Category Archives: Newsletter In Cerchio

Uniti nel Dono / Padre Rinaldo: “La speranza cristiana è bella”

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Nel cuore più tradizionale e caratteristico di Genova, la zona dei carrugi, c’è una parrocchia che da sempre offre un porto sicuro ai più diversi naufraghi della vita. San Sisto II sorge a due passi dall’antico porto di questa ex Repubblica marinara e il suo parroco, Padre Rinaldo Maria Resecco (76 anni e prete da 35), è un uomo saggio e misurato, che in tanti anni ha incontrato e accolto tantissimi sfiduciati, cui ha restituito la speranza.

Il prete – spiega sorridendo a Giovanni Panozzo, autore dell’articolo – ha uno specialissimo legame e rapporto con Gesù Cristo ed è questo che lo caratterizza. La sua non è una funzione sociale, a cui hai bisogno di essere iniziato; sei un inviato del Signore Gesù. Ci sono molti che hanno piacere di vederti, ma ce ne sono anche tanti altri che invece questo piacere non ce l’hanno. A volte però proprio per loro l’incontro col sacerdote si rivela una bella sorpresa, qualcosa che in fondo aspettavano senza rendersene bene conto, perché effettivamente… la speranza cristiana è bella. Ti dice che l’uomo non è fatto soltanto per qualche decina d’anni su questa terra, vissuti come può, ma ha questa prospettiva illimitata, piena di luce… Certo, qualcuno può pensare che lui non sarà mai raggiunto, perché ha sbagliato strada, ma a quel punto c’è anche la bellezza della misericordia, del perdono di Dio che incoraggia, che aiuta. Ho incontrato non poca gente che alla fine è stata contenta di ritrovare questo sbocco, questa comprensione di sé stessi perché il Signore Gesù ti rivela chi sei, ti fa capire il mistero dell’uomo. In altri invece continua ad esserci una chiusura, magari camuffata da un atteggiamento quasi irrisorio, di dileggio, ma anche quello spesso non è molto convinto, nelle persone”.

Scopri di più nel video che segue e su unitineldono.it.

Ad Acerra l’Ambulatorio “San Giuseppe Moscati” / Screenings e visite gratuite grazie a medici volontari

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È stato inaugurato lo scorso 14 marzo nei locali del seminario vescovile in Piazza Duomo l’Ambulatorio Popolare “San Giuseppe Moscati” alla presenza del Vescovo Mons. Antonio Di Donna e del direttore della Caritas Italiana don Marco Pagniello; all’inaugurazione hanno preso parte anche la dottoressa Monica Vanni, dirigente generale della ASL Napoli 2 Nord e il sindaco di Acerra Tito d’Errico.

L’Ambulatorio nasce grazie all’impegno pastorale del Vescovo di Acerra Mons. Di Donna, che ha messo a disposizione i locali del Seminario in Piazza Duomo, ristrutturati e adeguati con i fondi dell’8xmille e del progetto “Intesa Salute” di Caritas Italiana.

Un segno concreto di vicinanza ai più fragili, frutto del Giubileo della Speranza appena terminato, una “carezza” della Chiesa a chi soffre e ha bisogno di cura.

L’iniziativa, dal forte significato e impatto sociale, nasce in un territorio gravato da anni dall’inquinamento ambientale, con l’insorgere di patologie tumorali in particolare tra giovani e ragazzi. Il presidio sanitario è perciò una piccola ma preziosa goccia di speranza per le tante persone in condizioni socioeconomiche difficili, spesso costrette a scegliere se curarsi, pagare le utenze o comprare beni alimentari: mentre le lunghe liste di attesa nella sanità pubblica rendono ancora più difficile l’accesso alle visite specialistiche per chi ha meno possibilità.

Un ecografo, donato dalla locale Clinica Villa dei Fiori, permetterà di effettuare screenings specialistici al seno, alla prostata e all’addome. Disponibili ecocardiogramma ed elettrocardiogramma, visite di medicina generale e pediatriche, grazie all’impegno gratuito di medici volontari. All’interno anche uno sportello dedicato ai disturbi alimentari, realizzato in collaborazione con l’associazione EMMEPI4EVER.

«L’Ambulatorio – che si aggiunge al Centro diurno per minori a rischio, alle iniziative di accoglienza degli immigrati, alla cura degli anziani nel Centro “San Cuono”, alla Mensa di fraternità, al dormitorio e ai tanti servizi che le comunità parrocchiali offrono quotidianamente a chi è nel bisogno – completa la rete “integrale” di sostegno e vicinanza ai poveri del territorio costruita dalla Chiesa diocesana attraverso la Caritas, con gli ultimi al centro della vita pastorale» ha dichiarato in una nota della Diocesi il direttore Vincenzo Castaldo, per il quale «la nuova realtà, in vista della visita di papa Leone in città annunciata per il prossimo 23 maggio, rafforza la certezza della “speranza non delude” come ci ha insegnato il Giubileo, e ci invita, attraverso segni concreti di solidarietà e di fraternità, a costruire una comunità sempre più attenta ai bisogni degli ultimi».

Uniti nel Dono / Quando la solidarietà è più potente dell’alluvione

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Don Claudio Cipolla, da quattro anni direttore della Caritas diocesana di Rossano Cariati e da due mesi incaricato di Caritas Italiana per le emergenze in Calabria, ci guida tra le comunità più colpite dalla recente alluvione del Crati. La devastazione in Contrada Thurio a Corigliano Calabro e a Tarsia è grande, ma la risposta della solidarietà è stata ancora più straordinaria.

Per saperne di più collegati a unitineldono.it.

Uniti nel Dono / Una casa per ricominciare davvero. Insieme

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A Zinasco, tra Milano e Pavia, don Massimo Mapelli ha dato vita all’associazione “Una casa anche per te”. Qui giovani italiani e stranieri trovano accoglienza, relazioni sane e la possibilità di costruire il proprio futuro, trovando nel 98% dei casi persino lavoro. Dal 2004 a oggi il sacerdote ha condiviso la propria casa con oltre 1700 persone provenienti da 92 nazionalità diverse.

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Umbria / Presentato il Rendiconto regionale 8xmille 2025

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Giovedì 12 marzo è stato presentato il Rendiconto regionale dell’Umbria che racconta come la Regione abbia beneficiato delle ingenti risorse provenienti dall’8xmille. Il documento – scrive il diacono Giovanni Lolli, che da 9 anni ne cura la pubblicazione – “non si limita ad esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza”.

Fra queste molte quelle dedicate a persone anziane, in un contesto demografico e sociale che vede crescere i bisogni. Con la sua attenzione pastorale e le sue iniziative di prossimità la Chiesa è impegnata affinché, come osservava Romano Guardini, la vecchiaia non sia per nessuno soltanto la conclusione della vita, ma possa avere un senso buono e profondo; un senso che aiuta l’anziano a riconciliarsi con la propria condizione e a dar ancora prova di pazienza, di stupore e di riconoscenza.

Di seguito proponiamo l’introduzione al Rendiconto a firma del coordinatore regionale del Sovvenire diacono Giovanni Lolli e una sua breve intervista rilasciata qualche anno fa su come nasce questo progetto regionale di rendicontazione dei fondi dell’8xmille arrivato alla nona edizione.

«Noi non abbandoniamo nessuno», è quanto afferma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della CEI nel presentare il rendiconto nazionale dell’8xmille. Il nostro Rendiconto regionale, giunto ormai alla nona edizione, ha dimostrato che quest’affermazione non è un semplice slogan, ma il cardine dell’impegno della Chiesa italiana, che si riflette anche quest’anno nel rendiconto sull’utilizzo dell’8xmille delle Chiese dell’Umbria, documento che non si limita ad esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza. I fondi, destinati dai cittadini attraverso la firma dell’8xmille, si traducono in azioni concrete: sostegno a chi è ai margini, aiuti alle famiglie in difficoltà, interventi anche nelle periferie del mondo, dai bambini privi di tutto agli anziani soli.

La visione ecclesiale supera la logica della mera assistenza: l’obiettivo è la promozione umana integrale, che viene raggiunto attivando percorsi educativi e di responsabilità condivisa. In questi nove anni nel rendiconto umbro abbiamo messo in evidenza varie sfaccettature di questo “non abbandonare”; dal lavoro di tutela del patrimonio artistico ecclesiale, alla vicinanza ai giovani, ai sacerdoti e, quest’anno in particolare, agli anziani e ai fragili. Anziani e fragili saranno in futuro una parte sempre più ampia della popolazione che richiederà sempre più il sostegno della Chiesa anche attraverso l’8xmille e la creatività della carità (cfr. pag 26 e seguenti).

Quest’impegno non può prescindere però dalla trasparenza che è garanzia di una corretta amministrazione delle risorse. Pubblicare il Rendiconto non è solo un obbligo normativo, ma la testimonianza di una gestione sobria e rigorosa, orientata al bene comune. Ogni progetto è valutato per impatto sociale e sostenibilità, rispondendo alla fiducia dei contribuenti.

Questa gestione riflette la rotta indicata dal Cammino sinodale e l’invito di Papa Francesco: essere una Chiesa “inquieta” e vicina agli “imperfetti”. Un’istituzione che, attraverso la cura trasparente delle risorse, si fa madre capace di accompagnare e soccorrere chi è ferito nel corpo e nello spirito.

 

Uniti nel Dono / La bussola di San Giuseppe indica la fraternità e il servizio

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Essere punto di riferimento, porto sicuro quando le bufere e le mareggiate della vita sembrano far perdere la bussola. A Salerno la parrocchia di San Giuseppe lavoratore rappresenta un approdo sicuro. Siamo in un quartiere residenziale della città, sorto a fine anni Sessanta, benestante, con alberi imponenti che arredano un’area a 20 minuti dalla stazione ferroviaria. La parrocchia è nota come punto di incontro per numerose attività, dal centro culturale – con la presentazione di libri sul territorio- allo spazio dedicato all’arte, grazie al teatro parrocchiale.

Lo racconta in questo articolo Nicola Nicoletti su unitineldono.it.

“Nei decenni passati la comunità aveva una popolazione medio borghese; attualmente è, nella maggioranza, composta da anziani, con figli – giovani professionisti – disseminati in svariate città. Il numero degli abitanti rimane sostanzioso, circa 10.000 persone. San Giuseppe, ancora oggi, è un riconosciuto centro di aggregazione”. Don Nello Senatore, sorriso facile e parlata rapida, da un anno e mezzo è il parroco di questa dinamica comunità.
Qui è sorto uno dei primi tentativi di Fraternità sacerdotale formata da presbiteri residenti e semi stanziali. A questa speciale “famiglia” prende parte monsignor Luigi Moretti, arcivescovo emerito di Salerno. “Ogni giovedì, per solennizzare l’esperienza comunitaria, si uniscono altri sacerdoti e diaconi”, precisa il parroco. Giornalista e insegnante, il sacerdote dirige l’Istituto di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, un compito molto impegnativo che, grazie alla collaborazione di volontari e associazioni, riesce a portare avanti con attenzione e cura. La relazione tra persone di varie età e la capacità di ascolto, sono elementi essenziali per il cammino parrocchiale e necessitano anche di locali idonei.
Gli ampi spazi della parrocchia sono il cuore di una svariata serie di iniziative e incontri per gruppi come “La Crisalide in Rete”, sorto per contrastare la violenza sulle donne.

“Nasce nel 2019 grazie al sostegno del nostro don Nello – spiega la giovane presidente Roberta Bolettieri – . Dal 2025 una delle realtà dell’associazione, il Centro Antiviolenza Febe, è ospitata a San Giuseppe. In un anno 50 donne sono state seguite e accolte; si tratta di persone in grave pericolo a cui sono garantiti percorsi psicologici, consulenza ed assistenza legale”. È parte di un lavoro complesso e delicato per donare autonomia a chi si trova in difficoltà, “un impegno per offrire nuove opportunità a chi ha sofferto molto”, continua Roberta. L’indipendenza delle ragazze è uno degli obbiettivi della Crisalide. “Sono iniziati dei corsi professionalizzanti – precisa la presidente – per facilitare la ricerca di una vita migliore: la conquista di una nuova indipendenza, anche economica, dona fiducia in sé stessi, ed è da lì che bisogna ripartire”.

Le operatrici sono tante, come Francesca Carpinelli, anche lei giovane, avvocato e coordinatrice del centro. “Dopo un’esperienza al Tribunale per i Minorenni ho deciso di specializzarmi ed orientare la mia professione alla tutela delle fasce vulnerabili”, puntualizza. Il centro accoglie donne provenienti da tutta la provincia ed è accreditato al numero nazionale antiviolenza 1522 su reati come lo stalking.
Anche chi si prende cura delle coppie e dei bambini, specialmente quelli meno fortunati, privati del calore di una famiglia, ha un suo spazio in parrocchia. “Ci impegniamo per i più fragili, i piccoli che per svariate ragioni non possono stare con i genitori”.

Gerardina Paciello è la responsabile di donne e uomini che hanno scelto di rimanere accanto a loro. Lo fa guidando “Il Mantello”, un ente autorizzato dalla Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. “L’esperienza nasce nel 1997 dalla volontà di alcune famiglie e con l’aiuto di don Nello, uno dei soci fondatori – ricorda Gerardina -. Oggi più di mille bimbi hanno una famiglia”, afferma con soddisfazione mentre sfoglia il calendario che, mese per mese, svela una storia di accoglienza. Promuovere la cultura dell’adozione e la protezione dei bambini privi di tutela e affetto, è un impegno che i soci vivono con responsabilità. “Il Mantello”, associazione accreditata in Brasile, Bulgaria, Zambia e in Messico, è attenta al sostegno anche nelle adozioni a distanza di bambini con famiglie in difficoltà temporanea. “Il nome che ci siamo dati fa riferimento al mantello della Vergine Maria, un manto che copre chi ha più necessità” chiarisce, manifestando la fede che le dà forza nei momenti difficili.
Sono tante le persone coinvolte nel servizio in parrocchia: nel coro, nella formazione biblica, come anche nel gruppo lettori, in quello liturgico e dei sacristi.

Annamaria Salerno è la responsabile dei catechisti, un incarico affidatole dal parroco che svolge con una fedeltà tale da coinvolgere suo figlio, Andrea Fedele, 23 anni, ministrante, attivo nel gruppo giovani, in un percorso alla scoperta della fede e della cultura. La celebrazione dei sacramenti, base del cammino di crescita cristiana, vede l’impegno di Lidia Pioda, responsabile della Liturgia e ministro straordinario dell’Eucaristia.
La passione per i media di don Senatore ha fatto sorgere una struttura di comunicazione, “Elpis” (speranza, in greco), dove giornalisti e ragazzi autistici sono impegnati nella realizzazione di servizi mediali e di post produzione. Il centro TV “San Giuseppe” inoltre, trasmette la messa sui canali web e realizza programmi culturali. Il parroco ha riunito tutti per un caffè e presentare questo cantiere di vita ricco di momenti anche festosi e leggeri.
“Che parrocchia ho in mente? Quella che cammina secondo il Vaticano II – chiosa don Nello -: la liturgia, la carità, l’evangelizzazione e la comunicazione, nello spirito della sinodalità, aprendosi alla città e non autocelebrandosi mai”.

 

Uniti nel Dono / A Catania un oratorio che cambia la vita: la Natività del Signore racconta la sua missione

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Da oltre cinquant’anni l’oratorio della parrocchia Natività del Signore nel quartiere Cibali di Catania è un punto di riferimento educativo e sociale. Testimonianze come quella di Tina La Rosa, storica volontaria vincenziana, raccontano un impegno costante verso poveri, anziani e famiglie in difficoltà, radicato nella spiritualità di San Vincenzo de’ Paoli.

Guidata dal 2003 da don Roberto Mangiagli, la comunità ha sviluppato una rete di accoglienza che negli anni ha sostenuto minori fragili e famiglie, arrivando perfino ad adottare due fratellini rimasti senza genitori.

Nel 2006 nasce il progetto “Oratorio… casa per tutti”, oggi aperto ogni giorno e capace di accogliere centinaia di bambini e ragazzi con attività educative, formative e ricreative.

Grazie a educatori, religiose e volontari, l’oratorio offre doposcuola, laboratori, corsi, attività sportive e spazi di aggregazione, diventando un argine concreto alla dispersione scolastica e alle devianze giovanili in una zona segnata anche dallo spaccio. Le testimonianze degli animatori confermano un clima di famiglia, impegno e corresponsabilità.

“È valsa la pena scommettere su questa casa per tutti – afferma don Roberto – perché il Vangelo cresce nei passi piccoli e condivisi”.

Scopri tutta la storia a firma di Sabina Leonetti su unitineldono.it.

Uniti nel Dono / Ad Alliste nasce “Ri-creazione”, il progetto che combatte droga e disagio giovanile

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Don Dario Donateo ha combattuto una lunga e appassionata battaglia ad Alliste (LE), dove è stato parroco fino al 2025, per costruire una cultura solidale e contro ogni mafia. Il suo impegno per gli ultimi continua, anche attraverso la comunità Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.

La sua storia è stata raccontata su unitineldono.it da Sabina Leonetti.

Dopo la morte per overdose di un trentaseienne del paese, il parroco di Alliste, don Dario Donateo, ha denunciato l’omertà e la diffusione della droga nel territorio, avviando il progetto “Ri-creazione”: doposcuola, laboratori e percorsi educativi per minori a rischio. L’iniziativa, sostenuta da volontari, Caritas e associazioni locali, continua anche dopo il trasferimento del sacerdote, diventando un presidio di prevenzione e legalità per la comunità.

Uniti nel Dono / Il cammino di don Samuel e la nascita della Missione a Valguarnera

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Da un’infanzia segnata dalla fede all’incontro decisivo con fratel Biagio Conte: è la storia di don Samuel La Delfa, giovane sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, che ha dato vita alla nuova Missione Speranza e Carità di Valguarnera, inaugurata nel marzo 2024. Un’opera nata dal desiderio di accogliere i poveri e i fragili e già diventata luogo di fraternità, preghiera e servizio.

L’articolo di Carmelo Cosenza, pubblicato su www.settegiorni.net, è stato ripreso anche da unitineldono.it.

Da quel Venerdì Santo in cui, ancora bambino, venne “affidato” da sua madre al parroco don Francesco Rizzo, don Samuel La Delfa – oggi 33enne e sacerdote dal 2020 nella diocesi di Piazza Armerina – ripercorre la propria storia vocazionale, nata in una famiglia profondamente radicata nella vita della Chiesa e maturata attraverso la preghiera quotidiana, il servizio all’altare e l’esempio del suo parroco.

Dopo gli anni dell’adolescenza e un serio discernimento vocazionale durante il cammino neocatecumenale, Samuel entra nel seminario diocesano, studia teologia a Palermo e completa la propria formazione con esperienze monastiche e servizi pastorali che lo indirizzano a una particolare attenzione verso i poveri. Prosegue poi gli studi a Roma, presso il Pontificio Istituto Biblico, conseguendo la Licenza nel 2023.

Un ruolo fondamentale nella sua crescita spirituale lo ha avuto fratel Biagio Conte, che don Samuel conobbe da adolescente e con cui instaurò un rapporto profondo, rafforzato da un episodio decisivo: la guarigione inattesa del fratello Filippo, nel 2014, dopo la preghiera del missionario palermitano. Da allora il legame tra i due rimase costante fino alla morte di fratel Biagio, avvenuta nel 2023.

Proprio dal loro ultimo incontro nasce il sogno di aprire una Missione Speranza e Carità a Valguarnera. Il progetto prende forma nel marzo 2023, con il sostegno del Vescovo Mons. Gisana, e diventa realtà il 21 marzo 2024, quando – in un pellegrinaggio comunitario – viene inaugurata ufficialmente la Missione presso il Centro Papa Giovanni XXIII, segnato dalla collocazione di una grande croce alta sei metri, simbolo di luce e speranza.

La struttura, interamente sostenuta dalla carità, ha già accolto più di un centinaio di persone, tra residenti e ospiti temporanei, molti dei quali immigrati. Accanto all’assistenza materiale, la Missione propone adorazione eucaristica, formazione, corsi di italiano, attività estive, momenti di fraternità e preghiera interreligiosa.

Nonostante le difficoltà incontrate, don Samuel testimonia una comunità che cresce nella solidarietà: «Semplicità ed essenzialità – afferma – sono lo spazio privilegiato in cui Dio si lascia riconoscere. Il Signore continuerà a soccorrerci come ha sempre fatto».

In memoriam / È improvvisamente mancato don Enrico Triminì

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Con profonda tristezza e sincera partecipazione al dolore dell’intera comunità, annunciamo la scomparsa di don Enrico Triminì, il nostro incaricato diocesano, tornato alla Casa del Padre nelle prime ore dell’alba del 9 marzo. Aveva 68 anni.

La notizia, che ha scosso la Chiesa eusebiana, è stata resa nota dall’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo, che ha invitato tutti i fedeli alla preghiera. Don Enrico è morto nella sua canonica, per cause che sono ancora in fase di accertamento. Nella notte il Signore lo ha chiamato a sé, nel silenzio che accompagna le vite donate fino in fondo.

Parroco di Bianzè e Tronzano, e amministratore parrocchiale di Saluggia e Sant’Antonino, don Enrico ha vissuto il suo ministero con dedizione generosa, passo discreto, vicinanza ai piccoli e amore profondo per le comunità affidategli. La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto umano e pastorale difficile da colmare, ma anche una testimonianza luminosa di servizio e di fede.

Affidiamo don Enrico alla misericordia del Padre, certi che Colui che ha guidato i suoi passi sulla terra lo accoglierà ora nella pace senza fine. Uniti nella preghiera, abbracciamo la sua famiglia, le comunità parrocchiali e tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Il Signore gli doni il riposo eterno e la luce perpetua risplenda su di lui.

Il Servizio Nazionale per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa