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8xmille / A Tempio Pausania Casa Giovani, spazio educativo di accoglienza, opportunità e relazioni autentiche

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A Tempio Pausania il 4 giugno 2025 è stata inaugurata ufficialmente Casa Giovani, un nuovo spazio educativo promosso dalla Caritas diocesana di Tempio-Ampurias e realizzato grazie ai fondi dell’8xmille. Un luogo pensato per offrire ai ragazzi del territorio accoglienza, opportunità e relazioni autentiche.

Si tratta di un sogno che nasce dai giovani, dalle loro idee e dai loro bisogni, raccolti durante percorsi di sensibilizzazione nelle scuole e all’interno della Caritas. Sono stati loro a dire cosa desideravano:

Vorremmo uno spazio nostro. Dove giocare, studiare, parlare e sentirci liberi di essere chi siamo”.

Oggi questo sogno non solo ha preso forma, ma continua a crescere. All’interno dello spazio è stata attivata una prima figura di tirocinante, che svolge quotidianamente il proprio percorso formativo accanto ai ragazzi. Questo non solo permette di arricchire la presenza educativa, ma offre ai giovani la possibilità di conoscere da vicino professioni sociali ed educative, ampliando i loro orizzonti.

Parallelamente, sono già operativi i tirocini universitari, che rafforzano la dimensione formativa e creano un ponte tra territorio, studenti e giovani.

Gli adulti, in fondo, hanno fatto una sola cosa: ascoltare.

Da quell’ascolto è nato un progetto scritto da Davide e Alessandra, con il contributo di Mara e Greta e il sostegno del direttore, diacono Domenico Ruzittu.

Domenico sottolinea spesso che non ama definire Casa Giovani un “progetto”, perché questa parola suggerisce qualcosa con un inizio e una fine. La sua speranza è che la struttura diventi una realtà solida e stabile, capace di durare nel tempo e di essere un punto di riferimento per tutti i giovani del territorio.

Casa Giovani non parte da zero: si inserisce nel percorso avviato da Caritas Italiana, che mette al centro i giovani. Come ricorda don Marco Pagniello nel rapporto Giovani in Caritas: tra sogno e realtà (gennaio 2025): “La sfida più grande è contribuire alla costruzione di una Chiesa di prossimità, un luogo in cui ogni giovane trovi spazio per i propri talenti e per le proprie idee, senza la paura di essere giudicato o di fallire”. La Caritas di Tempio-Ampurias raccoglie questa sfida, colmando un vuoto educativo che troppo spesso lascia i ragazzi soli dopo l’oratorio.

Casa Giovani vuole essere un percorso che, dopo la Cresima, li aiuti a crescere, scegliere e riscoprire la fede.

Non un semplice centro ricreativo, dunque, ma una comunità educativa che accompagna i giovani con rispetto, ascolto e responsabilità.

Grazie a questo spazio, i servizi già attivi sono ora rafforzati, ampliati e resi più accessibili:

  • Supporto psicologico per minori e famiglie
  • Orientamento al lavoro e alla formazione
  • Doposcuola, con possibilità di pranzare nell’attesa della partenza del pullman
  • Accompagnamento scolastico personalizzato

Tra i momenti più partecipati e apprezzati dai ragazzi c’è anche il tea time con Rachele Mossa: un appuntamento che alza l’asticella culturale del territorio e ci fa assaporare un’autentica aria British, grazie a una tazza di tè condivisa e a conversazioni ricche, delicate e stimolanti. Uno spazio semplice ma prezioso, in cui i giovani imparano a gustare il valore dell’ascolto, della parola e della cura nelle relazioni.

Casa Giovani non è solo un luogo di ascolto e incontro, ma anche una porta aperta verso nuove possibilità. In quest’ottica, è stata stipulata una convenzione con la piscina comunale, che permetterà ai ragazzi non solo di praticare sport a costi agevolati, ma anche di intraprendere percorsi formativi e conseguire brevetti utili per il futuro, creando reali opportunità di lavoro. Uno dei nostri ragazzi ha già intrapreso questo percorso.

Al tempo stesso, è stata avviata una collaborazione con ASPAL, per favorire un migliore collegamento tra i giovani e il terzo settore, aprendo la strada a esperienze formative, inserimenti lavorativi e progetti di crescita, come quello di Maria Luisa Severini che da poco tempo ha intrapreso un tirocinio formativo presso Casa Giovani.

Sono inoltre stati attivati i tirocini con l’università di Sassari e nuove iniziative che arricchiranno l’offerta educativa di Casa Giovani, rendendola sempre più un punto di riferimento per la formazione integrale delle nuove generazioni.

E questa è solo una parte. È solo l’inizio. Molte altre idee sono già in cantiere per continuare a costruire opportunità reali per i ragazzi.

A cinque mesi dall’apertura, l’equipe di Casa Giovani si è ampliata e altre persone sono pronte a unirsi. Ma due pilastri non cambiano mai: Dio, presenza viva e silenziosa, e i giovani, con le loro fragilità e bellezze. A unirli c’è un filo invisibile: la speranza.

Ogni azione è parte di un disegno più grande: aiutare i ragazzi a conoscersi, scegliere, agire e credere. Come un cubo di Rubik, anche la vita di un giovane è fatta di tante facce, colori e combinazioni: serve pazienza, ascolto e cura per trovare armonia tra tutte le parti.

Casa Giovani vuole essere quel luogo dove, pezzo dopo pezzo, i ragazzi possano rimettere insieme il proprio mosaico interiore, senza fretta e senza pressioni.

Dice Domenico Ruzittu: “Noi educatori siamo i primi chiamati a portare il messaggio di Dio. Non dobbiamo avere paura di restituire il dono che ci è stato affidato, la fede. Non dobbiamo aver paura di nominarlo. Solo così possiamo davvero compiere la nostra missione”.

Il mondo cambia, e con esso cambiano i modi di comunicare con i giovani. Per restare aggiornati sulle attività di Casa Giovani, sono stati aperti un canale WhatsApp e un profilo Instagram.

Attraverso questi, ragazzi e famiglie possono seguire eventi, iniziative e momenti di vita quotidiana. È inoltre disponibile un contatto telefonico, che permette ai ragazzi di comunicare in modo semplice e diretto, anche tramite un messaggio rapido, rendendo l’interazione più smart e immediata. Casa Giovani è questo: un punto di riferimento stabile, giovane come i ragazzi che lo abitano, ma già con un’identità chiara: accogliere, ascoltare e accompagnare. Qui non servono gesti eclatanti: basta esserci, con autenticità, ascolto e fede. Perché i sogni dei ragazzi meritano spazio, voce e futuro.

Scopri di più su www.8xmille.it.

Caritas Italiana / Fuori campo. Lo sguardo della prossimità. Rapporto 2025 su povertà ed esclusione sociale in Italia

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Torna anche quest’anno l’appuntamento con il Rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale in Italia, uno degli strumenti più significativi per leggere la realtà del Paese a partire dall’ascolto quotidiano delle persone più fragili e delle comunità.

L’edizione 2025, dal titolo “Fuori campo. Lo sguardo della prossimità”, presentata venerdì 14 novembre alle ore 11.00 a Roma, presso l’Aula Morvillo (ex aula 5) del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre (Via Ostiense, 161-163).

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali della prof.ssa Barbara Annicchiarico, vicedirettrice del Dipartimento, e di mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana.

Seguirà la presentazione dei contenuti del Rapporto, moderata da Walter Nanni (Caritas Italiana). Interverranno il prof. Salvatore Morelli, economista dell’Università degli Studi Roma Tre e membro del Forum Disuguaglianze e Diversità; Raffaella Palladino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, insieme a Caterina Boca (Caritas Italiana).

A offrire uno sguardo esterno sarà la giornalista Alice Facchini, mentre le conclusioni saranno affidate a don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook di Caritas Italiana.

In allegato al sintesi del Rapporto.

Fermo / Disponibile il Report della Caritas Diocesana

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“Grazie all’intervento della Caritas ho potuto trovare una sistemazione abitativa diversa dalla casa di reclusione di Fermo ed iniziare a riprendere in mano la mia vita. Fortunatamente il datore di lavoro ha atteso i tempi della carcerazione e con l’art.21 tutti i giorni mi recavo al lavoro rientrando in carcere alle 18 (semi-libertà)…”

Ho un passato di tossicodipendenza ed ho conosciuto la Caritas di Fermo quando, rimasto senza casa e trascorrendo le notti per strada, un operatore del Sert mi ha accompagnato a fare un colloquio. Sono stato subito accolto ed aiutato, non avevo nulla ed ho ricevuto un tetto, un pasto, dei vestiti e soprattutto delle persone pronte ad ascoltarmi, non mi sono più sentito solo…”.

Queste e tante altre testimonianze nel Report della Caritas Diocesana di Fermo 2025 dove sono riportati i dati relativi alla povertà e bisogni registrati dalla rete Caritas nel corso del 2024.

Il Report intitolato Fili d’erba, gocce di speranza si pone come occasione di riflessione in preparazione della Giornata Mondiale dei Poveri che quest’anno si svolge domenica 16 novembre, oltre che come guida per l’anno pastorale 2025/2026.

In un contesto segnato da crisi geopolitiche, tensioni commerciali e inflazione persistente, la povertà economica coinvolge nella regione Marche e nel territorio Diocesano molte famiglie. Una “ferita ancora aperta”, come testimoniano i dati relativi alla rete dei 24 Centri di Ascolto attivi nel territorio della Diocesi.

Accanto ai dati e alla destinazione dei fondi 8xmille per i tanti progetti di solidarietà, il Report, disponibile qui, contiene numerose testimonianze: quelle dei volontari, dei giovani impegnati nel Servizio Civile e nel progetto Policoro, ed anche interviste a persone aiutate grazie ai progetti ed ai servizi attivi nel territorio. Questi ultimi sono realizzati dalla Caritas con il coinvolgimento di cooperative, enti ed associazioni locali.

Per la direttrice della Caritas Diocesana, Barbara Moschettoni “I dati sono importanti per conoscere la complessità del contesto, ma non sono solo numeri, sono storie e volti di donne e uomini che appartengono alle nostre comunità. Il Report di quest’anno ci consegna storie di persone che ogni giorno incontriamo, e le esperienze di volontari ed operatori che assicurano ogni giorno sostegno e vicinanza. Racconti che si fanno testimonianze concrete di rinascita.”

Nel Report della Caritas Diocesana i focus sono su:

l’attenzione ai giovani
il tema del disagio abitativo
il re-inserimento sociale e lavorativo a favore delle persone con disagio mentale e altre forme di fragilità.

Di questi tre settori vengono evidenziate, oltre alle criticità, le esperienze e gli interventi attuati per far fronte alle difficoltà ed essere vicini alle persone anche grazie all’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.

“La Caritas e la Chiesa diocesana – conclude la direttrice – continueranno l’azione di ascolto e di impegno verso i poveri. Grazie alla rete Caritas ed ai volontari ogni giorno vediamo tanti gesti concreti di cura e di vicinanza. Come ricordava Madre Teresa di Calcutta, tante gocce che, insieme, creano un mare di solidarietà e di speranza.”

Sviluppo dei popoli / L’8xmille per rispondere al grido di tante persone in povertà

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Domenica 16 novembre è in programma il Giubileo dei Poveri. Dopo la Messa nella Basilica di San Pietro, Papa Leone pranzerà in Aula Paolo VI con alcuni di loro. Un evento che cade in concomitanza con la COP30, la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si è aperta il 10 novembre a Belém, in Brasile, e si concluderà il 21 novembre.

In un mondo con disuguaglianze crescenti la ricchezza globale risulta sempre più concentrata, con l’1% che detiene più beni del 95% della popolazione mondiale. Secondo il Rapporto globale sulle crisi alimentari 2025 del Food Security Information Network, promosso dalla Rete globale contro le crisi alimentari – un’alleanza tra ONU, Unione Europea e diverse organizzazioni governative e non governative – quasi 300 milioni di persone in 53 Paesi affrontano gravi situazioni di fame e circa 808 milioni di persone sono in condizioni di povertà estrema, con meno di 3 dollari al giorno. Le conseguenze sono devastanti, soprattutto nelle aree già vulnerabili del pianeta, dove la povertà cresce rapidamente. Una povertà multidimensionale di cui Papa Leone XIV nella Dilexi te considera vari aspetti: l’economia disumana, l’ingiustizia sociale, la difficile realtà dei migranti, le violenze subite dalle donne, il traffico di persone, la piaga della malnutrizione e la crisi dell’istruzione.

Per rispondere al grido di tante persone in povertà la Chiesa italiana, con i fondi dell’8xmille, nel 2025 ha sostenuto 361 progetti in 63 Paesi per oltre 64 milioni di euro. Sono interventi che alimentano processi comunitari di sviluppo sostenibile e anche di accesso a opportunità formative a favore delle comunità locali e delle persone più fragili, discriminate e svantaggiate.

È quello che avviene, grazie alla Fondazione Magis Ets dei Gesuiti e al Centro Alternativo Cultura, in 10 comunità indigene dell’Amazzonia Brasiliana, nello Stato del Parà, a beneficio di 1.150 persone socialmente ed economicamente vulnerabili (di cui quasi 200 bambini e adolescenti), 50 donne organizzate in 10 gruppi di economia solidale, 49 educatrici popolari. L’iniziativa riguarda Ananindeua, Barcarena, Colares e Belém, città, quest’ultima, dove si svolge la COP30, una delle più violente del Brasile. I casi di omicidio sono frequenti e i più esposti sono gli afro-discendenti, i poveri, i senza tetto, i migranti e i bambini. L’obiettivo è quello di dar voce, accompagnare e rendere consapevoli le comunità locali, principali vittime delle minacce legate all’espansione dell’agricoltura intensiva, all’allevamento di bovini, all’estrazione mineraria, al disboscamento e alle centrali idroelettriche. È parte delle attività del Grido degli Esclusi e delle Escluse, “Grito dos Excluídos e Excluídas”, creato nel 1995. “L’importanza storica del Grido – sottolinea Juscelio Pantoja, del Centro Alternativo di Cultura e coordinatore locale – è di riunire movimenti, pastorali sociali, partiti, organizzazioni e istituzioni che lavorano in difesa della vita, della dignità umana e dei diritti umani. È uno spazio collettivo di ascolto, pianificazione e organizzazione delle voci degli esclusi”. Nel corso della sua storia, il Grido ha già dimostrato capacità di influenzare le politiche pubbliche, rafforzare la società civile e mantenere viva la speranza di una sempre crescente inclusione. “L’impatto – conclude Pantoja – sta nella pressione che rafforza la certezza che un altro modello di società è possibile, un modello in cui tutti abbiano voce, dignità e spazio”.

Quella dignità che, anche nei contesti più difficili, va sempre difesa. Come in Libano dove le Suore del Buon Pastore si occupano delle comunità più vulnerabili e marginalizzate in particolare ragazze, donne e ai bambini.  “Siamo accanto a quanti – dice suor Antoinette – soffrono a causa della povertà, dello sfollamento e dei traumi subiti. Sono famiglie arrivate senza nulla: le loro case sono state distrutte, non hanno nessuna risorsa, nessun mezzo per sopravvivere. Eppure la loro resilienza, la loro capacità di essere, nonostante tutto, solidali e attenti agli altri, è una forza che alimenta speranza anche in noi che le accompagniamo ogni giorno”.

La stessa speranza che arriva dalle tante storie di riscatto, come quella di Sorry, uno studente della scuola di ostetricia portata avanti da Medici con l’Africa CUAMM in un’altra zona segnata dalla guerra, a Lui, nel Sud Sudan. “È stata mia mamma a scegliere il nome Sorry, perché sono nato in un periodo in cui la guerra era ovunque, la gente scappava, abbandonava le proprie case, non c’era niente da mangiare, nemmeno le verdure. Così mia madre mi disse che si sentiva quasi in colpa per avermi messo al mondo in una simile situazione e ha voluto chiamarmi ‘Sorry’, ‘Scusa’. Ma io ora le voglio dire ‘grazie’. Crescendo infatti ho deciso di lavorare nella sanità così posso aiutare la mia gente e me stesso e grazie a questa scuola ci sto riuscendo. La scuola è un simbolo di pace e anche di speranza, perché qui ci sono molti amici che provengono da etnie e parti diverse del paese e stiamo tutti assieme”.

Storie che testimoniano – come ha ribadito Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri, che coincide con il Giubileo – che davvero “i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale” e che “Dio ha assunto la loro povertà per renderci ricchi attraverso le loro voci, le loro storie, i loro volti”.

8xmille / Presidenza CEI: 800mila euro per le emergenze umanitarie in Sudan e Caraibi

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 800mila euro dai fondi dell’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte e due gravi emergenze umanitarie. Si tratta di 400mila euro per interventi in Sudan e Sud Sudan e 400mila euro per i Paesi dei Caraibi colpiti dall’uragano “Melissa”.

“Questo stanziamento – sottolinea il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI – dice la volontà della Chiesa in Italia di farsi prossima a tutti, a qualunque latitudine si trovino. Solo pensandoci insieme e nella solidarietà troviamo le soluzioni comuni. Del resto, essere vicini e avere a cuore l’altro sono modi concreti per abbattere le distanze, geografiche e umane, percepirci fratelli e sorelle, costruire ponti. La solidarietà è uno dei nomi della pace, specialmente in questo momento storico in cui ai conflitti presenti si aggiunge lo spettro drammatico delle armi nucleari”.

I contributi, che saranno erogati attraverso Caritas Italiana, in collaborazione con la rete ecclesiale, saranno utilizzati per far fronte alla drammatica situazione del Sud Sudan, in particolare dell’Upper Nile State, aggravata dai recenti scontri e dalla necessità di accogliere rifugiati dal vicino Sudan, e per sostenere le popolazioni caraibiche (Cuba, Haiti, Bahamas e Giamaica), provate da inondazioni estese e da gravi danni infrastrutturali e materiali.

7 novembre 2025

8xmille / Progetto Path: attività e laboratori per riconnettersi

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“Dopo aver lasciato la scuola e un paio di lavori andati male, ero finito a passare le giornate in casa. Mi sono ritrovato in un gruppo dove nessuno ti giudica e dove puoi fare cose concrete: coltivare un orto, cucinare insieme, sistemare un giardino…Sembrano piccole cose, ma a me hanno fatto sentire utile. Gli educatori e i volontari ci ascoltano davvero, e ho ricominciato a credere in me”.

Questa è la testimonianza di Luca, 22 anni, su 8xmille.it e relativa al progetto Path.

L’Associazione Marta Tana, che riunisce le parrocchie dell’area di Castiglione delle Stiviere nell’alto mantovano, ha scelto di dare risposta alle nuove forme di povertà che colpiscono soprattutto i giovani, tra cui le fragilità relazionali e sociali. Nel 2023 nasce così il Progetto Path, un’iniziativa pensata per accompagnare ragazzi e ragazze tra i 16 e i 32 anni in situazione di inattività e disorientamento, ispirandosi alla letteratura sui giovani NEET (Not in Education, Employment or Training).

Path si pone come obiettivo la riattivazione delle risorse personali, offrendo occasioni per rimettersi in cammino nella propria vita, attraverso relazioni significative e attività concrete. Al centro del progetto c’è un’idea semplice ma potente: per ritrovare fiducia in sé e negli altri, serve un ambiente accogliente, in cui il giovane possa sentirsi ascoltato, coinvolto e valorizzato.

Il progetto propone, quindi, attività di gruppo a carattere laboratoriale e pratico, accompagnate da educatori e volontari, in un clima protetto e stimolante. Seguendo le dinamiche gruppali e le esigenze di ogni singolo, le attività settimanali si concentrano su attività pratiche legate alla stagione, attività verso la comunità, laboratori con professionisti ed infine esperienze in tempi più distesi.

A partire dal prossimo autunno, il progetto si amplierà nell’ambito della prevenzione con un’aula studio che coinvolgerà i giovani a rischio di abbandono scolastico.

Newsletter 8xmille / Con una firma si contribuisce a realizzare percorsi di riconciliazione e di pace

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«La pace sia con tutti voi», con queste parole Papa Leone XIV ha inaugurato il suo pontificato, ricordandoci che la pace del Cristo Risorto è disarmata e tenace.

In un tempo segnato da violenza e conflitti – oggi se ne contano ben 57 in 92 Paesi – il Papa ci invita a non cedere all’impotenza, ma a costruire ponti, dialogare, cercare soluzioni fondate sulla promozione e la dignità della persona. La pace può cominciare da ciascuno di noi.

Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è un gesto semplice ma concreto: a Tunisi si promuove l’educazione alla pace e alla mondialità attraverso percorsi interattivi; in Sud Sudan – sconvolto da una guerra che ha generato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo – si formano insegnanti per dare futuro ai giovani; a Trapani si accolgono famiglie ucraine in fuga dalla guerra; Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, ha annunciato insieme al Patriarcato Latino di Gerusalemme, il Card. Pierbattista Pizzaballa, la costruzione di un ospedale a Gaza. Il progetto, finanziato con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, offrirà cure mediche e speranza in una zona segnata da gravi emergenze umanitarie.

Tutto ciò è possibile grazie a chi sceglie di esserci. È la forza di una firma.

Questa ed tante altre notizie si possono ricevere iscrivendosi alla Newsletter 8xmille, per rimanete sempre aggiornati sui progetti 8xmille e sulle altre attività che questi fondi contribuiscono a far nascere e sostenere per il bene di tutti.

 

8xmille / Il Seminario diocesano «San Filippo Neri» di Nardò torna alla comunità

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Lo scorso 29 ottobre dopo lunghi e profondi lavori di ristrutturazione si è tenuta la cerimonia di riapertura e benedizione del Seminario diocesano di Nardò. L’intervento straordinario, che ha rinnovato l’immobile nella sua funzionalità e nell’aspetto, è stato finanziato con i fondi dell’8xmille e, in parte, grazie a risorse proprie della diocesi Nardò-Gallipoli.

Si legge sul sito della diocesi (a cura di don Roberto Tarantino, direttore Ufficio Comunicazioni sociali. Portavoce della Diocesi):

«Dopo anni di attesa e di impegno, vedere il Seminario tornare a vivere è una gioia profonda per tutti noi — afferma don Angelo Casarano, rettore del Seminario diocesano. — Questo risultato è frutto di un lavoro condiviso, con don Stefano Manta e don Luca Albanese, insieme a quanti, in tempi e modi diversi, hanno camminato prendendosi cura di questo luogo. Anche chi oggi svolge altri servizi nella diocesi resta parte di questa storia di grazia che ora possiamo contemplare come un dono compiuto per tutta la nostra Chiesa».

Alla cerimonia hanno partecipato il Vescovo Monsignor Fernando Filograna, la vicesindaca Maria Grazia Sodero e autorità religiose e civili. «Questo momento – sono le parole del Vescovo Filograna – ci riempie di gioia e gratitudine. Il Seminario è la casa del cuore della nostra Chiesa. Rivederlo rinnovato e pronto ad accogliere nuove vite e nuove speranze è un dono grande per tutta la diocesi. Che questa casa – è l’auspicio – resti sempre segno di comunione, di fraternità e amore per Cristo e per il suo popolo».

Sviluppo dei popoli / L’8xmille per un’educazione senza confini

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Dal 27 ottobre al 1° novembre si svolge il Giubileo del mondo educativo. Una preziosa occasione di confronto tra quanti animano i luoghi dell’educazione, in particolare insegnanti, educatori e alunni.

La Chiesa italiana, grazie ai fondi dell’8xmille, solo negli ultimi 10 anni ha sostenuto quasi 2400 interventi per oltre 400 milioni di euro, accompagnando milioni di persone, di diverse culture, impegnate a creare fraternità, pace, giustizia attraverso quelle che Papa Leone XIV definisce “comunità educanti, in cui lo sforzo didattico è arricchito dallo sforzo di tutti”.

L’impegno condiviso è quello di educare senza barriere, oltre le aule, attraverso scuole, centri professionali, programmi formali e non formali e iniziative di sviluppo comunitario, per superare discriminazioni, disparità e disabilità, offrendo opportunità concrete a tutti.

È quanto fanno i Fratelli delle Scuole Cristiane, congregazione fondata sul carisma di San Giovanni Battista de La Salle, patrono degli insegnanti e degli educatori. In 80 Paesi, con oltre 1100 centri educativi, a servizio di più di un milione di allievi, cercano di rimuovere gli ostacoli che impediscono a bambini e ragazzi di andare a scuola. Ad esempio a Mannar, nel nord-est dello Sri Lanka, gestiscono scuole frequentate in gran parte da figli di pescatori e agricoltori, in condizioni di fragilità economica. Presso “La Salle English Medium School” ci sono anche insegnanti di sostegno dedicati ai bambini con disabilità. Uno di loro, Roshan, racconta: “Qui i piccoli ricevono supporto individualizzato nel percorso educativo, con strumenti e strategie mirate per favorire l’inclusione e la partecipazione attiva. Come è accaduto a Roy, 10 anni, affetto da sindrome dello spettro autistico. Sebbene il suo percorso presenti sfide continue, sono evidenti i progressi ottenuti grazie a interventi mirati, al sostegno familiare e al contesto inclusivo: è più calmo, reattivo, capace di interagire con l’ambiente circostante e con gli altri bambini”.
Anche la storia di Zahra, rifugiata siriana di 14 anni, è emblema del potere trasformativo dell’educazione. “Quando era ora di andare a letto – ricorda – ci stringevamo l’un l’altra, temendo di non svegliarci il mattino successivo. Tutto ciò che si udiva erano aerei, bombe e razzi”. La paura del futuro la tormentava, fino a quando è arrivata alla “Telyani School” del Jesuit Refugee Service – JRS, a Bar Elias, in Libano. Lì ha iniziato dalla scuola materna, ha ricevuto accompagnamento e sostegno psicologico, e ora sta proseguendo la sua istruzione. La scuola le ha offerto un ambiente protetto in cui apprendere arabo, inglese, matematica e scienze, oltre a partecipare ad attività creative. Ha scoperto il suo talento innato per l’arte, che ha utilizzato come mezzo di evasione e di espressione personale. “Ho iniziato a disegnare per calmare la mia anima. Non ho mai smesso. Ho capito che la speranza non finisce in questa scuola e ho imparato a credere che i miei sogni sono più grandi delle mie ansie: devo impegnarmi e realizzarli. Spero un giorno di poter tornare in Siria e raccontare il mio percorso attraverso una grande mostra”.

La situazione educativa in contesti segnati da guerra e povertà è davvero difficile. In Sud Sudan è una delle peggiori al mondo, con il 70% delle scuole distrutte, il 63% degli insegnanti non adeguatamente preparati. In media un bambino frequenta la scuola per appena 5 anni e solo l’1% delle bambine termina la scuola primaria. Povertà, matrimoni precoci e tradizioni culturali, vedono la donna unicamente dedicata alla famiglia. Lo sa bene Theresa, 23 anni, che sta studiando al “Rumbek Health Institute” per diventare ostetrica. Ma ha rischiato di non riuscirci. “Improvvisamente i miei desideri non contavano più nulla. Qualcun altro voleva scegliere per me”. Tra un anno sarà un’ostetrica professionista, in un paese dove 1.223 donne muoiono ogni 100.000 nati vivi a causa di complicazioni legate alla gravidanza. Ma il suo percorso è stata una corsa a ostacoli. Suo zio si prendeva cura di lei e la sosteneva negli studi. Quando a causa di un incidente muore, la vita di Theresa cambia. È costretta ad abbandonare il suo villaggio e la scuola e i parenti le chiedono di dedicarsi alle faccende domestiche e al bestiame. Nonostante le difficoltà, Theresa è fortunata: sposa un uomo che non conosceva, ma che la incoraggia a riprendere gli studi e oggi è determinata ad ottenere il diploma di ostetricia. “Le ragazze in Sud Sudan sanno che il loro diritto all’istruzione – spiega Magdalen, ostetrica e tutor di Medici con l’Africa-Cuamm a Rumbek – dipende dalla volontà degli uomini e trovare un uomo che riconosca il valore dell’istruzione è come vincere alla lotteria”. Ma anche per i ragazzi non è facile studiare. “Da piccolo sapevo soltanto che avrei dovuto guardare il mio bestiame. Vedevo la scuola come una perdita di tempo. Oggi il mio sogno è di educare altri bambini perché possano uscire dalla miseria: la mancanza di conoscenza è pericolosa e può uccidere”, dice Yol Geec, 24 anni, sesto di dieci fratelli, che a nove anni è diventato uno studente del “Mazzolari Teachers College” di Cueibet, gestito dai padri Gesuiti con il sostegno della Diocesi di Rumbek.
Ogni storia di formazione diventa così storia di speranza, per cercare risposte creative e inoltrarsi in sentieri nuovi e inesplorati.

8xmille / I restauri alla Chiesa di San Michele e al Complesso conventuale di Carmignano

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Su Il Giornale dell’Arte lo scorso 20 ottobre è stato pubblicato un articolo di Roberto Mercuzio che fa il punto della situazione sull’intervento di restauro e messa in sicurezza della Chiesa di San Michele e del Complesso conventuale di Carmignano (Diocesi di Pistoia, ma Provincia di Prato), progetto di grande rilevanza storica, artistica e spirituale, sorretto da importanti risorse pubbliche e da contributi ecclesiastici. Il dettaglio del progetto e la presentazione ufficiale dell’intervento da parte della Diocesi ha visto nei giorni scorsi l’intervento del vescovo di Pistoia e Pescia Mons. Fausto Tardelli che negli ultimi anni si è speso personalmente per mettere insieme il partenariato che ha poi sostenuto la ricerca dei fondi e il successivo iter progettuale.

Il contributo 8xmille erogato dalla CEI, suddiviso in più tranche, è stato di 557.720,59 euro.

Qui l’articolo completo.