener vive le comunità

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Intervista all’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego, delegato per il Sovvenire della Conferenza Episcopale Emilia-Romagna: argine contro la povertà, risorsa per cultura e parrocchie. I lavori previsti in Diocesi

Pubblicato sulla “Voce” dell’8 settembre 2023

Mons. Perego, l’8xmille è un importante gesto di corresponsabilità. Perché in questo periodo storico è ancora più decisivo per le nostre comunità?

«L’8xmille per le nostre Chiese è stato uno strumento di corresponsabilità di tutti nelle attività pastorali, di religione e di culto e di carità, ma anzitutto un gesto di libertà definitiva della Chiesa dallo Stato, secondo il dettato Costituzionale. In questi anni, poi, attraverso anche la firma dell’8xmille – che ricordo non è una tassa – ogni cittadino credente ha potuto sentirsi protagonista nella vita e nelle attività della Chiesa: nella comunicazione, nel restauro dei beni ecclesiastici, nel dotare di una chiesa un nuovo quartiere, nel favorire progetti di carità per i nostri poveri, ma anche progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi più poveri. La firma dell’8xmille ha favorito nel concreto la cattolicità, l’universalità delle nostre Chiese, una nota fondamentale della Chiesa. In questo periodo storico, l’8xmille può salvaguardare beni fondamentali del patrimonio storico e religioso a rischio anche di fronte a calamità ambientali che si sono succedute, può sostenere la libertà di informazione, può costituire uno strumento importante di sussidiarietà, a fronte di uno Stato che mentre chiede soldi anche dell’8xmille per realtà già finanziate dalla tassazione comune – per la salute, la scuola – sta tagliando le risorse destinate a queste realtà».

Venendo al nostro territorio diocesano, soffermiamoci innanzitutto nell’ambito della carità: i dati Caritas locali ci dicono di un aumento delle famiglie bisognose, sempre più italiane, e sempre più di giovani che chiedono aiuto…

«Dopo il sostentamento del clero, le risorse dell’8xmille sono destinate soprattutto alla carità in Italia e nei Paesi poveri. Si tratta di milioni di euro che finanziano ogni anno circa 8.000 progetti di carità e sviluppo realizzati nelle 200 diocesi italiane dalle Caritas, dalle Migrantes, da Associazioni e ONG cattoliche, da istituti religiosi. Il volto della carità della Chiesa si indebolirebbe indebolendosi l’8xmille, perché dovrebbe contare su meno risorse, in un momento storico in cui le famiglie sono in difficoltà e che vede anche indebolirsi l’azione sociale dello Stato, che chiede maggiore sussidiarietà la quale, talora – si veda nel mondo dei migranti e dei richiedenti asilo – fatica a garantire l’assistenza. Anche l’indebolimento del reddito di cittadinanza o comunque di un reddito di inclusione sta vedendo la crescita – già alta dopo il Covid – del 305% dei poveri, soprattutto italiani che si avvicinano alle nostre mense della Caritas, alle parrocchie».

Culto e pastorale: l’aiuto alle parrocchie, sempre più in difficoltà (penso soprattutto a quelle nei piccoli paesi), o ad esempio ai nostri Uffici pastorali, è un aiuto che va ben oltre le necessità della nostra comunità ecclesiale…

«Il sostegno alle attività di culto e di pastorale – che per la nostra Arcidiocesi è di oltre 600.000 euro – è una risorsa importante sia per sostenere le attività di Curia – che oggi ha 12 dipendenti e collaboratori – sia per l’attività degli Uffici pastorali, ma anche per la ristrutturazione degli ambienti parrocchiali. Ad esempio, il prossimo anno inizieranno i lavori di ristrutturazione del Centro giovanile Pio XII di Comacchio e della chiesa di S. Agostino di Ferrara, grazie a un milione di euro dell’8xmille. Ma un altro aspetto importante è che con questa risorsa possiamo sostenere il fondo del clero in difficoltà e le parrocchie più povere. Nella nostra Diocesi iniziamo a sentire il peso, che sarà sempre più significativo nei prossimi anni, di quasi cento parrocchie piccole, che con difficoltà riescono a pagare l’assicurazione e le utenze e che, di fronte a un lavoro su chiesa o opere parrocchiali, sono in difficoltà. Con le sole nostre risorse degli affitti riusciremo appena a pagare i dipendenti, ma a non avere le risorse per le attività. È chiaro che un valore aggiunto importante nel culto e nella pastorale è il lavoro gratuito di volontari ed educatori: nei Consigli, nel tenere in ordine gli ambienti, nelle attività estive, sportive e culturali, nella Liturgia. Ma sappiamo anche come stanno diminuendo queste persone in ogni parrocchia».

A oltre 10 anni dal sisma, vi sono ancora alcune chiese chiuse, nonostante a fine anno riapriranno il Duomo e San Paolo. È importante che ogni comunità ritrovi la propria “casa fra le case”…

«La ferita del terremoto è ancora aperta, anche se sono solo cinque le chiese parrocchiali ancora chiuse, tre delle quali cantierizzate, una da cantierizzare e una ancora in conclusione di progettazione. Speriamo di concludere tutti i lavori nel triennio, come anche di aprire il Palazzo vescovile di Ferrara per il Giubileo. La burocrazia, purtroppo, non solo allunga i tempi, ma rende ancora più costosi gli interventi. Speriamo che di fronte alle nuove emergenze lo Stato, con le Regioni, mantenga fede alle risorse promesse. Un passo importante a settembre è la riapertura del Palazzo vescovile di Comacchio con una Scuola-Museo. In collaborazione con l’Aeca – il circuito delle scuole cattoliche dell’Emilia-Romagna- e la Città del Ragazzo di don Calabria – si aprirà una scuola professionale e in collaborazione con l’Unità pastorale di Comacchio verrà inaugurato un primo nucleo del Museo dell’Antica Diocesi. Passi importanti e risorse importanti per valorizzare il nostro patrimonio culturale, storico e artistico».

I fondi per l’edilizia e i beni culturali vengono utilizzati ad esempio anche per le biblioteche e gli impianti di sicurezza…

«Sì, una piccola risorsa, anche se significativa, riguarda il finanziamento degli impianti di sicurezza delle nostre chiese. L’impossibilità di avere custodi in tutte le chiese, e i numerosi furti avvenuti negli ultimi anni hanno trovato negli impianti di sicurezza una risposta importante per tutelare i nostri beni culturali e le offerte dei fedeli. Anche le risorse per le biblioteche e gli archivi – nel nostro caso soprattutto per la Biblioteca del Seminario – hanno permesso il restauro di alcune delle nostre circa 2.000 cinquecentine e di alcune pergamene antiche. Anche la Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Ferrara – che ha oltre 100.000 libri, tra cui un fondo importante antico e di storia ferrarese – rappresenta un patrimonio fondamentale per la nostra città e la nostra Chiesa. Purtroppo, però, non è sostenuto da fondi pubblici».

Infine, ma di certo non meno importante, sostenere i nostri sacerdoti attraverso l’8xmille, significa sostenere un servizio quotidiano a favore di tutti…

«Esatto. Circa la metà dell’8xmille sostiene i nostri circa 150 sacerdoti. Grazie a questa risorsa possono ricevere uno stipendio che varia da 1400 euro per il Vescovo e i sacerdoti quiescenti ai circa 1000 euro del giovane sacerdote. Il sacerdote non è ricco, come si vede. Questa risorsa gli permette di dedicarsi completamente alla sua parrocchia e alle parrocchie a Lui affidate nell’Unità pastorale; permette anche una libertà di azione, perché non dipende da altri nel suo sostentamento. Il Sostentamento del clero ha pensato anche a una risorsa assicurativa per i sacerdoti ricoverati come – sia per il Vescovo che per i sacerdoti anziani e malati o non autosufficienti -, a un contributo aggiuntivo che varia dai 350 agli 800 euro, che si aggiungono a un eventuale accompagnamento da parte dell’INPS. Sappiamo, infatti, quanto costa oggi entrare in una RSA e senza queste risorse – che talora non bastano e per questo abbiamo un Fondo clero – sarebbe difficile affrontare i costi di un ricovero».

Andrea Musacci

Palermo: un nuovo campetto a Sferracavallo come “opera-segno” 8xmille contro la povertà educativa

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Su ilMediterraneo24.it è stato pubblicato un bell’esempio di opera segno 8xmille.

Un nuovo campetto come luogo di aggregazione dei bambini della borgata marinara di Sferracavallo (quartiere di Palermo) che possa, attraverso i valori universali dello sport, arginare il fenomeno della povertà educativa. Così, la comunità parrocchiale di Santi Cosma e Damiano ha inaugurato lo spazio con la presenza di don Sergio Ciresi, vicedirettore della Caritas diocesana di Palermo e di alcuni componenti dello staff.

Don Massimo Pernice, attuale parroco della chiesa Santi Cosma e Damiano che a breve prenderà l’incarico presso una parrocchia di Lercara Friddi, esprime tutta la sua emozione e gioia nel vedere la realizzazione di questa opera, frutto di un percorso a medio-lungo termine dove l’attore principale è stata la comunità parrocchiale del territorio.

“Questo campetto nasce come prosecuzione di un progetto che nacque 5 anni fa, con l’oratorio che vede altri spazi destinati a tutte le fasce d’età della comunità – dichiara Don Massimo – , questo era un terreno incolto e in poco tempo è stato trasformato in un nuovo campo sportivo per i bambini che potrà essere utilizzato dai più piccoli come uno spazio di allenamento in vista dei tornei interparrocchiali o di altre realtà calcistiche – conclude Don Massimo”.

“Gli spazi aggregativi o ludico ricreativi sono fondamentali per la crescita umana e spirituale all’interno delle comunità parrocchiali, nello specifico della Comunità di Santi Cosma e Damiano – dichiara Don Sergio Ciresi, Vicedirettore Caritas Palermo – , l’opera segno per noi Caritas diocesana di Palermo è fondamentale perché dà un identità della carità all’interno delle comunità parrocchiali,. La comunità tutta inizia a costruire, costruisce giorno per giorno un opera, come nel caso del campo del calcetto che diventa un segno e lascia un segno”.

“Il Campetto è stato realizzato grazie ai fondi dell’8xmille, con una particolarità, ovvero vi è stata una compartecipazione tra queste risorse e quelle della parrocchia. Anche qui si crea comunione e senso collegiale delle azioni concrete all’interno delle comunità parrocchiali”, termina Ciresi.

Qui l’articolo completo e il servizio Tv.

Terremoto in Marocco / 300mila euro “8xmille” per le prime necessità

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La Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alla popolazione del Marocco, colpita da un violento terremoto. Devastata in particolare la regione di Marrakech; centinaia i morti e i feriti; migliaia le persone senza alloggio e ingenti i danni materiali. Come forma di aiuto immediata, la CEI ha deciso lo stanziamento di 300mila euro dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

“Alle sorelle e ai fratelli del Marocco giunga il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza. Facendoci prossimi alla popolazione provata da questo tragico evento, preghiamo per le vittime e i loro familiari. Assicuriamo inoltre il sostegno delle nostre Chiese, stringendoci a tutti coloro che sono stati colpiti da questa calamità e alla comunità marocchina in Italia ferita negli affetti”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Lo stanziamento della CEI, attraverso Caritas Italiana, aiuterà a far fronte alle prime necessità. Caritas Italiana – che collabora da molti anni con le Caritas in Marocco in vari progetti a favore di persone particolarmente vulnerabili, come i migranti e minori non accompagnati – sta seguendo costantemente le notizie che giungono dal Paese nordafricano per monitorare la situazione e valutare gli interventi più urgenti.

È possibile sostenere l’azione di Caritas Italiana in questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Terremoto Marocco” tramite:

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111

Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474

Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013

UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119

Edilizia di culto: quando 8xmille fa rima con…rispetto del creato

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La nuova casa canonica della Parrocchia Madonna di Lourdes in Capoterra-Poggio dei Pini (CA), realizzata con i contributi provenienti dal fondo 8xmille per l’edilizia della CEI (175.500 €), dell’Arcidiocesi di Cagliari (55.000 €) e della medesima Parrocchia (70.000 €), risulta essere una costruzione eccellente dal punto di vista dei consumi energetici.

La certificazione energetica dell’unità abitativa, frutto della collaborazione con l’Ufficio per l’Edilizia del Culto e tecnico nell’ambito di un master in Economia Circolare frequentato da un giovane seminarista della diocesi, stabilisce che l’edificio appartiene alla classe energetica A4 (la migliore in assoluto). Inoltre, la nuova canonica risulta essere un edificio nZEB (nearly Zero Energy Building), vale a dire un edificio che presenta fabbisogni energetici quasi nulli: infatti sono richiesti bassi contributi di energia per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria, i quali sono interamente coperti dall’impianto fotovoltaico.

Le elevate prestazioni energetiche sono state ottenute grazie a studiate scelte progettuali sia nei materiali da costruzione sia nelle tecnologie degli impianti termici installati. Le murature perimetrali, insieme alla copertura e al solaio di base, sono state realizzate con ottimi materiali isolanti; gli infissi in PVC con triplo vetrocamera limitano le dispersioni di calore verso l’esterno e le schermature per la radiazione solare bloccano l’apporto termico da radiazione, mantenendo l’ambiente più fresco anche nelle calde estati sarde. L’impianto di climatizzazione (invernale ed estivo) è costituito da un’efficiente pompa di calore multisplit e analoga tecnologia è stata scelta per il bollitore per acqua calda sanitaria; gli impianti termici sono integrati con l’impianto fotovoltaico (da 14 kW) installato sulla falda orientata a sud del tetto dell’abitazione. Di conseguenza, l’edificio non utilizza nessuna fonte fossile e non rinnovabile, poiché le pompe di calore utilizzano esclusivamente l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico. L’edificio così è pienamente corrispondente al paradigma di sostenibilità ambientale, in linea con quanto proposto dall’attuale magistero.

Ma la canonica di Poggio dei Pini non è l’unico intervento ben realizzato con i fondi dell’8xmille: sempre a Capoterra, nella confinante Parrocchia di S. Efisio, nel 2019 è stata terminata la costruzione della nuova chiesa dedicata a San Francesco, con gli annessi locali pastorali e la nuova casa canonica. Grazie a un incessante lavoro, opportunamente coordinato e monitorato, in soli due anni e mezzo la comunità parrocchiale ha potuto vedere le fasi costruttive dalla posa della prima pietra (13/08/2017) alla dedicazione della chiesa e dell’altare (31/03/2019). I lavori, realizzati in virtù all’importante finanziamento della CEI (2.622.000 €), si sono dimostrati ottimi dal punto di vista energetico: la nuova casa canonica ha una certificazione di classe A3, raggiunta mediante la scelta di impianti a pompa di calore integrati con un impianto fotovoltaico (con celle in silicio monocristallino da 15 m2) e un impianto solare termico (con collettori a tubi sottovuoto con assorbitore piano) che garantisce la produzione di acqua calda sanitaria.

I due interventi realizzati a Capoterra dimostrano come la diocesi di Cagliari sia attenta all’utilizzo serio dei fondi 8xmille, promuovendo scelte tecniche di sostenibilità rispettose dell’ambiente e del creato.

Cuneo: inaugurato il nuovo magazzino viveri della Caritas diocesana

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Su LaGuida.it, lo scorso 28 luglio, è stato pubblicato questo redazionale sull’inaugurazione del nuovo magazzino viveri della Caritas diocesana a Cuneo.

Finora il servizio aveva avuto come base di appoggio in città i locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Paolo, spazi divenuti, però, con il tempo insufficienti. Di qui l’idea di realizzare un nuovo magazzino viveri, in posizione centrale sul capoluogo, che aspira a diventare un polo logistico per il recupero e la ridistribuzione degli alimenti invenduti non solo ad uso della Caritas, ma anche di altre organizzazioni impegnate nell’aiuto alle persone fragili.

La struttura, di circa 200 metri quadrati, è il primo risultato concreto del progetto “Materia Prima”, un percorso di progettazione partecipata che dal 2022 ha visto impegnato l’ente, i referenti ed i volontari delle Caritas parrocchiali e dei servizi e che è stato finanziato dai fondi dell’8xmille della CEI. Obiettivo del progetto è la revisione dei servizi legati al cibo in un’ottica di ecologia integrale e di economia circolare.

Qui l’articolo completo.

Firmo perchè / Le testimonianze di chi firma

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Sul sito 8xmille.it sono presenti alcune testimonianze di persone che decidono di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica e ci raccontano il perché della loro scelta.

Come ad esempio Pasquale, 79 anni pensionato di Grosseto, che afferma di firmare perché la parrocchia è l’estensione della sua famiglia.

“Nel mio cammino di vita cristiana, all’interno della mia comunità parrocchiale, ho sentito man mano crescere il senso di appartenenza al punto da considerare la stessa comunità come la mia seconda famiglia. Il senso di appartenenza e il senso di responsabilità, maturati nel proprio cammino di vita, sono il giusto percorso che induce ad apporre il segno sull’8xmille alla Chiesa cattolica, nella dichiarazione dei redditi. Questo rende possibile realizzare opere di aiuti umanitari e vera carità laddove è più necessario e dove neanche la nostra immaginazione è capace di arrivare, per spazio e per conoscenza. La comunità parrocchiale è per me e mia moglie l’estensione della nostra famiglia, il luogo dove sentiamo forte e presente il nostro senso di appartenenza. E questo implica responsabilità e compartecipazione nella crescita spirituale, ma non meno importante, il dovere di contribuire all’amministrazione e al mantenimento delle cose materiali”.

Oppure Daniela Fazzolari, 46 anni , attrice, Piazza Armerina (EN) che firma perché così, scrive, si può fare qualcosa per gli altri, perché gli altri siamo anche noi.

“L’8xmille alla Chiesa cattolica è un dono che fai soprattutto a te stesso, che arricchisce la tua anima, che ti dà la gioia di vivere e di guardare agli altri con occhi di sole, gratitudine e bellezza. Possiamo fare qualcosa per gli altri perché gli altri siamo anche noi. È un gesto semplice, espressione di-retta e concreta di un sostegno che da anni arriva al cuore di chi ha bisogno o di chi improvvisamente si trova ad affrontare un momento particolare della vita. Penso ad esempio, ai terremotati del centro-Italia nel 2009 o agli ultimi dove tante volte lo Stato tante volte non arriva, come ad esempio le vittime dell’usura o della pandemia del Covid che ha fatto regi-strare centinaia di storie di sofferenza e abbandono. Io scelgo l’8×1000 alla Chiesa Cattolica anche perché amo l’Italia ed il suo patrimonio artistico. Ci sono migliaia di Chiese dal valore inestimabile che oggi sono fruibili grazie all’intervento dei fondi Cei che ne hanno permesso i restauri e i recuperi”.

Leggi tutte le altre testimonianze e, se vuoi, scrivi anche tu perchè destini l’8xmille alla Chiesa cattolica. Inoltre iscriviti anche alla newsletter per restare aggiornato sulle iniziative sostenute dall’8xmille alla Chiesa cattolica.

Diocesi di Como / Una firma per sostenere anche l’impegno di don Federico Pedrana

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Vi segnaliamo questo articolo pubblicato lo scorso 21 luglio dal settimanale diocesano di Como online dal titolo “8xmille: una firma per sostenere i sacerdoti, l’impegno di don Federico Pedrana”.

Don Federico Pedrana, da poco più di un mese, nella vecchia canonica, ha avviato un percorso di accoglienza per senza dimora grazie alla “Capanna di Betlemme”. Questo progetto di accoglienza, nato nel 1987 a Rimini con don Oreste Benzi e l’Associazione papa Giovanni XXIII, vede la luce anche nella diocesi di Como, esattamente a Prata Camportaccio, in provincia di Sondrio, in Valchiavenna. L’articolo a firma di Enrica Lattanzi, racconta di questo progetto e di come è nato in diocesi.

Verso la conclusione della storia, don Federico sottolinea come «Il vero male di oggi è la solitudine. Fra le attività che condividiamo, oltre ai lavori manuali e, una volta a settimana, un viaggio a Milano fra i poveri che vivono in strada, nei fine settimana ci rechiamo fuori dai bar e delle discoteche. Lo facciamo per incontrare i giovani, per metterci in ascolto e troviamo tanta solitudine, tanta noia. Non ci sono obblighi: chi lo desidera si mette in dialogo. Parliamo… Qualcuno ha anche chiesto di pregare… Ci sono giovani con i quali si è intrecciata una relazione e sono venuti in pellegrinaggio sul luogo del martirio della beata suor Maria Laura… Il tutto con grande spontaneità… La Casa è per tutti ed è aperta a tutti».

La “Capanna di Betlemme” nella casa di Prata Camportaccio sta muovendo i suoi primi passi, «ma questo è stato possibile farlo grazie alla generosità della gente e alla disponibilità dei confratelli sacerdoti, don Andrea, don Mauro e don Aldo che da subito hanno creduto e supportato il progetto: hanno capito, appoggiato e accolto a braccia aperte questo percorso».

Firmare nel riquadro dell’8xmille alla Chiesa cattolica significa anche partecipare al sostentamento dei sacerdoti che, come don Federico, si spendono accanto di tanti fratelli e sorelle. «Con questo progetto ci “buttiamo nelle solitudini” di tante persone – riflette don Pedrana –. La Chiesa in uscita è andare a cercare gli altri, senza aspettare che vengano a cercarti, ma anche farsi trovare e diventare famiglia per chi una famiglia non ce l’ha più o la vorrebbe ritrovare».

 

 

Don Gianni: un pastore vicino al suo gregge (anche grazie all’8xmille)

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A Poggio dei Pini (frazione di Capoterra) una ventina di km da Cagliari, la nuova casa canonica, realizzata grazie ai fondi 8xmille, permetterà alla comunità di avere, dopo 40 anni, la figura di un parroco stabile. I lavori appena conclusi resi possibili soprattutto grazie a un finanziamento della CEI (175.500 euro) hanno visto la realizzazione della struttura che la comunità desiderava da anni. Il frutto di un lavoro sinergico, con il terreno messo a disposizione dalla cooperativa locale, e con la compartecipazione degli stessi parrocchiani (oltre 69mila euro) e della Diocesi (oltre 55mila euro).

Per questi ultimi, un sogno che si realizza: «Erano anni che chiedevamo la presenza costante del parroco – raccontano Pia e suo marito Salvatore – . Da quando è arrivato don Gianni si è impegnato con determinazione, coraggio e pazienza fino a che non è riuscito ad avere i fondi per fare i lavori. Noi parrocchiani stiamo facendo a gara per offrire gli arredi e tutto ciò che serve, perché non vediamo l’ora che prenda possesso della Casa». Finalmente don Gianni Sanna, 80 anni, alla guida della parrocchia Madonna di Lourdes dal 2018, è pronto per il trasferimento. Parroco pendolare per anni, costretto a viaggiare ogni giorno per una trentina di km andata e ritorno, sa bene quanto sia importante una presenza fissa tra la gente.

Una comunità quella di Poggio dei Pini, di circa 2400 abitanti, per la maggior parte anziani, ma anche famiglie, giovani che frequentano l’oratorio. Lo spirito comunitario – nonostante i 45 km di strade interne e la distanza l’uno dall’altro – e il forte legame con il territorio caratterizza da sempre questa realtà, immersa nella natura, fondata da un gruppo di soci che alcuni decenni fa hanno creato la già citata cooperativa. Ciò ha permesso da subito un rapporto molto stretto tra comunità ecclesiale e civile.

«La comunità aveva bisogno di un punto di riferimento stabile – spiega don Gianni -: ciò permette di svolgere il proprio impegno con maggiore serenità, a contatto con i parrocchiani: il parroco deve vivere tra la gente».

Nonostante il pendolarismo quotidiano in questi anni don Gianni è riuscito a creare una grande famiglia, che si è stretta a lui anche qualche giorno fa in occasione del suo 53mo anniversario di ordinazione parrocchiale. «Appena mi trasferisco andrò sistematicamente tra la gente a iniziare da coloro che hanno più bisogno di vicinanza, i tanti anziani che non riescono a venire in parrocchia».

«Con questa casa – spiegano Andreina e suo marito Marcello, impegnati nella pastorale familiare – il parroco è davvero parte integrante della comunità, non solo una guida all’occorrenza. Ci aspettiamo che questa possa diventare un luogo di ospitalità, magari per giovani seminaristi o altri giovani in discernimento, affinché possano conoscere la nostra realtà. Ora davvero possiamo ripartire con uno slancio nuovo».

(Maria Chiara Cugusi)