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8xmille per le donne oggi / Insieme possiamo fare la differenza

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Le statistiche sono sbalorditive: nel mondo, una donna su tre è vittima di violenza, mentre in Italia da inizio anno sono state uccise oltre 100 donne. In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, appena trascorsa, ci uniamo per affrontare un problema urgente e complesso che tocca profondamente la nostra società. Come possiamo intervenire per aiutare le vittime e prevenire questi drammatici fenomeni?

Grazie al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica riusciamo a fornire protezione e assistenza alle donne vittime di violenza. Un aspetto chiave è la creazione e la gestione di case rifugio sicure. Questi luoghi offrono alle donne una via di fuga immediata da situazioni pericolose, dove possono trovare accoglienza e supporto in un ambiente protetto.

Siamo in grado, inoltre, di garantire un sostegno psicologico e legale indispensabile per superare il trauma e affrontare le questioni giuridiche derivanti dalla violenza subita. Questi servizi rappresentano un pilastro essenziale per un percorso di recupero.

Operatori specializzati e volontari lavorano instancabilmente presso i nostri centri per fornire alle donne sole, in difficoltà e spesso con figli a carico le risorse e le opportunità necessarie per ricostruire le proprie vite. Ci impegniamo a supportare percorsi di recupero, programmi di formazione professionale e sostegno economico, in modo che possano trovare la loro indipendenza e guardare al futuro con speranza.

Con la tua firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica puoi fare la differenza, concretamente nella vita di tante donne, promuovendo un cambiamento positivo all’interno della nostra società.

Casa delle donne. A Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, le donne vittime di violenza trovano un rifugio e costruiscono un futuro.

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Sviluppo dei popoli / Scuola, salute e promozione sociale: approvati 31 nuovi progetti con l’8xmille

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Il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, nella riunione del 10 novembre, ha approvato 31 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 5.485.162 così suddivisi: € 3.084.900 per 14 progetti in Africa, € 1.776.877 per 12 progetti in America Latina; € 623.385 per 5 progetti in Asia.

Tra gli interventi più significativi, sei saranno realizzati in Africa: in Burkina Faso, l’Ocades potenzierà un Centro sanitario nella diocesi di Kaya per migliorare le condizioni di salute delle popolazioni rurali e urbane e delle migliaia di persone sfollate. In Ciad, verrà ampliato e attrezzato il Centro Talita Kum di Lai che offre assistenza ai bambini con disabilità, sia sul piano sanitario che della formazione. Nella Repubblica Democratica del Congo, la diocesi di Tshilomba ristrutturerà ed arrederà i locali dell’Istituto tecnico professionale che accoglie circa 1000 studenti. In Madagascar, i Lazzaristi – con l’aiuto della Onlus Shalom ODV – costruiranno pozzi e impianti per fornire acqua ai circa 10mila abitanti della zona di Jangany. In Etiopia, il Vicariato apostolico di Jimma-Bonga avvierà attività produttive a Bonga-Bartha (coltivazione del caffè e apicoltura) per contribuire allo sviluppo del territorio e della comunità Chara, una delle tribù emarginate della zona di Kaffa. Si colloca sempre nell’ambito dell’agricoltura il progetto promosso nella Repubblica Centrafricana dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret che a Wotoro, nella diocesi di Berberati, valorizzeranno il Centro di formazione agro-pastorale “Sara Mbi Ga Zo” per favorire l’autosostentamento della comunità che accoglie 60 ragazzi disagiati e offrire formazione agricola e zootecnica a 15 lavoratori.

Dei progetti che vedranno la luce nel Continente latino-americano, particolare rilevanza assume quello promosso in Brasile dall’arcidiocesi di Olinda e Recife che costruirà un Centro sociale per accogliere 150 donne di età compresa tra i 14 e i 40 anni e offrire loro la possibilità di frequentare dei corsi formativi in vista dell’inserimento nel mondo lavorativo. In Colombia le suore salesiane potenzieranno le attività di accoglienza, recupero e accompagnamento delle Case-famiglia “Mamá Margarita” di Medellin ed Estrella, che dal 1980 promuovono la crescita e il benessere delle bambine e ragazze, dai 6 ai 18 anni, e che attualmente ospitano tra le due sedi 154 persone. Ad Haiti, sempre le Figlie di Maria Ausiliatrice ricostruiranno a Les Cayes la Scuola dell’Infanzia “Nostra Signora del Perpetuo Soccorso” danneggiata dal terremoto che potrà così tornare ad accogliere 300 bambini, in età prescolare, specialmente fragili e disabili.

Nel Continente Asiatico, le Franciscan Sisters of the Immaculate Heart of Mary di Pondicherry realizzeranno in India un laboratorio sartoriale per 30 ragazze e per 30 pazienti affetti da patologie mentali, accuditi nell’Arockia Hospital.

Caritas Italiana / Presentato il Rapporto Povertà 2023 “Tutto da perdere” |

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È stato presentato il 17 novembre a Roma, presso la sede di Caritas Italiana, il Rapporto 2023 su povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo “Tutto da perdere” (comunicato stampa in allegato). La data scelta è strettamente collegata alla VII Giornata Mondiale dei Poveri del 19 novembre.

Il Rapporto, a quasi un trentennio dalla sua prima edizione, si sofferma anche quest’anno sulla povertà e l’esclusione sociale nel nostro Paese, riportando numeri e storie, evidenze empiriche e tendenze di lungo periodo, problemi e risposte. Il focus centrale e trasversale è dedicato in questa edizione al fenomeno dei working poor, ossia di quelle situazioni di povertà, personali e familiari, in cui non manca il lavoro, ma il reddito non è sufficiente a una vita dignitosa.

Su questo aspetto è stata realizzata un’indagine nazionale, di taglio sperimentale e qualitativo, la prima di tipo partecipativo mai realizzata da Caritas Italiana, che ha coinvolto in tutte le fasi di studio (dalla progettazione del disegno della ricerca fino all’analisi dei risultati), un gruppo di persone che vivono sulla propria pelle la condizione di fragilità economica e lavorativa. In questo modo le persone si rendono protagoniste e non solo destinatarie di aiuto.

Vi segnaliamo da pag. 70 e seguenti e a pag. 166 del Rapporto (qui) il box con i progetti finanziati grazie ai fondi 8xmille destinati dai contribuenti alla Chiesa cattolica.
Si legge tra l’altro sul fronte progetti per il lavoro:

“Il problema del lavoro è ormai, da anni, diventato una vera e propria emergenza sociale, conseguenza di una ultradecennale crisi economica, acuita dagli effetti della pandemia, che è all’origine delle tante situazioni di disagio che le Caritas Diocesane si trovano quotidianamente ad affrontare e per le quali hanno iniziato a sviluppare misure di intervento specifiche. Sono, infatti, 59 le Caritas Diocesane che hanno presentato progetti in ambito lavoro sui fondi CEI 8xmille Italia per l’annualità 2023, per un totale di 61 progetti che ci restituiscono una fotografia dei rispettivi territori accumunata da situazioni di crisi socio-economica e precarietà occupazionale per una fascia sempre più ampia di popolazione, con un conseguente incremento di persone in difficoltà che si rivolgono in Caritas per essere aiutate nel soddisfacimento di bisogni primari e con la necessità di trovare una stabilità lavorativa come unica possibilità per uscire dallo stato di bisogno”.

DESTINATARI

39 progetti si rivolgono a target ampi di destinatari rappresentati da persone inoccupate, sottoccupate e working poor, indipendentemente da età, sesso, situazioni soggettive e provenienza. 22 individuano, invece, target più specifici, quali giovani e, in alcuni casi minori, disabili, persone con dipendenze o ex dipendenza, immigrati, rifugiati e richiedenti asilo, persone senza dimora. Il progetto della Caritas Diocesana di Pompei, “Un mestiere per il futuro… a scuola di cucina, a scuola di cultura”, si rivolge, ad esempio, a ragazzi e ragazze, prevalentemente minorenni, seguiti dal Centro di accoglienza oratoriale “Bartolo Longo” e dal Centro Educativo “Beata Vergine del Rosario”, ai quali offre percorsi formativi professionalizzanti e percorsi di accompagnamento finalizzati a sostenere e sviluppare le soft skill. Caritas Imola, invece, con il progetto “Worklab” si rivolge a 12 NEET tra 16 e 36 anni, per supportarli nella ricerca di lavoro attraverso un corso di Smartphone, grazie al quale scoprire le potenzialità dello strumento per la redazione di un CV e per un bilancio di competenze; una “Palestra digitale” per simulazione di colloqui di lavoro e approfondimento di tecniche di comunicazione; attività di mentoring individuale, finalizzata alla ricerca di lavoro; tirocini rivolti ai partecipanti con maggiori fragilità. Diversi sono i progetti destinati in modo specifico alle persone con disabilità che prevedono strumenti di supporto all’inserimento socio lavorativo diversificati, spesso integrati, quali laboratori, corsi di formazione per l’apprendimento di competenze trasversali, manuali o più tecniche, tirocini o inserimenti in vere e proprie realtà lavorative, create con la specifica finalità di offrire opportunità lavorative ad hoc per questa tipologia di destinatari. Un esempio è rappresentato dal progetto “Non solo autismo. Dall’accoglienza all’inclusione” presentato dalla Caritas di Civita Castellana che si rivolge a giovani adulti affetti da autismo e grave disagio psico-sociale, per i quali prevede 2 opportunità di inserimento socio – lavorativo: presso un birrificio già avviato e presso un’azienda agricola da creare nel 2023, dove realizzare laboratori terapeutici ed occupazionali, corsi di formazione e avviamento professionale al giardinaggio e all’agricoltura e percorsi di inserimento lavorativo e inclusione sociale.

TIPOLOGIA DI INTERVENTI

La maggior parte dei progetti prevede azioni diversificate che utilizzano più strumenti di intervento in ambito lavorativo, spesso integrate con progettualità in altri ambiti – casa, aiuti materiali, salute – nell’ottica di una presa in carico globale, caratteristica dello “stile Caritas”, che mette al centro la persona – con tutte le sue fragilità, bisogni e risorse – e la relazione, attraverso cui accompagnarla nel percorso di fuoriuscita dallo stato di necessità. Lo strumento principale utilizzato dalle Caritas per affrontare il problema del lavoro è quello dei tirocini extracurricolari e/o di inclusione sociale e delle borse lavoro, realizzati in accordo con le disposizioni regionali che regolano la materia e che possono variare da regione a regione. Sono, infatti, 41 i progetti che offrono questa opportunità. Emerge, dall’analisi dei progetti, anche la sperimentazione di strumenti particolari, come i tirocini di gruppo, proposti dalla Diocesi di Aosta con il progetto “Verso il lavoro”, rivolti a persone con maggiori fragilità, che prevedono la creazione di squadre eterogenee di destinatari, per esperienza, età, provenienza, guidate da un capo squadra/educatore, che si misurano in alcune semplici attività lavorative con l’obiettivo di verificare le competenze di base, aiutare a riprendere il ritmo del lavoro. Le attività vengono realizzate prevalentemente presso le parrocchie e prevedono la sistemazione di spazi comunitari con la finalità, non secondaria, di favorire l’incontro tra i destinatari e la comunità parrocchiale. I tirocini di gruppo rappresentano un banco di prova per proseguire il percorso con altre misure di inserimento lavorativo. I corsi di formazione rappresentano un altro strumento di intervento ricorrente, presente in 32 progetti, realizzati con modalità differenziate: organizzazione diretta da parte della Caritas o dei soggetti gestori o cogestori, collaborazioni con Enti di formazione accreditati, doti formazione, training on the job, laboratori, e-learning. I contenuti dei corsi sono i più diversi e spaziano da tematiche trasversali – potenziamento di soft skills, strumenti per la ricerca di lavoro, corsi di lingua italiana per stranieri, corsi di informatica di base – a interventi professionalizzanti, individuati normalmente in base alle tendenze nazionali o alla domanda del mercato del lavoro locale – corsi di grafica e design, cucina e somministrazione (panificazione, pasticceria, pizzaiolo, barman, aiuto cuoco) carrellisti, …
Presenti, in diversi casi, anche proposte formative fortemente legate alla vocazione del territorio: “Mestieri del mare” e “Trullaro e paretaro”, proposti dalla Caritas di Brindisi – Ostuni con il progetto “Impara l’arte”; “Myriam Sartoria ecclesiastica”, della Caritas di Monreale, che propone un laboratorio di sartoria altamente professionalizzante per la realizzazione, restauro e conservazione di tessuti e paramenti sacri. Sartoria e agricoltura sociale sono 2 settori di riferimento per diverse Caritas nello sviluppo di percorsi di supporto all’inserimento lavorativo. Corsi e laboratori di sartoria, sono, infatti, considerati da 8 Caritas lo strumento principale di intervento per aiutare donne in difficoltà a “rimettersi in gioco”, favorendo il loro protagonismo, sviluppando competenze trasversali, trasmettendo competenze tecniche per reinserirsi nel mondo del lavoro. Il settore agricolo, scelto come ambito principale di intervento da parte di altre 8 Caritas è, invece, considerato particolarmente adatto per il reinserimento socio-lavorativo di persone con basse competenze o con disabilità.

LA RETE TERRITORIALE

La capacità di “Fare rete” presenta un’importanza fondamentale per migliorare la qualità ed ampliare la tipologia dei servizi offerti a livello territoriale, sperimentata dalla maggior parte delle Caritas. La quasi totalità dei progetti presentati prevede, infatti, il coinvolgimento, nella fase di ideazione e/o realizzazione degli interventi, di una rete territoriale, più o meno estesa, rappresentata non solo dalla comunità ecclesiale locale – parrocchie, CdA parrocchiali e, in alcuni casi, altri uffici pastorali – ma anche da enti pubblici e soggetti privati del territorio con cui sviluppare sinergie per diversificare la tipologia dei servizi e migliorare l’efficacia degli interventi di accompagnamento in un percorso di inserimento o re-inserimento lavorativo.
Caritas Roma, ad esempio, con il progetto “Officina delle Opportunità”, ha in corso interlocuzioni con diverse realtà pubbliche e private quali COL – Centri di Orientamento al Lavoro, Centro per l’impiego Portafuturo, Associazioni di categoria, Enti di formazione, APL e con piccole attività artigianali. Prevede, inoltre, un coinvolgimento capillare delle parrocchie e di oltre 150 volontari che consente di offrire un servizio in grado di raggiungere tutto il territorio della Diocesi di Roma. Anche Caritas Piacenza – Bobbio, con il progetto “Lavoro… d’insieme” prevede una stretta collaborazione con le parrocchie, finalizzata ad assicurare un’adeguata accoglienza abitativa e un supporto relazionale alle tante persone che arrivano nei territori della Diocesi attratti da opportunità lavorative nel settore della logistica, che spesso si rivelano solo temporanee e non consentono di accedere ad affitti regolari. A questo, si accompagna un importante lavoro di rete con soggetti del territorio – enti pubblici, enti di formazione, aziende, APL, finalizzato a garantire una continuità lavorativa ai destinatari, offrendo opportunità di lavoro presso diversi committenti.

Inaugurato il “Pastificio Futuro” nel carcere minorile di Casal del Marmo

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“Un segno di amicizia sociale: il fatto che tante istituzioni abbiano collaborato per realizzare un bene è il segno di cosa dovrebbe essere la politica perché l’amore al prossimo sia amore sociale e amore politico”. Così Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, ha definito il “Pastificio Futuro”, il laboratorio artigianale (con entrata autonoma) del carcere minorile di Casal del Marmo di Roma, inaugurato oggi alla presenza del Cardinale Angelo De Donatis, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Realizzato da “Gustolibero Società Cooperativa Sociale onlus”, il progetto – la cui idea è nata dopo la visita di Papa Francesco nel 2013 – è stato sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana e da Caritas Italiana, in sinergia con la Direzione dell’Istituto penale minorile Casal del Marmo, il Centro della Giustizia minorile Lazio-Abruzzo-Molise, il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, le Diocesi di Roma e di Porto-Santa Rufina.

Nel laboratorio, di 500 metri quadri, lavorano attualmente tre detenuti, ma potranno essere occupati fino a venti ragazzi. “Crediamo nell’uomo. L’uomo può cambiare: ci vuole cura, ci vuole l’educazione che, come ricorda il Papa, è la forza più radicale per la trasformazione del mondo. E tanto più il mondo è infiammato tanto più abbiamo bisogno di offrire esempi di educazione perché il diamante che è nel cuore di ciascuno possa risplendere”, ha affermato Mons. Baturi sottolineando che “il lavoro è la forma di educazione più significativa”. “Attraverso il lavoro – ha aggiunto – si impara ad amare se stessi, gli altri, coloro che serviamo attraverso il contributo della nostra fatica, come il cibo che viene consumato per soddisfare le proprie esigenze di vita, per instaurare rapporti di amicizia e per guardare con fiducia al futuro”.

Sviluppo dei popoli / Più di 12 milioni di euro 8xmille per sviluppo, formazione e sanità

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Il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, nella riunione del 6 e 7 ottobre, ha approvato 87 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 12.285.100 così suddivisi: € 7.059.453 per 38 progetti in Africa, € 2.485.580 per 30 progetti in America Latina; € 2.676.991per 18 progetti in Asia; € 63.076 per 1 progetto in Europa.

Tra gli interventi più significativi, quattro sono in Africa: in Benin, le Suore Vincenzine di Maria Immacolata – Albertine amplieranno la Scuola primaria “Frederic Albert” per aumentare il tasso di scolarizzazione dei bambini del quartiere di Okédama (isolato rispetto al centro di Parakou) e contribuire così alla riduzione della povertà, allo sviluppo socioeconomico della zona e al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. In Etiopia sarà invece il “Gruppo Missioni Africa Onlus” a promuovere un’istruzione di qualità in ambito rurale con la costruzione di un nuovo complesso scolastico nel villaggio di Gununo. In Guinea Conakry, le Suore della Congregation des Filles du Saint Coeur de Marie realizzeranno un reparto di maternità nel villaggio di Segueyah per consentire alle donne di partorire in sicurezza e con un’adeguata assistenza sanitaria. In Burkina Faso, infine, “Acqua nel Sahel Onlus” costruirà dieci pozzi in altrettanti villaggi della periferia della città di Kaya per migliorare la qualità di vita delle famiglie sfollate a causa degli attacchi terroristici.

Dei 30 interventi finanziati nel Continente latino-americano, grande rilevanza assume quello promosso dall’“Associazione per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo Ets – Coopermondo” che in Colombia formerà 20 dipendenti locali in 7 filiere produttive che, a loro volta, condivideranno le loro conoscenze e competenze con i membri di organizzazioni che si occupano di gestione e amministrazione delle imprese secondo i principi dell’economia sociale e solidale. Il progetto prevede anche l’allestimento di un centro di consultazione, monitoraggio e assistenza tecnica nella città di Mocoa. In Bolivia, l’equipe della Pastorale sociale – Caritas della diocesi di Potosì sosterrà l’acquisto dei materiali e la messa in opera di 140 cucine ecologiche per le famiglie di diverse comunità, mentre in Brasile, nel territorio di Parà, “No one out Ets” supporterà i piccoli produttori incentivando attività di agroecologia e economia solidale, attraverso l’offerta di formazione, la costruzione di vivai e la ristrutturazione del centro di formazione della diocesi. In Guatemala, “Progetto Continenti” promuoverà la sicurezza alimentare di 200 famiglie indigene che abitano nel Dipartimento del Quiché con programmi educativi, realizzazione di orti e di sistemi di filtraggio dell’acqua, acquisto di piante e sementi. In Honduras, la Caritas diocesana insieme alle parrocchie di San Lorenzo Martir, San Antonio de Padua e Inmaculada Concepción costruirà una rete idrica comune per ottimizzare la produzione agricola a beneficio di un centinaio di famiglie.

Nel Continente Asiatico, uno dei progetti vedrà la luce in India, dove la “Fondazione MAGIS – Movimento e Azione dei Gesuiti italiani per lo Sviluppo” attiverà processi di protezione sociale e mitigazione dagli effetti di cambiamento climatico in 8 aree (urbane e rurali). Grazie al progetto, si costituirà una rete dinamica e partecipativa guidata da leaders di comunità (480 persone di cui 50% donne) a beneficio di 14.000 famiglie nello stato di Goa e 12.980 famiglie nello stato di Maharashtra. Nelle Filippine, invece, l’Istituto delle Suore Teresiane doterà il Polo Scolastico “Carmelite Learning Center” dell’isola di Tagbilaran di un impianto fotovoltaico.

Nell’area europea, l’intervento riguarderà l’Albania dove la Caritas di Rreshen sosterrà la ripresa della produzione di frutticoltura e viticoltura, attraverso la fornitura di nuove piante e attrezzature al piccolo villaggio di Bukuire, particolarmente povero e ancora segnato dagli effetti di un incendio del 2022.

Ravenna / Un fiore in mosaico per segnalare le opere realizzate grazie all’8xmille

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Un fiore in mosaico per dire dove “è fiorita” la solidarietà dell’8xmille a Ravenna. È una delle novità che verranno presentate sabato 14 ottobre in occasione del convegno “Il ruolo della Comunità: sostenere la Chiesa e i suoi sacerdoti”, organizzato dal Servizio di Promozione e sostegno economico della Chiesa cattolica a livello diocesano con il Sovvenire CEI. Si tratta di una targa in mosaico denominata “Gerico, che io riabbia la vista”, che ha il compito di segnalare in Diocesi i beni finanziati con i fondi 8xmille.

«La pietra ha tre finalità: attirare l’attenzione, rendere visibile il bene compiuto – spiega Paola Zepparoni, referente diocesana del Sovveniree ringraziare chi ha firmato per l’8xmille. Lo scopo di questa pietra d’inciampo è rendere visibile l’amore di Dio espresso in ogni atto di solidarietà», con un gesto semplice come una firma. Accanto ai fiori che parlano dell’impegno di tutta la comunità contro la violenza sulle donne, ci sarà quello che dice dell’impegno di chi firma per l’8xmille per la sua comunità.

Qualche esempio? Quest’anno i fiori saranno collocati all’emporio don Angelo Lolli, alla casa Famiglia per disabili di Argenta, nella parrocchia di Portomaggiore per la ristrutturazione dei locali, alla casa di riposo di Castiglione e alla casa-famiglia della Papa Giovanni XXIII di Gambellara. Ma il sostegno dell’8xmille in Diocesi assume tantissime forme.

Se ne parlerà appunto al convegno del 14 ottobre in Seminario, occasione nella quale verrà anche presentato il bilancio dell’Arcidiocesi e la rendicontazione dell’8xmille 2022. Per i saluti interverranno Paola Zepparoni, referente diocesano del Servizio promozione sostegno economico della Chiesa Cattolica, e don Dario Kesicki, presidente dell’Istituto diocesano Sostentamento Clero. Dopo l’introduzione dell’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, Monsignor Lorenzo Ghizzoni, i relatori dell’inconto saranno Paolo Cortellessa, incaricato del servizio studi e ricerche per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della CEI “Sovvenire”, don Graziano Donà, membro Comitato nazionale “Sovvenire” e Davide Martini, referente regionale “Sovvenire” che presenterà il progetto “Uniti Possiamo”. La tavola rotonda sarà moderata da Enrico Maria Saviotti, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi.

(risveglio2000.it)

 

Diocesi di San Miniato: un progetto 8xmille per il disagio abitativo di madri e bambini

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La vecchia scuola materna del Sacro Cuore di Treggiaia accoglierà donne sole e madri con figli nella nuova Casa Belvedere, l’appartamento messo a disposizione dalla Caritas di San Miniato nell’ambito del progetto “La Community dell’Abitare” e finanziato con i fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica.

La Casa, in grado di accogliere fino a un massimo di 7 ospiti, sorge in Via XXV Aprile, nell’appartamento al di sopra della ex scuola materna del paese di proprietà della parrocchia di Treggiaia, che in precedenza ospitava una comunità di suore delle “Piccole Figlie di San Giuseppe”. Proprio a tal riguardo, nello scorso anno, alcuni membri del Consiglio pastorale avevano cercato nuovi gestori per la struttura.

La “Community dell’Abitare” – si legge nell’articolo – intende dare risposte al disagio abitativo diffuso nella diocesi di San Miniato, che ricomprende appunto anche Treggiaia. Mentre nel Valdarno la progettazione potrà contare sull’apporto della cooperativa La Pietra d’Angolo, nel caso di Treggiaia sarà la cooperativa Il Cammino a collaborare con la Caritas sanminiatese.

Si tratta di una progettazione in cui Caritas crede molto, in linea con le scelte di Caritas Italiana, molto attenta al problema dell’abitare, che sta diventando strutturale anche nel nostro territorio“, ha spiegato don Armando Zappolini, direttore della Caritas che parteciperà all’inaugurazione insieme al sindaco Matteo Franconi il prossimo 18 ottobre alle ore 18.00.

Qui l’articolo completo pubblicato su valdera.it.

Nord Africa e Medio Oriente / 8xmille per emergenze sanitarie, economiche e umanitarie

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Il comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente (25-27 settembre), informa che la Presidenza della CEI, nella riunione del 25 settembre, ha rinnovato la propria vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dalle recenti emergenze nel Nord Africa e dalle crisi economiche, sociali e politiche che si protraggono in alcuni Paesi del Medio Oriente.

Come forma di sostegno, la Presidenza ha deciso lo stanziamento di 2,5 milioni di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, dopo i primi 300 mila euro stanziati per far fronte all’emergenza terremoto in Marocco.

Il contributo della CEI, attraverso Caritas Italiana in raccordo con le reti locali, verrà destinato alle popolazioni del Marocco e della Libia duramente colpite dal terremoto e dalle alluvioni, per aiuti d’urgenza, interventi per la ripresa delle attività economiche, ricostruzione, sostegno psicosociale, iniziative per la ricomposizione dei legami comunitari.

In Medio Oriente, invece, gli interventi riguarderanno il Libano provato da una grave crisi economica e sociale; l’Iraq alle prese con una profonda crisi dovuta alle conseguenze durature delle guerre di cui è stato vittima; la Giordania che accoglie più di un milione di profughi soprattutto siriani.

I singoli progetti, pur differenziandosi a seconda dei contesti, saranno volti a fornire servizi essenziali alla popolazione locale più vulnerabile: assistenza sanitaria ed economica, sostegno psicosociale alle donne, in particolare laddove sono vittime di violenze.

8xmille / Restauri ad Atena Lucana. Don Michele: “Tre luoghi centrali della Comunità”

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Un comune, tre chiese in ristrutturazione. Ad Atena Lucana la particolare coincidenza vede tre dei più importanti luoghi di culto in fase di ammodernamento. Il Santuario di San Ciro e in particolare il Santuario della Colomba erano da anni in attesa di essere sottoposto all’opera di restauro.

Attesa che finisce nel 2018 con l’assegnazione di un bando regionale destinato ai santuari. La Diocesi di Teggiano Policastro, di cui Atena Lucan fa parte ha prontamente partecipato, inserendosi in graduatoria. A breve anche la chiesa di San Michele ad Atena Lucana Scalo, vedrà l’inizio dei lavori di ristrutturazione, questa volta con l’appoggio dell’8xmille, aiuto essenziale per iniziare un intervento che coinvolgerà l’agibilità di alcuni spazi dell’edificio.

“Siamo felici di riuscire a ripristinare tre dei luoghi centrali per la comunità – afferma don Michele Casale, parroco di Atena da 13 anniluoghi legati alla memoria e indispensabili per le iniziative future che potrebbero animare la nostra comunità”.

(Servizio di Joyce Donnarumma per italia2tv.it)

8xmille / «Quando si prende il volo»: da Cagliari in Sri Lanka per imparare

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Un’opportunità per riscattarsi, mettere a disposizione le proprie competenze e impararne nuove: nell’ambito del progetto “Quando si prende il volo”, realizzato grazie ai fondi 8xmille (fondo carità Vescovo), dal 26 agosto al 12 settembre scorso quattro ragazze accolte nella Casa famiglia “Casa Emmaus” della Congregazione delle Missionarie Figlie di San Girolamo Emiliani a Elmas (a una decina di km da Cagliari) sono state ospitate nella Centro “Miani Nagar” della stessa congregazione, a Batticaloa, in Sri Lanka. Qui le Missionarie accolgono 40 ragazze (di cui 29 minorenni). «Da tempo desideravo dare alle nostre ragazze neomaggiorenni l’opportunità di vivere questa esperienza missionaria– spiega Suor Silvia Carboni responsabile della Casa famiglia – in virtù dello stretto legame tra le due comunità, che vede la presenza di alcune suore sarde in Sri Lanka e l’accoglienza di una ragazza proveniente dal paese asiatico vincitrice di una borsa di studio presso l’Università di Cagliari nella nostra Casa a Elmas».

Un desiderio «rimandato a causa del Covid, che quest’anno siamo riusciti a realizzare grazie ai fondi 8xmille messi a disposizione dal nostro Arcivescovo, che hanno sostenuto le spese di viaggio di queste ragazze». Queste ultime «hanno portato lì le loro competenze, e allo stesso tempo hanno imparato molto».

Federica, prossima all’avvio delle lezioni di Scienze dell’educazione, ha preparato i giochi per le giovani accolte, per insegnare loro il buon uso del denaro; Gabriela ha insegnato loro alcune competenze di estetica, utili per autosostenersi; Jo si è dedicata al laboratorio di cucina italiana e al tempo stesso ha imparato la cucina locale. Le suore hanno partecipato a momenti di formazione sulla tutela dei minori e sulla prevenzione di forme di maltrattamento e abuso. Inoltre, grazie alle competenze di uno dei volontari, il gruppo ha elaborato un progetto di ristrutturazione del Centro, predisponendo stanze per il turismo solidale, possibile sbocco lavorativo per le ragazze accolte.

«Conoscere e stare con loro – racconta Jo – è stato un arricchimento: con la loro voglia di riscatto e di futuro, giorno dopo giorno mi hanno insegnato qualcosa in più». «La loro forza mi ha incoraggiato- aggiunge Federica -: spero di riuscire a tornare, per non dimenticare l’umiltà e la perseveranza che ho imparato qui».

Ad accompagnare le ragazze anche alcuni volontari.  «Sono partita – racconta Laura, psicologa e psicoterapeutaper mettere a disposizione le mie competenze professionali e vedere luoghi nuovi. Di fatto mi sono sentita parte di una comunità, in cui ho davvero compreso il senso del dare amore». «È stata un’esperienza di forte impatto emotivo -aggiunge Debora, coordinatrice di Casa Emmaus-, grazie a ciò che le ragazze e le suore ci hanno trasmesso, con la loro resilienza, il loro coraggio e la loro gioia».

(Maria Chiara Cugusi per il Portico su ilporticocagliari.it)