Category Archives: Newsletter In Cerchio

Uniti nel Dono / Torna lo spot CEI sulla vita e la missione dei sacerdoti

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“Uniti nel dono” è il messaggio al centro della nuova campagna di comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana per le Offerte destinate al sostentamento dei sacerdoti.
On air dal 13 novembre, intende sensibilizzare sulla corresponsabilità economica e sul valore della donazione a favore dei tanti preti che ogni giorno offrono il loro tempo, sono accanto ai più fragili, sono in prima linea per dare risposte a chi è in difficoltà, incoraggiano percorsi di ripresa, affidandosi alla generosità dei fedeli per essere liberi di servire tutti.

“Ogni offerta destinata al sostentamento dei sacerdoti – sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è il segno tangibile della vicinanza dei fedeli, un mezzo per ringraziare tutti i sacerdoti, dal più lontano fino al nostro parroco. Basta una piccola offerta ma donata in tanti”.

Ideata e prodotta da Casta Diva Group, la campagna si snoda tra spot tv, radio, web, social e racconta la “missione” dei sacerdoti, ripresi nella loro quotidianità all’interno delle comunità, nei luoghi in cui tutti possono sentirsi a casa. Protagonisti dei sei spot, on air fino a Natale, tre sacerdoti, testimoni di un impegno che da nord a sud, fa la differenza per tanti. Come don Stefano Cascio, parroco di San Bonaventura da Bagnoregio, nel quartiere periferico di Torre Spaccata a Roma, che guida la comunità dal 2016 ed accoglie tutti con un sorriso: anziani soli, ragazzi di strada, rifugiati in fuga dalla guerra. Nella sua parrocchia c’è sempre posto e ciascuno è il benvenuto. Nel bellunese, don Fabio Fiori, parroco di Danta di Cadore e San Nicolò di Comelico (BL), è l’anima di una cooperativa di comunità che combatte lo spopolamento delle vallate, aiutando le persone a rimanere nel proprio paese e a non abbandonare un angolo di paradiso. A Milano don Domenico Storri, parroco di San Pietro in Sala, da oltre vent’anni coordina una web radio, i SempreVivi, che coinvolge alcuni adolescenti con disagio psichico. Un progetto che dimostra come, grazie a un microfono e a tanta passione, si possa di dare voce a chi abitualmente non ce l’ha.

Oltre agli spot, sul web e sui social, sono previste delle pillole video, brevi interviste ad alcuni parrocchiani che raccontano i “don” dal loro punto di vista.
Accanto al digital, anche la carta stampata. La campagna, pianificata su testate cattoliche e generaliste, ricorda i valori dell’unione e della condivisione con alcuni slogan incisivi: “Ci sono posti che esistono perché sei tu a farli insieme ai sacerdoti” o “Ci sono posti che non appartengono a nessuno perché sono di tutti”.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le offerte deducibili sono ancora poco comprese e utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale; in molte parrocchie, però, questo non basta a garantire al parroco il necessario per il proprio fabbisogno. Da qui l’importanza di un sistema che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani.

“In questo tempo di Cammino sinodale – sottolinea Monzio Compagnonil’offerta per il sostentamento del clero diventa un gesto concreto, un dono per ‘camminare insieme’. Una scelta valoriale che si traduce in un sostegno reale alla missione dei nostri preti”.

Diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, le offerte per i sacerdoti sono espressamente destinate al sostentamento dei preti al servizio delle 226 diocesi italiane; tra questi figurano anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi più poveri del mondo e 2.500 sacerdoti ormai anziani o malati dopo una vita spesa al servizio degli altri e del Vangelo. L’importo complessivo delle offerte nel 2022 si è attestato appena sopra gli 8,4 milioni di euro in linea con il 2021. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo, che ammonta a 514,7 milioni di euro lordi, necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi.
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In allegato il comunicato stampa con altre informazioni sulla raccolta, il fabbisogno annuale e le modalità per donare.

Offerte liberali: a chi spetta la deduzione?

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Informiamo che riguardo la deducibilità fiscale relativa alle quietanze secondo la Circolare n.15 E /E dell’Agenzia delle Entrate del 19.06.2023, con richiamo alla Risoluzione 19.06.2017 n. 72/E, le erogazioni liberali in favore dell’ICSC possono essere effettuate anche in contanti presso gli Istituti Diocesani Sostentamento Clero con il rilascio della necessaria quietanza predisposta dall’Istituto Centrale Sostentamento del Clero.

In riferimento alle quietanze, la suddetta Circolare definisce che “detti stampati devono contenere il numero progressivo dell’attestazione o certificazione, cognome, nome e comune di residenza del donante, l’importo dell’erogazione liberale e la relativa causale.”

In allegato lo stralcio della Circolare in questione, in cui sono state evidenziate le parti di interesse.

Si ricorda che, riguardo al progetto Uniti Possiamo, il termine ultimo per consegnare le scatole con le Offerte liberali agli Istituti Diocesani Sostentamento Clero scadrà il prossimo 15 dicembre. È importante farlo entro questa data anche per dare la possibilità agli Istituti Diocesani di rilasciare le relative ricevute a coloro che hanno effettuato le Offerte liberali rilasciando le proprie anagrafiche sulle buste inserite nella scatola.

Per questo si chiede la massima collaborazione a tutti gli incaricati diocesani affinchè supportino le parrocchie e i loro collaboratori.

Lazio / Il prossimo incontro regionale a Roma il 15 e 16 dicembre

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Si svolgerà presso Casa La Salle in Via Aurelia, 472 l’incontro regionale del Lazio sul tema Corresponsabilità – Partecipazione – Comunione. Il Sovvenire nel Cammino Sinodale. Come per gli altri, anche questo appuntamento sarà un’occasione preziosa per radunare, oltre gli incaricati diocesani del Sovvenire della Regione coinvolta, gli economi e i presidenti degli Istituti per il sostentamento clero delle diocesi laziali. L’obiettivo è quello di informare i partecipanti sull’andamento del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che non si realizza solo attraverso l’incentivazione delle firme per l’8xmille alla Chiesa o della raccolta delle offerte liberali, ma pure attraverso una responsabilità nell’amministrazione dei fondi 8xmille diocesani e la corretta gestione dei beni degli Istituti Diocesani.

Il programma (in allegato) vedrà l’accoglienza e il pranzo di benvenuto a partire dalle 12.30. I lavori avranno inizio alle ore 15.00 con l’introduzione del Vescovo Delegato Mons. Luigi VARI e del referente regionale diac. Antonello PALOZZI. Quindi, a seguire, gli interventi del presidente dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, Mons. Luigi TESTORE, dell’economo della CEI, don Claudio FRANCESCONI e del responsabile del Servizio Promozione CEI, Massimo MONZIO COMPAGNONI.

Dopo il dibattito saranno presentati i progetti sul territorio a cura di Letizia Franchellucci e Paolo Cortellessa.

Il giorno dopo, a partire dalle 9.30, si svolgeranno gli incontri di settore e poi momenti di confronto e condivisione di tutti i partecipanti. Le conclusioni saranno a cura di Mons. Vari e del diac. Palozzi.

Uniti nel Dono / Nella “Casa della Misericordia”, il cuore generoso di Molfetta

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Laboratori ed estate ragazzi, mercatino parrocchiale e attenzione al creato, presepe vivente e corteo storico di Santa Rita… ma il vero cuore della parrocchia di don Silvio Bruno, a Molfetta, è la “Casa della misericordia”, nata 17 anni fa con il precedente parroco. Un punto di riferimento per chi è in difficoltà e un segno di speranza per tutto il territorio.

Questo luogo, pensato soprattutto come una risposta concreta all’esortazione di Papa Francesco, “Misericordia et misera”, è anche una scommessa per tutti, quella di abitare la misericordia, perché sia un esercizio di vita improntato alla cura dell’altro. Una sfida, questa, che don Silvio Bruno ha accolto volentieri quando ha assunto il servizio di parroco in questa comunità, nel 2017. Grazie a questo servizio comunitario si è creata una collaborazione costante tra la parrocchia, i commercianti e altre associazioni di volontariato: la “Casa della Misericordia” oggi non è più solo un bene della parrocchia ma dell’intera comunità, un bene di cui andare fieri. È bello infatti percepire la vicinanza e l’interessamento dei parrocchiani e di coloro che, pur non essendolo, domandano: “Don Silvio c’è bisogno di qualcosa per la mensa?”.

Per saperne di più collegarsi al sito unitineldono.it.

Regione Sicilia / “Corresponsabilità, partecipazione, comunione”: sintesi dell’incontro regionale sul Sovvenire

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L’articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale Siciliana.

Una settantina i presenti tra Economi, Presidenti degli Istituti Diocesani per il Sostentamento clero e Responsabili diocesani del Sovvenire delle diocesi della Sicilia all’incontro con i vertici dell’Istituto Centrale della CEI che si è svolto nei giorni 10 e 11 novembre ad Enna presso l’Hotel Federico II sul tema “Corresponsabilità, partecipazione, comunione. Il Sovvenire nel Cammino sinodale”.

I lavori, aperti con la preghiera e condotti da Orazio Sciascia in sostituzione del Delegato regionale don Mario Arezzi, impedito per motivi di salute, sono proseguiti con i saluti istituzionali di mons. Alessandro Damiano, vescovo delegato CESi per il Sovvenire e di mons. Antonino Raspanti, Presidente CESi.

Sono seguite le relazioni. In apertura quella di Mons. Luigi Testore, Vescovo di Acqui Terme (AL) e Presidente dell’Istituto Centrale (ICSC) il quale ha tracciato un breve excursus sulla storia del sostentamento dei sacerdoti dalla fine dell’800 fino ai cambiamenti radicali avvenuti con il Concordato del 1929 prima e con la sua riforma del 1983 e la conseguente nascita dell’ICSC. Ha poi fornito qualche dato esemplificativo sul patrimonio degli Istituti diocesani che, a suo parere, sono in numero sovradimensionato (circa 218) e sbilanciato. Infatti, i primi 100 istituti detengono il 92% dell’intero patrimonio in terreni e immobili che apportano un grosso contributo economico per il sostegno dei circa 26mila sacerdoti in Italia, mentre i restanti 118 sono quasi del tutto improduttivi. Sarebbe opportuno – ha detto – un ridimensionamento nei numeri e un accorpamento che favorisca una gestione più razionale del patrimonio.

Da parte sua anche un appello alla corresponsabilità dell’intera comunità ai bisogni della Chiesa.

Don Claudio Francesconi, Economo della CEI, ha parlato della corresponsabilità e comunione nella vita delle diocesi, soprattutto tra economi e Istituti (IDSC), unitamente al vescovo. L’economo infatti ha il compito di vigilare sulla correttezza delle assegnazioni dei fondi otto per mille e quindi della loro rendicontazione. Ha poi citato l’esempio virtuoso della regione ecclesiastica Umbra che già da due anni presenta un’unica rendicontazione e assegnazione a livello regionale. Una esperienza che potrebbe essere duplicata anche in Sicilia: per mons. Raspanti “possiamo, dobbiamo e vogliamo comunicare ciò che riceviamo e ciò che possiamo offrire e diamo e quanto potremmo offrire se ci fossero più energie, umane e spirituali, ma anche materiali e economiche che andranno a sostenere tutte le attività pastorali, quindi della vita ecclesiale”. Lo stesso presule, parlando degli Istituti sostentamento del clero ha parlato della possibilità di “una collaborazione sul piano interdiocesano su alcuni campo e su alcune servizi specifici”. Sentiamolo, intervistato da don Giuseppe Rabita, direttore della Segreteria pastorale della CESi.

Il dr. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione CEI ha proposto un intervento sulla domanda: “Stiamo camminando insieme?”. Ha presentato i risultati di una ricerca effettuata nel 2023 su cosa pensano gli italiani della Chiesa. Tanti i dati emersi: calo dei praticanti, scesi al 16%, crollo delle confessioni, aumento del numero di coloro che vedono la messa in TV. Anche gli stessi praticanti sono del parere che la Chiesa sia in declino. Pur crescendo il numero di coloro che sentono un grande bisogno di spiritualità, meno sono quelli che si rivolgono alla Chiesa cattolica. I giovani chiedono alla Chiesa di essere accolti e ascoltati e non giudicati. Il 23% dei giovani è indifferente nei confronti della Chiesa. Il 77% degli intervistati crede che la Chiesa non sia in grado di dare risposte adeguate alle sfide della contemporaneità. Dal 2002 al 2006 si è passati dal 62% al 55% circa il giudizio positivo sulla Chiesa. Picchi di disistima coincidono con i vari scandali succedutisi negli anni; quelli che incidono di più sono quelli legati alla pedofilia (78%) e gli scandali economici (48%). Pochi sono quelli che conoscono il sistema delle offerte per il clero, il 35% dei praticanti. Il mantenimento del clero costa circa 500 milioni l’anno. Le offerte deducibili sono passate da 20 milioni a 8 milioni l’anno. La dichiarazione dei redditi on-line, introdotta da poco ha fatto perdere alla Chiesa 743mila firme dell’otto per mille.

Il dr. Compagnoni ha poi presentato nel dettaglio i numeri e le somme offerte in Sicilia e la situazione delle diocesi che sarebbe lungo riportare in questa sede. I dati possono essere consultati sul sito sovvenire.chiesacattolica.it, ma intanto chiarisce l’importanza di quanto deriva dalla firma e dal dono.

Infine, Letizia Franchellucci, addetta allo sviluppo dei progetti nel territorio, ha presentato nel dettaglio la bontà del progetto in corso nelle parrocchie che hanno aderito dal titolo “Uniti possiamo” che consiste nell’invitare i fedeli praticanti a fare delle offerte per il sostegno del proprio parroco motivati dal senso dell’appartenenza alla propria comunità.

La prima giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica presso la chiesa parrocchiale di S. Anna, presieduta da mons. Antonino Raspanti.

La seconda giornata di convegno, aperta da mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, è stata caratterizzata dal confronto tra i partecipanti: tre gruppi di lavoro in cui economi, presidenti degli Istituti Diocesani per il Sostentamento del clero e responsabili diocesani del Sovvenire delle diocesi della Sicilia hanno riflettuto su tematiche specifiche, hanno condiviso le loro esperienze e avanzato proposte. Tutto è stato riportato, poi, in assemblea plenaria. Uno degli elementi emersi in questa fase di lavoro ha riguardato la necessità di individuare una progettazione comune a tutte le diocesi che, pur mantenendo le loro peculiarità, possono trarre da questa forma di comunione nuova linfa.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate a mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento e delegato CESi per il Sovvenire. Nel video di seguito una sintesi dell’intervento finale.

 

 

 

Card. Zuppi / Il resoconto dell’incontro a Bologna su «Sacerdoti e comunità»

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Venerdì 3 novembre si è svolto nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Bologna (Piazzale Bacchelli, 4) il convegno «Sacerdoti e comunità. Portatori di aiuto e speranza senza dimenticare nessuno», promosso dal Servizio per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica «Sovvenire» insieme all’Istituto diocesano sostentamento clero.

All’incontro, organizzato dall’incaricato diocesano del «Sovvenire» Giacomo Varone, hanno partecipato il direttore responsabile di Rai Vaticano Stefano Ziantoni che ha dialogato con il cardinale Matteo Zuppi.

Proponiamo la registrazione dell’evento a cura del canale youtube 12Porte.

 

Qui anche un articolo realtivo all’incontro pubblicato da ilrestodelcarlino.it.

Ricordiamo che l’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, Associazione Italiana per la Direzione del Personale e Manageriali Emilia-Romagna.

Uniti nel dono / Parla l’incaricata della diocesi reggina: «Accanto a chi si dona per realizzare grandi cose»

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«Il contributo alla Chiesa cattolica e il sostentamento del clero rappresentano un unicum necessario per provare a concretizzare un servizio di accompagnamento alle comunità cattoliche da parte della nostra Chiesa, anche a livello locale».

È quanto afferma Giuseppina Tripodi, incaricata diocesana del Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa cattolica dell’arcidiocesi di Reggio Calabria Bova. Ci spiega come grazie al contributo di tanti sia possibile portare avanti diverse iniziative (su avveniredicalabria.it, articolo di Francesco Chindemi).

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Perché dunque aiutare la Chiesa e i suoi parroci? «Almeno due – aggiunge – sono i motivi che rendono urgente quest’azione». Innanzitutto, perché «spesso la parrocchia diviene presidio di relazione e socialità, nonché faro per le fasce più fragili della popolazione. Basti pensare solo a quanto viene fatto nelle aree periferiche».

«Guardiamo ai nostri contesti territoriali spesso impoveriti dal disagio economico. La figura del sacerdote, quale prezioso punto di riferimento, dovrebbe essere messo nelle condizioni di non doversi occupare di svolgere attività lavorativa per sopperire alle incombenze quotidiane, ma piuttosto perseguire la sua vocazione che culmina nella cura delle anime», spiega ancora l’incaricata diocesana del Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa.

«Il sacerdote quale guida della comunità dentro la tempesta delle difficoltà che sempre più frequentemente vive l’uomo del nostro tempo – ha motivo di ritenere Tripodi – deve comunque poter contare su una comunità che si fa carico di qualcosa per garantire allo stesso la libertà di agire». Cos’altro c’è da fare? «Nella nostra arcidiocesi ancora la sua testimonianza – molto è stato fatto e molto altro sarà realizzato grazie alla generosità dei tanti benefattori che non fanno mancare il proprio contributo».

L’elenco è davvero lungo, basti pensare alle tante iniziative di prossimità portate avanti grazie all’intraprendenza dei parroci in unione con le rispettive comunità parrocchiali. Gli esempi non mancano. «Per restare in tema di aiuto alla comunità ad esempio – ricorda l’incaricata Spse della diocesi reggina non si possono non menzionare gli empori solidali nati con il contributo dell’8xmille e con donazioni di privati e le tante opere segno che a livello centrale e periferico sono state attivate. Tra queste – conclude – vorrei ricordare anche il servizio svolto presso il Museo diocesano “Aurelio Sorrentino” che, potendo anche contare sulla dedizione della sua direttrice, promuove la cultura religiosa, valorizzando i nostri tesori con delle pregevoli attività mirate alla crescita emotiva e culturale di bambini, ragazzi e delle loro famiglie».

Qui l’articolo completo del 24 ottobre 2023

 

Triveneto / Insieme per il “sovvenire”: incaricati diocesani, economi e Istituti diocesani

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Nei giorni 5 e 6 ottobre scorsi si è tenuto presso la Casa Marina delle Suore Dimesse sul litorale del Cavallino l’incontro regionale del Triveneto degli incaricati diocesani del “sovvenire”. Data l’importanza dei temi trattati, l’evento ha visto coinvolti pure i presidenti degli IDSC (Istituti Diocesani del Sostentamento Clero) e gli economi diocesani. Oltre al dott. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione della CEI, sono intervenuti Mons. Luigi Testore, presidente dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, Mons. Luigi Bressan, Vescovo delegato regionale del “sovvenire” e don Claudio Francesconi, economo generale della CEI.

L’incontro si colloca nell’obiettivo più generale di invertire la costante tendenza al ribasso che ormai da anni caratterizza sia le scelte dell’8xmille a favore della Chiesa cattolica sia le Offerte deducibili per il sostentamento del clero, fonte, quest’ultima, che purtroppo non è mai decollata.

Si è voluto estendere l’invito ad IDSC ed economi al fine di mobilitare tutti i principali organismi che operano nell’ambito economico delle diocesi e così coinvolgerli in un piano nazionale più incisivo, volto a recuperare il terreno perduto.

In particolare, si è voluto interessare il Triveneto in quanto, tra tutte le Regioni ecclesiastiche, è una di quelle che hanno manifestato una certa inerzia nell’attivare le iniziative volte a promuovere il sostegno alla nostra Chiesa. Infatti, nella nostra Regione le Offerte sono in controtendenza rispetto al dato nazionale registrando un calo del 3,0% rispetto una certa stabilità del +0,4%.

Per poter dare nuovo slancio al sistema di sostentamento della Chiesa è di fondamentale importanza il coinvolgimento del maggior numero di attori possibile; è stato rilevato infatti che, senza un’attiva collaborazione da parte di tutto il corpo sacerdotale, qualsiasi progetto, qualsiasi iniziativa sono destinati all’insuccesso.

Lo strumento ideato a questo fine, utile oltretutto per portare avanti in maniera coordinata i progetti, è stato individuato nella rete internet. È stato così avviato il sito unitiinrete.it che verrà messo a disposizione non solo degli incaricati diocesani del “sovvenire” ma pure di parroci, referenti parrocchiali e naturalmente di economi diocesani e IDSC. Pur non essendo ancora completato il suo sviluppo, questo sito costituisce già un ottimo punto di riferimento in quanto, oltre ad offrire un’informazione aggiornata sulle iniziative sia nazionali che sul territorio, è in grado di fornire una copiosa mole di dati e statistiche sull’andamento delle firme e delle Offerte.

Naturalmente, nel suo processo di crescita, questo sito darà la possibilità di interazione tra quanti operano nel settore e di condividere le esperienze in modo da agevolare la diffusione di idee e suggerimenti atti a migliorare l’azione promozionale su tutto il territorio.

Diego Righetti
Referente regionale del Triveneto

Uniti nel Dono / A scuola di accoglienza per uscire dalle dipendenze

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“Chi si trova a frequentare, per qualsiasi ragione, le mura di questa struttura, ne esce assolutamente arricchito, non solo dal calore umano e dall’ospitalità, ma anche dal ritrovarsi in maniera semplice in una famiglia, accarezzato dall’entusiasmo e dalla forza, in primis, di don Mimmo Dicarlo, che da sempre lavora a favore degli ultimi”.

Così il sindaco di Mileto (VV), Salvatore Fortunato Giordano, dipinge il Centro Maranathà, onlus ma anche fondazione, che costituisce in Calabria un esempio di accoglienza delle persone più fragili.

Don Mimmo, 64 anni, è un figlio di questa terra (è nato a Scaliti, frazione di Filandari) e oggi è parroco della basilica cattedrale di Mileto, intitolata a S. Nicola di Bari. È lui il fondatore dell’Associazione Maranathà e presiede il Centro di recupero omonimo, che assiste chi ha problemi di dipendenza da alcool, stupefacenti o psicofarmaci; una realtà che ha alle spalle più di 30 anni di storia.

Vi invitiamo a leggere tutta la storia su unitinldono.it.

Uniti nel Dono / Simone Cristicchi: “Siamo mendicanti di luce”

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Cantautore raffinato e artista poliedrico, il 46enne romano ci racconta su unitineldono.it la sua amicizia con don Luigi Verdi e il suo legame con la pieve di Romena, ma pure il suo amore per San Francesco e il Paradiso di Dante. Nella sua ricerca appassionata e sincera si sente “a metà tra la tempesta e l’approdo”. Il dubbio e l’umiltà, il silenzio e la responsabilità segnano l’orizzonte dei suoi valori. L’intervista a cura di Stefano Proietti, foto di Gianluca Gasbarri.

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A don Gigi Verdi e alla fraternità di Romena ti lega una lunga amicizia, che negli scorsi anni ha prodotto anche un programma televisivo per Tv2000 e una pubblicazione dal titolo “Le poche cose che contano”. Come è nato questo rapporto speciale e quale ricchezza hai ricevuto dall’incontro con don Gigi?
Ho incontrato prima di tutto un poeta, un uomo di parola, di concetto, un filosofo che ha condiviso con me la sua visione del cristianesimo: un cristianesimo che ritorna alla sua unicità, ai suoi esordi. Ecco perché, quando si va a Romena, ci si sente accolti prima di tutto dalla bellezza del luogo e dalla spiritualità che lì si respira. Qualcosa che arriva anche ai non credenti. Una fede proiettata verso il futuro ma dal sapore antico, come direbbe Carlo Levi. Io ho frequentato anche altri luoghi di spiritualità (induista, buddista e del cristianesimo ortodosso) ma devo dire che a Romena ho lasciato un pezzo di cuore. E anche loro mi vogliono molto bene: le mie canzoni sono diventate quasi la colonna sonora della comunità.

Come ha influito questa amicizia sul rapporto hai con la fede?
Sia io che Gigi siamo, come ama dire lui, due “mendicanti di luce” e giriamo in cerca di sorgenti di spiritualità, che possano nutrire questo vuoto che abbiamo. Anche i sacerdoti a volte possono avvertire dei momenti di buio interiore e quel che mi accomuna a don Gigi è che ognuno di noi, ciascuno col proprio strumento, cerca di condividere con gli altri la luce che abbiamo trovato sul nostro cammino.

Il tuo impegno di artista è sempre stato caratterizzato dall’attenzione alla fragilità. Dalla malattia mentale raccontata in “Ti regalerò una rosa”, che vinse il festival di Sanremo nel 2007, fino ad “Abbi cura di me”, con cui nel 2019 a Sanremo hai vinto il premio Endrigo e il premio Bigazzi.
Da una parte, in “Ti regalerò una rosa”, c’era la ricerca di una memoria storica, quella del manicomio, entrando in empatia con chi aveva vissuto e sofferto quei veri e propri lager, raccogliendo le loro testimonianze. Dall’altra, con “Abbi cura di me”, c’è una attenzione verso il mondo interiore, in un percorso legato a doppio filo con quello della memoria ma che va oltre il tempo e lo spazio: qualcuno l’ha definita una preghiera d’amore universale, e credo sia uno dei pochi casi in cui a una canzone succede qualcosa del genere.

Stai andando in scena con “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli”: chi è per te San Francesco?
La caratteristica peculiare di Francesco è che ognuno di noi ne ha una propria immagine, e può essere raffigurato come tutto e il contrario di tutto: gli sono state affibbiate definizioni di ogni genere. La cosa importante, a mio avviso, è concentrarci su ciò che da 800 anni questa persona straordinaria ci provoca. Studiando le fonti emerge il profilo di un uomo molto determinato e che non faceva sconti a nessuno, molto diverso da quello un po’ oleografico dell’amante della natura, remissivo e che parlava agli uccelli e agli animali.

A quest’ultimo riguardo, pensando al tuo brano Lo chiederemo agli alberi: come si fa nella nostra quotidianità così frenetica, a sentirci davvero parte di un disegno più grande?
È fondamentale ritagliarci, dovunque noi siamo, uno spazio di silenzio per la meditazione, la preghiera, il raccoglimento o anche solo per la contemplazione della natura. È chiaro che chi vive in una palazzina di periferia può avere una maggiore difficoltà, ma in fondo resta una questione di volontà. Deve scegliere di farlo, con disciplina, anche chi ha la fortuna di vivere immerso nel verde, come me, che abito in un casolare tra le colline. La natura è un grandissimo libro di sapienza che aspetta di essere decifrato e interpretato correttamente.

Ispirandoti a Dante, anche tu proponi in “Paradiso – Dalle tenebre alla luce” un viaggio dell’anima, dall’oscurità angosciosa del non senso alla luce della pace interiore: quali sono gli strumenti di cui è necessario armarsi?
Io ritengo fondamentali due elementi. Il primo è l’umiltà, che nella sua radice ha la parola terra (humus, in latino): dobbiamo essere, come un campo, aperti ad accogliere i semi che tutti ci possono donare. E poi ci vuole un sano dubbio, che mi caratterizza in modo particolare: il dubbio ti mette in discussione e ti apre nuove prospettive, anche se porta con sé la tempesta. Avere fede è un punto d’arrivo, un dono che arriva dall’alto e ti pone in uno stato di tranquillità. Io mi sento a metà tra la tempesta e l’approdo.

La tua vena artistica ha fatto un gran bene al cuore di tante persone che ascoltano la tua musica o vedono i tuoi spettacoli. Vivi questa dimensione come una vocazione?
Più che come una vocazione io vivo questa dimensione come una responsabilità. La responsabilità di condividere quello che sentiamo e produciamo; non per il successo ma perché è il compito dell’artista, all’interno della comunità. Abbiamo dei fari luminosi che ce lo hanno mostrato: da De André a Fossati, da De Gregori a Battiato. Artisti che con la loro musica non solo sono compagni di cammino, ma hanno la forza di aiutarti a cambiare prospettiva. È quello che anch’io vorrei fare.