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8xmille / Una delegazione CEI visita 23 progetti in 7 Diocesi del Brasile

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Ospedali, strutture socio-educative, centri di accoglienza per migranti e persone vulnerabili, attività di comunicazione e di inserimento lavorativo. I fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica si sono trasformati in opere che hanno restituito dignità e speranza a moltissime persone. Lo ha potuto constatare una delegazione CEI, guidata da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, che dal 1° all’11 settembre ha compiuto una missione in Brasile per verificare la realizzazione di 23 progetti nei territori di 7 Diocesi degli Stati dell’Amazzonia e di São Paulo, ma anche per rinsaldare i rapporti di collaborazione con i rappresentanti delle Chiese e delle istituzioni che coordinano gli interventi a livello locale.

Il viaggio ha toccato innanzitutto la Diocesi di Parintins, in Amazzonia, dove grazie ai fondi dell’8xmille è stato possibile migliorare i servizi, l’assistenza e le cure offerti gratuitamente dall’Ospedale Diocesano “Padre Colombo” ai pazienti (in maggioranza indigeni), acquistare macchinari e medicinali, oltre che allestire alcune unità di terapia intensiva anche per la pediatria. La delegazione ha potuto visitare il Centro di educazione e formazione per sordomuti e la “Casa de acolhida”, un Centro di formazione artistica per bambini e giovani, prima di trasferirsi nell’Arcidiocesi di Manaus, dove è operativa “Radio Rio Mar” che, grazie all’equipaggiamento tecnico acquistato con il contributo della CEI, ora raggiunge più di due milioni gli ascoltatori con programmi educativi, culturali, spirituali, d’informazione ed intrattenimento. L’emittente è stata fondamentale durante la pandemia, quando interi villaggi e centri abitati dell’Amazonia sono rimasti isolati. Sempre nel territorio diocesano, in una zona degradata e ad alto rischio, la delegazione ha incontrato i volontari dell’Associação Area Missionaria Divina Misericordia che lavora nel campo della formazione dei ragazzi (doposcuola, potenziamento scolastico, sport, terapie e sostegno psicologico) e dei giovani (corsi professionali, tra cui taglio/cucito, informatica, cucina) in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro. Attualmente sono 235 i beneficiari diretti, ma la ricaduta è molto più ampia perché riguarda indirettamente tutte le famiglie. Di grande impatto sociale anche il Centro Sociale e la scuola dell’infanzia gestita dalle suore di madre Teresa di Calcutta, così come le attività formative per la lavorazione della fibra “tucum” ricavata dalla palma, il laboratorio informatico “Digitando il futuro” realizzato in collaborazione con Cetam (Centro Tecnologico do Amazonas).

Nell’Arcidiocesi di São Paulo la delegazione è stata accolta all’Arsenal da Esperança, gestito dal Sermig, che ospita 1200 giovani e adulti con problemi di alcolismo e/o droga. Con i fondi dell’8xmille, è stato possibile ristrutturare i dormitori, il salone polifunzionale e le aule per i corsi, il laboratorio d’informatica, mentre nel Centro di accoglienza per i migranti e rifugiati gestito dalle suore Scalabriniane – che al momento accoglie 250 persone tra cui 41 minori provenienti da 17 Paesi – sono stati potenziati i servizi finalizzati all’integrazione.

Nel corso della visita, la delegazione ha fatto tappa nella sede dell’Istituto Brasileiro de Comunicação Crista che, con un contributo CEI, ha rafforzato e ampliato il servizio di comunicazione, informazione, intrattenimento e formazione su tutto il territorio brasiliano. Nella zona periferica di Brasilandia invece è stata completata la costruzione del Centro socioculturale e pastorale della parrocchia Santa Rosa da Lima.

Il viaggio ha poi toccato la Diocesi di Santo Amaro, dove sono operativi il Centro “Suor Tecla Merlo” delle Figlie di San Paolo che propone attività educative, formative e ricreative ai più piccoli e corsi professionali ai genitori, e il “Lar Divina Misericordia” che accoglie giovani e donne disabili nei locali recentemente ampliati.

Nella Diocesi di São José dos Campos la delegazione si è recata a Jacareì, nel Centro di Educação Nossa Senhora das Graças coordinato dall’Associação de Educação Personalizada Semente de Vida, unico polo nel quartiere ad offrire a 260 bambini e adolescenti formazione dal nido fino alla terza media.

Significativa la tappa nella Diocesi di Taubaté, dove i fondi ricevuti hanno permesso di costruire e ampliare, nell’ambito del progetto “Sevorione 84”, i dormitori per persone con problemi di dipendenze. La delegazione ha infine raggiunto l’Arcidiocesi di Aparecida per visitare la fazenda “Mae da Esperança” a Guaratinguetá che, con il contributo CEI, ha ammodernato gli studi di registrazione, quelli radio e tv, costruito e attrezzato ambienti sportivi polifunzionali, attivato un laboratorio di artigianato destinato soprattutto alle donne.

Prima di far rientro in Italia, la delegazione ha fatto visita nel centro di Aparecida all’archivio-museo dell’ex seminario Bom Jesus e alla sede di Canção Nova, comunità che promuove diverse opere sociali tra cui un Centro di Salute che accoglie e cura gratuitamente i tanti malati che vi bussano.

19 Settembre 2023

8xmille / Prossimi lavori “in cantiere” nella diocesi di Fabriano-Matelica

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Diverse quest’anno, le parrocchie che hanno fatto richiesta all’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia della Diocesi di Fabriano-Matelica per realizzare e far finanziare interventi con progetti edili di ristrutturazione. I cantieri che si stanno progettando riguardano la chiesa di San Clemente a Genga, la chiesa di San Carlo ad Albacina e la canonica di Cacciano. Ne dà notizia Radio Gold.

“Da questi tre esempi si comprende la grande utilità dei fondi derivanti dall’8xmille delle imposte per poter manutenere l’ingente patrimonio architettonico ed artistico così diffuso nelle nostre frazioni ed anche nelle campagne della diocesi, che altrimenti sarebbe inesorabilmente destinato al degrado ed al crollo” dice Massimo Stopponi, Istituto Centrale Sostentamento Clero. Ricordiamo che ogni anno lo Stato mette cioè a disposizione di tutti i contribuenti una quota corrispondente all’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef. La scelta può essere fatta entro il 30 settembre. “Chi non fosse tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi può firmare ugualmente utilizzando il modello CU reperibile anche presso le parrocchie di San Giuseppe e Misericordia per Fabriano, San Facondino per Sassoferrato e Santa Maria per Matelica” conclude Stopponi.

La precedenza verrà data alla chiesa di San Clemente: presenta infiltrazioni di acqua dal tetto e qualche piccola lesione procurata dal sisma in corrispondenza del campanile a vela, slegato rispetto al resto della copertura. L’intervento previsto sarà del valore di euro 100mila euro circa, dei quali la parrocchia contribuirà per il 30% e la CEI, tramite i fondi 8xmille, per il rimanete 70% del costo totale. Altro intervento interessante è quello che riguarda la piccola chiesina di San Carlo in Albacina della fine del 400, cara agli abitanti del paese perché la popolazione vi si recava per elevare suppliche in tempo di peste e colera. Oggi la chiesa è vittima di umidità di risalita e infiltrazioni dalla copertura; quest’ultime rischiano di rovinare la decorazione ad affresco della volta e di contribuire all’ammaloramento dei muri perimetrali. Gli ultimi restauri risalgono agli Anni ’50 e da allora nessuno ha messo più mano alla manutenzione di questo edificio. Il parroco è riuscito a raccogliere una somma, da destinare a questa chiesa, utile per coprire il 30% del totale, per il rimanete 70% del costo si auspica il finanziamento con i fondi dell’8xmille. Un ulteriore contributo che sarà richiesto è quello per la canonica di Cacciano, parrocchia di Serradica, dove il parroco vorrebbe andare ad abitare. La canonica è rimasta incompiuta a seguito dell’ultimo intervento edile di qualche anno fa, pertanto, sarà necessario aggiungere i rivestimenti e le finiture per renderla abitabile. Si attendono il computo metrico esecutivo del tecnico incaricato e l’estratto conto della parrocchia (che deve coprire il 30% del costo totale) prima di poter procedere con la richiesta.

Marco Antonini

8xmille / A Cagliari il progetto “Marina” aiuta le donne immigrate

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Un nuovo appuntamento “8xmille” a firma di Maria Chiara Cugusi su il Portico, settimanale diocesano di Cagliari (ilporticocagliari.it). Si tratta del progetto “Marina” per le donne immigrate. Un luogo dove incontrarsi, acquisire nuove competenze, fiducia in se stesse, e guardare al futuro.
Nell’ambito del progetto “Marina”, attivato circa un mese fa a Cagliari grazie ai fondi 8xmille (fondo carità vescovo), alcune donne immigrate hanno iniziato una nuova vita, affiancate dalle volontarie e dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

Il progetto prende il nome dalla sua sede, l’Asilo della Marina, luogo storico della Congregazione, in un quartiere, oggi multietnico, dove le Suore arrivarono nel lontano 1864 per aprire una scuola. Qui operarono Suor Giuseppina Nicoli (proclamata beata nel 2008) e Suor Teresa Tambelli. Grazie al loro impegno le Suore diventarono un punto di riferimento anche per i cosiddetti “piccioccus de crobi”, i ragazzi di strada muniti di ceste per ripararsi dal sole, dalla pioggia, ma anche nella speranza di qualche lavoretto di facchinaggio. «Questo progetto – spiega la responsabile Suor Caterina Bua – ci permette di rivalorizzare questo luogo simbolico, recuperando la sua missione fin dalla sua fondazione». Inoltre «esso ci consente di raggiungere le donne in modo più immediato. Il loro desiderio è essere autonome, trovare un lavoro regolare, emanciparsi da situazioni spesso segnate da sfruttamento lavorativo e violazione di diritti».

«Le destinatarie – spiega Francesca Pitzalis, coordinatrice del progetto – riescono a instaurare con noi un rapporto di confidenza, fiducia, in modo da far emergere anche eventuali situazioni di sfruttamento lavorativo, far sì che prendano coscienza dei loro diritti». Loro – di età tra i 20 e i 35 anni – vengono da diversi paesi, arrivano attraverso il passaparola o perché già aiutate dalla stessa Congregazione. «Il progetto ci consente di dare loro risposte immediate». Il tutto nell’ambito del lavoro della Congregazione, già impegnata da anni sul tema della tratta/sfruttamento lavorativo.

«Le aiutiamo – spiega Laura Serra, volontaria del progetto – a usare il computer, in modo tale che possano scrivere il proprio CV, cercare lavoro, adempiere alle pratiche burocratiche. Sono convinta che impareranno ad auto-gestirsi, a cavarsela da sole, e a integrarsi realmente».

«Entriamo in contatto con loro – aggiunge Silvia Argiolas, volontaria del progetto – tenendo conto del loro background culturale. Qui si sentono al sicuro, cerchiamo di trasmettere loro empatia, vicinanza, la gratuità del servizio. La cosa più gratificante è renderle indipendenti, sapere che stanno bene anche senza di noi».

Tra le donne, anche Carla (nome di fantasia), arrivata dall’Indonesia una ventina di anni fa. Dopo anni di sfruttamento lavorativo, qui ha iniziato a guardare al futuro. «Avevo l’esigenza di cambiare la mia vita. Quando parlo con le volontarie mi sento libera, sento che mi posso confidare, perché loro non mi chiedono nulla in cambio se non sorrisi. Per me si è aperta una luce dopo anni di buio – continua commossa – . Sto imparando a usare il computer, vorrei trovare un lavoro con i bambini. Sto acquistando fiducia in me stessa e nelle mie capacità».

8xmille: la scuola di Nazareth dove si costruisce la pace facendo vivere assieme ragazzi di diverse religioni

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È iniziato il 12 settembre da Nazareth il viaggio in Terra Santa organizzato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della CEI e dalla Fisc-Federazione italiana settimanali cattolici, per premiare i vincitori delle edizioni 2019 e 2020 del concorso giornalistico “Selezione nazionale 8xmille senza frontiere”, fatto in collaborazione con il Servizio Promozione della CEI. La visita alla scuola finanziata con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, dove si costruisce la pace e si è attenti all’inclusione. Ne da’ notizia il Sir in questo reportage di Marco Calvarese.

“Benvenuti a Nazareth, il luogo dell’Annunciazione, il luogo in cui il Verbo si è fatto carne”, sono state le prime parole di mons. Rafic Nahara, vicario patriarcale latino in Israele, nell’accogliere i giornalisti pellegrini in Terra Santa, in visita al progetto di ampliamento, sicurezza ed inclusione della scuola materna, elementare, media e superiore con oltre 1300 studenti e 120 insegnanti, gestita dalle Fma-Figlie di Maria Ausiliatrice. Il progetto è stato finanziato dalla CEI con i fondi dell’8xmille, per un valore di 637.504 euro ed ha visto la realizzazione di 8 rifugi richiesti dal governo in base alle norme adottate, nuove aule ed un ascensore per permettere la frequentazione di ragazze e ragazzi disabili che rappresentano il 10-15% di studenti totali.

“Le nostre scuole hanno una missione veramente importante, l’educazione ma, soprattutto, noi accogliamo molti bambini cristiani e musulmani. La scuola cristiana è un luogo in cui prepariamo il futuro, per imparare a vivere insieme”, ha aggiunto il vescovo, sottolineando la crescente violenza che si respira nella società, non solo tra israeliani e palestinesi, ma anche nel mondo arabo, dove la crisi è dettata soprattutto dalla disoccupazione, curabile attraverso educazione e studio che offrono poi prospettive e futuro, “Cristiani, musulmani e drusi, noi insegniamo a questi ragazzi e ragazze a vivere insieme. È una missione molto importante, non solo per le famiglie ma per la società in cui viviamo”.

La struttura gestita dalle Fma di Nazareth offre un’offerta formativa dai 3 ai 18 anni, sullo stile di Don Bosco e di Madre Mazzarello per formare studenti che imparino a vivere la vita da buoni cristiani e onesti cittadini, e la convivenza interreligiosa è di casa, infatti, musulmani e cristiani sono in eguale percentuale e studiano e giocano assieme senza dare peso alle differenze religiose.

Oggi abbiamo visto i bambini che camminano sulle strade di Nazareth. Guardando i bambini che ci aspettavano sotto il sole, ci è venuto in mente che sotto quello stesso sole c’era Gesù che magari aspettava che Giuseppe tornasse a casa”, ha dichiarato Mauro Ungaro, presidente della Fisc, che ha ringraziato Hanana Nimry, preside scuola secondaria, Rita Haddad, preside scuola primaria, Susha Khoury, coordinatrici insegnanti di inglese, suor Souad Khalir, amministratrice del plesso, e suor Anna Nava, preside scuola dell’infanzia, “girando tra quei corridoi, ci siamo resi conto di cosa significhi costruire la pace qui a Nazareth”.

Qui foto e video di Marco Calvarese della prima giornata.

Crema / Mons. Daniele Gianotti sull’importanza di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica

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Sull’importanza della firma dell’8xmille a favore della Chiesa cattolica, il settimanale diocesano il Nuovo Torrazzo di Crema ha sentito il Vescovo Mons. Daniele Gianotti (in allegato).

  1. Qual è il valore della firma per l’8xmille nella Chiesa cattolica?
    È senz’altro anche un modo tutto sommato semplice per contribuire indirettamente alle necessità della Chiesa e sostenere le sue attività in molti ambiti: attività che, almeno in parte, sono anche un bene per la nostra società nel suo insieme (per fare un esempio: la conservazione e il restauro del patrimonio culturale) e per situazioni di sviluppo, contrasto alla povertà, sostegno educativo e così via, che pure contribuiscono al bene di tutti.  Quindi possiamo affermare che ha sia un valore solidarietà come di sussidiarietà per tutti i settori che ne beneficiano sia direttamente che indirettamente.
  1. Purtroppo c’è un calo di coloro che firmano a favore della Chiesa. A cosa è dovuto, secondo lei? Non c’è anche poco promozione da parte delle comunità? Quali potrebbero essere le scelte per bloccare questo allontanamento?
    Le cause di questa diminuzione sono molteplici. Senz’altro dobbiamo riconoscere il peso della cattiva testimonianza, data in particolare, in questi ultimi anni, dalle rivelazioni degli scandali per abusi nei confronti dei minori come per mala gestione economica. Ma c’entrano anche aspetti organizzativi del sistema fiscale (specialmente per quanti non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi), come pure il fatto che alcuni eventi (la pandemia del 2020-21 in particolare) hanno fatto spostare un po’ di firme verso il sostegno allo Stato. Senza dubbio, poi, gioca un suo ruolo la poca informazione circa le diverse attività e progetti sostenuti con l’8xmille…Questo è senz’altro un aspetto su cui si può lavorare: è importante, e anzi doveroso, ad esempio, che i fedeli delle parrocchie che beneficiano di contributi 8xmille per il restauro di una chiesa, di un oratorio ecc., siano informati adeguatamente. E si può lavorare ad es. sul piano degli enti di assistenza fiscale (CAF ecc.), perché indichino correttamente le possibilità di scelta per quanto riguarda la firma per l’8xmille, ma anche cercare di sensibilizzare maggiormente le nostre associazioni e movimenti ecclesiali.
  1. Gli abitanti della diocesi di Crema, in percentuali, sono tra i primi nel firmare per la Chiesa. È un dato di merito che dobbiamo riconoscere?
    I fedeli della diocesi di Crema sono tra i primi, a livello italiano, in tanti aspetti di generosità: nelle raccolte Caritas, nelle offerte per le Missioni, nell’Obolo di San Pietro…Quando si vanno a vedere i dati, nelle Offerte pro capite i Cremaschi sono spesso ai primi posti! Ed è così più in generale per l’attenzione alle necessità della Chiesa, e nel riconoscimento della sua attività. Dobbiamo essergliene molto grati.
  1. I settori sostenuti dai fondi dell’8xmille sono la carità, l’attività pastorale, il sostegno del patrimonio artistico-culturale e il sostentamento del clero. Quali attività, possibili grazie all’8xmille, vorrebbe indicare come le più significative nella nostra diocesi?
    Non saprei quantificare con esattezza, ritengo che i tre grandi ambiti, sostentamento clero, carità e culto-pastorale, (quest’ultimo comprende anche il recupero del patrimonio artistico), sono tutti ambiti che possano beneficiare in modo equilibrato del sostegno derivante dall’8xmille. La divisione delle risorse disponibili dipende solo in piccola parte dal Vescovo, (unicamente la parte assegnata alla Diocesi) i capitoli principali sono stabiliti per legge e concretamente determinati, di anno in anno, dalla Conferenza Episcopale Italiana. Mi piacerebbe che un po’ più di risorse fossero disponibili per le singole parrocchie (al di là di quanto esse possono ricevere per progetti precisi di intervento su immobili come le chiese, gli oratori, le case parrocchiali…), specialmente per l’attività pastorale: su questo, però, al momento abbiamo un margine molto ridotto di azione. Il patrimonio di edifici che abbiamo, come Chiesa, è notevole, ma è anche un peso, la cui gestione è onerosa in termini di impegno, tempi ecc., e costosa sul piano economico. Mi auguro che la revisione che stiamo facendo al riguardo (anche nel corso della visita pastorale) aiuti la Diocesi e le parrocchie a razionalizzare un po’ le cose, e anche a liberare un po’ di risorse.
  1. Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica significa anche sostenere numerose attività caritative che la Chiesa realizza in tutto il mondo. Un’apertura al mondo intero molto bella e significativa.
    Certo! Questo è, peraltro, intrinseco a una Chiesa che si definisce appunto “cattolica”, cioè ad apertura universale, e non guarda solo ai confini limitati della propria comunità o diocesi. Ma, l’ho già detto, sotto questo profilo i cremaschi sono generosi e disponibili, e lo possono testimoniare anche i nostri missionari. Del resto, quando si ripete il famoso slogan “aiutiamoli a casa loro” (slogan che, peraltro, avrebbe bisogno di un bel po’ di precisazioni…) bisogna poi darsi da fare, e guardare davvero con attenzione e intelligenza al di là dei propri confini.
  1. In conclusione, oltre a un ringraziamento, cosa vorrebbe dire ai Cremaschi per restare sempre più uniti alla Chiesa cattolica anche con la firma e alle comunità per promuoverla?
    Desidero, sì, ringraziare di cuore per la sensibilità e l’attenzione per la Chiesa e la sua opera, che si esprime anche con la firma dell’8 per mille per la Chiesa. Vorrei però anche mettere in guardia da un rischio. Anni fa, quando fu avviato tutto il sistema attuale di sostegno economico alla Chiesa, si pensava che l’8 per mille dovesse essere solo una parte di questo sistema: e neanche la parte più rilevante. C’è tutto l’altro capitolo, che va sotto il titolo di Sovvenire alle necessità della Chiesa. È un capitolo sul quale si dovrà assolutamente ritornare, perché è quello che riguarda il contributo diretto dei fedeli (ed eventualmente anche di altri) alle necessità della Chiesa. L’8 per mille ha un suo lato pericoloso, rischia di far dimenticare questo aspetto più diretto e coinvolgente per i fedeli, come è stato nel passato: grazie alle offerte di vario tipo, a cominciare dalle offerte deducibili per il clero, sino ai lasciti testamentari, ecc. Devo dire che anche sotto questo aspetto, in Diocesi di Crema, la generosità non manca, ma per tante ragioni i contributi diretti dei fedeli alle necessità della Chiesa sono diminuiti. È necessario lavorarci su, in modo che questi due aspetti, Offerte dirette (“Sovvenire”) e indirette (8xmille) si integrino meglio. Non per arricchire la Chiesa (non le farebbe bene…), ma solo per permetterle di svolgere in modo evangelico la sua missione. L’8xmille e le Offerte deducibili per il clero appaiono quindi il modo concreto per esprimere l’appartenenza alla Chiesa corpo mistico e mistero di comunione, per partecipare alla vita della Chiesa intera, oltre ogni particolarismo, e per aiutare tutta la Chiesa, a partire dalle sue “membra” più povere o più vicine ai poveri. In Italia e nel mondo.

Cuneo-Fossano / Mons. Delbosco: l’8xmille, uno strumento dalle molteplici ricadute sul tessuto sociale e culturale del nostro territorio

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Sul settimanale diocesano di Fossano laFedeltà.it, è stata pubblicata un’intervista a cura di Carlo Barolo al Vescovo Mons. Piero Delbosco, anche in vista della Giornata Nazionale per il sostentamento dei sacerdoti, in programma domenica 17 settembre.

La campagna promozionale dell’8xmille 2023 usa come slogan “Una firma che fa bene”: perché fa bene il contribuente a firmare per la Chiesa cattolica? In altre parole, che valore ha la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica?
Firmare per l’8xmille è importante perché significa non lasciare sole le parrocchie nei vari interventi caritativi e di tutela dei beni delle medesime. Per questi ultimi i contributi 8xmille fanno da volano per altre forme di finanziamento pubbliche e private. Si riesce così a far fronte, quasi interamente, ai vari interventi conservativi di immobili e di messa in sicurezza dei medesimi. È fondamentale tutelare gli ambienti che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduti rendendoli adatti a un dignitoso servizio pastorale.

Sono molte le attività e i progetti – finanziati con fondi 8xmille – che vengono realizzati nella diocesi di Cuneo-Fossano: quali sono i principali, soprattutto per quanto riguarda gli interventi caritativi e sociali sul territorio e l’ambito della pastorale?
Parto dagli interventi caritativi e sociali delle Caritas sul territorio. A Cuneo i servizi della Caritas sono orientati alla mensa (pranzo e cena), al dormitorio, all’ambulatorio medico, al centro vestiario e al nuovo magazzino per i viveri. A Fossano vi è un Emporio, la scuola d’Italiano per stranieri, la cascina Pensolato dove lavorano volontari e alcuni detenuti del carcere S. Caterina. Sia a Cuneo che a Fossano sono aperti due Centri di ascolto, viene curata l’accoglienza di persone che hanno difficoltà varie, vengono sostenute le Caritas parrocchiali che fanno un servizio encomiabile. A questi servizi ordinari si aggiungono i vari progetti che vengono finanziati direttamente dalla Caritas nazionale con risorse proprie. Inoltre, l’8xmille pone attenzione ai musei diocesani ed agli archivi dove si custodiscono dei veri tesori.

Un capitolo a parte dell’8xmille è costituito dai finanziamenti che vanno ad integrare importanti interventi nell’edilizia edilizia di culto e dei beni culturali: anche per questo ambito, ci sono opere che ritiene qualificanti per Fossano e per Cuneo, anche al di là dell’ambito ecclesiale?
Gli interventi programmati quest’anno nell’edilizia di culto sono tanti: rifacimento del tetto della chiesa S. Anna in Moiola, restauri della chiesa parrocchiale di Monterosso, della facciata del Sacro Cuore in Cuneo, del campanile della parrocchia S. Martino a Valgrana, la messa a norma dell’impianto di riscaldamento della parrocchia S. Dalmazzo in Borgo San Dalmazzo. E ancora, per quanto riguarda il territorio fossanese, il restauro della chiesa S. Lazzaro in Salmour, il rifacimento dell’impianto elettrico della parrocchia di Centallo, del tetto della canonica di S. Lucia a Fossano, dell’impianto di riscaldamento della chiesa parrocchiale di Villafalletto. In tutti questi interventi si prevede di contribuire con una cifra pari al 60-70% dell’importo totale.

Poco più di un terzo dell’8xmille contribuisce al sostentamento del clero diocesano (e anche dei missionari “fidei donum”). Perché questa integrazione – che arriva direttamente dalla CEI – è così importante?
I sacerdoti hanno bisogno di un sostentamento e ciò avviene mettendo insieme un contributo delle parrocchie o delle realtà in cui operano ed una integrazione data dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero. Le singole realtà contribuiscono in base al numero degli abitanti. L’integrazione tiene conto delle diverse realtà e della loro tipologia. Ogni sacerdote riceve un compenso modesto ma sufficiente per poter condurre una vita dignitosa.

Talvolta l’8xmille viene presentato come una concessione benevola dello Stato alla Chiesa italiana, una specie di finanziamento indiretto… Come risponde a queste critiche che ciclicamente ritornano?
Lo Stato italiano, attraverso l’8xmille, dà un contributo alle chiese e alle confessioni religiose. Non è una concessione di favore. Occorre tener presente la ricaduta e l’impatto che le chiese hanno nel tessuto sociale. Esse sono portatrici di valori e promuovono il bene comune. Inoltre, gran parte del patrimonio artistico è proprietà della Chiesa cattolica. Abbiamo il dovere di conservare la memoria e la bellezza di questi beni culturali.

Emilia-Romagna / Mons. Perego: 8xmille, strumento fondamentale per tener vive le comunità

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Intervista all’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego, delegato per il Sovvenire della Conferenza Episcopale Emilia-Romagna: argine contro la povertà, risorsa per cultura e parrocchie. I lavori previsti in Diocesi

Pubblicato sulla “Voce” dell’8 settembre 2023

Mons. Perego, l’8xmille è un importante gesto di corresponsabilità. Perché in questo periodo storico è ancora più decisivo per le nostre comunità?

«L’8xmille per le nostre Chiese è stato uno strumento di corresponsabilità di tutti nelle attività pastorali, di religione e di culto e di carità, ma anzitutto un gesto di libertà definitiva della Chiesa dallo Stato, secondo il dettato Costituzionale. In questi anni, poi, attraverso anche la firma dell’8xmille – che ricordo non è una tassa – ogni cittadino credente ha potuto sentirsi protagonista nella vita e nelle attività della Chiesa: nella comunicazione, nel restauro dei beni ecclesiastici, nel dotare di una chiesa un nuovo quartiere, nel favorire progetti di carità per i nostri poveri, ma anche progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi più poveri. La firma dell’8xmille ha favorito nel concreto la cattolicità, l’universalità delle nostre Chiese, una nota fondamentale della Chiesa. In questo periodo storico, l’8xmille può salvaguardare beni fondamentali del patrimonio storico e religioso a rischio anche di fronte a calamità ambientali che si sono succedute, può sostenere la libertà di informazione, può costituire uno strumento importante di sussidiarietà, a fronte di uno Stato che mentre chiede soldi anche dell’8xmille per realtà già finanziate dalla tassazione comune – per la salute, la scuola – sta tagliando le risorse destinate a queste realtà».

Venendo al nostro territorio diocesano, soffermiamoci innanzitutto nell’ambito della carità: i dati Caritas locali ci dicono di un aumento delle famiglie bisognose, sempre più italiane, e sempre più di giovani che chiedono aiuto…

«Dopo il sostentamento del clero, le risorse dell’8xmille sono destinate soprattutto alla carità in Italia e nei Paesi poveri. Si tratta di milioni di euro che finanziano ogni anno circa 8.000 progetti di carità e sviluppo realizzati nelle 200 diocesi italiane dalle Caritas, dalle Migrantes, da Associazioni e ONG cattoliche, da istituti religiosi. Il volto della carità della Chiesa si indebolirebbe indebolendosi l’8xmille, perché dovrebbe contare su meno risorse, in un momento storico in cui le famiglie sono in difficoltà e che vede anche indebolirsi l’azione sociale dello Stato, che chiede maggiore sussidiarietà la quale, talora – si veda nel mondo dei migranti e dei richiedenti asilo – fatica a garantire l’assistenza. Anche l’indebolimento del reddito di cittadinanza o comunque di un reddito di inclusione sta vedendo la crescita – già alta dopo il Covid – del 305% dei poveri, soprattutto italiani che si avvicinano alle nostre mense della Caritas, alle parrocchie».

Culto e pastorale: l’aiuto alle parrocchie, sempre più in difficoltà (penso soprattutto a quelle nei piccoli paesi), o ad esempio ai nostri Uffici pastorali, è un aiuto che va ben oltre le necessità della nostra comunità ecclesiale…

«Il sostegno alle attività di culto e di pastorale – che per la nostra Arcidiocesi è di oltre 600.000 euro – è una risorsa importante sia per sostenere le attività di Curia – che oggi ha 12 dipendenti e collaboratori – sia per l’attività degli Uffici pastorali, ma anche per la ristrutturazione degli ambienti parrocchiali. Ad esempio, il prossimo anno inizieranno i lavori di ristrutturazione del Centro giovanile Pio XII di Comacchio e della chiesa di S. Agostino di Ferrara, grazie a un milione di euro dell’8xmille. Ma un altro aspetto importante è che con questa risorsa possiamo sostenere il fondo del clero in difficoltà e le parrocchie più povere. Nella nostra Diocesi iniziamo a sentire il peso, che sarà sempre più significativo nei prossimi anni, di quasi cento parrocchie piccole, che con difficoltà riescono a pagare l’assicurazione e le utenze e che, di fronte a un lavoro su chiesa o opere parrocchiali, sono in difficoltà. Con le sole nostre risorse degli affitti riusciremo appena a pagare i dipendenti, ma a non avere le risorse per le attività. È chiaro che un valore aggiunto importante nel culto e nella pastorale è il lavoro gratuito di volontari ed educatori: nei Consigli, nel tenere in ordine gli ambienti, nelle attività estive, sportive e culturali, nella Liturgia. Ma sappiamo anche come stanno diminuendo queste persone in ogni parrocchia».

A oltre 10 anni dal sisma, vi sono ancora alcune chiese chiuse, nonostante a fine anno riapriranno il Duomo e San Paolo. È importante che ogni comunità ritrovi la propria “casa fra le case”…

«La ferita del terremoto è ancora aperta, anche se sono solo cinque le chiese parrocchiali ancora chiuse, tre delle quali cantierizzate, una da cantierizzare e una ancora in conclusione di progettazione. Speriamo di concludere tutti i lavori nel triennio, come anche di aprire il Palazzo vescovile di Ferrara per il Giubileo. La burocrazia, purtroppo, non solo allunga i tempi, ma rende ancora più costosi gli interventi. Speriamo che di fronte alle nuove emergenze lo Stato, con le Regioni, mantenga fede alle risorse promesse. Un passo importante a settembre è la riapertura del Palazzo vescovile di Comacchio con una Scuola-Museo. In collaborazione con l’Aeca – il circuito delle scuole cattoliche dell’Emilia-Romagna- e la Città del Ragazzo di don Calabria – si aprirà una scuola professionale e in collaborazione con l’Unità pastorale di Comacchio verrà inaugurato un primo nucleo del Museo dell’Antica Diocesi. Passi importanti e risorse importanti per valorizzare il nostro patrimonio culturale, storico e artistico».

I fondi per l’edilizia e i beni culturali vengono utilizzati ad esempio anche per le biblioteche e gli impianti di sicurezza…

«Sì, una piccola risorsa, anche se significativa, riguarda il finanziamento degli impianti di sicurezza delle nostre chiese. L’impossibilità di avere custodi in tutte le chiese, e i numerosi furti avvenuti negli ultimi anni hanno trovato negli impianti di sicurezza una risposta importante per tutelare i nostri beni culturali e le offerte dei fedeli. Anche le risorse per le biblioteche e gli archivi – nel nostro caso soprattutto per la Biblioteca del Seminario – hanno permesso il restauro di alcune delle nostre circa 2.000 cinquecentine e di alcune pergamene antiche. Anche la Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Ferrara – che ha oltre 100.000 libri, tra cui un fondo importante antico e di storia ferrarese – rappresenta un patrimonio fondamentale per la nostra città e la nostra Chiesa. Purtroppo, però, non è sostenuto da fondi pubblici».

Infine, ma di certo non meno importante, sostenere i nostri sacerdoti attraverso l’8xmille, significa sostenere un servizio quotidiano a favore di tutti…

«Esatto. Circa la metà dell’8xmille sostiene i nostri circa 150 sacerdoti. Grazie a questa risorsa possono ricevere uno stipendio che varia da 1400 euro per il Vescovo e i sacerdoti quiescenti ai circa 1000 euro del giovane sacerdote. Il sacerdote non è ricco, come si vede. Questa risorsa gli permette di dedicarsi completamente alla sua parrocchia e alle parrocchie a Lui affidate nell’Unità pastorale; permette anche una libertà di azione, perché non dipende da altri nel suo sostentamento. Il Sostentamento del clero ha pensato anche a una risorsa assicurativa per i sacerdoti ricoverati come – sia per il Vescovo che per i sacerdoti anziani e malati o non autosufficienti -, a un contributo aggiuntivo che varia dai 350 agli 800 euro, che si aggiungono a un eventuale accompagnamento da parte dell’INPS. Sappiamo, infatti, quanto costa oggi entrare in una RSA e senza queste risorse – che talora non bastano e per questo abbiamo un Fondo clero – sarebbe difficile affrontare i costi di un ricovero».

Andrea Musacci

Palermo: un nuovo campetto a Sferracavallo come “opera-segno” 8xmille contro la povertà educativa

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Su ilMediterraneo24.it è stato pubblicato un bell’esempio di opera segno 8xmille.

Un nuovo campetto come luogo di aggregazione dei bambini della borgata marinara di Sferracavallo (quartiere di Palermo) che possa, attraverso i valori universali dello sport, arginare il fenomeno della povertà educativa. Così, la comunità parrocchiale di Santi Cosma e Damiano ha inaugurato lo spazio con la presenza di don Sergio Ciresi, vicedirettore della Caritas diocesana di Palermo e di alcuni componenti dello staff.

Don Massimo Pernice, attuale parroco della chiesa Santi Cosma e Damiano che a breve prenderà l’incarico presso una parrocchia di Lercara Friddi, esprime tutta la sua emozione e gioia nel vedere la realizzazione di questa opera, frutto di un percorso a medio-lungo termine dove l’attore principale è stata la comunità parrocchiale del territorio.

“Questo campetto nasce come prosecuzione di un progetto che nacque 5 anni fa, con l’oratorio che vede altri spazi destinati a tutte le fasce d’età della comunità – dichiara Don Massimo – , questo era un terreno incolto e in poco tempo è stato trasformato in un nuovo campo sportivo per i bambini che potrà essere utilizzato dai più piccoli come uno spazio di allenamento in vista dei tornei interparrocchiali o di altre realtà calcistiche – conclude Don Massimo”.

“Gli spazi aggregativi o ludico ricreativi sono fondamentali per la crescita umana e spirituale all’interno delle comunità parrocchiali, nello specifico della Comunità di Santi Cosma e Damiano – dichiara Don Sergio Ciresi, Vicedirettore Caritas Palermo – , l’opera segno per noi Caritas diocesana di Palermo è fondamentale perché dà un identità della carità all’interno delle comunità parrocchiali,. La comunità tutta inizia a costruire, costruisce giorno per giorno un opera, come nel caso del campo del calcetto che diventa un segno e lascia un segno”.

“Il Campetto è stato realizzato grazie ai fondi dell’8xmille, con una particolarità, ovvero vi è stata una compartecipazione tra queste risorse e quelle della parrocchia. Anche qui si crea comunione e senso collegiale delle azioni concrete all’interno delle comunità parrocchiali”, termina Ciresi.

Qui l’articolo completo e il servizio Tv.

Terremoto in Marocco / 300mila euro “8xmille” per le prime necessità

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La Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alla popolazione del Marocco, colpita da un violento terremoto. Devastata in particolare la regione di Marrakech; centinaia i morti e i feriti; migliaia le persone senza alloggio e ingenti i danni materiali. Come forma di aiuto immediata, la CEI ha deciso lo stanziamento di 300mila euro dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

“Alle sorelle e ai fratelli del Marocco giunga il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza. Facendoci prossimi alla popolazione provata da questo tragico evento, preghiamo per le vittime e i loro familiari. Assicuriamo inoltre il sostegno delle nostre Chiese, stringendoci a tutti coloro che sono stati colpiti da questa calamità e alla comunità marocchina in Italia ferita negli affetti”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Lo stanziamento della CEI, attraverso Caritas Italiana, aiuterà a far fronte alle prime necessità. Caritas Italiana – che collabora da molti anni con le Caritas in Marocco in vari progetti a favore di persone particolarmente vulnerabili, come i migranti e minori non accompagnati – sta seguendo costantemente le notizie che giungono dal Paese nordafricano per monitorare la situazione e valutare gli interventi più urgenti.

È possibile sostenere l’azione di Caritas Italiana in questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Terremoto Marocco” tramite:

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111

Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474

Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013

UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119

Edilizia di culto: quando 8xmille fa rima con…rispetto del creato

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La nuova casa canonica della Parrocchia Madonna di Lourdes in Capoterra-Poggio dei Pini (CA), realizzata con i contributi provenienti dal fondo 8xmille per l’edilizia della CEI (175.500 €), dell’Arcidiocesi di Cagliari (55.000 €) e della medesima Parrocchia (70.000 €), risulta essere una costruzione eccellente dal punto di vista dei consumi energetici.

La certificazione energetica dell’unità abitativa, frutto della collaborazione con l’Ufficio per l’Edilizia del Culto e tecnico nell’ambito di un master in Economia Circolare frequentato da un giovane seminarista della diocesi, stabilisce che l’edificio appartiene alla classe energetica A4 (la migliore in assoluto). Inoltre, la nuova canonica risulta essere un edificio nZEB (nearly Zero Energy Building), vale a dire un edificio che presenta fabbisogni energetici quasi nulli: infatti sono richiesti bassi contributi di energia per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria, i quali sono interamente coperti dall’impianto fotovoltaico.

Le elevate prestazioni energetiche sono state ottenute grazie a studiate scelte progettuali sia nei materiali da costruzione sia nelle tecnologie degli impianti termici installati. Le murature perimetrali, insieme alla copertura e al solaio di base, sono state realizzate con ottimi materiali isolanti; gli infissi in PVC con triplo vetrocamera limitano le dispersioni di calore verso l’esterno e le schermature per la radiazione solare bloccano l’apporto termico da radiazione, mantenendo l’ambiente più fresco anche nelle calde estati sarde. L’impianto di climatizzazione (invernale ed estivo) è costituito da un’efficiente pompa di calore multisplit e analoga tecnologia è stata scelta per il bollitore per acqua calda sanitaria; gli impianti termici sono integrati con l’impianto fotovoltaico (da 14 kW) installato sulla falda orientata a sud del tetto dell’abitazione. Di conseguenza, l’edificio non utilizza nessuna fonte fossile e non rinnovabile, poiché le pompe di calore utilizzano esclusivamente l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico. L’edificio così è pienamente corrispondente al paradigma di sostenibilità ambientale, in linea con quanto proposto dall’attuale magistero.

Ma la canonica di Poggio dei Pini non è l’unico intervento ben realizzato con i fondi dell’8xmille: sempre a Capoterra, nella confinante Parrocchia di S. Efisio, nel 2019 è stata terminata la costruzione della nuova chiesa dedicata a San Francesco, con gli annessi locali pastorali e la nuova casa canonica. Grazie a un incessante lavoro, opportunamente coordinato e monitorato, in soli due anni e mezzo la comunità parrocchiale ha potuto vedere le fasi costruttive dalla posa della prima pietra (13/08/2017) alla dedicazione della chiesa e dell’altare (31/03/2019). I lavori, realizzati in virtù all’importante finanziamento della CEI (2.622.000 €), si sono dimostrati ottimi dal punto di vista energetico: la nuova casa canonica ha una certificazione di classe A3, raggiunta mediante la scelta di impianti a pompa di calore integrati con un impianto fotovoltaico (con celle in silicio monocristallino da 15 m2) e un impianto solare termico (con collettori a tubi sottovuoto con assorbitore piano) che garantisce la produzione di acqua calda sanitaria.

I due interventi realizzati a Capoterra dimostrano come la diocesi di Cagliari sia attenta all’utilizzo serio dei fondi 8xmille, promuovendo scelte tecniche di sostenibilità rispettose dell’ambiente e del creato.