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Mons. Ivan Maffeis è il nuovo Presidente del Comitato promozione sostegno economico alla Chiesa

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Nella sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente (22-24 gennaio) è stato nominato il nuovo Presidente del Comitato per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa S. Ecc. Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve.

Il Servizio Promozione della CEI, accogliendo con gioia la notizia, dà un caloroso benvenuto al nuovo Presidente, Mons. Maffeis, e saluta con tanto affetto e riconoscenza il Presidente uscente Mons. Donato Negro per aver accompagnato in tutti questi anni il Servizio CEI e gli incaricati diocesani del Sovvenire con grande sensibilità d’animo e con la tenerezza del “buon pastore”.

E al nuovo Presidente Mons. Maffeis gli auguri più cari di buon lavoro!

(Mons. Maffeis, nato a Tione di Trento (TN) il 18 novembre 1963, è stato ordinato presbitero il 26 giugno 1988. Eletto alla sede arcivescovile di Perugia – Città della Pieve il 16 luglio 2022, l’11 settembre è stato ordinato Vescovo. È Vicepresidente della Conferenza Episcopale Umbra, membro del Dicastero per la Comunicazione e Vescovo delegato per il Sovvenire dell’Umbria).

Un po’ di storia…
Un primo “Comitato per il sostentamento del clero” fu costituito dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Card. Anastasio Alberto Ballestrero, con decreto del 22 febbraio 1985. Due anni dopo, il Consiglio Episcopale Permanente (CEP) del 12-15 gennaio 1987 approvò la costituzione di un altro organismo, il “Comitato per i problemi degli enti e dei beni ecclesiastici”, avente particolare riguardo ai problemi del sostentamento del clero italiano. Con il CEP del 19-22 settembre 1994, il Comitato divenne un organismo articolato in due sezioni: una per gli enti e i beni ecclesiastici e l’altra per la promozione del sostegno economico alla Chiesa. L’esperienza di nove anni di attività sulle tematiche delle due sezioni, portò il CEP del 20-22 gennaio 2003 a deliberare la costituzione di due Comitati distinti, uno dei quali l’attuale “Comitato per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica”. Dal 2003 si sono succeduti come Presidenti i Vescovi Germano Zaccheo (2003-2008), Pietro Farina (2008-2013) e Donato Negro (2013-2023).

“Avevano ogni cosa in comune”. Il Sovvenire nel Cammino Sinodale / Online gli Atti del Convegno Nazionale

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Cliccando qui è possibile ripercorrere, attraverso testi e video, le 3 giornate di lavori del XXIII Convegno Nazionale degli incaricati diocesani del Sovvenire, svoltosi a Roma dal 15 al 18 febbraio.

Vogliamo ricordare, a tal proposito, le significative parole del Papa, pronunciate agli incaricati nella Sala Clementina la mattina del 16 febbraio (da pag. 10).

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Ringrazio il Cardinale Zuppi per le sue cortesi parole e saluto tutti voi, che partecipate al Convegno nazionale sul tema «Avevano ogni cosa in comune» (At 2,44). Il Sovvenire nel Cammino sinodale. Giungendo dai diversi territori d’Italia, portate la ricchezza delle vostre Chiese e la responsabilità di un servizio che trova le sue radici nella prima comunità cristiana. Descrivendola, infatti, il libro degli Atti degli Apostoli dice che i credenti avevano «un cuore solo e un’anima sola» (4,32). La fede in Cristo si traduce nella vita e in scelte concrete, come la comunione dei beni, le donazioni dei propri possedimenti e la distribuzione del ricavato da parte degli Apostoli a favore dei più bisognosi (cfr At 4,34-35). La comunità apostolica incomincia a trasformare il mondo a partire dal nuovo stile di vita improntato al Vangelo. Tutti partecipano, in base ai propri talenti e anche con i propri averi, a questa “rivoluzione evangelica”, che rende visibile a tutti l’amore insegnato e donato da Gesù.

Da allora, le condizioni storiche dell’umanità sono molto cambiate, ma questa dinamica, grazie a Dio, è ancora presente, anche incisiva nella vita della Chiesa e, attraverso di essa, nella società. Essa ha ispirato l’attuale sistema di sostegno economico alla Chiesa in Italia, che voi chiamate Sovvenire e che si può riassumere in due parole: corresponsabilità e partecipazione. Anche in questo tratto di storia nazionale, dalla revisione del Concordato fino a oggi, parecchie cose sono mutate. Eppure, queste due parole – corresponsabilità e partecipazione – mantengono tutta la loro forza e la loro attualità, e anzi aiutano a costruire una Chiesa più solidale e più unita. Corresponsabilità e partecipazione.

Essere membra del Corpo di Cristo ci lega indissolubilmente al Signore e, nello stesso tempo, gli uni agli altri. Ecco, allora, la corresponsabilità. Nella Chiesa nessuno dev’essere solo spettatore o, peggio ancora, ai margini; ciascuno deve sentirsi parte attiva di un’unica grande famiglia. La corresponsabilità è il contrario dell’indifferenza, come pure del “si salvi chi può”; è l’antidoto contro ogni forma di discriminazione, contro la tendenza a voler primeggiare a tutti i costi, a guardare solo a sé stessi e non a chi ci sta accanto. I cristiani si sorreggono a vicenda, chi è più forte sostiene chi è più debole (cfr Rm 15,1) – almeno dovrebbe essere così -: questo significa amare, essere comunità e condividere ciò che si ha, anche i beni materiali e il denaro, perché a nessuno manchi il giusto sostentamento. Di passaggio ho detto la parola “indifferenza”. Credo che questa è la malattia più brutta che possiamo avere: diventare indifferenti, asettici rispetto ai problemi degli altri, come quei due “ecclesiastici” che sono passati davanti al povero uomo che era stato ferito dai ladri. L’indifferenza: guardare ma non vedere e non voler vedere.

La corresponsabilità implica, dunque, la partecipazione, cioè il coinvolgimento. Come ho detto in altre occasioni, non si può “balconear”, cioè stare alla finestra a vedere la vita che passa. Bisogna prendere l’iniziativa, bisogna rischiare, camminare, incontrare. Solo così possiamo far crescere comunità con il volto di madre e uno stile di fraternità effettiva, dove tutti hanno «un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32) e fra loro tutto è comune. Il Sovvenire è un modo concreto di esprimere la partecipazione, di rendere presente quel vincolo di amore che ci lega gli uni agli altri. Nella rivelazione di Gesù non esistono cristiani di “serie A” e di “serie B”, tutti siamo figli dell’unico Padre, fratelli e sorelle. Il processo sinodale sta facendo emergere questa presa di coscienza diffusa e, nello stesso tempo, necessaria: cioè l’esigenza, di mettere da parte certi modelli sbagliati che tendono a dividere le nostre comunità. Guardiamo alla Chiesa delle origini: si evangelizza insieme e con gioia! Solo insieme, nell’armonia delle diversità, si può testimoniare la bellezza dell’amore che libera, che si dona, che permette di uscire dalle dinamiche negative dell’egoismo, dei conflitti, delle contrapposizioni.

Per questo, vorrei aggiungere una terza parola: comunione. La corresponsabilità e la partecipazione edificano e sostengono la comunione; a sua volta, questa motiva e spinge a partecipare e ad essere corresponsabili. Lo state sperimentando in questi primi due anni di Cammino sinodale dedicati all’ascolto. Teniamo sempre presente la parola del Signore: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35): è il tempo della testimonianza, e di far fruttare i doni ricevuti. Fratelli e sorelle, nel vostro servizio quotidiano, potete porvi questo interrogativo: siamo segno concreto di unione e di amore? Se manca la comunione, viene meno la motivazione e si alimenta la burocrazia.

Corresponsabilità, partecipazione e comunione. Sono i vostri pilastri, e richiamano le parole-chiave del Sinodo: comunione, partecipazione, missione. Non è un caso. In più, nel tema sinodale, c’è il termine “missione”, a ricordarci che tutto nella Chiesa è per la missione; anche il vostro servizio, anche il Sovvenire, è per sostenere comunità missionarie. E questo, devo dire, si vede nelle vostre campagne: fate trasparire la realtà di una Chiesa “estroversa”, che cerca di assomigliare al modello evangelico del buon samaritano.

Cari amici, vi ringrazio per il vostro servizio. Vi affido a San Giuseppe, che ha sostenuto con fede e con premura la vita della Santa Famiglia. Buon lavoro per il vostro Convegno. Di cuore benedico voi, benedico i vostri cari, benedico il vostro lavoro. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

Amico del Clero / A dicembre l’idea di un “regalo” speciale

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Per il mensile di dicembre della Faci, Massimo Monzio Compagnoni firma un redazionale dal titolo Ce lo facciamo un regalo?
Scoprite di cosa si tratta…

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Il clima sta cambiando, è vero, e abbiamo convissuto più a lungo del solito con un caldo fuori stagione e poi con la violenza di un meteo sempre più difficile da prevedere e tenere sotto controllo. Il calendario, ad ogni modo, è sempre quello e Natale, anche quest’anno, sta arrivando. Albero e presepe, luci e dolcezze, affetti e famiglia. E naturalmente, anche regali: segni di attenzione verso le persone cui vogliamo bene per comunicare loro tangibilmente che le abbiamo a cuore. Anch’io ho la mia famiglia, la mia parrocchia, i miei amici… ma se penso al compito che la Chiesa mi ha affidato in questi anni, alla guida del Servizio per la promozione del sostegno economico, vi confesso che i primi a venirmi in mente siete proprio voi sacerdoti.

Non è retorica se vi dico che davvero vi voglio bene, a ciascuno di voi, dovunque voi siate: in qualche isola in mezzo al Mediterraneo o in un paesino delle Alpi, nella periferia di una grande città o nel centro storico di un borgo dell’entroterra. Per Natale vorrei farvi un regalo. Un regalo vero, non solo il ricordo nella preghiera (che comunque vi garantisco, ogni giorno!). Un regalo che si possa vedere e toccare, e magari anche scartare. Mi rendo conto, però, che per l’unico regalo che davvero avrebbe un senso e che avrei proprio desiderio di farvi… avrei assolutamente bisogno della vostra collaborazione. Sì, perché questo regalo posso farvelo solo se siete voi i primi a farlo a voi stessi e alla vostra comunità.

Vorrei regalarvi… un “braccio destro”. Sì, avete capito bene. Vorrei che ciascuno di voi potesse avere, nella comunità in cui vive, un referente per il Sovvenire. Una persona di buona volontà che si prenda a cuore il delicato tema del vostro sostentamento e aiuti tutta la comunità a farsene carico. A ricordarsi che il vostro ministero, la vostra persona, tutta la vostra vita è un dono per ciascuna comunità e che proprio per questo ogni comunità dovrebbe ricordarsi di voi, in un reciproco scambio di gratuità. È inutile girare intorno alla questione: Natale dopo Natale, cari amici, facciamo i conti con un gettito dell’8xmille che sta diminuendo e la cui tendenza è verso un ulteriore calo. È troppo importante, perciò, che recuperiamo la consapevolezza comunitaria del dover provvedere alle necessità della Chiesa.

Un referente potrebbe affiancarvi nel ricordare a tutti che in famiglia è importante far tornare i conti e che tra le voci di spesa di cui non possiamo fare a meno c’è anche quella del procurare il necessario per vivere a chi vive donando tutto se stesso per guidare, animare e sostenere la comunità. Voi sacerdoti ci avete donato tutta la vostra vita; noi, in tutte le comunità, non possiamo dimenticarci di voi. Ce la faremo a farci questo regalo? Mi aiuterete a farvelo?

In ogni parrocchia… un referente del Sovvenire. Si può fare: basta volerlo! Questo vi auguro per Natale, nella gioia infinita del nostro Dio che si fa uomo per noi.

Il Papa ai seminaristi francesi: evangelizzate da preti “con l’odore delle pecore”

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Vi segnaliamo questo messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Parolin, indirizzato ai partecipanti all’incontro di oltre 700 seminaristi e formatori di seminari francesi, riuniti, dopo dieci anni, a Parigi dall’1 al 3 dicembre. Papa Francesco sottolinea lo stile pastorale dei sacerdoti. Esso deve essere di “vicinanza, compassione, umiltà, gratuità, pazienza” necessario “per evitare di non essere credibili né ascoltati”, in una società dove la figura del sacerdote ha perso per molti ogni “autorità naturale” ed è “addirittura infangata”. Anche se rivolto ai seminaristi francesi, il contenuto può ritenersi indicativo per tutti i futuri sacerdoti ad ogni latitudine. Qui l’articolo di Alessandro Bussolo per Vatican News nel quale, tra l’altro, si legge:

“Per vivere questa esigente, “perfezione sacerdotale, e affrontare le sfide e le tentazioni che incontrerete sulla vostra strada”, c’è – sottolinea il Papa – “una sola soluzione: alimentare una relazione personale, forte, viva e autentica con Gesù”. Amate Gesù più di ogni altra cosa, è il suo consiglio ai seminaristi, “che il suo amore vi basti, e uscirete vittoriosi da tutte le crisi, da tutte le difficoltà”. Nel suo messaggio, il Papa “rende grazie per la chiamata singolare” che il Signore ha rivolto ai giovani seminaristi francesi, e anche “per la risposta coraggiosa che desiderate dare a questa chiamata”. È motivo di ringraziamento, di speranza e di gioia, prosegue, “constatare che molti giovani – e meno giovani – osano ancora, con la generosità e l’audacia della fede, e nonostante i tempi difficili che le nostre Chiese e le nostre società occidentali secolarizzate stanno attraversando, impegnarsi nella sequela del Signore per il suo servizio e per quello dei propri fratelli e sorelle”.

Dopo aver affrontato anche il tema legato al celibato, “al centro della vostra identità, legata a Gesù”, il messaggio a firma di Parolin ricorda che oggi “la figura sacerdotale viene molto spesso distorta in alcuni ambienti, relativizzata, talvolta considerata subalterna”. Ma “non spaventatevi troppo” aggiunge, perché nessuno cambierà mai la natura del sacerdozio, “anche se le modalità del suo esercizio devono necessariamente tener conto delle evoluzioni della società attuale e della situazione di grave crisi vocazionale che stiamo vivendo”. Quindi il Papa sottolinea che per queste evoluzioni, anche in Francia, la Chiesa e la figura del sacerdote, non vengono più riconosciute. Il prete “ha perso agli occhi della maggior parte della gente ogni prestigio” ed è addirittura infangato.  Quindi “per trovare ascolto presso le persone che incontriamo” e procedere con “la nuova evangelizzazione richiesta da Papa Francesco, affinché ognuno abbia un incontro personale con Cristo”, l’unico modo è l’adozione di uno stile pastorale di vicinanza, compassione, umiltà, gratuità, semplicità e povertà. Un sacerdote, perciò, che conosca “l’odore delle pecore”, e che cammini con esse, al loro ritmo. È così che il sacerdote “toccherà il cuore dei suoi fedeli, conquisterà la loro fiducia e farà loro incontrare Cristo”.

Per questo amare “Gesù più di ogni altra cosa”, è il consiglio del Vescovo di Roma ai seminaristi, vi farà uscire “vittoriosi da tutte le crisi”. Perché se Gesù mi basta, “non ho bisogno di grandi consolazioni nel ministero, né di grandi successi pastorali, né di sentirmi al centro di vaste reti relazionali”. E nemmeno “di affetti disordinati, né di notorietà, né di avere grandi responsabilità, né di fare carriera”, né di essere migliore degli altri. Se, al contrario, “soccombo a una di queste tentazioni o debolezze, è perché Gesù non mi basta e io vengo meno all’amore”. Cari seminaristi, conclude Papa Francesco, “abbiate sempre come prima preoccupazione rispondere” alla chiamata alla comunione di Gesù, e “rafforzare la vostra unione con Colui che si degna di fare di voi degli amici”, che è fedele “e vi renderà felici”.

1 dicembre 2023

Servizio Informatico / Convegno nazionale: segui la diretta

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Convegno di approfondimento e dibattito sui servizi informatici per le diocesi, con una particolare attenzione alle principali novità e con l’intento di offrire uno sguardo d’insieme, da “Sistema informativo diocesano”. Attraverso le diocesi, alcuni servizi sono rivolti anche alle parrocchie.

SEGUI LA DIRETTA

Link per chi volesse rivedere i contributi di ieri 27 novembre

Data la diffusione delle tecnologie digitali in molti ambiti di attività, sia gestionali sia pastorali, il convegno vede coinvolti alcuni uffici della CEI: è proposto dal Servizio Informatico, l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, l’Economato e Amministrazione, l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto e il Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa.

Il programma dell’incontro è modulare, per ambiti applicativi o tematici: amministrativo/gestionale, beni culturali, comunicazione digitale. È possibile partecipare a tutto il convegno o, in alternativa, anche solo a una sua parte nella quale vengano trattati i temi più vicini alla propria competenza o al proprio incarico in diocesi.

Pur nella specializzazione delle tre giornate, abbiamo previsto dei momenti con temi interdisciplinari, perché molti servizi è bene che siano conosciuti da tutti in diocesi: chi si occupa di beni culturali, di amministrazione, di comunicazione e pastorale. Lo sforzo e l’invito a lavorare insieme, in un sistema informativo diocesano che vede tutti coinvolti, sono uno degli obiettivi del convegno.

 

Per ogni giornata del convegno si prevedono:

  • l’esposizione di alcuni temi e l’illustrazione dei servizi informatici proposti;
  • la proposta di alcune attività concrete di immediata utilità e fattibilità;
  • il dibattito con domande/risposte e proposte di miglioramento ed evoluzione.

Per tutta la durata del convegno, sono presenti tavoli permanenti informativi per ogni servizio proposto, con referenti ed esperti per poter rispondere ad ogni domanda o esigenza e raccogliere segnalazioni e suggerimenti.

Programma in allegato.

Il grazie della Fisc al Servizio Promozione della CEI

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Nella sua relazione pronunciata lo scorso 26 novembre il presidente uscente della Fisc, Mauro Ungaro, ha rivolto molteplici ringraziamenti; tra gli altri ha espresso la sua gratitudine anche al Servizio Promozione, dedicandogli queste parole:

“… I giornali Fisc hanno raccontato e raccontano migliaia di storie provenienti da tutte le regioni del nostro Paese: storie di sacerdoti, consacrati, laici impegnati ad offrire speranza al prossimo.

Il Servizio per il sostegno economico della CEI rappresenta per noi non solo un compagno di viaggio ma uno degli interlocutori privilegiati per raccontare la quotidianità della Chiesa che è in Italia. In questi quattro anni abbiamo voluto – nelle pagine realizzate in collaborazione con Spse – chiedervi di raccontare proprio le storie dei vostri territori e questo tanto sul cartaceo quanto sul digitale, senza dimenticare le tante iniziative condotte insieme quali le Giornate evento sviluppate nelle singole diocesi ed i Concorsi i cui premiati hanno avuto modo di visitare le opere realizzate grazie al contributo dell’8xmille all’estero. Grazie al direttore Massimo Monzio Compagnoni ed ai suoi collaboratori per un rapporto che è davvero quotidiano di confronto e di crescita reciproca.

Guardiamo con preoccupazione alla diminuzione del gettito dell8xmille immaginando le conseguenze che questo può avere nella vita delle nostre Chiese ma anche per la nostra Federazione. Questa preoccupazione deve tradursi, per noi, in un rinnovato impegno per far conoscere quanto con quei fondi viene fatto nei territori delle nostre Chiese”.

Qui la relazione integrale.

I servizi informatici per le diocesi / È ancora possibile iscriversi al Convegno Nazionale

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Come anticipato lo scorso 17 ottobre, dal 27 al 29 novembre si terrà a Roma presso il TH Carpegna Palace (Via Aurelia, 481) il Convegno Nazionale su I servizi informatici per le diocesi – Uno sguardo d’insieme, le principali evoluzioni.

E’ ancora possibile chiedere di partecipare al convegno:

– in modalità a distanza via Internet,

oppure in presenza previa verifica della disponibilità dell’alloggio (le camere finora opzionate sono esaurite).

In entrambi i casi occorre fare richiesta scrivendo a sicei@chiesacattolica.it ed attendere indicazioni su come procedere e l’eventuale conferma.

Destinatari della proposta: economi diocesani e collaboratori, incaricati diocesani per i Beni culturali e Edilizia di culto, direttori Uffici comunicazioni diocesani e collaboratori, incaricati diocesani per l’informatica e collaboratori, incaricati diocesani in qualche modo convolti nei servizi trattati.

In allegato il programma defintivo.

Ferrara-Comacchio / Il “Sovvenire” al ritiro per il clero

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Nella mattinata di giovedì 9 novembre 2023, presso la sala conferenze del Seminario Arcivescovile di Ferrara, a partire dalle ore 9.30 e nel contesto della giornata di ritiro del clero, si terrà una conferenza sul tema del “Sovvenire” circa i fondamenti, la finalità e le modalità del “Sostegno economico alla Chiesa Cattolica”.

Sarà il dott. Paolo Cortellessa, incaricato del servizio studi e ricerche del Servizio CEI per la promozione sostegno economico Chiesa, a tenere la relazione sull’argomento.

L’evento sarà reso visibile sul canale YouTube UCS (Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi).

Vista l’importanza del tema si raccomanda la partecipazione che rimane aperta a tutti, sia in presenza che in collegamento on line.

I servizi informatici per le diocesi / Uno sguardo d’insieme, le principali evoluzioni

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Dal 27 al 29 novembre si terrà a Roma presso il TH Carpegna Palace (Via Aurelia, 481) il Convegno Nazionale su I servizi informatici per le diocesi – Uno sguardo d’insieme, le principali evoluzioni. Pubblichiamo in questo spazio la lettera d’invito del 18 settembre a firma congiunta di alcuni Uffici CEI, tra cui il Servizio Promozione.

Destinatari della proposta: economi diocesani e collaboratori, incaricati diocesani per i Beni culturali e Edilizia di culto, direttori Uffici comunicazioni diocesani e collaboratori, incaricati diocesani per l’informatica e collaboratori, incaricati diocesani in qualche modo convolti nei servizi trattati.

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Carissimi,

vi proponiamo un Convegno di approfondimento e dibattito sui servizi informatici per le diocesi, con una particolare attenzione alle principali novità e con l’intento di offrire uno sguardo d’insieme, da “Sistema informativo diocesano”.

Attraverso le diocesi, alcuni servizi sono rivolti anche alle parrocchie.

Data la diffusione delle tecnologie digitali in molti ambiti di attività, sia gestionali sia pastorali, il Convegno vede coinvolti molti Uffici della Cei: è proposto da Servizio Informatico, Ufficio Comunicazioni Sociali, Economato, Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa.

È auspicabile la presenza di incaricati non solo delle diocesi che già utilizzano i prodotti o servizi proposti dagli Uffici della Cei, ma anche di coloro che sono interessati a conoscerli. Il confronto e lo scambio sono un arricchimento e per tutti.

Il programma dell’incontro è modulare, per ambiti applicativi o tematici: amministrativo/gestionale, beni culturali, comunicazione digitale.

È possibile partecipare a tutto il Convegno o, in alternativa, anche solo a una sua parte nella quale vengano trattati i temi più vicini alla propria competenza o al proprio incarico in diocesi.

Pur nella specializzazione delle tre giornate, abbiamo previsto dei momenti con temi interdisciplinari, perché molti servizi è bene che siano conosciuti da tutti in diocesi: chi si occupa di beni culturali, di amministrazione, di comunicazione e pastorale. Lo sforzo e l’invito a lavorare insieme, in un sistema informativo diocesano che vede tutti coinvolti, sono uno degli obiettivi del Convegno.

Potrebbe esserci la possibilità di seguire i lavori del Convegno anche a distanza previa registrazione, per consentire la più ampia partecipazione, ma riterremmo importante la presenza di almeno un incaricato per ciascuna diocesi. La presenza fisica consente tra l’altro di affrontare meglio temi e problematiche specifiche di ciascuna diocesi.

Per ogni giornata del Convegno si prevedono:

– l’esposizione di alcuni temi e l’illustrazione dei servizi informatici proposti;

– la proposta di alcune attività concrete di immediata utilità e fattibilità;

– il dibattito con domande/risposte e proposte di miglioramento ed evoluzione.

Per tutta la durata del Convegno, saranno presenti tavoli permanenti informativi per ogni servizio proposto, con referenti ed esperti per poter rispondere ad ogni domanda o esigenza e raccogliere segnalazioni e suggerimenti.

Con l’occasione del Convegno e della proposta di tanti e importanti servizi, si ribadisce la necessità che per ogni diocesi ci sia un “incaricato per l’informatica” che, in contato con il Sicei, favorisca uno sguardo d’insieme al Sistema informatico diocesano, in particolare curando le problematiche di base e trasversali a tutti gli ambiti applicativi. Non necessariamente deve essere una figura dedicata. In sua assenza, può essere certamente una persona che abbia al contempo altri incarichi: l’economo, il direttore UCS, il cancelliere, il moderatore della curia o altra figura che possa rappresentare la propria diocesi.

In allegato si riporta il programma provvisorio. La versione definitiva verrà inviata in seguito.

Ci auguriamo che possiate partecipare, prenotando attraverso la procedura online: https://iniziative.chiesacatolica.it/serviziinformaticiperdiocesi2023

Ribadiamo che sarebbe importante la partecipazione in presenza di almeno un incaricato per ciascuna diocesi. Per il momento vi preghiamo di iscrivervi per la partecipazione in presenza, possibilmente entro il 16 ottobre per consentirci di provvedere al meglio agli aspetti logistici. Vi preghiamo di segnalarci eventuali ulteriori temi che riterreste utile affrontare o citare al Convegno. Cercheremo di affrontarli nei limiti della disponibilità di tempo. Per tutte le comunicazioni e domande relative al Convegno, vi preghiamo di scrivere a: sicei@chiesacatolica.it.

Grazie come sempre per la disponibilità e collaborazione, con i saluti più cordiali

don Claudio Francesconi – Economo, don Luca Franceschini – Direttore BCE, Vincenzo Corrado – Direttore UCS, Massimo Monzio – Responsabile SPSE, Giovanni Silvestri – Responsabile SICEI

Terra Santa / Il patriarca Mons. Pizzaballa incontra i vincitori del bando “8xmille senza frontiere”

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Continua il viaggio in Terra Santa dei giornalisti vincitori del bando “8xmille senza frontiere”, realizzato da FISC e SPSE, che hanno incontrato il patriarca latino di Gerusalemme Mons. Pierbattista Pizzaballa.

Vedo una Chiesa timorosa, poco audace. Una Chiesa che parla poco di Dio, ma da lì si deve partire. Deve stare attenta ai bisogni alle priorità dell’uomo ma il punto di partenza è Dio”, così ha risposto ai giornalisti dei settimanali cattolici Mons. Pizzaballa, descrivendo la Chiesa italiana. “Una Chiesa che fa fatica a dire una parola di orientamento alla vita sociale, soprattutto alle nuove generazioni ma non solo. Di fronte a questi grandi cambiamenti di una società che sta diventando sempre più multiculturale, multireligiosa, deve dire una parola di orientamento sereno. Una Chiesa che si preoccupa di tante questioni che mi paiono molto di élite, ma che tocchino poco la vita reale della gente”, ha proseguito il patriarca, aggiungendo: “Detto questo però, vedo anche tante bellissime realtà di territorio. Parrocchie con parroci meravigliosi. Vedo nel territorio tante realtà molto belle e positive, però in generale come Chiesa è in una fase un po’ di stanchezza”.