Category Archives: 8xmille

Firmato da Te / Tornano su Tv2000 nuove storie 8xmille

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La prima puntata dei nuovi video Firmato da Te è andata in onda il 18 gennaio su Tv2000, durante il programma “Di buon mattino”.

“Essere a casa” è il progetto promosso dalla Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino, realizzato grazie ai fondi dell’8xmille, per offrire un tetto ai senza fissa dimora. Nell’ultimo anno sono state più di trenta le persone accolte. Non solo un letto per la notte o un pasto caldo, fra gli obiettivi del progetto vi è anche un accompagnamento a trecentosessanta gradi: dalle cure mediche, agli spostamenti per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio. Lo scopo è quello di avviare gli ospiti a soluzioni di semi-autonomia e in seguito a vivere autonomamente con soluzioni di co-housing affinché possano tornare a guardare al futuro con speranza e con la consapevolezza di essere in grado di farcela da soli.

Firmato da Te è un progetto televisivo sostenuto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI in collaborazione con Corallo e Tv2000 nato per raccontare, in pochi minuti e attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.

Il programma mette in luce il valore della gratuità, tocca la carne viva di ferite che spesso non si vogliono vedere, comprende gli sforzi di una chiesa in uscita, “ospedale da campo” che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli.

Chi firma offre un pasto caldo e una doccia a chi è nel bisogno, un calcio ad un pallone in oratorio, la rata del mutuo ad una famiglia vittima dell’usura, il restauro ad un bene culturale patrimonio di tutti, un mattone per una chiesa di periferia. Sono tanti i progetti 8xmille documentati in onda su TV2000.

“La Madonnina” / A Candiolo speranza per malati e loro famiglie

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Don Carlo Chiomento l’ha voluta fortemente: la casa di accoglienza “La Madonnina”, aperta dal 2007 con i fondi dell’8xmille, offre un tetto ai pazienti dell’IRCCS di Candiolo (TO) e ai loro familiari. Anche grazie all’impegno di 150 volontari che hanno risposto all’invito del parroco.

«La ricchezza del servizio che prestiamo è un’esperienza che non si può spiegare a parole, ma che si può vivere» afferma con semplicità Maria Ester Bellotti, la volontaria “storica” responsabile della Casa di accoglienza La Madonnina di Candiolo (TO) e come tale coordinatrice dei 150 volontari che da più di 15 anni si alternano nei diversi ambiti di ricezione dei malati e dei loro familiari.

È una mattina di autunno in questo paese di seimila anime della cintura torinese: in cortile uno dei volontari autisti aiuta a scendere una signora che è appena tornata dagli esami del pre-ricovero dalla navetta che fa la spola con l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro a carattere scientifico (IRCCS) di Candiolo. «Sono stati gli infermieri – racconta – a indicarmi questa casa di accoglienza: qui ho trovato non solo un tetto ma tanto sostegno morale, grazie all’affabilità delle volontarie che non ci fanno mai mancare un sorriso e ci permettono di trovare un po’ di serenità».

Qui questa bella opera testimonianza 8xmille, raccontata da Manuela Borraccino

«Per il nostro ospedale la casa di accoglienza “La Madonnina” è stata una novità portata dalla Provvidenza» dice lapidario l’oncologo Fabrizio Carnevale Schianca, tra i medici in prima linea dell’IRCCS. E di «Mani invisibili» che lo hanno guidato nella sua parabola esistenziale parla anche don Carlo Chiomento, 69 anni, ordinato a Torino nel 1978 e nominato parroco di Candiolo nel 1997. «Avevo 43 anni – racconta – e, nel dare al Vescovo la disponibilità allo spostamento che ci aveva chiesto, avevo espresso la preferenza per restare in città a Torino, per una parrocchia più grande di quella dov’ero e possibilmente non vicino ad un ospedale, perché avevo avuto diversi problemi di salute e avevo assistito per lungo tempo i miei genitori malati. E dove sono finito? In una parrocchia più piccola, di campagna, e accanto ad un ospedale oncologico. Oggi so che è stata la Provvidenza a portarmi qui, perché la cura pastorale dei malati mi ha cambiato la vita». Fu proprio poco tempo dopo l’apertura dell’ospedale infatti, nel 1999, che si accorse che molti familiari dei pazienti dormivano in macchina. «Parlai subito con l’Arcivescovo (card. Severino Poletto, ndr) – ricorda – la diocesi stanziò dei fondi dall’8xmille, un ingegnere fece gratuitamente il progetto: nel 2007 inaugurammo la casa e nel 2008 aggiungemmo i pannelli solari».

Un altro finanziamento dall’8xmille della Cei ha permesso il progetto di ampliamento, mentre la Casa ha attratto nel corso degli anni centinaia di volontari che con le loro mani operose e la loro discrezione hanno permesso a questa residenza di funzionare come un alveare e di dare sollievo a tante famiglie. Nei mesi scorsi anche la Fondazione Mario e Ofelia Martoglio si è imbattuta nel progetto della Madonnina onlus e ha aderito al suo piano di sviluppo: anche grazie al suo contributo il numero dei posti letto passerà da 54 a 92. «È ancora una volta la Provvidenza a indicarci la strada: noi dobbiamo soltanto assicurare al Signore il nostro sì» chiosa don Carlo.

8xmille / Avviato percorso di studio per misurarne l’impatto

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L’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, permette di realizzare migliaia di interventi in Italia e numerosi progetti nei Paesi in via di sviluppo, nell’ambito del culto e della pastorale, del sostentamento del clero e degli interventi caritativi.

Per incrementare la trasparenza sui fondi investiti, la Conferenza Episcopale Italiana ha attivato un percorso triennale di studio con il centro di ricerca Tiresia del Politecnico di Milano, il Collegio Carlo Alberto e Legance, che ha l’obiettivo di misurare e rendicontare l’impatto intenzionale e addizionale delle risorse 8xmille.

Grazie alla collaborazione con il centro del Politecnico di Milano e utilizzando una metodologia basata sulla “Teoria del Cambiamento”, sarà possibile costruire e validare empiricamente una infrastruttura di misurazione, valutazione e gestione dell’impatto attraverso modelli di ricerca quantitativi/qualitativi integrati da studi accademici controfattuali riconosciuti a livello internazionale.

Abbiamo scelto di avviare questo progetto di ricerca – spiega Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI – perché siamo convinti che l’obiettività dei numeri non tolga nulla alla bellezza di quanto realizzato, che ha una ricaduta significativa nelle nostre Diocesi e all’estero in termini di culto, pastorale, formazione, sviluppo, promozione umana e sociale. Verificare l’impatto dei fondi 8xmille risponde alla scelta di trasparenza fatta dalla CEI e contribuisce a garantire la validità del sistema, che per lo Stato esprime i principi di laicità, partecipazione democratica, libertà religiosa e rispetto del pluralismo dei soggetti religiosi.
Attraverso questo strumento di democrazia fiscale, lo Stato riconosce la funzione della Chiesa e delle altre Confessioni religiose per il bene della società e rende effettiva la libertà religiosa non solo in termini individuali ma anche comunitari”.

“Per il Politecnico di Milano e per Tiresia – dichiara il Prof. Mario Calderini, Direttore di Tiresia e Professore Ordinario della School of Management del Politecnico di Milano – la misurazione dell’impatto generato dalla CEI attraverso le risorse dell’8xmille rappresenta, per la sua complessità e la sua rilevanza sociale, una sfida straordinaria che siamo orgogliosi di intraprendere”.

Si è spento fratel Biagio / L’angelo degli ultimi di Palermo

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Il missionario laico fratel Biagio Conte, 59 anni, fondatore nel 1993 della “Missione di Speranza e Carità”, che assiste e ospita più di 600 tra senzatetto e migranti in una decina di strutture, si è spento il 12 gennaio. Aveva annunciato a fine giugno 2022 di essere stato colpito da un tumore al colon. Le condizioni di fratel Biagio avevano iniziato ad aggravarsi poco prima di Natale: il 30 dicembre, ormai allettato, aveva ricevuto la visita dell’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e del cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo emerito. Il funerale, al quale hanno partecdipato diecimila persone, si sono svolti il 17 gennaio nella cattedrale di Palermo.

Nato da una famiglia benestante, lasciò tutto a 26 anni, da eremita e pellegrino si avvicinò a san Francesco ad Assisi.

Protagonista di una campagna di comunicazione della CEI sull’8xmille nel 2001, lo vogliamo ricordare anche noi pubblicando questa foto di quell’anno, per dire grazie ad un testimone credibile del Vangelo.

Qui in un’intervista su Tv2000

Pubblichiamo di seguito il messaggio che il Presidente della CEI, Card. Matteo Zuppi, ha inviato all’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, in occasione delle esequie di fratel Biagio.

Eccellenza Reverendissima,
caro Corrado,

a nome della Chiesa in Italia, esprimo profondo cordoglio a Lei, alla grande famiglia della “Missione di Speranza e Carità”, alla comunità ecclesiale e alla città di Palermo per la morte del nostro fratello Biagio Conte, uomo appassionato di Cristo il cui messaggio resta una profezia per il mondo di oggi.
In una società in cui si cerca una felicità individuale, fratel Biagio ci ricorda che la vera felicità ce la dona il tempo speso per il prossimo, specialmente per chi è povero, scartato. Il suo amore per gli ultimi, la scelta di cercare delle risposte per non abituarsi mai allo scandalo della povertà e alla sofferenza dei poveri, l’accoglienza intelligente e generosa sono un’eredità preziosa, da raccogliere e continuare, non solo a Palermo ma in tutto il Paese. Fratelli tutti!
Per Biagio chi era nel bisogno era un fratello, a prescindere dalla lingua, dalla provenienza e dallo stato sociale, nessuno escluso. Seguendo le sue orme riusciremo a rompere le catene dell’egoismo tra guerre e violenze e voleremo sulle ali della dignità e della solidarietà, come fratel Biagio ha fatto e ci ha insegnato a fare. La commozione di tanti per la sua scomparsa ci attesta quanto ha saputo toccare il cuore con il suo esempio.
Grazie, terra e Chiesa di Sicilia, per questo dono prezioso!

17 Gennaio 2023

 

Paesi in via di sviluppo / Scuola, agricoltura e lavoro: approvati 73 nuovi progetti

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Nella riunione di fine novembre, il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo ha approvato 73 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 9.837.800 euro così suddivisi: € 4.422.196 per 26 progetti in Africa, € 3.499.455 per 35 progetti in America Latina; € 1.274.644 per 11 progetti in Asia; € 641.505 per 1 progetto in Medio Oriente.

Tra gli interventi più significativi, sei sono in Africa e hanno come focus principale la formazione: in Angola, la Caritas diocesana di Menongue organizzerà per le ragazze e le donne di 26 villaggi un programma di formazione itinerante, articolato in corsi di alfabetizzazione, economia domestica, educazione alla dignità, alla salute, all’alimentazione, all’igiene. In Burkina Faso, l’associazione “La Goccia Onlus” realizzerà una scuola primaria a Ziniarè, a 35 Km dalla capitale, che potrà accogliere 240 alunni, in gran parte orfani. In Ciad, la Diocesi di Sarh costruirà a Koumra un edificio e acquisterà nuove attrezzature per il Liceo “College P. Marcel Durand” con l’obiettivo di rafforzare l’insegnamento secondario di qualità, promuovere gli studi commerciali e offrire formazione informatica. In Etiopia, i Fratelli delle Scuole Cristiane restaureranno e amplieranno la scuola “St. Joseph” di Adama, mentre in Mauritania la Diocesi di Nouakchott ammodernerà la biblioteca aggiungendo testi nuovi e più aggiornati e rilanciando corsi di formazione, iniziative culturali e di sostegno scolastico. Nella Repubblica Democratica del Congo, le Suore delle Poverelle ristruttureranno il Liceo Palazzolo a Kingasani e avvieranno una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e sull’importanza dell’emancipazione femminile attraverso l’istruzione e la formazione professionale.

Nel Continente americano, grande attenzione sarà data all’agricoltura quale volano di crescita e sviluppo. In Colombia, il Vicariato Apostolico di Puyo costruirà un centro per la raccolta e la vendita di prodotti agricoli coltivati dai gruppi familiari e soprattutto dalle donne indigene contadine. A El Salvador, la Diocesi di Santiago de Maria insieme alla Caritas nazionale avvierà una attività di “microcredito informale” attraverso la fornitura di attrezzature agricole e sementi per migliorare la produzione agricola locale. Nella Diocesi di Escuintla, in Guatemala, la Caritas sosterrà con l’acquisto di sementi, materiali e concimi per la coltivazione di mais le comunità rurali di El Níspero e Belize, dove la terra fertile è monopolizzata per quasi l’80% dalla coltivazione della canna da zucchero. In Brasile, invece, l’Arcidiocesi di Aracaju amplierà il centro educativo “S. Giuseppe operaio” a Santo Amaro das Brotas per svolgere attività di supporto sociale e scolastico a giovani che vivono situazioni di disagio.

Nel Continente Asiatico, uno dei progetti sarà realizzato in India, dove il “Cochin Service Social Society” promuoverà, nella Diocesi di Cochin, un percorso formativo per lo sviluppo socio-economico delle famiglie di detenuti, condannati ed isolati, vittime di suicidio e per l’integrazione dei lavoratori migranti poveri. Saranno organizzati seminari, lezioni, visite mediche, corsi e attività per minori, a beneficio di circa di 15mila persone.

In Medio Oriente, infine, grazie al progetto “Piccirillo Handicraft Center” (fondato nel 2018 dai Frati Minori Custodia della Terra Santa), l’Arcidiocesi di Genova sosterrà lo sviluppo dell’artigianato tradizionale palestinese con particolare attenzione alla difesa del patrimonio artistico e culturale di Betlemme e alla formazione dei giovani artigiani. Dell’intervento triennale, che comprende l’acquisto di macchinari di ultima generazione e l’installazione di un impianto fotovoltaico, beneficeranno 300 giovani di età compresa tra i 14 e19 anni (100 ogni anno) e 80 tra artigiani e piccoli imprenditori.

Novara / Oltre un milione di euro per la carità

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Sono stati numerosi gli articoli scritti su questa notizia e pubblicata anche dal sito della Diocesi di Novara, dove c’è anche la presentazione in dettaglio di tutti i progetti realizzati con l’8xmille.

I dati sono stati presentati in un incontro pubblico presso la curia diocesana di Novara lo scorso 15 dicembre. Ad illustrarli, il vicario generale don Fausto Cossalter, con don Giorgio Borroni e Federico Diotti direttore e project manager della Caritas diocesana. Presenti anche i rappresentanti delle parrocchie e dei centri di ascolto del vicariato di Novara e dell’Ovest Ticino. Per gli altri vicariati della diocesi saranno messi in calendario incontri nelle prossime settimane, insieme alle Fondazioni Comunitarie del territorio (del Novarese, del Vco e della Valsesia), che collaborano strettamente con Caritas.

Ammontano complessivamente a un 1.017.830 euro i fondi dell’8xmille destinati alle opere di carità in diocesi di Novara, assegnati per l’anno 2023. In tutto sono ventotto progetti avviati sul territorio diocesano.

Accompagnare all’autonomia
«Questo per noi ormai è un appuntamento usuale che si ripete ogni anno. Lo è diventato perché viviamo come un dovere il principio di trasparenza e di rendicontabilità», ha detto don Cossalter, che ha ringraziato coloro che hanno firmato per l’8xmille alla Chiesa cattolica e «i tanti volontari che operano nelle parrocchie, senza i quali non sarebbe possibile mettere in campo questi interventi».

Due le linee di fondo che hanno guidato le assegnazioni: «Anzitutto – ha detto Cossalter – la convinzione che l’aiuto ai poveri non può essere solo una risposta all’emergenza. Ma va immaginato e realizzato come passo verso una nuova autonomia». In secondo luogo, l’impegno per il lavoro in rete. «Abbiamo privilegiato quei progetti capaci di fare rete, di mettere insieme più parrocchie e realtà del territorio. Perché la povertà non conosce i confini dei comuni o delle parrocchie. E richiede un impegno di tutti».

I tre settori di impiego dei fondi
I capitoli di impiego dei fondi sono tre: i “Progetti Sostegno”, le “Opere Segno” ed i “Progetti Emblematici”. I primi sono i più numerosi, con 23 progetti sostenuti per un totale di 350mila euro assegnati. Si tratta dei fondi destinati a sostenere il lavoro quotidiano dei gruppi caritativi di parrocchie e Unità pastorali missionarie.

Le “Opere Segno” sono quegli interventi che attraverso la carità e l’attenzione agli ultimi sono «segno della presenza di Dio». Tre quelli selezionati quest’anno: l’associazione Casa della Mamma e del Bambino di Borgosesia, l’Ambulatorio di Pronta Accoglienza e l’associazione Il Solco, entrambi di Novara. Valore totale dell’assegnazione 60mila euro che sosterranno interventi per 90mila euro.

Infine, i “Progetti Emblematici”, condotti direttamente da Caritas diocesana, in collaborazione con realtà del territorio, che hanno ricevuto 607.830.000 euro. Due i progetti: il primo riguarda l’intervento in quelle zone dove non sono attivi centri di ascolto parrocchiali (con il sostegno a 50 nuclei familiari) e «il secondo riguarda la programmazione per aumentare di 30 posti la rete dell’accoglienza – ha spiegato Diotti -, con spazi capaci di rispondere ai nuovi bisogni rilevati sul territorio. Una progettazione che proseguirà lungo tutto il prossimo anno in concerto con le Fondazioni e le comunità parrocchiali».

Sostenere, accompagnare, ripensare
Tre i verbi che don Borroni ha usato per raccontare i progetti: sostenere, accompagnare e ripensare. «Sostenere – ha spiegato – dice dell’azione di sostegno ai nostri Centri di Ascolto, in questi anni di prolungata emergenza dovuti prima al Covid ed ora al conflitto in Ucraina con le visibili conseguenze».

Poi accompagnare, «che riguarda le “opere segno”. Sono in supporto ad associazioni nate nel nostro contesto diocesano che, in collaborazione con l’ente pubblico e con i vari servizi sociali, aprono le porte perché “nessuno rimanga indietro”».

Infine, ripensare: «siamo chiamati a cogliere gli scenari che si aprono davanti a noi e, in un cammino di ripensamento e di razionalizzazione delle strutture, immaginare come rispondere ai bisogni abitativi di chi bussa alle tante porte delle nostre comunità»

Tricarico / Diocesi in festa per il nuovo Centro pastorale “firmato” 8xmille

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È stato inaugurato sabato 10 dicembre il nuovo Centro pastorale “Mater Ecclesiae” a Garaguso Scalo, realizzato con il contributo di tutti coloro che firmano per l’8xmille alla Chiesa cattolica.

C’è un filo rosso che unisce i cittadini, l’intera comunità lucana e diverse associazioni presenti sul territorio, dall’Azione Cattolica all’Unitalsi. È quello della speranza, per costruire insieme il futuro.Questa inaugurazione che ci dà speranza perché segna il cammino del futuro, che dobbiamo accogliere e costruire insieme; finora c’è stata la costruzione di pietra, adesso bisogna mettere le pietre per la costruzione ecclesiale, spirituale, pastorale” ha detto Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Intini, Vescovo di Tricarico, intervenuto per la benedizione del nuovo centro pastorale e il taglio del nastro.

Un gesto simbolico e concreto allo stesso tempo per l’intera comunità che ha partecipato con grande interesse e coinvolgimento. Molto emozionante per tutti. L’inaugurazione del centro, infatti, coincide con l’annuncio dato dal Vescovo in persona che Papa Francesco lo ha appena nominato Arcivescovo della diocesi di Brindisi-Ostuni a partire da febbraio 2023. Fino ad allora, ha subito precisato don Nicola Urgo, parroco della Madonna di Pompei a Garaguso, “monsignor Intini ha accettato la nomina di amministratore apostolico della diocesi di Tricarico perché in questo momento è importante accompagnare la comunità”.

Francesco Auletta ha presenziato all’evento “non solo come sindaco di Garaguso Scalo, ma a nome di tutti i sindaci della diocesi di Tricarico che sono sempre a disposizione per il bene comune.” La collaborazione leale e costruttiva tra Chiesa e istituzioni è la cifra caratteristica del centro pastorale. Ma ciò nonostante c’è voluto tanto tempo e tante risorse per completarlo. L’ingegner Nicola Ferri ha ripercorso la genesi e l’iter storico dell’opera, “col convincente disegno originario di monsignor Raffaele Delle Nocche, con l’impegno intelligente e intraprendente di monsignor Vincenzo Carmine Orofino e la realizzazione e conclusione attenta curata da monsignor Giovanni Intini”.

Paolo Cortellessa, del Servizio Sovvenire della CEI, ha ricordato che il nome della struttura “Mater Ecclesiae” è strettamente legato con il Concilio Vaticano II, che “ha avuto marcata natura pastorale come apertura e rinnovamento al mondo, ma ha anche profondamente riformato l’aspetto economico, scegliendo di affidare il sostentamento economico della Chiesa, alla stima e alla fiducia che la Chiesa raccoglie, anno dopo anno, tra i propri fedeli e nella società più generale”. Per questo è prezioso il lavoro dell’incaricato diocesano del Sovvenire, don Giuseppe Abbate, che sensibilizza a firmare per l’8xmille e a donare per i sacerdoti. Perché il nuovo centro pastorale è la più bella dimostrazione di quanto si riesce “costruire insieme” grazie alle firme 8xmille alla nostra Chiesa.

Paolo Cortellessa

Paesi in via di sviluppo / 63 nuovi progetti per scuola, sanità e promozione sociale

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Nella riunione di metà ottobre, il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo ha approvato 63 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 14.230.898 euro così suddivisi: € 9.945.810 per 36 progetti in Africa, € 1.495.808 per 16 progetti in America Latina; € 2.602.096 per 10 progetti in Asia; € 187.184 per 1 progetto in Europa.

Tra gli interventi più significativi, quattro sono in Africa: in Burkina Faso, la Fondazione Vittorio Chizzolini Onlus promuoverà corsi di formazione per gli insegnanti, i genitori e i giovani della comunità di Yamtenga, insieme a corsi di recupero, di alfabetizzazione e di rafforzamento dei livelli e di informatica. In Cameroun, la diocesi di Sangmelima, attraverso il progetto “Muoye: a Dja-et-Lob” doterà di materiale, di apparecchiature e di pannelli solari i 13 dispensari (tre dei quali situati nella città di Sangmelima) della zona, così da migliorare le condizioni sanitarie della popolazione del Dipartimento di Dja et Lobo. A Mbembe, nella diocesi di Bangui (Repubblica Centrafricana), invece, la Congregazione delle Figlie di Maria Missionarie realizzerà un Centro di promozione delle donne, alle quali offrirà formazione e accoglienza. Particolare attenzione sarà rivolta all’inserimento socio-economico delle bambine e delle giovani donne della zona sud ovest di Bangui, la maggioranza delle quali manca di istruzione e qualificazione professionale. Nello Zimbabwe, la diocesi di Chinhoyi costruirà una scuola professionale secondaria per circa 280 studenti, con due biblioteche, quattro laboratori e due sale informatiche.

Dei 16 progetti che vedranno la luce nel Continente latino-americano, grande rilevanza assume quello proposto dall’arcidiocesi di Brasilia, in Brasile, che ristrutturerà e amplierà il Centro di formazione professionale “Sao Jose Operario” di Chacara, uno dei quartieri più poveri della metropoli, segnato dalla precarietà igienica e alimentare e dalla disoccupazione. A Cuba, l’arcidiocesi di Santiago de Cuba promuoverà l’autosufficienza alimentare della comunità del Cobre costruendo una fattoria e offrendo lavoro stabile ai contadini che saranno impegnati in attività agricole. Sulla stessa scia la diocesi di San Juan Bautista de Las Misiones, in Paraguay, costruirà un apiario comunitario incrementando la formazione sulle tecniche agricole specifiche e sulle strategie di commercializzazione.

Nel Continente Asiatico, uno dei progetti sarà realizzato in India, dove le Suore dell’Immacolata Concezione acquisteranno macchinari e attrezzature per il polo chirurgico delle strutture sanitarie “Damien Eye and Sophia Hospital” che assistono ogni anno oltre 150mila abitanti di 288 villaggi. In Sri Lanka, la diocesi di Ratnapura realizzerà il “Centro per la Pace, la Giustizia e lo Sviluppo Umano”, in continuità con il lavoro già svolto a favore di bambini e ragazzi diversamente abili. Oltre ad offrire formazione professionale ai giovani, il Centro sosterrà la riabilitazione dei tossicodipendenti e degli alcolisti e la promozione delle donne.
In Europa, l’arcidiocesi di Sarajevo (Bosnia-Erzegovina) avvierà percorsi formativi per giovani di età compresa tra i 14 e i 25 anni: le attività saranno orientate all’educazione alla pace e si articoleranno in seminari di studio, eventi sportivi, campi estivi, visite socio-culturali sul territorio nazionale. Il progetto sarà coordinato da esponenti del mondo cattolico, musulmano e ortodosso.

Dicono di noi / La campagna informativa 8xmille di ottobre

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Riflessioni e storie da leggere e ascoltare accompagnano anche il mese di ottobre per ricordare il valore della firma.

Una serie di approfondimenti, pubblicati su settimanali e quotidiani a diffusione nazionale, hanno messo in luce alcune delle opere finanziate grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica.

La Stampa illustra la rinascita della chiesa del SS. Sacramento e Rosario a Grottazzolina, in provincia di Fermo, ricostruita e restaurata grazie alle firme e all’impegno della cittadinanza, un segno di rilievo per tutta la comunità. Sullo stesso quotidiano il racconto della Mensa San Carlo di Palermo e il resoconto di un aiuto immediato che si è concretizzato in una donazione di 500mila euro, già disposti dalla CEI, alle Marche in seguito alla tragica alluvione di fine settembre.

La Repubblica si sposta a Bergamo per descrivere la quotidiana azione di accoglienza del Dormitorio Galgario, mentre Il Venerdì esplora le vite delle ospiti della casa d’accoglienza Madre Teresa di Calcutta di Foggia, dedicata a donne vittime di violenza con minori, e illustra il progetto Terra Condivisa nelle colline di Castel Vanierò, a pochi chilometri da Faenza, che offre, attraverso l’impegno in un orto sociale, un mano per superare emarginazione e disoccupazione.

Storie da leggere e anche da ascoltare come i podcast di “Oltre il buio”, disponibili su repubblica.it: a Foggia c’è una casa di accoglienza che dona una nuova vita alle persone segnate da violenza e sfruttamento – “La seconda vita delle donne invisibili” – mentre a Bergamo si racconta la quotidianità di un dormitorio nel periodo più intenso del Covid – “Un motore che non si ferma mai”-, quando nel primo lockdown non tutti avevano una casa in cui isolarsi. Spunti da leggere e ascoltare per apprezzare e sostenere la grande rete di mani tese che ogni giorno valorizza l’8xmille alla Chiesa cattolica, la firma della solidarietà.

In allegato i pdf.

Caritas Cefalù / Donato materiale scolastico a oltre 150 famiglie bisognose

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Anche quest’anno, con l’inizio del nuovo anno scolastico, la Caritas diocesana di Cefalù (Palermo) si è fatta vicina alle famiglie più bisognose. Con “Insieme prepariamo lo zaino”, il progetto per l’acquisto di materiale scolastico rivolto alle famiglie in condizione di disagio economico, grazie ai fondi 8xmille la diocesi di Cefalù ha aiutato circa 230 ragazzi in difficoltà ad affrontare l’anno da poco iniziato nell’acquisto di libri e materiale didattico.
Tante le richieste giunte da 21 parrocchie al Centro diocesano che ha offerto un piccolo aiuto a oltre 150 famiglie con l’acquisto di poco meno di mille libri di testo per gli studenti della scuola secondaria di 1° e 2° grado e di 68 kit di materiale didattico (astuccio, penne, colori, righello, gomma, colla, evidenziatore, quaderni) per i piccoli della scuola primaria per un totale di oltre 26mila euro.
“Un grazie al nostro Vescovo Giuseppe giunge per il tramite della Caritas dalle numerose famiglie – ha spiegato il diacono Gandolfo Sausa, direttore della Caritas diocesana –. Sui banchi della scuola i bambini crescono, diventano cittadini, uomini e donne responsabili della propria storia e operai del bene”.

(Fonte Sir)